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Una denuncia falsa su una presunta speculazione edilizia e su un presunto pacchetto di assunzioni clientelari a Pomigliano. Un documento dunque il cui contenuto è di quelli molto delicati. Ma la denuncia è stata inviata all’autorità giudiziaria e alle forze dell’ordine da mittenti rimasti del tutto sconosciuti. Contiene infatti i nomi degli autori, il segretario cittadino del Pd, Eduardo, Riccio, e il capogruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, Salvatore Cioffi. Peccato però che i due politici non ne sappiano proprio niente per cui hanno a loro volta denunciato l’episodio ai carabinieri. Reato al momento ipotizzato: sostituzione di persona. E non è finita. La denuncia falsa è stata spedita alla stampa tramite un indirizzo di posta elettronica fasullo insieme con le fotocopie delle ricevute delle raccomandate inviate alla procura di Napoli, ai carabinieri, alla guardia di finanza e allo stesso Comune di Pomigliano. Nello spazio dedicato al mittente è stato utilizzato, anche in questo caso – riferisce Salvatore Cioffi – in maniera indebita, il nome di uno studio legale di Portici. “Abbiamo fatto le nostre ricerche – racconta il capogruppo dei Cinque Stelle – le raccomandate sono state spedite da un ufficio postale di Afragola. E’ comunque sicuramente un falso. Anzi, a me sembra che questo gesto deplorevole sia stato compiuto allo scopo di depotenziare le nostre eventuali azioni politiche. Del resto, se volevano fare una denuncia in procura perché poi l’hanno mandata anche al Comune? Hanno avvertito sia il controllore che il controllato? Che senso ha ?”. Anche il segretario cittadino del Partito democratico è rimasto interdetto dallo spiacevole accaduto. “Sono stati utilizzati il mio nome e la mia carica politica – spiega Riccio – in un modo del tutto illegale e quindi ho provveduto a sporgere denuncia dai carabinieri”. Per quanto riguarda il perché di quanto successo il dirigente locale dei democratici aggiunge che “Il fatto è inquietante non solo perché con un falso si usano nomi di persone ignare” ma pure perché “tutto ciò crea un clima di confusione e veleni che non fa bene alla città”. La sensazione netta è che la campagna elettorale per le comunali sia iniziata all’insegna dei “classici” veleni di rito. La data del voto non è stata ancora fissata ma siccome è insistente la voce secondo cui si terrà a settembre è praticamente già iniziato il valzer delle accuse, in tal caso attraverso denunce praticamente anonime e falsamente attribuite ad altri. Nella denuncia taroccata si punta l’indice contro l’amministrazione comunale. Se ne rivanga il passato indugiando su un presente per nulla lusinghiero. Poi vengono dettagliati alcuni presunti abusi edilizi che sarebbero stati consumati di recente in vari punti della città. Nel documento figurano anche i nomi dei vincitori di un concorso indetto da un’azienda municipali e quelli dei loro parenti. Insomma, tutta materia “bollente” da scontro elettorale tipicamente nostrano. Nel frattempo le forze politiche di Pomigliano sono da tempo al lavoro per trovare una quadra. Ma per ora le alleanze tra i partiti di ispirazione nazionale sembrano ancora chimere. Già pronte invece molte liste civiche.