Qualche nota sulla storia vesuviana del baccalà

Ripartirà, tra poco, sul giornale la pubblicazione delle “Ricette di Biagio”, in una versione rinnovata, in cui troveranno spazio riferimenti alla storia e alla letteratura napoletana, alle immagini del cinema e della pittura, e – modesto omaggio all’immenso Carlo Petrini – all’interessante dibattito sulla storia degli odori e dei sapori. In questo articolo c’è una notizia inedita sul commercio dei “salumi e salami” a metà dell’’800.     Il primo capoluogo vesuviano – mi riferisco a Vesuviano interno – del baccalà e dello stocco fu Sant’ Anastasia. Favorirono questo primato il gran numero di osterie e taverne disseminate nel territorio, la posizione strategica del paese, perno di un complesso sistema di strade a intenso traffico commerciale, l’abbondanza d’acqua nel “lagni” montani, i riti religiosi e civili connessi al culto della Madonna dell’Arco. Nel solo mese di agosto del 1603 a Sant’ Anastasia si consumarono “tomole 241” di sale ricevute dalla Regia Corte”, con un consumo a testa di Kg. 3, 78. Un consumo sproporzionato, che si può spiegare col fatto che il sale veniva usato, di contrabbando, nella nascente industria del pesce salato. E per definire correttamente i termini di una questione che non è mai stata affrontata con il metodo richiesto dalla sua complessità, ricordiamo ciò che scrisse nel 1990 Cosimo Scippa, che fu sindaco di Sant’ Anastasia e pubblicò i più importanti documenti dell’archivio storico del Comune: dal 1847 al 1910 “la più grande industria del nostro paese era la lavorazione dei pesci salati”.   “Inizialmente avevo letto la notizia nell’ Annuario del Porto di Napoli del 1901 e non avevo dato il giusto valore a una voce, ivi segnata, che riportava l’export di tale Francesco Maione di S. Anastasia per L. 8900”. Ma gli atti comunali dei sec. XVIII e XIX confermarono al sindaco- storico che l’industria dei pesci salati non solo dava lavoro a più di metà della popolazione, ma procurava alla città lo stesso problema rilevato, a Napoli, dallo Spatuzzi: i baccalajuoli avevano la pessima abitudine di riversare l’acqua di ammollo per le strade in qualsiasi ora del giorno e della notte. Gli abitanti di Sant’ Anastasia capirono subito che questo primato aveva una base fragile, perché in ogni Comune del territorio c’erano “officine” in cui si preparavano pesce salato, baccalari e stocchi, anche se la “spugnatura” dello stocco non era una tecnica semplice. Quelle basi sarebbero diventate più solide, se un’opportuna politica dei dazi avesse attratto in Sant’ Anastasia i “baccalajuoli“ del territorio. E quanto fosse chiara la situazione è dimostrato dal fatto che già a metà del sec. XVII i cittadini di Sant’ Anastasia ottennero che venisse rivista la gabella della “salsuma” e cancellato il dazio di un “grano a rotolo delle sarache e dell’oglio, poiché si vuole da tutti “che si vendano le sarache per locali e forastieri senza pagare la gabella, e si venda questa gabella franca di oglio e di sarache sia in grosso o a minuto.”.   Questa politica daziaria venne praticata per due secoli, almeno. E quando gli amministratori sommesi – Sant’ Anastasia fu fino al 1810 “casale” di Somma – tentarono di modificarne i princìpi e di adeguare i dazi anastasiani a quelli adottati nel territorio, fu ferma l’opposizione dei cittadini del “Casale”, sostenuti non solo dalla potenza dei Domenicani, ma anche dall’energia e dall’intelligenza economico – finanziaria di una borghesia che si stava specializzando nel commercio di altri due prodotti “forestieri” diventati anastasiani di adozione: l’olio e il capretto. Nel settembre del 1826 a Ottajano viene aumentato il dazio non solo  su ogni tipo di farina, cioè “grano, granone, germano, fiore, saragolla, mischio” e perfino sul “farretiello e sull’azzimatura”,  ma anche su ogni genere “ di salumi e salami”:  un ducato “per ogni vaccina in generale non che buffale tanto piccole che grandi”; grana 10 “per ogni animale pecorino qualunque, esclusi gli agnelli”; carlini 10 per ogni “cantaio di salume, e cioè alici salate, anguille salate, acciughe secche o in salamoia, baccalà secchi o in salamoia, tomacchio, salacche secche o in salamoia, sarde salate, stocco pesce, tarantello e tonnina, oparelle sarde e fragaglie salate.”.   Ebbene, i corrispondenti dazi applicati dal Comune di Sant’ Anastasia tra il 1825 e il 1828 sono inferiori a quelli di Ottajano, in media, del 25%. Le cose incominciarono a complicarsi verso la metà del secolo, quando coloro che controllavano il mercato della carne misero le mani sulle leve del potere politico. Nel 1854 la gabella su “salumi e salami” venne, per la prima volta da almeno un trentennio, accresciuta del 10%. Alla fine del 1859 a Sant’Anastasia si arrivò, quasi a una battaglia campale tra la consorteria dei “baccalajuoli” e il partito dei “buccieri”, i venditori di carne vaccina e agnelli e capretti, per stabilire la destinazione di un residuo attivo di bilancio di 300 ducati. I baccalajuoli proposero di eliminare il dazio su “salumi e salami”, sostenendo che l’esosità della gabella aveva costretto più di venti rivenditori ad andar via dal paese (nell’elenco degli “emigrati” ci sono anche membri della famiglia Piccolo, che tuttavia da almeno dieci anni erano pizzicagnoli in Somma).  I buccieri, tra i quali contavano molto i Borrelli, contrabbandieri delle “vaccine”, chiedevano invece l’abolizione del dazio sulle carni: e furono accontentati dal Decurionato.   I baccalajuoli ricorrono all’ lntendente, il Principe di Ottajano, “che quotidianamente benefica, i poveri”, nella certezza che “la Vergine SS. dell’Arco metterà in testa all’Eccellenza buoni propositi”. Ma poiché non era certo che la Madonna si schierava con il loro partito, i commercianti di baccalà e affini fanno cadere nel cuore del Principe il tarlo di un sospetto, che i capi dei buccieri, Marino Paparo e Domenico Liguori, attraverso i buoni uffici di Raffaele De Luca, onnipotente barbiere, abbiano corrotto con 30 ducati un funzionario dell’Intendenza. E un “gamorrista” legato al clan degli ottajanesi “Francese” dichiara alla polizia (AC. Ottajano, 26 maggio 1859) che i carri che trasportano baccalà e altri “salumi e salami” da Somma e da Sant’Anastasia in tutto il territorio vesuviano non pagano il “diritto di passo” e “non sono sottoposti ai soliti contributi”. Insomma, la camorra vesuviana incomincia a presentarsi anche come “camorra sociale”.      

Torre del Greco, accoltellato un uomo durante una rissa

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A Torre del Greco è stato accoltellato un uomo di 39 anni durante una rissa. La vittima era già nota alle autorità.

Questo è uno dei tanti episodi di aggressioni ingiustificate a seguito di liti degenerate in violente risse.

Stavolta l’evento è accaduto a Torre del Greco durante la notte, dove un uomo di 39 anni è stato aggredito e accoltellato diverse volte durante una lite.

La vittima è stata immediatamente trasportata all’ospedale Maresca dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine.

In ospedale sono intervenuti gli agenti della stazione di Torre del Greco dopo aver ricevuto la segnalazione dell’arrivo al pronto soccorso dell’uomo con diverse ferite da arma da taglio. I sanitari sono intervenuti subito prestando tutte le cure del caso al 39enne.

Stando ad una prima ricostruzione degli eventi, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine di una rissa avvenuta in Via Vittorio Veneto, nel centro di Torre del Greco. Non sono ancora chiare le cause che abbiano provocato la rissa.

Dopo l’intervento, l’uomo è stato ricoverato in prognosi riservata ma i medici hanno escluso il pericolo di vita, nonostante le ingenti ferite riportate.

Intanto, i militari stanno raccogliendo le testimonianze dei presenti e le eventuali immagini delle telecamere di video sorveglianza presenti in zona per ricostruire la dinamica dell’aggressione e i responsabili.

Pomigliano d’Arco, Saiello (M5S) : “Costruire una prospettiva stabile per lavoratori e imprese”

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“Il polo industriale di Pomigliano d’Arco sta vivendo una fase di profonda incertezza: riduzione delle produzioni, ricorso frequente agli ammortizzatori sociali e vertenze che coinvolgono lavoratrici, lavoratori e imprese dell’indotto. È un quadro che non può più essere affrontato con misure emergenziali, ma richiede una strategia industriale chiara e definita”. Lo dichiara il capogruppo regionale campano del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello, a margine del convegno dedicato al polo industriale di Pomigliano d’Arco, svoltosi ieri sera alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, della deputata del Movimento 5 Stelle Carmela Auriemma e di rappresentanti delle categorie sindacali.

“Quando entra in crisi un polo come Pomigliano –  continua Saiello – non si ferma solo una fabbrica, ma si indebolisce un intero sistema sociale ed economico. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una successione di tavoli istituzionali, annunci e interventi tampone che non hanno però prodotto una visione industriale di lungo periodo. La cassa integrazione può essere uno strumento necessario, ma non può diventare la condizione strutturale del lavoro industriale. La vertenza Trasnova rappresenta in modo evidente ciò che sta accadendo nell’indotto. Anche quando si riesce a evitare il licenziamento dei lavoratori, non si risolve il problema alla radice, ma lo si rinvia soltanto nel tempo. Questo significa che il sistema resta fragile ed esposto a nuove crisi”.

“Come Consiglio regionale – conclude Saiello – faremo la nostra parte per costruire una prospettiva stabile per Pomigliano e per l’intero sistema industriale campano. La tutela del lavoro è un obiettivo che continueremo a perseguire con responsabilità e programmazione”.

Brusciano, successo per il Premio “Sulla Strada della Vita – Fabio Postiglione”

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Una mattinata di memoria, legalità e impegno civile dedicata alle nuove generazioni

Si è svolta presso l’Aula Consiliare “Giancarlo Siani” del Comune di Brusciano la cerimonia conclusiva del progetto educativo “Sulla Strada della Vita – Premio Fabio Postiglione”, promosso dall’Amministrazione Comunale con l’obiettivo di trasmettere ai giovani i valori della legalità, della responsabilità civile e della libertà di informazione attraverso la figura del giornalista Fabio Postiglione. L’iniziativa ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo dell’informazione e delle istituzioni. Presenti il sindaco Giacomo Romano, l’assessore Monica Cito, Valentina Trifiletti, giornalista Mediaset e moglie di Fabio Postiglione, Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, Gianluca Abate del Corriere della Sera, Claudio Silvestri, segretario aggiunto della Fnsi, Geppina Landolfo, segretaria del Sugc, Mimmo Rubio, responsabile del Dipartimento Legalità del Sugc, Luciana Esposito di Napolitan, Mario Pepe de Il Roma, Chiara Marasca del Corriere del Mezzogiorno, Andrea Fiorentino, giornalista freelance, e Giuseppe Di Maio, responsabile emergenza 118 dell’ODV Insieme si Può. Nel corso della mattinata, caratterizzata da momenti di intensa partecipazione emotiva, gli ospiti hanno condiviso ricordi, riflessioni e testimonianze sulla figura di Fabio Postiglione, sottolineandone il rigore professionale, il coraggio e il profondo senso etico che hanno contraddistinto il suo percorso umano e giornalistico. Protagonisti dell’evento sono stati gli studenti dell’Istituto Comprensivo “De Filippo – De Ruggiero”, che hanno presentato i video spot realizzati nell’ambito del progetto. Gli elaborati hanno dimostrato maturità, sensibilità e capacità di interpretare i temi affrontati durante il percorso formativo. Il lavoro vincitore, dedicato alla figura di Fabio Postiglione, ha particolarmente colpito la giuria e il pubblico per la forza del messaggio e l’intensità della narrazione. Tra i momenti più significativi della cerimonia, la lettura della lettera che gli studenti hanno dedicato a Valentina Trifiletti e la consegna del dipinto realizzato dal maestro Pasquale Terracciano, raffigurante Fabio insieme al suo amato Diego. Un gesto artistico e umano che ha suscitato profonda commozione tra i presenti. Nel corso dell’evento sono state inoltre consegnate targhe di riconoscimento ai rappresentanti del mondo del giornalismo, delle associazioni e delle realtà che hanno sostenuto il progetto, contribuendo a trasformare la memoria in uno strumento concreto di educazione e crescita civile. «Questa iniziativa – ha dichiarato il sindaco Giacomo Romano – ha dimostrato come il ricordo possa diventare occasione di formazione e cittadinanza attiva. Fabio Postiglione continua a parlare ai giovani attraverso l’esempio della sua vita e del suo lavoro». Per l’assessore Monica Cito, ideatrice del progetto, «la più grande soddisfazione è stata vedere i ragazzi confrontarsi con una storia autentica e trasformarla in consapevolezza. La memoria acquista valore quando riesce a generare futuro». La manifestazione si è conclusa con la premiazione degli studenti e con un lungo applauso dedicato a Fabio Postiglione, simbolo di un giornalismo libero, coraggioso e profondamente umano. (fonte foto: rete internet)  

Torre del Greco, Premio “Miglio d’oro, fiore del mediterraneo” alle studentesse del I.S. “F. Degni”

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Si è tenuta  a Torre Del Greco, nei locali dell’ex convento seicentesco di piazza Luigi Palomba, sede storica del Liceo Artistico ex Scuola d’arte, oggi I.S. “F. Degni”, la cerimonia di consegna del Premio “Miglio D’oro, fiore del Mediterraneo”, patrocinato dal Rotary E-Club Vesuvio, Distretto 2101.
Il Premio, destinato alle allieve dell’indirizzo professionale per il Made in Italy, sezione Moda, è stato attribuito a ben otto alunne, con posizioni ex aequo per il primo, secondo e terzo posto, oltre a due menzioni speciali.
Grande l’emozione delle studentesse premiate, che in questi giorni si stanno preparando all’esame di maturità.
La dirigente scolastica Benedetta Rostan rivolgendosi agli astanti “ha ringraziato per l’attenzione alle “sue ragazze” e per l’impegno nella promozione della scuola come supporto strategico alla crescita dell’imprenditoria, la valorizzazione dell’artigianato e l’impegno sociale delle iniziative proposte dal Rotary, in particolare l’E-Club Vesuvio che stamattina ha visitato la scuola”.

Somma Vesuviana. “Missione natura green”: la tutela dell’ambiente unisce la comunità

Riceviamo e pubblichiamo “Missione Natura Green” 5^ Edizione: grande partecipazione della comunità per i piccoli custodi della terra del Primo Circolo Didattico “Raffaele Arfè“ Il 28 maggio si è svolta con grande partecipazione ed entusiasmo la 5^ edizione di “Missione Natura Green: piccoli custodi della terra”, iniziativa promossa dal Primo Circolo Didattico “R. Arfè” di Somma Vesuviana, nell’ambito del progetto “Natura Green – outdoor learning experience”, presso l’area antistante l’ipogeo dell’Abside della Chiesa Collegiata, nel cuore del quartiere antico del Casamale. La manifestazione ha rappresentato un autentico momento di comunità, capace di unire scuola, famiglie, associazioni e territorio in un’esperienza educativa ricca di significato umano, culturale e ambientale. Protagonisti della giornata sono stati gli alunni della scuola primaria del Plesso Gino Auriemma Casamale che, accompagnati dai docenti e sostenuti con entusiasmo dai genitori, hanno animato gli spazi del borgo antico con colori, creatività, sorrisi e messaggi dedicati alla tutela dell’ambiente e alla cura del bene comune. Attraverso attività laboratoriali, installazioni creative, slogan e momenti di cura condivisa degli spazi urbani, i bambini hanno dato voce a un messaggio semplice ma profondo: custodire il territorio significa custodire la memoria, la bellezza e l’identità della propria comunità. Straordinaria la partecipazione delle famiglie, che hanno accolto l’iniziativa con sensibilità e spirito collaborativo, contribuendo a rendere la scuola un luogo aperto, vivo e generatore di relazioni positive. La presenza attiva di genitori, cittadini e realtà associative ha confermato quanto la scuola possa rappresentare un autentico collante sociale, capace di creare legami, promuovere senso di appartenenza e costruire percorsi condivisi di cittadinanza attiva. Particolarmente significativa è stata la scelta di svolgere l’evento nel quartiere antico del Casamale, luogo simbolico della memoria storica e culturale della città. Restituire attenzione e cura a questi spazi significa educare le nuove generazioni al rispetto delle proprie radici e alla valorizzazione dei luoghi che custodiscono l’identità collettiva. L’iniziativa ha inoltre rafforzato il prezioso rapporto di collaborazione tra la Scuola e le realtà del territorio, con la Parrocchia, le Associazioni, in particolare con gli “Amici del Casamale”, partner fondamentali nei percorsi di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del borgo antico con cui abbiamo un protocollo di intesa aperto da cinque anni. Un sentito ringraziamento va alla “LR Designer”, alla famiglia Esposito di via Piccioli, ai docenti, al personale scolastico, alle famiglie e a tutti coloro che, con disponibilità e partecipazione, hanno contribuito alla piena riuscita della manifestazione. “Missione Natura Green” non è stata soltanto un’attività scolastica, ma un’esperienza concreta di educazione alla cittadinanza, alla sostenibilità e alla memoria dei luoghi: una testimonianza di come la scuola possa diventare motore di comunità, laboratorio di partecipazione e presidio culturale capace di generare bellezza, collaborazione e futuro

Somma Vesuviana, ballottaggio, Nocerino: “Nessun appoggio, saremo una minoranza costruttiva e vigile”

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Riceviamo e pubblico Conferenza stampa di Peppe Nocerino insieme a Gianmartino Maiello e Raffaele Ciccarelli. “Dialogo con tutti, ma senza accordi. Priorità assoluta fare chiarezza sui conti del Comune”   SOMMA VESUVIANA – Nessun apparentamento, nessun accordo politico e nessuna indicazione di voto in vista del ballottaggio del 7 e 8 giugno che vedrà sfidarsi Silvia Svanera e Antonio Granato. È la linea tracciata da Peppe Nocerino nel corso della conferenza stampa convocata dopo il primo turno delle elezioni comunali, insieme a Gianmartino Maiello di Siamo Sommesi e Raffaele Ciccarelli di Spazio Agon. Un incontro durante il quale il candidato sindaco civico ha ribadito la volontà di mantenere una posizione di piena autonomia rispetto ai due schieramenti rimasti in corsa per Palazzo Torino, rivendicando il percorso costruito dalle liste Siamo Sommesi e Spazio Agon. “Abbiamo ricevuto telefonate e contatti da tutti gli schieramenti – ha spiegato Gianmartino Maiello – ma non ci sarà alcun appoggio. Restiamo disponibili al dialogo e al confronto nell’interesse della città, ma mantenendo la nostra autonomia politica”. Sulla stessa linea anche Raffaele Ciccarelli, che ha sottolineato il metodo seguito dal progetto civico: “Noi abbiamo sempre sposato i progetti e mai le persone. Per questo siamo disponibili a collaborare con chiunque lavori per Somma Vesuviana. Facciamo un sincero in bocca al lupo a entrambi i candidati che si contenderanno la guida della città”. Nocerino ha rivendicato la posizione di equidistanza mantenuta durante tutta la campagna elettorale e ha annunciato che il gruppo consiliare si chiamerà “Siamo Sommesi – Spazio Agon”. “Non saremo una opposizione fatta di odio e rancore – ha spiegato – ma una minoranza costruttiva, pronta a controllare, proporre e difendere gli interessi della città. Saremo garanti della trasparenza, presenti ogni giorno sul territorio e all’ascolto delle persone”. Il candidato civico ha anche rivelato di aver immaginato un possibile percorso di apparentamento con Silvia Svanera, legato soprattutto alla possibilità di garantire una rappresentanza consiliare a Spazio Agon. “Non è stato possibile costruire questo percorso – ha spiegato – ma il rispetto nei confronti di Silvia Svanera resta totale. Spazio Agon continuerà ad avere un ruolo centrale nel nostro progetto, così come Siamo Sommesi. Noi non ci fermiamo”. Nel corso dell’incontro non sono mancati passaggi critici nei confronti dei due schieramenti. Nocerino ha espresso apprezzamento personale per Antonio Granato, sottolineando però che “ha costruito un carrozzone senza una vera identità politica” e invitandolo a valorizzare maggiormente la propria figura e il proprio profilo. “Non sono e non mi sono mai definito l’ago della bilancia – ha aggiunto –. Siamo diversi da entrambi i poli e continueremo a esserlo”. Ampio spazio è stato dedicato alla situazione finanziaria del Comune. Per Nocerino il tema del dissesto rappresenta la priorità assoluta per la città ed è stato, al tempo stesso, “il grande assente di questa campagna elettorale”. “La verità – ha dichiarato – è che oggi non ci troviamo di fronte a un dissesto, ma a un vero caos contabile. Esiste un disavanzo che sfiora i 12 milioni di euro e bisogna mettere le mani nei posti giusti. Chi ha prodotto questa situazione ha delle responsabilità precise e noi non saremo silenti”. Da qui l’annuncio di quella che sarà la prima iniziativa amministrativa del progetto “Siamo Sommesi – Spazio Agon”: “Rendere pubblica e trasparente tutta la situazione economico-finanziaria dell’ente, indicando con chiarezza responsabilità e scelte che hanno portato il Comune in queste condizioni”. Tra i temi affrontati anche quello della fiscalità locale. Nocerino ha ribadito la proposta di una revisione dell’Imu, ricordando come l’aliquota sia stata aumentata dalla precedente amministrazione e sostenendo la necessità di una verifica complessiva della pressione fiscale a carico di cittadini e attività produttive. Con il ballottaggio ormai alle porte, il messaggio lanciato dalle due liste civiche è quello di una presenza che non si esaurisce con il risultato elettorale. “Il nostro percorso continua – ha concluso Nocerino – perché Somma Vesuviana ha bisogno di una forza libera, autonoma e credibile che faccia della trasparenza e della partecipazione la propria bussola”.

A Testa Alta fa il pienone di consiglieri. Casillo: “Forza credibile e riconoscibile”

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  “A Testa Alta cresce, si radica sui territori e diventa protagonista del cambiamento in Campania e soprattutto in provincia di Napoli. Il risultato delle ultime amministrative rappresenta una straordinaria affermazione politica e umana di una comunità che ha scelto di stare accanto ai cittadini con serietà, presenza e visione”. È quanto dichiara Rossella Casillo commentando i risultati ottenuti dalla lista deluchiana nelle ultime elezioni comunali.   In provincia di Napoli, A Testa Alta si afferma come primo partito a Mugnano, dove l’elezione di cinque consiglieri comunali ha contribuito in maniera decisiva alla vittoria del sindaco Schiattarella. Ottimo risultato anche a Somma Vesuviana, dove la lista è già proiettata verso il ballottaggio per sostenere la candidatura di Svanera.   “Questi numeri – sottolinea Rossella Casillo – raccontano un progetto politico credibile, costruito giorno dopo giorno sui territori, attraverso amministratori capaci e candidati che hanno saputo interpretare le esigenze reali delle comunità. È la dimostrazione che la buona politica viene premiata”.   Importante anche il risultato ottenuto ad Afragola, dove A Testa Alta ha contribuito alla storica affermazione di Gennaro Giustino, collocando i suoi esponenti nel civico consesso. Rappresentanti della lista saranno presenti inoltre nei consigli comunali di Portici e San Giorgio a Cremano, dove il contributo della formazione deluchiana è stato determinante per le nette vittorie di Teodonno e Carbone. Decisivo il contributo anche a Casalnuovo, dove la lista ha accompagnato il candidato sindaco Iorio verso il sorprendente ballottaggio.   Consiglieri eletti anche a Melito, altro Comune simbolo di questa tornata elettorale, con l’affermazione di Pellecchia.   “Oggi possiamo dire con orgoglio che A Testa Alta è una realtà politica forte, riconoscibile e radicata. Un movimento che cresce grazie all’entusiasmo di tanti giovani, amministratori e cittadini che credono in un modello politico fatto di concretezza, ascolto e competenza”, aggiunge Casillo.   Ai risultati nell’area metropolitana di Napoli si aggiungono quelli ottenuti nel Casertano e nel Salernitano. A Marcianise A Testa Alta è il primo partito con quattro consiglieri eletti ed è stata protagonista della vittoria di Maria Luigia Iodice. A Salerno, invece, viene evidenziata la schiacciante vittoria di Vincenzo De Luca, indicato come punto di riferimento politico e simbolo dell’esperienza amministrativa portata avanti dal movimento.   “Questa tornata elettorale – conclude Rossella Casillo – ci consegna una responsabilità ancora più grande: continuare a lavorare a testa alta, con passione, serietà e amore per i territori”.    

Sparatorie in serie, convocato comitato in Prefettura: Acerra diventa un caso

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  ACERRA – Nella giornata di Giovedì 28 Maggio ad Acerra si sono verificati tre episodi che hanno visto l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco in altrettanti punti della città e che per la loro gravità hanno provocato grande apprensione tra i cittadini. Tempestiva ed efficace è stata l’azione del Prefetto di Napoli Michele di Bari che nella stessa serata ha subito predisposto una serie di interventi per intensificare il controllo del territorio incrementando l’attività investigativa sia per individuare i responsabili di tali azioni criminose che a tutela della comunità. Fatti delittuosi che verranno approfonditi lunedì pomeriggio all’interno del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza prontamente convocato dal Prefetto a dimostrazione della consueta altissima attenzione riposta nei confronti della Città di Acerra. “Ringrazio il Prefetto di Napoli Michele di Bari che già ieri sera ha attivato ogni iniziativa utile a rafforzare il presidio del territorio attraverso un maggiore impiego di carabinieri, polizia e guardia di finanza – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – ricordo che l’impegno del Prefetto Michele di Bari per la Città di Acerra ha portato negli anni a risultati incisivi a garanzia della collettività: il calo del numero dei reati ne è l’esempio più evidente, con l’obiettivo comune, ora, che resta quello di allineare la sicurezza reale a quella percepita. L’amministrazione, dal canto suo, non farà mai mancare il suo supporto sia attraverso l’utilizzo degli uomini e delle donne del Comando di Polizia Municipale, che con la disponibilità del sistema di videosorveglianza comunale, il quale contribuisce in maniera determinante alle indagini delle forze dell’ordine e della magistratura, a cui va la gratitudine della comunità acerrana per l’incessante lavoro svolto con professionalità, competenza e spirito di servizio”.  

Napoli si trasforma in passerella urbana: arriva “Chic Shoes Bag in Town”

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  NAPOLI – Moda, creatività e innovazione si incontrano nel cuore elegante di Napoli. Dal 30 maggio al 1° giugno, la storica Piazza dei Martiri ospiterà “Chic Shoes Bag in Town”, un evento esperienziale ideato dall’imprenditrice napoletana Marzia Mango che punta a trasformare uno degli angoli più iconici della città in un vero e proprio palcoscenico dedicato alla moda contemporanea.   L’iniziativa rappresenta un importante passo nel percorso di crescita di Chic Shoes, brand nato e sviluppato nel mondo digitale che oggi sceglie di incontrare il proprio pubblico dal vivo attraverso un progetto dal forte impatto visivo e comunicativo. Al centro dell’evento sorgerà infatti una gigantesca riproduzione di una delle iconiche borse del marchio, una struttura monumentale realizzata dopo mesi di progettazione e lavoro artigianale.   L’installazione non sarà soltanto un elemento scenografico, ma il cuore pulsante dell’intera esperienza. I visitatori potranno accedere a un percorso immersivo che unisce design, storytelling e shopping, vivendo da vicino l’universo creativo costruito negli anni da Marzia Mango e dal suo team.   Per l’occasione saranno inoltre disponibili modelli esclusivi di borse e accessori realizzati in edizione limitata e acquistabili soltanto durante l’evento. Una scelta che punta a valorizzare l’unicità dell’esperienza fisica, premiando chi deciderà di partecipare personalmente alla manifestazione.   L’iniziativa assume anche un significato simbolico per la città. Napoli, sempre più protagonista nei settori della moda, della creatività e dell’imprenditoria giovanile, diventa il luogo ideale per raccontare una storia di successo nata sul territorio e cresciuta grazie alla forza dei social media, del commercio digitale e di una visione imprenditoriale capace di intercettare le nuove tendenze del mercato.   “Chic Shoes Bag in Town” si propone quindi come molto più di un semplice pop-up store: un evento che unisce arte urbana, marketing esperienziale e moda, contribuendo a rafforzare l’immagine di Napoli come capitale della creatività e dell’innovazione nel Sud Italia.   Per tre giorni Piazza dei Martiri diventerà così un punto d’incontro tra brand, pubblico e territorio, offrendo ai visitatori un’esperienza fuori dagli schemi e confermando come la moda possa trasformarsi in uno strumento di aggregazione, racconto e valorizzazione della città.