Afragola, la Polizia Locale intensifica i controlli: cittadino denunciato per minaccia a pubblico ufficiale

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Riceviamo dal comando della Polizia Locale di Afragola e pubblichiamo   Intensificati i controlli sul territorio da parte della Polizia Locale diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli. Nel corso di alcuni controlli effettuati dagli Agenti, veniva controllato un cittadino che aveva occupato il marciapiede con frutta ed ortaggi. Nel corso degli accertamenti lo stesso invitava gli operatori di Polizia ad andare via perché non dovevavo controllarlo, e lanciava degli oggetti contro di loro. Un oggetto colpiva un Agente che fortunamente si feriva in modo lieve. Immeditamente veniva fermato e condotto presso i locali del Comando di Polizia Locale per gli atti di rito. Il cittadino veniva denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e per lesioni personali.

Casalnuovo, al Palazzetto dello Sport arriva il “Trofeo Sud Italia – Settore BJJ”

Appuntamento per domenica 16 novembre 2025, a partire dalle ore 10:00, al Palazzetto dello Sport di Casalnuovo Domenica 16 novembre 2025, a partire dalle ore 10:00, il Palazzetto dello Sport di Casalnuovo di Napoli (Viale dei Cedri) ospiterà una delle più attese competizioni dell’anno nel mondo delle arti marziali: il terzo Trofeo Sud Italia – Settore BJJ, organizzato da Welfare Sport ASD ETS, associazione rappresentata da Giovanni Nappi, aderente a BJJ ITALIA e all’A.S.C., Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI. L’evento richiamerà 400 atleti provenienti da numerose regioni del nostro Paese, che si sfideranno nelle diverse categorie del Brazilian Jiu-Jitsu. Si prevede inoltre una partecipazione di pubblico altrettanto numerosa, rendendo la manifestazione un importante momento sportivo e comunitario per la città di Casalnuovo. «Siamo orgogliosi di portare nel nostro territorio un appuntamento sportivo di questa rilevanza – dichiara Giovanni Nappi, Presidente di Welfare Sport ASD ETS –. Il Brazilian Jiu-Jitsu è una disciplina che unisce tecnica, rispetto e crescita personale, e siamo felici di offrire ai giovani e alle famiglie questa straordinaria esperienza di sport». Un ringraziamento speciale va al Maestro Giuseppe Chiapparino, del Ground Pressure Team (GPT) Napoli e responsabile del Sud Italia per la BJJ Italia, e ad Antonio Olivetta, tecnico del Tatami BlackMamba, che mettono anima, cuore e corpo nella promozione e nella crescita di questo sport, contribuendo in modo determinante alla riuscita dell’iniziativa.

Un omaggio a Simone Frascogna

Il Trofeo vuole essere anche un omaggio al ricordo di Simone Frascogna, tragicamente accoltellato a Casalnuovo il 3 novembre 2020. Gravemente ferito, Simone morì poco dopo il trasporto all’Ospedale Cardarelli di Napoli. Simone era un giovane atleta di arti marziali, appassionato di BJJ e MMA, e la sua scomparsa ha profondamente segnato l’intera comunità sportiva del territorio. Un pensiero commosso va alla sua memoria e alla sua famiglia: lo sport, in questa occasione, diventa anche un modo per ricordare e custodire il valore della vita, della passione e dell’impegno.

Al via la cerimonia per i 25 anni del gemellaggio Cicciano-Nadur

Riceviamo e pubblichiamo

Compie 25 anni il gemellaggio tra Cicciano e Nadur: un patto che affonda le radici nella storia e soprattutto sulla presenza dei cavalieri di Malta nel Comune della provincia di Napoli fin dal XIV secolo.  Numerose le tracce e le testimonianze, come gli stemmi e le epigrafi presenti in numerose chiese del territorio. Il percorso culturale comune è stato alimentato negli anni con numerose iniziative e soprattutto con segni indelebili: è il caso dell’intitolazione di una strada, via Cicciano, sull’isola di Gozo a Nadur e dell’intitolazione del centro sociale nella Gescal alla città dell’arcipelago maltese.

Domenica, 16 novembre, la cerimonia che sugellerà il lungo cammino condiviso alla presenza delle istituzioni di Cicciano e di Nadur.  L’appuntamento è alle 11, proprio nel centro Nadur.  Ad accogliere la delegazione di oltre 100 cittadini maltesi guidati dal sindaco Edward Said sarà il primo cittadino di Cicciano, Giuseppe Caccavale, tra i protagonisti del gemellaggio stretto 25 anni fa quando era a capo di un’associazione culturale.

“Venticinque anni fa – ricorda Giuseppe Caccavale – partecipammo in tanti alla sottoscrizione di un impegno comune che non si è mai affievolito, ad un patto che non ha mai perso smalto. C’era il compianto sindaco Rosario Castoria, c’erano gli assessori, i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, il vicepresidente della Provincia di Napoli Nicola De Luca, il consigliere provinciale Lazzaro Alfano che oggi è presidente del Consiglio comunale, il presidente della Pro Loco Barbato Napolitano. Ricordi indelebili e duraturi come l’amicizia tra Cicciano e Nadur che si rinnova ogni anno”.

L’appuntamento di domenica mattina rappresenterà solo il culmine di 5 giorni all’insegna dell’accoglienza e della valorizzazione del patrimonio locale e regionale. Molte, infatti, le visite organizzate per l’occasione, come quella al museo di Pietrarsa, a Napoli, al museo diocesano di Benevento e a Pietrelcina, paese natale di Padre Pio.

Regionali, Auriemma (M5S): “Aumento spaccio e illegalità, modello Caivano solo slogan”

Riceviamo e pubblichiamo “Da consigliera ho più volte denunciato la presenza di vere e proprie piazze di spaccio nella mia città, Acerra. Il commissariato locale, che dovrebbe servire cinque comuni, opera in condizioni di grave sotto-organico: svolge un lavoro straordinario, ma con risorse così limitate è impossibile garantire interventi realmente incisivi. Nel 2024 abbiamo registrato un aumento significativo dei reati legati allo spaccio e delle morti per overdose. L’illegalità si insedia dove lo Stato è assente: ad Acerra ci sono piazze di spaccio attive a tutte le ore. Non servono solo maggiori presidi di sicurezza, ma anche presidi di legalità: scuole aperte, centri di aggregazione, luoghi in cui i giovani possano trovare alternative sane. La droga è una piaga che devasta famiglie e intere comunità. Il governo continua a voltarsi dall’altra parte, incapace di andare oltre slogan vuoti e promesse prive di concretezza. Non investe in sicurezza e, come dimostra il caso di Caivano, poche pattuglie in più non bastano a migliorare le condizioni di vita dei cittadini: un modello inefficace e privo di visione. La verità è sotto gli occhi di tutti: sul tema della lotta al traffico di stupefacenti il governo nazionale si limita alla propaganda, senza destinare le risorse necessarie”. È quanto dichiarato dall’onorevole Carmela Auriemma, coordinatrice del M5S napoletano, all’indomani della sua interpellanza al Ministro dell’Interno sull’aumento del traffico di droga nella provincia di Napoli, con particolare attenzione alla città di Acerra.

Sanità, Tar dà ragione a De Luca: stop piano di rientro. Governatore esulta, Casillo: “Fatti battono proclami”

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“Il tribunale amministrativo ha dato ragione alla Campania che aveva fatto un ricorso contro il ministero della Salute perché la Campania viene tenuta, senza nessuna ragione oggettiva, in piano di rientro da due anni. È una misura che ovviamente penalizza per esempio i punti nascita, Sapri, Polla, Piedimonte Matese, Sessa Aurunca e penalizza tutta la sanità campana perché ci impedisce di utilizzare anche fondi di bilancio per progetti obiettivo che possono migliorare le prestazioni. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto che non c’è nessuna ragione oggettiva per tenere la Campania in piano di rientro, che la Campania ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dalla legge e che mantenere la Campania in piano di rientro è un abuso. Dunque ha stabilito che il ministero della Salute deve procedere ad approvare la fuoriuscita della Campania dal piano di rientro”. Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha commentato, questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Salerno, la notizia che la sanità della Campania può uscire dal piano di rientro dei debiti precedenti e tornare regolarmente in gestione alla Regione. Il Tar, infatti, ha dato ragione alla battaglia che il governatore Vincenzo De Luca porta avanti da oltre due anni e diffida il ministero della Salute: deve far uscire “immediatamente” la Regione dal Piano. “Non ci regalano niente. Mi auguro – ha sottolineato il governatore – che non ci sia qualcuno che per ragioni ancora di ostilità politica faccia ricorso al Consiglio di Stato. Chi dovesse fare questo si dichiarerebbe nemico della Campania, delle nostre famiglie, delle nostre aziende, del comparto privato accredito e nemico dei punti nascita. Noi aspettiamo con serenità che il ministero della Salute dia seguito al pronunciamento del Tribunale amministrativo della Campania e con grande semplicità decida la fuoriuscita della Campania dal piano di rientro”.    

Regionali, Meloni a Napoli al grido di “chi non salta comunista è” spinge Cirielli

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File da grande evento, cori da stadio e qualche passo di tarantella improvvisato suRegionali in Campania, il Centrodestra rilancia. Meloni: “Dite basta ai commedianti”
l palco. L’atmosfera al PalaPartenope di Napoli è quella delle grandi occasioni. Il centrodestra ci crede davvero nella “remuntada” e schiera tutta la squadra per sostenere Edmondo Cirielli. Giorgia Meloni lo definisce “una persona onesta, orgogliosa del suo Sud, un amico”, e invita la platea a impegnarsi “fino all’ultimo voto” per offrire “un’alternativa ai voltagabbana e alle fritture di pesce”. E ai “commedianti” che — secondo lei — non rendono nemmeno onore alla grande tradizione teatrale napoletana. I riferimenti sono evidenti: da una parte Roberto Fico, candidato del centrosinistra, dall’altra il governatore uscente Vincenzo De Luca, lo stesso che la definì “stronza”. Meloni, tra applausi e battute, snocciola i “numeri reali” sulle liste d’attesa in Campania, ancora “lunghissime”, e rivendica i risultati ottenuti in tre anni di governo per un Sud che, ricorda, è diventato “la locomotiva d’Italia”, come sottolineano anche Maurizio Lupi e Antonio De Poli. La premier ripercorre la storia e l’identità della Campania, da Federico II a Totò, da Sofia Loren a Pino Daniele, cui ha dedicato il parco di Caivano. Rivendica scelte “coraggiose” come l’abbassamento dell’età della punibilità per “strappare i bambini alla camorra” o la riforma della giustizia. E chiede un voto “senza pensare al governo: arriveremo a fine legislatura”. Meloni non si spinge oltre sulla vittoria, mentre Antonio Tajani dà quasi per certo l’approdo di Cirielli alla guida della Regione e Salvini parla di “partita apertissima”. Non mancano stoccate a Fico, al reddito di cittadinanza e al leader della Cgil, Maurizio Landini, accusato da Tajani di “fare politica” e da Salvini di essere “uno scioperante di professione”. Il vicepremier tocca tutti i suoi cavalli di battaglia: dal Ponte “che con Fico non si farebbe nemmeno un tombino”, alla difesa della famiglia tradizionale, fino ai campi rom “da smantellare” e al rischio del fanatismo islamico. “Se inizi a dire che non ti piace il calcio, o San Gennaro, torna a casa tua”, afferma senza mezzi termini. In prima fila applaude anche Gennaro Sangiuliano, capolista a Napoli. Sul palco Cirielli lancia un “patto” coi cittadini: sanità più vicina, dimezzamento delle liste d’attesa, tasso di occupazione sopra il 50% e un aumento di “100 euro al mese” alle pensioni minime. E una promessa: “Se tra due anni e mezzo non avremo centrato il 50% degli obiettivi, mi dimetto”. Meloni chiude richiamando “l’energia che diventa benzina per governare”. Non è previsto un suo ritorno a Napoli prima del voto, ma il risultato lo aspetterà da vicino: con la speranza di “ribaltare i pronostici”.  A fine evento la Meloni si è concessa un siparietto da stadio saltando al grido di “Chi non salta comunista è”.

Imprenditore acerrano ucciso, le indagini sull’agguato: “E’ stata un’esecuzione”

ACERRA – «Non è stato un tentativo di rapina, ma un’esecuzione». È questa l’unica certezza nelle mani degli investigatori colombiani dopo l’omicidio di Clemente Marzullo, 47 anni, imprenditore originario di Acerra, freddato martedì sera a Cali, dove viveva da oltre un decennio.

Marzullo stava rientrando nella sua abitazione quando due uomini, arrivati a bordo di una moto, sono scesi rapidamente e lo hanno raggiunto a piedi esplodendo diversi colpi di pistola. L’imprenditore è morto all’istante. La dinamica, precisa e fulminea, non lascia dubbi: chi ha premuto il grilletto sapeva esattamente chi colpire e come farlo.

Il consolato italiano ha immediatamente informato la Farnesina, che a sua volta ha contattato i familiari tra Acerra e Napoli. La sorella della vittima, sconvolta, si è poi recata dai carabinieri per formalizzare una denuncia.

Marzullo non aveva precedenti penali e da anni gestiva un’attività di compravendita nell’ambito immobiliare. Viveva con una compagna colombiana e si era perfettamente integrato nel tessuto sociale di Cali. Ma la città, oggi, è tutt’altro che sicura: quasi sei omicidi al giorno nel 2024, un trend in crescita che ha spinto perfino l’arcivescovo locale a lanciare un appello pubblico: «Stiamo tornando indietro di decenni».

Cali, simbolo del narcotraffico negli anni ’80 e ’90 insieme a Medellín, è di nuovo al centro di una violenza crescente: autobombe, attacchi armati, scontri tra gruppi criminali.

E gli stranieri sono sempre più esposti. Con la morte di Marzullo, salgono a tre gli italiani uccisi nel Paese dall’inizio dell’anno. Un bilancio inquietante che riaccende i riflettori sul rischio altissimo per chi vive o viaggia in alcune zone della Colombia.

Le indagini, ora passate anche alla procura di Roma, dovranno chiarire chi ha ordinato l’agguato e quale sia il movente dietro un’esecuzione tanto precisa quanto brutale.

Somma Vesuviana, al Montessori la XIII edizione dedicata al maestro Seraponte

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Somma Vesuviana. Ieri, presso l’ Istituto Maria Montessori, si è tenuta la XIII edizione della manifestazione in onore del Maestro Antonio Seraponte.  L’evento in ricordo del Maestro Antonio Seraponte, giunto alla tredicesima edizione, si è svolto ieri all’interno dell’ auditorium dell’Istituto Maria Montessori di Somma Vesuviana, confermando ancora una volta il valore di un appuntamento che unisce memoria, educazione e tradizioni locali. Durante la giornata interamente dedicata ai valori della pace e della musica, si è tenuta anche la premiazione del “Concorso Letterario Antonio Seraponte: Musica – Pace – Valori – Tradizioni”, promosso dall’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” APS. A ricevere il riconoscimento per i testi poetici e in prosa presentati al concorso quattro studenti dell’Istituto Maria Montessori. La giuria, presieduta dalla Dott.ssa Simona Seraponte era composta da illustri personalità quali il Prof. Ciro Raia, il Prof. Salvatore De Stefano, il Prof. Domenico Parisi e l’Avv. Rosalinda Perna. Presenti all’ evento anche il Commissario Prefettizio Ida Carbone e la Dirigente della Scuola Media San Giovanni Bosco, Dott.ssa Liguori.

Una giornata per gli studenti

Protagonisti indiscussi della giornata sono stati gli studenti dei vari istituti partecipanti. In particolare hanno preso parte all’ evento il Circolo Didattico Arfé, il Don Minzoni e la San Giovanni Bosco – Summa Villa, insieme ai padroni di casa della Montessori. Ed è proprio quest’ultima scuola ad aver visto premiati quattro suoi alunni, riconosciuti per l’impegno e la sensibilità dimostrati nel confrontarsi con il tema di quest’anno: “Musica, pace, valori e tradizioni”. Un argomento ampio e attuale che ha guidato l’intera manifestazione, dando forma a riflessioni, elaborati e performance di grande partecipazione.

La Paranza del Sabato dei Fuochi.

A impreziosire l’evento è stata la presenza della Paranza del Sabato dei Fuochi, che con i suoi ritmi popolari ha portato in scena l’anima più autentica della cultura locale, coinvolgendo studenti e spettatori in un’atmosfera vivace e condivisa. La manifestazione si è conclusa con un gesto simbolico di grande significato: la consegna della “perteca” all’Istituto Montessori, un riconoscimento che rappresenta continuità, radici e senso di appartenenza.

Sant’Anastasia, la sicurezza sul lavoro al centro delle iniziative dell’Associazione “Caduti della Flobert”

La sicurezza sul lavoro: valori, norme e responsabilità per costruire un futuro più sicuro, questo sarà il tema che sarà trattato lunedì 17 novembre 2025, alle ore 18:00, nella civica Biblioteca di Sant’Anastasia in via Fusco, località Madonna dell’Arco.     La presentazione ufficiale del Bando di Concorso per l’assegnazione di Borse di Studio nasce da una iniziativa dell’Associazione Caduti della Flobert, in collaborazione con la Sezione ANPI di Sant’Anastasia e Fabbrica Vesuviana. Rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori del territorio, il progetto nasce con l’obiettivo di diffondere tra le nuove generazioni la cultura della sicurezza, della prevenzione e della dignità del lavoro. La cultura della sicurezza, in particolare, rimane un punto essenziale perché previene infortuni, migliora il benessere e la produttività dei lavoratori, e costituisce il pilastro di un’organizzazione affidabile e responsabile. Una solida cultura della sicurezza è fondamentale nelle abitudini quotidiane.
Ciro Liguoro
Questo bando – dichiara Ciro Liguoro, presidente dell’Associazione – rappresenta un passo importante nel nostro percorso: vogliamo che i giovani diventino protagonisti, non spettatori. La sicurezza non è un privilegio, è un diritto irrinunciabile. Ricordare significa costruire, e la memoria ha senso solo se genera cambiamento. L’evento, patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia, vedrà la partecipazione di numerosi rappresentanti delle Istituzioni locali e regionali, del mondo sindacale e scolastico. L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione di quel grande progetto formativo avviato nel 2025, che ha coinvolto ben 300 studenti degli Istituti superiori del territorio in laboratori dedicati alla sicurezza nei luoghi di lavoro, con il rilascio di crediti formativi PCTO. Senza la vicinanza delle istituzioni e il sostegno di chi crede nella cultura della prevenzione – aggiunge Liguoro – il bando si fermerebbe alla prima edizione. Solo insieme, possiamo farlo crescere e trasformarlo in un punto fermo per le nuove generazioni. La presentazione, certamente, sarà un momento di memoria, formazione e impegno civile, per riaffermare che la sicurezza non è solo una norma da rispettare, ma un valore umano e sociale da difendere ogni giorno.

L’arte del compromesso: comunicare per trovare soluzioni

Il compromesso è design relazionale, non un ripiego; trasforma il conflitto in risultati sostenibili. Dalle evidenze del Program on Negotiation di Harvard agli studi di Galinsky sull’empatia strategica, l’articolo mostra come la comunicazione orientata agli interessi, non alle posizioni, moltiplichi il valore in gioco. Per tutti coloro che vogliono passare dallo scontro alla co-creazione, compresi manager, team,  professionisti e ragazzi. Negoziare non è una gara a chi vince, è un progetto di co-creazione. Ogni giorno, in azienda come a casa, ci misuriamo con interessi diversi, priorità in conflitto, tempi stretti. Il compromesso non è il piano B: è la capacità di usare la comunicazione per trasformare il conflitto in un accordo sostenibile. La ricerca è chiara. Il Program on Negotiation di Harvard ha dimostrato che gli esiti migliori si ottengono quando si negoziano interessi e non posizioni, costruendo soluzioni che espandono il valore per tutte le parti. Gli studi di Adam Galinsky sulla prospettiva dell’altro mostrano che mettersi nei panni dell’interlocutore aumenta gli accordi integrativi e riduce le impasse. Sappiamo anche che il primo riferimento numerico orienta la trattativa: la letteratura sull’ancoraggio indica che proposte iniziali specifiche e motivate guidano il perimetro dell’accordo percepito. E la neuroscienza della comunicazione, con ricerche sull’etichettatura delle emozioni, evidenzia che nominare uno stato emotivo ne riduce l’intensità, aumentando la lucidità decisionale.

La comunicazione è l’arte negoziale per eccellenza 

perché crea cornice, fiducia e ritmo. Prima di tutto serve preparazione: definire obiettivi, limiti, alternative (la famosa BATNA migliore alternativa in caso di mancato accordo N.di R.), criteri oggettivi e una mappa degli interessi in gioco. In riunione, il focus si sposta su ascolto, domande e riformulazioni. Alcune tecniche pratiche:Domande esplorative. Cosa è importante per voi oltre al prezzo. In quali condizioni l’accordo è un successo anche per la vostra squadra. Le domande aprono spazi, le affermazioni li chiudono. – Riformulazione e sintesi. Se capisco bene, per voi la scadenza è critica e per noi lo è la qualità. Questo passaggio trasforma due posizioni in un problema condiviso da risolvere. – Etichettatura emotiva. Sento preoccupazione per il rischio operativo. Normalizza l’emozione, abbassa le difese e riporta alla sostanza. – Ancoraggio consapevole. Proporre un range preciso, argomentato da benchmark e criteri oggettivi, orienta la trattativa senza irrigidirla. – Reframing dal no al come. Passare da Non si può a Cosa dovrebbe essere vero perché funzioni inverte la polarità e attiva la soluzione. – Silenzio strategico e pause. Dopo una proposta, una pausa breve lascia spazio all’elaborazione e riduce concessioni impulsive. – Linguaggio di giunzione. Usare e al posto di ma unisce invece di contrapporre. Capisco la vostra esigenza di tempi stretti e vogliamo preservare la qualità.

 COMPROMESSO EFFICACE, COME FARE

Il compromesso efficace è multi-variabile: non è dividere a metà, è scambiare su più leve. Se il prezzo è rigido, si può negoziare su tempi, volumi, servizi post-vendita, esclusività, comunicazione congiunta, dati e insight. Esempio concreto: invece di dire “È troppo caro”, prova con “Possiamo confermare il prezzo se inseriamo formazione on site e un’estensione di garanzia di sei mesi”. In questo modo si costruisce valore senza perdere margini.

Il linguaggio  fa la differenza

Trasformazioni utili:Da: Non capite la mia posizione – A: Aiutatemi a vedere i vostri vincoli, così troviamo un punto di incontro. – Da: È impossibile – A: Cosa renderebbe possibile rispettare un budget più basso del 20 per cento. – Da O si fa così o niente – A: E se esplorassimo un pilota di 60 giorni con criteri di successo condivisi. Misurare il compromesso è parte dell’arte. Definisci indicatori prima dell’accordo: qualità, tempi, budget, soddisfazione delle parti, rischi. Stabilisci check-in periodici, una clausola di revisione e un protocollo di escalation. Un accordo che funziona nel tempo vale più di uno brillante sulla carta. Negoziare bene significa comunicare per chiarire, allineare, creare opzioni e decidere su basi oggettive. Il compromesso non è un ripiego, è un design relazionale che tiene insieme risultati e relazioni. Allenare queste competenze rende le trattative più eque, più rapide e più intelligenti. Ed è così che la comunicazione diventa davvero un vantaggio competitivo. Simona Letizia Ilardo