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Il Mediano è con Monica: il coraggio non è vittimismo
Ci sono momenti nella vita in cui il silenzio diventa complicità. Questo è uno di quei momenti.
Come redazione de Il Mediano sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente la nostra vicinanza e solidarietà a Monica Cito, collega e donna che da anni combatte con una malattia difficile e dolorosa, e che oggi si trova a dover affrontare non soltanto le angosce della situazione, ma anche gli attacchi meschini provenienti da Brusciano, da chi vorrebbe trasformare il suo dolore in un’arma politica.
È inaccettabile. Non solo perché offende una persona che sta lottando con coraggio, ma perché ferisce l’intera comunità. “Il dolore condiviso diventa più leggero”, scriveva Goethe: Monica ha scelto di raccontare la propria battaglia non per esibizione, ma per donare a chi legge una speranza, un esempio, una testimonianza di verità.
Definire “vittimismo” la sua scelta è non soltanto ingiusto, ma disumano. È segno di una politica che smarrisce il senso più autentico dell’impegno pubblico: l’umanità. “Non si governa una città senza cuore” – lo dimostrano queste parole che pesano più di mille programmi elettorali.
Monica non chiede pietà. Chiede rispetto. E noi siamo con lei e con tutte le persone che trovano forza nei suoi scritti. Raccontare la malattia non è mai un atto di debolezza: è semmai un atto di straordinario coraggio.
A chi l’ha insultata, resta soltanto la miseria delle proprie parole. Alla comunità civile resta invece un esempio luminoso: quello di una donna che continua a lottare, che non rinuncia alla verità, che trasforma la sofferenza in un messaggio d’amore.
E a Monica vogliamo dire: “Continua a scrivere. Non smettere mai. La tua voce è un bene per tutti noi”.
Notte di paura a Casoria, pizzeria danneggiata da una forte esplosione
Momenti di tensione si sono vissuti nel cuore di Casoria durante la notte. Intorno alle 2:45, un’esplosione ha rotto la quiete, svegliando decine di cittadini. In tanti, impauriti, hanno aperto le finestre e si sono riversati sui balconi per cercare di capire l’origine di quel fragore, accompagnato da fumo scuro e dal rumore sordo dei vetri andati in frantumi.
L’episodio si è verificato in via Principe di Piemonte, davanti a una nota pizzeria della zona. Secondo le prime ricostruzioni, a provocare il boato sarebbe stato un grosso petardo fatto esplodere davanti alla vetrina del locale. L’onda d’urto ha mandato in frantumi i vetri della facciata e ha danneggiato parte dell’ingresso, lasciando i segni evidenti dell’accaduto.
Subito dopo l’esplosione sono giunti sul posto i carabinieri della tenenza di Arzano, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le indagini. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando eventuali immagini di videosorveglianza per ricostruire con precisione cosa sia successo e chi possa aver piazzato l’ordigno.
Per fortuna, non si registrano feriti. Al momento dello scoppio la strada era praticamente deserta e nessun passante è rimasto coinvolto. La paura, però, è stata tanta, con i residenti che hanno raccontato di aver temuto il peggio.
Restano aperte tutte le ipotesi sulla matrice: gli inquirenti non escludono che possa trattarsi di un atto intimidatorio o di un gesto dimostrativo. La comunità locale, turbata da quanto accaduto, attende ora risposte rapide dalle autorità.
Foto di repertorio
Incidente sull’Asse Mediano, muore a 26 anni: era agente della Polizia Penitenziaria
Un’altra tragedia della strada ha colpito la Campania nel giorno di Ferragosto. A perdere la vita è stato Giuseppe Di Micco, 26 anni, nativo di Acerra e originario di Afragola, rimasto vittima di un grave incidente lungo l’Asse Mediano.
Secondo una prima ricostruzione, il giovane avrebbe perso il controllo della sua auto, finendo contro il guardrail. L’impatto è stato violentissimo. Subito soccorso, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale del Mare di Napoli, dove i medici hanno fatto di tutto per salvarlo. Purtroppo, le ferite riportate non gli hanno lasciato scampo e il 26enne è deceduto in tarda serata.
La vittima non era un ragazzo qualunque: Giuseppe prestava servizio come agente della Polizia Penitenziaria e lavorava in un istituto carcerario della provincia di Firenze. Una carriera intrapresa con serietà e impegno, che lo aveva portato lontano dalla sua terra, pur restando legatissimo alle proprie origini.
La notizia della sua scomparsa ha scosso profondamente sia la comunità di Acerra che quella di Afragola, dove era molto conosciuto e stimato. In poche ore i messaggi di cordoglio hanno invaso i social, testimonianza dell’affetto e della vicinanza di amici, colleghi e semplici conoscenti. In tanti lo ricordano come un giovane solare, sempre pronto ad aiutare gli altri, con un futuro ancora tutto da scrivere.
I carabinieri stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente, mentre la salma è stata restituita ai familiari per l’ultimo saluto. Le esequie si preannunciano molto partecipate, con la presenza di parenti, amici e colleghi che vorranno stringersi intorno alla famiglia in questo momento di dolore.
Un destino crudele ha spezzato troppo presto la vita di Giuseppe Di Micco, lasciando un vuoto enorme nella sua comunità e tra chi lo aveva conosciuto.
Fermato dopo inseguimento a Volla: era su uno scooter rubato
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Pomigliano, sequestro di atti al comando vigili. Spettro indagine
POMIGLIANO D’ARCO – Avviso di garanzia e sequestro di atti: indagini nel settore edilizio
Settimana tutt’altro che tranquilla, quella di ieri, per il comando della polizia locale di Pomigliano d’Arco. In pieno periodo di Ferragosto, negli uffici è stato notificato a un appartenente al corpo un provvedimento della Procura di Nola che prevede sia il sequestro di documenti sia un avviso di garanzia.
Secondo quanto trapelato, l’ipotesi di reato contestata è di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, fattispecie che, se confermata, può comportare pene fino a sei anni di reclusione. L’inchiesta si inserirebbe in un filone investigativo legato al comparto edilizio e riguarda presunte irregolarità nella gestione e formazione di atti ufficiali.
L’atto giudiziario comporta conseguenze immediate per il dipendente coinvolto, che potrebbe essere sospeso cautelativamente dal servizio e dovrà fornire, tramite il proprio legale, chiarimenti sulla vicenda. Parallelamente, l’amministrazione comunale sarà chiamata a valutare eventuali misure disciplinari interne.
Il caso rivelato da Il Roma, richiama, per alcuni aspetti, procedimenti già emersi in altre aree del Paese, dove sono state accertate manomissioni di documenti e anomalie amministrative in ambito urbanistico. Qualora le ipotesi accusatorie fossero confermate, si tratterebbe di un episodio grave, capace di incidere sulla credibilità dell’ente locale e di generare un’ulteriore stretta sui controlli interni.
Per il momento, l’inchiesta è ancora in corso e non sono stati diffusi ulteriori dettagli ufficiali. Resta alta l’attenzione delle autorità giudiziarie e dell’opinione pubblica sullo sviluppo della vicenda.

