Zeus replica alla Failms: “Accuse infondate, rispettate le procedure e la privacy dei lavoratori”

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San Giorgio a Cremano – La società cooperativa Zeus interviene con una nota ufficiale per replicare al comunicato diffuso dalla Failms e pubblicato integralmente il 3 ottobre 2025 da Il Mediano, relativo alla “gara di appalto per i servizi cimiteriali” del Comune di San Giorgio a Cremano.
La legale rappresentante Immacolata De Luca esprime «rammarico per la pubblicazione integrale e non verificata» del testo sindacale, che – a suo dire – «contiene gravi accuse e ricostruzioni non rispondenti alla realtà».

Secondo la cooperativa, l’articolo avrebbe riportato solo la versione del sindacato, «trasformando un comunicato di parte in un pezzo giornalistico privo di contraddittorio». L’azienda lamenta inoltre la mancata richiesta di replica preventiva, ritenendo che ciò abbia determinato «un’informazione squilibrata e potenzialmente lesiva della reputazione aziendale».

Nel documento, che di seguito viene pubblicato integralmente come diritto di replica, la società chiarisce la propria posizione in merito alla contestazione sul presunto mancato invio dell’elenco dei lavoratori.


Nota integrale di Zeus

Spett.le Testata Giornalistica Il Mediano

Oggetto: diritto di replica in merito al comunicato stampa inerente la “gara di appalto servizi cimiteriali San Giorgio a Cremano” e presunto mancato invio dell’elenco dei lavoratori

La scrivente sig.ra De Luca Immacolata n.q. di legale rappresentante della società cooperativa Zeus esprime il proprio rammarico per la pubblicazione integrale e non verificata, in data 3 ottobre 2025 del comunicato stampa dal titolo “appalto cimiteriale Failms contro Zeus: “nega elenco lavoratori, violata la trasparenza” inviato dalla Failms alla vostra testata.
Il testo sindacale verte sulla prossima scadenza del contratto di appalto in oggetto indicato e contiene gravi accuse nei confronti dell’Azienda, che la società Zeus stigmatizza, laddove il giornale ha scelto di pubblicare integralmente e acriticamente il comunicato di parte, trasformandolo di fatto in un articolo giornalistico senza alcun filtro o verifica.
Ed invero, il giornale ha omesso di interpellare l’azienda per ottenere una dichiarazione o per verificare la veridicità delle accuse sindacali prima della pubblicazione, negando di fatto il diritto di replica preventivo che dovrebbe essere garantito per assicurare l’equilibrio dell’informazione e, veicolando un’unica prospettiva della questione, ha lanciato accuse potenzialmente lesive della reputazione aziendale.


In merito all’accusa specifica di mancato invio dell’elenco dei lavoratori, l’azienda precisa che la procedura verrà eseguita nel pieno rispetto delle tempistiche contrattuali e normative ai sensi dell’Art. 4 del CCNL multiservizi che prevede che la comunicazione venga inviata alle associazioni sindacali di riferimento al ricevimento della comunicazione della cessazione della commessa da parte della stazione appaltante, e, se possibile, 15 giorni prima del materiale subentro della nuova ditta, così da aprire un tavolo di trattative, cui parteciperà anche la nuova azienda subentrante; orbene, la procedura di assegnazione è ancora in corso con la conseguenza che, prima della comunicazione ufficiale di subentro, l’elenco dei lavoratori è coperto dalla normativa sulla privacy.
Preme comunque evidenziare che, la Zeus aveva già provveduto, prima del comunicato in oggetto, a convocare per il giorno 10 ottobre il sindacato presso la sede della Società, al fine di precisare la propria posizione, tenuto conto, come detto, della innegabile circostanza che l’Ente, Comune di San Giorgio non ha ancora terminato le procedure di assegnazione e che, al momento alcuna trattativa, così come stabilito dal succitato articolo 4 può essere attivata.


Per quanto detto, e al fine della tutela della verità dei fatti e della immagine dell’Azienda, si richiede formalmente e con la massima urgenza l’immediata pubblicazione, con pari evidenza, risalto e spazio rispetto al comunicato sindacale contestato, di una rettifica che riporti integralmente la nostra posizione, riservandosi ogni azione legale a tutela della nostra reputazione e per il ristabilimento di una corretta informazione, qualora non venisse data pronta e adeguata risposta alla presente richiesta.

Cordiali saluti

De Luca Immacolata

Li’ S.Giorgio a Cremano, 06/10/2025

Il borgo più bello della Campania da visitare in autunno

Ai piedi del Monte Mutria, nel cuore del Sannio, Cusano Mutri si accende dei colori dell’autunno. Tra la rinomata Sagra dei Funghi Porcini, le escursioni nel Matese e i piatti della tradizione, il borgo si conferma una delle mete più affascinanti della stagione.

Un borgo tra storia e natura

Adagiato ai piedi del Monte Mutria, all’interno del Parco Regionale del Matese, Cusano Mutri è un piccolo gioiello medievale che in autunno svela il suo volto più autentico.
Il borgo, con le sue case in pietra, le scalinate scolpite nella roccia e le viuzze strette, è un luogo dove il tempo sembra rallentare. L’atmosfera si fa magica quando i boschi che lo circondano si tingono di rossi, gialli e aranci, offrendo uno spettacolo naturale unico: il foliage del Titerno.

La Sagra dei Funghi Porcini

Ogni anno, tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, Cusano Mutri diventa la capitale dei sapori d’autunno grazie alla Sagra dei Funghi Porcini, una delle più note del Sud Italia.
Le stradine del borgo si animano con stand gastronomici, mercatini artigianali e musica popolare, creando un clima di festa che attira visitatori da ogni parte della Campania. L’evento non è solo una celebrazione della cucina locale, ma anche un momento di incontro e valorizzazione delle tradizioni contadine.

Cosa vedere e cosa fare

Oltre ai profumi della sagra, Cusano offre percorsi escursionistici tra i più suggestivi della regione.
Il Sentiero delle Gole di Caccaviola conduce tra cascate, ponticelli e scorci di natura selvaggia, mentre il Sentiero dei Fossi regala panorami più tranquilli, perfetti per chi desidera godersi il paesaggio autunnale del Matese.
Nel centro storico meritano una visita la Chiesa di San Giovanni Battista e la Porta di Mezzo, antico accesso al borgo. Nei giorni della festa è anche possibile partecipare a escursioni micologiche guidate, ideali per scoprire da vicino i segreti del sottobosco.

Sapori d’autunno e tradizione sannita

La cucina locale è una vera e propria dichiarazione d’amore alla montagna.
Tra i piatti imperdibili ci sono il risotto ai porcini, le tagliatelle al tartufo nero, la zuppa di castagne e fagioli, la salsiccia alla brace e il caciocavallo fuso.
A fine pasto, le zeppole al vino cotto e i liquori alle erbe chiudono un’esperienza gastronomica che profuma di casa e tradizione.

fonte foto: gazzetta del gusto

Raid vandalico alla sede della Croce Rossa di Marigliano

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Nei giorni scorsi è stata vandalizzata la sede della CRI di Marigliano in via Roberto De Vito 22

Marigliano, pochi giorni fa, è stata colpita da un gesto vile e irrispettoso. Infatti, la sede della Croce Rossa Italiana in Via Roberto De Vito 22, è stata oggetto di atti vandalici.

In particolare, diverse persone ignote sono entrate nei locali della CRI per poi danneggiarli e metterli a soqquadro, devastando materiali adibiti ad attività di assistenza per le fasce di persone più fragili della popolazione.

La notizia dell’atto vandalico è stata divulgata tramite un post sulla pagina facebook ‘Croce Rossa Italiana – Sede Marigliano’: “Ieri la sede di Croce Rossa Italiana, sede Marigliano è stata danneggiata e occupata da persone sconosciute, sono stati messi a soqquadro i locali e tutti i beni depositati, utili per lo svolgimento delle nostre attività in favore dei più fragili.

Abbiamo già ripristinato l’ordine e la pulizia, i volontari quando fanno squadra sono meravigliosi.

Provvederemo sicuramente a riparare i danni nei prossimi giorni.

Grazie al lavoro delle forze dell’ordine sarebbero stati anche identificati i responsabili.

Resta un po’ di amarezza per il gesto subito ma non sarà questo a fermarci nella nostra opera di aiuto per chiunque bussi alla nostra porta.”

L’episodio ha lasciato amareggiati i volontari e tutta la popolazione, che da anni riconoscono nella Croce Rossa Italiana un aiuto concreto per la comunità.

Uno dei tanti volontari ha commentato con dolore questo atto vile: “È doloroso vedere calpestata la dignità di un luogo che ogni giorno si apre a chi ha bisogno”.

Sono subito iniziate le operazioni di ripristino per i locali, svolte dai volontari della CRI, ripulendo e riorganizzando gli spazi, dimostrando che questo atto incivile non tocca l’animo umano e la solidarietà, valori dell’associazione.

“Quando siamo insieme, nulla ci può fermare” dichiarano unanime i volontari.

Sono subito intervenute le forze dell’ordine che hanno prontamente identificato i presunti responsabili.

Resta però l’amarezza per questo gesto che ha colpito non solo la sede, ma anche l’idea di aiuto gratuito e disinteressato che rappresenta la CRI.

La Croce Rossa di Marigliano dichiara: “Continueremo ad aprire la porta a chiunque abbia bisogno. Questo episodio non ci scoraggerà, ma rafforzerà il nostro impegno,” è il messaggio che arriva forte e chiaro da chi, ogni giorno, sceglie di stare dalla parte dell’umanità.”

Tanti sono stati i messaggi di solidarietà rivolti all’associazione, tra questi riportiamo il pensiero di vicinanza della dottoressa Emilia Pisani: “Aiuta a non sentirsi soli. I volontari, con la loro tenacia, hanno già ripristinato quell’angolo di luce di cui si sono fatti carico da tempo. Continueranno a prendersene cura, guidati dai sette principi che orientano il loro operato, ascoltando i bisogni dei cittadini, piccoli e grandi. Questo è un fatto”.

Il pensiero della dottoressa non si ferma qui. Ha voluto mettere in luce una situazione che preoccupa i residenti: Via Roberto De Vito, pur essendo una strada centrale, è troppo spesso teatro di episodi incivili.

Da liti tra giovani a corse pericolose di auto e moto, passando per i binari dell’ex ferrovia abbandonati invasi da roditori e serpenti, questa è una situazione che deve cambiare.

Questi sono altri fatti,” continua Pisani. “E allora, davvero senza giudizio ma con amore – lo stesso che anima il fare dei volontari – mi aspetto, anzi chiedo, prima di tutto come cittadina, un intervento incisivo ed efficace in quella parte del nostro territorio.”

Pensiero di vicinanza e solidarietà arriva anche dal sindaco di Marigliano, Gaetano Bocchino: “Solidarietà ai volontari dell’Unità Territoriale di Marigliano della Croce Rossa Italiana per l’ignobile gesto vandalico ai danni della sede di via Roberto De Vito.

Nel condannare con fermezza l’episodio e nella convinzione che i responsabili saranno quanto prima individuati, l’Amministrazione comunale esprime la propria totale vicinanza a una realtà che ogni giorno si distingue per impegno civico, umanità e spirito di servizio verso la comunità.”

Scuola di guida di Somma sanzionata: istruttore con patente scaduta e auto non assicurata

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Somma Vesuviana: istruttore di guida con patente scaduta e auto senza assicurazione. La Polizia di Stato sanziona un’autoscuola del Vesuviano. La Polizia di Stato, nel corso di un servizio di polizia giudiziaria, ha sanzionato un’autoscuola del vesuviano a seguito di un controllo avvenuto lo scorso 18 settembre, nel comune di Somma Vesuviana. Da controlli esperiti dagli agenti del Distaccamento Polizia Stradale di Nola, uno dei veicoli utilizzato dalla predetta autoscuola è risultato privo di assicurazione e già sottoposto a sequestro amministrativo per la stessa infrazione. Inoltre, gli agenti hanno sorpreso l’istruttore di guida a svolgere la propria funzione di docente con patente di guida scaduta di validità e saldo punti azzerato. I centauri della stradale hanno immediatamente sottoposto a sequestro il veicolo mentre al titolare dell’autoscuola è stata comminata una sanzione di circa 2000 euro. L’attività si inserisce nel più ampio contesto dei controlli della polizia stradale finalizzati alle attività connesse alla circolazione stradale.

Scarti dai cantieri sversati nelle campagne di Acerra, vigili ne beccano 2

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ACERRA – Prosegue l’attività di controllo e monitoraggio ambientale del territorio in linea con il piano strategico avviato dall’amministrazione comunale per la tutela del decoro urbano della città. La Polizia Municipale di Acerra, infatti, a seguito di attività investigativa ha individuato e denunciato due persone all’autorità giudiziaria con l’accusa di abbandono illecito di rifiuti. Sono cittadini residenti nei comuni limitrofi. Si tratta di due episodi differenti avvenuti in località Candelara, presso il cavalcavia dell’asse di supporto.   Il deferimento all’Autorità Giudiziaria è avvenuto a seguito delle modifiche apportate al Testo Unico dell’Ambiente dal D.L. 8 Agosto 2025. In entrambi i casi, all’esito di segnalazione, gli agenti sono intervenuti rinvenendo diversi bustoni contenenti rifiuti riconducibili a materiali di scarto di edilizia. Le accurate indagini hanno riguardato in particolare l’identificazione dei veicoli utilizzati per il trasporto dei rifiuti risalendo così ai responsabile del deposito illecito dei rifiuti.   “Congratulazioni al nostro comando di Polizia Locale – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – che ancora una volta ha dato dimostrazione di prontezza operativa ed efficacia degli accertamenti per quello che resta un gesto irresponsabile, incivile e penalmente rilevante. L’amministrazione comunale continuerà il contrasto all’abbandono illecito di rifiuti grazie ad un incessante lavoro quotidiano che può contare sull’attività della Municipale, sul sistema di videosorveglianza e sulla collaborazione dei cittadini”.

La parlamentare Auriemma interrompe spaccio in piazza ad Acerra e fa arrestare pusher

Una scena di ordinaria illegalità nel cuore di Acerra. In piazza Renella, luogo di ritrovo per famiglie e ragazzi, due uomini sono stati fermati dalla Polizia di Stato dopo la segnalazione di Carmela Auriemma, deputata del Movimento 5 Stelle.

La parlamentare, vicepresidente vicaria del gruppo M5S alla Camera, si trovava in piazza quando ha notato un sospetto scambio tra due individui. Senza esitare, ha contattato il commissariato di Acerra, permettendo agli agenti di intervenire rapidamente e bloccare i presunti pusher.

“Ad Acerra si spaccia in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti, in una zona dove giocano i bambini – ha denunciato Auriemma –. Ringrazio gli agenti per la tempestività, ma non è accettabile che il centro cittadino sia ormai un mercato della droga a cielo aperto”.

Le sue parole rilanciano un tema che da anni preoccupa i residenti: la mancanza di controllo nelle piazze principali. “Nonostante l’assunzione di nuovi vigili urbani, non si riesce a garantire un presidio costante. Serve più presenza, più prevenzione, più coraggio”, ha aggiunto la deputata.

Piazza Renella non è nuova a episodi del genere: scambi rapidi, movimenti sospetti e silenzi assordanti. Quella che dovrebbe essere la vetrina della città si è trasformata, con il tempo, in un crocevia di paura e rassegnazione.

Il blitz di ieri, partito da una segnalazione civica, rappresenta per molti un segnale di speranza: la legalità può ancora passare dagli occhi e dal coraggio dei cittadini.

Somma Vesuviana, Neri chiarisce le dimissioni: “Decisione per rispetto dei cittadini, non per calcoli politici”

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Dopo la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno, parla l’ex consigliere comunale Vincenzo Neri, tra i firmatari delle dimissioni che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio Comunale di Somma Vesuviana. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, Neri chiarisce le ragioni della sua scelta, respingendo ogni riferimento alla candidatura della moglie del sindaco e rivendicando invece una posizione di coerenza politica e istituzionale. Alla base della decisione, spiega, “le modalità con cui l’amministrazione ha governato negli ultimi tempi”, caratterizzate – secondo Neri – da scarsa condivisione, atti già confezionati e una maggioranza sempre più fragile.

Segue il comunicato integrale dell’ex consigliere Vincenzo Neri.

È opportuno che io chiarisca le ragioni che mi hanno portato a essere tra i dimissionari del Consiglio Comunale di Somma Vesuviana. La mia decisione non ha nulla a che vedere con la candidatura della moglie del sindaco, ma è dovuta alle modalità con cui l’amministrazione ha governato negli ultimi tempi. Ci siamo trovati di fronte a scelte già prese, ad atti già confezionati, senza alcun confronto preventivo con i consiglieri e senza tener conto della nostra funzione di indirizzo della macchina amministrativa. Molto spesso, pur avendo legittime perplessità, si è dovuto votare atti in consiglio per garantire la tenuta dell’amministrazione. Gli ultimi consigli comunali sono stati un dato oggettivo sulla precarietà della maggioranza: si vedano i molteplici rinvii in seconda convocazione, le assenze, le votazioni. Tutti sintomi di una difficoltà strutturale nel governare che ha costretto il sindaco, volta per volta, a stare dietro al singolo e sperare nel numero minimo di consiglieri utili. Il sindaco, in una sua diretta, ha dichiarato di aspettarsi questa scelta da me. Significa che ricorda tutte le volte che gli ho manifestato le mie perplessità sulla sua gestione che, già mesi fa, stavano determinando una mia uscita dalla maggioranza. Si è sottolineato in più occasioni che la maggioranza fosse di “salute pubblica”, tenuta insieme per amministrare pur con visioni e ideologie diverse. Personalmente, per le motivazioni sopra descritte, ho ritenuto che non fosse più la scelta giusta. Somma Vesuviana merita un’amministrazione solida, che possa programmare con serenità e visione di intenti. Etichettare come “tradimento” la mia decisione è un modo semplicistico e strumentale per evitare un serio esame di coscienza sulle dinamiche che hanno segnato l’attività amministrativa dell’ultimo periodo. Il commissariamento è un passaggio obbligato, in considerazione che chi avrebbe potuto evitarlo non ha mai voluto cambiare regime. Secondo qualcuno, per “senso di responsabilità”, avrei dovuto continuare a reggere l’amministrazione pur non condividendone metodi e scelte. Invece, pur non rinnegando questi anni, ritengo di aver preso una decisione che va nell’interesse dei cittadini di Somma Vesuviana, che potranno, tra pochi mesi, decidere da chi farsi rappresentare.

Somma Vesuviana, si insedia il decimo commissario prefettizio dell’era repubblicana

Dopo le dimissioni di 13 consiglieri su 24 complessivi, il Vice Prefetto aggiunto dott.ssa Ida Carbone s’insedia a Palazzo Torino. Laureata in giurisprudenza, ha ricoperto numerosi incarichi presso le Prefetture di Trieste, Crotone e Napoli. Nel 2022 fu nominata commissario prefettizio ad Ottaviano.   Certamente, il suo arrivo in città delinea non solo l’increscioso scenario che si è venuto a creare nei giorni passati, ma potrebbe la sua figura diventare determinante per un paese al tracollo politico con problemi finanziari, gestione dei servizi e organizzazione interna. Somma Vesuviana nella sua storia ha avuto numerosi commissari prefettizi. Dagli inizi del Novecento ci sono stati ben 22 commissari prefettizi alternatisi a 25 sindaci tra cui anche sette podestà. Il primo commissario prefettizio nel 1906 fu l’avv. De Blasio Gaetano, seguì nel 1909 il Comm. De Nuntio Bartolomeo e, infine nel 1910 il marchese Sebastiano Pignatelli. Il loro incarico si posizionò tra i due mandati di grande sindaco dell’epoca: il cav. Michele Troianiello. La successiva introduzione del regime fascista esaltò invece la figura monocratica del podestà, che assommava cioè in sé tutte le funzioni di sindaco, della giunta e del consiglio comunale. Tutto ciò, comunque, non evitò tante volte il ricorso al commissario prefettizio: si pensi che dal primo podestà, dott. Alberto Angrisani, al notaio Paolo Emilio Restaino, sindaco nominato dalle Forze Armate d’occupazione, i commissari prefettizi furono ben dieci: Amato Cav. Luigi, De Rosa ing. Ugo, Sannino Comm. Dr. Gaetano, Sotgiù prof. Lorenzo, Caccia Uff. Dr. Francesco, Pennetti Gen. Cesare, Castellano Rag. Armando, Restaino Avv. Paolo Emilio, Modesti Rag. Raul, De Falco Dr. Vincenzo. Il 5 aprile del 1945, data fondamentale e importantissima per la città di Somma Vesuviana, il Prefetto di Napoli, Francesco Selvaggi, incaricato dal Governo militare alleato, nominò il professore Francesco Capuano sindaco, su segnalazione del Comitato provinciale di liberazione di Napoli. Con l’avvento della Repubblica arrivò finalmente il primo sindaco eletto, l’Avv. Michele Pellegrino. Erano le prime e vere elezioni quelle del 24 novembre del 1946: i votanti furono 6.680 su 8.919 elettori. L’ex podestà/sindaco, il notaio Paolo Emilio Restaino non riuscì a ricoprire la carica di primo cittadino per una pendenza giudiziaria. L’avvocato Michele Pellegrino, quindi, fu eletto sindaco, l’11 dicembre seguente, con 21 voti favorevoli. Da allora, la storia politica cittadina ha conosciuto successi, ma anche tante polemiche e numerosi contrasti, che non hanno mai giovato ad una città dalla storia millennaria. A riguardo, il 1°dicembre del 1951 arrivò già il primo commissario prefettizio della storia repubblicana nella persona del dott. Emanuele Sessa e, il 31 dicembre dello stesso anno entrò in scena per la prima volta Francesco De Siervo, che, in qualità di commissario prefettizio, resse le sorti del Municipio fino al primo giugno del 1952, divenendo in seguito sindaco. La storia va avanti tra tanti episodi: la risicata maggioranza di un solo voto in Consiglio, dopo le elezioni del 7 giugno 1970, diventò traballante proprio dopo la vittoria del sindaco Francesco De Siervo. La Giunta municipale cadde, il Consiglio cittadino venne sciolto e fu nominato commissario prefettizio il dr. Roberto D’Amato. Il 22 ottobre del 1987, invece, i consiglieri della maggioranza bocciarono il bilancio, favorendo lo scioglimento della Giunta del sindaco Antonio Piccolo. Arrivò il commissario prefettizio dott. Giovanni Battista Mastrosimone. Nel 1997, ancora, la sfida si svolse all’interno del centrodestra nel ballottaggio del 14 maggio. Fu eletto sindaco, ancora una volta, il settantaseienne Francesco De Siervo con 10.087 voti a favore contro il Dott. Natalino Pellegrino con 5.807 voti. Destituito, però, De Siervo dalla Prefettura per ineleggibilità, arrivò il commissario prefettizio Maria Grazia D’Ascia. Lo stesso avvenne con l’Amministrazione di Carmine Mocerino jr che cadde in seguito alle sue dimissioni. Il giovane sindaco non tollerando i condizionamenti dei vari gruppi che lo avevano appoggiato, provocò lo scioglimento del Consiglio e la nomina del Prefetto della dott.ssa Fiamma Spena a commissario prefettizio. Anche i cinque anni di sindacato del compianto Raffaele Allocca, vittorioso nelle elezioni del 2006, purtroppo, non si completarono per i soliti condizionamenti politici e affaristici. In città nuovamente fece ritorno il commissario prefettizio nella persona, stavolta, della dott.ssa Maria Guia Federico, che traghettò Somma Vesuviana alle nuove elezioni del 13/14 aprile del 2008. Il 2 febbraio del 2014, dopo che un fulmine settembrino aveva colpito la cuspide del campanile di San Domenico, danneggiandolo seriamente, venne a mancare all’età di 67 anni il sindaco Allocca, che si era imposto per la terza volta nelle elezioni del 2013.  Al suo posto subentrò Salvatore Di Sarno, vice sindaco, che pochi mesi dopo venne sfiduciato dai consiglieri. Arrivò il commissario prefettizio dott.ssa Franca Fico. L’ultimo commissario prefettizio è stata Carolina Iovino, nominata a febbraio del 2017 a seguito delle dimissioni dell’avv. Pasquale Piccolo, divenute irrevocabili, dopo l’affermazione nelle elezioni del 2014. (fonte foto: rete internet)    

Pasta italiana nel mirino degli Stati Uniti: in arrivo un super dazio del 107%

Il governo americano punta la lente sulla pasta italiana: una nuova misura commerciale potrebbe far lievitare i dazi fino al 107%. Preoccupazione tra i produttori e il governo italiano, che chiede un passo indietro a Washington.

La lunga disputa commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il vino, il formaggio e l’olio, ora è la pasta italiana a finire nel mirino di Washington.
Il Dipartimento del Commercio statunitense ha infatti annunciato un dazio del 91,74%, che andrebbe ad aggiungersi al 15% già esistente, portando così l’imposizione complessiva al 107%. Una misura che, se confermata, entrerebbe in vigore dal 1° gennaio 2026 e rischierebbe di colpire uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.

Le accuse di “dumping”

Secondo le autorità americane, alcune aziende italiane avrebbero venduto pasta sul mercato statunitense a prezzi inferiori rispetto al valore di produzione, danneggiando così la concorrenza locale.
Nel mirino ci sono in particolare La Molisana e Garofalo, accusate di aver fornito documentazione incompleta durante le verifiche del Dipartimento. A seguito di questa revisione, lo stesso dazio è stato esteso anche ad altre aziende italiane del settore, tra cui Barilla, Rummo e Sgambaro.

La pratica del cosiddetto “anti-dumping” non è nuova: già dal 1998 gli Stati Uniti impongono controlli periodici sui produttori italiani di pasta, ma un aumento così consistente non si vedeva da anni.

Reazioni e conseguenze

La risposta da Roma è stata immediata. I ministeri degli Affari Esteri e dell’Agricoltura si sono mossi per avviare un confronto diplomatico con Washington. Il ministro Francesco Lollobrigida ha definito la misura «ingiustificata e protezionista», sottolineando che «non esiste alcuna reale motivazione economica o commerciale per penalizzare in questo modo i nostri produttori».

Anche le associazioni di categoria parlano di un rischio enorme per l’intero comparto. Secondo Coldiretti, il dazio raddoppierebbe il prezzo della pasta sugli scaffali americani, favorendo imitazioni e marchi “Italian sounding” a scapito della qualità autentica.
Solo nel 2024, l’export di pasta italiana verso gli USA ha superato i 670 milioni di euro, rappresentando uno dei mercati più importanti per il settore.

Un duro colpo al Made in Italy

«Un provvedimento del genere sarebbe un colpo mortale per la nostra filiera», ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, denunciando che la decisione americana «sembra più politica che economica» e potrebbe rientrare in una strategia di rilocalizzazione della produzione sul suolo statunitense.

Ora la partita si sposta sui tavoli diplomatici: l’Italia e l’Unione Europea chiederanno ufficialmente una revisione della misura, con l’obiettivo di difendere uno dei simboli più riconosciuti e apprezzati del nostro Paese.

La pasta, da sempre ambasciatrice della cultura italiana nel mondo, rischia così di diventare il terreno di scontro di una guerra commerciale che va ben oltre i confini dell’economia.

Riaccendere il dialogo nella coppia dopo anni di silenzi

Quante volte ti sei trovato a condividere lo stesso spazio con il tuo partner, ma con la sensazione di essere a chilometri di distanza? Il silenzio che si insinua in una relazione può essere assordante e, spesso, ci si chiede se sia possibile riaccendere il dialogo e riscoprire quella connessione che un tempo sembrava indissolubile.

Perché cala il silenzio?

Il silenzio in una coppia può nascere per molteplici ragioni: incomprensioni, routine, o semplicemente il tempo che passa senza una comunicazione efficace. Come possiamo rompere questo silenzio senza sentirci vulnerabili o timorosi del giudizio?

Quali passi per riaccendere il dialogo in coppia

  1. Riconosci il problema: Il primo passo è ammettere che c’è un problema. Non ignorare il silenzio, ma affrontalo con la consapevolezza che entrambi avete il potere di cambiare la situazione.
  2. Crea un ambiente sicuro: Assicurati che entrambi vi sentiate a vostro agio nel condividere pensieri e sentimenti. Questo spazio deve essere libero da giudizi e critiche, dove ogni emozione è valida.
  3. Inizia con piccoli gesti: Un semplice “come è andata la tua giornata?” può rompere il ghiaccio e aprire la porta a conversazioni più profonde. Non sottovalutare il potere dei piccoli gesti e della gentilezza. Una carezza sul volto e parole gentili sono un ottimo modo per entrare facilmente in connessione con l’altro.
  4. Ascolta attivamente: Quando il tuo partner parla, ascoltalo con attenzione. Metti da parte il telefono, guarda negli occhi e mostra interesse sincero. L’ascolto attivo è fondamentale per ricostruire la fiducia.
  5. Mostrati (anche) vulnerabile: Condividi i tuoi sentimenti e le tue paure. La vulnerabilità può sembrare spaventosa, ma è essenziale per creare un legame autentico. Ricorda, nessuno è perfetto, e questo va bene.
  6. Stabilisci momenti di dialogo: Dedica del tempo solo per voi due, lontano dalle distrazioni quotidiane. Che sia una cena insieme o una passeggiata, l’importante è essere presenti l’uno per l’altro.

Il ruolo della comunicazione nella relazione

Il ruolo della comunicazione, strumento di eccellenza delle relazioni, chiaramente, esprime il suo “plus” nelle relazioni di coppia. Erroneamente, infatti, pensiamo (e di conseguenza agiamo) che la scelta di essere una coppia, di vivere e creare un futuro insieme, conduca automaticamente ad essere in sintonia, in connessione, con l’altro; che proceda tutto da sé, senza alcun impegno. Nulla di più sbagliato! Non stiamo considerando la nostra personale e quotidiana evoluzione (come persone) che necessita di essere trasmessa al partner affinché si possa creare una evoluzione della coppia. E se non si cresce cosa accade? … Esatto, bravi! Ci si ferma! Se viene a mancare l’impegno – che si manifesta anche imparando a comunicare in modo migliore, più utile, più efficace con l’altro – prima ancora che la volontà di relazionarci con chi ci è vicino, la relazione si spegne. Il silenzio ne è motivo ed anche segnale. A noi la scelta, come sempre. Se lo vogliamo veramente, gli strumenti per riaccendere dialogo, comunicazione e relazione, sappiamo anche trovarli. Il mio approccio alla tematica, lo avete visto leggendo, anche in questo caso, è strutturato per essere il più pratico possibile. Gli articoli in ComunichiAmo li realizzo, infatti, per offrire al lettore spunti pratici prima ancora che spunti di riflessione. In un tempo di tante chiacchiere, mi piace pensarla come una rubrica di “comunicazione prêt-à-porter”, vi insegno come fare e poi vi spiego il perché.