PM10, sforamenti continui a est di Napoli: “è la polvere del Sahara”. Fa male. Ecco perché

Da otto giorni di fila le centraline di rilevamento della qualità dell’aria gestite dall’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, stanno facendo registrare sforamenti continui dei livelli massimi di polveri sottili Pm10, in particolare nella zona orientale della provincia di Napoli, tra Volla, Casalnuovo, Pomigliano, Acerra e San Vitaliano, cioè dove “tradizionalmente” l’inquinamento dell’aria regionale morde di più da tempo immemore. Qui per giorni e giorni, complice la quarantena e le varie chiusure delle attività rimaste ancora in vigore, c’è stata una certa tregua: aria più o meno buona o almeno decente dappertutto. Comunque in qualche caso alcuni sforamenti anche durante il lockdown ci sono stati lo stesso. Mai però con la continuità di quest’ultima settimana. Giorni terribili quelli in corso che hanno fatto schizzare gli sforamenti dall’inizio dell’anno fino a 55 a San Vitaliano, 48 a Volla/Casalnuovo, 46 ad Acerra e 40 a Pomigliano. Tutti comuni ormai da un pezzo oltre la soglia limite dei 35 giorni di sforamento massimo all’anno consentito dall’Istituto Superiore di Sanità. Motivo di questa ultima raffica di superamento dei limiti ? La polvere del Sahara. Sta viaggiando dal nord Africa con venti che soffiano a 100 chilometri orari, ad alcune migliaia di metri di altitudine. Poi ricade al suolo e la frittata è fatta. “Si è la polvere del deserto a far sforare le centraline – conferma Giuseppe Onorati, responsabile della rete di monitoraggio qualità dell’aria dell’Arpac – i dati sull’argomento sono contenuti nei report del Cemec, il nostro centro metereologico e climatologico”. Non c’è però da stare allegri. Il fatto che la polvere del deserto sia un qualcosa di naturale non vuole significare che non faccia male alla salute. Ce lo spiega una serissima ricerca scientifica condotta in Sicilia due anni fa. Arpa Sicilia, l’Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato alla salute della Regione siciliana (Dasoe) e il dipartimento di epidemiologia del Sistema sanitario regionale del Lazio hanno condotto lo studio Effetti Sanitari delle Sabbie Sahariane in Sicilia per valutarne gli effetti. Lo studio è  stato mirato ad indagare l’associazione tra il Pm10 specifico per sorgente (totale, desertico e antropogenico) e i differenti esiti sanitari nelle quattro città principali della Sicilia (Palermo, Catania, Siracusa, Messina) e nelle tre macroaree (nord-est, centro-sud, nord-ovest) in cui è stata suddivisa le Regione. Ebbene, dall’analisi dei risultati è emerso che il Pm10 desertico è associato positivamente alla mortalità e alle ospedalizzazioni in Sicilia. In particolare sono stati identificati 962 giorni colpiti da avvezioni sahariane (circa il 30% dei giorni totali: 2.257). Sono state trovate associazioni significative tra il Pm10 desertico e la mortalità naturale sia nelle città sia nelle macroaree, con incrementi di rischio e relativi intervalli di confidenza al 95% pari a 1,1% (IC95% 0,1-2,1) e 1,1 (IC95% 0,8-1,5), rispettivamente, per incrementi di 10 μg/m3 di Pm10 a lag 0-1. Si è riscontrata comunque un’associazione debole per decessi cardiorespiratori. Ma il Pm10 desertico mostra un’associazione con ricoveri per patologie respiratorie, specialmente nelle 3 macroaree (0,5%; IC95% 0,1-1,0), contrariamente ai ricoveri per patologie cardiovascolari, che risultano associati con il Pm10 antropogenico nelle 4 città (1,3%; IC95% 0,4-2,1). Si è stimato che la mortalità relativa al Pm10 desertico durante le stagioni calde (periodo aprile-settembre) risulta più elevata rispetto a quella delle stagioni fredde (periodo ottobre-marzo): 2,7% (IC95% 0,8-4,5) nelle 4 città e 2,5% (IC95% 1,8-3,2) nelle 3 macroaree». Come migliorare la situazione? Bloccare le migrazioni delle sabbie sahariane è naturalmente impossibile. Non resta dunque che agire sui fattori nella nostra disponibilità: in primis ridurre il Pm10 antropogenico e dunque gli effetti complessivi sulla salute. Le politiche dovrebbero mirare a ridurre emissioni antropiche nelle aree che risultano maggiormente colpite da eventi sahariani.

Cimitile: “Quartieri in Arte”. Entro fine maggio l’installazione dell’opera realizzata dagli alunni

Presso L’Istituto Comprensivo “Mercogliano-Guadagni” di Cimitile, nonostante le difficoltà dovute all’emergenza sanitaria che ha caratterizzato buona parte del periodo di azione del progetto, continua la sua attività il percorso iniziativa “Quartieri in arte” nell’ambito del bando “Scuola attiva la cultura” del Piano “Cultura Futuro Urbano”, rivolto alle istituzioni scolastiche statali secondarie di primo e secondo grado e ai territori di appartenenza.

Il nostro Istituto è risultato quarto nella graduatoria nazionale in virtù dell’innovatività dell’iniziativa presentata che ha consentito agli alunni ed ex alunni che vi hanno preso parte di imparare a: lavorare la ceramica realizzando vere e proprie opere d’arte destinate ad arricchire l’arredo urbano del nostro territorio comunale; a conoscere i principi etici, sociali e tecnici della street art fondamentali per la realizzazioni di pannelli artistici; ad utilizzare la stampante 3D per realizzare riproduzioni in scala dei monumenti significativi del territorio, a testimonianza della propria storia.

Nel corso di questi mesi sono stati portati a termine i lavori di ristrutturazione del laboratorio di arte sito nel plesso della Scuola Secondaria di I grado “C. Guadagni” a piano terra di fronte l’ingresso della palestra.

Un locale ampio, ben illuminato in cui è stato predisposto anche uno spazio innovativo per svolgere le attività di lavorazione della ceramica che è stato adeguato alla funzione grazie all’impegno del dirigente scolastico, dei docenti, del personale Ata, del presidente del Consiglio d’Istituto, coinvolti nell’attività ed alla ampia collaborazione, per le proprie competenze, dell’ufficio tecnico del Comune di Cimitile.

All’interno è stato installato il forno per la cottura della ceramica ed è stata collocata la stampante 3D acquistata grazie ai fondi ottenuti dal bando e con la quale vengono realizzati i modelli per la realizzazione delle opere dei giovani aspiranti “artisti”. Tutto il materiale è già a scuola e a disposizione degli alunni.

Nella prima fase del progetto, prima dei vincoli imposti dai DPCM per il contenimento dell’epidemia, gli alunni sono stati anche resi partecipi di attività extrascolastiche all’Interno delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile per osservare e conoscere da vicino le opere d’arte per ispirare i propri lavori. Successivamente il corso di ceramica e di street art proseguirà grazie al sussidio della didattica a distanza, salvo diverse disposizioni legislative.

Entro la fine di maggio, nel rispetto delle normative in vigore sulle manifestazioni pubbliche, sarà installata e donata all’intera collettività la prima struttura realizzata nell’ambito del progetto. Si tratta di una struttura in bronzo dell’Arch. Domenico Alfieri, realizzata da “Fonderia Nolana Del Giudice s.r.l.”, che accoglierà le mattonelle in ceramica realizzate, anche in anni successivi, dagli alunni della scuola, per indicare la cura del luogo la cui gestione è demandata al Comune e che verrà installata in collaborazione con l’ufficio tecnico del Comune di Cimitile, al posto di una fontana in disuso da tempo, come punto di partenza del recupero urbanistico e culturale del nostro territorio. Un rilancio che vede artefici proprio le nuove generazioni e che prende il via, non a caso, proprio dalle periferie.

“Scuola attiva la cultura” è un progetto coordinato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC. (Piano Cultura Futuro Urbano, “Scuola Attiva la Cultura” – I Edizione, Avviso pubblico pubblicato il 7 Maggio 2019).

Frattamaggiore, contrasto all’attività di spaccio. Carabinieri denunciano una persona e arrestano 21enne

Non si ferma l’azione di contrasto al fenomeno dello spaccio di droga a Frattamaggiore. I Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio un incensurato 20enne di Cardito. I militari, nel transitare in via Rossini, hanno notato il giovane  aggirarsi in modo sospetto all’interno del locale complesso di edilizia popolare. Fermato e perquisito, è stato trovato in possesso di 5 stecche di hashish per un peso complessivo di 17 grammi. Insieme al ragazzo sono stati controllati due passeggeri sanzionati amministrativamente per le violazioni delle norme anti Covid-19. Sempre a Frattamaggiore, in via Rossini, i Carabinieri hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 21enne di Giugliano, già noto alle forze dell’ordine. Fermato dai militari a bordo dell’autovettura di un conoscente, visto il forte stato di  agitazione è stato controllato e perquisito. All’interno della tasca del giubbotto sono state trovate 20 stecche di  hashish del peso complessivo di 100 grammi. L’uomo, arrestato, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

De Luca: in Campania ripartiremo giovedì. “Dal 3 giugno liberi tutti? Decido il 2”

“C’è stato un misto di finzione e di irresponsabilità. Per quello che ci riguarda lunedì (oggi) non apriamo né i ristoranti, né i pub né i mercati. Apriremo giovedì per preparare con serietà le condizioni di igienizzazione e poi di sicurezza per i clienti, in questi tre giorni”. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in un’intervista al Corriere della Sera, che non ha firmato, come altri suoi colleghi, l’ intesa con il governo. “Dal 3 giugno liberi tutti, dice il premier. Io dal 2 ragionerò per capire a che punto è il contagio. E comunque che significa liberi tutti se abbiamo ancora curve epidemiologiche alte in alcune parti dell’ Italia?” spiega De Luca. “Abbiamo condiviso il documento delle Regioni. Ma riteniamo che il ministero della Salute abbia il dovere di dettare linee guida per garantire le condizioni di base prioritarie per la sicurezza dei cittadini. Questo punto non è stato accettato e non abbiamo firmato” aggiunge.

Rai, Falco (Corecom): soddisfazione per le nomine di Orfeo e Di Mare

“Le nomine di Franco Di Mare, quale nuovo direttore di Rai Tre, e Mario Orfeo alla direzione del Tg3 sono motivo di grande soddisfazione per i giornalisti e per l’intero comparto della comunicazione in Campania”.
Lo ha dichiarato il presidente del Corecom Campania, Domenico Falco, commentando nomine approvate dal Consiglio d’Amministrazione della tv pubblica, su proposta dell’amministratore delegato.
“La scelta dei vertici Rai di investire su due professionisti che hanno dimostrato nel corso di tutta la loro carriera di privilegiare un’informazione di qualità, scevra da ogni forma di condizionamento e improntata sempre all’approfondimento delle notizie al servizio dei telespettatori, si rivelerà di sicuro vincente. Ai due neo direttori partenopei giunga il mio personale augurio di buon lavoro e quello di tutti i colleghi che da oggi faranno il tifo per loro”.

San Sebastiano al Vesuvio,sorpreso mentre tenta di rubare un’auto: arrestato 34enne

I carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio hanno arrestato per tentato furto C. S., 34enne di Ponticelli già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato notato dai militari in viale delle Acacie mentre tentava di forzare – con degli arnesi atti allo scasso poi sequestrati –la portiera di un’auto in sosta. I carabinieri sono riusciti ad arrestarlo dopo una breve colluttazione: il 34enne alla vista dei militari voleva fuggire ma è stato bloccato. C.S. è nelle camere di sicurezza della caserma in attesa di giudizio.

L’Eav aggiunge bus per agevolare i pendolari della circumvesuviana

Da Enzo Ciniglio, portavoce del Comitato “ Pendolari” della Circumvesuviana  apprendiamo che, grazie alle battaglie del Comitato, l’EAV ha stabilito che dal giorno 18 maggio 2020 saranno effettuate corse automobilistiche di supporto sulle direttrici di seguito indicate: linea Ottaviano – S. Anastasia – Napoli (Bus EAV): nella fascia dalle ore 06:00 alle ore 12:00 si effettueranno corse con partenza da Ottaviano ogni 15 minuti con ultima corsa alle ore 12:00 // linea Napoli – S. Anastasia – Ottaviano (BUS EAV): nella fascia dalle ore 15:00 alle ore 21:00 con partenza da Napoli si effettueranno corse ogni 15 minuti con ultima corsa alle ore 21:00. Saranno bus diretti con fermata solo se c’è capienza.  

Marigliano, i furbetti del Giudice di Pace e le irrisolte questioni di opportunità del Comune

Come ben sappiamo, Charles Darwin ci ha lasciato un grande insegnamento: “non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti”. La rigidità impedisce il cambiamento, e se non c’è cambiamento risulta difficile l’adattamento: adattamento che nell’agone politico fa troppo spesso rima con trasformismo. Dunque, più che le cosiddette questioni di principio, che hanno a che fare con la motivazione di un atteggiamento che, per essere fondato su una convinzione morale o su regole assolute di comportamento, non deve essere posto in discussione, a interessare sono le questioni di opportunità che hanno a che fare con le caratteristiche di ciò che appare favorevole, ossia conveniente. Ma quello che a qualcuno può apparire conveniente, per interesse personale, ambizioni varie o motivi ulteriori, ad altri può sembrare sconveniente, inopportuno appunto. Il recente scandalo del Giudice di Pace, che fa il paio con l’altro terremoto che ha scosso il Comune di Marigliano appena un paio di anni fa, l’inchiesta sui cosiddetti “furbetti del cartellino”, ha portato alla luce tutta una serie di trame che sollevano questioni di opportunità e inducono a riflettere. Come è noto, l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) ritiene che nei Comuni sia il sindaco l’organo competente a nominare l’OIV, l’Organo di Valutazione Indipendente che monitora la performance dei dipendenti della pubblica amministrazione. A Marigliano, con decreto sindacale n. 78 del 25 ottobre del 2016, a poco più di un anno dall’insediamento della nuova giunta comunale guidata da Antonio Carpino, sono stati nominati per un periodo stabilito di tre anni i componenti dell’OIV, l’Organo di Controllo interno e Nucleo di Valutazione (il cui compenso lordo annuale ammonta a 3.600,00 euro). In seguito alle dimissioni di Carmela Cucca, nominata presidente dell’organo di valutazione, a comporre il team dal giugno 2017 troviamo: Fulvio Genghi, chiamato a sostituire Cucca nel ruolo di presidente, Nicola Alfieri, Giuseppe Sebastiano Esposito, Angela Lombardi e Carmine Maritato. Nel corso di una recente diretta Facebook, il primo cittadino ha dichiarato che “nel 2013 una legge dello Stato ha soppresso le sedi periferiche del Giudice di Pace, dando però la facoltà ai Comuni di mantenere l’ufficio a proprio carico, investendo sia sulla sede che sul personale”. La buona notizia è che, avendo spostato la sede degli uffici di Giustizia in centro, nei locali dell’ex Pretura, l’amministrazione è riuscita a risparmiare 120mila euro di affitto all’anno. Tuttavia, a maggior ragione del fatto che la scelta di mantenere in vita una sede periferica del Giudice di Pace intacchi le spese comunali, è lecito domandarsi come mai non risultino serrati controlli effettuati sul personale da parte di chi di dovere, anche al fine di contrastare eventuali fenomeni di corruzione, come emerso dalle indagini dei Carabinieri. Per citare un caso sintomatico: l’ex dipendente del Comune di Marigliano posto agli arresti domiciliari era stato già rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sugli assenteisti che coinvolge ben 61 impiegati comunali, 15 dei quali già sospesi in via cautelare. Una prima questione di opportunità investe quella che sembra una mancanza di controlli sui dipendenti da parte di chi avrebbe dovuto effettuarli, e cioè il consigliere comunale di maggioranza con delega al personale, e il responsabile amministrativo del personale. I due profili istituzionali, più di chiunque altro, avrebbero dovuto tenere il polso della situazione in merito ai comportamenti degli impiegati comunali. Le responsabilità sono oggettive e viene da chiedersi anche a chi spetti controllare i controllori. Una delle risposte è: anche alla cittadinanza. Da quest’anno, infatti, stando a quel che si legge nel Piano triennale per la prevenzione della corruzione (Piano Integrità e Trasparenza 2020 – 2022), approvato dalla Giunta comunale il 24 gennaio scorso, anche i cittadini avrebbero potuto contribuire a contrastare i fenomeni corruttivi: “poiché uno degli obiettivi strategici principali dell’azione di prevenzione della corruzione è quello dell’emersione dei fatti di cattiva amministrazione e di fenomeni corruttivi, è particolarmente importante il coinvolgimento dell’utenza e l’ascolto della cittadinanza. In questo contesto, si collocano le azioni di sensibilizzazione, che sono volte a creare dialogo con l’esterno per implementare un rapporto di fiducia e che possono portare all’emersione di fenomeni corruttivi altrimenti silenti. Un ruolo chiave in questo contesto può essere svolto dagli U.R.P., che rappresentano per missione istituzionale la prima interfaccia con la cittadinanza. Per l’anno 2020 sarà attivato un canale dedicato alla segnalazione (dall’esterno dell’amministrazione, anche in forma anonima, ed in modalità informale) di episodi di cattiva amministrazione, conflitto d’interessi, corruzione, attraverso gli uffici per la relazione con il pubblico (U.R.P.)”. Peccato che tecnicamente l’Ufficio Relazioni con il Pubblico sia stato finanche distaccato dalla casa comunale e piazzato nell’ex chalet della villa, oggi Centro Socioculturale: un luogo che dovrebbe essere la biblioteca della città, ma che ospita anche lo sportello GORI e di cui, sicuramente, nessuno conosce questa ulteriore funzione di raccolta segnalazioni per la legalità e la trasparenza.  Inoltre, con l’Avviso Pubblico per l’aggiornamento del Piano Anticorruzione (2020–2022), l’amministrazione avrebbe dovuto realizzare forme di consultazione con il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni portatrici di interessi collettivi in occasione dell’elaborazione/aggiornamento del proprio piano ed in sede di valutazione della sua adeguatezza. Quanta pubblicità istituzionale è stata fatta a questa preziosa opportunità di cooperazione con la comunità? Il controllo di regolarità amministrativa, svolto dal Segretario comunale, è improntato al rispetto dei principi di indipendenza del controllante rispetto agli atti sottoposti a controllo, di imparzialità (sono sottoposti a controllo gli atti provenienti da tutti i Settori in cui è suddivisa l’operatività dell’Ente), di tempestività (il controllo svolto indicativamente alla fine di ogni semestre sugli atti adottati nel periodo di riferimento) e di trasparenza. Tuttavia, come si riscontra navigando nell’ingarbugliato sito istituzionale del Comune di Marigliano, ben poco intuitivo e gestito interamente dal responsabile del Settore I, nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito” troviamo la voce “Dati relativi ai premi” che presenta tre documenti: purtroppo il secondo non ha un link cliccabile, mentre il primo e il terzo, se scaricati, presentano lo stesso materiale caricato due volte. Di conseguenza su tre documenti uno solo è pubblicato e consultabile: mancano i criteri definiti nei sistemi di misurazione e valutazione della performance per l’assegnazione del trattamento accessorio e la distribuzione del trattamento accessorio, in forma aggregata al fine di dare conto del livello di selettività  utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi. Ne risulta che l’unico documento accessibile al momento è quello che contiene il grado di differenziazione dell’utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti, risalente al 2010. Oltre a essere una grave carenza amministrativa è anche un peccato, dato che proprio il responsabile del Settore II avrebbe dovuto vigilare sulla performance dei dipendenti, soprattutto della dipendente arrestata che un documento da lui firmato assegnava agli uffici del Giudice di Pace a partire dal 4 settembre 2018. Lo stesso responsabile che, ciononostante, pare possa godere di un premio performance che aumenta il suo compenso annuale di circa ventimila euro (cosa purtroppo non verificabile nei documenti a disposizione sul sito istituzionale). È lecito domandarsi quale delle sue prestazioni siano state premiate se a essere venuto meno è stato proprio il controllo dei dipendenti arrestati dai Carabinieri. Ed ecco un’altra questione di opportunità: forse non tutti sanno che il dirigente in questione è il regista (non tanto) occulto della lista elettorale “Marigliano Domani”, parente strettissimo di chi è stato anche consigliere comunale nella brevissima amministrazione Sorrentino del 2014, durata meno di un’estate. Un anno dopo, nel 2015, è proprio l’Istr. Dir. del Settore II (che include Servizi Informatici, Gabinetto del Sindaco, Personale, Servizi Demografici, Stato Civile, Elettorale, Sport, URP, Informagiovani e Cultura) a essere citato dagli organi di stampa in un articolo dedicato alle grandi manovre per le elezioni amministrative. Una questione di opportunità, se non proprio di incompatibilità, ma soprattutto un conflitto di interessi eloquente se pensiamo che il responsabile faccia sostanzialmente politica in città e senza nemmeno nascondersi più di tanto. Pur appoggiando il sindaco in carica, vittorioso al ballottaggio di cinque anni fa, nel 2015 l’ex consigliere non è riuscito a salire: non gli sono bastati, stavolta, i 246 voti raccolti e di conseguenza il responsabile del secondo settore comunale non ha più potuto contare su un suo profilo politico all’interno dell’amministrazione. Nella stessa sezione del sito, a mancare è anche il documento cliccabile relativo all’ammontare complessivo dei premi effettivamente distribuiti nel 2016, che è anche l’ultima annualità caricata (o meglio non caricata) sul sito del Comune di Marigliano. Inoltre risulta “Impossibile trovare la pagina” di Accessibilità e catalogo dati. Infine, nella sezione “Incarichi e consulenze esterne” gli aggiornamenti si fermano al 2017: a mancare sono tre anni di trasparenza in merito a un tema sempre molto delicato per una pubblica amministrazione, quello degli incarichi appunto. Vale la pena ricordare che la trasparenza rappresenta uno dei principi cardine dell’azione amministrativa, in quanto è un principio teso a garantire sia la partecipazione consapevole dei privati e dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, sia uno strumento importante per prevenire i fenomeni distorsivi e corruttivi. Ciò anche in attuazione dei principi costituzionali sull’imparzialità e sul buon andamento della Pubblica Amministrazione. Per questo motivo l’accesso civico generalizzato è un istituto innovativo di fondamentale importanza per il nostro Paese, in quanto attribuisce a “chiunque” il diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, anche se non soggetti ad obbligo di pubblicazione. A tal proposito già nel 2019 il consigliere di opposizione Michele Cerciello, sulla scorta della circolare n. 1/2019 “Attuazione delle norme sull’accesso civico generalizzato (c.d. FOIA)”, aveva proposto al consiglio comunale un ordine del giorno dedicato al tema della trasparenza (e dell’anticorruzione). Nel documento proposto il consigliere sottolineava l’urgenza di “fornire ampia e dettagliata relazione dei procedimenti gestionali e delle attività poste in essere dal Responsabile dell’Anticorruzione e della Trasparenza al fine della verifica del rispetto del Piano Anticorruzione e Trasparenza […] A tanto va aggiunto la totale inesistenza di notizie sul sito web istituzionale, nella sezione di facile accesso e consultazione denominata Trasparenza, valutazione e merito, in cui debbono essere pubblicate le informazioni rese obbligatorie dal D. Lgs. 150/2009, nonché il mancato aggiornamento del sito web Regolamenti Comunali, in cui sono riportati documenti obsoleti e non quelli di recente adozione”. Dato che non mancano le grane giuridiche per il municipio e per una buona parte dei dipendenti, sarebbe opportuno e significativo che si attuassero i protocolli già previsti per assicurare trasparenza, legalità e contrasto agli abusi, senza tralasciare, appunto, le questioni di opportunità che sembrano annebbiare le vicende istituzionali mariglianesi, in un intreccio irrisolto e promiscuo tra politica e burocrazia che sembra teso a creare centri di potere interni, i quali inevitabilmente, nell’agevolare i propri interessi, contribuiscono a intralciare la macchina pubblica, ormai intrappolata in una palude invisibile.

Sant’Anastasia, concorsi, Ciro Pavone: “Giustizia è fatta”

0

Riceviamo e pubblichiamo

Il portavoce del movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” non usa mezze parole per commentare l’annullamento del bando concorsuale e la revoca dei contratti individuali stipulati a fine 2019: “Un provvedimento di giustizia sociale. Era doveroso nei confronti delle migliaia di giovani a cui è stata rubata una speranza. Spetta ora alla buona politica cancellare questa macchia nerissima sulla reputazione della nostra città”. “I fatti sono oramai abbastanza chiari. Abbiamo perduto per colpe gravissime la possibilità di implementare la capacità produttiva dell’Ente (oggi fortemente compromessa per l’incapacità di programmazione). E questo ultimo grande aborto partorito dalla cattiva politica si ritorcerà contro di noi. Il Coronavirus lo ha già dimostrato ampiamente” – afferma Ciro Pavone.

Il segretario del movimento – intanto – annuncia un class action nei confronti dell’Ente per la restituzione della quota versata dai partecipanti per accreditarsi alla fase concorsuale: “È nostra intenzione portare avanti questa iniziativa fortemente simbolica per ristabilire il senso della giustizia, della verità e della legalità sul nostro territorio. Valori fortemente compromessi dopo i fatti di dicembre scorso” – conclude Ciro Terracciano.

Misure anti contagio, cosa cambia dal 18 maggio e dal 3 giugno

Riaprono da lunedì ristoranti, bar, pizzerie, pub, parrucchieri, estetisti, negozi, ma anche musei e le chiese per la messa. Tutto nel rispetto delle misure anti contagio. Nessun limite per gli spostamenti delle persone nella stessa regione: non servirà più l’autocertificazione. Sì agli incontri non solo tra parenti e fidanzati, ma anche tra gli amici. Fino al 2 giugno restano invece vietati gli spostamenti tra regioni. Così come quelli da e per l’estero, salvo per comprovavate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute. Consentito, in ogni caso, il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Dal 25 maggio, riapriranno, poi, palestre e centri sportivi. Dal 15 giugno i teatri e i cinema.
Le attività economiche, produttive e sociali dovranno svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale Vediamo Settore per settore : – SPOSTAMENTI TRA REGIONI VIETATI FINO AL 2 GIUGNO con mezzi di trasporto pubblici e privati, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. – DAL 3 GIUGNO, GLI SPOSTAMENTI INTERREGIONALI possono essere limitati solo con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del dl n.19/20, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree. – SPOSTAMENTI CON L’UE non consentiti fino al 2 giugno, poi aperti con le stesse indicazioni di quelli interregionali. – QUARANTENA è fatto divieto di mobilità dalla propria abitazione alle persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria. – SEMPRE VIETATI GLI ASSEMBRAMENTI di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici. – PRENOTAZIONI CONSERVATE PER 14 GIORNI per tutte le attività. – RISTORAZIONE, BAR, PUB potranno riaprire con una serie di regole, tra le quali, un’adeguata informazione; no temperatura sopra 37,5; prodotti igienizzanti per clienti e personale; privilegiare l’accesso tramite prenotazione per chi ha i tavoli mentre per gli altri locali consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta; privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Tutti i tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti. La distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet. La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro, mentre è vietato buffet. Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina. – STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi. La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche; in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. Riorganizzazione degli spazi per evitare assembramenti (distanza sempre di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, distanziamento tra gli ombrelloni di almeno 10 metri quadri. Tra lettini, sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Regolare e frequente pulizia e disinfezione. No sport di gruppo). – SPIAGGE LIBERE si ribadisce l’importanza dell’informazione e della responsabilizzazione individuale da parte degli avventori nell’adozione di comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione. Al fine di assicurare il rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro si suggerisce la presenza di un addetto alla sorveglianza. Anche il posizionamento degli ombrelloni dovrà rispettare le indicazioni per le spiagge attrezzate. No sport di gruppo, sì quello individuale. – ALBERGHI E B&B adeguata informazione, prodotti igienizzanti, prenotazioni, no temperatura sopra i 37,5 gradi valgono anche per le strutture recettive dove si deve garantire il rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni e favorire la differenziazione dei percorsi con particolare attenzione alle zone di ingresso e uscita. Stesse regole per le casse seguite dagli altri esercizi aperti al pubblico. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all’utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all’ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor. – SERVIZI ALLA PERSONA (ACCONCIATORI ED ESTETISTI) consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, igienizzazione e controllo temperature. Particolari coperture per gli addetti. – COMMERCIO AL DETTAGLIO igiene, pulizia, distanze di un metro, attesa fuori in fila per chi aspetta. In caso di vendita di abbigliamento: dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce. – PALESTRE accessi con attività pianificate, distanze e disinfezione di macchine e strumenti. Microclima controllato e tutti gli effetti personali nelle borse. Apposite calzature. Per le PISCINE, regole ancora più stringenti. – MUSEI, BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d’aria e disinfezione. – UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d’aria, sia per quelli pubblici e privati. – LE FUNZIONI RELIGIOSE con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.