Pomigliano, imprenditore riqualifica area industriale: vi installerà un jet militare

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Il proprietario di una fabbrica del settore aeronautico, sta abbellendo a proprie spese un pezzo della zona produttiva.     Si chiama Vincenzo La Gatta, quarantenne, ed è l’erede di una famiglia di imprenditori del settore aeronautico. Vincenzo ha deciso di promuovere la sua immagine e soprattutto quella della sua azienda nel modo più costruttivo possibile e cioè riqualificando a proprie spese pezzi di città. Era già successo con la rotonda realizzata all’incrocio che porta agli svincoli dell’autostrada Napoli-Bari e delle superstrade, nei pressi del parco pubblico  di Pomigliano. Qui La Gatta oltre allo spartitraffico circolare ha fatto mettere anche un ulivo secolare e un prato all’inglese. All’interno dello spazio c’è anche in bella mostra un pezzo di storia della sua industria, i componenti di un carrello d’areo con la scritta dell’azienda. Ora però sono state fatte le cose in grande. L’imprenditore ha dato il via alla riqualificazione della rotonda antistante la fabbrica “Avio”, zona che dà inizio alla grande  area industriale di Pomigliano. Sta facendo risistemare l’aiuola interna alla rotonda e gli spazi che la circondano. Nei prossimi giorni vi farà pure installare un Fiat G91-Y, un caccia militare degli anni Settanta. L’inaugurazione dell’opera è prevista per il prossimo 20 dicembre.

Giornata internazionale sulla disabilità, dalla politica la solita retorica

Da poco trascorsa, la Giornata Internazionale dedicata alle persone con disabilità ha mosso i soliti discorsi intrisi di retorica e qualunquismo. Chiacchiere che sembrano lette e rilette da uno stesso copione. Un canovaccio passato da una mano all’altra nel corso di tutti questi lunghi anni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo incontro con le associazioni di settore, nel quale non sono mancati i contributi di persone con handicap, ha sollevato il tema della scarsa efficacia, da parte delle istituzioni, nella risoluzione di problemi che attanagliano la quotidianità di chi vive o assiste un disabile. Da parte di tutti i governi, senza distinzioni di colori, c’è sempre stato un costante attacco al mondo della disabilità. Partendo da politiche sociali inesistenti, ad un taglio dei fondi all’assistenza materiale che di anno in anno va restringendosi. Un giorno, non tanto lontano, sarà del tutto sparito. Le famiglie, purtroppo, restano gli unici baluardi a difesa della vita, della dignità, dei disabili stessi. Disabili costretti a condizioni abitative quasi da segregazione per le irrisolvibili barriere architettoniche. Ostacoli strutturali che pongono l’Italia, rispetto ai suoi vicini europei, un fanalino di coda dalla lampadina fulminata. Pure la scuola, luogo di nascita dei primi rapporti sociali, diventa un’impresa impossibile. Assenza di personale qualificato al sostegno (la buona scuola di Renzi non ha risolto un tubo), difficoltà di accesso che in molti istituti italiani continuano a negare il diritto allo studio. Eppure, in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, i disabili sono all’incirca tre milioni. Un folto numero di cittadini che, malgrado la loro presenza (ingombrante per tanti), vengono ignorati e chiusi in un angolo silenzioso. Di questi tre milioni di invisibili, circa la metà è costretta a vivere per l’appunto in famiglia o ricoverato presso qualche istituto sanitario. Sognatevi la “vita indipendente”. Con trecento euro di pensione sociale neppure una vita dipendente ci si può permettere. I comuni, da parte loro, nei servizi dedicati all’handicap, arrampicandosi su vertiginose scuse, non finanziano più di otto euro per disabile. Una vera miseria se pensiamo alle esigenze da affrontare: visite specialistiche (spesso senza rilascio di ricevuta fiscale quindi non detraibili), ausili tecnici non riconosciuti dall’obsoleto nomenclatore, assistenza domiciliare e tante altre necessità che evito di elencarvi ma che, credetemi, a fine mese, fagocitano il budget familiare. Il lavoro, poi. Ecco, altra tegola. Continuando a snocciolare cifre come fanno i signoroni nei talk show politici, nell’anno 2014, in Italia, soltanto 245 persone con handicap hanno usufruito in maniera positiva delle politiche governative dedicate all’inserimento lavorativo. Ma, paragonate alle cifre del 2010, dove gli occupati erano circa 1704 unità, ci troviamo di fronte ad un calo che si attesta intorno all’85%. In un ulteriore slancio di masochismo, accostando i lavoratori disabili ai cosiddetti normodotati, finiamo per dipingere un quadro di un nero profondo: i disabili funzionali alla forza produttiva del nostro paese sono relegati ad un misero 0,02%. Inoltre, con la nuova norma a chiamata individuale, avvalendosi di colloqui faccia a faccia, l’azienda avrà la possibilità di scegliersi il candidato che riterrà più opportuno alle proprie esigenze. Creando, di fatto, un’ulteriore discriminazione. Con questo sistema, che era già previsto ma posto in maggior evidenza dal Jobs Act, i soggetti con un handicap particolarmente invalidante verranno automaticamente esclusi da ogni sorta di integrazione occupazionale. Verranno agevolati, per logica, coloro che hanno una percentuale di invalidità irrisoria. Dando il via, in questo modo, perfino ad una guerra tra poveri. I portatori di handicap, per una politica italiana votata alla non inclusività, sono costretti a vivere di un misero assistenzialismo. Vivono, consapevolmente e tragicamente, in una condizione di assurdo parassitismo. Un parassitismo infame che ci vieta di essere parte attiva e produttiva della terra in cui, con orgoglio di ciò che siamo, affermiamo con tutti i mezzi la nostra esistenza. Il capo dello Stato, dall’alto del suo scranno di Montecitorio, nella giornata dedicata ai disabili, si è fatto portatore di una retorica omicida. Un fare politico che fa del vuoto chiacchiericcio la sua forza. Quando si ha il potere di fare, di incidere, di poter cambiare concretamente una convenzione, ergersi a moralizzatori utilizzando frasi imbottite di buoni propositi come fossero cotechini di mezzanotte, è stucchevole. Inutile. Eclissarsi dietro al bambino disabile che racconta la strana condizione del diverso, ignorando di quanto saranno difficili per lui gli anni che verranno, è vile. È mediatico. Paternale e caritatevole. Ma pur sempre vile. Da chi può, torno a ripetere, ci si aspetta che faccia. “Diversamente”, che continui ad ignorarci, quantomeno non ci sentiremo per l’ennesima volta presi per i fondelli. Gianluca Di Matola Disability-Day

EURO EXHIBITION

La storia delle banconote, dalla loro produzione alla nuova serie “Europa”.

Da poco più di un anno la Banca Centrale Europea ha cambiato sede, trasferendosi dal centro città di Francoforte a una zona più in periferia e in riqualificazione.2015-12-07 15.51.42 Il nuovo edificio è stato costruito sulle basi di un vecchio magazzino, le cui pareti possono ancora distinguersi da quelle nuove, completamente costruite in vetro, cemento e metallo: “Un edificio moderno per una banca moderna” afferma Mario Draghi. La nuova sede accoglie più di 2000 dipendenti, con due torri di uffici di 185 metri d’altezza, per una superfice totale del sito di 120.000 metri quadri. Il piano terra dell’edificio, al quale vi si può accedere dopo una serie di riconoscimenti e controlli – intensificatisi dallo scorso 13 Novembre – è una hall. In questo momento, un centro per i visitatori è in costruzione al suo interno. Esso prevede: uno spazio di ascolto, una sorta di arena, dove gli interessati potranno fare domande sull’operato della BCE e troveranno impiegati addetti a rispondere; una serie di stand permanenti e una spazio dedicato a mostre temporanee. 2015-12-07 16.58.01Attualmente, e fino al 29 Gennaio, è in corso la prima “esibizione” riguardante la storia delle banconote: “Euro Exhibition”.   2015-12-07 16.49.32Da quando è nata la moneta unica della zona Euro, 1° gennaio 2002, la Commissione Europea è incaricata di tutto ciò che interessa le monete di metallo; esse presentano un lato comune a tutti i paesi membri (“testa”), mentre l’altro lato (“croce”) ha un’effige nazionale, scelta dalle rispettive banche centrali.   La BCE, invece, da quella stessa data, è responsabile dell’emissione di banconote, la cui estetica è comune in tutto e per tutto ad ogni paese membro. Recentemente, la Banca Centrale ha deciso di sostituire le banconote: le nuove 5, 10 e 20 euro sono già in circolazione; gli altri 4 tagli seguiranno nei prossimi anni. La banconota è un prodotto complesso, caratterizzato da un lungo processo di produzione, con l’obiettivo di rendere il prodotto finale “inimitabile”. Far entrare in circolazione nuove banconote ha esattamente l’obiettivo di migliorare questo aspetto del prodotto. Tutte le banconote sono dotate di dispositivi di sicurezza che possono distinguersi ad occhio nudo, senza estrema necessità di ricorrere a macchinari. Sono tre gli step per riconoscere una banconota originale: feel, look, tilt (sentire, guardare, inclinare). Il materiale di fabbricazione è il cotone, reso particolare al tatto grazie al processo di “stampa ad acqua”. Ogni banconota è fornita di così tanti dettagli estetici – forme, disegni e colori – che conoscerli tutti potrebbe aiutare nel riconoscimento. Infine, fondamentale è il gioco di luci che si ottiene inclinando la banconota: secondo l’angolazione da cui la si guarda, e se controluce, essa mostra disegni diversi. 2015-12-07 16.50.11Quella attualmente in produzione è la “serie Europa”, che prende il nome dal volto ricorrente su ogni Banconota. Si tratta della principessa Europa, figura della mitologia greca, figlia del re di Tiro e rapita da Zeus: è in suo onore che i greci chiamarono “Europa” il continente al nord di Creta. Sul taglio da 20, per esempio, il volto di Europa si trova sul lato destro della banconota, all’interno di una finestra: se inclinate la banconota, in base alla posizione della luce vedrete la principessa o la finestra, che in effetti (essendo proprio una finestra) rende possibile osservare lo stesso volto anche sul retro. Aspetto importante delle banconote, che accomuna ogni taglio, è la parte architettonica; ricorrente è l’immagine del ponte, simbolo di unione tra tutti i paesi europei, ma “costruito” in uno stile diverso su ogni banconota. Classico per la 5€, romanico per la 10€ e poi gotico, rinascimentale, barocco e rococò, liberty e per finire moderno per la 500€: in richiamo della storia del continente europeo, comune a tutti i popoli che utilizzano queste banconote.

Somma Vesuviana, scavi a Santa Maria del Pozzo, presto accessibile la Chiesa sotterranea

Interventi di restauro e scavi in corso che consentiranno l’accesso laterale alla chiesetta del quattordicesimo secolo. Restauri in corso a Santa Maria del Pozzo. Ma soprattutto scavi che consentiranno l’accesso laterale alla Chiesa sotterranea del XVI secolo, consentendo così ai visitatori l’accesso laterale alla struttura sulla quale fu costruito nel corso degli anni l’attuale complesso monumentale. «Lo scavo archeologico – dice il direttore dei beni culturali di Santa Maria del Pozzo, Emanuele Coppola – si è reso necessario per liberare l’ingresso laterale così da consentire una maggiore areazione e una fruizione indipendente. Il primo saggio di quattro metri quadrati, condotto dall’equipe del professore Antonio De Simone (nello specifico hanno lavorato Ferdinando De Simone, Vincenzo Castaldo e Santa Sannino), ha rivelato numerosi cocci di epoca tardo – rinascimentale, parti appartenenti alle edicole della facciata e, molto importante, i vari strati di cenere e lapilli vulcanici che certificano le eruzioni degli ultimi cinque secoli». Lo scavo si fermerà una volta raggiunto il livello di calpestio della chiesa sotterranea, permettendo così l’accesso laterale. «Ma sarebbe interessante indagare più a fondo, chissà!» – dice Coppola.   12355108_206954269643211_751525524_n 12357945_206954212976550_1710858253_n 12357959_206954312976540_666316776_n 12357988_206954022976569_648159182_n 12358276_206954316309873_1269854232_n 12358439_206954359643202_1196346857_n 12366911_206954242976547_83174201_n 12387761_206954229643215_404022786_n

XIII^ edizione del Concorso Nazionale di Poesia “città di Sant’Anastasia”

  E’ stata celebrata oggi 12 dicembre, nell’Aula Consiliare del Comune di Sant’Anastasia la XIII Edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”. Anche quest’anno, dunque, e non senza le solite difficoltà, piccole e grandi, che sempre contornano questo tipo di eventi, l’Associazione IncontrArci con il Circolo Letterario Anastasiano di Giuseppe Vetromile, ha portato a termine con successo questo importante appuntamento con la poesia, concentrando nella cittadina vesuviana, divenuta ormai notissima in quest’ambito, poeti e operatori culturali provenienti da ogni regione d’Italia. Come è noto, il Concorso gode del patrocinio del Comune di Sant’Anastasia ed è stato istituzionalizzato due anni fa. L’organizzazione è affidata al Circolo Letterario Anastasiano nella persona di Giuseppe Vetromile. Questa tredicesima edizione registra alcune novità, consistenti nel conferimento di alcuni premi speciali a personalità del territorio campano che si sono distinte nella diffusione della cultura. Inoltre, a fianco delle due associazioni che da sempre collaborano con il Circolo Letterario Anastasiano nella realizzazione del Premio, e cioè l’Associazione Napoli Cultural Classic di Anna Bruno e il Lions Club dell’arch. Giacomo Vitale, si sono unite altre realtà associative del territorio: il Lions Club Sant’Anastasia Monte Somma presidente Monica Di Marino, l’Associazione Clarae Musae di Casavatore presidente la prof.ssa Vittoria Caso, l’Associazione I Ponti dell’Arte di Napoli presidente il prof. Gennaro Maria Guaccio, e l’Azienda Porritiello rame e acciaio di Sant’Anastasia. Invariata la Giuria, composta da nomi di prestigio nel campo della letteratura, dell’arte e della poesia: Anna Bruno, Vittoria Caso, Luigi De Simone, Gerardo Santella, Raffaele Urraro e lo stesso Vetromile. I partecipanti sono stati in totale 174, con 79 libri e 208 componimenti. Per la sezione libro edito di poesia il primo premio è stato assegnato a Luisa Pianzola, di Tortona (Al); il secondo a Clemente Napolitano, di Marigliano (Na) e il terzo a Valentino Ronchi di Melzo (Mi). La sezione poesia singola è stata vinta da Giovanni Caso, di Siano (Sa), seguito da Vincenzo Di Maro, di Varese. I Premi Speciali della Giuria: Melania Panico di Sant’Anastasia per l’Opera Prima; Cinzia Demi di Bologna e Domenico Cipriano di Avellino, per le loro opere pubblicate nel 2014/2015; Basir Ahang e Anna Tumanova in qualità di autori stranieri residenti in Italia. Premio Speciale offerto da Anna Bruno dell’Associazione Napoli Cultural Classic alla poetessa Floriana Coppola di Napoli. Premio Speciale offerto da Lions Club arch. Giacomo Vitale alla poetessa Angela Ragusa di Montesarchio (Bn). Premio Speciale offerto da Lions Club Sant’Anastasia Monte Somma presidente Monica Di Marino alla poetessa Dolores Scippacercola di Napoli quale migliore autrice del territorio. Premio offerto dall’Associazione I Ponti dell’Arte alla giovane poetessa Anastasia Laurelli di Campobasso per la sezione giovani autori. Premio offerto da Natale Porritiello alla poetessa Francesca Marino di Avellino per la sezione ambiente e territorio vesuviano. Premi Speciali per la diffusione della cultura sul territorio: A Natale Porritiello di Sant’Anastasia; a Mario Volpe ed Annamaria Pianese di Pomigliano d’Arco; alla professoressa Vittoria Caso di Casavatore e al prof. Gennaro Maria Guaccio di Napoli; al Sig. Enzo D’Agostino e all’Accademia Aeronautica Militare di Pozzuoli; alla prof.ssa Angela Schiavone presidente del Premio Sovente; alla poetessa Anna Bruno; alla poetessa Antonietta Gnerre di Avellino, presidente del Premio Prata. La premiazione, alla quale tutta la cittadinanza è invitata, si svolgerà come detto sabato 12 dicembre 2015 alle ore 10 nell’aula consiliare del Comune di sant’Anastasia, Piazza Siano.

Le ricette di Biagio: fusilli corti gratinati con Manteca del Cilento e noci. La pasta è simbolo del Tempo

Gli ziti rappresentano il Tempo rettilineo dei positivisti, e i fusilli corti il Tempo a spirale degli idealisti. Nel quadro di Gennaro Villani le onde diventano il simbolo del ritmo eterno e invariabile del Tempo. Il lacryma mette nerbo nella cremosità della Manteca. Ingredienti: 300 gr. di fusilli corti con il buco di Gragnano;  200gr. di Manteca del Cilento; 10 gherigli di noce; brodo vegetale; 2 uova; 1 cipolla; prezzemolo; pangrattato; olio, sale.  Fate imbiondire nell’olio la cipolla, affettata  finemente, poi versate i fusilli corti di Gragnano e aiutate la cottura con aggiunte progressive di brodo vegetale. Quando i fusilli saranno immediatamente prossimi alla cottura, aggiungete le uova, mescolate con pazienza,  calate i tocchetti di Manteca del Cilento e i frammenti di prezzemolo, amalgamate con cura. Infine, disponete l’amalgama in una pirofila unta e cosparsa di pangrattato, aggiungete i gherigli di noce tagliati in pezzi,  lasciate nel forno per almeno quindici minuti. La Manteca del Cilento è un prodotto che mette insieme tutti i gradi della cremosità: del formaggio, del burro, della ricotta: perciò questo piatto è diverso da quelli in cui la pasta viene “trattata”, oltre che con le noci, con il taleggio o con il gorgonzola.  E il tipo di pasta più adatto a “ salvare” la complessità della manteca è il fusillo corto con il buco, che viene integralmente immerso nel formaggio, e nello stesso tempo esalta il “confronto” tra il  sapore del formaggio e quello delle noci. Uno dei segreti di questo piatto è la misura dei pezzi di gheriglio, che  deve essere tale da adeguarsi all’amalgama  conservando intatta la forza del sapore. Se il gheriglio viene diviso in frammenti troppo piccoli, il sapore caratteristico della noce si annacqua. A tavola abbiamo accompagnato il piatto con un lacryma bianco del Vesuvio. Consiglio di aspergere la crosta gratinata con rare gocce del lacryma, che metteranno nerbo, delicatamente, nel tono cremoso del piatto. Biagio Ferrara La pasta gratinata è un piatto della rimembranza, del connubio sacro tra pasta e pane, quando il pangrattato veniva dall’ interno della crosta del pane casareccio. E poi ci sono le noci, che un tempo erano sempre presenti sulla tavola degli Ottajanesi, perché i medici carismatici, Trusso, Casucci, Zinna, Indolfi, Auricchio dicevano che le noci e le mele annurche “levano il medico di torno”. La rimembranza torce la linea del Tempo in una forma circolare, e l’età dei commensali, i racconti, i profumi – il profumo metafisico del lacryma bianco del Vesuvio –  ci dicono che  ieri e oggi, nell’eterno giro delle cose, alla fine coincidono. E’ un piatto che sollecita  la riflessione, e la tinge di preziosa malinconia: uno dei presenti, che ha poco meno di cinquanta anni, vorrebbe ritrovare da qualche parte il sapore che avevano le noci della sua adolescenza – tenta di descrivere una indescrivibile nota di arso – curate dal padre, nella selva di proprietà: incomincia una dotta discussione sulle prodigiose virtù della noce “malizia” del Vallo di Lauro. E poi ci si mette la forma dei fusilli corti di Gragnano. Che la forma della pasta possa essere un simbolo del Tempo, è un’ idea “colorata” che mi affascina. Gli ziti mi suggeriscono l’immagine, cara agli illuministi e ai positivisti, del Tempo rettilineo, che alla fine tende a incurvarsi, come si incurvavano gli ziti, quando a Torre Annunziata li adagiavano sugli stenditoi ad asciugarsi. I fusilli corti col buco sono il modello del Tempo a spirale, rappresentano uno schema importante dell’immaginario filosofico degli idealisti, e cioè la storia degli uomini che per procedere in avanti deve ripiegarsi su sé stessa, quasi a prendere slancio. La massa gratinata è l’Essere Indistinto in cui talvolta ci piace naufragare: ma poi subito cambiamo idea – siamo costretti a cambiare idea – e torniamo a credere, a illuderci, che la nostra storia dipenda da noi, che la nostra azione abbia un senso e possa trovare spazi in cui svilupparsi. E infatti, dopo il secondo boccone e il secondo sorso di lacryma, il più giovane dei commensali sbotta proclamando che è necessario che si dimetta immediatamente la ministra il cui padre è vicepresidente di quella banca là, della banca Etruria. Per fortuna, dal terrazzo arriva, a distrarci e a suggerirci argomenti più seri, il profumo delle salsicce condannate alla graticola, a quella “ratiglia” a cui fino ad ora la ministra, nonostante l’impegno di Roberto Saviano,  è riuscita a sfuggire. Penso al quadro di Gennaro Villani la cui immagine correda l’articolo. Inclinando verso sinistra l’impaginazione il geniale pittore è riuscita a evocare la suggestiva impressione che  il moto delle onde sia destinato ad essere eterno e sempre uguale a sé stesso: grazie al profilo svelto della barca e ai riflessi in terra di Siena bruciata che riscaldano il freddo celeste delle onde il mare diventa immediatamente il simbolo del Tempo implacabile. Se mescolassimo la terra di Siena bruciata e il celeste, verrebbe fuori un bel tono di verde, il verde di quel “ mare verde senza fine”, cantato da Marotta,  che “ci incanta e ci perde”.        

Pollena Trocchia, al via i lavori delle aree adiacenti al sito archeologico

Prenderanno il via lunedì 14 dicembre i lavori per la riqualificazione del primo tratto di via Guindazzi e delle aree adiacenti al Sito archeologico di epoca romana. A lungo attesi, gli interventi prevedono, nello specifico, la messa in sicurezza del terrapieno nei pressi del tratto iniziale dell’importante via di comunicazione che poi prosegue lungo tutta la zona a valle del paese e la realizzazione dell’antistante marciapiede. Nei pressi dell’area archeologica di località Masseria De Carolis, invece, saranno realizzate aree per la sosta con ingresso da viale delle Rose, con quest’ultimo che sarà messo in collegamento, tramite percorsi pedonali, con i resti della villa romana e con via Vasca Cozzolino, divenuta nel corso degli anni una delle zone più frequentate del paese grazie alle piste ciclabili. Prevista, infine, la piantumazione di nuove alberature di alto fusto. “Oltre che per gli interventi di ampia portata che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale, lavoriamo costantemente al miglioramento del paese anche grazie a lavori meno vistosi ma allo stesso modo importanti, come in questo caso” ha spiegato il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. “Nello specifico, l’intervento al primo tratto di via Guindazzi serve ad aumentare il livello di sicurezza dell’area, mentre quello nelle aree adiacenti al Sito archeologico porta avanti un importante percorso volto alla creazione di una macroarea che concentri cultura, sport e attrazioni per il tempo libero, nella quale le famiglie del territorio possano trascorrere anche intere giornate di relax e divertimento” ha concluso il Primo cittadino. A fargli eco l’Assessore alle Opere Pubbliche, Salvatore Auriemma: “I lavori che stanno per iniziare vanno incontro alle necessità dei cittadini e aumentano la fruibilità della zona, recuperando spazi da percorrere, attraversare e vivere e infine rendendo più facile l’accesso al sito archeologico, uno dei gioielli del nostro paese”. A commentare l’avvio dei lavori anche il capogruppo di “Insieme per costruire”, Giuseppe Campajola. “Dopo gli interventi estivi che hanno migliorato l’illuminazione, aumentato la sicurezza e quindi in generale la vivibilità della zona, si torna e intervenire nell’area, a testimonianza dell’attenzione che l’Amministrazione comunale riserva a questa, come a tutte le altre zone di Pollena Trocchia”. (Fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana, il vicesindaco Di Matteo in visita a sorpresa al canile che ospita i cani della città

Sono novantacinque i randagi ospitati dalla struttura che si trova tra le campagne di Acerra, quasi tutti meticci.  Quattro rottweiler, un pastore tedesco, tre maremmani, due pitbull, un labrador e ottantaquattro meticci di grande, media e piccola taglia: sono i novantacinque cani ospiti del canile «Mister dog» che si trova tra le campagne acerrane, la struttura con la quale il Comune di Somma Vesuviana ha una convenzione. Ed è lì che i cani vengono portati, ospitati, sfamati, curati. Ieri l’assessore al randagismo, il vicesindaco Gaetano Di Matteo, ha deciso di verificarne la condizione, di capire se fossero effettivamente curati bene. La ditta Mister Dog di Acerra è la titolare dell’appalto stipulato il 5 agosto di quest’anno con la quale si impegna a ricoverare, mantenere e custodire i cani randagi e pericolosi. Due euro e poco meno di 10 centesimi al giorno per ciascun cane ricoverato, un importo totale di 72mila e 817, 50 euro, questi i costi che la città di Somma Vesuviana sostiene per mantenere i suoi cani. Video Dunque, memore delle cronache che ogni giorno raccontano di cani maltrattati e malnutriti, il vicesindaco Di Matteo ha voluto constatare di persona la condizione dei «cittadini a quattro zampe» di Somma Vesuviana. «I novantacinque randagi stanno bene, hanno cibo e acqua sempre a disposizione, spazio a sufficienza nei loro box e altrettanto per lo sgambettamento, la struttura è pulita e ben tenuta, non abbiamo avuto brutte sorprese» – dice l’assessore al randagismo.   Sono ben curati e tenuti in box appositi e separati anche i cani affetti da leishmaniosi o da altre malattie che necessitano di cure specifiche. «Ora però dovremo avviare, e lo faremo in tempi brevi, campagne di sensibilizzazione per le adozioni, faremo di tutto perché i randagi trovino casa, anche se non tutti sono cuccioli, stiamo pensando inoltre ad incentivi per le famiglie che vogliano prendere con sé un cane randagio, adottarlo – spiega Di Matteo – sto pensando ad una convenzione con i veterinari del territorio». In fase di redazione anche il nuovo regolamento che riguarderà ogni possibile azione amministrativa nei confronti degli animali, con lo scopo di ridurre e sanzionare con decisione ogni maltrattamento o incuria da parte dei «proprietari». Dalla rimozione delle deiezioni canine dei cani padronali all’atteggiamento da tenere riguardo ai circhi che si insediano sul territorio, alla importanza della pet – therapy.

Torre del Greco. L’arte di Pasquale Qualano in un book

Presentato al circolo Professionisti dall’Associazione Lettori Torresi l’Artbook del fumettista, noto in America per aver lavorato con Marvel, Aspen e Zenescope, che ha raggiunto grandi risultati nel panorama del fumetto mainstream americano. «Il fumetto per me è come un padre, mi ha seguito fin da bambino e non mi abbandona mai». Con queste parole l’artista Pasquale Qualano (foto a sinistra) ha sintetizzato ai nostri taccuini l’amore per la sua professione, disegnare fumetti, in occasione della presentazione dell’artbook “The art of Pasquale Qualano”, prodotto da Alt! edizioni, segmento dell’Associazione Lettore Torresi, avvenuta ieri sera, venerdì 11 dicembre 2015, al Circolo Professionisti di Torre del Greco. Qualano, originario della città corallina, è diventato famoso con la realizzazione di due albi della serie di SheHulk per la Marvel mentre nel 2010 ha collaborato come cover artist e pinup artist con la Moonstone e poi la Zenescope Enterteinment; per GG Studio ha disegnato The One pubblicato anche in U.S.A. collaborando poi come copertinista per alcuni editori americani e da circa tre anni collabora con l’Aspen Comics. L’artista è anche uno dei disegnatori di Harley Quinn: Road Trip #1, albo speciale sceneggiato da Amanda Conner e Jimmy Palmiotti dedicato alla spalla e psicopatica fidanzata del Joker, uno dei più celebri criminali dei fumetti e nemesi di Batman. L’affascinante Harley, agile ginnasta ed esperta nel combattimento e nell’utilizzo di armi ed esplosivi, si sta facendo sempre più spazio nel palinsesto editoriale DC Comics, in attesa dell’esordio della sua trasposizione cinematografica in «Suicide Squad» di David Ayer. E proprio una bellissima stampa che ripropone il personaggio creato circa vent’anni fa da Paul Dini e Bruce Timm è stata regalata ai soci di Alt! ed a coloro che hanno acquistato l’artbook che ripercorre la carriera di Pasquale Qualano il quale, oltre ad essere incisore di cammeo e corallo e scultore di arte sacra e presepiale, è anche insegnante presso la Scuola di Fumetto di Salerno. Sull’ambizioso progetto di Alt! Edizioni, invece, il fumettista torrese sostiene che «l’evoluzione naturale dell’Associazione Lettori Torresi è di diventare un’editrice, perché il gruppo è animato da ragazzi che hanno belle idee, progetti, gusto, cultura del fumetto, hanno portato a Napoli Comicon tre fumetti molto belli («Derrière Le Rideau», «Quasi Blu» e «L’ultima chiamata», ndr) e poi dopo hanno deciso pubblicare un artbook su alcuni dei miei lavori. Con tali premesse non si può che sperare bene». «L’artbook dedicato ad alcuni dei capolavori di Pasquale Qualano sta facendo il giro d’Italia ed all’inizio del prossimo febbraio sarà anche a Parigi – ha asserito Salvatore Cervasio, presidente di Alt! – La nostra associazione si occupa di poesia, letteratura, fumetto e le prossime settimane saranno particolarmente importanti: ci saranno ospiti del calibro di Stefano Antonucci e Daniele Fabbri, creatori di un’eccezionale saga satirica incentrata sulla figura di Gesù, Alessio Spataro, fumettista e disegnatore satirico, e Mauro Uzzeo, sceneggiatore Bonelli. Insomma tutti nomi di richiamo che spero possano interessare il circondario torrese».

Napoli: carabinieri nelle scuole, educazione alla legalità. Campagne di prevenzione sull’uso dei ‘botti’

I carabinieri di Napoli, tra gli argomenti trattati durante i cicli di conferenze sull’educazione alla legalità che si svolgono nelle scuole del capoluogo e della provincia, come avviene di consueto in questo periodo, hanno sensibilizzato fortemente il tema della prevenzione nell’uso dei botti di fine anno. Ieri e l’altro ieri, nell’istituto ‘Baracca’ e nel Convitto Nazionale, i militari della compagnia Napoli centro hanno parlato di legalità’ agli alunni di scuola elementare del centro storico. Cristina, una graziosa ‘marescialla’ della stazione Napoli San Giuseppe, ha illustrato come avviene l’arruolamento nell’arma. I ragazzi hanno fatto molte domande, una delle femminucce a un certo punto: “Cristina, stai bene con lo ‘chignon’, ma se lo sciogliessi saresti ancora più’ bella”. E la donna in divisa sorridendo ha risposto che si. E’ vero. I capelli sciolti sono belli, ma quando si deve indossare l’uniforme e’ più’ elegante e comodo tenerli legati sotto al berretto. I militari del nucleo cinofili carabinieri di Sarno, hanno fatto una coinvolgente dimostrazione con i cani, simulando la ricerca di droga. Gli artificieri anti sabotaggio dell’arma hanno preparato un banchetto con tutti i tipi di botti illegali, dai rendini alle cipolle e alle bombe carta ancora più’ grosse. Hanno spiegato perché i fuochi preparati artigianalmente sono molto pericolosi e hanno anche ben evidenziato quali gravissimi conseguenze può causare l’uso di quel tipo di fuochi. Infine, gli artificieri hanno esibito all’opera il robottino usato per disinnescare gli ordigni. Nei prossimi giorni le conferenze “educazione alla legalità“ proseguiranno a ritmo serrato nelle scuole e nelle piazze. oltre alla prevenzione per l’uso dei ‘botti, si affronteranno argomenti come educazione alla circolazione stradale e bullismo. 12.12.2015 - educazione alla legalità 2