LE API, SENTINELLE DEL NOSTRO FUTURO
Un convegno per denunciare il pericolo della loro scomparsa
Di Vincenzo Nocerino
Un interessante dibattito si è tenuto a Castello d’Alagno, domenica 18 maggio, concepito dalla vulcanica mente di Pietro Di Lorenzo e organizzato dal circolo ‘Rinascita Casamale’ in collaborazione con la ‘Paranza di Zi Riccardo’.
Alla presenza del Sindaco di Somma Vesuviana i relatori hanno illustrato e conversato sul tema: ‘Uomo e ambiente: quale futuro per le nostre api minacciate di estinzione’. Il dibattito ha posto in evidenza aspetti legati alla ecologia, alla biodiversità ed alla difesa degli ecosistemi.
I docenti intervenuti alla manifestazione e il moderatore Luigi Jovino, hanno sottolineato che: “Nel grande equilibrio della natura pochi esseri viventi hanno un ruolo così essenziale e al tempo stesso così fragile come le api”.
Piccole, spesso invisibili nella quotidianità. Questi insetti garantiscono il funzionamento di interi ecosistemi attraverso l’impollinazione.
E’ emerso in modo inequivocabile che oggi non solo le api ma tutti gli insetti impollinatori, sono sempre più minacciati da pesticidi, cambiamenti climatici, distruzione di habitat e inquinamento.
Secondo la FAO, oltre il 75% delle colture agroalimentari dipende in parte dall’impollinazione e senza la presenza delle api, crollerebbe la varietà e la sicurezza alimentare dell’intero pianeta.
Questo ci interroga su una responsabilità collettiva e urgente: che futuro vogliamo per il nostro pianeta?
L’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco ci offre, anche in questo caso, una chiave di lettura profonda.
Essa ci ricorda che “tutto è connesso” e che ogni creatura ha un valore intrinseco, non solo funzionale.
“L’uomo non può continuare a dominare la natura come se fosse un bene illimitato” come ha denunciato Papa Francesco nell’indifferenza generale.
L’estinzione delle api è, in questo senso, il simbolo di un modello di sviluppo che non rispetta i ritmi e l’equilibrio del creato.
Papa Francesco ha anche parlato della necessità di una ecologia integrale, che tenga insieme il rispetto per l’ambiente e la giustizia sociale.
Le api ci insegnano che anche la più piccola forma di vita è indispensabile per la sopravvivenza dell’intero sistema.
Proteggere le api significa rivedere le pratiche agricole, ridurre l’uso di pesticidi nocivi, conservare la biodiversità e favorire un’economia sostenibile.
La sfida è culturale prima che tecnica: serve, dunque, una conversione ecologica, come suggerisce l’enciclica, che porti a un nuovo modo di vivere e consumare. Le api non sono solo insetti da proteggere, ma sentinelle del futuro. La loro difesa, quindi, non è un lusso ecologista, ma un atto di sopravvivenza.





