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Antonio, attivista di Fare Ambiente, si trovava a casa con moglie e figlioletto quando è stata lanciata la rudimentale bomba incendiaria. La procura apre un fascicolo    

 

Una bomba molotov è stata fatta esplodere nell’abitazione di un ambientalista impegnato in una serie di battaglie contro l’inquinamento nel territorio. L’ordigno rudimentale ha danneggiato il giardino che si trova nel recinto della casa monofamiliare, una villetta. Sono rimaste bruciate alcune piante. Bruciato anche il pavimento che circonda l’edificio. Le fiamme sono state domate dallo stesso ecologista, che al momento del raid si trovava in casa insieme alla moglie e al figlioletto. Sul posto sono giunti i carabinieri, che hanno rinvenuto i frammenti di vetro della molotov e lo stoppino che costituiva l’innesco della benzina contenuta nella bottiglia. L’episodio, che si è consumato intorno alle 21 e 30, risale a diversi giorni fa ma è stato reso noto soltanto ieri a causa del riserbo imposto dalle forze dell’ordine nelle prime fasi delle indagini. La vittima del raid, Antonio Mattiello, 44 anni, dalla cui famiglia prende il nome il rione in cui abita, “Masseria Mattiello”, ha raccontato di aver subito l’atto intimidatorio al termine di un intenso periodo di attività finalizzata al contrasto dei reati ambientali. Nel territorio di Pomigliano un gruppo di ambientalisti, tra i quali figura appunto Mattiello, sta portando avanti una serie di vertenze contro vari impianti giudicati inquinanti e contro la presenza delle discariche abusive. “Qui a Pomigliano – commenta Mattiello – attorno alle questioni ambientali si crea sempre molta tensione e nessuno aiuta i cittadini che chiedono soluzioni a problemi tanto gravi. Dopo il lockdown non è cambiato niente sul fronte della salute pubblica”. “Tutta l’associazione è vicina al nostro iscritto Antonio ed esprime sdegno, preoccupazione e soprattutto maggior convincimento nel prosieguo della battaglia ecologista a Pomigliano dopo il vile gesto commesso nei confronti del nostro attivista”, è quanto dichiarano il presidente regionale di Fare Ambiente, Francesco della Corte, e la portavoce del Laboratorio territoriale, Anna Rea. “Questo atto gravissimo – aggiungono Rea e Della Corte – dimostra come le nostre denunce vanno nella giusta direzione contro chi, incurante della salute pubblica e delle leggi, continua ad inquinare in particolare in uno dei territori con i più frequenti sforamenti di polveri sottili, e a trasformare le periferie in discariche a cielo aperto con gravi e diffusi roghi. Con l’emergenza Covid non sono più giustificate zone di impunità. Oggi più di ieri la battaglia per un ambiente amico dell’uomo e dei bambini deve diventare la priorità assoluta delle istituzioni, delle aziende e dei comportamenti dei cittadini. Intanto a proposito del raid con la molotov abbiamo saputo che la magistratura ha aperto un fascicolo: ci costituiremo parte civile nell’ambito di un eventuale processo”.

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