Carcere di Santa Maria Capua Vetere: pestaggi in cella, agenti sui tetti dopo avvisi di garanzia

Alcuni agenti della Polizia Penitenziaria sono saliti su un tetto del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), per protestare contro le modalità adottate dalla polizia giudizaria e dalla Procura per notificare gli avvisi emessi nell’ambito di una indagine su presunti prestaggi verificati nella struttura carceraria lo scorso marzo, in piena emergenza sanitaria. La moglie di un detenuto, Daniela Avitabile, racconta quanto visto stamani. “Sono arrivata alle 7 e c’erano parecchi carabinieri che fermavano le auto in arrivo al carcere; io sono stata fermata e mi hanno fatto passare, mentre gli agenti li trattenevano per identificarli. Gli altri agenti della Penitenziaria già dentro sono stati fatti uscire dalla struttura; c’è stata tensione” (foto ANSA Campania)

Regionali, de Magistris: “Entro una settimana scioglierò la riserva sulla mia candidatura”

“Scioglierò definitivamente la riserva entro una settimana”. Così il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ai microfoni de ‘Il mattino di Radio 1’ aprendo uno spiraglio sulla possibilità di una sua candidatura alle prossime elezioni regionali campane. “A settembre si vota per le Regionali e a giugno prossimo scade il mio secondo mandato, io come priorità vorrei finire il mandato perché è un anno molto importante per la mia città, è un anno difficile e amo talmente la mia città che l’opzione principale è quella di continuare fino alla fine del mandato e non candidarmi alle regionali, ma scioglierò definitivamente la riserva entro una settimana”. Sulla gestione dell’attuale presidente De Luca, il sindaco ha poi aggiunto: “È andata bene sul piano sanitario perché sono stati molto bravi i campani. La Regione Campania si era presentata all’inizio del virus con 300 posti in terapia intensiva su 6 milioni di abitanti. Lo smantellamento della sanità pubblica in questi anni è stato spaventoso. Poi non so se sia un centrosinistra quello di De Luca perché c’è anche Mastella, Pomicino, De Mita, pezzi di centrodestra”. “Eticamente e politicamente non potrei mai sostenere De Luca e poi in questo momento, girando per la città, è molto complicato fare campagna elettorale. Penso che la gente vorrebbe unità. Per la gestione sanitaria De Luca ha seguito la linea di rigore del governo, quindi, la valutazione è positiva ma – ha concluso de Magistris – si sta caricando dei meriti sanitari che non ha. Io dico a volte che ce l’abbiamo fatta nonostante le politiche regionali di De Luca. Per il resto in questi cinque anni per me la sua gestione è stata fallimentare, però, siccome l’aspetto mediatico in politica è molto forte e lui è stato bravo a comunicare in queste settimane credo che vincerà le elezioni di settembre”

Flora Beneduce lascia FI, De Siano:”Falsità e ingratitudine”

Flora Beneduce, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo di Giunta e Consiglio, annuncia il suo addio a FI e il suo appoggio a De Luca. Di seguito la dichiarazione di De Siano. “Purtroppo certa cattiva politica ci sta abituando anche a questo: alle falsità e all’ingratitudine di chi dal nostro partito ha saputo solo prendere incarichi e candidature di grande prestigio. Oggi, però, tra le nostre fila c’è chi saluterà questa decisione positivamente: un passo avanti verso lo svecchiamento, il rinnovamento di un partito che apre sempre di più ai giovani, alle nuove energie”. Lo afferma il senatore Domenico De Siano, coordinatore regionale campano di Forza Italia commentando le dichiarazioni rese oggi alla stampa dalla consigliera regionale campana Flora Beneduce e il suo passaggio nello schieramento della sinistra. La consigliera ha deciso di lasciare la coalizione di Centrodestra per candidarsi con una lista che sosterrà l’attuale governatore campano, Vincenzo De Luca. “Ricorderei inoltre a chi per cinque anni ha fatto opposizione e solo ora, negli ultimi giorni della legislatura, passa dall’altra parte – sottolinea De Siano -, che i tanti trasformisti che per convenienza personale hanno usato il nostro partito per poi abbandonarlo in vista di chissà quali prospettive, non hanno mai trovato fortuna”. “Quello che mi sento di dire intanto, soprattutto ai tantissimi giovani e meno giovani amici che continuano ad esprimere interesse per il nostro progetto politico – conclude -, è che mai come in questo momento troveranno lo spazio per esprimersi, per crescere e farsi valere”.

Maurizio De Giovanni scrive che “nei Distinti si capisce il calcio”. Ce ne ricorderemo, quando torneremo allo stadio

La lezione che un personaggio del romanzo “Il resto della settimana” impartisce al Professore sui comportamenti dei tre “popoli” che “abitano” le Curve, la Tribuna e i Distinti di uno stadio, anzi dello stadio del Napoli. Secondo l’ “ometto” il popolo migliore, per competenza, è quello dei Distinti. Al di là dell’ironia, il testo riflette anche le polemiche degli ultimi anni sui comportamenti dei tifosi delle squadre di calcio.   Quasi sempre la fama degli stadi, di quelli di Buenos Aires, di Rio de Janeiro, di Liverpool,  è legata non solo alle imprese delle squadre, ma anche a quelle dei tifosi, e sempre dei tifosi della Curva. Un caso a parte è la tribuna del “Filadelfia” di Torino, descritta da Eraldo Pecci nel libro “ Il Toro non può perdere: la magica stagione ’75-‘76”: la stagione dello scudetto, di Radice, di Claudio Sala, di Pulici e di Graziani. Racconta Pecci, che di quella squadra fu, con Claudio Sala, il direttore d’orchestra, che nello stadio “fatiscente” le due Curve e i Distinti erano inagibili, e che la pista del Lingotto si snodava sopra la Tribuna: perciò chi sedeva in Tribuna vedeva “girare in cielo” le auto: una scena unica: le auto dei padroni della Fiat e della Juve facevano da sfondo celeste ai trionfi dei “granata” di Radice. Come è noto a tutti, Maurizio De Giovanni è tifoso del Napoli e possiede la sapienza del calcio. Al Professore, protagonista del libro “Il resto della settimana”, un ometto sollevandosi “orgoglioso in tutto il suo metro e sessanta” spiega che in uno stadio, anzi nello stadio, quello del Napoli,  “ci sono tre mondi a parte ognuno con una fisica, un’etica e una popolazione proprie”. Il popolo delle Curve respira un’aria particolare, in cui si mescolano i fumogeni, la puzza del sudore e l’olezzo della “marijuana di pessima qualità”. I “curvaioli” sono uomini forti, “tagliati con l’accetta” e, non appena entrano nella Curva, diventano come i guerriglieri di Castro e di Guevara, e se notano che in mezzo a loro c’è qualcuno che non corrisponde al modello, lo fanno immediatamente sloggiare. Immersi in questo stato di “trance”, i “curvaioli” la partita non la guardano, la giocano “ a tutti gli effetti” come se stessero in campo: è naturale che essi prendano coscienza di sé e del risultato molto tempo dopo la fine della partita e che le loro orecchie ancora per giorni rimbombino “ di cori e bestemmie”. I “curvaioli” arrivano allo stadio molto tempo prima della partita, per preparare la mente, la voce, il corpo e i cori, mentre tra quelli della “Tribuna” c’è chi arriva, calmo e sereno, anche un quarto d’ora dopo il fischio d’inizio e, calmo e sereno, “per evitare il traffico” se ne va un quarto d’ora prima, “quando la tensione è al parossismo”, e non sente, e se le sentisse, non gliene importerebbe un fico secco, le imprecazioni di chi siede in ultima fila. In Tribuna vanno i nuovi borghesi, che “parlano un italiano corretto, ancorché privo di congiuntivi”, che tra il primo e secondo tempo vanno a prendere il caffè alla buvette, e ai quali “il fuorigioco che non c’era” serve solo come argomento di qualche futile, breve conversazione, un argomento destinato all’oblio rapido e assoluto, mentre i “curvaioli” quel fuorigioco che non c’era, e il minuto, e i protagonisti, e l’arbitro, e il guardialinee  lo ricorderanno, avrebbe detto Gianni Brera, per sempre, come uno sfregio perenne. Infine, ci sono i Distinti, che l’ometto di De Giovanni chiama la “Terra di Mezzo”, qualcosa di simile al continente di Tolkien, in cui confluiscono e trovano accordo centinaia di identità: tutti pronti, quelli dei Distinti, a sopportare il caldo impietoso, le piogge scroscianti e i venti gelidi, perché pare che gli ingegneri abbiano mirato a esporre proprio questo settore all’urto degli “incidenti” atmosferici.Quelli dei Distinti portano anche i figli a guardare la partita, a imparare da subito che ogni partita è la Partita, quella che “potrebbe aprire una strada luminosa verso un Obiettivo scintillante”. Quelli dei Distinti non pronunciano mai il nome dell’Obiettivo perché, “come tutti sanno porta malissimo e questa città è, come dire, tendente alla scaramanzia”, ma lo fa, aggiunge l’ometto a cui lo scrittore presta la sua ironia, “in maniera vaga e lieve”. Quelli dei Distinti portano allo stadio bottiglie senza tappo, per “evitare lanci letali verso il guardialinee”, e cercano di memorizzare i volti dei vicini di posto, perché può capitare che proprio con loro vivranno uno dei momenti memorabili della loro esistenza, quelli che si raccontano ai nipoti. “E’ nei Distinti che si capisce il calcio, credete a me. Non altrove. E’ nei Distinti che si capisce l’amore”. Nel maggio del 1999, commentando su “La Repubblica” la vittoria di Birmingham, che permise alla Lazio di vincere la Coppa delle Coppe, il compianto Gianni Mura si augurava di vedere anche “in Italia uno, dieci stadi come quello di Birmingham, senza separazioni tra i tifosi, senza barriere tra tribune e terreno di gioco, con poliziotti disarmati.”. Negli anni divennero sempre più aspri i suoi giudizi sugli atti assai poco rispettosi della legge di cui erano responsabili gli ultras “curvaioli” di alcune squadre. L’anno scorso Giovanni Francesio gli rispose in un articolo sul “Foglio”: “Io potrei farne moltissimi, di nomi di curve e di gruppi, dalla serie A alla serie D, che non hanno mai chiesto mezzo biglietto e mezzo favore a nessuno, e che hanno fatto sempre il possibile per tenere la politica fuori dello stadio, cosa peraltro non semplicissima, visto che, anche se Mura è stufo di sentirselo dire, le curve degli stadi rimangono uno spazio di aggregazione”, uno dei pochi, “frequentato ogni fine settimana da decine di migliaia di persone”. Il mio augurio è che tornino le polemiche: significa che gli stadi si sono aperti al ritorno dei tifosi. L’ometto di De Giovanni non l’ha detto, perché è cosa ovvia: senza il pubblico la partita di calcio non è una partita di calcio.

Ercolano. Movimento 5 Stelle, una poltrona per due

A pochi mesi dalle elezioni amministrative per il Movimento 5 stelle di Ercolano due pretendenti candidati a Sindaco. A chi sarà assegnata la poltrona e con essa il simbolo? Ai facilitatori l’ardua sentenza.   Il consigliere uscente del M5S di Ercolano è Gennaro Cozzolino eletto nel 2015 con il 7,67% di voti. Il risultato fu ottenuto quando il gruppo dei cittadini che sosteneva il M5S, il “Meetup”, era compatto e unito. Poi, a distanza di qualche anno da quella elezione, il gruppo iniziò a sfaldarsi, come quasi in tutti i gruppi del territorio nazionale, e a contestare l’operato del suo portavoce, il quale, aveva cominciato a portare solo la sua voce, e non più quella del gruppo. Infatti già dal 2017 molti presero distacco dal Cozzolino, fino a che l’intero meet up, rese distanze ufficiali e comprovate nel 2019. Così, negli ultimi anni a rappresentare il M5S della ridente cittadina alle falde del Vesuvio, ci sono state due espressioni, due anime, quella del consigliere e quella del Meetup. La prima, più “politico-istituzionale”, all’interno dell’assise comunale; la seconda, più civica, portatrice di istanze, di controllo e di sorveglianza dei diritti dei cittadini. I militanti della seconda, nonostante le difficoltà e i dissensi, hanno continuato il percorso, non facendo sconti a nessuno, neppure al loro stesso ex-rappresentante. Ovviamente, il tutto nel silenzio-assenso totale dei vertici del MoVimento 5 Stelle, i quali sono stati affaccendati in faccende ben più importanti. Oggi, all’alba delle elezioni amministrative, ad Ercolano vi sono due liste che vogliono rappresentare il M5S: quella del Meetup che ha espresso Pierluigi Sorrentino come candidato a sindaco, e quella del consigliere uscente Cozzolino. Entrambe hanno chiesto l’uso del simbolo del M5S. La patata bollente è passata nelle mani dei cosiddetti “facilitatori”. Lo scorso lunedì si è tenuta una video conferenza, con i due pretendenti e i due facilitatori addetti alle relazioni interne, il deputato Luigi Iovino e il senatore Agostino Santillo. La figura del “facilitatore”, una invenzione tutta “grillina” da poco istituita, ha il compito di facilitare tutte le questioni dello scibile umano. In questo caso questioni interne al MoVimento. In un recente passato questioni simili, venivano sbrigate da strutture ombra non legittimate che consentivano a capi e capetti di spadroneggiare. A breve i due facilitatori dovrebbero comunicare l’atteso verdetto. Abbiamo chiesto al facilitatore, nonché deputato, Luigi Iovino, quali siano i parametri di valutazione che indurranno alla scelta del candidato sindaco per la città di Ercolano. L’onorevole non è entrato nel merito della questione perché essa è “molto delicata”. Forse per un facilitatore la risposta ad una domanda tanto semplice diventa complicata quando non può essere trasparente? Forse i metodi saranno gli stessi di prima?! E Forse sono dettati sempre dagli stessi?! Forse sono cambiati gli anelli di congiuntura ma i cerchi restano comunque magici?! Eppure parte della base aveva grosse aspettative da questa nuova figura. Una figura che in un momento tanto difficile per il progetto movimento 5 stelle, dovrebbe dare grandi esempi di trasparenza e onestà intellettuale. C’era un tempo in cui il MoVimento in casi come questi si comportava in maniera salomonica, non rilasciando il simbolo a nessuno. Ma è solo un ricordo lontano. E’ da tempo che non è più così. A Napoli si dice “A chi figlio e a chi figliastro” che significa due pesi, due misure. Ed in questo meccanismo, il peso e la misura è direttamente proporzionato all’asservimento. To be continued….

Somma Vesuviana, preliminari per future coalizioni

Consiglieri comunali e referenti di liste civiche, aspiranti o ex amministratori, una fetta dei gruppi impegnati sulla scena politica cittadina si è riunita ieri sera (martedì 9 giugno) presso il locale ‘O direttore di via Filippo d’Aragona. Le varie voci che hanno partecipato all’incontro, promosso da Crescenzo De Falco il quale ha precisato di non essere interessato ad una candidatura a sindaco, sono discordanti, qualcuno ha partecipato come uditore ma è andato via poco dopo, altri hanno confermato la loro presenza precisando che stanno comunque prendendo parte ad altri tavoli di confronto con esponenti civici o partiti politici. Ciò che molti hanno condiviso è la necessità di competenze e capacità che, dicono, in questi ultimi anni è totalmente mancata guardando ad una fase nuova che parta dalla base, prima rinsaldando i rapporti politici e condividendo alcuni punti fondamentali per giungere ad un gioco di squadra. Insomma, prima le basi e poi il candidato sindaco ancora da scegliere. Solo il primo incontro, sembra, e senza bandiere ben precise. Molti dei presenti hanno raccontato di una chiacchierata informale, altri hanno precisato che la loro presenza non prelude ad alcuna alleanza e che alcuni dei presenti sono decisamente incompatibili tra loro. Commenta il consigliere Pasquale Piccolo: «Un incontro nato così, in maniera spontanea, una chiacchierata tra quanti vogliono dare un contributo alla città. Nessun colore politico, ognuno ha invitato chi riteneva opportuno invitare e ci siamo ritrovati a condividere il fatto che la gestione amministrativa attuale non è efficace e che bisogna costruire un’alternativa alla stessa per il prossimo futuro». In rappresentanza della nuova realtà che vede insieme i movimenti Onda Bianca e Alternativa Civica c’era Antonio Polise. «Una riunione in cui si è parlato del modo negativo in cui si fa politica a Somma Vesuviana, cioè partendo prima dal sindaco e poi dalle coalizioni, questo è il punto che può accomunare diverse realtà, cioè ribaltare la situazione, ma noi ci sediamo a tutti i tavoli ai quali ci invitano, non ci precludiamo nulla e non ci sarà alcun accordo finché non ci sarà un progetto che si possa sposare totalmente».  

Amministrative 2020_San Paolo Bel Sito, l’avvocato Raffaele Barone annuncia la sua candidatura a sindaco

Riceviamo e pubblichiamo  

Barone: “ho maturato la decisione di propormi con rinnovato entusiasmo alla guida di una lista elettorale”

Arriva l’ufficialità: Raffaele Barone si candida alla guida del comune di San Paolo Bel Sito nella tornata elettorale di settembre. Cinquantacinque anni, avvocato cassazionista, sposato con tre figli, è stato presidente dell’Ordine degli Avvocati di Nola, vice-presidente dell’Unione Regionale degli Ordini Forensi della Campania, difensore civico del Comune di Nola e docente presso l’Università ‘Parthenope’ degli Studi di Napoli. Inoltre, è presidente nazionale Simed Cisl (Sindacato Mediatori), nonché Sostituto Giudice Sportivo Regionale ( FGCI) e componente distrettuale dell’Organismo Congressuale Forense (OCF).

Un volto per nulla nuovo alla politica del piccolo comune del Nolano. Già consigliere comunale nel 1993 oltre che della Comunità Montana ‘Montedonico-Tribucchi, nel 1996 è stato anche candidato sindaco.

“Oggi, sollecitato dalla società civile e dopo un aperto confronto con le varie forze politiche presenti sul territorio, ho maturato la decisione di propormi con rinnovato entusiasmo alla guida di una lista elettorale – spiega Raffaele Barone – C’è volontà di iniziare un nuovo percorso, soprattutto dal punto di vista culturale. Il paese va amministrato in modo efficace ed efficiente per il bene comune, tenendo conto di quanto di buono è stato fatto, mettendo avanti ad ogni cosa gli interessi della collettività. Ma è importante anche innovare, dando spazio ad una concezione della politica che si ispiri ai canoni dell’imprenditoria e dell’artigianato locale, valorizzando le intelligenze ed i talenti che San Paolo Bel Sito vanta da sempre”.

Un impegno che lo stimato professionista del foro di Nola intende svolgere nell’ottica della trasparenza e dell’ottimizzazione delle risorse con un’azione amministrativa forte nell’interesse della comunità.

“Non sono per la centralità dei ruoli – continua il candidato – la concezione di sindaco, al di là del contesto territoriale, deve essere ripensata. Io intendo questa figura come quella di un city manager, ossia colui che deve possedere la capacità di tradurre la volontà dei cittadini tutti e dei consiglieri in un’azione politica che risulti efficace per il bene comune.

La lista che nascerà – aggiunge – sarà un mix di esperienza, gioventù e professionalità. La realizzazione del programma elettorale, invece, sarà affidata ad un costituendo comitato civico, composto da tutte le categorie sociali, che hanno a cuore le sorti del paese e siamo aperti ad incontri periodici con tutti i cittadini disponibili a proporre idee. In linea di massima, la nostra volontà sarà soprattutto rivolta all’ascolto delle esigenze comuni, a dare vita a centri di aggregazione sociale per la popolazione, con la riattivazione di forme di partecipazione, quali la Polisportiva, la Pro Loco ed il Forum dei giovani. Infine – continua  – ho un duplice sogno nel cassetto: che il Comune diventi una casa di vetro, sinonimo di trasparenza, promuovendo talune sedute di consiglio comunale anche presso altre strutture cittadine e la riapertura del parco archeologico al fine di inserire il nostro comune negli itinerari storico-paesaggistici, foriero di uno sviluppo economico mediante l’afflusso turistico”.

In ultimo arriva l’invito rivolto agli avversari.

“Invito già da adesso tutti gli altri candidati a sindaco a confronti pubblici congiunti sui programmi, sulle idee, trasformando la fase della campagna elettorale in un dibattito aperto, con la partecipazione diretta dei cittadini”.

Caivano, maltratta, aggredisce e sequestra in casa la madre: Carabinieri arrestano 36enne

I Carabinieri della Tenenza di Caivano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e sequestro di persona un 36enne del posto già noto alle forze dell’ordine. L’uomo era stato sottoposto agli arresti domiciliari sulla base di un provvedimento del tribunale di Modena per maltrattamenti commessi in quella città ai danni della sua ex compagna e stava scontando la pena a casa della madre, al Parco Verde: la convivenza si è rivelata assai complicata fin dall’inizio ed è poi degenerata. L’anziana madre è  stata costretta a fuggire di casa e trovare riparo presso l’abitazione di una vicina: lì ha chiamato i Carabinieri ed ha chiesto aiuto. La donna, visibilmente scossa ma confortata dalla presenza dei militari, ha riferito che poco prima era stata aggredita dal figlio che aveva danneggiato i mobili di casa e le aveva stretto le mani al collo. La donna è stata anche minacciata ed il figlio le ha impedito più volte di uscire dall’appartamento. Approfittando di un momento di distrazione la malcapitata è riuscita a scappare rifugiandosi dalla vicina. L’ira dell’uomo emergeva ogni qualvolta parlava al telefono con l’ex compagna dando sfogo alla sua frustrazione nei confronti della madre. L’anziana è ricorsa alle cure dei sanitari del 118 allertati dai Carabinieri: soffre di uno stato ansioso e contusioni varie guaribili in 15 giorni. L’uomo è stato arrestato e condotto in carcere.

Sicurezza ambientale, continuano i controlli dei carabinieri: denunciate tre persone e due sequestri

Proseguono i controlli disposti dal comando provinciale carabinieri di napoli per il contrasto al triste fenomeno dello smaltimento illecito di rifiuti. I Carabinieri della Stazione Carabinieri di San Vitaliano insieme a quelli della Stazione Carabinieri Forestali di Marigliano hanno trovato una vera e propria discarica in un’area di proprietà di una ditta specializzata nella rivendita di materiale per l’edilizia. I militari hanno constatato che i due amministratori della società – un uomo di 64 anni ed una donna di 58 anni del luogo– hanno adibito un terreno con destinazione urbanistica di tipo “agricolo” a raccolta di rifiuti speciali non pericolosi (consistenti in scarti ferrosi e materiali da risulta vario n.d.r.) che nel tempo erano stati lì accantonati. i due – ai quali è stata applicata una sanzione amministrativa di 500 euro – stati denunciati per deposito e gestione illecita di rifiuti ed utilizzo di area con diversa destinazione d’uso. L’intera area – dell’estensione di circa 4mila metri quadri e di un valore commerciale di  50mila euro – è stata sequestrata. Ad Agerola i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un 30enne incensurato di Furore. I militari hanno accertato che all’interno di un fondo di proprietà dell’uomo c’erano rifiuti non pericolosi costituiti prevalentemente da pietre calcaree di scavi e terreno vegetale misto. L’area è stata sequestrata ed il 30enne denunciato per la violazione delle norme  per lo smaltimento dei rifiuti.

Tutto pronto per il voto su Rousseau per i candidati Presidenti M5S in Campania

“Nella giornata di mercoledì 10 giugno 2020, a partire dalle ore 12 fino alle ore 12 di giovedì 11 giugno gli iscritti a Rousseau abilitati al voto e residenti nella regione Campania sono chiamati a votare per scegliere il candidato alla presidenza per il Movimento 5 stelle per le prossime elezioni regionali”. Lo annuncia un post sul Blog delle stelle. “Partecipano alla votazione – precisa la nota – i candidati che, a seguito della votazione del 20 febbraio 2020, comporranno la lista elettorale in Regione Campania del Movimento 5 stelle e che hanno dato la loro disponibilità a diventare candidati alla Presidenza. Si precisa che potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato e residenti in Campania. Ciascun iscritto può verificare il proprio stato di iscrizione facendo login e controllando il bollino colorato accanto al nome (in alto a destra): se il bollino è verde l’utente è certificato e abilitato al voto”. Tra i nomi dei candidati (non citati dal Blog) spicca la capogruppo in Consiglio regionale Valeria Ciarambino, che ha ricoperto il ruolo di frontrunner anche nel 2015, raccogliendo 420.839 voti, pari al 17,53 per cento, finendo quindi al terzo posto dopo il presidente eletto Vincenzo De Luca (centrosinistra) e Stefano Caldoro (centrodestra). Ciarambino, in un video su Facebook, ha ricordato la sua disponibilità a “fare un passo di lato” per favorire la candidatura del ministro dell’Ambiente Sergio Costa per “non riconsegnare la Campania nelle mani di chi l’aveva amministrata male, malissimo”. Candidatura poi tramontata perché i potenziali alleati di centrosinistra “sono tornati a giurare fedeltà a De Luca”. Ora quindi “non è più tempo di passi di lato ma solo di passi avanti”, ha spiegato Ciarambino annunciando la sua candidatura. Gli altri aspiranti alla candidatura per guidare la Regione in lizza sono Anita Amato, Salvatore Aversano, Maria Biglietto, Carmela Bufano, Luca Caiazzo, Gennaro Luca Capriello, Marco Ferruzzi, Assunta Nardelli, Giovanni Rea, Antonio Tagliafierro, Enrico Tammaro e Francesco Virtuoso.