Pozzuoli, arrestato un uomo gravemente indiziato di due furti aggravati in abitazione
I Carabinieri della Compagnia CC di Pozzuoli (NA) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di un 34enne di Pozzuoli, già gravato da precedenti penali, in quanto gravemente indiziato di due furti aggravati in abitazione.
In particolare il provvedimento scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Settima Sezione, ed effettuate dai Carabinieri della Stazione di Monteruscello con metodi tradizionali che hanno fatto emergere plurimi e concordanti indizi di reità in ordine ai furti commessi, nottetempo e previa effrazione delle porte di accesso, in danno di:
– un bar sito nella frazione Monteruscello, nel corso del quale è stato asportato il fondo cassa e un tablet;
– una privata abitazione, ove è stato asportato un portafogli ed effetti personali.
In quest’ultima circostanza il malfattore si era dato alla fuga dopo che i proprietari di casa avevano udito dei rumori e acceso la luce per verificare se vi fosse qualcuno in casa.
L’arrestato, che si identifica in D’Orio Giuseppe, è stato ristretto presso il carcere di Napoli Poggioreale a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Marigliano, urbanistica: intervista all’ex assessore Pino Napolitano
Il 18 febbraio scorso, con delibera di giunta n. 24, il Comune di Marigliano ha approvato una nuova bozza di PUC (Piano Urbanistico Comunale), pubblicato poi il 2 marzo sul BURC della Regione Campania con il relativo avviso di adozione.
Da quel momento sono scattati i fatidici 60 giorni per la presentazione delle consuete osservazioni, il cui limite temporale, a causa dell’emergenza sanitaria da SARS-cOV-2, è stato prorogato al 15 giugno 2020 il termine ultimo per l’invio delle notazioni tecniche. Nel frattempo, in attesa che venga espletata la cosiddetta fase di “Partecipazione al procedimento di formazione del PUC”, abbiamo interpellato l’ex assessore al ramo Pino Napolitano. L’architetto mariglianese ha vissuto i primi quattro anni dell’amministrazione Carpino ricoprendo vari incarichi: dal 2015 al 2016 ha amministrato come assessore a Lavori Pubblici, Avvocatura e Decoro Urbano; successivamente, dal 2016 al 2017, si sono aggiunte le deleghe a Centri Storici e Urbanistica, il che gli ha consentito di lavorare alla prima bozza di Piano Urbanistico (avversato da ben 375 osservazioni, bocciato dal TAR della Campania e poi copianificato con la Città Metropolitana di Napoli) il cui deposito presso la segreteria comunale è stato anche il suo ultimo atto da assessore. Napolitano ha poi dato le dimissioni nel gennaio 2019, quando tra le sue deleghe c’era da qualche mese anche la Cultura.
Proviamo a chiarire il rapporto tra emergenza abitativa e alloggi sociali (o case popolari): sappiamo che a Marigliano esiste una grave emergenza abitativa e che però, allo stesso tempo, Istat certifica che ci sono ad oggi circa duemila vani vacanti, da ristrutturare per lo più. Quanto contano queste informazioni e questi bisogni nella redazione di un PUC e quanto incide il fatto che a Marigliano questo strumento regolatore manchi da trent’anni?
“È doveroso operare una premessa alle domande sul PUC 2020 di Marigliano, premessa che si fonda su un passaggio della relazione che accompagna il piano e che sintetizza il lavoro svolto. “[…] L’occasione del Piano urbanistico Comunale può rappresentare il punto di partenza per riflettere sulla pianificazione e pensare ad una nuova idea di città. Un”riscatto della città”, fondato su una struttura in cui lo spazio di uso pubblico, le relazioni ecologiche e funzionali, sono parte integrante di un disegno complessivo”. In definitiva il PUC 2020, in linea con il lavoro svolto anche dal mio assessorato, si fonda sulla necessità di uno sviluppo efficiente del territorio comunale, in considerazione delle modifiche intervenute nel quadro socio-economico locale e delle sopravvenute esigenze di sostenibilità, compatibilità, rispetto dell’ambiente, fabbisogno di servizi e sviluppo sociale ed economico. In merito allo specifico della domanda ovvero alla “emergenza abitativa” credo che il buonsenso e l’analisi dei dati contribuisca a chiarire la definizione. Analizziamo i dati: i residenti al 1 gennaio del 2019, secondo l’ISTAT, sono 29727; il dato rapportato ai censimenti 2001 (30083 residenti e ) e 2011 (30287 residenti e 10715 famiglie), indica un trend decrescente. Il trend confrontato con una situazione immobiliare “statica” (al censimento 2011 in valore assoluto sono stati rilevati 12653 edifici residenziali con 10312 edifici occupati da residenti), il mercato immobiliare e la crisi che lo caratterizza induce a una riflessione per la quale parlare di “emergenza abitativa” sembra non proprio corretto. Se di emergenza si deve parlare, questa è sicuramente riferita alla dotazione di standard. Il PUC 2020 è teso prioritariamente a sanare quest’emergenza. Nella proposta di piano, cito la delibera “[…] si è richiamato quell’accento posto, in sede di preliminare, sullo spazio pubblico la cui qualità è strettamente connessa con l’urbanità”. Lo spazio pubblico assume un ruolo decisivo per il rilancio del territorio di Marigliano, ancora di più oggi in piena emergenza Covid-19. La sospensione straordinaria di tutto quanto è vivere la città e ciò induce a riflettere sulla qualità urbana. La “qualità urbana” è rappresentativa della sfera pubblica della città, del senso di appartenenza, identificazione e partecipazione sociale”.
Molti giovani urbanisti e architetti lamentano il fatto che alcuni aspetti regolamentari di un PUC siano ormai alquanto desueti (come la definizione degli indici delle “aree B”) e sottolineano l’esigenza di mettere da parte le rigide imposizioni dello zooning. Lei cosa ne pensa?
“Il PUC 2020 è redatto secondo la legge vigente ed a questa deve fare riferimento. La legge 16/2004 della Regione Campania impone che i piani siano organizzati nella componente strutturale ed operativa. La distinzione tra strutturale e operativo ha un’implicazione che investe i livelli di pianificazione: il piano strutturale è il piano delle regole, con chiaro riferimento alla pianificazione sovraordinata; il piano operativo è il piano dell’attuazione, veramente praticabile nella durata quinquennale e capace di dare risposte concrete alla comunità. Lo zooning è una definizione che serve agli addetti ai lavori, parlare di zooning è anacronistico. Il precedente periodo di sviluppo accelerato e teso al consumo incondizionato delle risorse primarie, tra cui il consumo di suolo, ha codificato un’idea di urbanistica che oramai risulta obsoleta e non libera da pregiudizi che resistono, nostro malgrado, all’interno delle pratiche professionali e decisionali. La città rappresenta e deve essere intesa come un sistema complesso e aperto che necessita di un approccio integrato e consapevole sui molteplici aspetti che lo caratterizzano quali l’ambiente, la società, l’economia. Il PUC 2020 adottato è la componente strutturale del piano urbanistico comunale di Marigliano; l’approccio integrato e consapevole a cui faccio riferimento potrà essere implementato nella redazione della componente operativa che la prossima amministrazione comunale dovrà redigere”.
Perequazione: dopo trent’anni di attesa per un piano urbanistico comunale ritiene che sia inevitabile cesellare il rapporto tra spazio pubblico e privato per riuscire a trovare un equilibrio che favorisca lo sviluppo del territorio e non rischi di penalizzare o comunque gravare eccessivamente né sugli uni né sugli altri?
“Il vocabolario Treccani così definisce perequazione: “[…] pareggiamento, distribuzione più equa”.
La perequazione urbanistica è il tentativo di rendere il progetto di piano urbanistico, il quale attribuendo cambiamenti nelle destinazioni d’uso modifica i valori immobiliari, più equo. Rappresenta un modello operativo di distribuzione dei medesimi diritti edificatori con lo scopo di incentivare trasformazioni previste dal piano. Esprime un criterio, della attuale stagione urbanistica, per pareggiare lo squilibrio e ricostruire l’equità tra i proprietari, i quali sono incentivati con particolari forme di premialità. Per rispondere alla sua domanda non si tratta di cesellare il rapporto tra spazio pubblico e privato si tratta di definire una scala di valori assumendo, a mio avviso, come priorità il bene comune e la collettività. Alla fine non siamo noi tutti parte di un insieme complesso? Beneficiare la collettività non significa beneficiare noi stessi parte di quell’insieme. Aumentare la qualità urbana della città non implica aumentare il valore dei beni che quella città costituiscono? Credo che serva, citando Adriano Olivetti, abbandonare il “compromesso, […] delle grandi promesse, dei grandi piani e delle modeste realizzazioni”.
Nola, la risposta del sindaco Minieri alle esternazioni di Siano
Un clima non tranquillo per la città di Nola che come tutti gli altri paesi lentamente si riattiva. La ripartenza non è facile, soprattutto adesso che Minieri ha rassegnato le sue dimissioni. Angelo Siano, capogruppo di Uniti per Nola, espone le proprie convinzioni riguardo la scelta non condivisa dell’abbandono della carica di sindaco. La risposta di Minieri non tarda ad arrivare: «Non accetto il travisamento della verità dei fatti che tu conosci bene».
La cosiddetta “Fase 2”, momento di ripartenza per le attività commerciali e lavorative su tutto il territorio nazionale si avvia a Nola in un clima per nulla sereno. Le dimissioni rassegnate dal primo cittadino, Gaetano Minieri, le sue parole di denuncia per essere stato lasciato solo in uno dei momenti più critici per la storia dell’umanità intera, durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, hanno provocato una grave scossa alla cittadina nolana.
Nella piazza più famosa d’Italia, proprio su Facebook, lì dove ormai si sviluppa con sempre maggiore frequenza ogni tipo di attività comunicativa di stampo politico, anche in questa occasione non sono mancati botta e risposta a colpi di post. A dare il via alla querelle è stato Angelo Siano, capogruppo di Uniti per Nola, che in un testo articolato affida alla politica il compito di mostrarsi nella sua maturità e responsabilità. «Minieri ha spiegato il suo gesto con una motivazione chiara: si è sentito solo» – spiega Siano, continuando con parole che non possono passare inosservate – «La sua solitudine suona come una beffa rispetto a movimenti che hanno ricevuto il mandato dagli elettori di governare Nola e seppure a malincuore, hanno dovuto delegare ogni pezzo del governo cittadino a uomini scelti direttamente dal sindaco che hanno finito per lasciarlo solo».
Non è questo il tempo per giudicare scelte ormai prese e riconfermate senza esitazione, ma dalle parole del capogruppo di Uniti per Nola emerge la volontà di ripartire con forza, approfittando di questa nuova fase che il paese sta attraversando per puntare ad un rilancio serio e benefico per la città, capace di porre al centro di ogni interesse, azione o decisione la città di Nola.
Per tutta risposta, il sindaco della città bruniana non tarda a far sentire la propria voce, chiarendo le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare la fascia tricolore. «L’isolamento cui mi riferisco nel mio comunicato non riguarda gli assessori che, anzi, con spirito di servizio – insieme a me – non hanno mai mollato e sono sempre stati presenti al Comune e sui problemi della città» – spiega con chiarezza Gaetano Minieri, che senza nascondersi dietro vaghezza o giri di parole, arriva dritto al punto – «Ricordo proprio a te che in piena emergenza Covid-19 (24 febbraio 2020) nonostante il mio appello al sostegno e alla collaborazione, il tuo gruppo è rimasto muto ed assente! Questi sono i fatti nella loro realtà ed io non permetterò mai che alla città vengano raccontate fatti non veri».
Parole forti, pubblicate su Facebook, capaci di riscuotere in poche ore numerosi commenti e condivisioni da parte dei tanti cittadini che vogliono esprimere le proprie convinzioni, prendendo le parti dell’uno o dell’altro sullo sfondo di uno scenario politico che ormai da anni ha cambiato le proprie pratiche, adattandosi alla capacità dei social – più di ogni altro mezzo di comunicazione – di raggiungere una vasta visibilità con immediatezza.
Sant’Anastasia, blitz dei Forestali, sequestro all’impianto Gpn di via Pomigliano
Rifiuti pericolosi, oli esausti, batterie a piombo e cassoni colmi di rifiuti laddove non dovevano esserci. Ieri mattina i carabinieri forestali della stazione «Parco» di San Sebastiano al Vesuvio hanno chiesto alla Procura di Nola il sequestro probatorio dell’intero impianto di via Pomigliano utilizzato dalla ditta Gpn, azienda che gestisce la raccolta rifiuti in numerosi comuni.
Stando a quanto accertato dai forestali, a fronte di una autorizzazione per semplice autorimessa dove dovevano essere ricoverati i mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti, in quell’impianto c’era molto di più. In primis sul piazzale, dove le autorizzazioni avrebbero consentito solo di parcheggiare mezzi, erano presenti diversi container contenenti rifiuti ferrosi, pneumatici, carta e altre tipologie di scarti. Sulla stessa area c’era poi una autofficina, utilizzata evidentemente per le riparazioni dei mezzi ma, sparsi un po’ dovunque, i carabinieri della stazione Parco hanno trovato oli esausti, batterie a piombo esauste, rifiuti cosiddetti «pericolosi». In più, una cisterna contenente gasolio per cui i forestali hanno chiesto di accertare, con controlli incrociati ed ulteriori indagini, la provenienza. La Gpn opera attualmente anche nel territorio del comune di Sant’Anastasia dopo che il Tar Campania aveva accolto il ricorso presentato dai suoi legali che chiedeva l’annullamento dell’aggiudicazione, a gennaio scorso, della gara per la raccolta rifiuti da parte della Ecoffice srl la quale è poi ricorsa al Consiglio di Stato che ha però respinto il suo appello. La trattazione di merito del ricorso dinanzi al Tar è stata rinviata al prossimo 9 giugno, intanto la Gpn opera a Sant’Anastasia in regime di proroga.
Sir William Hamilton, l’inglese che amò Napoli, e forse un po’ troppo, i tesori dell’archeologia
Hamilton fu mandato a Napoli nel 1764 come rappresentante del Re d’Inghilterra. A Napoli divenne esperto di vulcanologia e di archeologia. I rapporti con Goethe, con Tischbein e con Hackert, la pubblicazione di “Campi Phlegraei”, il contrabbando di preziosi reperti archeologici. Il matrimonio con Emma Lyon, che divenne amica intima di Maria Carolina regina di Napoli e di Caterina de’ Medici di Ottajano, e fu l’amante “ufficiale” di Orazio Nelson.
Sir William Hamilton giunse a Napoli nel 1764, come “inviato straordinario” di Giorgio III, re di Inghilterra, e vi rimase fino alla fine del secolo. Nel 1767 prese in affitto, per 800 ducati all’anno, una parte del palazzo Sessa, da cui egli poteva ammirare lo spettacoloso panorama del golfo e del Vesuvio. Racconta Carlo Knight che il palazzo divenne la meta quotidiana di antiquari, di pittori, di chiunque offrisse in vendita rarità, perfino una creatura marina, forse una medusa, forse un polpo gigantesco, che un giorno sir William presentò, in un vaso di vetro colmo d’acqua, all’attenzione del pittore Tischbein. Il quale disse all’amico Goethe che lo studio privato dell’inglese era veramente “una stanza delle meraviglie”: sulle pareti c’erano disegni, gouaches e mappe del Regno di Napoli; alle finestre c’erano cannocchiali puntati sul golfo e sul Vesuvio, e sugli scaffali e negli armadi risplendevano cammei, ceramiche dipinte, vasi antichi e campioni di lava vulcanica. Nel maggio del 1787 Sir Hamilton mostrò a Goethe il suo tesoro d’arte. “Trovai là nella più grande confusione oggetti di tutte le epoche, gli uni accanto agli altri: busti, torsi, vasi, bronzi, mobili guarniti di agate di Sicilia, pietre incise, quadri.”. Da una cassa il padrone di casa tirò fuori “due stupendi candelabri in bronzo” e Goethe, sussurrando, fece notare ad Hackert che erano in tutto simili ai candelabri “pompeiani” che egli aveva visto a Portici. “Hackert mi fece cenno di tacere, essendo assai probabile che dagli scavi di Pompei gli oggetti fossero arrivati nella casa di Hamilton: perciò il padrone di casa mostra i suoi tesori segreti solo alle persone che godono della sua illimitata fiducia.”.Goethe scrisse che la stanza con balcone, nel piano nobile, “è forse unica al mondo. Si vedono il mare, in lontananza Capri, a destra Posillipo, più vicino la passeggiata della Villa Reale, a sinistra un antico convento dei Gesuiti, e più lontano la riviera da Sorrento a Capo Miseno”. Le pareti della stanza erano coperte da grandi specchi, in cui si riflettevano le immagini del golfo, così che certe notti in quella stanza si vedevano spuntare da due crateri due lune piene, e si raddoppiava il numero delle lampade di cui erano provviste le barche uscite per la pesca del tonno.
Nel 1768 Sir William Hamilton venne nominato socio corrispondente della Royal Society: in poco tempo era diventato un esperto di vulcanologia. Nel 1772 l’editore inglese Cadell pubblicò le relazioni che egli inviava a Londra, ma Hamilton non ne fu soddisfatto, perché l’opera conteneva solo cinque tavole a stampa, per di più “trattate” in modo grossolano. Quattro anni dopo l’editore napoletano Morelli stampò, su disposizione dell’inglese, i “Campi Phlegraei”: il testo era quello pubblicato da Cadell, ma ora lo corredavano le immagini di 59 gouaches, eseguite da Pietro Fabris in cui Hamilton ripose sempre la massima fiducia, e che sempre consultò nello scegliere i reperti archeologici che entravano a far parte delle sue collezioni. E Fabris disegnò anche il suo protettore nella gouache sugli scavi di Pompei che pubblichiamo con l’articolo.Nel 1783 Hamilton ordinò a Gaspare Russo, maestro di casa, di spedire in Inghilterra il suo tesoro di antichità e di medaglie: 8 casse così pesanti, che, racconta Carlo Knight, il Russo diede ai facchini del porto ben 3 ducati. E 8 ducati li diede ai doganieri perché si facessero i fatti loro e non controllassero il contenuto delle casse: era rigido il divieto di portare via dal Regno di Napoli vasi, marmi e monete antiche. Nel 1791 Sir W. Hamilton sposò Emma Lyon: lui aveva 61 anni, e lei 26. Lady Hamilton è stata una protagonista della storia di Napoli, per il suo temperamento, per la geniale “teatralità” della sua vita pubblica e privata, per la sua storia d’amore con Orazio Nelson – una storia che il marito non cercò mai di troncare -,per la sua intima amicizia con la regina Maria Carolina. Sir Hamilton continuò a esportare in Inghilterra i tesori dell’archeologia italica e, sebbene una parte del bottino si perdesse, tra gli ultimi giorni del 1798 e i primi del ’99, nel naufragio della nave “Colossus”, egli riuscì a vendere al British Museum, per circa 9000 sterline, centinaia di vasi etruschi, oggetti di vetro e di avorio, gioielli e monete romane, greche e della Magna Grecia e circa 700 bronzi. Si può dire che lui, Lord Elgin e il pittore Lusieri abbiano organizzato e gestito il primo contrabbando di reperti archeologici a livello europeo.
Sulle gesta della coppia Hamilton torneremo, anche perché Lady Emma e la regina Maria Carolina, nello scrivere i capitoli più appassionati della loro romanzesca esistenza, ebbero come consigliera leale e saggia Caterina de’Medici di Ottajano, maritata con il marchese di San Marco, e sorella di quel Luigi de’ Medici che dal 1816 al 1830 fu protagonista della storia di Napoli.
I sorrisi di Pulcinella grandi protagonisti anche nel contrasto all’emergenza Coronavirus
Tra la bella e solidale Napoli nel periodo di chiusura a causa della pandemia, con il simbolo della città del sole si è contraddistinto Angelo “Pulcinella” Iannelli, artista poliedrico napoletano, poeta, scrittore, presentatore, organizzatore di eventi nonché Ambasciatore del Sorriso.
Ci siamo addentrati nel suo mondo proponendogli questa intervista di Giuseppe De Carlo
Ciao Angelo, ci racconti la tua storia?
Per raccontare la mia storia non è semplice. Sono nato da genitori che hanno sempre fatto del sacrificio la loro fonte di sostentamento e mi hanno insegnato sani valori. Io fin da bambino mi ero innamorato della grande bellezza della natura e nel contempo contemplavo e scrivevo poesie, coltivando sempre l’amore verso la cultura. Nella mia crescita ho instaurato anche un bellissimo rapporto con la Chiesa e l’oratorio scoprendo i meccanismi dell’organizzazione e della recitazione. Sono arrivato alla figura di Pulcinella grazie la partecipazione alla festa carnevalesca di Brusciano (NA). Da quel momento non ho più abbandonato questa maschera che rappresenta la mia “pelle” e la felicità dei bambini.
Dietro la maschera di “Pulcinella” quale personalità si nasconde?
Dietro alla maschera di Pulcinella si nasconde una persona umile e semplice che guarda il mondo sempre con speranza e gli occhi di un bambino. Ho sempre la voglia di riscatto per una città come Napoli e della regione Campania, ove ogni giorno cerco di evidenziare i valori trasmessi dai miei genitori e il senso della legalità con tanta volontà di lottare per le persone meno fortunate che hanno bisogno dei loro spazi e soprattutto della loro voce. Non ammetto in nessun modo la disuguaglianza sociale.
Come hai trascorso il lockdown della pandemia?
Ho trascorso la pandemia come un’opportunità, raddoppiando la voglia di donare agli altri tutto me stesso, partendo dal dialogo e trasmettendo la speranza con il sorriso e l’armonia, attraverso una serie di contest e videomessaggi di speranza. Ho cercato di lottare la tristezza con l’ironia che mi contraddistingue, essendo una persona sempre solare, e con il dialogo ho cercato di ridare forza e coraggio alle persone rimaste a casa. A volte mi sono svegliato di notte perché ero preoccupato per gli altri. Ringrazio molti miei amici, tra cui noti imprenditori e commercianti, che in questa pandemia mi hanno sostenuto per le mie iniziative sociali. Può essere mai che a pensare alle persone rimaste a casa ci abbia pensato Pulcinella!
Quale è il segreto del successo di Pulcinella?
Il segreto del successo di Pulcinella è dovuto al fatto di essere riuscito a capire la metamorfosi della sua maschera, perché non canta e suona solo, ma si propone di scendere in campo per lottare la legalità e per il sociale, riabbracciando le persone con il suo tipico linguaggio.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
I miei progetti futuri, attenendomi ai decreti ministeriali per il Covid, sono incentrati su molte iniziative di cui mi sto già impegnando come la settima edizione del Premio Ambasciatore del Sorriso al Maschio Angioino di Napoli. Una manifestazione che richiama ogni anno molte persone del mondo del sociale, della cultura e delle istituzioni diventando uno degli eventi più importanti a livello nazionale. Sempre al Maschio Angioino è in programma il Festival delle voci di Napoli. Poi, a breve, uscirà anche una canzone video, in collaborazione con il bravissimo tenore Giuseppe Gambi, per rilanciare il turismo della nostra regione dopo il Covid. Inoltre, dopo la conclusione dei magnifici contest gastronomici, domenica 24 maggio 2020 ho promosso un premio intitolato Eroi del Sorriso per i ragazzi meno fortunati rimasti a casa nei giorni della pandemia perché sono loro sono i veri “eroi”. Ti lascio con una bellissima frase “soltanto se amiamo possiamo comprendere il senso della vita”.
Scarcerazioni boss, Coop Siani: “Costruiamo entusiasmo e non paure, continueremo a promuovere legalità!”
Il presidente Giuseppe Scognamiglio: “Attraverso il progetto “Voce di Comunità” continua il nostro lavoro quotidiano di diffusione della cultura dell’antimafia sul territorio”.
La scarcerazione dei boss che un tempo hanno terrorizzato Ercolano attraverso estorsioni e spaccio di stupefacenti non preoccupa l’opera di promozione della legalità e della cultura antimafia della Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, attiva sul territorio ormai da 10 anni.
Grazie al progetto “Voce di Comunità” finanziato dal P.O.R. Campania FSE 2014-2020, i soci e gli operatori della Cooperativa sociale continuano il lavoro di diffusione della cultura dell’antimafia sociale e della legalità in diverse scuole del territorio.
La questione è che l’antimafia, la legalità, il civismo sono concetti profondi sui quali bisogna lavorare sempre, quotidianamente.
La città di Ercolano ha mostrato nel tempo di essere capace di generare gli anticorpi per reagire a dei momenti di forte recrudescenza camorristica, grazie all’impegno sociale di associazioni e cooperative, alle denunce dei commerciati, e al grandissimo lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine.
Il tema è questo: l’impegno antimafia e di promozione della cultura delle legalità deve essere quotidiano e attuato da ogni singolo cittadino. Occorre mantenere alta l’attenzione sul fenomeno e sul suo possibile riproporsi, senza sventolare la bandiera per mero opportunismo.
Progetti concreti come antidoto contro le mafie
“Voce di comunità” un progetto svolto con le scuole del territorio e che tratta temi fondamentali della cultura antimafia: il ricordo delle vittime innocenti di mafia, promozione della legalità attraverso la cultura, rispetto e cura dell’ambiente, e infine realizzazione di laboratori formativi sui mestieri della comunicazione, soprattutto di quella web-radiofonica.
“Terra Comune” che consiste nella pratica della coltivazione di un’eccellenza vesuviana: il pomodoro del piennolo. Tale attività sarà spiegata agli alunni delle scuole partener del progetto attraverso un laboratorio di formazione agronomica e alimentare, tenuto da esperti del settore.
Entrambi i progetti sono collocati nell’ambito del circuito dell’antimafia sociale e non solo perché prendono vita all’interno di beni confiscati.
“Provare tutti ad essere concreti è il miglior antidoto contro le mafie, ad oggi la nostra Cooperativa nonostante il Covid19, è impegnata sul progetto “Voce di Comunità”- afferma il presidente Giuseppe Scognamiglio– e sulla trafila del pomodoro del Vesuvio.
Colgo l’occasione per ringraziare l’Assessore L. Fortini per la visione progettuale e i Dirigenti degli Istituti Scolastici, con cui stiamo collaborando, per il loro impegno in questo momento difficile ma soprattutto per la loro sensibilità alla causa.
La lotta alle mafie si fa costruendo l’entusiasmo e la partecipazione- continua Scognamiglio-non la paura, formando e sensibilizzando le nuove generazioni a partire dalla scuola, restando responsabili e integerrimi quando si è davanti a scelte sui temi della giustizia sociale, dell’ambiente, delle diseguaglianze, dei diritti.
Molto spesso si sentono parole vuote e finti proclami, che servono solo a rafforzare chi vuole ritornare a quella cultura camorristica fatta di oscurantismo, compromessi, ricatti e favoritismi biechi che come ben sappiamo- conclude poi -vanno soltanto a ledere e inficiare le cose belle, l’impegno disinteressato di tanti, ma soprattutto il futuro migliore dei nostri territori”.
Anche quest’anno, sabato 23 maggio 2020, la Cooperativa Giancarlo Siani e l’associazione Antiracket Ercolano ricorderanno il magistrato Giovanni Falcone, che nella tragica strage di Capaci venne assassinato assieme alla moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro attraverso la deposizione di una corona di fiori alle ore 10:00, presso piazzale colonna e di una diretta streaming di approfondimento alle 17.30 sui canali social di Radio Siani la Radio della Legalità.legalità
Marano, vince una regolare gara ma il clan gli impedisce di lavorare: due arresti
Alle prime ore di questa mattina, i Carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, a carico di 2 giovani originari di Marano, C.A. e D. M., rispettivamente classe ‘89 e ’95, ritenuti gravemente indiziati del reato di tentata estorsione in concorso e illecita concorrenza, entrambe le condotte aggravate dal metodo mafioso per aver commesso i fatti contestati, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al sodalizio camorristico denominato clan “Orlando”.
Le indagini effettuate dalla Sezione operativa di Marano, coordinate dalla DDA partenopea, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati che, in qualità di impiegati in una società maranese dedita al commercio della carta, riconducibile al clan, lo scorso gennaio, hanno tentato di intimidire un imprenditore locale intento ad eseguire la fornitura di prodotti “casalinghi” (carta, sapone, detersivi ecc..) all’interno di una scuola comunale, a seguito di aggiudicazione di regolare appalto.
L’uomo, come si evince dalle immagini di videosorveglianza, è stato avvicinato dai 2, proprio nei pressi dell’istituto, i quali dopo avergli intimato di non effettuare più consegne a Marano perché solo loro potevano farlo, gli hanno imposto di tornarsene da dove era venuto e non tornare più nella zona di loro influenza.
Gli arrestati sono stati tradotti presso la casa circondariale di Napoli-Secondigliano.
Marigliano, la Polizia Municipale sventa una occupazione abusiva e sequestra casa popolare
Questa volta non è funzionato il tentativo di occupare le case comunali della 219 di Marigliano, nel rione Pontecitra, e tentare una vendita delle stesse.
Ieri mattina il comando di Polizia Municipale è stato avvertito di una occupazione abusiva di casa popolare lasciata ormai dal luglio 2019. Immediatamente gli agenti si sono portati sul posto e gli accertamenti sono stati poi diretti dal comandante della locale polizia, Magg. Emiliano Nacar.
La persona che occupava la casa è stata immediatamente denunciata e con una procedura lampo è stata fatta allontanare, previo consenso atto a trovare nuova collocazione presso l’abitazione materna.
Nel frattempo sono scattate le indagini sull’abitazione e sull’assegnazione. Immediati sono stati apposti i sigilli e la casa è stata posta sotto sequestro in attesa della definizione completa della vicenda, onde poterla nuovamente mettere in disponibilità.
Somma Vesuviana, nascondeva in casa TLE: denunciano 59enne
I Carabinieri della Stazione di Somma Vesuviana, nel corso di un predisposto servizio di controllo del territorio del Comando Provinciale di Napoli, hanno denunciato per detenzione illegale di tabacchi e lavorati esteri, un 59enne di Mariglianella già noto alle ff.oo..
Perquisita l’abitazione dell’uomo, i militari hanno trovato 428 pacchetti di “bionde” per un peso complessivo di 8 chili di varie marche privi del timbro del monopolio e pronti per essere venduti
