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In ogni comunità gli indicatori antroponimici – nomi di persona, nomi di famiglia ovvero cognomi (etimologicamente nomi aggiunti), soprannomi – costituiscono, secondo il professor Luigi Chiappinelli, oltre che una modalità insostituibile per individuare e designare i suoi componenti, un documento prezioso in cui si è sedimentata la sua identità storica. 

 

Già i Latini accostavano nomen con omen “presagio” e per Cicerone i bona nomina erano bona omina. Non è facile spiegare l’origine dei cognomi – spiega il compianto prof. Francesco D’Ascoli (1920 – 2008). Spesso provengono da fonti inimmaginabili, a volte banali e a volte peregrine. I Comuni vesuviani costituiscono un concentrato di storie antiche, cultura, tradizioni e contaminazioni linguistiche (cit. wesuvio.it).

Si prenda, come primo esempio, il cognome Auriemma. Esso ha una sola variante, che è Aurigemma. Peculiare del Napoletano, lo troviamo presente anche nel Cosentino e a Maratea nella forma meno completa e più meridionalizzata Auriemma. Il cognome Aurigemma in origine fu nome e sopranome di donne che avevano particolari requisiti di bellezza, perché come è chiaro, la voce si compone di due  parti: auri e gemma che vuol dire pietra d’oro o pietra preziosa.

Il cognome Improta può essere ricondotto ai due altri Proto e Prota, come fa notare il linguista Gerard Rohlfs (1892 – 1986). Oltre che a Napoli in tutte e tre le forme, esso è presente a S. Maria del Cedro nella forma Improta, in tutta la Calabria nella forma Proto, a Caulonia e a Gioiosa nella forma Prota. Alla base si scorge chiaramente l’aggettivo numerale greco protos che vuol dire primo, che poteva fare riferimento all’importanza sociale di un personaggio dell’Italia bizantina, come ad una carica del governo. Si pensi a tal proposito ai titoli come protonotario, protovestiario, protosebaste, che erano sempre dignità di prima grandezza. Improta può essere disceso dall’espressione, prima soprannome, ex protis che vale a dire tra i primi. Il cognome, quindi, servì ad indicare in origine una personalità che spiccava tra gli altri per meriti speciali.

Il cognome Maione, subito associato al primo storico di Somma Vesuviana Domenico Maione, oltre che nel Napoletano, si trova diffuso in Calabria e in Sicilia. Nel Comune di Altilia (Cosenza) vi è la frazione di Maione che può aver dato origine al cognome, come riferisce il prof. Francesco D’Ascoli; ciò potrebbe autorizzare a ritenere che famiglia possa essere di origine calabrese. Il significato etimologico della voce sarebbe quello di abitazione, disceso dal nome magione per dileguo palatale.

Il cognome Raia (noto pesce) si trova diffuso in Cosenza città e in Cosenza provincia, nonché a Viggiano (PZ) e a Sant’Arsenio (SA). Nella forma Laraja (con articolo conglutinato per La Raja) si registra anche a Maratea, Pisticci, Ferrandina e Lecce. Il cognome è concordemente ricollegato alla razza che nei dialetti meridionali diviene appunto raia. In qualche località si registra la forma Raja.

Per il cognome Rippa si precisa che esso è presente in Calabria, nel Napoletano con particolare frequenza nel territorio di Somma Vesuviana. Sembra che il cognome debba fare riferimento a Rippa, contrada di San Giorgio Albanese (CS).

Per Giuliano, che non ha alcun rapporto con il Comune di Giugliano, occorre precisare che presenta varianti in Zuliani, Zulian, Iuliano, Iuliani e gli alterati Giulianelli e Giulianici. Il tipo base Giuliani è diffuso in tutta Italia. Al Nord appare Giuliani, mentre al Sud Giuliano. Si tratta della cognomizzazione del cognomen latino Iulianus, derivato da Iulius. E’ improbabile – afferma D’Ascoli –  che alcuni di questi cognomi possano essere derivati da toponimi quali Giuliano di Lecce, Giuliano Teatino in provincia di Chieti, Giuliano di Roma in provincia di Frosinone, Zugliano a Udine e cosi via. Nel sud il cognome Giuliano è presente in Sicilia e in Lucania, mentre in Calabria vige la forma Iuliano.

Anche Tufano è un cognome prevalentemente meridionale. Lo troviamo, infatti, sotto forma di Tofano e Tofani a Napoli, Tofano in provincia di Cosenza e Catanzaro, nella forma sdrucciola Tòfano e Tòfani un po’ dappertutto. Più che il vezzeggiativo di Cristofano, nome personale per Cristofaro, pare che il cognome si debba ricollegare al nome di origine greca Theopanis vale dire manifestazione di Dio, registrato in Cosenza nell’anno 1097 e che tuttora è cognome in Grecia.

Il cognome Aiello o Ajello, che ha varianti in D’Aiello e D’Ajello, è molto diffuso nel Sud e si presenta con la massima frequenza nel territorio di Catania. Gerard Rohlfs lo mette in corrispondenza diretta con il sostantivo latino agellus che vuol dire campicello o piccolo campo. Il linguista Emidio De Felice (1918 – 1993) risale, si, ad agellus, ma attraverso i toponimi del Comune di Aiello del Sabato nell’Avellinese e di Aiello Calabro in provincia di Cosenza. E’ logico ritenere che il cognome sia derivato più da un toponimo che da un nome comune, come in questo caso campicello o piccolo campo.

Sembra essere venuto dalla Spagna il cognome Capasso: un’ ipotesi questa che ben si sposa con l’antica dominazione spagnola. Un cognome, questo, molto diffuso nella città e nella provincia di Napoli. Rare presenze si registrano in Calabria, Sicilia e Lucania. All’origine il cognome doveva accostarsi sicuramente all’aggettivo spagnuolo capaz che vuol dire capace, abile ed esperto. Ma ciò che sembra evidente, ancor più,  è la presenza in Spagna di un cognome Capaz che si pronuncia Capass, largamente diffuso e dal significato anzidetto. E’ facile – secondo il prof. D’Ascoli – che in tempi aragonesi o vicerali un gruppo di famiglie con quel cognome si siamo stabilite nel nostro Regno.

Per il cognome Caiazzo si fanno due ipotesi. Secondo alcuni si tratterebbe del sostantivo calabrese cajazzu che vuol dire uomo spregevole; secondo altri bisognerebbe tener conto del toponimo Caiazzo  in provincia di Caserta. Poiché il cognome è ugualmente diffuso sia in Campania che in Calabria, si può ipotizzare una duplice derivazione. Il difficile sta nel distinguere i cognomi derivati dal toponimo da quelli derivati dal sostantivo calabrese.

Avolio pare un cognome di origine calabrese, giacché proprio in tale regione l’avorio viene chiamato avolio. E’ presente a Corigliano Calabro, a Pizzo in provincia di Vibo Valentia e nel Napoletano.

Infine, concludo con un cognome tipico del meridione: Sodano. E’ un cognome caratteristico delle zone tra napoletano e salernitano, con ceppi anche nel barese e nel palermitano. Secondo alcuni linguisti dovrebbe derivare da antichi nomi di località originati dal latino so(l)dum, contratto da solidum  che vuol dire terreno sodo e compatto, probabili luoghi d’origine dei capostipiti. Ma il Dizionario dei cognomi italiani lo fa derivare da soldano o sultano. Tale dizionario, pubblicato a Milano nel 1978 da Emidio De Felice, è un’opera di consolidata autorevolezza scientifica che ci illumina sulle numerose categorie onomastiche e sulla diffusione e frequenza a livello nazionale e regionale.

(FONTE FOTO: R.D’AVINO)