Pomigliano D’Arco, cartelle esattoriali: il consiglio comunale approva l’adesione alla “rottamazione-quinquies”
Escono in 4 sulla Smart, due bambini nascosti nel portabagagli
Nell’ambito dei controlli sulla sicurezza stradale e sul corretto trasporto dei minori, la Polizia Locale di Arzano ha fermato una Smart a due posti con a bordo tre bambini.
Una neonata di quattro mesi era sistemata nell’apposito seggiolino sul sedile anteriore. Altri due minori, di età compresa tra i tre e i sette anni, sono stati invece trovati stipati nel ristretto vano portabagagli dell’autovettura, spazio del tutto inidoneo al trasporto di persone e privo di qualsiasi sistema di protezione e ritenuta.
La condotta accertata esponeva i minori a un rischio concreto e gravissimo, in particolare in caso di urto o tamponamento. Gli agenti hanno proceduto alle contestazioni previste dal Codice della strada e hanno trasmesso una segnalazione all’Autorità competente, affinché siano valutati gli ulteriori profili di responsabilità connessi al pericolo al quale i bambini sono stati esposti.
«È una condotta che va stigmatizzata con assoluta fermezza – dichiara il Comandante della Polizia Locale di Arzano, Colonnello Luigi Maiello –. Anche i gravissimi episodi verificatisi negli anni scorsi nei comuni vicini, nei quali ha perso la vita una minore a bordo di una Smart ed è rimasta ferita un’altra minore trasportata nel vano posteriore, non sembrano purtroppo avere prodotto sufficiente consapevolezza. Di fronte a comportamenti così incoscienti, la sensibilizzazione resta necessaria, ma non può bastare: servono controlli costanti e un’effettiva azione repressiva, perché la tutela della vita dei bambini non può essere affidata alla superficialità di chi li trasporta».
La Polizia Locale di Arzano proseguirà i servizi mirati al rispetto delle norme sulla sicurezza stradale, con particolare attenzione al trasporto dei minori.
Anthropic annuncia il ritorno globale di Claude Fable 5
Somma Vesuviana, al via la III edizione del “Casamale Summer Fest”
Pollena Trocchia, il 5 luglio torna “Natura in festa tra musica e sapori”
Riceviamo dal Comune di Pollena Trocchia e pubblichiamo
La quarta edizione dell’iniziativa ospitata come sempre ai Conetti Vulcanici del Carcavone
Torna “Natura in festa tra musica e sapori”, domenica 5 luglio l’appuntamento con la quarta edizione della fortunata manifestazione organizzata dall’Amministrazione comunale di Pollena Trocchia nella incantevole cornice dei Conetti Vulcanici del Carcavone, sapientemente illuminata per l’occasione.
La formula sarà quella di sempre, così come gli obiettivi: la valorizzazione delle locali bellezze naturalistiche e la promozione delle produzioni agricole tipiche del territorio in una formula nuova e attrattiva per residenti, turisti e visitatori grazie alle diverse attività correlate all’iniziativa, anche quest’anno realizzata con il contributo della Città Metropolitana di Napoli.
Si comincia alle ore 18:30 con un’escursione guidata dal geologo Paolo Beneduce alle peculiari piccole strutture vulcaniche di forma conica che danno il nome all’area. Alle 19:30 l’apertura degli stand per assaporare le bontà di Pollena Trocchia grazie alle aziende partecipanti: Tenuta Manna, Panificio Di Sarno, Basile Vini, MonteSommaVesuvio, Oleificio Punzo. Alle ore 21, infine, dopo i saluti istituzionali, spazio alla musica con il concerto dal vivo. Per tutta la durata della manifestazione sarà attiva anche un’area food.
«Come da tradizione accogliamo la bella stagione appena iniziata con “Natura in festa”, una serata magica, che saprà regalare ottima musica, spensieratezza e bontà da assaporare. Una formula finora di successo, che riproponiamo ancora una volta per valorizzare le bellezze del nostro territorio, sostenere le sue produzioni tipiche e incoraggiare la socialità e la condivisione» ha spiegato il vicesindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto, delegato tra l’altro a valorizzazione del territorio, eventi ed attività produttive, che ha voluto ringraziare anche Protezione Civile e Croce Rossa locali per il supporto fornito per l’iniziativa.
«Buono da mangiare e da bere, bello da vedere e da ascoltare. È semplice ma incisivo il riassunto di “Natura in festa”, un evento che sempre più si sta imponendo tra gli appuntamenti più attesi dell’estate all’ombra del Vesuvio, per la sua formula collaudata e la sua piacevolezza, dietro le quali c’è il costante lavoro di questa Amministrazione comunale per la valorizzazione del territorio e dello sviluppo del suo potenziale» ha concluso Carlo Esposito, sindaco di Pollena Trocchia.
Somma Vesuviana, Michele De Cicco è il nuovo tecnico di ASD Somma Running
L’ASD Somma Running è lieta di annunciare l’ingresso nello staff tecnico di Michele De Cicco, tecnico federale FIDAL – Kinesislab Athletics di Pomigliano D’Arco, che collaborerà con la nostra società a supporto degli atleti durante il periodo estivo e nel corso della prossima stagione podistica. L’arrivo di Michele De Cicco rappresenta un importante valore aggiunto per il progetto sportivo della Somma Running, da sempre impegnata nella promozione della corsa e nella crescita tecnica dei propri tesserati.
Grazie alla sua esperienza e alle sue competenze nel campo dell’allenamento e della preparazione atletica, De Cicco affiancherà gli atleti nella programmazione e nella gestione degli allenamenti, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi individuali e collettivi. La collaborazione prenderà avvio all’inizio di luglio, con particolare attenzione alla preparazione estiva, fase fondamentale per costruire le basi della stagione agonistica 2026-2027. Il supporto tecnico sarà rivolto agli atleti della società impegnati nelle diverse discipline del running, con percorsi di allenamento strutturati e personalizzati in base alle caratteristiche e alle esigenze di ciascuno.
«Siamo particolarmente soddisfatti di accogliere Michele De Cicco nella famiglia Somma Running – dichiara la società –. La sua presenza contribuirà a rafforzare il nostro percorso di crescita tecnica e sportiva, offrendo agli atleti un supporto qualificato e professionale. Siamo certi che questa collaborazione porterà benefici importanti sia sotto il profilo dei risultati sia sotto quello della formazione sportiva».
L’ASD Somma Running rivolge a Michele De Cicco il più caloroso benvenuto e gli augura buon lavoro per questa nuova esperienza, nella convinzione che insieme si possano raggiungere traguardi sempre più ambiziosi
Storie dalle Città Invisibili”, gli Erbari di Rosa Luxemburg
“Due neri”, un capolavoro di Rembrandt, “letto” da una grande scrittrice, Marguerite Yourcenar.
Il quadro (olio su tela, cm. 64,5 x 77,8), eseguito da Rembrandt nel 1661, è conservato nel Mauritshuis, all’Aia. Nel 1661 il pittore (1606 -1669), uno dei più grandi della storia della pittura, usciva lentamente da un tormentato momento della sua esistenza, e si consolava notando che le sue opere incominciavano a suscitare l’attenzione degli enti, dei mercanti, dei collezionisti. La Yourcenar (1903-1987) non ha bisogno di presentazione: il suo capolavoro, “Memorie di Adriano”, è uno dei romanzi più letti. La sua lettura del quadro di Rembrandt è stata pubblicata da “Art e Dossier” (n. 65 del febbraio 1992).
In un Paese come l’Olanda che nella seconda metà del ‘600 controllava ancora il mercato degli schiavi Rembrandt incontrò molti neri simili a quelli raffigurati, “magri, emaciati”, i cui occhi “sporgenti e incavati, dalle palpebre arrossate, sono quelli di uomini che hanno conosciuto la febbre e le percosse, comunque l’intollerabile.”. Nota la Yourcenar che “in ciascuno dei due si intuisce l’immanenza di un destino personale, di una sorte che è loro e che potrebbe essere di noi tutti (avremmo potuto nascere neri, avremmo potuto e possiamo ancora diventare prigionieri); ma ogni esperienza l’hanno vissuta con nativa dignità, con coraggio, e anche con la loro dolcezza. Hanno avuto paura: lo mostra soprattutto lo schiavo di sinistra, forse il meno intelligente, o il più avvilito. Le grosse labbra hanno di certo conosciuto il bavaglio, e le spalle la frusta. L’uomo di sinistra, che si direbbe il più robusto dei due, sembra appoggiarsi al compagno, e la sua esistenza dipendere da lui. L’altro, che sta molto dritto, così nobile nella sua forza consunta, ha la regale indifferenza delle razze fiere. Niente di ciò che egli è stato gli impedisce di essere quello che è.”.
Il Rembrandt della maturità lascia che la superficie conservi la memoria dello sguardo. Gli abiti sono trascinati e sfumati, attraversati da pieghe che catturano la luce reale e sembrano tessuti vivi. I riflessi metallici sul petto della figura a destra – forse una fibbia o un elemento di un’armatura – sono realizzati con pennellate rapide e decise su sfondi più scuri, una scorciatoia che risulta autentica perché sicura di sé. Nei volti la pittura è più varia: sottili veli unificano le superfici; piccoli tocchi decisi definiscono la ruga sulla guancia o il riflesso sulle labbra. I capelli di entrambe le figure sono trattati con tratto diverso – tratti più stretti e corti per i riccioli della figura a sinistra; un alone più morbido per quella a destra – un altro modo in cui Rembrandt individua i soggetti senza fronzoli. Quanto sia intensa la partecipazione del pittore alla storia drammatica dei due è dimostrato dalla struttura del dipinto, una struttura a sequenza, che conferisce la stessa importanza a entrambi i personaggi: con la solita sapienza Rembrandt guida la nostra percezione verso l’obiettivo che egli si è prefissato: le teste e gli sguardi dei due sono i protagonisti del dipinto e non ci sono altri elementi che possano distrarre la nostra attenzione L’armonia dei colori è sobria e calda.
Terra d’ombra, terra di Siena naturale e verde oliva leggero sono usati per gli abiti e per lo sfondo; ocra mielata e rossi smorzati costituiscono il tessuto della carne; un oro pallido e polveroso solleva il drappeggio della spalla del soggetto a destra. Il lato sinistro della composizione è più freddo, tendente al verde scuro; il lato destro è caratterizzato dalla presenza di toni caldi, che accendono a tratti anche la luce. Questi lampi di luce “esprimono” il significato profondo della scena, e per sottolinearne l’importanza Rembrandt ha usato una limitata gamma cromatica. Un grigio più freddo si posa sull’orbita oculare del soggetto a sinistra, indurendo il suo stato d’animo; ocra più calde si evidenziano sulla guancia del soggetto a destra. Questi cambiamenti non sono decorativi, ma strutturali: ci spiegano le intenzioni dell’artista e le ragioni delle sue scelte. La tecnica di Rembrandt è veramente straordinaria. Anche la tela di questo quadro venne coperta con un velo di colla animale, per evitare che il tessuto assorbisse e indebolisse l’imprimitura, fatta mescolando ocra e resina: una imprimitura “inventata” da Tiziano che non usò mai l’imprimitura bianca degli altri pittori: a lui e a Rembrandt piaceva lavorare passando dall’ombra alla luce.
Anticipando di secoli la tecnica degli impressionisti, il Maestro olandese creò le lumeggiature con intensi tocchi di un pennello a punta dura e sottile e, soprattutto, fu il primo a usare pennellate che si incurvavano e si drizzavano a seconda delle forme degli oggetti e dei corpi. E per questo egli usava un gran numero di pennelli, la cui punte variavano per densità e per spessore. Ma della tecnica dei grandi pittori parleremo a lungo.
