Di Ciro Raia
Gli anni “50 si caratterizzano anche per avvenimenti che segnano profondamente la vita culturale e sociale del paese.
L”ultimo sabato del mese di agosto del 1950, si suicida Cesare Pavese. Ha solo 47 anni; ha scritto, tra l”altro, “La luna e i falò”, “Dialoghi con Leucò”, “Lavorare stanca”; è stato il traduttore dall”inglese del romanzo Moby Dick (di Melville). Lascia un solo messaggio: “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi”.
La radio Rai, nel gennaio del 1951, si collega, per la prima volta col Salone delle Feste di Sanremo, dove inizia una gara di canzoni. In sala c”è un pubblico abbastanza tiepido; i giornalisti sono pochi e distratti. Vince la cantante bolognese Nilla Pizzi con la canzone “Grazie dei fiori”. Il presentatore della serata è Nunzio Filogamo, che saluta il pubblico con una formula poi diventata famosa: “Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate. Dal salone delle feste del casinò di Sanremo, il festival della canzone italiana”.
Si ingigantisce la leggenda sportiva di Fausto Coppi. Nel 1952, infatti, il “grande airone” vince per la seconda volta il Giro d”Italia ed il Tour de France. Celebre è l”esordio di una radiocronaca di Mario Ferretti all”arrivo di una tappa alpina: “Un uomo solo al comando. La sua maglia è bianco celeste, il suo nome è Fausto Coppi”. Ma di Coppi si parla anche per la sua vita privata. Sui palchi dei suoi trionfi sportivi compare, infatti, sempre più assiduamente la “dama bianca”, Giulia Occhini, una donna sposata, per amore della quale il campione abbandona la famiglia e si lascia processare e condannare per adulterio. Una posizione molto forte per un paese codino di metà secolo, appena uscito dalle celebrazioni dell”Anno Santo!
Un avvenimento di cronaca sconvolge ed appassiona tutto il paese: l”affaire Montesi. Si tratta di una giovane donna, Wilma Montesi, che viene trovata morta sulla spiaggia di Torvaianica. Le indagini portano ad un giro di festini a base di droga a cui avrebbe partecipato anche Piero Piccioni, figlio di Attilio, notabile democristiano e Ministro degli Esteri.
Ma, invero, la capitale resta a lungo sotto la luce dei pettegolezzi. Anna Maria Moneta Caglia, chiamata il “Ciglio nero”, accusa la città capitolina di esser sede di orge, traffico di droga, festini proibiti con la partecipazione di insospettabili personaggi cattolici e politici. Rincara la dose Pio XII, che attacca il governo Segni, accusandolo di non tutelare la moralità nella capitale. Sui muri della città eterna, infatti, sono appena apparsi i manifesti pubblicitari dei film, che mostrano il fondoschiena di Marisa Allasio ed il seno di Brigitte Bardot!
Altro grande avvenimento che segna la vita culturale e sociale del paese è la nascita della televisione. Sin dal 1954, infatti, si avviano le prime trasmissioni televisive dagli studi di Corso Sempione, a Milano. I teleabbonati sono poco più di 100.000 ed il segnale di ricezione non supera l”area compresa nella Pianura Padana. Le trasmissione più seguite sono il Telegiornale ed il varietà “Mari, monti e fantasia” con Raffaele Pisu, Antonella Steni, Elio Pandolfi e Nicoletta Bruno.
Poi, nel 1955, nasce “Lascia o Raddoppia”, un telequiz presentato da Mike Bongiorno. La trasmissione, che va in onda il giovedì sera, ha il potere di unire le famiglie italiane davanti alla televisione e di incidere sullo sviluppo unitario della lingua italiana. Sui partecipanti al telequiz condotto da Bongiorno si scatena un vero tifo; le polemiche non si contano; come non si contano le lacrime versate per le sconfitte o per le storie private di alcuni concorrenti.
Dopo un paio d”anni alla televisione si impongono “Carosello” ed il “Musichiere”. Il primo programma si compone di una serie di piccoli episodi, che approdano alla pubblicità di vari prodotti di consumo. Il secondo programma, invece, diventa il varietà più seguito del sabato sera ed è condotto da Mario Riva (foto). Nel 1959, infine, è la volta di “Canzonissima”, uno spettacolo di teatro leggero e spazi canori, affidato alla conduzione di Nino Manfredi, Delia Scala e Paolo Panelli.
Eppure l”Italia, sul piano della liberalizzazione dei costumi, non sembra fare passi avanti: una disposizione del Ministero degli Interni, per esempio, vieta alle bagnanti di usare il “due pezzi”. In compenso, però, avanza la strumentazione moderna. Dall”America arriva il juke-box. La nuova macchina canora invade spiagge, bar e club. Tramontano le melodie e gli interpreti eleganti; furoreggiano gli urlatori con gli abiti attillati, i camiciotti neri e le scarpe a punta stretta. Il ritmo è un coinvolgente rock and roll italiano. Comincia l”epoca dei primi successi di Mina e Adriano Celentano.
A fine anni “50, nel mondo dei motori, si battezzano la nuova Fiat 500 e la mitica Fiat 600, due utilitarie dal prezzo molto contenuto. Un litro di benzina super costa 152 lire!
(Fonte foto: Rete Internet)

