Nola, Amedeo Colella presenta il libro “Napoli due volte al dì”

Riceviamo e pubblichiamo

Appuntamento imperdibile per gli amanti della cultura e delle tradizioni partenopee: domani, martedì 24 giugno, a partire dalle ore 18.30 sarà presentato a Nola presso il caffè letterario della Mondadori di piazza Marconi il nuovo libro di Amedeo Colella, intitolato “Napoli due volte al dì”.

L’evento, condotto dalla giornalista e direttore dello store nolano Autilia Napolitano, promette di essere un momento di condivisione, riflessione e risate, all’insegna dell’amore per Napoli e la sua inesauribile vitalità. Presenti anche le socie dell’associazione Fidapa di Nola presieduta da Antonietta Scafuro e una rappresentanza della corporazione del Giglio del Fabbro con la maestra di festa Maria Forino che ha abbracciato l’iniziativa. 

Con questo libro Colella conferma ancora una volta la sua capacità di raccontare Napoli con leggerezza e profondità, riuscendo a far convivere la comicità con la memoria storica e culturale. “Napoli due volte al dì” si presenta così non solo come un libro da leggere, ma come un’esperienza da vivere.

“Siamo entusiasti di ospitare nella nostra libreria Amedeo Colella, una voce originale e amatissima della cultura napoletana – dichiara Autilia Napolitano  – L’incontro di domani rappresenta per noi un’occasione speciale: non solo per presentare il suo ultimo lavoro, ma anche per celebrare il valore della narrazione popolare, dell’ironia intelligente e della divulgazione storica accessibile a tutti. Eventi come questo rafforzano il ruolo della libreria come luogo vivo di cultura, confronto e socialità”.

Il Vescovo di Nola ai giovani : “Mai armarsi di violenza né in piazza né sui social”

Il Vescovo di Nola, Francesco Marino, in occasione della Solennità di San Paolino di Nola ha lanciato un messaggio: “giovani non si armino di violenza”

“Guardare a Paolino quale maestro di unità, per la via spirituale e per civile”. È questo il messaggio che ha voluto mandare il Vescovo di Nola alla città e alla diocesi che guida dal 2017 in occasione di San Paolino di Nola.

San Paolino di Nola è il patrono diocesano e compatrono cittadino, nonché patrono secondario della Regione ecclesiastica della Campania.

È un invito che richiama il programma pastorale del Vescovo, racchiuso nel suo motto episcopale “In Illo uno unum” (citazione tratta dal commento al Salmo 127 di Sant’Agostino che afferma che, benché come cristiani siamo una moltitudine, lo Spirito Santo ci unisce in uno nell’unico Cristo).

Questo motto è scelto anche da Papa Leone XIV, agostiniano, conoscitore del legame di amicizia tra Agostino e Paolino.

“Questa stessa espressione, così sintetica e al contempo feconda di grandi significati, da quando ero giovane studente mi ha affascinato e accompagnato nello studio appassionato per la Chiesa e l’ecumenismo. La scelsi come motto del mio episcopato nel 2005 e ora scopro con grande gioia che condivido questo sentire con papa Leone. Infatti, entrambi abbiamo voluto ricordare a tutti incidendo, senza saperlo, questa stessa esortazione nei nostri carteggi araldici. Condividiamo, dunque, lo stesso motto e avverto la sua stessa passione per costruire l’unità anzitutto nella chiesa, tra le chiese e della chiesa con il mondo. Abbiamo bisogno di costruire ponti, soprattutto in tempi dove aumentano divisioni e contrapposizioni che sfociano in guerre atroci come drammaticamente stiamo vedendo in Medio Oriente. Solo Cristo, il principe della pace, può donare una pace “disarmata e disarmante” Scrive il Vescovo Marino.

“Un’unità possibile solo se come Paolino – precisa il Vescovo – ciascuno imparerà – come ricorda Papa Leone XIV – a sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”.

Per questo monsignor Marino chiede alla Città di Nola e alla diocesi: “Nola, ricordati di Gesù Cristo (cfr. 2Tim 2, 8). Qual è il senso di quest’amorevole imperativo? “Ricordati di Gesù Cristo”, significa mettere Dio che si fa uomo per noi al centro del nostro cuore; vuol dire rendere Cristo non un’idea o un ragionamento, ma un criterio di scelta, un presupposto di ogni nostra attività. Lui è principio di unità nella Chiesa e può esserlo, per la vita e la pace del mondo, anche dentro di noi, a partire da quella unificazione interiore per cui la memoria di Lui costantemente agisce in noi”

Continua chiedendo che la Festa non sia motivo di divisioni: “Anche Pietro e Paolo avevano visioni diverse su come evangelizzare, ma tali divergenze non divennero mai contrapposizioni o lotte di schieramento, perché avevano entrambi scelto Cristo come “borda” di tutta la loro esistenza e opera missionaria. Mi sia concesso questo parallelo che non vuole essere assolutamente dissacrante: lo capiamo bene noi che seguiamo e amiamo la festa. Mettiamo Cristo come asse portante, e la nostra vita non si piegherà né spezzerà neanche nei “vicoli più stretti” della nostra umanità”.

Infine dedica un pensiero alla preziosità dei giovani per il futuro e per il presente della Città e della Festa: “Ricordiamoci sempre che la festa dei Gigli in un certo modo è un “gioco”, da prendere sul serio, ma senza perderne l’aspetto gioioso e rilassante…Custodiamo questa dimensione ludica e gioiosa in un mondo che prendendosi eccessivamente sul serio diventa sempre più aggressivo e stizzito, intollerante e riluttante. Bisogna evitare, infatti, che le rigidità delle contrapposizioni creino un clima troppo acceso e bellicoso, diventando pericoloso per i più giovani che mai devono armarsi di violenza né in piazza né sui social. Affido quest’impegno a curare i toni moderati e gli atteggiamenti concilianti agli adulti e ai maestri di festa, affinché anche la festa sia realmente “casa della pace” (Leone XIV, Discorso alla conferenza episcopale italiana, 17.06.2025), scuola per educare le giovani generazioni all’edificazione e al rispetto della fraternità universale”.

Muore dopo un tuffo in mare per sfuggire al caldo

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Era una giornata come tante sulla spiaggia libera di via Napoli, a Pozzuoli. Il sole caldo, il mare calmo, la gente sdraiata a godersi l’inizio d’estate. Tra loro anche un anziano del posto, A.D.B., abituato da anni a fare il bagno ogni mattina nello stesso punto. Un gesto di routine che lunedì mattina si è trasformato in tragedia. Poco dopo essere entrato in acqua, il settantenne ha perso conoscenza. Alcuni bagnanti lo hanno visto galleggiare e hanno capito subito che qualcosa non andava. Hanno cercato di aiutarlo, trascinandolo a riva, ma purtroppo era già troppo tardi. Il personale del 118, arrivato in pochi minuti, ha tentato a lungo le manovre di rianimazione. Nessun segno di vita. La notizia si è diffusa velocemente sul lungomare Sandro Pertini, dove l’uomo era benvoluto da tutti. La Guardia Costiera e la Polizia Municipale sono intervenute per eseguire i rilievi del caso. Si ipotizza un malore improvviso, forse legato all’età o alle condizioni fisiche, ma sarà l’autopsia a chiarire con certezza le cause del decesso. Il corpo è stato trasferito all’obitorio, mentre sulla spiaggia è calato un silenzio irreale. Chi lo conosceva è rimasto a guardare il mare, incredulo. Un tuffo come tanti, in una giornata d’estate, ha portato via una vita.  

Sequestro di orologi da 21 milioni, coinvolti due ex dipendenti di Ferrari e Malca-Amit

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Un’ingegnosa truffa ai danni del fisco, basata su spedizioni simulate di orologi di alta gamma, è al centro di una complessa indagine che ha portato al sequestro di oltre 21 milioni di euro in beni. La Corte di Cassazione ha recentemente confermato il provvedimento nei confronti di Maria Rosaria Sticco e Antonio Peluso, entrambi indagati per frode fiscale e doganale. Sono di San Giorgio a Cremano e Napoli.

L’indagine ruota attorno a un meccanismo ben congegnato: migliaia di orologi, ufficialmente diretti alla base militare americana Nato di Gricignano d’Aversa, venivano in realtà dirottati su canali paralleli e rivenduti a gioiellerie italiane. La base Usa, del tutto ignara, fungeva solo da schermo fittizio per evitare imposte doganali.

Sticco e Peluso, con un passato professionale in aziende del calibro di Ferrari Spa e Malca-Amit Italy, sono accusati di aver manipolato la documentazione doganale per simulare spedizioni verso il Navy Exchange Distribution Center, che gode di esenzioni fiscali in virtù di accordi internazionali. La Guardia di Finanza, grazie a intercettazioni e analisi incrociate, ha smascherato l’inganno.

Tra il 2020 e il 2024 sono state identificate 64 operazioni sospette, 58 compiute durante il periodo Ferrari e le restanti sei sotto l’etichetta Malca-Amit. Gli inquirenti ritengono che i due abbiano proseguito indisturbati il piano anche dopo il cambio di società, utilizzando nomi fittizi e trattando direttamente con i clienti.

I difensori hanno cercato di bloccare il sequestro impugnandolo in Cassazione, sostenendo che mancassero i presupposti giuridici e che le norme sulla confisca fossero state applicate in modo retroattivo. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato la piena legittimità del provvedimento, ritenendo concreto il rischio di dispersione del patrimonio.

Il sequestro colpisce denaro, gioielli, beni immobili e conti correnti, considerati frutto dell’attività illecita. Il giudizio evidenzia anche la capacità organizzativa degli indagati, che avrebbero mantenuto un ruolo cardine nella catena logistica delle spedizioni, senza mai interrompere le attività sospette.

Foto d’archivio

Acerra in lacrime: Mario muore dopo 2 mesi di coma. Il tiktoker aspettava una bimba

Era diventato un volto conosciuto tra i giovani della Campania, grazie ai video virali realizzati con gli amici sotto la Galleria Umberto I di Napoli. Mario D’Inverno, tiktoker originario di Acerra, è morto dopo settimane di coma a seguito di un incidente stradale avvenuto ad aprile. Lavorava in una ditta di fuochi d’artificio, ma la sua vera passione era far sorridere gli altri, come dimostrava ogni giorno sui social.   Il suo profilo TikTok era seguito da migliaia di persone che apprezzavano il suo spirito leggero, la sua allegria contagiosa e il legame forte con il territorio. Mario non si limitava a ballare o scherzare: mostrava anche la sua vita quotidiana, le amicizie vere, l’amore per la sua compagna e la gioia per l’arrivo imminente della loro bambina. Un lieto evento che purtroppo non potrà vivere.   Faceva parte dell’AMDA Squadra Annunziata, gruppo tradizionale di Acerra in cui rivestiva il ruolo di battente. La sua partecipazione era appassionata, sentita, come tutto ciò che faceva. “La tua presenza è stata luce. E continuerà a guidarci”, si legge in un post diffuso dal gruppo.   In queste ore sono tantissimi i messaggi di affetto che stanno arrivando, da chi lo conosceva personalmente e da chi lo aveva solo visto in qualche video ma ne aveva subito colto l’umanità. La sua morte lascia un vuoto non solo nella sua famiglia, ma in un’intera generazione che attraverso TikTok aveva trovato in lui un volto amico.   Un ragazzo semplice, solare, che amava la vita. E che resterà nel cuore di chi lo ha conosciuto, anche solo attraverso uno schermo.

Somma Vesuviana, a proposito di segnali turistici…

Venerdì scorso al Castello d’Alagno, come già sapete, c’è stata la presentazione della bella Guida storico-artistica del Casamale redatta da Domenico e Gaetano Russo. Ai margini della manifestazione è stato presentato anche un progetto innovativo circa l’illustrazione dei monumenti che tra poco dovrebbe vedere l’implementazione almeno per la parte riguardante il Casamale.   Si tratta di un sistema telematico che attraverso il QRCode permette al visitatore di conoscere il monumento cercato. E’ un sistema che sta entrando in diversi contesti e permette la visita da remoto, per esempio, di monumenti, siti, contesti ecc. applicabili a diversi settori della vita dei cittadini. Curatori del progetto sono gli Amici del Casamale e Tramandars insieme a Somma Trekking Contemporaneamente pare che il Comune, a fronte di diverse sollecitazioni dei cittadini e anche nostre, stia per approntare finalmente un necessario sistema di indicazioni stradali e turistiche degno di una città a vocazione turistico-culturale. Cerchiamo di fare qui un momento di chiarezza. E’ indispensabile ed urgentissimo che il Comune provveda a segnalare debitamente, con i necessari percorsi, alcuni siti di grande interesse e di altissima frequentazione. Primo fra tutti Villa Augustea. I numeri di visitatori che lo scavo archeologico ha totalizzato negli anni sono impressionanti, soprattutto se collegati ad un luogo non ancora attrezzato turisticamente. E’ vero: è successo anche senza alcun segnale stradale. Ma gli addetti all’accoglienza conoscono bene i disagi causati ai tanti visitatori forestieri “dispersi” nelle campagne che si son dovuti andare a recuperare al momento. Come è anche vero che buona parte di viaggiatori usa, adesso però, i nuovi mezzi di localizzazione e risolve. Ma anche i segnali rendono attraenti i monumenti. Una parola però va spesa anche per i cartelli segnaletici turistici a fianco gli ingressi dei monumenti. Quelli rossi mattone per intenderci, con i nomi del monumento ed il secolo di costruzione. Servono? Certo! Servono soprattutto per dare dignità all’edificio. L’Italia ne è piena. Solo Somma ne è completamente priva. Eppure ha innumerevoli edifici importanti. Piccola considerazione. Ben venga il sistema del QRCode per i monumenti. Può essere un complemento utile in alcune circostanze. Utile per gli addetti ai lavori per esempio. Pensare invece che con il QRCode si possa sostituire il cartello turistico o addirittura possa sostituire il lavoro di una esperta guida turistica in persona vuol dire che non si conosce il turismo. Noi siamo certi che il successo di Villa Augustea in questi anni  è dovuto sì alla bellezza dell’edificio, al nome dell’Imperatore, alla stampa, a Piero e ad Alberto Angela, ecc. ma è dovuto anche all’entusiasmo e al “racconto” che gli addetti all’accoglienza, i volontari della Pro Loco Somma in primis, hanno messo in campo per accompagnare i visitatori. Vale a dire che di tutto e tutti c’è necessità ma soprattutto occorra la passione di chi prende per mano i visitatori e li fa sognare con i toni, la voce e le parole giuste. Provate a sperimentarlo la mattina di sabato 28 giugno prossimo. Lo scavo è aperto a tutti. Vi aspettiamo.

Somma Vesuviana, nella piazzetta degli Aromi l’evento “la Nostra Terra”

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La nostra terra: l’unica che abbiamo. La nostra Terra è la nuova iniziativa promossa dalla comunità “Laudato Sì”

 

Giovedì 26 giugno, dalle ore 19:30 alle 23:30, nella piazzetta degli Aromi al Casamale, si terrà un’iniziativa di ecologia integrata, organizzata dalla Comunità Laudato Sì di Somma Vesuviana.

La scelta della piazzetta degli Aromi come cornice dell’evento non è casuale: partendo dalla difesa di quel piccolo ecosistema, creato per esaltare i colori e i profumi delle spezie al Casamale, si vuole arrivare a riflettere sull’intero pianeta, oggi più che mai minacciato nella sua esistenza.

Nel corso della manifestazione ci saranno proposte, momenti di confronto su progetti, iniziative di promozione popolare e degustazioni. Interverranno autorità pubbliche, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini, che illustreranno le proprie idee e dialogheranno con i presenti.

Il tutto si svolgerà in una zona particolarmente fresca e ventilata, grazie alla sua posizione esposta all’aria che scende dalla montagna, rendendo l’atmosfera ancora più piacevole.

Truffe pluriaggravate agli anziani, arrestate 13 persone tra Napoli e provincia

Tredici persone, ritenute appartenenti a una banda specializzata in truffe agli anziani, sono state arrestate tra Napoli e provincia, dai carabinieri dei comandi provinciali di Genova e del capoluogo campano. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Genova su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Genova San Martino. Il sodalizio criminale era capeggiato da una coppia, Alessandro D’Errico e Antonietta Mascitelli, con precedenti di polizia. C’era una componente logistica che si occupava di fornire veicoli e telefoni cellulari nonché di mettere a disposizione dei locali (utilizzati come veri e propri call center) per l’organizzazione; i “telefonisti” si occupavano di individuare e contattare le vittime, coordinando i complici presenti nei pressi dell’abitazione degli anziani; una componente “operativa” si recava nell’abitazione della vittima per farsi consegnare denaro o monili in oro. Sono stati contestati agli indagati complessivamente 43 episodi di truffe pluriaggravate, di cui 28 consumate e 15 tentate, sull’intero territorio nazionale nel periodo settembre 2023 – marzo 2024, per un profitto illecito complessivo superiore a 330mila euro. Nel corso dell’indagine c’erano già stati due arresti e una denuncia, ed erano state sventate due truffe recuperando un bottino di circa 10mila euro.

San Giuseppe Vesuviano celebra Enzo Bonagura con un concorso canoro

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Si è svolta presso la sala parrocchiale di Piazza Risorgimento a San Giuseppe Vesuviano la conferenza stampa di presentazione della prima edizione del concorso canoro dedicato a Enzo Bonagura, figura emblematica della tradizione musicale partenopea. L’evento, molto partecipato, è stato promosso dalla Parrocchia di San Giuseppe Vesuviano, in collaborazione con la Proloco San Giuseppe Vesuviano APS e con il contributo della Regione Campania.     La prima edizione del concorso intitolato a Enzo Bonagura non è solo una celebrazione della sua memoria, ma anche un ponte tra passato e futuro, tra la tradizione musicale e la creatività delle nuove generazioni. A moderare con grande professionalità l’incontro è stato il dottor Antonio Agostino Ambrosio, presidente della Proloco San Giuseppe Vesuviano APS, che ha guidato gli interventi degli ospiti istituzionali e artistici presenti. Tra questi, padre Rosario Avino, parroco della comunità, l’on. Francesco Iovino, consigliere della Regione Campania, il maestro Fiorella Boccucci, direttore artistico della kermesse, il maestro Angelo Caldarelli, direttore musicale, il regista Jean Luc Servino e il giornalista Gennaro Ambrosio, direttore di Tribuna Vesuviana. La finalissima del concorso si terrà sabato 6 settembre 2025, alle ore 20.30, in Piazza Garibaldi a San Giuseppe Vesuviano. Un evento attesissimo che vedrà 15 cantanti finalisti, appositamente selezionati, esibirsi con alcune tra le più belle melodie napoletane d’epoca, come previsto dal regolamento. Un viaggio musicale nel tempo, che punta a valorizzare non solo il repertorio classico napoletano, ma anche nuovi talenti, offrendo loro una concreta possibilità di crescita artistica e visibilità pubblica. A suggellare il prestigio dell’iniziativa, la diretta in Mondovisione streaming curata da Radio Punto Nuovo, che permetterà al pubblico da ogni parte del mondo di assistere all’evento e immergersi nell’atmosfera senza tempo della musica napoletana. Il concorso nasce per rendere omaggio a Enzo Bonagura, poeta e compositore nato proprio a San Giuseppe Vesuviano il 13 aprile 1900, e scomparso a Nemi (Roma) il 17 marzo 1980. Delle sue origini amava ricordare con orgoglio: «Nacqui alle falde del Vesuvio sul cominciar del secolo in una casa dai balconi pieni di gerani. Era scavata nell’arsa roccia la strada che conduceva al mare di Napoli». Definito poeta melico per la profondità emotiva dei suoi versi, Bonagura seppe coniugare lirismo e musica in modo unico, raccontando sofferenze, amori e struggimenti umani con una sensibilità rara. Fu autore di circa mille canzoni, tutte pubblicate e molte delle quali musicate da grandi maestri come Cioffi, Anepeta, Buonavolontà, Benedetto, Falvo e Ruccione. Tra le sue composizioni più celebri, diventate veri e propri simboli della musica napoletana nel mondo, ricordiamo: Maruzzella, Cerasella, Scalinatella, Surriento d’e’ nnamurate e
 

XXX Edizione del Premio Cimitile: cultura, impegno civile e memoria

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Si è conclusa ieri sera, nel meraviglioso scenario offerto dalla bellezza naturale delle Basiliche Paleocristiane, la trentesima edizione del Premio Cimitile, tra le manifestazioni culturali più longeve e significative del panorama meridionale. Una serata piena, condotta con garbo, ritmo e simpatia, da Veronica Maya e Beppe Convertini, che è riuscita ad unire letteratura, saggistica, giornalismo e arte nel segno della luce, tematica scelta come simbolo per questo anno. Una metafora di rinascita e di futuro, che ha visto la presenza di un parterre di eccellenze nell’ultima serata dedicata alle premiazioni, in luogo magico che unisce passato e presente come le Basiliche Paleocristiane di Cimitile. Felice Napolitano, Presidente della Fondazione Premio Cimitile che organizza ogni anno questo evento, ha fatto gli onori di casa aprendo la serata per un saluto e ricordando il giornalista Ermanno Corsi, storica presenza di questa immensa manifestazione di cui era anche Presidente del Comitato Scientifico, purtroppo scomparso proprio nella giornata di ieri. Alla serata erano presenti anche la sindaca di Cimitile, l’Avv. Filomena Balletta e diversi rappresentanti della Regione Campania e della città metropolitana di Napoli. Emozionante la consegna del Premio Speciale al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Salvatore Luongo, per l’impegno nella promozione della legalità e del servizio pubblico. I vincitori Le opere premiate si sono distinte tra le altre per qualità, contenuto e capacità di visione temporale di presente, passato e futuro. Per la Narrativa Inedita il riconoscimento è andato a Mario Antobenedetto con “La parte interna dei pensieri“; la Narrativa Edita ha visto, invece, il trionfo di Francesco Sole e il suo libro “L’uomo che voleva capire l’amore“. Il premio per il Saggio d’Attualità è stato consegnato a Barbara Gallavotti per “Il futuro è già qui. Cosa può fare davvero l’intelligenza artificiale“, mentre quello alla Saggistica Storica a Giulio Napolitano con “Il mondo sulle spalle. Una storia familiare e politica“, con un ricordo speciale del papà Giorgio. Il premio Archeologia e Patrimonio è stato consegnato a Silvia Lusuardi Siena, Filippo Airoldi ed Elena Spalla per “Milano Piazza Duomo prima del Duomo“, ed infine il Premio giornalistico “Antonio Ravel” è andato a Gianluigi Nuzzi, per il suo impegno nell’informazione d’inchiesta con visione oggettiva e priva di giudizio. Tanti gli ospiti presenti sul palco, tra cui Morgan, i Neri per Caso,  Pierdavide Carone, Monica Sarnelli, Sergio Muniz che hanno allietato gli spettatori con le loro esibizioni di canzoni inedite e tributi, tra cui quello speciale a Pino Daniele e Lucio Dalla, accompagnando letteratura, cultura e musica. La cerimonia sarà trasmessa in seconda serata su Rai 2, il prossimo 24 giugno, portando nelle case di tutta Italia lo spirito di un premio che, dopo trent’anni, continua a rinnovarsi nel tempo, raggiungendo persone di tutte le età, nel segno della bellezza, della parola e della cultura.