Somma Vesuviana, ecco come sarà la scuola Arfè

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 L’intervento di riqualificazione dovrà mettere in sicurezza l’edificio rispetto alla vulnerabilità dell’azione sismica; realizzare spazi interni collettivi attraverso il ridisegno della distribuzione interna; ricavare nuovi locali per l’attività amministrativa e la didattica, attraverso l’adeguamento tecnologico e funzionale degli spazi seminterrati/piano terra; migliorare la fruibilità della corte interna. L’importo finanziato è di 2.200.000 di euro. Il progettista è l’architetto Nino Pardo

 

In sintesi, la composizione futura della Scuola Primaria Arfè, si basa su una scuola flessibile, sicura ed aperta i cittadini. Il progetto si rivolge a migliorare i livelli di sicurezza antisismica situata in un area rischio vulcanico e aumentare i livelli prestazionali, funzionali e ambientali degli spazi didattici. In questa direzione la qualità dell’edilizia scolastica si caratterizza dalla somma della qualità tecnico-prestazionali e della qualità architettonica. In tal senso il progetto guarda a nuove forme dell’abitare la scuola, tiene conto delle attuali innovazioni nel campo della formazione scolastica e promuove un cambiamento del modello di scolarizzazione con un modello più aperto e inclusivo improntato su nuova metodologia di insegnamento e di una consequenziale progettazione degli spazi finalizzati a perfezionare l’insegnamento e l’apprendimento “differenziato”. Il carattere innovativo della soluzione progettuale proposta è particolarmente evidente nel cambio di destinazione d’uso del piano Terra e dalla nuova distribuzione interna del primo piano, in particolare la zona ingresso filtro è intesa non solo come uno snodo distributivo dei flussi orizzontali e verticali ma amplia nuovo forme di condivisione e di contaminazione tra gli allievi e i docenti. Zona di book sharing, biblioteca, ristoro: creazione di uno spazio aperto, condiviso e dell’intrattenimento.  Oltre a trovare la presenza di nuove aule didattiche al piano primo caratterizzate da pareti mobili con la possibilità di avviare il confronto  tra gli allievi con attività di gruppo, il recupero degli spazi al piano terra consente di ampliare gli spazi didattici, per cui l’obiettivo di scuola moderna, flessibile e aperta si realizza attraverso la realizzazione di Nuove aule didattiche, aule per insegnati, nuova spazi per gli uffici amministrativi: direzione e segreteria; auditorium, spazi per l’attività fisica, laboratorio informatico, laboratorio musicale, biblioteca, mensa scolastica, spazio per associazioni, infermeria, locali archivio/deposito, e il recupero della corte interna con la realizzazione di nell’interrato di un parcheggio di scambio e di orti didattici in copertura al fine di  valorizzare  il giardino della scuola. Un Intervento di riqualificazione funzionale, energetica e adeguamento sismico dell’edificio scolastico di via Roma che vede progettista l’architetto  Nino Pardo, responsabile l’architetto Monica D’Amore e rup l’architetto Mena Iovine.

CENNI STORICI*

La realizzazione dell’’edificio Scolastico R. Arfe risale agli inizi del novecento. A seguito dei gravi danni subiti dall’eruzione del Vesuvio, il comune si avvalse della legge speciale del 15 luglio 1906 n. 386  per ottenere contributi finanziari e mutui agevolati per la costruzione di edifici destinati alle scuole elementari. Tuttavia non poche furono le difficoltà che l’allora Regio Commissario Avv. Di Blasio dovette superare per definire la complicata pratica amministrativa prescritta dalla legge. Il progetto fu affidato nell’agosto del 1907 all’ing. Federico Garzia di Napoli, con l’incarico di studiare ed elaborare un progetto di massima per la costruzione di un edificio scolastico nel centro abitato in conformità delle norme previste dalla recente legislazione in materia. La prima scelta sull’area interessata all’intervento ricadde nei pressi della Piazza Vittorio Emanuele III ex p.zza Ravaschieri detta anche Trivio, e in particolare nell’area compresa tra la chiesa di San Giorgio e la Cupa Portiello, ma il suolo da espropriare fu valutato con un prezzo notevolmente superiore a quello stanziato dal finanziamento. Il progetto dell’Ing Garzia fu dimensionato alla popolazione scolastica media registrata nel quinquennio 1905/1906 -1909/1910 nel solo centro abitato. La sua ipotesi preliminare fu respinta dal regio Commissario marchese Pignatelli succeduto nel frattempo all’avv di Blasio, perché non conforme alle norme indicate dal Ministero della Pubblica Istruzione, spesa molto più alta di quanto finanziato dalla legge e mancava del Capitolato d’appalto. Lo stesso ing. Garzia successivamente presento un progetto nell’ aprile del 1910 che il Ministero della Pubblica istruzione approvò nel mese di settembre. Il commissario Pignatelli si impegnò moltissimo per risolvere il problema dell’istruzione primaria nella città di Somma Vesuviana. In tal senso, con decisione del 29 maggio 1910 stabili che la nuova scuola doveva sorgere non piu in Piazza Ravaschieri ma nel giardino degli ex Padri Liguorini, sito lungo la strada provinciale Somma Napoli, oggi Via Roma, pervenuto in proprietà al Comune a seguito della soppressione del convento di San Domenico (anno 1867). Questa nuova località rispondeva a tutte le esigenze tecniche ed igieniche previste dalla normativa e occupava una vasta zona pianeggiante al centro del Paese oltre ad essere prossima alla stazione della Circumvesuviana Somma Centro. Nel contempo, per errori legati alla valutazione economica del progetto, all’Ing. Garzia non fu affidata la direzione dei lavori, il quale successivamente instaurò con il comune un contenzioso per vedersi riconosciuto l’onorario professionale del progetto iniziale. Nel settembre del 1910 il comune affido i lavori di costruzione della scuola all’impresa Francesco Caporale, il quale si impegnò a ultimarli entro l’aprile del 1912. Con una cerimonia sontuosa alla presenza di autorità cittadine e del sottosegretario alla Pubblica istruzione On. Teso nel novembre del 1910 ebbe luogo la posa della prima pietra. La nuova Scuola iniziata con grande entusiasmo e sotto i migliori auspici, incontro durante la sua realizzazione diverse difficolta di varia natura e in particolare di ordine tecnico per superare le quali si dovette far fronte a continue risorse finanziarie. La direzione dei Lavori fu affidata all’ing. Amoroso, il quale durante l’esecuzione dei lavori constatò la deficienza tecnica delle previsioni di progetto, in particolare sulla previsione degli scavi di fondazioni, sulle murature e sulla dimensione delle travi portanti in ferro dei solai, per cui fu costretto a rivedere il progetto strutturale a riproporlo al genio civile che lo approvo nell’aprile del 1912. La costruzione dell’opera riprese nel settembre del 1912 e fu consegnata pronta all’uso di scuola elementare nell’ottobre 1914.  Le soluzioni tecniche che portarono ad una variazione strutturale del progetto da parte dell’ing. Amoroso non furono sufficienti a rendere sicuro e stabile l’edifico. Infatti nei primi giorni del 1915 per difetti che furono attribuiti ad una non perfetta realizzazione, nell’ala nord dell’edificio scolastico si verificarono imponenti e svariate lesioni che comportarono l’inagibilità dello stabile. Tutto cio, indusse l’Amministrazione Comunale a richiedere al Genio civile interventi di somma urgenza per il ripristino della funzionalità dell’edificio. Il rapporto dell’ufficio del Genio civile rileva che la causa del dissesto statico era da ricondurre ai cedimenti del piano fondazionale dovuto a dissesti nel sottosuolo. Nonostante gli interventi urgenti di consolidamento statico buona parte di locali rimasero inutilizzati perché non ancora agibili. I sopraggiunti eventi bellici della 1^ Guerra Mondiale comportarono un ulteriore rallentamento dei lavori di ripristino, e solo nel 1918 il collaudatore ing. Armando Struffi certificò la corretta esecuzione dei lavori e la conformità degli stessi ai progetti approvati. Purtroppo altre imperfezioni costruttive si manifestarono successivamente tale da lasciare ancora inagibile l’edificio. Solo nel 1926 con la predisposizione di progetto completo e definitivo di ristrutturazione e consolidamento si giunse ad avere il quadro completo degli interventi a farsi e successivamente nel febbraio del 1929 il podestà Alberto Angrisani affido all’impresa dell’ing. Angelo Dattiloro e la direzione lavori all’ing. Foschini. Nell’arco di un anno i lavori furono ultimati e, a seguito del collaudo nel marzo 1930 fu consegnata la scuola all’Amministrazione.  Nel 1928 nel cortile della scuola fu realizzata una palestra ginnica dedicata al generale A.Diaz e destinata principalmente alle esercitazioni ginniche dei balilla e dei premilitari. A seguito dell’incremento della popolazione nel 1935 il podestà avv. Mario Angrisani si rivolse alle istituzioni, per chiedere la costruzione di nuovi edifici scolastici ma anche l’ampliamento della dell’edifico del centro cittadino per adeguarlo alla cresciuta popolazione scolastica. In questa direzione nel periodo tra le due guerre furono elaborati i progetti che non furono mai realizzati. Gli eventi bellici tra 1942-43 fecero ulteriori danni alla costruzione, ingrandendo le condizioni di criticità statiche e funzionale, che insieme agli antichi difetti resero necessari nuovi e consistenti interventi di consolidamento e manutenzione.    L’esigenza di rispondere al fabbisogno scolastico negli anni 80 portò l’amministrazione comunale a predisporre un ulteriore progetto di ampliamento attraverso la progettazione di un volume sopraelevato, ma anche questo progetto non riuscì ed essere realizzato.  L’edificio scolastico realizzato su progetto dell’ing. Federico Garzia, ha una forma ad U o ferro di cavallo, si compone di una facciata principale con elementi neoclassici prospiciente Via Roma lunga 40 metri e larga 12.50 con il corridoio a nord con quattro aule, ufficio direzione didattica abitazione del custode ed ingresso principale riservato agli alunni maschi. Le due ali laterali perpendicolari al corpo principale sono entrambe di 42 metri   e larghe 11.80 di larghezza Ciascuna di queste due ali ha un corridoio posizionato ad est e quattro aule con aperture verso ovest. In fondo alle aule sono posizionati i servizi igienici. L’ingresso delle alunne si ritrova ad est della ala principale, tra le due ali è racchiuso un ampio spazio largo 42 metri e largo 28. In particolare dalla descrizione si può notare che progetto dell’ing. Garzia in questi anni non ha subito particolari trasformazioni, conservando le sue caratteristiche principali anche se è stato adeguato parzialmente alle esigenze funzionali, tecnologiche e normative contemporanee. Pur non rispondendo completamente all’attuale quadro legislativo sull’edilizia scolastica, le aule poste nei due corpi laterali sono state frazionate per aumentare il numero di classi, mentre alcune delle aule appartenenti al corpo principale oggi ospitano la direzione didattica, la segreteria e un laboratorio informatico.

ricostruzione a cura dell’Arch Pardo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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