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Nel contesto di generale emergenza in cui versa il Paese, un problema che potrebbe presto riguardare decine di migliaia di persone è quello della sospensione dei piani omologati per rientrare da crisi da sovraindebitamento. La legge 3 del 2012, conosciuta anche come “Salva Suicidi”, permette ai debitori di dilazionare i debiti proponendo un piano di rientro in accordo con i creditori e omologato da un giudice, ma è prevedibile che chi ne stesse usufruendo al momento dello scoppio della crisi ora non riesca più a rispettare il piano di rientro.

“Si è data giustamente la possibilità alle famiglie di ottenere la sospensione del mutuo prima casa e alle imprese di rinviare i pagamenti fiscali ed ottenere credito in maniera più semplice – spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti – ma non è stata prevista alcuna misura per consentire la sospensione dei piani omologati nei casi di comprovata difficoltà economica”.

“Ad oggi l’unico strumento a disposizione del debitore beneficiario degli strumenti di questa legge”- aggiunge il Vice Presidente Gabriele Melluso – “è il deposito di un’istanza di modifica da avanzare al giudice, con allegata una nuova attestazione di fattibilità da richiedersi ad un professionista”.

Appare chiaro come tale percorso non risponda alle esigenze di celerità e semplificazione richieste dalla fase emergenziale che gli italiani stanno vivendo. Per questa ragione Assoutenti è in stretto contatto con i vertici tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero di Grazia e Giustizia, alla cui attenzione ha portato una proposta di emendamento all’art. 9 del “Decreto Liquidità” (D.L. 29 8 Aprile 2020) finalizzato alla sospensione per sei mesi di tutti quei piani in cui il debitore, persona fisica o giuridica, abbia subito una riduzione del reddito.

La proposta prevede la sospensione dei piani del consumatore e degli accordi di composizione della crisi nei confronti delle persone fisiche come previsto dall’art. 1, co. 1, Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 marzo scorso.

L’emendamento, alla cui stesura della proposta hanno collaborato l’avv. Claudio Liguori dello Sportello del Debitore di Assoutenti Campania e il dott. Vincenzo Di Paolo, membro della Commissione per l’attuazione della Riforma Rordorf 2 presso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, risponde a due fondamentali esigenze, come ricorda ancora il Vice Presidente Melluso: “Da una parte l’esigenza pragmatica di non ingolfare ulteriormente il sistema Giustizia e gli organismi anticrisi, dall’altra quella di scongiurare un’ulteriore penalizzazione di chi versa in condizioni economiche critiche – come nello spirito della legge anti suicidi – offrendo un sostegno concreto per evitare il verificarsi di condotte avventate, che potrebbero minare l’incolumità dei soggetti più deboli”.

“Come associazione ci ritroviamo a non poter offrire ai nostri clienti uno strumento adeguato che permetta la sospensione dei pagamenti in questo periodo di grave emergenza. È necessario prendere anche per le procedure ex L. 3/2012 la stesse misure adottate per concordati preventivi e accordi di ristrutturazione, al fine di garantire la conservazione dei piani omologati, con reciproco beneficio sia dei debitori che dei creditori”, sottolinea l’avvocato Liguori.

“Chiediamo infine l’intervento del Governo perché istituisca un fondo ad hoc – aggiunge il Presidente Truzzi – utile a evitare che i beneficiari della sospensione non si trovino poi a dover pagare gli interessi nel frattempo maturati. Tale fondo sarebbe di vitale importanza anche una volta conclusa la fase emergenziale: potrebbero infatti attingervi tutti quei soggetti che oggi non accedono alle tutele perché impossibilitati a coprire i costi dei professionisti incaricati di redigere il piano di rientro”.