Operazione antidroga da record, sequestrato carico di 3 milioni di euro: 4 arresti

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  Nella decorsa notte, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, hanno proceduto all’arresto nella flagranza di reato di quattro soggetti, tre uomini ed una donna, per il delitto di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, aggravata dall’ingente quantitativo e detenzione abusiva di armi in concorso. Nella circostanza, i militari, all’esito di attività di Polizia Giudiziaria d’iniziativa finalizzata al contrasto traffico sostanze stupefacenti nelle province di Napoli e di Caserta, procedevano all’arresto all’esito della perquisizione domiciliare, essendo stati gli indagati trovati in possesso kg 745 (settecentoquarantacinque) di sostanza stupefacente tipo hashish e kg 5 (cinque) tipo marijuana del valore al dettaglio sul mercato criminale stimato in 3 milioni di euro. Nel corso delle operazioni controllo i militari rinvenivano diciannove proiettili ed un caricatore di arma comune da sparo. Gli arrestati sono stati associati alle Case Circondariali di Santa Maria Capua Vetere e di Napoli Secondigliano, in attesa della udienza di convalida L’arresto in flagranza è una misura pre cautelare, attuata dalla p.g. operante, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Si reca all’ospedale con una ferita d’arma da fuoco: ricoverato 29enne con precedenti

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Ieri sera un ragazzo di 29 anni si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli con una ferita d’arma da fuoco nella fascia lombare. Il ragazzo classe 1996, con precedenti, è arrivato in ospedale in serata ed è stato subito ricoverato per la ferita riportata. Ha dichiarato alle forze dell’ordine di essere stato ferito nel quartiere Sanità di Napoli da ignoti; fortunatamente non è in pericolo di vita, ma è attualmente ancora ricoverato in ospedale. La polizia ora sta indagando sull’accaduto per ricostruire la dinamica e incastrare eventualmente chi avrebbe premuto il grilletto.    

Napoli: la Guglia dell’Immacolata, la leggenda sulla statua della Madonna e uno strano predicatore

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La Guglia dell’Immacolata, in piazza del Gesù, è alta più di 34 metri ed è dunque la più alta delle guglie napoletane: così scrive Angela Schiattarella. Intorno alla statua dell’Immacolata, che “corona” la Guglia, si sviluppò una di quelle strane leggende, che, come racconta Martin Rua nel libro “Napoli esoterica e misteriosa”, sono state “ricamate” intorno a molti edifici della città. Le “stranezze” del predicatore gesuita Francesco Pepe e i carri del Battaglino: l’infinita storia di Napoli.

La storia della Guglia iniziò nel 1743 quando Carlo di Borbone partecipò con la moglie Maria Amalia di Sassonia alla spettacolare cerimonia nel corso della quale fu posto sull’altare maggiore della Chiesa del Gesù un gruppo scultoreo in argento che rappresentava la Madonna e la Trinità ed era stato costruito sul modello fornito dello scultore Domenico Antonio Vaccaro. Di questo gruppo è rimasta solo la base. In quella occasione il re esortò padre Francesco Pepe, predicatore gesuita noto a tutto il popolo napoletano, a estendere anche all’aperto il culto dell’Immacolata facendo erigere in piazza, là dove prima c’era una statua equestre di Filippo V, un gruppo marmoreo con l’immagine di Maria. Il Pepe condivise l’idea del re e accettò l’incarico, a patto che l’opera venisse finanziata dalle offerte dei fedeli e non da Carlo: ci dice lo studioso P. Michele Errichetti che il frate accettò dal re solo 600 ducati, mentre l’intera opera costò non meno di 100.000 ducati. Proprio in quel tempo l’attività di predicatore di padre Pepe era “colpita” non solo da anonimi libretti satirici, ma anche dai provvedimenti dell’arcivescovo di Napoli e dal Santo Uffizio. In particolare, destava preoccupazione e sarcasmo l’abitudine del predicatore di distribuire tra i fedeli “cartelline” e “bigliettini” dell’Immacolata, di cui garantiva il potere miracoloso. E i fedeli non solo conservavano gelosamente questi doni preziosi, ma spesso li masticavano e li ingoiavano con conseguenze anche gravi per la loro salute. Ci dice Vittorio Gleijeses che il Pepe “ebbe come consigliere e amico” Sant’Alfonso Maria de’ Liguori” e che spesso egli tornava in convento con “le vesti trinciate” dai fedeli che tagliavano di nascosto pezzi della sua tonaca per tenerli come reliquie. Non c’è da meravigliarsi se, al di là delle sue responsabilità, il Pepe era inviso ai religiosi degli altri ordini, ai prelati vaticani e ai nobili napoletani che non sopportavano l’amicizia accordatagli da re Carlo. Fra tutti i progetti che gli architetti napoletani presentarono al Pepe e Pepe propose all’attenzione del re, Carlo scelse quello di Giuseppe Genoino, che si era ispirato alle “macchine da festa” del Battaglino. Nel 1616 il nobile Pompeo Battaglino, membro della Confraternita dell’Immacolata di Montecalvario, aveva donato una notevole somma di danaro per la costruzione di carri allegorici che il Sabato Santo percorrevano l’Imbrecciata e via Toledo con la statua dell’Immacolata, circondata da festose scene dei Misteri. Era così rumorosa la sfilata che i Napoletani, per indicare una folla chiassosa, incominciarono a dire: “pare ‘o carro d’’o Battaglino”. Prima che iniziassero i lavori, diretti dall’architetto Giuseppe Di Fiore, coadiuvato dal gesuita Filippo D’Amato, scelto dal Pepe, fu necessario risolvere un serio problema: garantire a Diego Pignatelli duca di Monteleone, che un monumento così alto non avrebbe mai arrecato danni al suo palazzo, che si affacciava sulla piazza. Finalmente, il 7 dicembre del 1747 – è la data fornita dal Gleijeses-Lello Carafa marchese di Arienzo, capitano delle Guardie Reali, pose la prima pietra di questo grandioso monumento barocco che già due anni dopo risultava completato. Matteo Bottigliero e Francesco Pagano eseguirono le statue dei Santi Gesuiti Francesco Regis, Ignazio e Francesco Borgia e i bassorilievi che raffiguravano la Natività di Maria, l’Assunzione, la Purificazione e l’Incoronazione. La statua dell’Immacolata in rame dorato, culmine della Guglia, fu opera di Francesco Pagano, che eseguì anche i due ovali con San Stanislao Kostka e San Luigi Gonzaga. Intorno alla statua della Madonna si costruì subito una strana leggenda, alimentata secondo qualcuno, proprio dal Pepe. Si disse che al tramonto, se uno si metteva a osservare il monumento dalla parte posteriore, gli sembrava che il velo dell’Immacolata si configurasse come il volto stilizzato della Morte: un volto minaccioso. Ma tutta piazza del Gesù è un libro di “strane fantasie”, come vedremo nei prossimi articoli.

(FONTE FOTO:RETE INTERNET)

 

Terra dei Fuochi, Ditto: “L’area può rinascere grazie alla sentenza CEDU”

Enrico Ditto: la sentenza CEDU sulla Terra dei Fuochi, un’opportunità per rinascere L’imprenditore partenopeo esorta a un cambio di passo per la rinascita del territorio, tra bonifica, tutela della salute e sviluppo sostenibile   Napoli. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha emesso una sentenza di condanna nei confronti dell’Italia per la gestione inadeguata della Terra dei Fuochi, riconoscendo la violazione dell’articolo 2 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, relativo al diritto alla vita. Una decisione storica che impone una riflessione profonda e un’azione immediata. La Corte ha evidenziato come l’inquinamento del suolo e delle falde acquifere, causato da una gestione irresponsabile dei rifiuti, fosse noto alle autorità da anni, con bonifiche insufficienti. La sentenza sottolinea la “trascuratezza” dello Stato nel proteggere la salute dei cittadini, richiedendo una strategia complessiva per la bonifica, la prevenzione dei rischi sanitari, l’istituzione di un’autorità di controllo indipendente e una piattaforma informativa pubblica. La CEDU ha inoltre disposto un risarcimento per le vittime dell’inquinamento. La “Terra dei Fuochi“, espressione coniata nel 2003 da Legambiente, è diventata simbolo di un disastro ambientale e sanitario causato dallo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Studi scientifici hanno confermato l’aumento di patologie gravi, tra cui il cancro, nelle aree colpite.   La Voce di Enrico Ditto, imprenditore partenopeo   Enrico Ditto, imprenditore napoletano attivo nei settori della formazione e dell’hospitality, e da sempre impegnato nella promozione della cultura partenopea, commenta con passione e determinazione la sentenza: “La condanna della CEDU è un atto di giustizia per la nostra terra, un grido d’allarme che non possiamo ignorare. Come imprenditore e cittadino napoletano, sento la responsabilità di farmi promotore di un cambiamento radicale. Non possiamo più permettere che la nostra regione sia sinonimo di degrado e illegalità. Questa sentenza deve essere un punto di partenza per una rinascita. Dobbiamo agire subito per bonificare i siti contaminati, tutelare la salute dei nostri concittadini e investire in uno sviluppo sostenibile che valorizzi le nostre risorse e la nostra cultura. La formazione, l’innovazione e un turismo responsabile – continua Ditto –  sono le chiavi per costruire un futuro migliore per la Terra dei Fuochi e per l’intera regione Campania. Dobbiamo trasformare questa crisi in un’opportunità per dimostrare la forza e la resilienza del nostro popolo.” Enrico Ditto si impegna a sostenere attivamente iniziative concrete per la bonifica del territorio, la tutela della salute e la promozione di un’economia sostenibile, in collaborazione con istituzioni, associazioni e cittadini.    

Allarme truffe a Pomigliano, anziani avvicinati da “insospettabili”

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Pomigliano d’Arco: truffe telefoniche e citofoniche per estorcere denaro e gioielli

La scorsa settimana e questo lunedì 20 febbraio, sono stati segnalati due casi di truffa messi in atto sia via telefono che tramite citofono. Sebbene questi raggiri colpiscano principalmente gli anziani, in uno dei casi la vittima è stata anche un giovane di circa 20 anni.

I truffatori, due uomini ben vestiti a bordo di un’auto, sostengono di sapere che un parente della vittima è stato coinvolto in un incidente stradale. Probabilmente, grazie all’intelligenza artificiale, riescono a simulare una telefonata con l’implicato nell’incidente, rendendo la messinscena ancora più credibile.

La truffa si basa sull’urgenza: i malintenzionati convincono la vittima che, per evitare provvedimenti legali, il familiare coinvolto nell’incidente ha bisogno immediato di soldi o gioielli. Inoltre, sembrano essere in grado di intercettare la linea telefonica, facendola risultare occupata per impedire verifiche.

In uno dei casi, un’anziana donna è riuscita a evitare il raggiro grazie al tempestivo intervento della figlia, appena rientrata a casa. I truffatori, infatti, studiano le abitudini delle vittime e scelgono accuratamente l’orario in cui contattarle, assicurandosi che siano sole per aumentare le probabilità di successo.

Si raccomanda ai cittadini di Pomigliano d’Arco e delle zone limitrofe di prestare la massima attenzione e diffidare richieste sospette da parte di sconosciuti.

Terra dei Fuochi, il Cdm istituisce il Commissario unico per la bonifica

Terra dei Fuochi. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha previsto l’istituzione di un Commissario unico nazionale per la bonifica dell’area denominata “Terra dei Fuochi”, ricompresa nelle province di Napoli e Caserta. La nomina persegue l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’inquinamento ambientale derivante dall’abbandono di rifiuti, al fine di garantire un adeguato e programmatico intervento anche a seguito della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, il Commissario unico è tenuto a trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei ministri una relazione sulla ricognizione degli interventi. La stessa relazione sarà trasmessa al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, al Ministero della salute, alla Regione Campania, nonché a tutti i soggetti a vario titolo competenti. La struttura di supporto di cui si avvale il Commissario unico sarà composta da venticinque unità. Fonte notizia: ANSA.IT

Somma, Villa Augustea: iniziano le aperture mensili del sito archeologico

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Ci siamo!  Sabato 22 apertura della Villa Romana Augustea con un viaggio nel tempo! Dalle ore 9 alle ore 12 – località Starza della Regina a Somma Vesuviana, nel napoletano. Mariano Nuzzo  –  Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli: “La Villa Augustea di Somma Vesuviana rappresenta un sito di eccezionale valore storico e archeologico, un luogo in cui la memoria del passato si intreccia con la ricerca scientifica e la valorizzazione del territorio”. Salvatore Di Sarno  – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Siamo dinanzi ad un percorso nuovo! Da Sabato la Villa Augustea sarà aperta tutti i mesi. Un risultato possibile grazie alla piena sinergia con la Soprintendenza”. Il sito che racconta due grandi periodi storici: l’epoca di Augusto ma anche il dopo! Due periodi dall’ante 79 d.C. al post fino al 472 d.C. Prima apertura Sabato 22 Febbraio – dalle ore 9 alle ore 12. Obbligatoria la prenotazione. Coloro i quali saranno a Somma, potranno poi godere anche della meravigliosa ristorazione locale. E’ possibile raggiungere il sito in treno, con la linea Napoli – Ottaviano – Sarno e in auto! “La Villa Augustea di Somma Vesuviana rappresenta un sito di eccezionale valore storico e archeologico, un luogo in cui la memoria del passato si intreccia con la ricerca scientifica e la valorizzazione del territorio. L’iniziativa di apertura gratuita prevista per sabato 22 febbraio è un’importante occasione per avvicinare il pubblico a questa straordinaria testimonianza dell’epoca romana, permettendo a cittadini, studiosi e appassionati di scoprire i risultati delle indagini archeologiche in corso. La Soprintendenza per l’area metropolitana di Napoli continua a lavorare per garantire la tutela e la fruizione del patrimonio culturale, in un’ottica di condivisione e partecipazione. Invitiamo tutti a cogliere questa opportunità per immergersi nella storia e nell’archeologia di un luogo unico nel suo genere”. Lo ha dichiarato Mariano Nuzzo, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. Dunque da Sabato 22 Febbraio, apertura mensile e gratuita di uno dei siti archeologici più coinvolgenti ed affascinanti: Villa Augustea di Somma Vesuviana “La Villa Augustea è sito archeologico oggetto della campagna di scavo guidata dall’Università di Tokyo. Coloro i quali verranno a visitarlo, potranno immergersi davvero nel tempo. Siamo alla svolta, per la quale abbiamo lavorato tanto. Iniziano le aperture mensili, gratuite della Villa Augustea ed è la prima volta che accade a Somma Vesuviana. Ogni ultimo Sabato del Mese, grazie alla piena sinergia tra Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Università di Tokyo, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, Comune di Somma Vesuviana e Pro Loco Somma Vesuviana, Tramandars, il sito archeologico in grado di raccontarci le eruzioni vulcaniche del 79 d.C. ma anche del 472 d.C., sarà aperto al pubblico. Ogni ultimo Sabato di ogni mese – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  la Villa Augustea sarà aperta al pubblico dalle ore 9 alle ore 12, con ingresso libero ma con prenotazione. Inizieremo da subito.  Chi verrà potrà vedere ad esempio come veniva fatta la ricostruzione post – sisma in epoca romana, ma anche vedere i sistemi di canalizzazione del vino, pavimenti mosaicali, ambienti ricchi di affreschi ed ogni affresco racconta la vita della Villa Augustea ma anche la mitologia. Ben due stratificazioni di due eruzioni quali quella del 472 d.C. ma anche del 79 d.C. e dunque l’epoca augustea ma anche l’epoca successiva all’eruzione che coprì Pompei. Poi ci sono le ultime scoperte che riportano alla luce la possibilità dell’esistenza della Villa dove sarebbe morto l’Imperatore Augusto”. Apertura al pubblico del sito archeologico romano, Villa Augustea, Sabato 22 Febbraio, dalle ore 9 alle ore 12, in Via Starza della Regina 2. E’ obbligatoria la prenotazione al numero di cellulare – 349 – 5859716. E’ possibile raggiungere la Villa Augustea con il treno – linea ferroviaria della Circumvesuviana – Napoli – Ottaviano – Sarno, scendere alla stazione Villa Augustea che dista appena 300 metri dalla Villa Romana. In auto è possibile raggiungere la Villa Augustea tramite la superstrada 268, uscita Somma Vesuviana – Pomigliano. L’uscita della superstrada dista appena 700 metri dalla villa romana.  

Come migliorare la qualità del sonno con una dieta equilibrata

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Stai cercando metodi semplici, affidabili e verificati per migliorare la qualità del sonno e combattere l’insonnia attraverso l’alimentazione? Ecco alcune soluzioni efficaci per dormire bene. Un riposo di qualità è essenziale per il benessere fisico dell’organismo ma anche per l’equilibrio psichico, non potete immaginare quante volte i problemi di insonnia e la stessa compromissione del riposo, sono determinate da cattive abitudini a tavola o da un’alimentazione sbagliata.

Alimenti utili per migliorare la qualità del sonno

La parola chiave non è dieta in senso stretto, perché non necessariamente bisogna dimagrire o mangiare di meno, ma è opportuno scegliere tutti gli alimenti che contengono i nutrienti che svolgono un ruolo chiave per la regolazione del ciclo sonno – veglia. Certo, essere in sovrappeso o mangiare alimenti ricchi di calorie di certo non aiuta, tranquilli, approfondiremo i cibi da evitare nel prossimo paragrafo. Il magnesio è un nutriente che favorisce il rilassamento muscolare, di conseguenza riduce lo stress fisico e migliora il sonno. Questo elemento si trova nel pesce, negli spinaci, nei legumi e vegetali verdi, ma anche nella frutta secca. Un altro elemento che favorisce il miglioramento della qualità del sonno è la vitamina B, in particolare la B6, perché stimola la produzione di serotonina e di conseguenza migliora il benessere psicofisico. Questo nutriente si trova nelle patate, cereali integrali, banane e nel pesce, ma è possibile integrarlo con soluzioni Sleep Care che comprendono anche la melatonina. Eccola: la melatonina. Questo è il nutriente per eccellenza che favorisce il sonno, presente in tantissimi integratori naturali e soprattutto nelle ciliegie, avena, uva e noci. Le proprietà della melatonina aiutano a regolare il ritmo circadiano e dunque, favoriscono la buona qualità del riposo.

Quali alimenti e atteggiamenti evitare per migliorare la qualità del riposo?

Prima di parlare degli alimenti che compromettono la buona qualità di un sonno ristoratore, è opportuno chiarire quali sono gli atteggiamenti da evitare. Consiglio numero 1: di notte si dorme. Certo, ogni tanto potete andare a dormire tardi o fare l’alba, ma quando ciò avviene tutte le sere è sintomo di un problema: si chiama insonnia. I cibi che disturbano la qualità del sonno sono tutti gli alimenti grassi e con un alto contenuto calorico come panini troppo farciti e fritture, che potrebbero provocare un rallentamento della digestione o favorire il reflusso. Combinare nottate in bianco e alimenti pesanti è quanto di più deleterio per la qualità del riposo. Tra gli altri alimenti da evitare a cena e durante una notte insonne ci sono tutti quelli a base di zuccheri raffinati, ma anche bevande energetiche, alcol, caffè e tè.

Buone abitudini alimentari e atteggiamenti giusti per un sonno di qualità

Oltre alle buone abitudini a tavola e quindi evitare determinati alimenti, è importante svolgere attività fisica per migliorare la qualità del sonno: dallo sport al fitness, ma anche una semplice passeggiata offre diversi benefici. Cenare leggero almeno due ore prima di addormentarsi, svolgere una vita regolare e mantenere sempre la stessa routine veglia – sonno, rappresentano altri metodi semplici e verificati per avere una qualità eccelsa di riposo quotidiano.

Litigano nel centro per diabetici e uno tira fuori il coltello

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VISCIANO – L’episodio è accaduto nella mattinata di ieri 18 febbraio in Casagiove, all’esterno di un centro per la cura del diabete, dove i carabinieri sono intervenuti a seguito di una richiesta di intervento per una lite in atto, giunta sul numero di emergenza “112”.

Quando i militari del radiomobile di Caserta sono arrivati sul luogo hanno trovato, ad attenderli all’esterno di quel centro, un 60enne che gli ha subito indicato la persona che, pochi istanti prima, al culmine di una lite scaturita per futili motivi, l’aveva inizialmente percosso e poi minacciato con un coltello.

Bloccato e perquisito, l’aggressore, un 59enne di Visciano (NA), è stato effettivamente trovato in possesso di un coltello senza punta del tipo chiamato “mozzetta”, di libera vendita, della lunghezza complessiva di 17 cm, di cui 5 di lama.

Da una prima ricostruzione dei fatti sembrerebbe che la discussione sia nata all’interno della sala d’attesa del citato centro dove il 59enne, poi denunciato, sprovvisto del bigliettino numerato per l’attesa, pretendeva di entrare a visita prima del 60enne che, invece, il numero di prenotazione per la fila l’aveva regolarmente preso.

La discussione sarebbe quindi proseguita all’esterno del centro dove la vittima è sarebbe stata prima percossa e poi minacciata con un coltello.

Il 59enne è stato quindi denunciato per minaccia aggravata e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

Bufera a Somma: Accomando lascia Comune e torna a fare il segretario generale a Cercola

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SOMMA VESUVIANA – Simona Accomando è stata nominata nuovo segretario generale del Comune di Cercola, come stabilito dal decreto sindacale n.3 del 10 febbraio 2025. La decisione è stata presa dal sindaco Biagio Rossi, il quale ha selezionato Accomando tra sette candidati che avevano risposto al bando per il reclutamento della figura apicale dell’ente. Tale scelta è stata ufficializzata attraverso la pubblicazione del relativo provvedimento amministrativo nell’albo pretorio online del sito istituzionale del Comune di Cercola.

Simona Accomando proviene dal Comune di Somma Vesuviana e aveva già avuto modo di lavorare a Cercola nell’estate del 2023, ricoprendo il ruolo di segretario generale con la procedura a scavalco tra i due enti. Ora subentra a Valentina Santini, che ha richiesto la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a causa di una dichiarata incompatibilità ambientale con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Biagio Rossi. Sebbene il mandato di Valentina Santini stia per concludersi ufficialmente nei prossimi giorni, rimangono sul tavolo le numerose segnalazioni e denunce che l’ex segretario ha presentato nel corso del suo incarico. Le sue segnalazioni hanno attirato l’attenzione di diversi organi di controllo sia locali che nazionali e hanno persino innescato un dibattito parlamentare sulle presunte pressioni e ritorsioni che avrebbe subito da parte dell’amministrazione in carica. Non essendo emerse indiscrezioni su questa nomina da Somma Vesuviana, ci si augura che la scelta del nuovo segretario sia stata determinata esclusivamente da criteri di merito e professionalità, senza alcuna interferenza di natura politica. Le voci di dentro sui rapporti tra politica e dirigenti comunali sembrano però indicare ben altro.