A Cagliari si è consumata l’ennesima beffa stagionale, con Luvumbo che pareggia al 96′ e toglie al Napoli 2 punti importanti in chiave Europa, in attesa delle partite delle rivali di stasera e domani. Gli azzurri sono stati estremamente imprecisi, faticando sia in fase di costruzione che in quella di non possesso. Quello che continua a stupire negativamente non è l’atteggiamento tattico (bisogna dare tempo al nuovo mister), quanto piuttosto l’aspetto mentale; oltre agli errori dei singoli nella giocata o nella scelta senza palla, oggi è sembrato mancare anche lo spirito di squadra, soprattutto nel finale: esempi lampanti le occasioni di Simeone e Politano, con entrambi che avrebbero potuto passare il pallone ad un compagno meglio piazzato e di fatto chiudere la partita invece di provare la soluzione personale più difficile. Non sembra esserci più un gruppo unito e coeso ed è una delle grandi differenze che hanno portato i partenopei dalle stelle alle stalle nel giro di qualche mese. Indipendentemente da come si concluderà questa triste annata, va ribadito come il Napoli necessiti di una seria rivoluzione a tutti i livelli, dall’organizzazione societaria al parco giocatori, se si vuole fare in modo che questa stagione venga ricordata solo come un brutto incidente di percorso nella brillante era ADL.
Operaio morto alla Stellantis, lutto cittadino per Mimmo
Lunedì 26 Febbraio proclamato il lutto cittadino per la morte di Domenico Fatigati
ACERRA – L’amministrazione comunale ha deliberato il lutto cittadino per domani Lunedì 26 Febbraio, ritenendolo un doveroso segno di partecipazione a nome di tutta la comunità per la tragica morte di Domenico Fatigati, il cittadino di Acerra deceduto giovedì scorso mentre stava prestando la sua attività lavorativa.
La proclamazione del lutto è il modo in cui l’amministrazione comunale intende manifestare solennemente e tangibilmente il proprio cordoglio e quello dell’intera comunità per il tragico evento.
Nello specifico è stato disposto che le bandiere su tutti gli edifici comunali siano esposte a mezz’asta per l’intera giornata. Sospese anche le manifestazioni pubbliche organizzate dall’amministrazione con l’invito ad osservare un minuto di silenzio in tutte le scuole di ordine e grado e ad abbassare le serrande degli esercizi commerciali e delle attività ludico-ricreative durante la celebrazione delle esequie.
Da ieri è aperta la camera ardente per dargli l’ultimo saluto, presso la chiesetta di San Pietro. Domani mattina alle 10,30 ci saranno i funerali alla chiesa di Sant’Alfonso.
Somma Vesuviana, petizione contro le strisce blu, buona partecipazione popolare
Sono più di mille le firme raccolte ieri e questa mattina in piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana in seguito all’iniziativa popolare contro le strisce blu lungo le strade cittadini. In molti hanno firmato per protestare contro il nuovo servizio di parcheggio a pagamento, che presenta molte ombre e preoccupa non poco la collettività. Dall’assenza di stalli bianchi (cioè gratuiti) previsti dalla legge fino alla tariffa oraria, sono tante le criticità che hanno spinto alla petizione. La raccolta firme è andata avanti nella giornata di ieri e nella mattinata di oggi ed ha riscosso un buon successo nonostante le avverse condizioni meteo.
Terzigno, al Museo MATT Paolo Macry presenta il suo libro “La Destra in Italia”
Riceviamo e pubblichiamo:
Carissime/i la Dies Artis Semper dopo il successo del convegno tenutosi a Piazzolla di Nola ripropone con molto entusiasmo un dibattito sul libro dello storico PAOLO MACRY: La Destra in Italia da Giannini a Meloni. Lo faremo ritornando al MATT di Terzigno insieme all’autore, al prof. Tammaro Chiacchio, all’on. Berardo Impegno e all’on. Luciano Schifone. Modererà Marco Demarco. Ci accoglieranno il sindaco Francesco Ranieri e l’ass. alla cultura Genny Falciano. Vi aspettiamo sabato 2 marzo alle ore 11:00 in Corso Luigi Einaudi.
Ricercato fermato mentre va da moglie e figlio: si era travestito con una parrucca
MARANO DI NAPOLI: la parrucca non basta, latitante 37enne arrestato dai Carabinieri.
Le manette sotto l’abitazione familiare, sul capo un toupet di capelli castani
Sotto la parrucca il volto di un latitante, ricercato dal gennaio dello scorso anno.
Si tratta di Fabio D’Agostino, 37enne in orbita Orlando – Polverino, che ieri sera ha concluso i suoi lunghi giorni da uccel di bosco.
I carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna lo hanno catturato in strada a Marano, alla guida di un’auto intestata ad un prestanome.
Nulla di casuale, i militari hanno tenuto alta l’attenzione sin dal giorno della sua “scomparsa” dai radar della giustizia. Coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno analizzato gli schemi relazionali del 37enne, effettuando un attento monitoraggio dei social e del suo patrimonio.
E le tracce conducevano ancora a Marano, luogo dove vivono moglie e figlio.
Già da tempo posizionati in osservazione attorno all’abitazione familiare, i carabinieri hanno visto accostare i fari di un veicolo intestato ad una persona fino ad allora sconosciuta.
Le mani sul volante erano quelle di un uomo dalla capigliatura folta e singolare, già di primo acchito fuori posto. I militari si sono scambiati un’occhiata incuriosita e, quando moglie e figlio del 37enne hanno varcato la soglia del portone, il blitz è scattato.
D’Agostino è rimasto imperturbabile e con un malcelato disagio ha chiesto spiegazioni.
Anche al buio, i militari hanno riconosciuto il 37enne e gli hanno sfilato il toupet.
Il latitante è finito in manette ed è ora in carcere, nel penitenziario di Secondigliano. Dovrà scontare una pena di 5 anni di reclusione per estorsione continuata ed aggravata dalle finalità e modalità mafiose.
Giovane di Cimitile preso a Cisterna con cocaina e crack
CASTELLO DI CISTERNA – I carabinieri della stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio Ugo Viscovo, 20enne di Cimitile già noto alle forze dell’ordine.
Viscovo era in via Leopardi e, quando si è accorto della pattuglia, ha provato a fuggire.
Raggiunto e bloccato, il 20enne è stato perquisito
Addosso 2,9 grammi di crack, 4,93 di cocaina e 105 euro in contante ritenuto provento illecito.
Viscovo è ora in carcere, in attesa di giudizio.
Le ricette di Biagio: timballo di zucca e patate. Le patate che ispirarono Van Gogh
La patata sporca di terra è “ l’ immacolata concezione della botanica ”, secondo Stewart Lee Allen, perché si riproduce in modo asessuato, non ha semi, e i frutti nascono direttamente dal suo corpo. Chi chiama “patata” l’organo sessuale della donna, lo fa solo per blasfema ironia. Inoltre il tubero porta in sé tutta la gloria di aver saziato per secoli popoli di contadini e di proletari, di aver sconfitto le carestie. E la gloria di aver ispirato Van Gogh.
Ingredienti (per 6 persone): gr. 500 di zucca, kg.1 di patate, gr.50 di parmigiano grattugiato, 2 cucchiai di olio d’oliva, sale e pepe. Sbucciate la zucca e tagliate la polpa della zucca e le patate a fette molto sottili che disporrete, a strati alterni, in un’ampia teglia a bordi non troppo bassi, ricordando di spruzzare di sale ogni strato e solo gli strati delle patate con una cucchiaiata di parmigiano. Aggiungete ogni tanto un pizzico di pepe e, poiché le patate tendono a diventare troppo asciutte, un mezzo bicchiere d’acqua. Mettete il tegame nel forno già caldo e fate cuocere per circa un’ora (dalla “Cucina Campana di Domenico Manzon”).
“Onorata sei come una mano /che lavora nella terra” (P. Neruda)
Ambigui sono i simboli della patata, ancora più ambigui quelli della zucca, di cui parleremo a parte. In questa ricetta immagini e sapori di nobiltà derivano dal pepe e dal nome “timballo” che evoca il suono del timpano e gli strumenti e le forme della cucina borghese. Ma nessuno può togliere alla patata il merito di aver nutrito i poveri, anche nei giorni più bui della storia di un popolo e di aver dettato, nel 1885, a Van Gogh il quadro “ I mangiatori di patate”, un olio su tela di cm.82 x 114. Non a caso quasi tutti i libri in cui si parla di quest’opera (e anche Wikipedia) pubblicano a parte i volti dei mangiatori, perché essi esprimono, nelle ricurve anomalie dei profili e nello smarrimento degli sguardi, la forza della rivoluzione portata dal pittore nel Realismo. E la stanza in cui i mangiatori sono seduti, il buio, le lunghe pennellate che si incrociano, la scarna tavolozza sono un risoluto addio all’Impressionismo, uno “schiaffo” che colleghi e pubblico ripagarono dimenticando il pittore e le sue opere. Opere che rivoluzionarono, con i loro prezzi stellari, il mercato dell’arte del ‘900: ed è questo un mistero veramente complicato. Nemmeno il fratello di Van Gogh, Theo, importante mercante di opere d’arte, apprezzò “ I mangiatori”, e il pittore gli scrisse:” Ho voluto, lavorando, far capire che questa povera gente, che alla luce di una lampada mangia patate servendosi dal piatto con le mani, ha zappato essa stessa la terra dove quelle patate sono cresciute. Il quadro, dunque, evoca il lavoro manuale e lascia intendere che quei contadini hanno onestamente meritato di mangiare ciò che mangiano. Non vorrei assolutamente che tutti si limitassero a trovarlo bello o pregevole.” Van Gogh ruppe risolutamente il rapporto di amicizia con l’amico pittore Van Rappard quando gli sentì dire: “Converrai con me che un lavoro del genere non può essere preso sul serio. Per fortuna puoi fare meglio. Perché hai osservato e trattato tutto allo stesso modo, superficialmente? Perché non hai studiato a fondo i movimenti? Così, i personaggi sono in posa.”. Non erano in posa, i mangiatori: essi esprimevano la sorpresa e l’attenzione per qualcuno che era entrato all’improvviso nella loro intimità. Van Gogh aveva immaginato che la stanza in cui i contadini consumavano il loro pasto fosse aperta verso gli spettatori, e che i protagonisti dell’opera non sopportassero di essere osservati. Nella sua ode alla patata Pablo Neruda ricordò che il suo primo nome fu “pata” e non “patata”, “non nascesti castigliana/ sei scura, come la nostra pelle/ siamo americani, siamo indios, / profonda e soave sei,/polpa pura, purissima / rosa bianca….”. Quando la patata venne introdotta in Europa e qualcuno decise di offrirne al Papa un copioso rifornimento, sembrò sconveniente presentarla col suo antico nome “papa”: il Papa si sarebbe offeso. E dunque il nome “papa” venne sostituito dal castigliano “batata”, e da qui “patata”.
Acerra, le misure del consiglio comunale a sostegno degli agricoltori
ACERRA – Il consiglio comunale a fianco degli agricoltori locali. È quanto emerso nel corso dell’Assise di ieri mattina che ha visto la partecipazione di un gruppo di agricoltori del posto riuniti sotto la sigla ‘Agricoltori Liberi della provincia di Napoli’. Gli stessi hanno sottoposto all’Assemblea cittadina un documento contenente le motivazioni che hanno portato alle manifestazioni dei giorni scorsi, appellandosi direttamente alle istituzioni governative per affrontare e trovare soluzioni immediate alle criticità che minacciano lo sviluppo e la sostenibilità dell’agricoltura a livello locale e nazionale. Un documento fatto proprio dal Consiglio e votato all’unanimità dalla maggioranza d’Errico insieme ai due esponenti dell’opposizione rimasti in aula. Il civico consesso, nello specifico, impegna il sindaco e la giunta a sostenere la regolamentazione dell’importazione extra-UE, l’eliminazione dell’IRPEF agricola, l’eliminazione completa delle accise, l’accesso semplificato alla manodopera, la tutela del Made in Italy, la reintroduzione esonero totale dei contributi previdenziali per i giovani che avviano un’attività agricola, l’accesso al credito e l’istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero dell’Agricoltura. Inoltre, il Consiglio ha votato sempre all’unanimità dei presenti l’atto di indirizzo che rinvia alla competente Commissione le opportune valutazioni tecniche in merito ad alcune agevolazioni fiscali per la categoria da inserire eventualmente nel prossimo Bilancio.
“L’adesione del consiglio comunale al documento degli agricoltori rafforza le loro richieste – ha sottolineato il sindaco Tito d’Errico – le istituzioni sono al loro fianco perché sono giuste le rivendicazioni. L’agricoltura acerrana, in proposito, svolge un ruolo di primaria importanza per lo sviluppo economico del nostro territorio, con la crescita del settore agricolo che conferma le enormi potenzialità del settore e dei nostri imprenditori, soprattutto i giovani”.
“La manifestazione degli agricoltori è stata messa in atto da chi realmente vive la terra – ha spiegato il presidente del consiglio comunale Raffaele Lettieri – ed il risultato è evidente: gli agricoltori possono essere da esempio anche per altre categorie per spogliarsi da contaminazioni politiche”.
“La voce di questo consiglio comunale accompagna la voce degli agricoltori” l’analisi di Antonio Laudando. “Sostegno dovuto – ha dichiarato Filippo Di Marco, tra l’altro agricoltore di professione – a chi difende il buon cibo ed i territori sani”.
Radio Arci Masaniello ospita la scuola di musica popolare
Presentazione di: TAMMURRIANTI di Michele Maione ed Emidio Ausiello
Saviano. «I circoli Arci in generale e in particolar modo Radio Arci Masaniello da sempre si adoperano per la valorizzazione culturale ed artistica del territorio e della tradizione. Quello di Saviano è uno dei più antichi ed attivi quindi pensiamo sia il luogo ideale per presentare il nostro lavoro che si propone di dare una dimensione didattica a strumenti della tradizione che sono sempre stati associati ad una tradizione di tipo orale». Parole di Michele Maione, percussionista poliedrico ed insegnante, autore insieme ad Emidio Ausiello, di “TAMMURRIANTI – “metodo pratico per tammorra e tamburello – approccio alle tecniche tradizionali” che sarà presentato domani, 24 febbraio, a partire dalle 19 alla sede di Radio Arci Masaniello in via degli Orti. A moderare l’evento sarà il Presidente di Radio Arci Masaniello Peppe Tufano.
Si tratta di un percorso durato ben 12 anni iniziato con la pubblicazione del DVD didattico “Tammurrianti”. Oggi questo lavoro, opportunamente aggiornato, è stato reso disponibile in formato digitale scaricabile e suddiviso in sei video-lezioni. Il tutto corredato da file pdf con la trascrizione degli esercizi proposti in video. La produzione è di SoundFly Records in collaborazione con Polosud Records.
«Tammurrianti è un progetto didattico – si legge nelle note di presentazione – dedicato alla conoscenza dei tamburi a cornice della tradizione italiana, la tammorra e il tamburello. Questo documento è il risultato della pluriennale esperienza maturata dai due percussionisti napoletani che hanno sentito l’esigenza di lavorare ad un progetto sulla pratica musicale di questi due strumenti analizzandone gli aspetti tecnici, ritmici e di linguaggio legati alla tradizione orale. 150 esercizi scritti ed esposti in molteplici prospettive, oltre dieci contributi speciali con artisti tra i più rappresentativi della tradizione popolare italiana, cenni storici e descrittivi sugli strumenti e sulla loro funzionalità, fanno di quest’ opera un lavoro completo e dinamico sulla didattica delle percussioni cerchiate, che appassiona gli esperti e invita i neofiti ad avvicinarsi a questo magico universo».
Alla presentazione con gli autori seguirà un aperitivo sociale e un momento musicale.
«La presentazione di Tammurrianti – spiega il Presidente di Radio Arci Masaniello Peppe Tufano – è stata inserita all’interno di un percorso legato alle tradizioni popolari che ci accompagna da diversi mesi attraverso il ricordo di Marcello Colasurdo, uno dei più grandi interpreti di sempre della musica popolare, recentemente scomparso. Abbiamo scoperto come anche il territorio di Saviano sia fortemente legato a queste tradizioni, attraverso la grande partecipazione della gente agli eventi degli ultimi mesi, compreso il Carnevale Savianese, che noi di Radio Arci Masaniello abbiamo dedicato a Marcello e al suo messaggio, mai così attuale: Meglio ‘na tammurriata ca ‘na guerra».
Sei nuovi nella segreteria nazionale di Fi, c’è anche senatore napoletano
“Sono fiero e onorato dell’elezione tra i sei neo eletti della segreteria nazionale di Forza Italia. Saremo al fianco del neo segretario, Antonio Tajani, a cui va il mio più grande augurio di un proficuo lavoro con lo stesso entusiasmo e la stessa passione che hanno accompagnato questo partito in questi 30 anni.
Sono orgoglioso di rappresentare la Campania ai vertici di Forza Italia. Mi auguro che il mio percorso sia utile a portare avanti il meraviglioso lavoro svolto dal nostro insostituibile Presidente Silvio Berlusconi e la sua eredità di un Partito liberale, riformista ed europeista. W Forza Italia”.
Lo dichiara il senatore di Forza Italia Francesco Silvestro.



