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PILLOLE DI “900. L’ITALIA DEGLI ANNI “50

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In questo periodo regna sovrana la Democrazia Cristiana, appoggiata dalla Chiesa, mentre la sinistra guarda al comunismo dell”Unione Sovietica.
Di Ciro Raia

La democrazia cristiana continua a mantenere la guida politica: gode del perdurante sostegno della Chiesa. I partiti della sinistra (Pci-Psi), invece, si appoggiano al fascino che emana l”Unione Sovietica, che in pochi decenni, da paese agricolo, ha conquistato il ruolo di potenza industriale. Giuseppe Stalin, poi, è venerato da milioni di italiani; la sua faccia con i baffi è presente in ogni manifestazione del Pci e del Psi, è un simbolo di speranza, specie, per i lavoratori. A marzo del 1953, alla morte di Stalin, milioni di operai sono in lacrime, mentre l”Unità, il quotidiano del Pci, scrive: “Stalin è morto. Gloria eterna all”uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell”umanità”.

De Gasperi presiede altri due governi (il sesto ed il settimo), che accompagnano il paese sino all”estate del 1953. Il sesto governo De Gasperi formato da DC, PSLI, PRI- si caratterizza per la costituzione della Cassa per il Mezzogiorno, un ente pubblico che ha come finalità lo sviluppo economico e civile delle regioni meridionali, mediante finanziamenti statali (in dieci anni le vengono assegnati 1.000 miliardi di lire!) per la costruzione di strade, acquedotti, centrali elettriche, fognature, sistemazione di bacini montani e corsi d”acqua. Lo stesso governo vara, quindi, una riforma agraria, con una serie di norme tese a facilitare la vita delle masse rurali del centro-sud nel rapporto con i grandi proprietari terrieri.

Il settimo governo De Gasperi, infine, formato solo da DC e PRI, aderisce alla CECA (Comunità Europea per il Carbone e l”Acciaio) e stila i primi accordi doganali con i paesi europei. Accade, intanto, che i proprietari terrieri del sud, in parte notabili democristiani, non condividendo la linea di favore assunta dal governo nei confronti dei contadini, guardano con simpatia ai partiti della destra e cominciano ad investire in speculazioni edilizie nelle città in via di sviluppo.

È evidente che nel mondo della politica regna un grande conflitto. I democristiani, i liberali, i socialdemocratici ed i repubblicani si accordano per un apparentamento elettorale. I rappresentanti dei partiti citati si impegnano per favorire il varo di una legge maggioritaria, che conceda di prendere, alle formazioni politiche unite che conquistano il 50% dei voti, il 65% dei seggi. Il cammino parlamentare della proposta si arricchisce dei contributi di opposizione del giurista napoletano Francesco De Martino, del leader comunista Togliatti, dell”ideologo socialista Lelio Basso. Ma la forza dei numeri –come sempre- può più di quella delle idee ed è, perciò, approvata la cosiddetta legge truffa. Ma alla prova delle elezioni del 7 giugno 1953 non produce i risultati sperati. Infatti, i partiti di centro riescono a raggiungere, insieme, “solo” il 49% dei voti.

La DC torna, dunque alla Camera con 261 seggi, il PSDI con 19, il PRI con 5; complessivamente i partiti di centro conquistano 299 seggi a fronte dei 380 previsti in casa di vittoria. Il risultato delle elezioni è una sconfitta, che chiude l”era De Gasperi. “Il Corriere della sera” commenta: “Fatta per allargare la base democratica, la legge elettorale ha giocato in senso opposto. È stata sì una trappola, ma per i suoi fautori”. Dopo la bocciatura alle Camere dell”ottavo governo De Gasperi –solo DC-, è nominato primo ministro Giuseppe Pella. Il nuovo leader democristiano presiede un monocolore DC con l”astensione di PSDI e MSI e l”appoggio esterno di PRI, PLI e monarchici. Anche Pella ha vita breve.

Ed allora a presiedere il governo è chiamato uno dei fondatori della DC, Mario Scelba, già ministro degli Interni nei gabinetti De Gasperi, ricordato per l”uso disinvolto della polizia contro i raduni sindacali, politici e le manifestazioni di piazza. Uno dei primi atti di Scelba è la messa in mora del PCI, con l”annuncio di misure contro “le forze politiche totalitarie di cui è provata la dipendenza da paesi stranieri”. Intanto, a Mussomeli, in provincia di Catania, durante una manifestazione di protesta (1954) contro l”aumento della bolletta dell”acqua, la polizia spara ed uccide quattro dimostranti. Qualche anno prima, nel gennaio del 1950, un analogo incidente si era verificato a Modena: sei operai erano morti in uno scontro con la polizia, che aveva attaccato un corteo di manifestanti!
(Fonte foto: Rete Internet)

PILLOLE DI “900

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