Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Ciro Ambrosio, presidente dell’associazione Somma Trekking.
Vorrei iniziare questo articolo con alcune considerazioni di carattere generale, la prima cosa che mi viene in mente è che per la prima volta da molti anni, la politica ha preso delle decisioni importanti scavalcando le leggi dell’economia e privilegiando le leggi di natura (il benessere dell’individuo). Oggi la politica per mantenersi in vita deve per forza di cose guardare l’economia che, a sua volta, guarda alle risorse tecnologiche. La seconda considerazione riguarda il nostro sistema comunicativo che al tempo del “coronavirus” è saltato completamente, nella prima parte di questa storia tragica abbiamo assistito a tantissime mancanze e a tantissime omissioni e bugie da parte di chi doveva informare bene la popolazione, e non sono mancati atti di sciacallaggio da parte di chi voleva cavalcare l’onda del virus per annientare i propri avversari politici, ma il virus non fa differenze e ha travolto anche loro, infatti alcuni di loro sono in quarantena all’estero, in silenzio, aspettando momenti migliori… Tutto questo ci fa capire come il comportamento sociale venga plagiato e indotto da “giornalai” senza scrupoli e da una fetta di politica compiacente. La terza considerazione è sul cambiamento delle nostre abitudini, e in questo dobbiamo ringraziare il “virus”, abbiamo un po’ rallentato le nostre azioni, abbiamo un po’più di tempo per riflettere sulla nostra condizione umana, con forza e con determinazione è entrata in noi l’idea della morte e con essa la consapevolezza di tutte le debolezze e la fragilità del nostro essere umano. Con il divieto di uscire, con gli appelli di stare in casa, abbiamo molto più tempo per coltivare cose che avevamo dimenticato, la vita, i rapporti con i famigliari, i gesti dimenticati nel tempo della velocità, come guardarsi negli occhi, accarezzarsi e prendersi per mano; riscoprire la lettura, magari leggendo i Promessi Sposi (il cap. XXXI la peste a Milano) e con essi rileggere il libro della tua vita, come un fotogramma che va a ritroso e dove ci sono tutte le immagini dei momenti della nostra esistenza. Interrogarsi sui mali di questo mondo e magari uscirne migliori, perché no, possiamo farcela, ma non perché io sia ottimista, anzi, io credo che l’ottimismo potrebbe essere la qualità delle persone poco informate, ma perché io credo nella verità delle cose, nella lealtà e nel riscatto storico dell’uomo, nel superamento e nel trionfo della natura umana. Restare umani è la forza di chi crede che il domani possa essere migliore. Per certi aspetti restare in casa è dura, ma bisogna organizzarsi, inventarsi la giornata in modo costruttivo e credetemi, non è difficile, solo le persone superficiali vivono questo momento con enorme difficoltà. Raccontarsi è un ottimo passatempo, arricchisce chi ti sta vicino e ti aiuta a vedere cose che prima non vedevi, e in certi casi a risolvere delle incomprensioni, nate dalla paura e dall’angoscia della solitudine. Infine non posso che fare un “in bocca a lupo” a tutti noi, augurandoci che in un immediato futuro ognuno si ricordi di questi momenti e di questa grande lezione di vita: un virus, una cosa invisibile ha messo in ginocchio un paese, un mondo fatto di giganti con i piedi di argilla.

