Restiamo anche questa settimana sul mito bellissimo e assi istruttivo del labirinto, per parlare delle nostre città invisibili.
Di Michele Montella
Dedalo rappresenta per i Greci l’artigiano per eccellenza, colui che, con gli strumenti e con l’opera delle mani, è capace di sollevarsi al livello del divino artista. Egli ci viene rappresentato a volte come scultore, secondo Platone infatti lavorava ad Atene ed era felice della sua creatività; altre volte ci è descritto come architetto e lo troviamo condannato in esilio a Creta, in queste vesti. Fu Dedalo a costruire il labirinto, che fu pensato con lo scopo di far sopravvivere il Minotauro, ma nello stesso tempo di non lasciarlo scappare, tenendolo per sempre prigioniero.
Quando Dedalo volle aiutare Arianna a trovare il suo amato Teseo e le consigliò il famoso stratagemma del filo da srotolare, Minosse pazzo di ira lo castigò rinchiudendolo con il figlio, Icaro, nello stesso labirinto da lui architettato.
È a questo punto che il mito diventa potente poesia ad uso dei nostri giorni: Dedalo costruisce con la cera delle ali per sè e per il figlio e vola in alto verso il sole.
La narrazione ci conduce verso un importante snodo delle città che noi costruiamo: siamo in grado di imprigionarci dentro labirinti di caos e di violenza, di illegalità e di insostenibile sviluppo, ma poi noi stessi ci accorgiamo del male fatto e ci sforziamo di trovare una strada, che per il bene delle generazioni che verranno possa essere percorsa nel bene.
I padri opprimono con gli incroci segreti del cuore i figli innocenti e i figli si chiedono le ragioni di tanto disordine. Ma i padri sono in grado di recuperare, costruendo delle ali, sforzandosi di indicare agli orientamenti dei figli cieli nuovi ed orizzonti vasti.
Tuttavia essi si scontrano con un esistenziale enigma: l’innalzamento di bastioni senza via d’uscita può essere combattuto dal tentativo leggero di indagare percorsi di luce?
Io penso di sì, anche se questo sforzo costerà gravi sofferenze e la perdita di molte cose care: ma tanto è: l’arte di volare si conquista pagando un alto prezzo.
(Fonte foto: Rete Internet)
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