Bevono l’acqua in bottiglia a scuola, 4 studenti in ospedale

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  Momenti di apprensione in un istituto superiore di Casamicciola Terme, dove quattro studenti hanno accusato un malessere improvviso dopo aver consumato acqua minerale acquistata all’interno della scuola. Le bottiglie, secondo quanto emerso, risultavano regolarmente sigillate al momento dell’acquisto. Dopo i primi sintomi, i ragazzi sono stati accompagnati in via precauzionale all’Ospedale Anna Rizzoli per essere sottoposti a controlli medici. Tre di loro sono stati trattenuti nel reparto di Osservazione Breve Intensiva, dove sono rimasti sotto monitoraggio per circa 24 ore a causa di una sospetta intossicazione. Le loro condizioni, stando alle informazioni disponibili, non desterebbero particolari preoccupazioni, ma i sanitari hanno ritenuto opportuno proseguire con gli accertamenti. Una quarta studentessa, che avrebbe soltanto assaggiato l’acqua senza ingerirla in quantità significativa, è stata comunque fermata in osservazione a scopo cautelativo. Per lei il quadro clinico appare più rassicurante rispetto agli altri tre ragazzi. Sull’episodio sono immediatamente scattati i controlli delle forze dell’ordine. I Carabinieri della stazione locale hanno avviato un’indagine per chiarire l’accaduto e hanno proceduto al sequestro delle bottiglie di acqua coinvolte, così da consentire verifiche approfondite. Parallelamente, il Centro di Prevenzione dell’ASL Napoli 2 Nord ha attivato le procedure di competenza per risalire al numero di lotto dell’acqua minerale. L’obiettivo è valutare l’eventuale adozione di misure preventive sul commercio dell’intera partita, qualora emergessero criticità. I campioni sequestrati saranno sottoposti ad analisi di laboratorio per accertare l’eventuale presenza di sostanze anomale e fare piena luce su quanto accaduto all’interno della scuola.

Operaio precipita da un’impalcatura: è grave in ospedale

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Un grave incidente sul lavoro si è verificato nella mattinata di oggi a Castel di Sangro, dove un operaio impegnato in lavori di adeguamento strutturale all’interno del presidio ospedaliero cittadino è rimasto seriamente ferito dopo una caduta dall’alto. L’uomo, di origine napoletana, stava operando su un’impalcatura quando, per motivi ancora in corso di accertamento, ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto.

Secondo le prime ricostruzioni, la caduta sarebbe avvenuta da un’altezza di circa cinque metri. L’impatto al suolo è stato particolarmente violento e ha reso necessario un intervento immediato dei soccorsi. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 che, valutata la gravità delle condizioni del lavoratore, hanno disposto il trasferimento urgente in elicottero.

Il ferito è stato trasportato in codice rosso presso l’ospedale del capoluogo abruzzese, a L’Aquila, dove è stato ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni vengono definite gravi e restano costantemente monitorate dall’equipe medica.

Nel frattempo sono stati avviati gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente. Le autorità competenti stanno verificando il rispetto delle norme di sicurezza sul cantiere e l’idoneità delle strutture utilizzate durante i lavori. Non si esclude che possano essere disposti ulteriori controlli per accertare eventuali responsabilità.

L’episodio riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri temporanei e mobili, dove il rischio di incidenti gravi resta elevato nonostante le normative vigenti.

Parcheggio Stazione di Acerra: il Movimento 5 Stelle chiede un intervento immediato per decoro e sicurezza

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Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acerra ha formalmente richiesto al Comune un intervento urgente per il parcheggio della Stazione di Acerra, in Via dei Mille, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute da cittadini, lavoratori e studenti che quotidianamente utilizzano l’area. La situazione attuale del parcheggio presenta criticità evidenti: presenza di rifiuti, condizioni di scarso decoro urbano e una crescente percezione di insicurezza per le autovetture parcheggiate. Una condizione che incide negativamente sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine complessiva della città.

La posizione del Gruppo Territoriale M5S Acerra

«Il parcheggio della stazione è un’infrastruttura fondamentale per la mobilità cittadina – dichiara il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Acerra –. È utilizzato ogni giorno da centinaia di persone che scelgono il trasporto pubblico per lavoro o studio. Lasciarlo nel degrado significa non rispettare chi contribuisce al funzionamento della città e sceglie una mobilità più sostenibile». «Chiediamo interventi concreti e tempestivi – prosegue il Gruppo – perché il decoro urbano non è un tema secondario, ma un indicatore del livello di attenzione che un’amministrazione riserva ai cittadini e ai servizi pubblici».

Le dichiarazioni del Rappresentante del Gruppo Territoriale

Sul tema interviene anche Michele Paolella, Rappresentante del Gruppo Territoriale del M5S di Acerra: «Non stiamo parlando solo di rifiuti da rimuovere, ma di rispetto verso i cittadini. Quel parcheggio è il primo luogo che molti vedono arrivando ad Acerra: è, di fatto, un biglietto da visita della città. Oggi, purtroppo, restituisce un’immagine che non rispecchia il valore della nostra comunità». «Come Movimento 5 Stelle – aggiunge Paolella – continuiamo a svolgere il nostro ruolo di ascolto e di collegamento tra cittadini e istituzioni. Le segnalazioni ricevute non possono restare inascoltate. Chiediamo pulizia, decoro e misure che garantiscano maggiore sicurezza per le auto parcheggiate. Sono richieste semplici, legittime e doverose».

Impegno e monitoraggio

Il Movimento 5 Stelle Acerra fa sapere che continuerà a monitorare la situazione, mantenendo alta l’attenzione sul tema e informando la cittadinanza sugli sviluppi. «Acerra merita spazi pubblici curati, sicuri e funzionali – conclude il Gruppo Territoriale –. Continueremo a farci portavoce delle istanze dei cittadini, con serietà, determinazione e spirito costruttivo».

Controlli a San Giorgio, 23enne trovato con droga in auto e in casa

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  San Giorgio a Cremano: Dal controllo al codice della strada all’arresto per droga   Questa notte a San Giorgio a Cremano i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per droga il 23enne già noto alle forze dell’ordine Pasquale Borrelli. L’uomo, fermato mentre percorreva via San Martino durante un controllo al codice della strada, è stato trovato in possesso di un paio di dosi di hashish e marijuana. E’ scattata così anche la perquisizione domiciliare e lì i carabinieri hanno trovato quasi 52 grammi di hashish e diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente.. Il 23enne è stato arrestato e ora è in attesa di giudizio.   * NATO A MASSA DI SOMMA

La Festa di Sant’Antonio Abate: fede, fuoco e comunità a Somma Vesuviana

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Nel cuore più freddo dell’inverno, quando la luce sembra arretrare e il tempo rallenta, Somma Vesuviana rinnova uno dei suoi riti più antichi: la Festa di Sant’Antonio Abate. Sabato 17 gennaio il Casamale si raccoglie attorno al santo, maestro della Chiesa e patrono degli animali, per una celebrazione che intreccia fede, tradizione e memoria arcaica.   A custodire e rinnovare questo rito è la parrocchia della Collegiata, che insieme alle associazioni del Borgo continuano a farsi carico di una tradizione sentita e partecipata. Non si tratta di una semplice rievocazione, ma di un gesto collettivo, curato con attenzione e rispetto, in cui ogni dettaglio contribuisce a restituire il senso profondo della festa. Il pomeriggio si apre alle ore 16.30, quando la solenne processione prende avvio e attraversa le strade del Borgo come un lento respiro collettivo. È il primo segno visibile della festa. Gli animali vengono benedetti, rinnovando un legame antico tra l’uomo, la terra e le sue creature. La celebrazione della Santa Messa, al calare del giorno, riporta il rito alla sua dimensione più intima e sacra, mentre il pane benedetto diventa gesto di condivisione e protezione. Quando la sera avanza, il tempo sembra farsi più denso. Alle 18.30, figure in abiti d’epoca restituiscono frammenti di vita di Sant’Antonio Abate. Attori, figuranti e musici danno corpo a una storia che appartiene tanto alla leggenda quanto alla devozione popolare.  A seguire, alle 19.30, il fuoco prende voce. Il Fucarònë si accende e la notte si apre alla luce. Sant’Antuòno non è soltanto un santo: è una figura sospesa tra la storia e il mito. Nato in Egitto, padre del monachesimo orientale, visse da eremita in condizioni estreme, affrontando solitudine, tentazioni e silenzi. La tradizione racconta che, nonostante una vita austera, visse fino a 105 anni. Il viaggio delle sue reliquie – dall’Egitto ad Alessandria, poi a Costantinopoli e infine ad Arles – è anche un viaggio di guarigione. In Francia si diffusero racconti di miracoli, soprattutto legati alle malattie del “fuoco”, come l’herpes zoster e l’ergotismo, che divoravano i corpi. Gli Antoniani, infermieri e frati laici, curavano i malati usando rimedi semplici e antichi, tra cui il grasso di maiale, alimento e medicina insieme. Fuoco e maiale: due simboli che ritornano, insistenti, nella festa di Sant’Antuòno. Il santo è patrono degli animali e del fuoco, e il falò ne diventa il segno più potente. A Somma Vesuviana il fuoco non è mai soltanto fiamma: è memoria, tradizione, linguaggio, e identità condivisa. Un tempo questa festa era una necessità per le comunità agricole. Oggi sopravvive grazie all’impegno della Chiesa locale e delle realtà associative del territorio, che continuano a tramandarla alle nuove generazioni, mantenendo vivo un patrimonio che non è solo religioso, ma profondamente umano. Attorno al Fucarònë la comunità si stringe. Il fuoco diventa centro di luce e di calore, rompe l’immobilità della stagione e restituisce il desiderio di stare insieme. Si mangia, si parla, si ride. Salsicce, costine, nnòglie vengono cotte e conservate sotto la cenere, anch’essa sacra. Quando le fiamme danzano nella notte, l’inverno sembra meno ostile. Il Fucarònë non scalda solo i corpi, ma rinnova un patto antico tra la comunità, la fede e il tempo.  

Terzigno conferisce la cittadinanza onoraria al prof. Raffaele Urraro

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Riceviamo e pubblichiamo Il Comune di Terzigno conferirà la cittadinanza onoraria al professor Raffaele Urraro, docente, poeta e scrittore, che per decenni ha insegnato materie letterarie al Liceo scientifico di Terzigno, contribuendo in maniera determinante alla formazione culturale e umana di intere generazioni di studenti. La cerimonia si terrà sabato 17 gennaio 2026, alle ore 10, presso la Sala consiliare del Comune di Terzigno, nel corso di un Consiglio comunale appositamente convocato. Il conferimento della cittadinanza onoraria nasce dal desiderio dell’Amministrazione comunale di rendere un riconoscimento ufficiale a un educatore che ha rappresentato, per lunghi anni, un punto di riferimento solido e autorevole per la comunità scolastica e cittadina. Attraverso l’insegnamento delle discipline letterarie, il prof. Urraro ha saputo trasmettere non solo conoscenze, ma anche metodo, senso critico e passione per lo studio, lasciando un segno profondo e duraturo nei percorsi di vita di tanti giovani. Accanto all’attività didattica, Raffaele Urraro ha sviluppato un significativo percorso culturale come poeta e scrittore, con opere pubblicate da importanti case editrici nazionali, contribuendo alla diffusione del pensiero umanistico e letterario ben oltre i confini del territorio vesuviano, senza mai interrompere il legame con la scuola e con la comunità di Terzigno. Dopo la cerimonia ufficiale in Consiglio comunale, sono previsti interventi, testimonianze e performance artistiche a cura di ex alunni del professore, che renderanno omaggio al docente e all’uomo, raccontando l’eredità culturale e umana lasciata nel corso di una lunga carriera dedicata all’educazione. Un momento di riconoscimento istituzionale e collettivo, che intende celebrare il valore dell’insegnamento come atto civile e la scuola come luogo in cui si costruisce il futuro di una comunità.

San Felice da Nola: la storia e le leggende del santo del 14 gennaio

Oggi 14 gennaio si festeggia San Felice da Nola, santo festeggiato in tantissime città campane, in particolare a Nola e Cimitile Tante sono le storie e le leggende che girano intorno a San Felice, ma una tra tutte racconta di quando un giorno, il giovane Felice, riuscì a liberare con una sua preghiera due uomini indemoniati. Una volta saputo il fatto, il governatore di Nola Archelao, lo arrestò con l’intento di interrogarlo. In quel momento Felice recitò una preghiera e una profonda voragine inglobò il tempio. In quel momento, incredulo, Archelao si gettò ai suoi piedi e gli chiese di essere battezzato. Da quel momento anche tutta la popolazione si convertì al Cristianesimo e Felice fu nominato primo vescovo di Nola. Altra leggenda interessante è la “Leggenda del ragno”: Felice, inseguito da alcuni nemici, decide di nascondersi in una casa abbandonata per non farsi trovare. Riesce ad entrare passando per uno stretto pertugio e, una volta dentro, un ragno tesse una ragnatela per confondere i persecutori. Quest’ultimi, notando il ragno e la ragnatela, deducono che di lì non ci passi nessuno da giorni e quindi vanno via, permettendo al santo di salvarsi. Ultima, ma non per importanza, è una curiosità legata al famoso “miracolo della liberazione dalla prigione”, celebrata tutt’oggi come simbolo di speranza e fede salda. La leggenda narra che un angelo apparve nella cella dove era detenuto il santo per liberarlo dalle catene, permettendogli di fuggire e di continuare la sua missione pastorale. Inoltre, nel paese di Cimitile, si svolge l’attesissima processione in suo onore. L’evento prevede che la statua di San Felice venga portata in giro per le strade, accompagnata da un coro composto da fedeli e bambini, intonando l’inno al Santo. Questo è un momento molto sentito da tutta la comunità ed è un momento di unione, che permette alle persone di sperare ancora in qualcosa.

Un Natale di arte e comunità: il successo di “Natale Creativo a Gragnano”

Si è concluso con grande partecipazione ed entusiasmo “Natale Creativo a Gragnano: Arte, Tradizioni e Comunità”, il programma di eventi che ha animato il periodo natalizio coinvolgendo attivamente la cittadinanza e, in particolare, bambini, ragazzi e famiglie. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di incontro, condivisione e valorizzazione culturale, confermando il ruolo della cultura come strumento di coesione sociale e crescita collettiva. Nel corso delle diverse attività sono stati coinvolti circa 200 bambini del territorio, che hanno preso parte con entusiasmo ai laboratori creativi, ai percorsi narrativi e ai momenti di animazione, trasformando gli spazi della città in luoghi di espressione, gioco e partecipazione. Il programma ha preso il via il 23 dicembre con il laboratorio “Il Muro dei Desideri”, che ha portato alla realizzazione di un murales collettivo, simbolo dei sogni e delle speranze della comunità. La giornata si è conclusa con una performance teatrale, la cui messa in scena è stata curata da Annalucia Galizia, capace di coinvolgere attivamente gli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale Roncalli–Lizzadri, valorizzandone creatività ed espressività. Il 27 dicembre è stato dedicato alla riscoperta delle tradizioni locali con la visita narrativa “Le vie del presepe”, guidata da Luca Manzi, esperto di arte presepiale, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso tra storia, simboli e racconti della tradizione natalizia. La giornata si è poi conclusa con una tombolata comunitaria, momento di socialità e condivisione intergenerazionale. Il 29 dicembre ha visto protagonisti la lettura, la fantasia e il racconto, con un laboratorio di letture animate seguito, nel pomeriggio, dall’attività “Fumetto Manga e Storytelling”, che ha offerto ai più giovani nuovi strumenti espressivi per raccontare storie e immaginare mondi. Il percorso si è concluso il 30 dicembre con un grande evento di animazione territoriale, tra musica, giochi e intrattenimento per bambini, curato da Ammuina Animation, che ha trasformato la festa finale in un momento di gioia condivisa e partecipazione collettiva. Il programma “Natale Creativo a Gragnano”, promosso dall’associazione di volontariato InnovAzioni Sociali e realizzato con il contributo della città metropolitana di Napoli, ha dimostrato come iniziative culturali partecipate possano rafforzare il senso di comunità, valorizzare le tradizioni locali e creare occasioni concrete di incontro tra generazioni. “Siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti con ‘Natale Creativo a Gragnano’. La grande partecipazione dei bambini e delle famiglie, la collaborazione con scuole e associazioni locali e l’entusiasmo con cui tutti hanno preso parte alle attività dimostrano che la cultura e la creatività sono strumenti efficaci per costruire comunità, promuovere valori condivisi e rafforzare i legami tra generazioni. Questo progetto conferma l’impegno della nostra associazione a offrire occasioni di crescita, incontro e divertimento a tutta la cittadinanza“, ha dichiarato la presidente dell’associazione InnovAzioni Sociali Annamaria Somma. A Gragnano, dunque, il Natale non è stato vissuto solo come celebrazione, ma come esperienza collettiva di creatività, relazione e appartenenza, che ha lasciato un segno positivo nel territorio e nelle persone che lo abitano.

Casamarciano, “101 pagine 101 storie”: domani la presentazione del libro di Varnadi Ceriello al Padre Arturo D’Onofrio

Domani, giovedì 15 gennaio, alle ore 18:00 presso l’IC “Padre Arturo D’Onofrio” di Casamarciano, guidato dalla dirigente scolastica Rita Esposito, sarà presentato il nuovo libro di Luciano Varnadi Ceriello, “101 pagine 101 storie”, con un evento di narrazione e musica dal vivo. L’autore proporrà letture di storie estratte dal libro con accompagnamento musicale affidato al M° Giuseppe Giulio Di Lorenzo, trasformando la presentazione in un’esperienza immersiva tra parola, suono e ascolto condiviso. Il libro è una raccolta di racconti brevissimi, uno per ogni pagina del volume. Ogni pagina è un mondo che si apre e si chiude nello spazio di un respiro: Luciano Ceriello raccoglie racconti brevi, intensi, pensati per essere letti, ascoltati e ricordati. Storie che nascono dalla tradizione orale italiana, dalle leggende, dalle parole dimenticate, dai silenzi che abitano i vicoli, i porti, le case chiuse a chiave da tempo. Non ci sono capitoli lunghi né pause forzate. Si può aprire il libro a caso, leggere una storia e richiuderlo. O leggerle tutte, una dopo l’altra, come si fa con le voci che non vogliono tacere. Luciano Varnadi Ceriello è scrittore, narratore, cantautore e insegnante, laureato in Lettere moderne. La sua carriera artistica si distingue per l’originalità del linguaggio e l’incrocio tra musica, parola e performance. Ha pubblicato numerose opere tra narrativa, progetti sinestetici e testi musicali. La produzione di Ceriello si estende anche alla musica e alla performance, con progetti che reinterpretano opere classiche in chiave contemporanea e testi che trasformano melodie famose in racconti cantati.

Tar dà ragione al Comune di Acerra: la Regione Campania deve bonificare diversi siti

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  ACERRA – Il Comune di Acerra ottiene un risultato storico nella lunga battaglia per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Diventa esecutiva, infatti, la relazione del Commissario ad Acta nominato dal Ministero dell’Ambiente che obbliga la Regione Campania a provvedere alla bonifica di diversi siti ricadenti nel territorio cittadino. Con la deliberazione di Giunta comunale n. 6 del 13 gennaio 2026, l’Amministrazione prende atto della soccombenza definitiva della Regione Campania nei giudizi promossi dall’Ente e chiede formalmente l’immediata e integrale esecuzione delle sentenze del TAR Campania e di quanto disposto dal Commissario ad acta. Tutto parte a Luglio del 2017 ed arriva alle sentenze n. 437/2021 e n. 4730/2022 del TAR Campania, le quali hanno accertato in modo inequivocabile l’inadempimento regionale, riconoscendo la fondatezza delle azioni promosse dal Comune di Acerra e imponendo alla Regione l’obbligo di fare le bonifiche e rimborsare le somme anticipate dall’Ente. La perdurante inerzia della Regione ha reso necessaria persino la nomina di un Commissario ad acta, che ha certificato lo stato di attuazione parziale e incompleto degli interventi dovuti. La relazione finale del Commissario ad acta è stata trasmessa al Comune di Acerra nel settembre 2025, ma è divenuta giuridicamente esecutiva solo nel dicembre 2025, a conclusione dell’iter previsto. Solo a partire da tale momento l’Amministrazione comunale ha potuto assumere atti formali e vincolanti, come la deliberazione approvata dalla Giunta. Il Comune ha agito tempestivamente non appena ne ha avuto piena legittimazione giuridica. La deliberazione di Giunta recepisce integralmente la Relazione finale del Commissario ad acta e sollecita la Regione Campania a dare immediata esecuzione alle sentenze, con priorità alla rimozione dei rifiuti, alla messa in sicurezza e alla bonifica dei siti ancora critici, nonché allo stanziamento delle risorse necessarie nel Bilancio di previsione 2026-2028, come espressamente richiesto dal Commissario. La Giunta comunale ribadisce che l’Accordo Operativo del 2009 è un atto vincolante e che la tutela dell’ambiente e della salute pubblica non può più essere rinviata. Per questo, l’Amministrazione ha demandato agli uffici competenti la valutazione di ulteriori azioni legali qualora dovessero persistere ulteriori inadempimenti. Tra i siti da bonificare ci sono Contrada Area di Settembre, Contrada Tappia, Contrada Porchiera Pantano e il Lagno Gorgone. Questo risultato non è frutto di improvvisazione, ma rappresenta l’esito di una battaglia legale e istituzionale iniziata otto anni fa, nel 2017, con la deliberazione di Giunta comunale n. 1 del 10 luglio 2017, primo atto della nuova Giunta comunale insediatasi, che segnò l’avvio formale dell’azione giudiziaria e amministrativa contro la Regione Campania per l’inadempimento degli obblighi sulle bonifiche ambientali. Da allora, il Comune di Acerra ha portato avanti un percorso complesso e determinato, fatto di diffide, ordinanze, atti di indirizzo, relazioni tecniche, richieste di finanziamento e ricorsi giurisdizionali, sostenuto dal lavoro costante degli uffici comunali, dei dirigenti e degli amministratori che si sono succeduti, con un unico obiettivo: difendere il territorio, la salute dei cittadini e il diritto di Acerra al rispetto degli impegni assunti dalle istituzioni sovraordinate. “Con questo atto – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – il Comune di Acerra riafferma un principio chiaro e non negoziabile: se oggi la Regione Campania è obbligata ad agire, è perché il Comune di Acerra ha agito. Le sentenze si rispettano e chi ha perso in giudizio deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità, nell’interesse del territorio e della comunità”.