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 Rifiuti pericolosi, oli esausti, batterie a piombo e cassoni colmi di rifiuti laddove non dovevano esserci. Ieri mattina i carabinieri forestali della stazione «Parco» di San Sebastiano al Vesuvio hanno chiesto alla Procura di Nola il sequestro probatorio dell’intero impianto di via Pomigliano utilizzato dalla ditta Gpn, azienda che gestisce la raccolta rifiuti in numerosi comuni.

Stando a quanto accertato dai forestali, a fronte di una autorizzazione per semplice autorimessa dove dovevano essere ricoverati i mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti, in quell’impianto c’era molto di più. In primis sul piazzale, dove le autorizzazioni avrebbero consentito solo di parcheggiare mezzi, erano presenti diversi container contenenti rifiuti ferrosi, pneumatici, carta e altre tipologie di scarti. Sulla stessa area c’era poi una autofficina, utilizzata evidentemente per le riparazioni dei mezzi ma, sparsi un po’ dovunque, i carabinieri della stazione Parco hanno trovato oli esausti, batterie a piombo esauste, rifiuti cosiddetti «pericolosi». In più, una cisterna contenente gasolio per cui i forestali hanno chiesto di accertare, con controlli incrociati ed ulteriori indagini, la provenienza. La Gpn opera attualmente anche nel territorio del comune di Sant’Anastasia dopo che il Tar Campania aveva accolto il ricorso presentato dai suoi legali che chiedeva l’annullamento dell’aggiudicazione, a gennaio scorso, della gara per la raccolta rifiuti da parte della Ecoffice srl la quale è poi ricorsa al Consiglio di Stato che ha però respinto il suo appello. La trattazione di merito del ricorso dinanzi al Tar è stata rinviata al prossimo 9 giugno, intanto la Gpn opera a Sant’Anastasia in regime di proroga.