Sapete che vi dico? Quest’anno il Napoli si salva. Tu chiamala, se vuoi, scaramanzia

Gli azzurri battono al San Paolo la squadra del cuore del premier Renzi e fanno felice mezzo arco costituzionale. I verdiniani, intanto, tifavano per l’arbitro.

Gentile Renzi, illustrissimo premier: ma davvero pensi che con quel tuo “salutate la capolista” sussurrato ai giornalisti lo scorso 6 ottobre hai fatto un favore alla tua squadra del cuore? E invece, sei riuscito a far diventare antipatica a più o meno mezza Italia una squadra tosta e interessante, la Fiorentina appunto. E così, ieri, a tifare Napoli c’era una convergenza parallela, un’alleanza trasversale che nemmeno ai tempi del compromesso storico: grillini e berlusconiani, Fratelli d’Italia e fratelli coltelli (che poi sarebbero quelli di sinistra). I verdiniani no: i verdiniani tifavano per l’arbitro. Che infatti tifava per la Viola.

La realtà è che la Fiorentina ha giocato bene e che quel giocatore dal nome impronunciabile e inscrivibile stava pure per segnare, proprio come aveva fatto quando giocava col Borussia Dortmund. Pepe Reina, il portiere azzurro, ama però troppo Napoli e i napoletani per lasciarli vivere nel dramma di dover tentare di pronunciare quel nome (che come noterete manco io scrivo, pur potendo fare copia e incolla) per  poi associarvi una bestemmia. Un esercizio difficilissimo, un’impresa faticosa che, per fortuna, ci è stata risparmiata dal portierone spagnolo.

Il resto lo ha fatto il carattere della squadra, un tifo ad altissimo livello e un gioco che porterà lontano il Napoli. Dove? Qui bisogna invocare mister Sarri, che predica prudenza ad ogni piè sospinto e quando gli parli di scudetto pare quasi che si mette scuorno. Fa bene Sarri a invitare tutti a tenere i piedi per terra, anche perché dobbiamo ancora aspettare di incontrare una squadra cosiddetta “piccola” per capire quale sarà l’atteggiamento degli azzurri. Anzi, è davvero insopportabile il pensiero che ora il mondo pallonaro italiano si metterà a sperticarsi di lodi per Higuain, Insigne e soci, esaltandone le doti almeno fino alla prossima sconfitta. È un’altalena giornalistica poco professionale: ieri c’era salita la Fiorentina, l’altro ieri l’Inter, ora mi sa che tocca al Napoli.

Ma le analisi serie stanno da un’altra parte e quelle, associate ad una sana dose di scaramanzia, ci devono far sbilanciare poco. Ma veramente poco poco. Del tipo: “Sì, quest’anno ci salviamo”.

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