Blitz nei condomini, sequestrate due autorimesse da un milione di euro

0

Marigliano – Nella giornata di sabato sequestrate dalla polizia locale di Marigliano due autorimesse all interno di condomini prive rispettivamente dei collaudi e delle autorizzazione antincendio

Le autorimesse erano rispettivamente di 80 box auto e 53 box auto.

Valore del sequestro degli immobili superiori al milione di euro

“Con questa operazione di iniziativa – dichiara il comandante Nacar – mettiamo fine a trenta anni di abusi ed ancora una volta ribadiamo la presenza della polizia locale sul territorio.

Sono attività di rilievo che comunque ci hanno consentito per il loro valore economico di dare sostegno alle famiglie in modo da trovare anche soluzioni di risposta all abuso conclamato”.

Scontri tra ultras e forze dell’ordine durante la partita della Turris

0

TORRE DEL GRECO – Disordini e scontri tra tifosi e forze dell’ordine al termine della partita Turris-Messina giocata sabato sera e valida per il campionato di serie C. Al termine della gara (conclusasi 2-2, con due reti, una per parte, realizzate nel recupero) un gruppo di tifosi della squadra locale ha atteso i sostenitori ospiti nelle aree antistanti lo stadio ‘Liguori’ di Torre del Greco. Per evitare contatti tra le opposte fazioni, le forze dell’ordine hanno organizzato cordoni protettivi. Ci sono stati lanci di oggetti nei confronti di poliziotti e carabinieri, alcuni dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure mediche.

Su quanto accaduto, è intervenuto con una nota il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella. “Come amministrazione comunale condanniamo con fermezza ogni forma di violenza”, ha scritto il sindaco, aggiungendo di non voler entrare “nel merito degli aspetti di carattere giudiziario per i quali immagino siano in corso accurate verifiche da parte degli organi inquirenti”. “Certo – ha aggiunto – ho avuto modo di vedere alcune immagini amatoriali circolate sui social e verificare attraverso queste quanto avvenuto tra via Vittorio Veneto e via Marconi. È inaccettabile che un gruppo sparuto di presunti tifosi, una parte minoritaria di chi occupa le gradinate del ‘Liguori’ durante le partite interne della Turris, abbia instaurato scontri fisici con le forze dell’ordine intente a consentire ai sostenitori ospiti di poter lasciare in tranquillità la nostra città, e ferma deve essere la condanna verso tali inqualificabili episodi.

Alle forze dell’ordine va la nostra totale solidarietà, come è giusto esprimere la piena vicinanza anche alla dirigenza della Turris e alla parte sana della tifoseria, calda e passionale ma mai aggressiva: come per l’amministrazione comunale, siamo tutti parte lesa rispetto a quanto accaduto. E insieme – ha concluso il sindaco -siamo chiamati a lavorare per estirpare ogni forma di violenza all’interno e all’esterno degli stadi, senza mai lesinare sforzi”.

 

Omicidio tra Marigliano e Acerra, arrestati ex moglie e convivente: lo hanno bruciato dopo il delitto

Acerra e Marigliano: omicidio Vellega. Ex moglie e convivente lo ferirono e poi bruciarono il corpo quando era ancora in fin di vita. Carabinieri eseguono misura cautelare

I carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nola, su richiesta della locale Procura, a carico di M. M. e F. M., rispettivamente di 39 e 51 anni.
I due conviventi sono ritenuti gravemente indiziati dell’omicidio aggravato di VELLEGA Domenicantonio, commesso tra i comuni di Acerra e Marigliano il 3 marzo del 2022.
Nella data appena indicata, i Carabinieri intervennero in via Torricelli, di Acerra, dove una Fiat 600 era in preda alle fiamme. All’interno dell’autovettura fu rinvenuto il cadavere carbonizzato della vittima.
Grazie alle indagini e agli accertamenti tecnico-scientifici, condotti sotto il costante coordinamento della Procura di Nola, i militari sono stati in grado di escludere l’iniziale ipotesi suicidaria.
Le ricostruzioni degli inquirenti, nonostante alcuni tentativi degli indagati di sviare le indagini, hanno in definitiva consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti della ex moglie della vittima e del convivente di quest’ultima.

I due indagati, la sera del 3 marzo 2022, avrebbero gravemente ferito VELLEGA Domenicantonio all’interno della loro abitazione, adoperandosi successivamente per sopprimerne il corpo, prima riponendolo all’interno del veicolo lui in uso e poi appiccando un incendio all’autovettura,
quando la vittima ancora in fin di vita.
I due indagati saranno tradotti rispettivamente presso l’Istituto penitenziario maschile di Na-poli-Poggioreale e l’istituto femminile di Pozzuoli.
I destinatari della misura cautelare, allo stato, devono intendersi allo unicamente indiziati di delitto e la loro posizione sarà definitivamente accertata solo all’esito dell’emissione di una sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di innocenza.

Il Napoli torna indietro di 12 anni ma conquista un punto d’oro a Roma

In una delle partite più noiose degli ultimi anni, un Napoli pieno di assenze pareggia per 0-0 contro la Lazio, perdendo due punti dal quarto posto occupato dall’Atalanta. Per ritrovare un incontro senza tiri in porta da parte degli azzurri bisogna tornare alla prima esperienza partenopea di Mazzarri, in occasione della sconfitta per 3-0 contro la Juve nel 2012.

Questo dato può sembrare preoccupante, soprattutto per l’atteggiamento troppo remissivo in certe fasi della partita, però va comunque contestualizzato: era un Napoli privo della propria spina dorsale e così corto a centrocampo da rispolverare Demme tra i titolari e questo (oltre a un Raspadori troppo isolato) ha certamente influenzato la fase offensiva. Tuttavia ci sono state anche delle note positive, come la confermata solidità difensiva con il nuovo modulo (solo un gol subito nelle ultime 3, un netto cambio di tendenza rispetto al recente passato), l’umiltà e lo spirito di sacrificio. Abbiamo finalmente visto, anche se per poco, alcuni dei nuovi acquisti, che hanno subito messo in mostra le loro doti migliori: Dendoncker si è imposto per la sua fisicità e l’abilità nel gioco aereo, mentre Ngonge ha fatto vedere cose interessanti nello stretto, dimostrando di poter essere un’arma utile a spaccare le partite.

Il pareggio di oggi può insomma rivelarsi importante nella corsa al quarto posto, in attesa che i vari ritorni diano una scossa per rivedere un Napoli brillante anche a livello offensivo.

Bimbi adottano nonni. Casoria al Guinness dei Primati per beneficenza con la Crostata più Grande del Mondo

0

CASORIA. Momenti di commozione, parole dolci, legami che si fortificano e l’annuncio di un record da conquistare per…beneficenza. L’amministrazione comunale di Casoria ha regalato una giornata speciale a 7 tra nonni e nonne, ospiti di una casa per anziani, che sono stati adottati da altrettanti bambini e bambine delle scuole del territorio.

I “bambini gentili” Maite Mancini, Giuseppina Tancredi, Adrian Esposito, Irene Mauriello, Vincenzo Laezza, Chiara Criscuoli e Thomas Giugliano hanno ufficialmente adottato Santa Ferrara, Concetta Paruano, Giuseppe Sica, Anna D’Afiero, Pasquale Longhi, Cira Scielzo e Francesco Sarpa. Un legame creato oggi tra abbracci, dediche commoventi e regali, ma che parte da lontano, grazie ad un percorso avviato da tempo dall’assessorato alla Gentilezza di Roberta Giova e che vivrà un altro momento cruciale il prossimo 30 gennaio a Portici quando Casoria sarà ufficialmente designata come Capitale della Gentilezza per il 2024. In occasione della cerimonia legata all’adozione d’amore, a certificare un filo che lega due generazioni di Casoriani, inoltre, l’assessore Roberta Giova ha annunciato l’obiettivo di far entrare la città di Casoria nel Guinness dei Primati. Insieme ai pasticceri locali sarà, infatti, realizzata la crostata più grande del mondo, lunga oltre un chilometro e soprattutto con un nobile scopo. Verrà tagliata e venduta a fette in occasione della Festa della Mamma ed il ricavato sarà poi destinato ad un progetto di utilità sociale.

“Giornate come queste ci restituiscono la gioia e la forza di andare avanti contro le brutture che spesso ci troviamo ad affrontare. Ringrazio i nostri meravigliosi anziani e gli splendidi bambini e bambine per la lezione di umanità che ci hanno dato. Abbiamo sempre creduto fortemente in momenti del genere e in un percorso che sappia valorizzare il rispetto reciproco e la gentilezza in ogni aspetto del vivere quotidiano” ha dichiarato il sindaco Raffaele Bene.

“Questo momento fortemente evocativo arriva in una settimana speciale dove Casoria verrà scelta come Capitale della Gentilezza. Abbiamo tante idee in mente per ribadire la centralità del messaggio che stiamo veicolando come amministrazione. La carica emotiva di questo giorno speciale sarà il carburante per altri importanti momenti” ha concluso l’assessore Roberta Giova.

Anagrafe canina, protesta in piazza degli animalisti

0

 

Mercoledì 31 Gennaio alle 11.30 presso Palazzo Santa Lucia a Napoli, protesteranno pacificamente i volontari animalisti della Campania per le gravi ricadute che la nuova normativa sull’anagrafe canina sta determinando in tema di sovraffollamento dei canili e benessere degli animali senza casa.

“Vogliamo chiarire che non siamo assolutamente contro la tracciabilità dei cani -affermano i volontari – e siamo del tutto favorevoli ad una disciplina che regolamenti il ruolo dei volontari, ma le modalità applicative della normativa stanno già determinando il sovraffollamento di canili sanitari e canili rifugio che troppo spesso non rispondono ai requisiti minimi di benessere nella gestione degli animali ospiti. Chiediamo che la Direzione Regionale dei servizi veterinari faccia un passo indietro ed accetti un tavolo di confronto con il mondo del volontariato che non può essere utilizzato solo per tappare le falle dei disservizi della Pubblica amministrazione, ma deve essere coinvolto anche nei processi decisionali”.

In fuga dalla polizia dopo doppio raid nei cantieri, 2 fermati

0

ACERRA – Nello scorso venerdì, gli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Napoli Nord, nel corso di un ordinario servizio di controllo del territorio, hanno proceduto all’arresto in flagranza di reato di due persone in concorso tra loro per furto, ricettazione, resistenza e lesioni a P.U. In particolare, i poliziotti, all’altezza del km 1 del ramo Capodichino, hanno notato una Fiat Panda di colore Bianco con due persone a bordo con il baule aperto e carico di pedane metalliche da ponteggio che sporgevano dallo stesso; gli operatori, insospettiti dall’andatura anomala della Fiat Panda, hanno affiancato il veicolo ma alla vista degli agenti, il conducente ha subito accelerato la marcia al fine di evitare il controllo di Polizia.

Dopo aver percorso pochi metri, improvvisamente e senza alcun preavviso, gli occupanti hanno lasciato il veicolo in corsa, che ha continuato a procedere per inerzia privo di conducente, creando così un grave pericolo per la circolazione stradale ma grazie al tempestivo intervento di uno degli operatori, l’auto è stata prontamente fermata e messa in sicurezza sulla corsia di emergenza mentre, l’altro operatore ha inseguito i fuggitivi che stavano cercando la fuga nelle campagne adiacenti, riuscendo a bloccare il passeggero. L’uomo, identificato per un 34enne residente nel rione Salicelle del comune di Afragola, è stato accompagnato in ufficio, mentre immediatamente sono iniziate le ricerche del complice, un 35enne di Afragola, bloccato poco dopo. Gli agenti hanno accertato che l’autovettura utilizzata dai prevenuti, era stata rubata giorni precedenti a Caivano e i ponteggi asportati nella notte in un cantiere ubicato nel comune di Acerra.

Per tanto gli indagati, con precedenti di polizia anche specifici, sono stati tratti in arresto e, su autorizzazione della A.G., associati alla casa circondariale di Poggioreale.

Da Somma Vesuviana a Vetralla: all’ Eden Pizzeria i sapori della tradizione partenopea

Riceviamo e pubblichiamo:

VETRALLA: EDEN PIZZERIA DI GIORGIO GIARDINO UNA PIZZA NEL RICORDO DELLA NONNA “AULIVE E CCHIAPPARIELLE” (OLIVE E CAPPERI) CON MOZZARELLA DI BUFALA FRESCA. 

Memoria, affetti familiari, valorizzazione e tradizione partenopee.

Nasce così ricetta che attinge a piene mani dalla storia familiare racchiuso  dall’affetto della nonna  di Giorgio. Una pizza olive, capperi e mozzarella di bufala, nata dall’emozione del ricordo e dall’amore di mia nonna. Un piatto che ha come protagonista “Spaghetti aulive e cchiapparielle” (olive e capperi) e mozzarella di bufala fresca.

Racconta Giorgio “quando scendevo a Somma Vesuviana a tavola non poteva mancare mai uno spaghetto “aulive e chiappariell” e la mozzarella di bufala fresca che preparava con tanto amore mia nonna Maria”.

Oggi ho voluto riportare in questa pizza i profumi che invadevano la casa dei miei nonni e il ricordo della scarpetta che mia nonna concedeva di fare a noi nipoti direttamente dalla pentola, prima di sederci a tavola. Un piatto semplice, nella sua complessità, dietro al quale si cela un grande lavoro.

“Per tenere vivo il ricordo della nonna” – Dice Giorgio  – ho dovuto come prima cosa ricostruire tutti i ricordi e tradurli in un linguaggio che ben si prestasse al mondo della pizza con ingredienti freschi. Base sugo preparato da noi con olive e capperi  Bocconcini di bufala basilico e olio evo.

Con questa pizza voglio tenere vivo il ricordo di lei e della semplicità in cucina.

Le elezioni nel Napoletano e la riforma che moltiplica i mandati

Il decreto Piantedosi oltre a calendarizzare le amministrative di giugno e a dare il via alle elezioni in 23 comuni dell’area metropolitana apre anche la strada alla cancellazione del due mandati per i sindaci dei piccoli comuni         

     

La riforma è di quelle importanti e questo non solo perché darà la possibilità ai sindaci dei comuni piccoli di poter sedere sulla poltrona alla guida della municipalità per tre mandati, cioè per quindici anni di fila, o addirittura per tutta la vita. Il decreto legge Piantedosi, se convertito in legge tra due mesi, potrebbe infatti diventare l’apripista a una successiva riforma sul terzo mandato per i sindaci dei comuni grandi e per i presidenti delle regioni. Comunque gli effetti di questo decreto legge sulle prossime elezioni amministrative, quelle dell’8 e del 9 giugno, non avranno un impatto di quelli epocali ma potranno in ogni caso incidere parecchio sulla vita politica dei piccoli comuni in cui un sindaco dal consenso storicamente plebiscitario dovesse candidarsi per il terzo mandato consecutivo.  

                                               Il voto dell’8 e 9 giugno           

Nel Nolano saranno proprio i comuni piccoli, al di sotto dei 15mila abitanti e anche dei 5mila, quelli chiamati al voto di giugno. Si tratta di Carbonara di Nola, Liveri, Roccarainola, Comiziano, San Giuseppe Vesuviano e, più in lontananza, Striano. Gii altri comuni al voto nell’area metropolitana di Napoli sono per l’area flegrea Bacoli e Monte di Procida, per quella a nord di Napoli Casandrino, Casoria, Crispano, Melito, Grumo Nevano e Sant’Antimo, per la zona vesuviana costiera Torre Annunziata, Trecase, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità, Castellammare di Stabia e per l’area della penisola sorrentina Casola, Meta, Capri e Anacapri.  

                                                         Il Decreto 

Innalza da due a tre mandati il limite di permanenza del sindaco dei comuni che hanno tra i 5.000 e i 15.000 abitanti ed elimina ogni limite di mandato per quelli sotto i 5.000 abitanti. Rimane ferma la disciplina per i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, consentendo un terzo mandato se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno. I mandati svolti o in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore del decreto sono computati. Per l’anno 2024, per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni fino a 15.000 abitanti, laddove sia stata ammessa e votata una sola lista, sono eletti tutti i candidati compresi nella lista e il sindaco ad essa collegato, purché abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti e il numero dei votanti non sia stato inferiore al 40 per cento degli elettori.

 

28 ottobre 1922: cosa fece Vittorio Emanuele III, mentre i fascisti marciavano su Roma

0

Tutti gli storici hanno sottolineato il comportamento, diciamo così “particolare”, che il re d’ Italia tenne il giorno in cui i fascisti iniziarono la marcia su Roma. Non volle dichiarare lo stato d’assedio, anche perché “la sua natura scettica dubitava della solidità del regno d’Italia” ( A. Lyttelton). Sono stati consultati i libri di Salandra, Lyttelton, Ferraris, Repaci e De Felice.

 

 

Le gravi difficoltà incontrate dal partito liberale e da popolari e socialisti nel dare una risposta concreta ai problemi del ceto medio e nell’eliminare le oggettive condizioni di guerra civile che agitavano l’Italia settentrionale resero più agevole per i fascisti la conquista del potere.

“(A. Lyttelton, La conquista del potere. Il fascismo dal 1919 al 1929, Editori Laterza, Roma-Bari, 1974, p. 123). Tra il 13 e il 15 luglio 1922 gruppi di fascisti armati guidati da Farinacci occuparono Cremona, costrinsero alle dimissioni gli amministratori e spinsero i socialisti a proclamare uno “sciopero generale legalitario”. Sotto la minaccia dello sciopero venne formato rapidamente, forse anche su sollecitazione del re, un secondo governo Facta. I fascisti, vestiti ancora una volta da “difensori dell’ordine”, colsero l’occasione e contrattaccarono ottenendo un completo successo (la loro vittoria più clamorosa e importante fu l’espulsione dal municipio milanese della giunta comunale socialista). “Dopo di allora nessun dirigente politico pensò più che fosse possibile formare un governo senza i fascisti: si trattava ormai soltanto di sapere se la loro sarebbe stata una posizione subordinata oppure dominante.”( A.Lyttelton, op.cit. p. 130). Mussolini a un certo momento decise di affrettare i tempi della conquista del potere, perché temeva il ritorno in campo di Gabriele D’ Annunzio e la costituzione di un ministero Giolitti. La decisione di marciare su Roma venne presa il 16 ottobre a Milano, in una riunione in cui erano presenti Mussolini, il segretario del partito Michele Bianchi, i capi della Milizia Balbo, De Vecchi e De Bono e due generali in pensione, Ceccherini e Fara. La notte della marcia (27-28 ottobre), nell’incontro convocato d’urgenza da Facta, il generale Pugliese dichiarò, senza giri di parole, che i fascisti avevano potuto occupare senza colpo ferire le prefetture e gli uffici telefonici e telegrafici di Firenze e di Perugia e che il governo non aveva saputo evitare, con risoluti e  concreti provvedimenti,  che per tutta la giornata del 27 le milizie fasciste riempissero, indisturbate, i treni in partenza per Roma. Rimane ambiguo il comportamento di Facta: il 26 ottobre De Vecchi e Ciano si recarono da Salandra per comunicargli che l’azione fascista era imminente e per chiedergli di informare il re che si trovava a San Rossore. Non riuscendo a comunicare con il re, Salandra si recò da Facta e gli disse che era necessario che il re tornasse a Roma e che si prendessero provvedimenti estremi, che però Facta non voleva adottare, essendo persuaso: “che le minacce dei fascisti fossero in parte un bluff, fidente ad ogni modo nella possibilità del governo di resistervi.” (A. Salandra, Memorie politiche, Milano, 1951, pgg. 20-22). Ritiene il De Felice, confortato dalle testimonianze di politici protagonisti di quelle tumultuose giornate, che Facta abbia creduto fino all’ultimo momento di giungere a un compromesso con Mussolini: “Facta non telegrafò nulla al re sino alle ore 0, 10 del 27 e, quando si decise, lo fece in una forma estremamente vaga, sostanzialmente ottimista e dilatoria; il sovrano, per altro, non dovette essere per niente rassicurato e infatti si mise subito in viaggio per la capitale e sappiamo si sarebbe doluto di essere stato informato con tanto ritardo.” (R. De Felice, Mussolini il fascista. La conquista del potere, 1921-25 – Torino, 1995, pgg.355-56). Alle ore 9.00 del 28 ottobre Facta si recò al Quirinale e chiese al re di sottoscrivere il decreto di stato d’assedio. Ma il re si rifiutò: fu un colpo di scena, sulle cui cause a lungo hanno discusso i contemporanei e gli storici. Secondo il Lyttelton, il re adottò quella decisione perché aveva una fiducia assai scarsa nella classe politica e negli alti comandi dell’esercito, che non nascondevano le loro simpatie per i fascisti. Lo stesso generale Armando Diaz, che, di fatto comandante supremo dell’esercito, in una intervista rilasciata alla “Nazione” il 28 ottobre non aveva nascosto le sue simpatie per il fascismo, secondo Salvemini in quello stesso giorno avvertì il re che non si poteva fare assegnamento sulla lealtà dell’esercito. Vittorio Emanuele III, scrive il Lyttelton, “era per temperamento un pessimista e aveva scarsa fiducia sia nei suoi consiglieri che nei suoi sudditi. Era acutamente consapevole del fatto che, più intelligente di quanto fossero in media le teste coronate, egli mancava però della presenza e del calore umano necessari ad ispirare una devozione personale. Infine, la sua natura scettica dubitava, non del tutto a torto, della solidità del regno d’Italia.” (A. Lyttelton, op.cit., p.147- 148)). Secondo il De Felice (op.cit. pp. 360-362) il re era anche preoccupato per l’ambiguo atteggiamento del duca d’ Aosta, che alcuni nazionalisti proponevano a Mussolini come re al posto di Vittorio Emanuele III. La decisione del re fece capire a tutti che ormai Mussolini era padrone assoluto del campo: lo capirono gli industriali, lo capirono i liberali, lo capì L. Albertini, il direttore del “Corriere della Sera”, il quale, dopo aver sostenuto a lungo il progetto di un governo Giolitti, il giorno 29, in una telefonata a Nicola D’Atri, legato da saldi vincoli a Salandra, ammise che la situazione era giunta al passaggio cruciale: o si dà l’incarico a Mussolini, o gli si dice recisamente di no, con tutte le conseguenze che era facile prevedere. Facta e il suo governo si dimisero la mattina del 28, dopo che il re si era rifiutato di firmare il decreto per lo stato d’assedio. Cosa sarebbe successo, se l’avesse firmato?