Riceviamo e pubblichiamo la nota di Coalizione Civica Acerra
Il 23 dicembre, assenti tutti gli 8 consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo, si è deliberato, alla presenza di tutti gli altri gruppi consiliari, l’affidamento della gestione operativa della piscina comunale.
Con grande enfasi, si è svolta il 25 gennaio una manifestazione, compresa di buffet e foto che troverete sui profili social, per la firma del Sindaco dell’accordo con la Federazione Italiana Nuoto. Avevamo avvertito per tempo che il procedimento seguito era viziato da diverse illegittimità e, ancora una volta inascoltati, siamo stati costretti a ricorrere alla Giustizia Amministrativa.
Nell’imminenza della prima decisione del Tar prevista tra pochi giorni, l’Amministrazione Comunale tenta di correre ai ripari rispetto ai rilievi tecnico-giuridici mossi dai consiglieri Giuseppe Casoria, Domenico Catapane, Vincenzo De Maria, Fausto La Montagna, Salvatore Maietta, Salvatore Messina, Antonio Nocera e Andrea Piatto: infatti, con delibera di giunta di proposta al consiglio n. 26 del 28.02.2025, si chiede all’organo consiliare di approvare l’accordo sottoscritto (non il 25 gennaio ma il 25 febbraio) e non dal Sindaco ma dal dirigente. D’altronde è Carnevale, tempo di bugie.
Addirittura la delibera consiliare del 23 dicembre non è numerata e nemmeno pubblicata, diventa solamente un “provvedimento consiliare”, come se Sindaco, Giunta, Segretario generale, dirigenti e consiglieri presenti, se ne vergognassero: ma non era un giorno storico per Acerra?
“La toppa che vorrebbero mettere è peggio del buco – dichiarano le segreterie politiche e i consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo – perché le furbate sugli atti firmati si vedono. Giocano con le responsabilità dei consiglieri comunali che, spesso per onor di patria, votano a fiducia o accompagnano le decisioni in nome di un presunto confronto politico. A chi in aula, scottato precedentemente con Nietzsche, citò il più semplice Luciano De Crescenzo, suggeriamo Gino Bartali: l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”.
Misterioso furto nella pizzeria della consigliera Antonietta Garzia
Un episodio enigmatico ha scosso Ercolano nei giorni scorsi. Durante la notte, un uomo a volto scoperto ha sfondato la vetrata della pizzeria di famiglia della consigliera comunale del Partito Democratico, Antonietta Garzia, situata in corso Resina. Dopo essersi introdotto nel locale, l’individuo ha prelevato l’intera cassa, ma invece di portarla via, l’ha lasciata all’esterno prima di fuggire.
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la scena, fornendo agli inquirenti dettagli utili per l’identificazione del responsabile, che secondo le prime informazioni sarebbe originario di Castellammare. Tuttavia, ciò che rende l’episodio particolarmente inquietante è la dinamica del furto: l’uomo non avrebbe né rubato il denaro né portato via le chiavi della cassa, sollevando dubbi sulla reale motivazione del gesto.
Le indagini dei carabinieri sono in corso, mentre la consigliera Garzia ha espresso forte preoccupazione: «Ho un appuntamento con i carabinieri per comprendere la matrice dell’accaduto. Sono comunque preoccupata, sia che si tratti di un’intimidazione camorristica che di un gesto di natura politica».
L’episodio ha suscitato allarme in città, riaccendendo i timori su possibili pressioni o minacce nei confronti di figure politiche locali. Resta da capire se si tratti di un atto intimidatorio mirato o di un gesto privo di un reale movente criminale. Le forze dell’ordine stanno analizzando le immagini di videosorveglianza per risalire all’identità dell’uomo e chiarire le circostanze di questo singolare episodio.
NAPOLI – Un grave episodio di criminalità ha scosso Napoli alle prime luci dell’alba. Verso le 6:40, due uomini sono stati raggiunti da numerosi colpi d’arma da fuoco nei pressi del bar Bellone, in zona Fuorigrotta, a pochi passi dallo Stadio Diego Armando Maradona. L’agguato è avvenuto in un’area particolarmente frequentata, vicino a una stazione della metropolitana e a un’importante arteria stradale.
Le vittime sono un 41enne e un 34enne con precedenti penali. Entrambi sono stati immediatamente soccorsi e trasportati all’ospedale San Paolo, dove il più giovane è deceduto a causa delle ferite riportate. L’altro uomo è ricoverato in gravi condizioni.
I carabinieri, giunti sul posto subito dopo l’agguato, hanno avviato le indagini per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili. Al momento, gli inquirenti stanno visionando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area per raccogliere elementi utili. Non è stato ancora possibile ascoltare il ferito, che potrebbe fornire dettagli decisivi sulle modalità dell’attacco e sugli autori.
Un regolamento di conti dietro il delitto?
La vittima, Pasquale D’Anna, 34 anni, era ritenuta vicina al clan Calone-Esposito-Marsicano, attivo nel traffico di droga nella zona di Pianura. Era già stato coinvolto in un’operazione antimafia di vasta portata tre anni fa e in passato era scampato a un altro attentato. La sua uccisione potrebbe inserirsi nella faida che da tempo interessa i gruppi criminali del quartiere.
Secondo le prime ricostruzioni, i due uomini sarebbero stati sorpresi dai killer mentre si trovavano nei pressi di un bar a Piazzale Tecchio. I sicari avrebbero agito con estrema rapidità, esplodendo diversi colpi prima di dileguarsi. L’agguato ha scatenato il panico tra i presenti, che hanno immediatamente allertato i soccorsi.
L’episodio riaccende i riflettori sulla violenza che da anni affligge Napoli, dove la lotta tra clan rivali continua a mietere vittime. Le autorità temono possibili ritorsioni e stanno rafforzando la presenza delle forze dell’ordine nelle zone più a rischio.
L’inchiesta è ancora in corso e gli investigatori non escludono alcuna ipotesi, ma tutto lascia pensare a un regolamento di conti nell’ambito della criminalità organizzata. Il quartiere, scosso dall’accaduto, si interroga su un ennesimo episodio di sangue che alimenta l’insicurezza e la paura tra i residenti.
La morbosa descrizione che il marchese De Sade fa del Carnevale del 1766 conferma che a lungo la festa conservò il suo carattere di manifestazione di protesta popolare poiché i Napoletani cercavano di protestare, in qualche modo, contro la povertà. E la protesta era così aspra da permettere, talvolta, anche la profanazione dei valori religiosa. Era fatale che il “cibo” fosse al centro della festa. Correda l’articolo l’immagine di un quadro attribuito ad Antonio Joli “L’albero della cuccagna a Napoli”.
In un documento napoletano dei primi anni dopo il Mille il miliaccium è il pane di miglio, e nei ricettari toscani e emiliani del sec.XVIII il migliaccio è una specie di torta fatta di sangue di maiale con miglio brillato. L’attacco contro questa torta vampiresca partì dalle cucine dei monasteri femminili, in cui la semola prese il posto del sangue, e il tutto fu inzuppato nell’acqua di fior d’arancio, che effonde profumi angelici. Artusi consigliava uva secca e zibibbo: e se non si poteva fare a meno del lardo, che fosse lardo vergine. Ma il dolce, in cui non c’è più il sangue di maiale, conserva ancora il nome di “sanguinaccio” a Palma Campania, dove si svolge un’importante festa di Carnevale. La lasagna è stata risparmiata dalle polemiche. Anzi, il pasticcio di maccheroni, che è un’invenzione delle cucine di corte del Rinascimento padano, divenne, nel tempo, il piatto simbolico del Carnevale di Napoli, tanto che Mario Stefanile si chiedeva perché proprio “a Napoli, città da sempre di cucina semplice e stupendamente povera, la lasagna avesse trovato una sua rosseggiante e favolosa patria carnevalizia, e, sciogliendosi dalle nude e antiche origini di impasto di farina e di acqua spianato su un tagliere e ridotto in larghi nastri”, fosse diventata “una fabbrica nobile e composta dove al posto dei nudi laterizi si intrecciano pasta e salsa, mozzarella e salcicce”. Forse perché proprio in questa macchina barocca, in questa mischia di sapori, la pasta, che dovrebbe essere solo l’involucro, infine spadroneggia e dimostra definitivamente che il suo sapore domina in assoluto, in qualsiasi circostanza, e su qualsiasi pasticcio: la pasta sempre trionfante: come il pane nell’amichevole duello con il companatico. I Napoletani sono riusciti anche a mescolare il sacro più sacro, e cioè il culto di San Gennaro, con il profano del Carnevale. L’empia contaminazione, descritta in un bel libro di Laura Barletta, fu perpetrata durante il Carnevale del 1764, che si svolse all’insegna della carestia, e non della tavola grassa. Dopo le proteste dei primi giorni di marzo, che non avevano tuttavia impedito né lo svolgimento delle tradizionali quadriglie né gli assalti del popolo minuto alle macchine di un’assai povera cuccagna, il 5 marzo il malcontento per la mancanza di pane e di farina accese il tumulto. Centinaia di donne obbligarono l’arcivescovo cardinale Sersale a esporre la statua di San Gennaro, perché il Patrono, commosso dall’ “amaro chianto“ del suo popolo, risolvesse prontamente il problema.
La Chiesa veniva sollecitata – non era la prima volta, e non sarebbe stata l’ultima – a porre rimedio al “ flagello “ scatenato dall’inettitudine e dalla corruzione della classe politica. Il giorno dopo i deputati del Tesoro furono costretti a portare la statua in processione attraverso la città, tra torme piangenti di donne scapigliate, vecchi e bambini. I meccanismi religiosi del controllo sociale funzionarono in modo efficace: la carestia venne letta e spiegata come una punizione inflitta da Dio ai napoletani per i loro corrotti costumi, di cui le mascherate e gli eccessi del Carnevale erano una prova colorata e rumorosa. Solo i lazzari non si lasciarono ammansire: uscirono dalla processione e si diedero al saccheggio delle botteghe. Il giorno dopo, martedì grasso, alcuni cortei di uomini e di donne di ogni età confluirono davanti all’ arcivescovato e ottennero che il cardinale predicasse nella cattedrale e che nella cappella del Tesoro venissero esposti il sangue e la testa di San Gennaro.
Solo allora le autorità civili annullarono il programma di mascherate e di quadriglie. Questo Carnevale napoletano ispirò invettive e satire feroci contro il potere politico: Laura Barletta ne ha pubblicato una ricca antologia. Un anonimo epigrammista immagina che un siciliano, tornato da Napoli nella sua isola, incontri un napoletano che gli chiede notizie su quanto accade nell’affamata capitale. E il siciliano gli fa questo racconto: fami pani farina carestia / calca cavalleria fanti dragoni / serra serra cuccagna Vicaria / curri curri battuglia confusioni / citati elettu capudeci via / casi famiglia nota mutazioni / posti barracchi mbrogli rubbaria / carti dispacci cuvernu cugliuni. È stretto dialetto siculo: ma il senso è chiaro. Specie nella chiusa. Ma il Carnevale ispirò ai viaggiatori stranieri aspre invettive anche contro i Napoletani tutti. Nel 1766 il marchese De Sade si trova a Napoli, proprio durante il Carnevale, e le strade della città si offrono ai suoi occhi come un palcoscenico a cielo aperto, con lo spettacolo estremo della miseria, dell’abbrutimento fisico e morale e della perversione. “Una città negata all’amore tenero e galante” così annota nel suo resoconto il lussurioso marchese, e le sue sembrano le parole di un delicato poeta stilnovista, ma ciò che l’attrae sono gli aspetti più crudi della vita di quella città, che egli descrive morbosamente, con minuziosa e compiaciuta attenzione. Tremendo lo spettacolo degli animali inchiodati vivi sull’albero della cuccagna; tremende le stimmate della sifilide, “il mal napolitano”, impresse sui corpi degli abitanti di una città soffocata dal vizio; tremenda la visione delle bambine di cinque anni che mercanteggiano per strada, offrendo liberamente il loro corpo a chiunque sia disposto a pagarlo.
Sant’Anastasia – Nelle scorse ore la filiale della BPER Banca situata nella frazione di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia, è stata oggetto di un assalto da parte di una banda di ladri. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi hanno agito con estrema rapidità e precisione, sfruttando le ore notturne per ridurre al minimo il rischio di essere scoperti. Il loro obiettivo era la cassaforte del bancomat.
La filiale in questione, situata in una zona residenziale, era dotata di sistemi di sicurezza standard, ma ciò non ha impedito ai ladri di portare a termine il loro piano. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale stazione, che hanno immediatamente avviato le indagini per risalire agli autori del colpo.
Non è ancora chiaro se i ladri siano riusciti a forzare i sistemi di allarme o se abbiano puntato unicamente su altri obiettivi all’interno della filiale, come casseforti o sportelli bancomat. Le telecamere di sorveglianza presenti nella zona potrebbero fornire elementi utili per l’identificazione dei responsabili.
I residenti esprimono preoccupazione per la sicurezza del territorio e auspicano un rapido intervento delle autorità per garantire maggiore protezione.
Dopo la 27a giornata è tutto inalterato: l’Atalanta pareggia incredibilmente in casa con il Venezia e lo stesso risultato si consuma al Maradona nel big match tra Napoli e Inter, con gli azzurri che restano a -1 dagli uomini di Inzaghi in piena corsa per il titolo.
A beneficiare di questo scenario potrebbe essere clamorosamente la Juventus che, se battesse il Verona, si porterebbe a -6 dai nerazzurri. Le sensazioni dopo questa sera sono contrastanti, poiché ad inizio partita e per come la porta di Martinez sembrasse stregata l’1-1 è un buon risultato, ma l’andamento del match ha evidenziato come il Napoli meritasse decisamente la vittoria.
I ragazzi hanno messo in campo un’intensità e una fame che non si vedeva da qualche giornata, mostrando di aver recepito gli insegnamenti di Conte e di essere in grado di reggere, al contrario di quanto visto a Como, la pressione dello scontro diretto. Il bicchiere si può considerare mezzo pieno e la prestazione sicuramente può dare morale per le prossime giornate: l’atteggiamento c’è, gli infortuni stanno per rientrare e anche i calciatori meno utilizzati fino ad ora sono sul pezzo, dando a Conte una scelta più ampia che consentirà di gestire meglio sul piano fisico i titolarissimi. L’impressione è che il prossimo mese sarà cruciale per dare un quadro più definito, con l’Inter attesa da 7 partite prima della sosta e l’Atalanta dalle partite con Juve e Inter.
Saviano. Riceviamo e pubblichiamo:
45^ edizione del Carnevale di Saviano: Domani, domenica 2 e martedì 4 marzo la sfilata dei carri allegorici sul percorso storico. Lunedì 3 invece, concerto di Carnevale con Enzo Gragnaniello. Madrina della sfilata di martedì Mariagrazia Cucinotta
Il Purgatorio di Dante e Dragon Ball; Jurassic Saviano e Gli Hippy; Il volo nello Spazio fino alla Fabbrica del Carnevale; spaziano dai cartoon alla stretta attualità i dodici carri allegorici che sfileranno sul circuito storico domani, domenica 2 marzo. Si tratta della prima sfilata degli attesi carri allegorici realizzati dalle associazioni pro-carnevale e rappresentano la vera attrazione della kermesse savianese: Rione Sant’Erasmo – Leggende di rinascita: la Fenice, il Guerriero e le Ombre; Punto Radio Saviano O’ Tubbazz – Freedom meglio p-orchi che orchi; Rione Sirico – La fabbrica del carnevale; Comitato Quelli della Notte – Una meraviglia da proteggere e salvare; Rione Cerreto-Aliperti – Inside out; Comitato La Vittoria e W la TV – Apecalisse; Rione Croce – Dragon Ball Z omaggio ad Akira Toriyama; Associazione Prospettive Fressuriello – The Garfield; AGM production e Rione Capocaccia – Purgatorio; Rione Sena – Gli Hippy; Rione Torre – Rione Torre nello spazio e il Gruppo mascherato Giovani Teglia – Jurassic Saviano, la giungla della verità tra predatori e prede.
<<Ci apprestiamo a vivere gli ultimi e più importanti giorni del nostro Carnevale con le due attese sfilate dei carri e il concerto del maestro Enzo Gragnaniello – dice il Sindaco Vincenzo Simonelli – L’invito che rivolgiamo a quanti verranno a divertirsi con noi e quello di vivere gli eventi con particolare sobrietà e nel rispetto delle regole di civile convivenza a tutela della sicurezza. Vivremo tutti insieme due belle giornate di festa e per questo voglio ringraziare principalmente i comitati che hanno realizzato queste splendide macchine insieme ai balletti>>.
La prima sfilata è prevista per domenica 2 marzo a partire dalle ore 15.30. Lunedì 3 marzo invece, Enzo Gragnaniello nel “Concerto di Carnevale” preceduto dal Collettivo Artistico Vesuviano. La gran chiusura martedì grasso con la seconda ed ultima sfilata dei carri a partire dalle ore 15.00. Madrina della sfilata sarà l’attrice, produttrice e modella italiana Maria Grazia Cucinotta che sarà celebrata per la sua trentennale carriera dall’associazione Etica per il Territorio, da Eduform, Ciro Sasso ed Erasmus Viaggi. L’attrice siciliana, accompagnata dal Sindaco Simonelli e dal presidente di Etica, Carmine Aliperti, assisterà ala sfilata dal palco delle autorità per poi visitare tutte le altre postazioni lungo il percorso della sfilata.
Ercolano: “zanzare” in giro e telecamere. Carabinieri impegnati in un servizio a largo raggio chiudono una piazza di spaccio. Arrestati 4 pusher
Questa notte a Ercolano i carabinieri della compagnia di Torre del Greco insieme ai militari della locale Tenenza hanno effettuato un servizio al largo raggio nella cittadina a sud di Napoli. Durante le operazioni sono finite in manette 5 persone.
Siamo a via Scivola Ascione e i carabinieri notano un piccolo fabbricato in muratura con tetto in lamiera e un portone in ferro. La struttura è protetta da un sistema di videosorveglianza che monitora una parte della strada. Le telecamere osservano il vicolo pedonale mentre i pusher spacciano crack e cocaina.
Le quattro persone all’interno si sentono protette grazie alla posizione strategica della piazza di spaccio e al pratico sistema di videosorveglianza installato in modo da prevenire eventuali controlli delle forze dell’ordine. Nella struttura c’è anche un wc dove eventualmente buttare la sostanza stupefacente.
Sono quasi le 23 e un carabiniere bussa al portone in ferro mentre un altro militare apre il tombino presente all’esterno dell’abitazione. Ai colpi dei pugni che sbattono sulla porta fa eco lo scarico del water. Il fruscio dell’acqua e un rumore simile allo svuotamento di un secchio sono ben udibili nel silenzio del vicolo.
Passano pochi secondi e da uno dei tubi nel pozzetto del chiusino appena aperto dai carabinieri fuoriescono 21 involucri in cellophane. In 15 di questi c’è del crack mentre nelle altre sei bustine la cocaina. Gli occupanti dell’abitazione improvvisata dopo qualche minuto aprono il portone. Nel fabbricato un tavolo con delle sedie attorno mentre in un angolo un piccolo bagno con pareti in legno. Nella piccola stanza due TV: nel primo monitor programmi TV mentre nell’altro, messo sul muretto, le immagini delle quattro telecamere di videosorveglianza posizionate l’esterno.
Il monolocale era stato allestito con tutti i comfort. Dal lettino prendisole tipo da spiaggia aperto ad alcuni mobili pieni di cianfrusaglie varie. C’è anche una macchina per caffè in cialde compostabili pronta all’uso.
Sul tavolo un borsello in pelle con all’interno 165 euro in contanti suddivisi in banconote di piccolo taglio. Su un altro mobile una bustina, identica a quella rinvenuta nel pozzetto, con all’interno una dose di cocaina. Messa su una mensola un rotolo di buste in cellophane perfettamente compatibili con quelle utilizzate per il confezionamento della sostanza stupefacente rinvenuta. Nel cestino della spazzatura altro materiale per il confezionamento della droga. I 4 vengono arrestati e nel corso dell’ispezione esterna del fabbricato i carabinieri trovano in un’intercapedine presente tra due lamiere un fazzoletto di carta accartocciato con all’interno 55 involucri termosaldati contenenti diverse dosi di crack e cocaina. La perquisizione procede mentre i telefoni dei quattro squillano incessantemente, verosimilmente clienti. I pusher diranno che quella sostanza rinvenuta nel tombino non è roba loro ma lo scarico del wc azionato dai militari dimostra come quel tubo nel pozzetto provenisse da quel fabbricato.
Tra i telefoni sequestrati anche una conversazione WhatsApp dove con un interlocutore ancora in fase di identificazione ci si scambiano diversi messaggi. C’è anche l’invito a farsi un giro altrove visto che “la terra” intorno era piena di “zanzare”. Un chiaro riferimento alla massiccia presenza dei carabinieri impegnati nel servizio al largo raggio. I pusher vengono arrestati per spaccio. Hanno rispettivamente 28, 41, 38 e 25. Tranne uno che è di Torre del Greco sono tutti del posto e già noti alle forze dell’ordine. Saranno complessivamente sequestrate 70 dosi di crack e 12 dosi di cocaina.
Mentre i quattro vengono accompagnati in caserma, gli altri militari continuano i controlli in città. Arrestato per evasione Aniello Imperato, 38enne del posto che è stato trovato fuori dalla sua abitazione nonostante la misura cautelare.
Denunciato per porto d’armi un 18enne incensurato di Volla trovato con un coltello a serramanico e una dose di hashish.
Non sono mancati i controlli agli esercizi commerciali. In una agenzia di scommesse i militari, con il prezioso contributo del NIL di napoli, hanno trovato tre lavoratori in nero. Per l’imprenditore è scattata la denuncia penale, con multa di circa 55mila euro e immediata chiusura dell’attività.
Inoltre presso un Bar centrale , insieme ai militari del NAS, sono state accertate varie violazioni delle norme igienico – sanitarie e di tutela della salute pubblica. Applicate sanzioni per un complessivo di 3mila euro con immediata sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande.
Sono state identificate 123 persone e controllati 39 veicoli insieme agli agenti della polizia municipale per un totale di 6 contravvenzioni al codice della strada.
CASORIA. Un evento di grande spessore si è svolto ieri mattina presso l’Istituto Superiore “A. Torrente” di Casoria, dove studenti e media hanno preso parte all’incontro “Barlumi di Contrasto – Contro l’illegalità”. Un’occasione di riflessione sulla legalità e sul contrasto alla criminalità, che ha visto il coinvolgimento di personalità istituzionali e autorevoli esperti del settore.
Il Sindaco di Casoria, Raffaele Bene, ha tenuto a ringraziare tutti i presenti per il contributo: “La lotta alla criminalità si costruisce giorno dopo giorno, partendo dalla consapevolezza e dall’educazione. Abbiamo voluto portare nelle scuole un messaggio forte: la legalità non è un concetto astratto, ma un valore concreto che deve guidare le nostre azioni quotidiane.”
L’evento ha visto la partecipazione dell’On. Luigi de Magistris, già magistrato e Sindaco di Napoli, il quale ha ribadito il valore della giustizia e della determinazione delle istituzioni: “Il coraggio e l’onestà sono le vere armi per cambiare il futuro e riconoscere il male che è anche nello Stato a volte“
Il Presidente del Consiglio Comunale di Casoria, Pasquale Tignola, moderatore dell’incontro, ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento attivo della comunità: “Questi incontri non sono solo momenti di ascolto, ma opportunità per generare un cambiamento culturale. Dobbiamo sostenere e promuovere la cultura della legalità con ogni mezzo.”
Anche l’Assessore alla Cultura e Vicesindaco, Gaetano Palumbo, ha espresso soddisfazione per il successo dell’evento: “Quando le istituzioni e i cittadini dialogano, si creano le basi per un futuro diverso. Oggi abbiamo visto una partecipazione attenta e appassionata da parte degli studenti, segno che c’è voglia di cambiamento.”
La Consigliera Comunale, Roberta Giova, ha sottolineato il valore della prevenzione e del supporto ai giovani: “Dobbiamo fornire ai ragazzi strumenti concreti per riconoscere e contrastare l’illegalità, dando loro alternative sane e costruttive.”
Tra le testimonianze di rilievo, il Dott. Francesco Di Ruberto, già Dirigente della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Napoli e Salerno, ha raccontato la sua esperienza diretta nella lotta alla criminalità, mettendo in evidenza l’importanza del lavoro delle forze dell’ordine ed Antonino Salvia, funzionario del Ministero della Giustizia che ha portato la testimonianza del padre Giuseppe, direttore del carcere di Poggioreale assassinato per essersi opposto a Cutolo. L’attore e drammaturgo Gianfranco Gallo ha invece parlato del ruolo dell’arte nel raccontare e contrastare le mafie, mentreGianluigi Esposito autore del libro “I diari segreti di Raffaele Cutolo”, scritto insieme a Simone De Meo,ha analizzato il fenomeno della criminalità organizzata da una prospettiva storica e giornalistica.
Uno dei momenti più significativi dell’evento è stato il confronto con gli studenti, che hanno posto domande dirette e incisive agli ospiti, chiedendo come le istituzioni possano realmente garantire un futuro libero dalla camorra e quali strumenti i giovani abbiano per combattere l’illegalità nel quotidiano.
L’incontro si è concluso con un appello corale a non abbassare la guardia e a continuare a lavorare insieme per un territorio più sicuro e giusto.
Portici: accoltella un giovane dopo una lite. La Polizia di Stato denuncia un 18enne.
Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha denunciato per lesioni personali e porto di armi od oggetti atti ad offendere un 18enne di Portici.
In particolare, nella nottata di mercoledì, gli agenti del Commissariato di Portici, durante il servizio di controllo del territorio, a seguito di una nota pervenuta alla locale Sala Operativa, sono intervenuti in via Libertà per la segnalazione di una rissa.
I poliziotti, giunti sul posto, hanno notato un giovane che lamentava un dolore al fianco poiché era stato ferito con un coltello nel corso di una lite scaturita da futili motivi con altri ragazzi; lo stesso è stato poi affidato alle cure dei sanitari del 118.
Gli agenti, a seguito degli accertamenti esperiti, grazie anche alla visione delle immagini estrapolate dei sistemi di videosorveglianza presenti in zona, sono riusciti ad individuare e successivamente a rintracciare il soggetto in questione, rinvenendo anche alcuni capi di abbigliamento corrispondenti a quelli utilizzati per commettere il reato.
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