Imperversano in tutta Italia i furti delle bici comunali messe in affitto per facilitare gli spostamenti in città senz’auto.
Ladri di biciclette seriali, da produzione “industriale”. Non certo come quelli descritti nel racconto di Zavattini ripreso dal noto film di De Sica. Ladri che negli anni Duemila rubano bici nuove a raffica rovinando un’iniziativa immaginata per facilitare i piccoli spostamenti senza dover ricorrere all’auto. Iniziativa che peraltro è stata stroncata sul nascere dai criminali. Questo perché nella notte tra sabato e domenica sono state depredate dai “soliti” ignoti le postazioni del bike sharing fatte allestire appena una settimana fa dall’amministrazione comunale, l’11 di ottobre. Le biciclette da affittare a chi ne avesse voluto fare richiesta sono state rubate. Manca per il momento il conto esatto di quante ne siano state sottratte. Le indagini sono state affidate dal comune alla polizia municipale. I ladri hanno agito a notte fonda tagliando i perni a cui sono agganciate le bici. I delinquenti nel tagliare questi ganci devono aver fatto sprigionare un’ancora imprecisata fonte di calore, visto che all’altezza dei punti recisi ci sono tracce di bruciato. Sono due le postazioni per il bike sharing prese di mira. Una è molto centrale. E’ubicata a piazza Primavera. L’altra è semiperiferica. Si trova nel parco pubblico. Intanto è stato sospeso il servizio della bici in affitto al costo di un euro per ogni mezz’ora di utilizzo. Un problema, questo del furto di bici per bike sharing, che è ormai una piaga in tutta Italia. Basti pensare che nel 2013 il comune di Roma per un fatto del tutto simile ha subito un danno di oltre un milione di euro. Ma tornando a ciò che è successo nella città delle grandi fabbriche napoletane gli interrogativi ora puntano sulla sicurezza sociale complessiva. Sia a Piazza Primavera che nel parco pubblico si trovano istallate complessivamente cinque telecamere. Non funzionano ancora in modo del tutto affidabile e costante. Intanto, a proposito del furto, attraverso il web l’assessore alle politiche sociali del comune di Pomigliano, Mattia De Cicco, parla di “boicotaggio” delle attività dell’amministrazione e di persone che godono di questi intoppi. ” Anche se ci sarà qualcuno – scrive De Cicco – che proverà a boicottare queste cose buone e moderne o a godere di eventuali intoppi, noi proveremo e riproveremo a realizzarle nella maniera migliore possibile “. Nettamente diversa l’analisi di Michele Tufano, capogruppo Pd in consiglio comunale e primo esponente politico locale a dare l’allarme sull’accaduto. “E’ mortificante – commenta Tufano – constatare che a una sola settimana dall’inaugurazione del bike sharing si siano verificati fenomeni del genere. A Pomigliano stiamo assistendo a una escalation della criminalità. Qui ormai siamo in emergenza: le istituzioni si impegnino a varare con urgenza un piano straordinario per la sicurezza urbana. Non possiamo lasciar vincere la prepotenza”.
Gli azzurri battono al San Paolo la squadra del cuore del premier Renzi e fanno felice mezzo arco costituzionale. I verdiniani, intanto, tifavano per l’arbitro.
Gentile Renzi, illustrissimo premier: ma davvero pensi che con quel tuo “salutate la capolista” sussurrato ai giornalisti lo scorso 6 ottobre hai fatto un favore alla tua squadra del cuore? E invece, sei riuscito a far diventare antipatica a più o meno mezza Italia una squadra tosta e interessante, la Fiorentina appunto. E così, ieri, a tifare Napoli c’era una convergenza parallela, un’alleanza trasversale che nemmeno ai tempi del compromesso storico: grillini e berlusconiani, Fratelli d’Italia e fratelli coltelli (che poi sarebbero quelli di sinistra). I verdiniani no: i verdiniani tifavano per l’arbitro. Che infatti tifava per la Viola.
La realtà è che la Fiorentina ha giocato bene e che quel giocatore dal nome impronunciabile e inscrivibile stava pure per segnare, proprio come aveva fatto quando giocava col Borussia Dortmund. Pepe Reina, il portiere azzurro, ama però troppo Napoli e i napoletani per lasciarli vivere nel dramma di dover tentare di pronunciare quel nome (che come noterete manco io scrivo, pur potendo fare copia e incolla) per poi associarvi una bestemmia. Un esercizio difficilissimo, un’impresa faticosa che, per fortuna, ci è stata risparmiata dal portierone spagnolo.
Il resto lo ha fatto il carattere della squadra, un tifo ad altissimo livello e un gioco che porterà lontano il Napoli. Dove? Qui bisogna invocare mister Sarri, che predica prudenza ad ogni piè sospinto e quando gli parli di scudetto pare quasi che si mette scuorno. Fa bene Sarri a invitare tutti a tenere i piedi per terra, anche perché dobbiamo ancora aspettare di incontrare una squadra cosiddetta “piccola” per capire quale sarà l’atteggiamento degli azzurri. Anzi, è davvero insopportabile il pensiero che ora il mondo pallonaro italiano si metterà a sperticarsi di lodi per Higuain, Insigne e soci, esaltandone le doti almeno fino alla prossima sconfitta. È un’altalena giornalistica poco professionale: ieri c’era salita la Fiorentina, l’altro ieri l’Inter, ora mi sa che tocca al Napoli.
Ma le analisi serie stanno da un’altra parte e quelle, associate ad una sana dose di scaramanzia, ci devono far sbilanciare poco. Ma veramente poco poco. Del tipo: “Sì, quest’anno ci salviamo”.
Dopo il successo ottenuto da Sveva Romano al campionato europeo di pattinaggio freestyle svoltosi a Busto Arsizio, la Somma Skating School vede due sue atlete convocate per gli imminenti campionati mondiali che si svolgeranno a Torino dal prossimo 26 ottobre.
Oltre alla conferma della neo campionessa europea c’è stata la convocazione dell’atleta Manuela Palo da parte del CT Andrea Pastormerlo.
Viene così gratificato l’ottimo lavoro che il presidente e allenatore della società sommese Kimon Fusco sta svolgendo, con passione, da soli due anni nella pista comunale, tale da aver portato il nome della cittadina vesuviana agli onori della cronaca sportiva nazionale ed internazionale.
A coronare tutto ciò, la neo campionessa europea Sveva Romano, avrà l’onore, per i meriti sportivi, nonostante la giovane età, di essere l’alfiere portabandiera della nazionale italiana nella cerimonia di apertura.
Alle due atlete della Somma Skating School va un grandissimo in bocca al lupo per questa prestigiosissima gara!!
Lucia Barra, Carmine Esposito, Antonio AbeteNella sede del suo movimento civico, Carmine Esposito elenca 14 opere pubbliche e progetti abbandonati. Accanto a lui l’ex assessore Lucia Barra: «Ormai Palazzo Siano sembra la sede di un Caf, un patronato o un ufficio di collocamento». Dopo i saluti di Antonio Abete, è stata l’ex assessore Lucia Barra a dare il via ai lavori del convegno «Tra delusione e speranza, quale strada?» organizzato dal circolo Arcobaleno e dal movimento civico «I cittadini prima di tutto». La Barra ha ripercorso la vicenda che riguarda l’azzeramento della giunta Abete, avvenuto la scorsa estate e la sua successiva non riconferma in esecutivo. «È stata una farsa – dice – tutti conoscevano già il nome di chi mi avrebbe sostituito, si è detto che non avessi prodotto nulla, la verità è che non ho accettato di sottostare ad un ricatto giacché mi era stato chiesto di non mantenere i contatti con Carmine Esposito, non ho accettato questa condizione, non ho ceduto. Azzerare la giunta è nelle facoltà di un sindaco, farlo dopo un bilancio condiviso non era opportuno. Sono più che serena rispetto al mio operato e non ho risparmiato critiche e appunti al sindaco nemmeno prima, avevo fatto presente che se non mi si concedevano risorse non avrei potuto mettere in campo progetti relative alle mie deleghe che pure c’erano. Anzi, su Garanzia Giovani mi è stato per così dire impedito, ha voluto occuparsene, in maniera velata, direttamente il sindaco. Chi ancora mi accusa di improduttività andasse a rivedere tutte le delibere che portano la mia firma, sono pronta al confronto elencando ciascuna iniziativa in cui ho messo la faccia. Qui oggi si parla di delusioni e speranze. Io sono delusa da questa amministrazione che ha un approccio assistenzialistico, mirata al singolo cittadino e non all’intera collettività. Spero, invece, che in tanti si sveglino perché questa terra ha necessità di un governo del fare, che dia delle risposte».
Articolato il successivo intervento dell’ex sindaco Esposito, che ha chiuso con un appello, invocando dagli attuali consiglieri un personalissimo «esame di coscienza».
«I consiglieri comunali che si sono candidati pensando di proseguire nell’opera di rinnovamento del paese e che oggi devono fronteggiare la delusione del popolo, ricordino com’era camminare per strada e raccogliere consensi, ricordino il progetto e abbiano un sussulto di dignità, quelle poltrone sulle quali siedono non hanno senso senza un’idea». Alla fine di un lungo intervento, l’ex sindaco Carmine Esposito, nella sede del suo movimento, rivolge un appello a chi oggi siede in consiglio. «Perché pungolino, perché abbiano uno scatto di orgoglio – dice – e perché capiscano che se non si cambia rotta anche un commissariamento è meglio di questo governo che non c’è, che non esiste, che fa accordi sottobanco con l’opposizione». L’evento tenutosi questa mattina sotto l’egida di due simboli, il circolo «Arcobaleno» e il movimento civico «I cittadini prima di tutto», Esposito ha voluto chiamarlo «Tra delusione e speranza, quale strada?». Ed è apparso subito chiaro che la delusione è – in lui e chi gli sta accanto – più forte delle speranze, anche se l’ex primo cittadino ha auspicato che da domani in poi l’amministrazione comunale guidata da Lello Abete ricominci daccapo, partendo da quel che c’è, da quel che l’esperienza precedente di governo ha lasciato. Cosa dovrebbe fare il governo cittadino stando alle parole di Esposito? «Semplice – spiega l’ex sindaco sventolando un elenco di 14 opere, progetti della sua giunta pronti per essere cantierati – basterebbe riprendere da qui». Ma vediamole queste opere dalle quali bisognerebbe ripartire secondo Esposito, ieri affiancato da Antonio Abete, esponente del movimento, dall’ex assessore Lucia Barra e – in platea – dall’ex vicesindaco Armando Di Perna, dall’ex capostaff Ciro Pavone e dall’attuale consigliera comunale di Alleanza per Sant’Anastasia, Veruska Zucconi, tra gli altri.
Ci sarebbe il progetto definitivo di via Marconi, per esempio (delibera di giunta 408 del 13 dicembre 2013), un importo totale di 260mila euro finanziato con fondi regionali e in parte con mutuo della cassa depositi e prestiti. «Fermo – dice Esposito – con il serio rischio di perdere il finanziamento». Il progetto preliminare che riguarda l’incrocio via Umberto I – via D’Auria (delibera di giunta 122 del 18 novembre 2013), importo di 178mila euro, finanziato con mutuo della cassa depositi e prestiti. «Fermo, completamente, da due anni». Poi, il preliminare di via Marra (delibera di giunta 151 del 22 maggio 2013), importo di 1 milione di euro (mutuo). «Anche questo fermo, da due anni». Ci sarebbe il preliminare che riguarda la riqualificazione di via Eduardo De Filippo, via Rosanea, via Canesca: 625mila euro di fondi Tav. «Mai richiesti, non cominciano i lavori da due anni». Continuando nell’elenco, il progetto definitivo di via Mario De Rosa, importo di 450mila euro, mutuo. «Fermo, da due anni». Via Donizetti, quartiere Casamiranda, preliminare, delibera del 9 dicembre 2013, 180mila euro di fondi comunali. «Completamente fermo, da due anni». E ancora, la scuola materna di via Starza, progetto preliminare, 2milioni e 700mila euro di fondi Tav. «Gravissimo – dice Esposito – che l’amministrazione abbia perso un altro treno, non partecipando al bando «Scuole Innovative» che prevedeva il finanziamento per scuole entro i 3 milioni di euro in zone da riqualificare». C’è poi Palazzo Nicola Amore, progetto preliminare: qui occorrerebbero 4milioni e 500 mila euro. Si aderì al progetto 1.9 nel 2013, fu ammesso ma non finanziato. «Ora è completamente abbandonato, nessuno ha più lavorato per intercettare fondi europei». Discorso a parte meritano i marciapiedi di via Arco, lavori in corso attualmente, 800mila. «Nessuno lo dice, ma anche qui c’è il rischio di perdere il finanziamento e tra l’altro hanno estromesso il tecnico già incaricato, cominciato i lavori solo dopo molti solleciti e al momento accumulando vergognosamente il materiale di risulta accanto alla scuola del Boschetto». «In ritardo – aggiunge Esposito – anche i lavori parzialmente in corso alla biblioteca comunale e il parcheggio Poggio Verde, mentre quello in via Romani, il cui progetto preliminare è pronto e dall’importo di 100mila euro con fondi comunali, è fermo, completamente, da due anni». La progettazione di via Porzio, definitiva (delibera di giunta 409 del 13 dicembre 2013), importo totale 200mila euro con mutuo cassa depositi e prestiti. «Fermo, da due anni». Infine, il progetto preliminare della caserma dei carabinieri, 3milioni di euro da finanziare con fondi europei. «Fermo, da due anni».
Nel corso del suo lungo intervento, Esposito ha sostenuto che l’amministrazione Abete si stia facendo «colonizzare» dalla vicina Ottaviano, che ne stia divenendo «la ruota di scorta». «Il sindaco Capasso è amico mio – ha detto Esposito – ma il primo cittadino deve farlo a casa sua, favori e piaceri personali concordati nelle segrete stanze abbiano almeno la decenza di non sbandierarli platealmente come se questa fosse la politica, non lo è».
Un passaggio, che ci si attendeva, riguarda il manifesto a firma dei socialisti, rappresentati in consiglio comunale da Carmine Capuano rispetto all’aumento della tassa sui passi carrabili. Proclama in cui si addossa la responsabilità della vicenda al solo ex assessore al Bilancio, Armando Di Perna. «Quel manifesto porta due firme, anche se non si vedono. Una è quella di Capuano, naturalmente, l’altra è di Lello Abete che di sicuro l’avrà sollecitato – sostiene Esposito – che ormai ci sia un accordo con una parte dell’opposizione è palese, fatto di scambi di favori, incarichi a tecnici di area e posti in giunta, ma che un sindaco arrivi ad addossare l’approvazione di un atto ad un componente della giunta per scaricarsi dalle responsabilità è inaudito. La verità è che il sindaco stesso ha preso quella decisione, non accettando una diversa soluzione proposta da Di Perna per far quadrare il bilancio, ha preferito seguire i funzionari che rifiutavano di detrarre il 5 per cento dai contratti delle ditte private che forniscono beni e servizi al Comune, così come Armando aveva proposto con una lettera scritta il 1 luglio. Ha detto no, ed ora è in cerca un capro espiatorio, come se un sindaco non contasse e potesse subire le decisioni altrui».
Un capitolo a parte Esposito lo riserva alle politiche sociali: «Pensano di far passare servizi come piaceri personali, un’aberrazione della democrazia. Li esorterei a capire che le politiche sociali sono fondamentali, che occuparsene non vuol dire raccomandare un bambino per non fargli pagare l’abbonamento per andare a scuola o andare negli uffici e chiedere gli elenchi per assegnare una cinquantina di euro a chi ne ha bisogno. In questo settore occorreva una rivoluzione che avevamo in mente e che è ben lontana da quel che oggi si vede».
Ritorna poi sui temi della campagna elettorale: dalla zona rossa ai condoni. «Dimenticato, tutto dimenticato. Non comprendono che se non si porta avanti la battaglia per avere ristori e compensazioni, se non si intercettano i fondi per fare il raddoppio di via Pomigliano e collegare via Fusco a via Romani, se non ci si mette di punta a far la battaglia per ottenere anche il condono del 2003, su questo territorio non ci sarà mai sviluppo».
In questa intervista l’amministratore delegato della supercooperativa italiana delinea il futuro prossimo e cita l’esempio del nuovo iper di Quarto, inaugurato appena ieri.
53 anni, modenese, aspetto attento, molto concentrato, Massimo Ferrari non si lascia sedurre più di tanto dalla riapertura col botto del nuovo ipermercato di Quarto ( quasi 20mila visitatori e circa 8mila scontrini sfornati dalle casse, per oltre mezzo milione di vendite in poco più di mezza giornata di lavoro ).L’amministratore delegato della nuova supercooperativa nazionale, Alleanza 3.0, il più grande gruppo italiano della distribuzione commerciale, delinea intanto le sue prossime mosse e la filosofia che sta dietro di esse.
Dunque, quella di Quarto è una grande sfida….
“Una grande sfida, si. Per noi è molto importante riuscire. Siamo molto contenti di questa apertura per come si è svolta anche se ovviamente l’apertura non fa testo perché è tutto da conquistare giorno dopo giorno. Ma se il buongiorno si vede dal mattino è importante che oggi la risposta sia stata questa”.
Fino a poco tempo fa a Quarto sembrava che tutto precipitasse e invece la vostra risposta è stata uguale e contraria….
“Non amo i toni trionfalistici. Io credo davvero che il Centrosud per il nostro Paese sia molto importante. Noi come coop Alleanza 3.0 siamo presenti in quasi tutte le regioni del centrosud. Siamo in Sicilia, in Puglia, in Basilicata, in Campania. L’acquisizione di questo ipermercato e la ristrutturazione di questo punto vendita sono un tassello di un disegno ampio e che punta a far si che il Centrosud sia uno dei punti di forza della nostra cooperativa e anche che possa aiutare lo sviluppo in tutto il Paese”.
Cosa vuol dire Alleanza 3.0?
“Vuol dire innanzitutto aver fatto un’alleanza per avere la forza economica di fare investimenti tanto che per fare l’esempio di oggi questo punto vendita è uno dei più belli che abbiamo in tutto il Paese. Non abbiamo altrove un’area ristoro o un’area benessere come quelle di Quarto, che è quindi uno dei nostri punti vendita più belli. Per cui Alleanza 3.0 significa risorse ma significa anche che i numeri sono solo una parte. I numeri vogliono dire poco. Sono le persone che fanno la differenza e quindi per noi è molto importante il radicamento nel territorio. E’ molto importante, per esempio, oltre che con Coca Cola, Barilla, Ferrero avere rapporti con i fornitori locali e avere personale che sia in grado di dare risposte ai bisogni della gente. Perchè le nostre strategie hanno un peso relativo in quanto tutto si gioca nella quotidianità all’interno dei punti vendita”.
Purtroppo però le difficoltà permangono in Campania sotto il profilo economico e sociale. Che cosa succederà nel comparto campano di Coop?
“Io non ho la bacchetta magica , è difficile rispondere a quello che potrà succedere in futuro. Certo è che le difficoltà purtroppo non sono solo in Campania ma sono in tutto il Paese. Ma quello che abbiamo in animo di fare è di non fermarci qui. Stiamo valutando altre opportunità d’investimento e Salerno potrebbe essere una di quelle. Stiamo anche valutando altri siti. La nostra intenzione dunque è di fare altre aperture in Campania perché riteniamo che la Campania meriti di avere una distribuzione italiana , una distribuzione Coop. Certo, lo dobbiamo conquistare e io penso che abbiamo tutte le capacità per farlo. Credo che il nostro sviluppo possa essere un volano importante se noi riusciamo a far lavorare produttori locali di qualità, a rilanciare l’immagine di un territorio che ha avuto una storia non facile negli ultimi anni anche sul versante dell’agroalimentare. Io non ho mai creduto alle generalizzazioni. Penso che qui ci siano molte aziende capaci, serie e che dando spazio alle loro produzioni di qualità credo che possiamo dare anche un contributo importante all’economia locale”.
Quindi nuove aperture anche per fronteggiare eventuali problematiche occupazionali ma nello stesso tempo grande attenzione al prodotto di qualità…
“Si: puntare sul prodotto di grande qualità. Anche perché non ho mai capito perché pretendere che una bottiglia di vino possa costare meno di un euro. Faccio fatica a pensare che si possa produrre una bottiglia di vino a meno di un euro e faccio fatica ad accettare questo meccanismo. Quindi il prodotto di qualità non vuol dire che debba avere un prezzo esagerato. Vuol dire che debba avere il prezzo che quel prodotto merita. Il produttore deve avere la giusta remunerazione e il prodotto non deve essere svenduto. Non si possono confrontare tra di loro prodotti che non hanno le stesse caratteristiche. Bisogna dunque puntare sul rapporto qualità-prezzo. Abbiamo controlli fatti di certificazioni. A Quarto avremo il laboratorio per la mozzarella di bufala campana e abbiamo il rapporto con i fornitori campani, i cui prodotti di eccellenza siamo capaci di poter distribuire in tutte le dodici regioni in cui siamo presenti. I nostri fornitori avranno la sicurezza che Coop paga sempre in tempo tutto al prezzo giusto e nella regolarità delle condizioni imposte dalla legge e quindi potranno crescere enormemente con noi”.
Pensate anche di cambiare i contratti, di renderli più flessibili?
“Penso che la flessibilità che noi oggi abbiamo sia assolutamente sufficiente e come abbiamo avuto modo di vedere qui la realtà è sempre molto meglio di tante cose che si dicono . Quando abbiamo spiegato ai lavoratori di Quarto che per mantenere l’impianto aperto sette giorni su sette bisogna fare determinati orari, ovviamente sempre nel rispetto totale delle leggi, non abbiamo avuto neanche un problema. Per cui la gente se viene motivata nel modo giusto, se le spieghi bene tutte le cose, correttamente, per quelle che sono, è molto seria, è gente che ha voglia di fare, che capisce che non sono i numeri a fare la differenza ma che è l’attività di ognuno di noi che la fa. E’ solo quello. Se non c’è il contributo di ognuno di noi non andiamo da nessuna parte”.
Diramato bollettino meteo per la giornata di domani 19 ottobre; è allerta meteo in tutta la Campania con particolare riferimento a Napoli ed all’area vesuviana.
La Protezione civile della Regione Campania informa che, dalle ore 22 di stasera e per le 24 ore successive, è nuovamente prevista massima allerta su gran parte del territorio, compresa la provincia di Benevento già colpita dall’alluvione.
In particolare, un avviso di criticità arancione è stato diramato per Napoli e piana campana, Isole, area vesuviana, Alto Volturno, Matese, Penisola Sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno, Monti Picentini, Sannio, Alto Sele.
(Fonte foto: rete internet)
All’inaugurazione di ieri 8mila scontrini e oltre mezzo milione d’incasso in poche ore. E la supercooperativa Alleanza 3.0 annuncia altri investimenti in Campania.
“Se il buongiorno si vede dal mattino è importante che la risposta sia stata questa”. Di fronte alla valanga di clienti e curiosi che travolge il nuovo Ipercoop di Quarto nel giorno della sua inaugurazione non può nascondere una buona dose d’orgoglio Massimo Ferrari, 53 anni, amministratore delegato di Alleanza 3.0, la neonata supercooperativa italiana della grande distribuzione che conta 22mila addetti e un fatturato di 5milardi di euro all’anno. Il più moderno, avanzato e tecnologico nuovo Ipercoop ubicato nel centro commerciale di Quarto (aperto dopo 21 giorni di rapida quanto intensa ristrutturazione) alla fine della giornata di sabato farà registrare un incasso di circa 700mila euro e il numero di 8mila scontrini sfornati dalle casse, per un totale di quasi 20mila clienti affluiti nell’impianto ammodernato. Una cifra da boom economico che si spiega fino a un certo punto. “Non c’è stato il sottocosto ma soltanto promozione, che quindi non ha fatto calare i prezzi più di tanto”, precisano, gli sguardi zeppi di speranza, gli addetti del nuovo negozio. Insomma, la voglia di consumo c’è. Anche nel Napoletano. “L’acquisizione di questo ipermercato – annuncia intanto Ferrari, modenese doc – e la sua ristrutturazione sono un tassello di un disegno più ampio. Alleanza 3.0 – precisa Ferrari – vuol dire innanzitutto aver fatto un’alleanza per avere la forza economica di fare investimenti tanto che, per fare un esempio, il negozio di Quarto è uno dei più belli che abbiamo in tutto il Paese. Non abbiamo altrove un’area ristoro o un’area benessere come queste. Inoltre è molto importante oltre che con Coca Cola, Barilla, Ferrero avere rapporti con i fornitori locali”. Valanga da inaugurazione a parte, le difficoltà permangono in Campania. Ci si chiede che cosa possa succedere nel comparto regionale di Coop. “Io non ho la bacchetta magica – risponde il manager emiliano – anche perché le difficoltà purtroppo non sono solo in Campania ma sono in tutto il Paese. Ma quello che abbiamo in animo di fare è di non fermarci. Stiamo valutando altre opportunità d’investimento e Salerno potrebbe essere una di quelle. Stiamo anche valutando altri siti. La nostra intenzione dunque è di fare altre aperture in Campania e credo che il nostro sviluppo possa essere un volano importante se noi riusciamo a far lavorare produttori locali di qualità e a rilanciare l’immagine di un territorio che ha avuto una storia non facile negli ultimi anni anche sul versante dell’agroalimentare”. Quindi nuove aperture anche per fronteggiare eventuali problematiche occupazionali ma nello stesso tempo grande attenzione al prodotto. “Si – conferma l’ad di Allenza 3.0 – il produttore deve avere la giusta remunerazione e il prodotto non deve essere svenduto. A Quarto avremo il laboratorio per la mozzarella di bufala campana e potremo distribuire in tutte le 12 regioni in cui siamo presenti i prodotti di eccellenza. I nostri fornitori potranno crescere enormemente con noi”.
Lunedì 19 ottobre 2015 alle ore 16.00 nel Relais Villa Buonanno di Cercola ci sarà la presentazione del libro: “L’oro che non luccica”.
Il libro è stato realizzato attraverso una staffetta di scrittura creativa con i ragazzi di città italiane e libanesi, a cura di BIMED (Biennale delle Scienze e delle Arti del Mediterraneo) in collaborazione con il Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine e l’Ufficio della Cooperazione Italiana allo Sviluppo dell’Ambasciata Italiana in Libano – Ministero Affari Esteri. Le città che hanno partecipato alla staffetta sono: Volla, Cercola, San Giorgio a Cremano, Siano, Giffoni, Sei Casali in Italia e Ajaltoun, Jdeideh Bouchrieh Sed, Chya, Bebnine, Rachaya e Tiro in Libano. Interverranno all’incontro: Vincenzo Fiengo sindaco di Cercola, Giorgio Zinno sindaco di San Giorgio a Cremano, Mariarosaria Stanziano dirigente scolastico I.C. “De Luca Picione – Caravita”, Tullio Pucci e Silvana Napolitano, autori dell’incipit e tutors della Staffetta, Andrea Iovino presidente della Bimed, i ragazzi dell’I.C. “De Luca Picione – Caravita” di Cercola, autori del secondo capitolo intitolato “L’incontro con il Sindaco”. A coordinare la manifestazione Francesco Langella del Laboratorio Regionale Città dei bambini e delle bambine di San Giorgio a Cremano, supervisore attività del progetto Italia/Libano. In videoconferenza dal Libano saranno presenti alcuni ragazzi protagonisti del progetto.
Ercolano, il gestore idrico GORI annuncia: la sentenza del Tar non entra nel merito dei conguagli; proporremo ricorso in appello innanzi al Consiglio di Stato per l’annullamento di tali sentenze.
Il TAR Campania – Napoli, Sezione I, con le sentenze nn. 4846 – 4848 – 4849 – 4850 del 15/10/2015, ha accolto i ricorsi dell’Associazione Federconsumatori Campania e dei Comuni di Angri, Casalnuovo di Napoli e Nocera Inferiore contro le c.d. partite pregresse, che contestavano, tra l’altro, la persistenza dei poteri del Commissario Straordinario dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano.
Il TAR non è entrato in alcun modo nel merito della legittimità delle partite pregresse ma ha dichiarato nulle le relative delibere commissariali perché alla data dei fatti il Commissario Straordinario non avrebbe avuto i poteri per adottare tali provvedimenti, come conseguenza del fatto che la Regione Campania non avrebbe approvato la legge regionale di riordino del servizio idrico integrato nei tempi da essa stessa previsti.
Sulla base della sentenza del TAR, tutti i Commissari Straordinari degli ATO campani dovrebbero considerarsi privi di poteri, con l’effetto che, in questo momento, il servizio idrico integrato in Campania non sarebbe disciplinato da alcun Ente regolatore.
La GORI proporrà , anche in considerazione del fatto che le stesse risultano essere difformi dal recente orientamento sia della Sezione VIII dello stesso TAR Campania (ordinanza n. 819/2015 relativa al Commissario dell’ATO Napoli-Volturno) sia del Consiglio di Stato (sentenza n. 2632/2015 relativa al Commissario dell’ATO Sele), auspicando al contempo un utile intervento chiarificatore da parte della Regione Campania che restituisca ordine e trasparenza in un settore di grande rilevanza e di particolare attenzione da parte dei cittadini.
Avvisi di garanzia ai responsabili dei lavori di via Vittorio Emanuele, dove l’altra notte ha perso la vita Marco Prevete.
Risultano indagati il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza del cantiere di via Vittorio Emanuele, cantiere aperto in primavera per realizzare opere di riqualificazione finanziate attraverso la Regione con i milioni europei del programma “Più Europa”. Secondo quanto accertato dai carabinieri della tenenza di Casalnuovo, diretti dal luogotenente Fernando De Solda, i due tecnici della ditta che si è aggiudicata l’appalto comunale avrebbero commesso una grave negligenza nel non aver provveduto a mettere una segnaletica adeguata attorno all’area dei lavori dove nella notte tra venerdi e sabato ha perso la vita Marco Prevete, il giovane di 29 anni che all’una e mezza si è schiantato contro una barriera di cemento, mentre stava tornando a casa a bordo della sua Vespa. In base alla dinamica dell’incidente Marco non è riuscito a vedere la barriera “new jersey” posta orizzontalmente sull’ultimo tratto della strada. Un ostacolo installato allo scopo di deviare il traffico in una traversa ma che alla fine si è rivelato mortale.
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