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 I beneficiati di «Concorsopoli» non lavoreranno al Comune: il segretario generale Gianluca Pisano, nominato dal commissario prefettizio Stefania Rodà, ha annullato le relative determine di ottobre 2019 e disposto la caducazione dei contratti di lavoro stipulati in loro esecuzione.

«Un danno di immagine per l’amministrazione comunale» – si legge nella determina di annullamento che cita uno dietro l’altro i titoli dell’inchiesta e una nota di febbraio con la quale il commissario Rodà mette nero su bianco che «Si ravvisano aspetti di irregolarità nei concorsi, in difformità dei principi fondamentali di trasparenza e imparzialità posti a presidio della correttezza dell’azione amministrativa che deve essere costantemente orientata alla tutela degli interessi pubblici e che non può prescindere dai principi costituzionali di buon andamento, legalità, imparzialità e trasparenza». E ancora, la volontà di «sbarrare la porta alla corruzione e al clientelismo». Prima l’interesse pubblico, dunque e poi gli eventuali «diritti» di chi si dice estranei ai fatti. Anche perché la stessa alterazione delle procedure inficia ogni altra velleità. Non si può stabilire, a questo punto, chi siano stati i meritevoli. Né tra i vincitori, né tra gli idonei tra i quali compaiono alcuni che dalle confessioni degli indagati, risultano comunque aver pagato.

Nella determina di annullamento a firma del segretario Pisano si fa esplicito riferimento al procedimento penale che ha decapitato l’intera amministrazione comunale e che tiene ancora oggi ai domiciliari tutti gli indagati: l’ex sindaco Lello Abete, l’ex segretario Egizio Lombardi, l’ex consigliere Pasquale Iorio e l’imprenditore Alessandro Montuori.