Terra dei Fuochi, il Tar: “Eliminare la centrale dei veleni di Acerra”. Bocciato ricorso della Pellini srl

Il “quartier generale” del disastro ambientale in provincia di Napoli potrà essere eliminato. Lo ha deciso con una sentenza il Tar Campania, che ha bocciato il ricorso contro l’acquisizione al patrimonio comunale di Acerra dell’impianto di smaltimento di località Lenza Schiavone. Ricorso che era stato avanzato quasi cinque anni fa dai Re Mida del traffico di rifiuti, i fratelli acerrani Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini. I tre, che secondo i giudici grazie a questo traffico avrebbero accumulato un patrimonio di almeno 222 milioni, stanno scontando in carcere una condanna definitiva a sette anni di reclusione inflitta per aver provocato un “disastro ambientale immane” in provincia di Napoli, tra i comuni di Acerra, Qualiano e Bacoli: milioni di tonnellate di rifiuti tossici, solidi e liquidi, provenienti dal nord Italia e poi scaricati nei territori del Napoletano. Una delle centrali per il trattamento dei veleni era appunto l’impianto di Lenza Schiavone, realizzato alla fine degli anni Novanta con una serie di autorizzazioni del Comune, poi dichiarate illegittime dalla magistratura e infine revocate dalla stessa municipalità locale. Per questa vicenda di permessi fasulli sono finiti sotto processo insieme ai Pellini anche due ex dirigenti dell’ufficio tecnico comunale. Ma i colletti bianchi l’hanno fatta franca grazie alla prescrizione. Una vicenda da pelle d’oca. Nella centrale di Lenza Schiavone è stato tra l’altro prodotto il finto compost derivato dalla macerazione dei rifiuti industriali. Finto compost che è stato poi cosparso sui campi coltivati di Acerra. Successivamente, nel 2015, il Comune di Acerra ha emanato un’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale dell’impianto, ormai dichiarato abusivo. Un’ordinanza, questa, che aveva seguito un precedente ordine municipale di abbattimento e bonifica dei luoghi scaturito dopo una serie di denunce degli ambientalisti volte a ottenere un’azione più incisiva delle istituzioni locali sul fronte del ripristino della legalità. Ma l’ordine di abbattimento e bonifica è stato disatteso dai Pellini che hanno anzi “rilanciato” opponendosi all’acquisizione da parte del Comune dell’impianto dei veleni, costituito da una massicciata in cemento armato, un prefabbricato, una vasca per lo scarico la raccolta e la regimentazione delle acque di percolato e da un vasto terreno. Nel frattempo il Comune ha potuto in parte bonificare, nel 2017, il sito in questione rimuovendone i rifiuti superficiali. Sono state eliminate 5mila tonnellate di rifiuti urbani accumulati durante una delle emergenze in Campania, quella consumata tra il 2001 e il 2002. “Sia l’ordinanza di acquisizione al patrimonio comunale che la rimozione dei rifiuti di Lenza Schiavone – ha commentato ieri Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista nonché uno dei principali accusatori dei Pellini – sono successive a una nostra diffida e alla conseguente denuncia in procura con cui abbiamo descritto alla magistratura una serie di gravi omissioni e ritardi del Comune sul ripristino della legalità in rapporto ai beni dei Pellini”. Sul terreno di Lenza Schiavone c’è da sempre un vincolo paesaggistico e di inedificabilità assoluta per cui le perplessità degli eocologisti puntano sul fatto che la municipalità di Acerra avrebbe potuto abbattere quell’impianto e ripristinare lo stato dei luoghi senza aspettare la sentenza del Tar di oggi, visto che lo stesso tribunale amministrativo già nel 2015 aveva dichiarato del tutto abusivo l’impianto al centro delle attenzioni giudiziarie. Ora però c’è un sospetto di fondo e cioè che il sito di Lenza Schiavone sia tuttora una bomba ecologica. Tutto questo mentre si attende l’esito del processo di secondo grado sulla confisca del tesoro dei Pellini, 222 milioni sequestrati dalla DDA: 250 appartamenti, 68 appezzamenti di terreno, 50 tra auto, moto di lusso e autoveicoli industriali, 49 rapporti bancari e 3 elicotteri. Case, ville, palazzi. Anche nelle località turistiche tra le più rinomate: 8 appartamenti a San Felice Circeo, 10 ville a Santa Maria del Cedro, una villa di oltre 800 metri quadrati coperti ad Agrogoli e 10 case a Tortora, a poca distanza da Praia a Mare. Per non parlare dei tre grandi appartamenti di Roma: due in viale Medaglie d’Oro, alle spalle del Vaticano, e uno in piazza Cinecittà. Sembra poi infinito l’elenco degli alloggi residenziali sotto sequestro ad Acerra. Oltre alle tre, enormi, ville in cui tuttora vivono le rispettive famiglie dei fratelli Pellini ci sono altri 144 appartamenti intestati ai re Mida dei rifiuti e alle loro mogli. Altri 14 si trovano a Caserta. 6 a Pomigliano, sul centrale corso Vittorio Emanuele. Ci sono pure una pasticceria di Marigliano e un distributore di benzina di Ceprano, in provincia di Frosinone. I terreni agricoli, infine, sono immensi. Moltissimi. Cingono tutta la parte occidentale e settentrionale di Acerra: località Lenza Schiavone, Lenza Fusaro, Sagliano, Tappia, Ponte di Napoli, vicino all’ospedale Villa dei Fiori.

Settore audiovisivo, De Luca incontra i produttori: “Pieno sostegno al comparto, sia logistico che sanitario”

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha incontrato i rappresentanti del comparto dell’audiovisivo, accompagnati dal direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli, Antonio Parlati. Erano presenti i produttori delle principali fiction e film tv, con i quali sono state affrontate tra l’altro – si spiega in una nota – le problematiche della ripresa delle attività in un settore che conta migliaia di occupati e che rappresenta un tassello fondamentale della promozione culturale e turistica della Campania, ancora di più in questa delicata fase che sta attraversando il Paese. “Abbiamo deciso – ha detto De Luca – di sostenere e valorizzare queste produzioni, d’intesa con i dirigenti Rai e i produttori. Daremo il massimo di assistenza, sia logistica che sanitaria, per consentire non solo di consolidare le esperienze e le eccellenze maturate negli ultimi anni, ma per accogliere in Campania ancora molte altre produzioni di livello nazionale e internazionale”.

Napoli, violenza di genere: installata una panchina rossa al Vomero per Arianna Flagiello

Era il 19 agosto del 2015 quando Arianna Flagiello si lanciò dal quarto piano del suo appartamento nel quartiere Vomero perché esasperata dai continui maltrattamenti di cui era vittima. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero – sotto la direzione della Procura della Repubblica – permisero di ricostruire la vicenda ed il contesto drammatico in cui viveva la giovane donna. È notizia di pochi giorni fa che i giudici, al termine del processo di primo grado, hanno riconosciuto l’ex fidanzato colpevole di maltrattamenti e istigazione al suicidio. I Carabinieri, sempre in prima linea nel contrasto di questi orribili eventi, continuano nella repressione dei reati di violenza di genere che purtroppo caratterizzano ancora molti ambienti familiari. Sono di queste ore, infatti, le notizie di altri arresti e denunce dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nei confronti di uomini carnefici: a Torre del Greco i militari della sezione radiomobile hanno arrestato per atti persecutori un 45enne del posto che dopo aver pedinato la ex moglie si è presentato sotto casa sua. L’ha minacciata ed insultata ma, prima che la situazione degenerasse, è stato provvidenziale l’intervento dei carabinieri che lo hanno arrestato. Ad Ercolano, invece, i carabinieri della locale tenenza hanno arrestato un 51enne del posto che sotto casa della sua ex moglie pretendeva del denaro. Ne è nata una colluttazione ma i carabinieri lo hanno bloccato ed arrestato. Sempre a Ercolano, una donna ha avuto finalmente il coraggio di denunciare suo marito: ha raccontato ai carabinieri anni di maltrattamenti e schiaffi sempre nati per futili motivi. Ora la vittima vive altrove e nessuno potrà più nuocerle. I Carabinieri della stazione di Sant’Anastasia hanno denunciato un 46enne del posto per maltrattamenti in famiglia: la moglie dopo l’ennesima aggressione lo ha denunciato. I Carabinieri hanno appurato che queste condotte andavano avanti da tempo. Il Generale di Brigata Canio Giuseppe La Gala, Comandante del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli è sempre molto sensibile, fin dal suo insediamento, a questo delicatissimo argomento: “Questo è un fenomeno ancora molto sommerso. Invito come sempre le donne vittime di violenza a denunciare; spesso c’è ritrosia nel farlo perché si ha paura o semplicemente perché si vede quell’uomo come il padre dei propri figli. Abbiamo istituito una stanza tutta per se presso il Comando Stazione Carabinieri di Capodimonte e presto ne creeremo un’altra. Le vittime di violenza di genere non devono sentirsi sole ma trovare un luogo dove c’è protezione, comprensione ed informazioni utili. Ci sarà sempre ed in qualsiasi ora un Carabiniere pronto ad aiutare fornendo l’assistenza e la protezione necessaria”. (foto dal web)

Napoli, operazione ad alto impatto della Polizia: sequestro di armi e droga in un’area verde del Rione Traiano

Una pistola completa di sette cartucce, una pistola mitragliatrice con 18 cartucce, tre buste contenenti due chili circa di marijuana, 93 cartucce di diverso calibro, due caricatori, un bilancino e diverso materiale per il confezionamento della droga. È quanto rinvenuto e sequestrato a Napoli dagli agenti del Commissariato San Paolo, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle Unità Cinofile antidroga ed antiesplosivo dell’Ufficio Prevenzione Generale che hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio al Rione Traiano. Le armi e la droga erano nascosti nell’area verde di un complesso di palazzine in via Romolo e Remo.

Sant’Anastasia, Di Fraia (Cuore Anastasiano): “Si faccia prevenzione per tempo”

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Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Alfonso Di Fraia che ha protocollato ieri una richiesta di immediato intervento di pulizia relativo alle caditoie cittadine e alla bonifica per ciò che concerne i Regi Lagni. “Dopo le ultime piogge abbiamo iniziato ad avere qualche danno provocato dalla mancata pulizia delle caditoie e la mancata bonifica dei Regi Lagni attualmente in uno stato di abbandono, tra altissima vegetazione e rifiuti che non consentono il corretto deflusso delle acque”- spiega Di Fraia “Come Cuore Anastasiano abbiamo protocollato l’ennesima richiesta al Comune, questa volta per un intervento immediato. L’Ambiente, la prevenzione e la salvaguardia del territorio sono temi fondamentali per la collettività”- aggiunge. Nella missiva indirizzata al commissario prefettizio Rodá e all’ufficio ambiente, il responsabile di Cuore Anastasiano fa riferimento ad interventi di emergenza effettuati dai volontari della Protezione Civile, ma le caditoie cittadine sono tremila e secondo l’ex assessore all’Ambiente si rende necessaria l’azione dell’Ufficio.

Caos bando fitti covid in Campania. Capasso: “Pasticcio della Regione, Comuni sotto attacco”

Riceviamo e pubblichiamo. “Il governatore della Regione Campania è passato dal cabaret ai giochi di prestigio, facendo “sparire” i fondi per il contributo a chi ha una casa in affitto: prima la Regione ha pubblicato un bando indicando come limite massimo 750 euro e poi ha trasferito ai Comuni soldi non sufficienti, costringendoli ad erogare poche centinaia di euro e facendoli diventare, come al solito, il terminale delle giuste lamentele dei cittadini”. A dichiararlo è il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che denuncia la poca chiarezza sui contributi previsti dal bando “fitti emergenza covid”. Spiega Capasso: “Dal bando si evince che i cittadini potevano beneficiare del 50% dell’affitto per tre mensilità, fino a un massimo di 750 euro al mese, ma nella realtà la Regione non ha mandato tutti i soldi ai Comuni, che sono stati costretti a rivedere la graduatoria e a erogare, in alcuni casi, pochi spiccioli. Risultato: la gente ha attaccato i Comuni, ma la gente deve sapere che l’unica responsabile di questo pasticcio è proprio la Regione Campania, che prima promette e poi non mantiene. La verità è che non si dovrebbe ingannare la popolazione, stremata da un’emergenza sanitaria e da una crisi economica senza precedenti”.

Somma Vesuviana, ufficializzata l’unione tra il movimento “Onda Bianca” e “Alternativa Civica”

Riceviamo e pubblichiamo. Dalla condivisone dei valori, dei temi, dei progetti e della visone futuristica della nostra città, si comunica che il movimento politico “Onda Bianca” e la realtà politica “Alternativa  Civica” hanno deciso di fondersi in un’unica entità al fine di ufficializzare una efficace e fattiva proposta politica:  “Onda Bianca –Alternativa Civica”  La decisione è maturata dopo un lungo periodo di dialogo e collaborazione durante il quale i due soggetti hanno riscontrato una totale sintonia di intenti. Il forte interesse a tutela della collettività e la crescita del territorio, sono stati i valori fondanti che hanno dato vita a questo progetto. In questo periodo emblematico, segnato da forti cambiamenti, il movimento che nasce si prefigge l’obiettivo di dialogare in maniera costruttiva non solo con tutte le realtà politiche e associative del territorio, ma anche con tutti quei settori produttivi e sociali che troppo spesso sono rimasti inascoltati. Gli obiettivi di questo movimento sono quelli di supportare e concretizzare le idee che devono giovare alla collettività; per tale motivo si presenta senza appartenere ad alcun schieramento, poiché le buone idee non nascono da un colore politico ma dalla passione e dall’impegno di una cittadinanza attiva e partecipe. I delegati  Antonio Polise e Giovanni Bianco.  

Acerra, acquisizione al patrimonio comunale del sito di Lenza Schiavone: il Comune vince contro la società Pellini Srl

Acerra, il Comune vince contro la società Pellini Srl. Il Tar Campania conferma l’acquisizione a patrimonio comunale del sito di Lenza Schiavone. Nel 2017 l’intervento voluto dall’Amministrazione Lettieri per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti stoccati

Il Tar Campania (seconda Sezione) ha respinto, dando ragione al Comune di Acerra, il ricorso presentato dalla società Pellini Srl contro l’Ordinanza comunale n.58 del novembre 2015 che acquisiva a patrimonio comunale dell’Ente le opere abusive e un’area pertinenziale in seguito all’inottemperanza di un’altra ordinanza di demolizione dei manufatti abusivi emanata sempre dal Comune di Acerra.

La Società Pellini Srl, proprietaria del sito di stoccaggio di rifiuti in contrada Lenza-Schiavone utilizzato dall’Amministrazione comunale del 2001 e 2002, aveva fatto ricorso impugnando l’Ordinanza n.58 del novembre 2015 che, in seguito al mancato abbattimento disposto dal Comune di Acerra delle opere abusive, acquisiva a patrimonio comunale i manufatti che consistono in una massicciata in cemento armato, un prefabbricato e una vasca per lo scarico la raccolta e la regimentazione delle acque di percolato, oltre ad un’ulteriore area pertinenziale. Il ricorso presentato è stato respinto dalla seconda Sezione del Tar Campania per infondatezza, la società ricorrente è stata condannata a rifondere al Comune di Acerra anche le spese processuali.

La rimozione e lo smaltimento dei rifiuti stoccati – operazioni ostacolate da alcuni comitati – nel sito di Lenza Schiavone di proprietà Pellini che ha ricevuto autorizzazioni comunali tra il 2001 e il 2002 per il trattamento dei rifiuti, si realizzarono solo nel 2017, su forte volontà dell’Amministrazione comunale del Sindaco Raffaele Lettieri, al termine di un lungo iter processuale iniziato sin dal primo insediamento nel 2012 con il coinvolgimento di tutti gli Enti preposti ad un tavolo tecnico, chiedendo il rispetto dell’accordo operativo sottoscritto nel 2009 e l’impegno finanziario dell’Unita Tecnico Amministrativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Contro quell’intervento di rimozione e smaltimento di rifiuti, che recuperava anni di inattività e ritardi, si schierarono anche alcuni esponenti politici di opposizione.

San Giuseppe Vesuviano, 1000 chili di prodotti non a norma e 160 borse contraffatte: chiuso deposito

I Carabinieri della Stazione di San Giuseppe Vesuviano, insieme a quelli del NAS di Napoli, hanno controllato vari esercizi commerciali con l’obiettivo di scovare prodotti alimentari non a norma. I militari, all’interno di un deposito di prodotti alimentari, hanno rinvenuto e sequestrato 1000 chili di alimenti vari privi di etichetta che ne riportassero la tracciabilità e, addirittura, si sono imbattuti in 160 borse per donna con marchio contraffatto. L’esercizio, con una contravvenzione di 1500 euro, è stato chiuso per gravi carenze igienico-sanitarie. Il titolare è stato denunciato per ricettazione, contraffazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

Camorra, Sant’Antimo: maxi blitz DDA-ROS, indagato il senatore Cesaro, arrestati tre fratelli

Figurano anche il senatore di Forza Italia Luigi Cesaro e i suoi tre fratelli tra le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sui presunti intrecci tra camorra e politica a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Per i tre fratelli del parlamentare il gip di Napoli Maria Luisa Miranda ha firmato altrettante misure cautelari: nei confronti di Antimo Cesaro è stato disposto il carcere, domiciliari invece gli altri due fratelli, Aniello e Raffaele. La maxi operazione del ROS e della DDA, 59 misure cautelari eseguite stamattina dai militari dell’arma, riguarda tra gli altri i clan “Puca”, “Verde” e “Ranucci” attivi a Sant’Antimo e nei comuni limitrofi. L’inchiesta avrebbe fatto luce – secondo gli investigatori – su una fitta rete di “cointeressenze” sia in ambito politico sia imprenditoriale. Il provvedimento cautelare, con cui viene disposta la custodia cautelare in carcere per 38 indagati, la misura degli arresti domiciliari per 18, della presentazione alla Polizia Giudiziaria per due e della sospensione dai pubblici uffici per uno, compendia un rilevante quadro indiziario, raccolto dall’ottobre 2016 al gennaio 2019 nel corso di una articolata manovra investigativa condotta dal Reparto Anticrimine di Napoli, in ordine a un datato rapporto tra la famiglia Cesaro, noti imprenditori di Sant’Antimo, e il clan Puca. Riscontrato, in tal senso, il narrato di numerosi collaboratori di giustizia, con riferimento a interessi e a partecipazioni del sodalizio mafioso nel centro polidiagnostico “Igea” e nella galleria commerciale “Il Molino”, entrambi con sede a Sant’Antimo, risultate essere società di fatto tra i Cesaro (formali titolari) e il capoclan Puca Pasquale, detto Pasqualino ‘o minorenne. Contestualmente è in fase di notifica anche un sequestro di beni per un valore di oltre 80 milioni di euro, tra cui proprio la Galleria Commerciale “Il Molino”.