“I costumi delle donne” di Sarno: un altro preziosissimo “dono” di Gaetana Mazza

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Il titolo dell’opera, in tre tomi, è in latino, “Mores mulierum”, perché il latino serve a farci capire subito che certi problemi e certi valori connessi ai “costumi delle donne” fanno parte della storia di ogni tempo e di ogni luogo. Lascio la parola all’ autrice: dalle sue accurate ricerche “è emerso che le donne sarnesi, pur agendo in uno stato di subordinazione” “dall’età moderna agli inizi del XX secolo” “hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo economico della città…Nella famiglia la donna interagiva con l’uomo, sostenendolo nelle scelte o opponendosi anche a rischio della vita.”. Correda l’articolo l’immagine del quadro di F. Palizzi “Le lavandaie del fiume Sarno”.   Il quadro di Palizzi si può leggere come metafora del ruolo che le donne hanno svolto e svolgono nel sistema sociale: “lavano” le impurità, svelano il potere miracoloso dell’acqua, contribuiscono a rinnovare la luce e la limpidezza dei colori del mondo. Gaetana Mazza, prima di questo libro, ci ha già “donato”, tra le altre sue opere, “Femminilità” (1987), “Streghe, guaritori e istigatori” (2009), “I processi inquisitoriali nella diocesi di Sarno” (2013), “E io che lasciai l’ago e il fuso” (2024). E dunque ha il diritto di occupare un posto importante nell’elenco, pubblicato nel libro, delle studiose e degli studiosi che hanno concentrato ricerche e pubblicazioni sul tema delle “Donne nella storia”. E anche il catalogo delle fonti consultate spiega perché a Gaetana Mazza tocca, in quell’elenco, un posto di rilievo: accanto alle “fonti edite” e alla lunga lista dei “riferimenti bibliografici” c’è la nota ampia delle “fonti inedite”: i documenti dell’Archivio Diocesano di Sarno, dell’Archivio Storico del Comune di Sarno, dell’Archivio di Stato di Salerno. Non c’è aspetto della storia delle donne di Sarno che Gaetana Mazza abbia trascurato: mi limito a indicarne alcuni: le donne e i briganti; I maritaggi; le balie e i proietti; “pericolate e pericolanti”; pazze; i costumi; mestieri e ordine pubblico: attraverso la storia, drammatica, infelice, coraggiosa, di singole donne viene ricostruita, nella sua interezza e in tutti i suoi aspetti, la storia sociale di tre secoli di un “mondo” complesso. A rendere affascinante questo libro contribuisce, in misura notevole, la potenza evocatrice della prosa e dello stile della scrittrice, che, con un verbo, con un aggettivo, “disegna” figure a tal punto vive che pare al lettore di vederle e di sentirne la voce. Anche per questa ragione ho deciso di corredare l’articolo con l’immagine del quadro di Palizzi: e un notevole contributo alla qualità dei “disegni” della scrittrice viene, spesso, dal testo dei documenti. Nel 1776 il sacerdote Don Giuseppe Pagano viene accusato di aver ferito Felicia Lanzaro, di Poggiomarino, che con il suo feritore “intratteneva illeciti rapporti”. In una deposizione del 1777 il sacerdote dice che la donna, essendo già a 22 anni “una donna tracchiosa e fistolosa”, non aveva trovato marito e perciò si era “posta a fare la ruffiana”. Non è necessario ricordare che in lingua napoletana la “tracchia” è “la cicatrice che compare sul collo degli scrofolosi “ (F. D’Ascoli) e la “fistola” è una piaga purulenta: la bruttezza della donna- una bruttezza del corpo che, secondo il sacerdote, diventava cattiveria – è espressa e sottolineata dal suono stesso dei due aggettivi, dall’urto della rumorosa rima in “-osa”. Mi piace citare, dal capitolo le donne “in fuga dall’inferno”, la storia di Raffaella Boccia, che fugge “dalla casa coniugale per sottrarsi ai continui maltrattamenti del marito”, porta con sé “il figlioletto Aniello”, ma non avendo i mezzi per tenerlo con sé, lo affida alla “Santa Casa dell’Annunziata”. Il bambino viene dato in affidamento a una signora, e Raffaella, che desidera vedere ogni tanto suo figlio, nel marzo del 1872 chiede al Sindaco di Sarno, attraverso il comando dei Carabinieri di Capodimonte, i certificati di matrimonio e di nascita del figlio, “affinché, riconosciuta come madre, possa presentarsi come tale alla signora affidataria”. Anche il marito è in cerca del figlio, e già l’anno prima ha accusato la moglie di essere fuggita di casa per “esercitare il meretricio”, ma il Questore di Napoli ha comunicato al Sindaco della città che questa signora non si sa dove si trovi, e che non risulta “iscritta fra le meretrici”. Dopo 14 anni dalla fuga, la donna torna a casa dal marito e gli dice che il figlio “si trova a Salerno ed è qui che l’uomo si reca, per riprenderselo, dopo aver fatto domanda al Prefetto”. Ma il 6 marzo del 1881 il Sindaco di Sarno trasmette al Questore di Napoli la comunicazione che gli ha inviato, per lettera, il marito della signora. Raffaela Boccia, approfittando dell’assenza del marito, partito per Salerno, “si appropriava di tutti gli effetti mobili esistenti nella stanza”, li vendeva “a una certa Antonia Pappacena, la quale abita alla Masseria della Corte”, e fuggiva di nuovo. Questa volta per sempre. Si disse che abitava a Napoli, in via Sant’Eligio, in casa di “una certa Filomena Amitrano”, ma il 31 maggio 1882 il Questore di Napoli comunicò al Sindaco di Sarno che il 4 maggio “l’una e l’altra donna… sloggiarono dal sito indicato, senza lasciare traccia della presa direzione”: sloggiarono, scrisse proprio così, il questore. E la storia, che si legge come un romanzo, finisce qui. Grazie, Donna Gaetana Mazza.    

Marigliano, evento conclusivo di “Lezioni d’Acqua” per la valorizzazione delle acque regionali

Riceviamo e pubblichiamo

Completato mercoledì 29 ottobre il lungo percorso dedicato alla valorizzazione delle acque della nostra regione.

 

La risorsa idrica in Campania come bene fondamentale per la vita e l’equilibrio ambientale non solo della regione, ma di tutto il pianeta Terra.

Consapevoli che questa idea può diffondersi e fruttificare solo attraverso un’educazione permanente alla conoscenza e alla tutela dell’acqua, Terre di Campania APS, in linea con l’impegno che porta avanti da oltre cinque anni, ha progettato e realizzato, con il finanziamento della Regione Campania, Lezioni d’Acqua, un itinerario educativo e formativo concretizzato in partenariato con Associazione Terzo Millennio ONLUS, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Marigliano e con l’ISS Manlio Rossi Doria di Marigliano, da anni sentinella di educazione ambientale sul territorio cittadino. 

Dopo un intero anno solare dedicato alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle risorse idriche della Campania, dai corsi d’acqua ai bacini acquiferi, dalle fontane monumentali alle pratiche agricole e ai prodotti alimentari che beneficiano della disponibilità d’acqua, Lezioni d’Acqua ha celebrato l’incontro finale mercoledì 29 ottobre, nell’Aula Magma dell’ISS Rossi Doria, i cui studenti sono stati parte attiva nella realizzazione del Progetto. 

Dopo i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Angela Buglione, sempre attenta a cogliere le opportunità educative e formative in linea con la mission dell’Istituto, il Sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino, che ha partecipato all’evento con l’assessore alle Politiche sociali, educative e giovanili Luigi Amato, ha dichiarato: «Si tratta di un progetto molto positivo, in quanto trasmette alle giovani generazioni la consapevolezza che le risorse naturali, come l’acqua, non sono risorse inesauribili, e vanno quindi preservate, conservate e gestite correttamente».  Un concetto rafforzato dall’assessore Amato, che vede nella “comunità educante” lo strumento indispensabile per la formazione di cittadini attivi e responsabili.

Le studentesse e gli studenti delle classi terze e quarte degli indirizzi di Agraria, Amministrazione Finanza e Marketing, Turismo ed Eno-gastronomia, che sono stati impegnati in diverse attività e laboratori tematici dedicati a “Acqua e Agricoltura”, “Acqua e Cibo”, “Acqua e territorio” e “Acqua e buone pratiche quotidiane” producendo svariati lavori e output progettuali, hanno presentato i risultati del progetto mostrando di aver acquisito le competenze previste e la capacità di utilizzare gli strumenti informatici e multimediali per disseminare con creatività le buone pratiche apprese. Video, interviste, TG Acqua, e persino un questionario da svolgere per valutare la partecipazione al progetto, hanno mostrato al folto pubblico in sala che è davvero possibile imparare facendo.

Giuseppe Ottaiano e Simone Ottaiano, tutor del progetto, hanno illustrato l’esperienza dal punto di vista di chi da anni si occupa dell’argomento, sottolineando come sia indispensabile coinvolgere i giovani studenti perché diventino sentinelle e testimoni di un’educazione ambientale che appare l’unica possibilità di rallentare e forse invertire, almeno in parte, il processo di sfruttamento intensivo dell’Ambiente che sta davvero preoccupando. Gli incontri con esperti e momenti di formazione dedicati ai volontari che hanno preso parte al progetto, realizzati grazie alla partecipazione degli esperti di Gori, partner di progetto, hanno costituito il cuore di un’iniziativa che si colloca fra quelle destinate a formare una coscienza civica responsabile rispetto alla salvaguardia ambientale. 

«Oggi siamo qui per la fase conclusiva di un progetto, Lezioni d’acqua, che Gori ha voluto sposare perché si inserisce perfettamente in quella che è la sua missione di sensibilizzazione verso le nuove generazioni. Ma “sensibilizzare” per Gori non significa solo comunicare e informare: il nostro impegno è quello di coinvolgere studenti e studentesse attraverso la loro partecipazione attiva, affinché possano diventare ambasciatori di una sostenibilità che non è solo acqua, ma soprattutto cultura ambientale e sociale.» ha dichiarato Mara De Donato, responsabile Comunicazione di Gori, che ha aperto le porte dei propri impianti e del laboratorio deputato all’analisi delle acque.

A conclusione dell’evento, la degustazione di un menù a base di prodotti super-idratanti, presentato e realizzato dagli studenti dell’indirizzo enogastronomico, per ricordarci che anche un’alimentazione responsabile contribuisce a ridurre lo spreco d’acqua. Per saperne di più www.lezionidacqua.it

 

“ASSOCIAZIONE TERRE DI CAMPANIA APS”

Via Romani, 3 – 80048 Sant’Anastasia (Na) – www.terredicampania.it

C.F. 92041970630 – P.IVA 07542261214 – infoline 389 2507652 – e-mail: segreteria@terredicampania.it

Polizia metropolitana, sgominata banda specializzata nel traffico illegale di cardellini

Sgominata banda specializzata nel traffico illegale di cardellini. 7 persone raggiunte da misure cautelari, di cui una in carcere. Nei confronti di quello che è considerato dagli inquirenti il capo e promotore dell’associazione è stata disposta la custodia in carcere; un altro indagato è stato posto ai domiciliari, per altri quattro è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza (per tre cumulata con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria). Infine il settimo indagato ha ricevuto il divieto di dimora a Poggiomarino.
L’operazione della Polizia Metropolitana di Napoli, con il supporto della LIPU, ha smantellato un’organizzazione criminale che catturava e commercializzava illegalmente cardellini e altre specie protette.
I numeri dell’operazione:
• Oltre 40 perquisizioni tra Napoli, Salerno, Caserta e Avellino
• Più di 80 capi di imputazione
• Prezzi da 100 a 8.000€ per esemplare
Gli uccelli venivano catturati con reti illegali, rinchiusi in gabbie anguste e sottoposti a pratiche crudeli per migliorarne il canto. Un traffico che ha causato sofferenze a decine di animali protetti.
I reati contestati: furto ai danni del patrimonio dello Stato, ricettazione, maltrattamento di animali e commercio illegale di fauna selvatica.   Un duro colpo al bracconaggio in Campania.
(FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Pollena Trocchia, carabinieri a scuola trovano hashish e coltello

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A Pollena Torcchia i carabinieri della Tenenza hanno effettuato un servizio a largo raggio controllando le aree comuni dell’istituto scolastico Ipsar Tognazzi di viale Italia nel parco Europa. Prezioso il contributo offerto dal nucleo cinofili dell’Arma. Focus dei controlli, effettuati poco prima che suonasse la campanella, la droga e le armi nelle tasche o negli zaini degli studenti. Denunciato un 15enne. Il ragazzo, studente dell’istituto, è stato trovato in possesso di un coltello a scatto. Segnalato alla Prefettura un altro studente di 16 anni che nascondeva nello zaino una dose di hashish. La ricerca della droga ha portato i Carabinieri nell’abitazione del 24enne di Ponticelli Luigi D’Ambrosio. Rinvenute e sequestrate 621 dosi di marijuana e 521 dosi di hashish. Dosi già pronte per la vendita al dettaglio che raggiungono quasi il chilo di droga. Sequestrati anche 410 euro in contanti ritenuti provento del reato e diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente. L’arrestato è in carcere

Tagli metropolitane, Nappi : “regaliamo a Fico un insegnante per evitare che continui a fare brutte figure”

Riceviamo  dalla segreteria di Severino Nappi e pubblichiamo “Come sempre Fico non sa neppure di cosa parla. Lo ha dimostrato parlando di rifiuti, lo ha confermato in tema di gestione delle acque, lo ribadisce sul tema dei trasporti. Potremmo limitarci a dire che la questione dei tagli alle metropolitane è una balla delle sinistre smentita oggi dal vicepremier  Salvini e dal ministro dell’Economia Giorgetti. Ma credo che occorra fare di più. Mi offro per mettere a disposizione di Roberto Fico un insegnante che gli impartisca lezioni accelerate sullo stato delle cose in Campania che eredita dal suo ritrovato sodale De Luca. E questo con l’unico scopo di limitare il danno alla credibilità delle Istituzioni che le sue quotidiane manifestazioni di incapacità producono. Un consiglio anche al Cda che lo ‘amministra’: sino a quando non arriverà alla sufficienza, fatelo tacere”. Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e vice coordinatore del partito in Campania.

Sant’Anastasia, il Green Park intitolato a Falcone e Borsellino

Riceviamo dal Comune di Sant’Anastasia e pubblichiamo

Sarà intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino il parco pubblico nel centro cittadino (ex Green Park). La cerimonia di intitolazione – fissata per le 10:00 di venerdì 31 ottobre- vedrà la presenza del magistrato e sostituto procuratore Catello Maresca. Il parco sarà riaperto dopo la sistemazione dell’area, la manutenzione di giostre e arredi, il posizionamento di una nuova struttura e la realizzazione di un’area di sgambettamento per cani. “Quando abbiamo deciso di intitolare il parco pubblico a due grandi uomini, simbolo della lotta alla mafia, come Falcone e Borsellino – dice il sindaco Carmine Esposito – ho voluto fortemente fosse con noi l’amico Catello Maresca, magistrato antimafia che promuove ogni giorno la cultura della Legalità e che ha dedicato uno dei suoi libri proprio al genio di Giovanni Falcone, un racconto appassionato di cosa il giudice abbia significato e significhi per intere generazioni”.

L’appello del sindaco va poi ai cittadini: “Restituiamo alla città un parco che era stato costantemente vandalizzato, con nuove attrezzature e uno spazio per i nostri amici a quattro zampe, spero vivamente che ciascuno degli anastasiani che lo frequenterà vigili sulla tutela di un bene comune”.

Stellantis condannata per comportamenti antisindacali

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Il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato Stellantis per dei comportamenti antisindacali nello stabilimento di Pomigliano

Sentenza importante per l’azienda Stellantis. È stata condannata dal Tribunale del Lavoro di Napoli a seguito del ricorso della Fiom-Cgil per le sanzioni date ad alcuni lavoratori dello stabilimento di Pomigliano D’Arco.

Tutto nasce da uno sciopero indetto dai lavoratori per denunciare alcune carenze di sicurezza e dei ritmi di lavoro eccessivi. A seguito dello sciopero, i dipendenti sono stati puniti per aver aderito.

Per il giudice il comportamento dei dipendenti era del tutto legittimo, eseguendo un atto di protesta collettiva, tutelato dall’art. 40 della Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori.

La sentenza ha annullato le sanzioni e impone all’azienda di non compiere più comportamenti lesivi della libertà sindacale.

La Fiom si è espressa in merito al verdetto: “La pronuncia del Tribunale riafferma un principio fondamentale: il diritto di sciopero non può essere punito. È una conquista democratica che tutela la dignità del lavoro e la sicurezza di chi ogni giorno opera nelle fabbriche del Paese”.

Inoltre, il sindacato ha spiegato come questa sentenza segni un risvolto positivo per le altre sedi dell’azienda, dove negli ultimi tempi sono emerse diverse tensioni riguardanti le turnazioni, la sicurezza e il carico di lavoro.

Lo stabilimento di Pomigliano della Stellantis è uno dei più importanti dell’area metropolitana di Napoli, dove lavorano migliaia di lavoratori specializzati nella produzione automobilistica.

Questa condanna ha permesso di rimettere in primo piano il tema della tutela dei diritti dei lavoratori e della rappresentanza.

La Fiom ha poi aggiunto: “La libertà sindacale è un pilastro della democrazia industriale. Chi tenta di limitarla indebolisce l’intero sistema produttivo”.

Ha infine aggiunto di voler promuovere nuovi tavoli di confronto con l’azienda in questione per costruire un clima sereno dove il dialogo e la partecipazione sono in primo piano.

Somma, istallazione opera sul portale della Collegiata: riflessione di Mary Pappalardo

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Riceviamo  dall’artista Mary Pappalardo e pubblichiamo “UN CASO DI MALA “SANITA’” CULTURALE: L’Arte contemporanea a Somma Vesuviana. Immaginate di affidare la vostra salute a un “signor X” o “signor Y”, appassionato di medicina ma privo di ogni competenza professionale. La domanda è, ovviamente, retorica, ma è l’unica via per comprendere appieno la gravità di quanto accaduto al Casamale domenica 26 ottobre 2025. Quello che doveva essere un piccolo progetto di promozione culturale si è rivelato un danno evidente per la vera cultura dell’Arte. Il fulcro della vicenda è l’edicola del magnifico portale settecentesco della chiesa Collegiata di Somma Vesuviana. Due associazioni locali hanno deciso di colmare il vuoto della nicchia, commissionando un’icona della “Madonna della Sanità”. I committenti, dopo una presunta “cernita di qualità”, hanno scelto un artista romano. L’opera è stata regolarmente realizzata e ha ottenuto l’approvazione della Soprintendenza e della Diocesi, concludendo un lungo iter. Tuttavia, prima dell’inaugurazione, è emerso un problema. L’artista, mai nominato durante i fatti, ha espresso la sua profonda indignazione denunciando che la sua opera era stata palesemente danneggiata: graffi, opacizzazione e colla che sbavava. Ha dichiarato che “è stato mancato di rispetto a causa dell’incompetenza, dell’insensibilità, dell’incuria e della mediocrità di chi avrebbe dovuto promuoverla e valorizzarla.” Per tale ragione, l’artista ha ufficialmente disconosciuto la paternità del suo lavoro. La situazione è stata gestita in modo quanto mai discutibile, con tentativi frettolosi di riconciliare e rimediare all’inconveniente. Nonostante tutto, l’evento è stato mantenuto e promosso, ma senza la presenza dell’artista, come un matrimonio celebrato in assenza della sposa. Ciò che risulta oltremodo grave è la gestione comunicativa degli organizzatori e della Soprintendenza nel giorno della presentazione dell’opera. Le loro successive dichiarazioni non solo imbarazzano, ma turbano profondamente: “Il nome dell’artista è meno importante del suo valore storico…” E ancora: “…tanto che anche in questa chiesa ci sono opere antiche di cui non si conoscono i nomi degli artisti…” È un paragone grottesco. Se per le opere di secoli fa gli storici si affannano con fatica e passione per rintracciarne la paternità, qui, sovvertendo ogni logica, si omette il nome di un artista contemporaneo, pur conoscendolo. Questa negligenza ha il sapore di una vera e propria Damnatio Memoriae. La critica si è aggravata con altre affermazioni: “Noi facciamo arte contemporanea…anche se è un pretesto, lo facciamo solo per stare insieme.” “A noi non interessa l’arte, interessa la comunità.” Siamo all’assurdo. I promotori si auto-dichiarano artisti o fautori dell’arte, pur ammettendo che l’oggetto del loro interesse non gli interessa! Questa è una autodichiarazione contraddittoria che rivela un’incompetenza in questo ambito. I committenti ambiscono a sostituirsi all’artista, ma attenzione, lo fanno solo per il piacere di “stare insieme”. Personalmente penso che sia doveroso puntualizzare che L’ARTE NON È UN HOBBY, MA UNA PROFESSIONE SERIA E NECESSARIA! La discussione è poi scivolata sulla presunta deteriorabilità dell’arte moderna, quasi un alibi per l’inevitabile “difetto” dell’opera. Se è vero che dal Novecento gli artisti hanno esplorato la caducità dei materiali, cercata o inesorabile, questo non significa affatto che l’accettazione decadente di un’opera danneggiata sia la regola. Celebrare la bellezza di un oggetto consunto è un esercizio di gusto per l’osservatore, ma non può in alcun modo essere un fattore positivo per chi aspira alla sua permanenza nel tempo. Ancor meno accettabile è sostenere che un’opera sia “bella” anche quando a rovinarla, o modificarla, non sia stato solo il tempo, ma la mano umana. In sintesi, l’artista non conta, ma i “segni del tempo” e gli eventuali incidenti subiti dall’opera sono elementi affascinanti per i moderni committenti del mio borgo. È come sostenere che la Pietà di Michelangelo, dopo l’aggressione di un folle e il successivo restauro, sia più bella di prima perché un elemento esterno (o addirittura un danno) ha contribuito a darle un quid in più. Ultima analisi: La Soprintendenza, per approvare un progetto simile deve dare valore all’idea, alla tecnica ed anche all’artista che realizza l’opera. Privileggiando un nome si sceglie la sua ricerca, il suo percorso professionale, la sua capacità tecnica, il suo valore espressivo e di mercato. Venendo meno quest’ultimo, senza la sua legittimazione, l’opera vede cadere gran parte del suo pregio. Senza una volontà di autenticazione l’opera è A-Nonima e carente di valore. Mi chiedo come possa aver accettato la Soprintendenza, di continuare ad approvare l’installazione di un manufatto orfano del proprio creatore, come non abbia rimandato o bloccato ciò che precedentemente e differentemente approvato. Un taglio in un qualsiasi vostro jeans non è la stessa cosa che un taglio in una tela di Lucio Fontana. Ricapitolando, il messaggio negativo che con quest’evento è passato si può sintetizzre con: L’artista non conta.  L’opera d’arte non conta. I committenti invece si perchè “per loro l’importante è stare insieme a regola d’arte.” Riscrivo la stessa logica in un altro contesto (che forse risuona con più chiarezza): I soccorritori ci sono, sostengono la barella, stanno con il malato anche se lo lasciano agonizzante perchè il chirurgo non conta. L’operazione non è poi così necessaria”. Mary Pappalardo

Pomigliano, ladro d’auto bloccato con auto civetta: i cittadini applaudono gli agenti

POMIGLIANO D’ARCO – Operazione brillante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco, che ha arrestato un 36enne di Casalnuovo, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre tentava di rubare un’auto in un parcheggio vicino a una palestra di via Corradino. L’uomo è stato denunciato per furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il fermo è avvenuto nell’ambito di un piano di sorveglianza predisposto dal Comando per contrastare i numerosi furti d’auto registrati in città nelle ultime settimane. Dopo le segnalazioni pervenute da diversi cittadini, gli agenti hanno intensificato i controlli e disposto l’utilizzo di auto civetta nelle zone più a rischio.

Durante l’intervento, il ladro ha reagito con violenza, dando vita a una colluttazione in cui alcuni agenti sono rimasti feriti. È stato infine immobilizzato grazie al tempestivo arrivo di una seconda pattuglia con auto di servizio. L’uomo, già sottoposto a libera vigilanza, è stato accompagnato al Comando per le formalità di rito.

Le indagini proseguono per individuare un complice, fuggito a bordo di una minicar nera, mentre sono stati sequestrati diversi arnesi da scasso rinvenuti sul posto. Le immagini della videosorveglianza cittadina sono ora al vaglio degli investigatori.

L’operazione, accolta dagli applausi dei residenti che hanno assistito alla scena dai balconi, rientra in un più ampio programma di controllo del territorio voluto dal Comando della Polizia Locale, guidato dal sottotenente Giacomo Tranchese. L’obiettivo è potenziare la sicurezza nelle aree commerciali, nei parcheggi e nei quartieri residenziali, contrastando l’aumento della microcriminalità.

«Abbiamo intensificato la vigilanza e predisposto servizi mirati nelle fasce orarie più critiche – fanno sapere dal Comune –. Grazie alla collaborazione dei cittadini e a un sistema di videosorveglianza capillare, riusciamo a intervenire con rapidità ed efficacia».

Una presenza costante, quella della Polizia Locale, che rappresenta ormai un vero deterrente: le pattuglie, in borghese e in divisa, presidiano anche nelle ore notturne, garantendo un controllo continuo e concreto del territorio.

Marigliano, blitz della Municipale contro la prostituzione: 5 clienti nei guai

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MARIGLIANO – La Polizia Locale di Marigliano ha intensificato nelle ultime settimane le attività di monitoraggio e repressione del fenomeno della prostituzione lungo le principali arterie cittadine e nelle aree periferiche. L’azione rientra in un più ampio piano di contrasto al degrado urbano e di tutela della sicurezza pubblica disposto dal Comando, che sta impegnando numerose pattuglie in orari sia diurni che notturni. Nel corso degli ultimi sette giorni, gli agenti hanno elevato cinque sanzioni amministrative nei confronti di altrettanti clienti sorpresi in violazione dell’ordinanza sindacale n. 268, che vieta l’adescamento e ogni forma di contatto con le prostitute in strada. Si tratta di un provvedimento che, come ricordato dal comandante della Polizia Locale Emilio Nacar, ha l’obiettivo di “arginare una pratica che genera degrado, disturbo e insicurezza nei cittadini”. “Il nostro intento – ha sottolineato Nacar – è quello di azzerare gradualmente un fenomeno che offende la dignità delle persone e danneggia l’immagine della città. I controlli stanno diventando sempre più capillari e continueranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alle zone più esposte”. Il comandante ha inoltre evidenziato che il recente potenziamento dell’organico, grazie all’immissione di nuovi agenti a tempo indeterminato, consentirà di estendere l’attività di vigilanza anche ad altri ambiti sensibili del territorio comunale. Tra questi, in particolare, la prevenzione e il contrasto al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, che spesso si intrecciano con le dinamiche legate alla prostituzione. L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per i risultati ottenuti e rinnova l’impegno a proseguire con azioni di controllo costanti per garantire una città più sicura, decorosa e vivibile per tutti i cittadini.