Viaggio tra alcuni cognomi più diffusi nell’area vesuviana

In ogni comunità gli indicatori antroponimici – nomi di persona, nomi di famiglia ovvero cognomi (etimologicamente nomi aggiunti), soprannomi – costituiscono, secondo il professor Luigi Chiappinelli, oltre che una modalità insostituibile per individuare e designare i suoi componenti, un documento prezioso in cui si è sedimentata la sua identità storica.    Già i Latini accostavano nomen con omen “presagio” e per Cicerone i bona nomina erano bona omina. Non è facile spiegare l’origine dei cognomi – spiega il compianto prof. Francesco D’Ascoli (1920 – 2008). Spesso provengono da fonti inimmaginabili, a volte banali e a volte peregrine. I Comuni vesuviani costituiscono un concentrato di storie antiche, cultura, tradizioni e contaminazioni linguistiche (cit. wesuvio.it). Si prenda, come primo esempio, il cognome Auriemma. Esso ha una sola variante, che è Aurigemma. Peculiare del Napoletano, lo troviamo presente anche nel Cosentino e a Maratea nella forma meno completa e più meridionalizzata Auriemma. Il cognome Aurigemma in origine fu nome e sopranome di donne che avevano particolari requisiti di bellezza, perché come è chiaro, la voce si compone di due  parti: auri e gemma che vuol dire pietra d’oro o pietra preziosa. Il cognome Improta può essere ricondotto ai due altri Proto e Prota, come fa notare il linguista Gerard Rohlfs (1892 – 1986). Oltre che a Napoli in tutte e tre le forme, esso è presente a S. Maria del Cedro nella forma Improta, in tutta la Calabria nella forma Proto, a Caulonia e a Gioiosa nella forma Prota. Alla base si scorge chiaramente l’aggettivo numerale greco protos che vuol dire primo, che poteva fare riferimento all’importanza sociale di un personaggio dell’Italia bizantina, come ad una carica del governo. Si pensi a tal proposito ai titoli come protonotario, protovestiario, protosebaste, che erano sempre dignità di prima grandezza. Improta può essere disceso dall’espressione, prima soprannome, ex protis che vale a dire tra i primi. Il cognome, quindi, servì ad indicare in origine una personalità che spiccava tra gli altri per meriti speciali. Il cognome Maione, subito associato al primo storico di Somma Vesuviana Domenico Maione, oltre che nel Napoletano, si trova diffuso in Calabria e in Sicilia. Nel Comune di Altilia (Cosenza) vi è la frazione di Maione che può aver dato origine al cognome, come riferisce il prof. Francesco D’Ascoli; ciò potrebbe autorizzare a ritenere che famiglia possa essere di origine calabrese. Il significato etimologico della voce sarebbe quello di abitazione, disceso dal nome magione per dileguo palatale. Il cognome Raia (noto pesce) si trova diffuso in Cosenza città e in Cosenza provincia, nonché a Viggiano (PZ) e a Sant’Arsenio (SA). Nella forma Laraja (con articolo conglutinato per La Raja) si registra anche a Maratea, Pisticci, Ferrandina e Lecce. Il cognome è concordemente ricollegato alla razza che nei dialetti meridionali diviene appunto raia. In qualche località si registra la forma Raja. Per il cognome Rippa si precisa che esso è presente in Calabria, nel Napoletano con particolare frequenza nel territorio di Somma Vesuviana. Sembra che il cognome debba fare riferimento a Rippa, contrada di San Giorgio Albanese (CS). Per Giuliano, che non ha alcun rapporto con il Comune di Giugliano, occorre precisare che presenta varianti in Zuliani, Zulian, Iuliano, Iuliani e gli alterati Giulianelli e Giulianici. Il tipo base Giuliani è diffuso in tutta Italia. Al Nord appare Giuliani, mentre al Sud Giuliano. Si tratta della cognomizzazione del cognomen latino Iulianus, derivato da Iulius. E’ improbabile – afferma D’Ascoli –  che alcuni di questi cognomi possano essere derivati da toponimi quali Giuliano di Lecce, Giuliano Teatino in provincia di Chieti, Giuliano di Roma in provincia di Frosinone, Zugliano a Udine e cosi via. Nel sud il cognome Giuliano è presente in Sicilia e in Lucania, mentre in Calabria vige la forma Iuliano. Anche Tufano è un cognome prevalentemente meridionale. Lo troviamo, infatti, sotto forma di Tofano e Tofani a Napoli, Tofano in provincia di Cosenza e Catanzaro, nella forma sdrucciola Tòfano e Tòfani un po’ dappertutto. Più che il vezzeggiativo di Cristofano, nome personale per Cristofaro, pare che il cognome si debba ricollegare al nome di origine greca Theopanis vale dire manifestazione di Dio, registrato in Cosenza nell’anno 1097 e che tuttora è cognome in Grecia. Il cognome Aiello o Ajello, che ha varianti in D’Aiello e D’Ajello, è molto diffuso nel Sud e si presenta con la massima frequenza nel territorio di Catania. Gerard Rohlfs lo mette in corrispondenza diretta con il sostantivo latino agellus che vuol dire campicello o piccolo campo. Il linguista Emidio De Felice (1918 – 1993) risale, si, ad agellus, ma attraverso i toponimi del Comune di Aiello del Sabato nell’Avellinese e di Aiello Calabro in provincia di Cosenza. E’ logico ritenere che il cognome sia derivato più da un toponimo che da un nome comune, come in questo caso campicello o piccolo campo. Sembra essere venuto dalla Spagna il cognome Capasso: un’ ipotesi questa che ben si sposa con l’antica dominazione spagnola. Un cognome, questo, molto diffuso nella città e nella provincia di Napoli. Rare presenze si registrano in Calabria, Sicilia e Lucania. All’origine il cognome doveva accostarsi sicuramente all’aggettivo spagnuolo capaz che vuol dire capace, abile ed esperto. Ma ciò che sembra evidente, ancor più,  è la presenza in Spagna di un cognome Capaz che si pronuncia Capass, largamente diffuso e dal significato anzidetto. E’ facile – secondo il prof. D’Ascoli – che in tempi aragonesi o vicerali un gruppo di famiglie con quel cognome si siamo stabilite nel nostro Regno. Per il cognome Caiazzo si fanno due ipotesi. Secondo alcuni si tratterebbe del sostantivo calabrese cajazzu che vuol dire uomo spregevole; secondo altri bisognerebbe tener conto del toponimo Caiazzo  in provincia di Caserta. Poiché il cognome è ugualmente diffuso sia in Campania che in Calabria, si può ipotizzare una duplice derivazione. Il difficile sta nel distinguere i cognomi derivati dal toponimo da quelli derivati dal sostantivo calabrese. Avolio pare un cognome di origine calabrese, giacché proprio in tale regione l’avorio viene chiamato avolio. E’ presente a Corigliano Calabro, a Pizzo in provincia di Vibo Valentia e nel Napoletano. Infine, concludo con un cognome tipico del meridione: Sodano. E’ un cognome caratteristico delle zone tra napoletano e salernitano, con ceppi anche nel barese e nel palermitano. Secondo alcuni linguisti dovrebbe derivare da antichi nomi di località originati dal latino so(l)dum, contratto da solidum  che vuol dire terreno sodo e compatto, probabili luoghi d’origine dei capostipiti. Ma il Dizionario dei cognomi italiani lo fa derivare da soldano o sultano. Tale dizionario, pubblicato a Milano nel 1978 da Emidio De Felice, è un’opera di consolidata autorevolezza scientifica che ci illumina sulle numerose categorie onomastiche e sulla diffusione e frequenza a livello nazionale e regionale. (FONTE FOTO: R.D’AVINO)

Pomigliano, muore d’infarto nel centro medico durante un test: “non è coronavirus”. Ecco chi era

Nella tarda mattinata di ieri il paziente di un centro medico cardiologico di Pomigliano è morto d’infarto mentre effettuava una prova da sforzo, un test fisicamente impegnativo finalizzato a individuare eventuali problematiche cardiache. Antonio Maione, 51 anni, un lavoratore marittimo residente nel centro del vicino comune di Sant’Anastasia, si era recato nella struttura sanitaria per comprendere le sue condizioni di salute. Ma non appena ha effettuato l’esame da sforzo si è accasciato a terra. A nulla sono valsi i soccorsi. Sul posto sono giunte vetture del 118, dei carabinieri, della polizia municipale e di una ditta di onoranze funebri, il che ha fatto temere alla gente l’ennesimo decesso da coronavirus. Ma le forze dell’ordine hanno smentito seccamente questo timore. Hanno reso noto che si è trattato di una morte naturale dovuta a un arresto cardiaco. Nessuna indagine è stata aperta.

INPS, diramate le circolari con le misure previste dal decreto Cura Italia

Sono state pubblicate on line le circolari operative per l’attuazione di alcune misure governative a sostegno dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese previste dal Decreto Cura Italia. Con le circolari 44/2020, 45/2020 e 47/2020, l’Inps fornisce agli utenti il quadro dei requisiti necessari e delle modalità di accesso alle misure di sostegno contenute nel Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (Decreto Cura Italia). La circolare 47/2020 prevede l’accesso semplificato per le aziende al trattamento ordinario di Cassa integrazione guadagni (CIGO), all’Assegno Ordinario e all’ la Cassa integrazione in deroga, con causale “COVID 19 nazionale”. Per la CIGO e l’assegno ordinario non sarà necessario dimostrare la non imputabilità e la temporaneità dell’evento né comunicare la data di ripresa della normale attività. Per la concessione della CIGO e l’ammissione all’assegno ordinario non sarà richiesta alcuna relazione tecnica e, per l’assegno ordinario, non sarà necessario compilare la scheda causale. La CIGO e l’Assegno ordinario potranno avere durata massima di 9 settimane per periodi che vanno dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. I lavoratori per i quali si chiede la prestazione devono essere già dipendenti dell’azienda alla data del 23 febbraio 2020. È possibile il pagamento secondo le usuali modalità: in caso di pagamento diretto della prestazione, non è richiesta alcuna motivazione specifica. Con riferimento ai datori di lavoro del settore privato che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione, è previsto che le Regioni e le Province autonome possano riconoscere trattamenti di Cassa integrazione salariale in deroga, per il periodo di sospensione del rapporto di lavoro e per la durata massima di nove settimane. Per le aziende plurilocalizzate che non possono accedere agli strumenti ordinari di cassa integrazione e che hanno unità produttive ubicate in cinque o più Regioni, la domanda di cassa integrazione in deroga deve essere autorizzata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali. La circolare 45/2020, poi, fornisce le istruzioni operative per la richiesta all’Inps del congedo COVID 19, di quindici giorni riconosciuto ai genitori per il periodo di chiusura delle scuole, da parte dei lavoratori dipendenti privati, gli iscritti alla Gestione separata e i lavoratori autonomi. I lavoratori dipendenti del settore pubblico, invece, potranno fruire del congedo presentando domanda direttamente alla propria Amministrazione di appartenenza. Per coloro che assistono un familiare disabile e per i lavoratori affetti da disabilità, la circolare n. 45/2020 disciplina anche le modalità di incremento delle giornate di permesso retribuito previste dalla legge 104/1992. Infatti, il Decreto aggiunge, alle 3 già normalmente riconosciute dalla legge, ulteriori 12 giornate di permesso retribuito, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. In alternativa alla richiesta di congedo COVID19, secondo quanto previsto dal Decreto Cura Italia, la circolare 44/2020 contiene indicazioni per il riconoscimento ai genitori del bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting. Il bonus può essere richiesto dai lavoratori del settore privato, dagli iscritti alla Gestione Separata e dai lavoratori autonomi e può arrivare fino a 600 euro. Lo stesso beneficio è previsto anche per i lavoratori pubblici impegnati nel settore sanitario pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia medica, operatori sociosanitari) e per il personale addetto alla sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica, nella misura massima di 1000 euro. Il bonus potrà essere erogato tramite il Libretto Famiglia. La domanda per ottenere il bonus potrà essere presentata avvalendosi di una delle seguenti tre modalità:
  • online, utilizzando l’apposito servizio telematico “Bonus servizi di baby-sitting” disponibile nella sezione “Servizi online” > “Servizi per il cittadino” > “Domanda di prestazioni a sostegno del reddito”. La domanda di Bonus babysitting può essere fatta anche con SPID, CIE, CNS;
  • tramite il Contact center integrato, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o numero 164.164 (da rete mobile con tariffazione a carico dell’utenza chiamante);
tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

La C.A. Group s.r.l. a supporto dell’Italia contro il Covid -19: l’azienda produrrà mascherine protettive

La produzione di una linea di pantaloni riconvertita per la creazione di mascherine riutilizzabili e lavabili. 2.000 mascherine al giorno, con una donazione giornaliera di 100 pezzi al comune di San Giuseppe Vesuviano.

La nota azienda partenopea, proprietaria dei marchi di respiro internazionale ENTRE AMIS e COROGLIO, ha deciso di scendere in campo, nel suo piccolo, per l’emergenza del Coronavirus convertendo la produzione di una linea di pantaloni in mascherine protettive, antipolvere e impermeabili.

Tale produzione, ai sensi dell’articolo 15 – DL 18 del 17 Marzo 2020, garantirà 2.000 mascherine al giorno, con numeri in continua crescita. Di queste, la C.A. Group s.r.l. ha deciso di donare 100 pezzi al giorno al comune di San Giuseppe Vesuviano, città d’origine della famiglia Casillo, proprietaria dell’azienda.

Le mascherine rispondono ai requisiti della norma UNI EN 14683:2019 e ai requisiti di biocompatibilità secondo la norma UNI EN ISO 10993-1:2010. Esse si compongono di due strati di tessuto, quello esterno con trattamento WR (Water Resistant) e quello interno anallergico 100% cotone naturale, e sono lavabili in lavatrice a 90 gradi prima di ogni riutilizzo.

“In questo momento difficile per tutti, vogliamo dare un nostro piccolo contributo alla lotta contro il Covid-19, convertendo parte della nostra produzione in mascherine, necessarie per tutto il nostro Paese per affrontare il virus, sperando che tutto questo finisca molto presto” ha dichiarato il CEO della C.A. Group, Antonio Casillo.

Acerra, buoni spesa per contrastare l’emergenza alimentare da Coronavirus

Già attiva sul sito del Comune la procedura semplificata per richiedere i buoni spesa anche da tablet e smartphone senza uscire di casa. È online sul sito del Comune di Acerra la modulistica da utilizzare per richiedere il buono spesa connesso all’emergenza alimentare da Coronavirus, utilizzabile per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali che saranno successivamente pubblicati sul sito del Comune. La procedura è molto semplice, attiva da oggi fino al 7 aprile 2020 e non è necessario presentare la domanda in forma cartacea, ma si invia automaticamente online, concludendo la procedura sul sito del Comune. Così come previsto dall’Ordinanza n. 658 del 29/03/2020 del Capo della Protezione Civile, l’Amministrazione comunale di Acerra ha previsto l’erogazione di buoni spesa come misure urgenti di solidarietà ed ha già attivato la piattaforma semplificata per la raccolta delle domande, senza dover assolutamente lasciare le proprie abitazioni, con la possibilità di compilarla anche tramite smartphone e tablet. L’Ufficio dei Servizi Sociali del Comune, al termine del periodo previsto per la presentazione delle domande che scade il 7 aprile, individuerà la platea dei beneficiari ed il relativo contributo alimentare tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e tra quelli in stato di bisogno, sulla base delle risorse economiche assegnata al Comune dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico (Reddito di Cittadinanza e misure “Cura Italia”). I soggetti interessati possono andare sul sito del comune www.comune.acerra.na.it, cliccando sull’icona in alto (a forma di busta della spesa) si viene inoltrati al sito:  http://acerra.soluzionipa.it/portal/servizi/moduli/5/modulo e si può facilmente compilare la domanda.

Covid 19, A Somma Vesuviana13 positivi e #UnOndataDiSolidarietà

Ognuno potrà lasciare un prodotto alimentare acquistato nel carrello all’ingresso dei supermercati Decò e Conad. La Croce Rossa lo donerà alle famiglie costrette alla povertà a causa del Coronavirus.  Il sindaco Di Sarno: “Oggi siamo arrivati a 13 casi di Coronavirus a Somma Vesuviana. Abbiamo attivato tavolo tecnico per assistenza a chi ha necessità.  Deve essere un’onda di solidarietà alta che parte da Somma Vesuviana”. Antonio Polise, presidente di Onda Bianca: “Stanno aderendo in tanti. Si chiama #UnOndataDiSolidarierà, con un carrello nel quale depositare un prodotto acquistato per gli altri. Deve essere una catena umana a distanza. Tante famiglie hanno bisogno di sfamare i propri figli. Ringrazio i supermercati che stanno aderendo, la popolazione, le associazioni. Siamo vivi ed è un grande dono, ora questo dono mettiamolo a disposizione di tutti”. Vincenzo Panico (referente della Croce Rossa) : “Siamo in campo. Negli ultimi 5 giorni quasi 100 interventi. Di cui 53 anche per famiglie non bisognose. Siamo impegnati non solo per #UnOndataDiSolidarierà ma anche ritirare la spesa acquistata per famiglie non bisognose ma che ci chiedono la consegna a domicilio perché non vogliono uscire”. “#UnOndataDiSolidarietà parte come onda forte da Somma Vesuviana e il Comune la sostiene. Un’onda che possa salvare decine e decine di famiglie che ora sono piombate in piena povertà. Aiutiamoci, siamo tutti una grande catena virtuale a distanza ma umana, fatta di carne ed ossa ma soprattutto sentimento. A Somma Vesuviana parte l’iniziativa ideata da OndaBianca con Croce Rossa, Protezione Civile e alcune catene di supermercati. Si potrà fare la spesa per due. All’ingresso dei supermercati ci sarà un carrello ed ognuno di noi potrà lasciare un prodotto per gli altri. Rispondiamo, Somma Vesuviana c’è! Ci fa piacere che è stato percepito lo spirito di tale progetto, infatti l’obiettivo è proprio quello di unire le forze e collaborare sinergicamente con chiunque voglia dare un contributo. Partendo da tale progetto stiamo dando vita ad un tavolo tecnico con Croce Rossa, Protezione Civile, Arci e tutte le associazioni del territorio intenzionate a mettere in campo una catena di volontari. Combattere insieme contro il Covid-19, un nemico grosso e silenzioso. Sicuramente questa è una scelta proficua e positiva, infatti ora più che mai bisogna essere compatti! Ed intanto i casi di Coronavirus a Somma Vesuviana sono 13, ben 10 in più in una settimana. Inoltre abbiamo molte persone in sorveglianza fiduciaria domiciliare. Oggi l’arrivo della Polizia Provinciale ed inoltre ho chiesto l’intervento dell’Esercito a supporto delle Forze dell’Ordine per il rispetto delle norme di distanziamento”.  Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana. Un bellissimo progetto voluto, ideato e portato avanti dal movimento politico Onda Bianca. L’Italia dà il meglio di sé! “Ben tre volte a Settimana i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana passeranno a ritirare il carrello dove ognuno potrà lasciare un prodotto e quei prodotti andranno, attraverso un apposito elenco di famiglie – ha dichiarato Antonio Polise, socio fondatore di Onda Bianca – a quanti in questo momento di emergenza sanitaria nazionale non possono lavorare e dunque alle loro famiglie in necessità importante. Rispondiamo tutti insieme e tutti insieme riusciremo a fare una grande spesa soprattutto ricca di azioni umane. Ora è il momento  di esserci per tutti. Tutto questo sarà possibile presso i punti vendita Decò  e Conad di Somma Vesuviana, ma l’iniziativa è aperta a tutti i supermercati che vorranno aderire. Noi ci siamo! L’iniziativa “un ondata di solidarietà sta riscuotendo un notevole successo, a tal proposito noi volontari di Onda Bianca abbiamo dato la nostra totale disponibilità all’Amministrazione Comunale nell’andare a ritirare i beni dai supermercati e prepararli affinché siano poi solo consegnato alle famiglie”.  Gli altri soci fondatori di Onda Bianca sono: Luigi Coppola, Carmen Liguori, Tommaso Busiello. Oltre #UnOndataDiSolidarietà la Croce Rossa è impegnata a Somma Vesuviana nell’assistenza alle famiglie per il ritiro della spesa, sia per anziani, bisognosi ma anche per famiglie che non hanno anziani e necessità ma che vogliono limitare le uscite. Dei veri angeli della gente. “Negli ultimi 5 giorni – ha affermato Vincenzo Panico, Referente della Croce Rossa sezione di Somma Vesuviana (NA) – abbiamo effettuato ben 53 interventi a domicilio di cui 20 presso famiglie che chiedevano il ritiro della spesa, 27 che invece hanno chiesto che andassimo a ritirare per loro i farmaci e 6 famiglie che hanno richiesto il nostro intervento sia per farmaci che per la spesa. Ricordo che tutti possono chiamarci al numero di tel 331 233 9074 al quale risponderà un nostro operatore. Verremo a casa a ritirare la lista della spesa e dei farmaci, ovviamente acquistata, ci recheremo al supermercato per conto delle famiglie e consegneremo la spesa a domicilio. Oltre ai 53 interventi di cui sopra, abbiamo sempre in questi ultimi 5 giorni, effettuato altri 40 interventi presso famiglie bisognose consegnando loro gli alimenti della Comunità Europea. In quest’ultimo caso facciamo riferimento alla graduatoria presso i Servizi Sociali”.

Coronavirus, in Campania test rapidi per operatori della sanità

La Regione Campania si è prefissata l’obiettivo di identificare precocemente i contagi da COVID-19 nel personale sanitario esposto al virus e di instradare velocemente, in percorsi dedicati, i casi sospetti di infezione che, in ambiente ospedaliero e/o territoriale, possano necessitare di isolamento e cure urgenti. Per il raggiungimento di tali obiettivi ci si è dotati di sistemi di rilevazione rapidi che consentono l’individuazione degli anticorpi IgM e IgG anti Coronavirus e progressivamente sono stati attivati dieci laboratori per la ricerca del virus COVID-19, implementando la capacità di effettuare tamponi. I test – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – verranno utilizzati nella prima fase del protocollo, insieme alla RT-PCR su tampone, per l’individuazione precoce degli infetti e per una valutazione epidemiologica di siero prevalenza nella popolazione, iniziando dai soggetti maggiormente esposti (operatori sanitari delle Aziende sanitarie inseriti nei percorsi COVID-19 positivi e nelle Reti tempo dipendenti) e dai pazienti sintomatici e/o esposti. Per garantire un’efficace validazione epidemiologica regionale, il percorso di identificazione dei positivi/negativi COVID-19 verrà tracciato attraverso l’utilizzo della piattaforma informatica regionale. Pertanto tutti gli operatori, individuati dalle aziende sanitarie regionali per effettuare test rapido e/o il tampone per la ricerca del COVID-19, sono obbligati, previa raccolta consenso informato dell’utente, ad accedere a tale piattaforma.

M5S, Ciarambino: “Ecco le nostre proposte per il sostegno alle famiglie povere, De Luca ci ascolti”

La capogruppo regionale: “Abbiamo risposto all’invito del governatore, ora tocca a lui. Si convochi la capigruppo”. Il Presidente De Luca si era rivolto a tutti gli interlocutori politici e sociali per sollecitare la presentazione di proposte e contributi concreti.

“Nel segno della massima collaborazione e in risposta all’appello dei giorni scorsi del governatore De Luca, che ha invitato tutte le forze politiche e della società civile a elaborare contributi per sostenere chi è in difficoltà economica, come Gruppo regionale M5S abbiamo presentato un pacchetto di proposte tese a porre un argine al crescente disagio sociale. A cominciare dal sostegno alla liquidità di piccole medie imprese e Partite Iva, attraverso l’istituzione di un fondo per l’accesso al credito a interessi zero, finanziato con fondi Por-Fesr 2014-2020. La Regione potrebbe inoltre attivarsi nell’agevolare la riconversione di aziende nella produzione di dispositivi di protezione sanitari, prevedendo nel contempo forme di indennizzo per i settori maggiormente colpiti da questa emergenza, dal comparto lattiero-caseario alle filiere agricola e agroalimentare. Andrebbe quindi fatta una ricognizione delle categorie di lavoratori esclusi da ogni sussidio, agendo con ulteriori misure di sostegno”. È quanto dichiara la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Valeria Ciarambino, nell’illustrare le misure di sostegno economico elaborate dai componenti del Gruppo regionale e inviate al presidente della giunta regionale.

“Proponiamo inoltre l’istituzione di un contributo di solidarietà alimentato con il taglio delle indennità, a vario titolo, di presidente della Regione, membri della giunta e consiglieri regionali, di un fondo da erogare ai Comuni per la sospensione delle imposte locali e di un fondo per chi è nell’impossibilità di pagare l’affitto. La Regione, infine, potrebbe integrare l’ordinanza del Governo che stanzia 400 milioni ai Comuni per distribuire aiuti alimentari, con un fondo che può essere incrementato con donazioni private. Proposte – sottolinea Ciarambino – che abbiamo inoltrato al governatore, in risposta al suo stesso invito. In queste stesse ore abbiamo chiesto al presidente del Consiglio regionale la convocazione urgente della Conferenza dei capigruppo, con la partecipazione dello stesso presidente della giunta regionale. Siamo sempre più convinti che solo unendo energie e idee, mettendo così tutti in condizione di fare la loro parte, possiamo vincere questa sfida”.

Marigliano, in arrivo i primi contributi di solidarietà per l’emergenza Coronavirus

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Buone nuove sul fronte degli aiuti e della solidarietà in città. In seguito al DPCM firmato il 28 marzo dal premier Giuseppe Conte, per Marigliano arrivano subito 254.102, 41 euro (con ordinanza del Dipartimento Protezione Civile) che sono vincolati all’acquisto di generi di prima necessità e generi alimentari destinati a chi “non riesce a fare la spesa”, come ci ha tenuto a specificare il Presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa. I fondi, come afferma il consigliere di opposizione Filomena Iovine “vanno riconosciuti con priorità a coloro che non hanno beneficiato di altro sostegno” e verranno distribuiti utilizzando la catena della solidarietà, dei servizi civili e del volontariato. In arrivo, inoltre, una ulteriore cifra pari a più del doppio in virtù dell’anticipo (il 66% subito rispetto alla prevista scadenza di maggio) del Fondo di Solidarietà Comunale, lo strumento di perequazione fiscale del comparto comunale che eroga e distribuisce in base a criteri di equità. In seguito alle polemiche delle ultime ore, relative alle difficoltà cui rischiavano di andare incontro molte persone intenzionate a partecipare, sono in arrivo anche probabili modifiche dell’avviso pubblico indetto dal Comune di Marigliano per garantire aiuti alimentari da elargire alle famiglie che versano in una condizione di più marcato bisogno, in scadenza il 6 aprile. Oggi è in programma la riunione dei capigruppo: il sindaco ha già aperto a possibili correzioni del bando, mentre l’opposizione auspica sostanziali interventi:
  • Eliminare il limite di partecipazione di 4000 euro per l’ISEE 2019 e convertirlo in parametro per il punteggio in graduatoria;
  • Descrivere in maniera più minuziosa cosa prevede nel concreto il beneficio e darlo in proporzione al numero dei componenti del nucleo familiare;
  • Mettere in condizione la Croce Rossa e/o la Protezione Civile di accogliere la domanda da parte dei richiedenti che non usufruiscono di e-mail o PEC.
Vedremo se gli attori della politica mariglianese riusciranno a trovare ulteriori convergenze per snellire la parte burocratica di questa gara di solidarietà in piena emergenza contagio.

M5S, Iovino: “Il mio impegno per i Comuni del Nolano, ecco quanto andrà alle famiglie indigenti”

Il deputato: “Primo stanziamento importante del Governo per distribuire aiuti alimentari” “Con l’ordinanza che stanzia 400 milioni ai Comuni per distribuire aiuti alimentari a chi ne ha bisogno, stiamo dando una risposta immediata a un fabbisogno reale di molte famiglie in stato di indigenza. C’è un problema sociale rispetto al quale dobbiamo agire con decisione e tempestività ed è quello che stiamo facendo. Nel mio territorio, mi sono messo a disposizione di ogni singolo amministratore per collaborare in ogni maniera. A cominciare dal mio comune di residenza, San Paolo Bel Sito, che riceverà 26 mila euro per finanziare l’acquisto di buoni spesa e per l’erogazione di generi alimentari. Così come tutti gli altri comuni dell’agro Nolano, a cui saranno destinate somme stanziate sulla base del reddito medio dei residenti e del numero di abitanti. A cominciare dalla stessa Nola, a cui andranno circa 295 mila euro, fino a territori più piccoli. Nessuno sarà lasciato indietro”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino, che sulla sua pagina Facebook ha pubblicato l’elenco delle cifre assegnate a ciascun Comune del Nolano. “I fondi stanziati sono solo una prima risposta a un fabbisogno immediato di chi oggi ha difficoltà anche a fare una semplice spesa e rappresentano una parte di un pacchetto di misure sempre più consistente e che sta già coinvolgendo tutti i comparti, dai piccoli artigiani alle grandi imprese, a ogni singola filiera produttiva del nostro Paese. Stiamo gestendo come meglio non si potrebbe la peggiore emergenza dal dopoguerra ad oggi. Di fronte a questa azione non giovano le polemiche, ma serve l’unità di tutti”. Di seguito l’elenco dei Comuni del Nolano e delle cifre assegnate per l’acquisto di generi alimentari o per comprare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità. Camposano 48.793,70 Carbonara di Nola 23.313,98 Casamarciano 26.382,31 Cicciano 117.675,03 Cimitile 60.953,49 Comiziano 14.161,41 Liveri 13.988,40 Nola 294.623,27 Palma Campania 154.009,41 Roccarainola 66.502,26 San Paolo Bel Sito 26.945,65 San Vitaliano 55.352,91 Saviano 152.804,54 Scisciano 51.975,19 Tufino 32.540,29 Visciano 39.865,11