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Hamilton fu mandato a Napoli nel 1764 come rappresentante del Re d’Inghilterra. A Napoli divenne esperto di vulcanologia e di archeologia. I rapporti con Goethe, con Tischbein e con Hackert, la pubblicazione di “Campi Phlegraei”, il contrabbando di preziosi reperti archeologici. Il matrimonio con Emma Lyon, che divenne amica intima di Maria Carolina regina di Napoli e di Caterina de’ Medici di Ottajano, e fu l’amante “ufficiale” di Orazio Nelson.

 

Sir William Hamilton giunse a Napoli nel 1764, come “inviato straordinario” di Giorgio III, re di Inghilterra, e vi rimase fino alla fine del secolo. Nel 1767 prese in affitto, per 800 ducati all’anno, una parte del palazzo Sessa, da cui egli poteva ammirare lo spettacoloso panorama del golfo e del Vesuvio. Racconta Carlo Knight che il palazzo divenne la meta quotidiana di antiquari, di pittori, di chiunque offrisse in vendita rarità, perfino una creatura marina, forse una medusa, forse un polpo gigantesco, che un giorno sir William presentò, in un vaso di vetro colmo d’acqua, all’attenzione del pittore Tischbein. Il quale disse all’amico Goethe che lo studio privato dell’inglese era veramente “una stanza delle meraviglie”: sulle pareti c’erano disegni, gouaches e mappe del Regno di Napoli; alle finestre c’erano cannocchiali puntati sul golfo e sul Vesuvio, e sugli scaffali e negli armadi risplendevano cammei, ceramiche dipinte, vasi antichi e campioni di lava vulcanica. Nel maggio del 1787 Sir Hamilton mostrò a Goethe il suo tesoro d’arte. “Trovai là nella più grande confusione oggetti di tutte le epoche, gli uni accanto agli altri: busti, torsi, vasi, bronzi, mobili guarniti di agate di Sicilia, pietre incise, quadri.”. Da una cassa il padrone di casa tirò fuori “due stupendi candelabri in bronzo” e Goethe, sussurrando, fece notare ad Hackert che erano in tutto simili ai candelabri “pompeiani” che egli aveva visto a Portici. “Hackert mi fece cenno di tacere, essendo assai probabile che dagli scavi di Pompei gli oggetti fossero arrivati nella casa di Hamilton: perciò il padrone di casa mostra i suoi tesori segreti solo alle persone che godono della sua illimitata fiducia.”.Goethe scrisse che la stanza con balcone, nel piano nobile, “è forse unica al mondo. Si vedono il mare, in lontananza Capri, a destra Posillipo, più vicino la passeggiata della Villa Reale, a sinistra un antico convento dei Gesuiti, e più lontano la riviera da Sorrento a Capo Miseno”. Le pareti della stanza erano coperte da grandi specchi, in cui si riflettevano le immagini del golfo, così che certe notti in quella stanza si vedevano spuntare da due crateri due lune piene, e si raddoppiava il numero delle lampade di cui erano provviste le barche uscite per la pesca del tonno.

Nel 1768 Sir William Hamilton venne nominato socio corrispondente della Royal Society: in poco tempo era diventato un esperto di vulcanologia. Nel 1772 l’editore inglese Cadell pubblicò le relazioni che egli inviava a Londra, ma Hamilton non ne fu soddisfatto, perché l’opera conteneva solo cinque tavole a stampa, per di più “trattate” in modo grossolano. Quattro anni dopo l’editore napoletano Morelli stampò, su disposizione dell’inglese, i “Campi Phlegraei”: il testo era quello pubblicato da Cadell, ma ora lo corredavano le immagini di 59 gouaches, eseguite da Pietro Fabris in cui Hamilton ripose sempre la massima fiducia, e che sempre consultò nello scegliere i reperti archeologici che entravano a far parte delle sue collezioni. E Fabris disegnò anche il suo protettore nella gouache sugli scavi di Pompei che pubblichiamo con l’articolo.Nel 1783 Hamilton ordinò a Gaspare Russo, maestro di casa, di spedire in Inghilterra il suo tesoro di antichità e di medaglie: 8 casse così pesanti, che, racconta Carlo Knight, il Russo diede ai facchini del porto ben 3 ducati. E 8 ducati li diede ai doganieri perché si facessero i fatti loro e non controllassero il contenuto delle casse: era rigido il divieto di portare via dal Regno di Napoli vasi, marmi e monete antiche. Nel 1791 Sir W. Hamilton sposò Emma Lyon: lui aveva 61 anni, e lei 26. Lady Hamilton è stata una protagonista della storia di Napoli, per il suo temperamento, per la geniale “teatralità” della sua vita pubblica e privata, per la sua storia d’amore con Orazio Nelson – una storia che il marito non cercò mai di troncare -,per la sua intima amicizia con la regina Maria Carolina. Sir Hamilton continuò a esportare in Inghilterra i tesori dell’archeologia italica e, sebbene una parte del bottino si perdesse, tra gli ultimi giorni del 1798 e i primi del ’99, nel naufragio della nave “Colossus”, egli riuscì a vendere al British Museum, per circa 9000 sterline, centinaia di vasi etruschi, oggetti di vetro e di avorio, gioielli e monete romane, greche e della Magna Grecia e circa 700 bronzi. Si può dire che lui, Lord Elgin e il pittore Lusieri abbiano organizzato e gestito il primo contrabbando di reperti archeologici a livello europeo.

Sulle gesta della coppia Hamilton torneremo, anche perché Lady Emma e la regina Maria Carolina, nello scrivere i capitoli più appassionati della loro romanzesca esistenza,   ebbero come consigliera leale e saggia Caterina de’Medici di Ottajano, maritata con il marchese di San Marco, e sorella di quel Luigi de’ Medici che dal 1816 al 1830 fu protagonista della storia di Napoli.