Sport e diritto: convegno a Nola col procuratore di Insigne

L’evento è stato organizzato dall’Associazione Italiana Avvocati dello Sport e dal Leo Club e prevede, tra gli altri, anche l’intervento di Antonio Ottaiano, procuratore sportivo e agente del calciatore del Napoli Lorenzo Insigne. Si chiama “La figura dell’intermediario dei calciatori alla luce dei nuovi regolamenti Fifa e Figc” il convegno formativo sul diritto dello sport che si terrà sabato 24 ottobre a partire dalle 10 presso il tribunale di Nola. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Italiana Avvocati dello Sport e dal Leo Club e prevede, tra gli altri, anche l’intervento di Antonio Ottaiano, procuratore sportivo e agente del calciatore del Napoli Lorenzo Insigne. I relatori, introdotti da Gerardo Russo, vicecoordinatore della sezione campana dell’ Associazione Italiana Avvocati dello Sport, saranno, oltre ad Ottaiano, l’avvocato Marco Lai, consulente legale della Figc (Federazione italiana giuoco calcio) e l’avvocato Felice Antignani del foro di Roma. Interverranno, inoltre, Alma Giovanna Lauri (coordinatrice distrettuale delle manifestazioni sportive del distretto Leo 108 YA), Francesco Urraro (presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola) e Carmela De Stefano (assessore allo sport del Comune di Nola). A conclusione del convegno ci sarà il saluto del presidente del distretto Leo 108 YA, Vincenzo Spiezia.

De Luca ad Expo: la Campania regione più monitorata d’Italia

Il Governatore della regione Campania ieri ad Expo. Il 97% del territorio campano è pulito; entro tre anni la bonifica dei territori della Terra dei fuochi.  “La Campania è oggi la prima Regione d’Italia per controlli e monitoraggio ambientale”: lo ha affermato Vincenzo De Luca a Expo presentando i risultatati della mappatura ambientale della regione. Dai 4.400 campioni di suolo controllati emerge che solo il 3,8% della superficie campana “presenta delle criticità” come ha spiegato il commissario dell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno Antonio Limone. Ribadito da De Luca l’impegno a bonificare Terra dei fuochi entro tre anni al massimo. (Fonte foto: rete internet)

Incidente mortale a Casalnuovo: i carabinieri sequestrano un cantiere del comune

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Ulteriore svolta nell’indagine sulla morte di Marco Prevete, il 29enne finito su una barriera di cemento mentre era a bordo del suo scooter.  E’ venuta la conferma che è più di un semplice sospetto il fatto che non fosse adeguatamente segnalato quel maledetto “new jersey” su cui la notte tra il 16 e il 17 ottobre si è andato a schiantare a bordo del suo scooter Marco Prevete, dipendente dell’Alenia, di appena 29 anni. Ieri la barriera di cemento posta per interrompere la centrale via Vittorio Emanuele deviandone il traffico su una traversa è stata infatti messa sotto sequestro dai carabinieri, che hanno eseguito un decreto dell’autorità giudiziaria. Ma non è finita. I militari, diretti dal luogotenente Fernando De Solda, comandante della tenenza di Casalnuovo, hanno anche sequestrato tutto il cantiere di cui quella barriera faceva parte. Si tratta di una cantiere piuttosto vasto, un’area in cui il comune sta facendo svolgere una serie di lavori di riqualificazione urbana. Il sequestro appena messo a segno segue di qualche giorno un altro provvedimento giudiziario. Sabato infatti il direttore dei lavori e il responsabile per la sicurezza del cantiere di via Vittorio Emanuele sono stati raggiunti da un avviso di garanzia emesso dalla procura di Nola.    

San Sebastiano e il sito “virtuale”

Un nuovo sito web per il comune vesuviano, ma sembra che, così come nella realtà, anche nella rete tutto permanga in una sorta di limbo, in attesa che qualcosa o qualcuno cambi direzione al paese.

Lo spazio on-line del comune di San Sebastiano si rinnova ma solo nella sua veste grafica, in effetti, per quanto possa essere utile il sito in questione lo vorremmo un po’ più interattivo e chiaro. Purtroppo mostra ancora le pecche di un tempo (già ne parlammo qui) ovvero l’approssimazione iconografica, ma anche informazioni storico/geografiche fuorvianti e imprecise, molte voci portano poi a pagine non esistenti, è lento e, per quel che concerne la relazione con il pubblico, risulta questa virtuale ma non nel senso telematico della parola.

Per quel che riguarda l’iconografia, quale continuità migliore che quella di passare dall’immagine del Vesuvio da Trecase, presente sul vecchio sito, a quella della chiesa dell’Assunta di Massa di Somma? La foto in questione è presente tra le immagini che dovrebbero caratterizzare San Sebastiano. Probabilmente il raccoglitore di quelle foto ha ricercato sul motore di ricerca le immagini dell’eruzione del 1944 o semplicemente il nome di San Sebastiano al Vesuvio ma, come spesso accade a chi non conosce il territorio, si è fidato della dicitura riportata dal sito e dalla didascalia di quelle foto di Melvin Shaffer, fotografo al seguito delle truppe alleate nel ’44 e che le riporta come scatti effettuati a San Sebastiano. Il problema è che, mister Shaffer, era giustificato a non conoscere la differenza tra San Sebastiano e Massa e a maggior ragione in tempo di guerra e col Vesuvio che gli eruttava addosso, noi invece, ai tempi di internet, certi sbagli non possiamo proprio farli. Ah! E dire che una volta erano i massesi a dire che erano di San Sebastiano!

Per quel che invece riguarda le informazioni alla voce “Itinerari e gite” abbiamo trovato notizie veramente scarne, incomplete ed errate (vedi Trenino a “crimagliera” e I resti della colata lavica del 1944 che parlano di tutt’altra cosa), messe là giusto per riempire uno spazio; ma che fretta c’era ci vien da chiederci! Bastava approfondire un attimo l’argomento, consultando fonti certe e valide che certo a San Sebastiano, così come nella Rete non mancano. Manca invece la modulistica che rimanda a un sito esterno e la parte con i numeri e i contatti con gli uffici del Commissario Prefettizio e del Sub-commissario.

Lo stesso vale per la sezione “Musei e monumenti” (ma, a proposito, di musei, a San Sebastiano, ce ne sono?). Qui, tra quel poco che i 55 anni di modernizzazione ci hanno lasciato, spicca l’orrido “Totem della pace” e una serie di foto prese qua e là da internet; questa cosa, per quanto lecita, sarebbe meglio da evitare o quanto meno ci si aspetterebbe, da un sito istituzionale, almeno la fonte di quelle immagini tanto storpiate quanto ritagliate. Per quel che riguarda invece la parte riguardante “Scuole ed Uffici cittadini” utili i link alle scuole e al resto delle sedi pubbliche ed istituzionali.

L’albo pretorio invece è meno pratico del precedente (presente nella vecchia versione fino al 9/10/15) poiché i titoli non essendo completi ti costringono a scaricare ogni volta il PDF per leggere l’informazione.

Anche in questa nuova versione del sito ufficiale (a proposito, è questo il sito del comune e non quello su facebook come qualcuno insinua!) manca la possibilità di interagire e di segnalare disguidi ed emergenze direttamente all’amministrazione, del resto non stiamo in una metropoli e qui si è spesso privilegiato il rapporto diretto con le autorità, ma lo spazio dedicato all’uopo, alla voce “Cittadino” prevede una login ma senza un’iscrizione diretta che supponiamo debba essere effettuata di persona presso la casa comunale o almeno così vogliamo credere.

Valgano queste nostre annotazioni critiche quali suggerimenti a chi costruisce e/o gestisce il sito e non ne abbia a male se abbiamo un po’ calcato la mano ma è pur sempre il sito ufficiale del comune di San Sebastiano al Vesuvio e per come siamo abituati vorremmo qualcosa di meglio e di più utile e rappresentativo.

Il nuovo sito

Algida, riduzione del salario: sindacati disponibili. Ma fino a un certo punto…

Le organizzazioni di categoria aprono alle proposte aziendali. Ma chiedono il piano industriale. Prossimo incontro il 27 ottobre.      Per la multinazionale anglo olandese Unilever l’Algida di Caivano, fabbrica storica del mitico cornetto, è ormai  davanti a un bivio. Da una parte c’è la strada che porta dritta verso 151 licenziamenti ma in alternativa c’è quella, paradossalmente più tortuosa e complicata, che conduce al taglio drastico degli stipendi per centinaia di euro al mese, alla riduzione delle pause di lavoro, alla trasformazione di cento contratti a tempo pieno in altrettanti contratti a tempo parziale e allo smaltimento delle ferie esclusivamente nel mese di settembre. Non c’è che dire: è una situazione che mette sindacati e lavoratori con le spalle al muro e che ieri sera ha conosciuto un confronto drammatico con l’azienda. Confronto dal quale, però, è spuntata la più inaspettata delle schiarite. Ieri infatti le organizzazioni di categoria, pur ribadendo il no ai licenziamenti, hanno confermato la loro “disponibilità a valutare i punti programmatici dell’azienda”. Fai-Cisl, Flai-Cigil, Uila-Uil e Ugl-agroalimentari lo hanno anche scritto nel verbale che ha chiuso il confronto di giovedi scorso. A ogni modo non si tratta di una resa per le organizzazioni dei lavoratori. “Ci riserviamo – hanno infatti puntualizzato i sindacati – di esplorare soluzioni alternative alle proposte aziendali ma pur sempre finalizzate al recupero della competitività e chiediamo nuovamente all’azienda la presentazione di un piano industriale per il prossimo triennio”. Dunque, l’apertura c’è ma fino a un certo punto. Dal canto suo la Unilever non ne vuole sapere. “L’impianto di Caivano non è più competitivo – affermano i nordeuropei – decisamente meglio fanno le fabbriche tedesche e inglesi, che con un numero inferiore di addetti producono di più e in condizioni di flessibilità più vantaggiose”. Dunque teutonici e britannici fanno più cornetti di quelli che facciamo a Napoli. E pensare che proprio a Napoli è nato il fortunato gelato a cono e che proprio dal gelataio partenopeo Spica la Unilever, negli anni Sessanta, comprò il brevetto di ciò che poi sarebbe diventato un must del settore. Però, si sa, la logica della globalizzazione non conosce limiti nazionali. Ora il cornetto si produce in tutta Europa e secondo la Unilever Napoli “non è più competitiva”. Il confronto tra azienda e sindacati riprenderà il 27 ottobre. (Fonte foto: rete internet)        

Un addetto del Consorzio, senza salario da tre anni: “Assalteremo i supermercati”(Video)

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I lavoratori della raccolta differenziata giudicano deludente l’incontro in Regione tenuto stamane. Confermano l’intenzione di dare il via agli ” espropri proletari”.       “L’incontro tenuto stamattina in Regione è stato deludente per cui confermiamo la nostra intenzione di dare il via agli espropri proletari dei supermercati: abbiamo fame e ci prenderemo tutto il cibo necessario, senza pagare “.  Giovanni D’Errico, 48 anni, di Acerra, separato, una figlia di 15 anni, è un addetto del Consorzio di Bacino di Napoli e Caserta. Un addetto che pur figurando ancora negli organici dell’ente regionale non percepisce da tre anni e mezzo il salario e non ha incarichi da svolgere perché non gli sono stati più assegnati. In una condizione simile a quella di  Giovanni si trovano altre  1350 persone, tutti dipendenti del Consorzio . Intanto stamattina il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha tenuto un vertice ( improvvisamente anticipato di un giorno  per motivi di ordine pubblico ) con i rappresentanti dei sindaci della Regione. Lo scopo è stato di tentare di far assumere dai comuni un numero sufficientemente consistente di loro ( ” tra i sei e i sette per ogni comune sperando di coinvolgere  almeno cento comuni “, ha dichiarato lo stesso governatore durante un incontro improvvisato sulla strada,  in quel di Acerra ). A ogni modo il vertice di stamane ha dato il seguente esito: tra alcune settimane, forse due o tre, la Regione consegnerà alla Prefettura una graduatoria di tutti i lavoratori del Consorzio. Obiettivo: comprendere le loro effettive posizioni economiche e sociali, il loro status anagrafico e familiare e gli incarichi che hanno svolto e svolgono o meno per conto dell’ente. Contestualmente sempre la Regione stornerà dai fondi della Protezione Civile una cifra destinata ad alleviare in via provvisoria le condizioni di chi sta peggio. In una fase successiva lo sforzo sarà poi quello della stabilizzazione del maggior numero possibile di lavoratori rimasti senza salario.  Ma Giovanni D’Errico e i suoi compagni di sventura non  ci stanno. Si dichiarano  delusi.  E non sono escluse  sorprese da un momento all’altro. IL VIDEO

De Luca, “Campania prima in Italia per controlli e monitoraggio ambientale”

Lo ha detto il governatore della Campania nel corso di una visita all’Expò. Dai 4.400 campioni di suolo controllati, infatti, è emerso che solo il 3,8% della superficie campana “presenta delle criticità”. “La Campania è oggi la prima Regione d’Italia per controlli e monitoraggio ambientale”: lo ha affermato Vincenzo De Luca a Expo presentando i risultatati della mappatura ambientale della regione. Dai 4.400 campioni di suolo controllati emerge che solo il 3,8% della superficie campana “presenta delle criticità” come ha spiegato il commissario dell’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno Antonio Limone. Ribadito da De Luca l’impegno a bonificare Terra dei fuochi entro tre anni al massimo.

FCA, ripresina d’autunno per la Panda: revocata la cassa integrazione a Pomigliano

Programmati anche due sabati di recupero. Saranno pagati in via ordinaria, come previsto dal contratto dell’auto.      Gli ordinativi della Panda, l’auto più venduta in Italia, stanno facendo registrare una ripresa autunnale e così la direzione aziendale della Fiat di Pomigliano ha comunicato che la cassa integrazione prevista nella settimana dal 26 al 31 ottobre è stata revocata. Ma non è finita. L’azienda ha anche “rilanciato” facendo sapere ai sindacati che farà effettuare due giornate di recupero produttivo nei prossimi sabati utili. Le giornate di recupero produttivo sono state decise a seguito di uno stop forzato nell’impianto napoletano. Una paralisi produttiva di alcuni giorni avvenuta la scorsa settimana. Il blocco improvviso della catena di montaggio era stato determinato dalla mancata fornitura di materiali da parte di un’azienda dell’indotto ubicata in Piemonte. Intanto Fca ha comunicato che il primo giorno di recupero sarà effettuato sabato 24 ottobre e che il secondo sarà svolto a novembre, ma in data ancora da stabilire. I recuperi produttivi si svolgeranno in  regime ordinario, vale a dire senza il pagamento della maggiorazione straordinaria, così come del resto è previsto dallo stesso nuovo contratto specifico aziendale, il cosiddetto “contratto dell’auto”. Rimane però sullo sfondo una situazione fatta di luci ed ombre. Se infatti da un lato le nuove vetture sfornate da Melfi stanno tirando la volata della produzioni Fca e la Panda resta saldamente in testa alle vendite nazionali dall’altro c’è da sottolineare che in Campania c’è un saldo negativo determinato dall’occupazione e dalle produzioni, rimaste  contenute rispetto alle attese. Ora però le speranze di rilancio sono puntate sullo stabilimento di Cassino, dove sono imminenti i lanci della nuove produzioni Alfa Romeo.

Montemarano: successo per la Festa del Vino

Torna a vivere il Palazzo-Castello Medievale di Montemarano con l’inaugurazione dell’Eco-Museo del Vino e la verticald storica per celebrare il ventennale della DOCG Taurasi. A ragione la Festa del Vino di Montemarano, voltasi venerdì 16 e sabato 17 nella cittadina Irpina produttrice del Turasi DOCG, si è fregiata della denominazione di “salotto dei vini buoni “. Il borgo irpino ha celebrato la sua identità di capitale dell’Aglianico con un evento volto a comonuicare l’inaugurazione dell’Eco-Museo del Vino MUVIM, allestito all’interno del restaurato Palazzo-Castello Medievale di Montemarano. L’intervento è stato realizzato grazie ai finanziamenti ottenuti nell’ambito dei Progetti Integrati Rurali per le Aree Protette (P.I.R.A.P.) Parco Regionale dei Monti Picentini – Misura 313 del PSR Campania 2007/2013 e Misura 321. Un evento complesso, caratterizzato da un ricco programma capace di coinvolgere un ampio pubblico. L’attenzione dei numerosi visitatori, ma anche degli “addetti ai lavori” si è focalizzata principalmente sui laboratori del vino e sui banchi di assaggio, che hanno visto il momento clou sabato mattina, nell’aula consiliare del comune di Montemarano. Dopo il convegno sul tema “Montemarano e il vino: il racconto di un’identità culturale”, una verticale dedicata alla celebrazione dei venti anni di Taurasi DOCG ha offerto l’occasione di un confronto fra le cantine storiche dell’areale del Taurasi. A venti anni dall’uscita della prima bottiglia di Taurasi DOCG, le cantine Antica Hirpinia (Taurasi), Antonio Caggiano (Taursi), Di Meo (Salza Irpina), Feudi di San Gregorio (Sorbo Serpico), Salvatore Molettieri (Montemarano) e Terredora (Monteusco), hanno partecipato alla verticale articolata in due momenti, il primo dedicato alle bottiglie della seconda decade della DOCG, il secondo dedicato alle bottiglie immesse sul mercato nella prima decade della DOCG. La degustazione, condotta da Francesco Turri, giornalista enogastronomico della testata nazionale OlioVinoPeperoncino-Egnews, ha sottoposto all’olfatto e al palato dei partecipanti vini perfetti, eleganti come pochi, capaci di sprigionare profumi intensi al naso, cariche tanniche notevoli, freschezza e pulizia in bocca. Dai più giovani, che devono ancora rivelate tutto il loro potenziale, fino al maturo Taurasi 5 querce 1992 di Salvatore Molettieri, appena un po’ stanco ma ancora capace di regalare grandi sensazioni olfattive e gustative, i sensi dei degustatori sono stati accarezzati da una larga gamma di sentori, profumi e sapori tutti da godere. L’eleganza, unita ad un grande equilibrio, è stata la cifra dei ”vini buoni DOCG”, presentati, insieme a Turri, da Daniela Mastroberardino, Roberto di Meo e Salvatore Molettieri, che hanno raccontato la storia del Taurasi e della DOCG, insieme a Giuseppe Iannona dell’ONAV e all’agronomo Nicola Perillo, che quella storia a contribuito a costruirla. Giustamente il Sindaco Beniamino Palmieri, che ha voluto fortemente l’evento, ha sottolineato la grande soddisfazione per la realizzazione di un percorso che ha presentato non poche difficoltà. Nel pomeriggio, al Palazzo Castello appena inaugurato, le cantine storiche (presenti anche, insieme ai partecipanti alla verticale mattutina, Antonio Di Pietro, Walter Mastroberardino e Antonio Caggiano, Oscar del vino 2015) e le istituzioni politiche e culturali si sono confrontate sui temi caldi dell’impresa vitivinicola, auspicando una maggiore cooperazione per uno sviluppo che non dà nulla per scontato, ma costruisce con l’impegno quotidiano e l’aggiornamento continuo un know how d‘eccellenza che consenta di imporsi maggiormente sul mercato nazionale e internazionale. Giustamente orgoglioso Beniamino Palmieri, che ha rimarcato, fra l’altro, la soddisfazione di aver restituito alla comunità di Montemarano il “Castello” che, dall’alto della sua posizione, consente uno sguardo d’insieme sulle vigne e che ospita l’Eco-Museo del Vino. Il genius loci di Montemarano torna ad apparire, per accompagnare una sfida impegnativa di cui tutta la comunità deve farsi carico: la gestione delle eccellenze di un territorio, che fra storia e vini DOCG ha le carte in regola per giocare la partita del futuro. In serata, l’hub-oratorio degli chef stellati d’Irpinia ha offerto i sapori del territorio fra tradizione e innovazione, volgendo lo sguardo all’intera offerta di uno dei più fecondi distretti enogastronomici della Campania. Un grande successo di pubblico ha giustamente premiato l’iniziativa, che si auspica possa proseguire anche in futuro l’obiettivo di promuovere il territorio di Montemarano e le sue peculiarità enologiche.

Sciopero dei lavoratori e lavoratrici del Centro Servizi Sanitari di Riabilitazione di Napoli

Alla giornata di sciopero, indetta dalla CGIL, in concomitanza della disdetta del contratto AIOP e l’applicazione unilateralmente del nuovo disciplinare ARIS RSA da parte del datore di lavoro, parteciperà il Partito della Rifondazione Comunista, con il Comitato Regionale della Campania. Le lavoratrici ed i lavoratori del Centro Servizi Sanitari di Riabilitazione di Napoli, lunedì 19 ottobre, incroceranno le braccia con una giornata di sciopero proclamata dalla CGIL, in concomitanza della disdetta del contratto AIOP e l’applicazione unilateralmente del nuovo disciplinare ARIS RSA da parte del datore di lavoro. Quest’ultimo vorrebbe imporre, con arroganza, l’aumento dell’orario di lavoro e la significativa riduzione del salario, il tutto condito con la minaccia di essere licenziati se non verranno accettate le peggiorative condizioni contrattuali. Presumono di godere del diritto di extra-territorialità, cancellano i diritti previsti dalla Costituzione italiana quali la democrazia nei luoghi di lavoro ed il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto. Nel contempo il contratto di lavoro è bloccato da sette anni e la classe di Governo, a tutti i livelli, è in perfetta sintonia con il programma della Confindustria che impone la deregolamentazione del mondo del lavoro con la richiesta di ulteriore flessibilità e senza alcuna contropartita per i lavoratori. Questi atti scellerati si ripercuotono sulla qualità del servizio erogato ai cittadini campani, già penalizzati dalla grave crisi economica ed impossibilitati ad attuare la prevenzione e la cura di patologie gravi ed invalidanti. Il Partito della Rifondazione Comunista, con il Comitato Regionale della Campania, condivide totalmente la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del Centro Servizi Sanitari di Riabilitazione di Napoli. Parteciperà allo sciopero indetto dalla CGIL e promuoverà tutte le azioni poste a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. (Fonte foto: Rete Internet)