Da Somma ad Ibiza: il ristorante “Anima mia” porta la cucina napoletana in Spagna

Somma Vesuviana. I due giovani imprenditori Giusy Menna e Nello Maddaloni conquistano l’isola di Ibiza con la cucina tradizionale napoletana all’interno del loro ristorante “Anima mia Ibiza”.

C’è un po’ di Somma Vesuviana nell’isola di Ibiza. Infatti, sulla splendida Isola Bianca da circa sei anni sorge il ristornate “Anima mia Ibiza”, attualmente gestito da Giusy Menna e Nello Maddaloni, coppia di imprenditori, i quali hanno deciso di esportare la tradizionale cucina partenopea con un tocco di modernità e innovazione.

La cucina napoletana nel cuore di Ibiza

In particolare, grazie alla sua esperienza e a lunghi anni di duro lavoro, Nello è riuscito a far conoscere e mangiare la vera pizza napoletana anche nell’isola, ottenendo anche importanti riconoscimenti e classificandosi come la pizzeria più buona dell’isola e tra le top 100 migliori pizzerie in Spagna. Giusy è da sempre al fianco di Nello, collaborando attivamente alla gestione del ristorante. L’anno scorso i due hanno deciso di rilevarlo completamente, diventando gli unici proprietari, grazie anche all’aiuto di Giovanni Menna e Alfonso Maiello che hanno contribuito alla realizzazione del loro sogno.

I due ragazzi sono molto motivati e hanno grandi aspirazioni per il futuro: “Dal 2023 cerchiamo ancora di più di metterci l’anima offrendo tutti i piatti tipici della tradizione napoletana. Dalla pizza, ai primi piatti. Uno dei nostri primi sogni è stato realizzato. Siamo giovani e di sogni da realizzare ne abbiamo ancora tanti. Nonostante tutto, siamo legati alle nostre origini e, chissà,  magari un giorno riusciremo ad aprirne uno anche a Somma”.

Marigliano si dimette dal Consiglio di Ottaviano per candidarsi a San Giuseppe

Sono ore caldissime per la politica dei paesi vesuviani, in particolare per San Giuseppe Vesuviano e Ottaviano che, a quanto pare, si sono contesi fino alla fine una figura molto nota a livello locale.

Parliamo del Consigliere di maggioranza Giorgio Marigliano, politico con oltre vent’anni di esperienza, fino a pochissimo giorni fa in carica dopo essere stato eletto nelle ultime comunali tenutesi ad Ottaviano un anno fa. Stando a quello che è accaduto nelle ultime ore, Marigliano si è ufficialmente dimesso dalla sua carica per candidarsi alle prossime elezioni che si terranno a San Giuseppe Vesuviano schierandosi al fianco del candidato sindaco Andreoli.

Ora l’interrogativo principale riguarda il posto lasciato vuoto da Marigliano che, stando ad una prima ipotesi, potrebbe essere colmato dall’assessore Maddalena Massa, la quale poi però, a sua volta, vedrebbe la sua attuale carica decadere lasciando un ulteriore buco libero. A quel punto, quindi, chi potrà prendere il posto di Massa come assessore?

Attualmente la dinamica appare visibilmente poco chiara, mentre le ipotesi di parte dell’ambiente politico di Ottaviano sembrano quasi insinuare ci sia un vero e proprio schema predisposto già da tempo su un eventuale entrata in scena del figlio dell’ormai ex consigliere.

Scatta l’ora di Teatro del Gusto, l’eccellenza dell’enogastronomia artigianale da Foqus

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Vignaioli, cuochi e artigiani del sapore: arriva a Napoli Teatro del Gusto. Sabato 4 maggio, si apre nei Quartieri Spagnoli, nella corte della Fondazione Foqus, il Festival del vino e del cibo artigianale.

Fino al 6 maggio, tre giorni dedicati all’enogastronomia di qualità. Circa cento banchi di assaggio, produttori che presenteranno i loro vini ai visitatori, i quali saranno dotati all’ingresso di un calice personale da tenere stretto per tutto il percorso di degustazione. Ma non solo: un vero simposio sul tema dell’agricoltura naturale, del consumo consapevole ed enogastronomia di qualità.

Appuntamenti, eventi, seminari, masterclass. Tra questi spiccano i nomi di Nino Barraco e Armando Castagno, che apriranno il Festival; di Alessandro Marra, Matteo Gallello, Matteo Circella, Diego Sorba, Anna Prandoni, Vittorio Castellani, Emanuele Tartuferi, la delegazione Fioi, Marco Ambrosino, Luigi Sarno, Carlo Di Cristo, Stefano Amerighi, Salvo Foti, Fabio Gea, Aldo Viola, Monica Coluccia, Maurizio Paolillo e molti altri. Alla parte degustazione e contenuti sarà̀ affiancata la sezione cucina continua, il progetto di Mario Avallone. Una barra con oltre venti cuochi che si alterneranno nella preparazione comune di piatti sempre diversi.

Focus sui vini del Cilento, le alici di Cetara, le produzioni nelle aree protette, la sostenibilità, una masterclass dal titolo “Olio Crudo Olio Cotto”; i Parchi del gusto, un viaggio nei ben 26 Parchi Nazionali, la proiezione del documentario L’annata, di Andrea Mignolo; le storie di fermentazione; l’incontro con i luoghi, dal Sannio al Molise al Cilento, e tanto altro.

Il programma completo dei tre giorni si può visionare sul sito del Festival: teatrodelgusto.net.

“È la terza edizione della nostra rassegna, nata a Ischia, ma la prima nella città di Napoli – spiega Annamaria Punzo, ideatrice della manifestazione -. Le tre parole d’ordine del Festival sono: naturale, tradizionale, innovativo. Sono le nostre tre bussole per un appuntamento che è di proposta, di assaggi ma anche di riflessione, di comunità, di conoscenza. Le degustazioni si accompagneranno agli eventi, i sapori si accoppieranno alle parole. Immaginiamo il nostro festival come un vero simposio su vino e cibo di qualità: una vetrina per i produttori, una scoperta continua per i visitatori. Vogliamo aprire uno spazio di innovazione e rete per i sapori naturali: dalla terra, dalle radici, al futuro. In questo senso, arrivare dopo Ischia nei Quartieri Spagnoli, riempie di ulteriori significati il nostro incontro con Napoli”.

Tragedia a Casalnuovo: incidente sul cantiere, operaio muore in clinica

CASALNUOVO – Questa mattina i carabinieri della tenenza di Casalnuovo sono intervenuti presso la clinica Villa dei Fiori di Acerra. Un operaio 60enne sarebbe morto presso un cantiere, in viale dei Tigli (Casalnuovo). Indagini in corso per ricostruire la dinamica.

E’ l’ennesimo morto sul lavoro in Campania di questo 2024, che rischia di peggiorare un trend già grave. Dal Rapporto annuale INAIL Regione Campania 2022 è emerso che nell’anno 2022 in Campania sono state rilevate ben 33.409 denunce di infortunio, corrispondenti al 4,75% del totale nazionale, in aumento in confronto sia al 2020 (+49,25%), sia al 2021 (+64,25%) e che le denunce di malattia professionale protocollate nel 2022 (2.589) sono aumentate, del 5,80% in più rispetto al 2020 e diminuite del 1,30% in meno rispetto al 2021.

Si rileva anche che dall’attività ispettiva condotta dall’INAIL nell’anno 2022 in tema incentivi per la sicurezza, verifica, certificazione e omologazione di macchinari e attrezzature, è emerso che in Regione Campania ben 739 aziende di cui 733, ossia il 99,19%, sono risultate irregolari e che tale dato è 5,60 punti percentuali al di sopra del valore nazionale (93,59%).

Sequestrato un quintale di frutti male in un ristorante sulla Nazionale

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CIMITILE – Cento chili di prodotti alimentari tenuti in cattivo stato di conservazione all’interno di un ristorante: sequestri e due persone denunciate. È accaduto a Cimitile, dove i carabinieri del nucleo forestale di Roccarainola, insieme a personale dell’Asl Napoli 3 Sud, in via Nazionale delle Puglie, hanno controllato un’attività di ristorazione dove, all’interno delle cucine, hanno trovato circa 100 chili di generi alimentari in cattivo stato di conservazione.

Tra questi molluschi bivalvi (vongole e cozze), alcuni frutti di mare con guscio aperto segno di cattive procedure di conservazione, seppie, prodotti farinacei e surgelati scaduti. I militari hanno constatato che non erano osservate tutte le cautele necessarie e le prescrizioni affinché fosse garantito il corretto stato di conservazione igienico-sanitario.

Il rappresentante legale della ditta ed il direttore del locale, rispettivamente di 55 e 51 anni, sono stati denunciati mentre gli alimenti, sottoposti a sequestro, sono stati distrutti attraverso una ditta autorizzata.

 

Somma Vesuviana, studentessa del Liceo Torricelli vince il “Premio Campania Europa 2024”

Somma Vesuviana. Nuovo importante riconoscimento per il Liceo classico-scientifico E. Torricelli. Infatti, una giovane studentessa della scuola sommese ha ottenuto il Premio Campania Europa 2024 ventesima edizione. 

“Premio Campania Europa 2024 ventesima edizione” e la sesta edizione del Premio
speciale “Sossietta Scialla”, promosso dall’Associazione ex consiglieri A.R.E.C., ha conferito il premio consistente in un viaggio a Bruxelles dal 2 al 5 maggio 2024 per visitare la sede Istituzionale del Parlamento Europeo ed escursioni a Bruxelles(Be),all’alunna Rahmaoui Loubna del Liceo classico-scientifico E. Torricelli di Somma Vesuviana.

L’impegno alla trasmissione dei valori europei

La partecipazione dell’alunna alla ventesima edizione del Premio è stata resa possibile dalla Dirigente prof.ssa Anna Giugliano e dalla prof. ssa Ferrara Mirella. In particolare, nel suo elaborato Rahmaoui si è soffermata sulla necessità dei Paesi Europei di superare ulteriori difficoltà sui mercati internazionali dopo la pandemia, mettendo in evidenza una serie si valori importanti dell’appartenenza all’Unione Europea:

  1. La Solidarietà : L’Europa ha dimostrato solidarietà attraverso programmi di aiuto e sostegno finanziario ai paesi più colpiti dalla pandemia, promuovendo la collaborazione e il coordinamento tra Stati membri.

2. L’Unità: La crisi ha rafforzato il concetto di unità europea, evidenziando l’importanza della cooperazione e della coesione tra i paesi membri per affrontare sfide comuni.

3. La Salute pubblica : La pandemia ha posto in primo piano l’importanza della sanità pubblica
e della protezione dei cittadini europei, stimolando investimenti e politiche per migliorare la preparazione e la gestione delle emergenze sanitarie.

4. Sostenibilità :C’è stata una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale come parte integrante della ripresa post-COVID, con un maggiore impegno per affrontare il cambiamento climatico e promuovere un’economia verde e inclusiva.

5.Digitalizzazione: La crisi ha accelerato la digitalizzazione dell’Europa, evidenziando
l’importanza delle tecnologie digitali per sostenere l’innovazione, la crescita economica e la resilienza.

In sintesi, la pandemia ha rafforzato l’importanza dei valori europei di solidarietà, unità, salute pubblica, sostenibilità e digitalizzazione nella costruzione di una ripresa resiliente e orientata al futuro.

Nola, arriva il progetto “Festa dei Gigli dei Bambini”: ecco cos’è e come partecipare

La “Festa dei Gigli dei Bambini” è un progetto rivolto a tutti i giovanissimi tra i 6 e i 10 anni che unisce didattica esperienziale, consapevolezza del territorio e coscienza delle radici identitarie della Festa, in partenza il prossimo 18 Maggio e strutturato su appuntamenti.

I bambini partecipanti avranno la possibilità di costruire, in un percorso formativo e coinvolgente, la loro Festa dei Gigli, con una vera e propria ballata della barca e dei gigli in miniatura che si svolgerà il primo Giugno.

Botteghe d’Arte, Laboratori di Cartapesta, incontri con artigiani, cantanti musicisti e parolieri, sono solo alcuni dei punti del ricco programma dedicato ai piccoli progettisti, che potranno dare sfogo a tutta la loro creatività e immaginazione in questo evento unico, divertente ed altamente stimolante.

L’Iniziativa promossa e coordinata dalla Fondazione Festa dei Gigli, con l’ausilio dell’ Assessorato all’Associazionismo e Politiche Giovanili e dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Nola è organizzata in collaborazione con le associazioni e i comitati civici del territorio: Compagnia di San Paolino, Contea Nolana, Giglio Boys, GRAMAS; Solo per amore;

Con il supporto di tutte le paranze nolane: Fantastic Team, Impero Nolano, San Massimo Trinchese, Stella, Paranza Orgoglio Nolano, Pollicino, Volontari.

Il numero massimo di partecipanti è fissato nel limite di 250 bambini. Per iscrivere i tuoi piccoli artisti della Festa, affrettati a scaricare la domanda e compilare la modulistica necessaria, disponibile qui:

https://www.comune.nola.na.it/it-it/avvisi/2024/avviso-pubblico-per-la-realizzazione-del-progetto-festa-dei-gigli-dei-bambini-314531-1-4ee30016e23d79d9d88aa1a1556ce78f

Furto da fan di sport e film: sorpreso nel box a rubare racchette e cinepresa

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Portici: Furti notturni. Carabinieri arrestano 54enne

A Portici i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per furto aggravato Gennaro Basile, 54enne di San Giorgio a Cremano già noto alle forze dell’ordine.
I militari, impegnati in un servizio notturno per il controllo del territorio, sono stati allertati dal 112 e sono intervenuti in via Zumbini, all’interno del Parco Edera.

Lì hanno trovato l’uomo, peraltro già sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e all’obbligo di dimora del Comune di San Giorgio, mentre tentava di forzare la serranda di un garage. L’uomo è stato bloccato e gli accertamenti dei carabinieri hanno consentito di appurare che lo stesso aveva già forzato altri due box rubando al loro interno due racchette da tennis, una racchetta da ping pong e una cinepresa con i relativi accessori. Gli attrezzi da scasso sono stati sequestrati mentre la merce è stata restituita al legittimo proprietario.
L’arrestato è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio.

Villa di Augusto, l’archeologo De Simone spiega le ultime acquisizioni

Il noto archeologo internazionale è intervenuto su Irpinia Tv con una sua singolare intervista, svelando le ultime acquisizioni sul lavoro condotto dall’Università giapponese. Certamente per attribuire la villa ad un determinato personaggio, bisogna trovare delle inconfutabili prove come un sigillo, oppure un documento epigrafico.

Il prof. Antonio De Simone è da circa 22 anni impegnato negli scavi della cd. Villa Augustea ed è certamente uno dei più stimati professionisti internazionali dal punto di vista dell’ archeologia. Autore di numerosi pubblicazioni, docente presso l’ Università Suor Orsola Benincasa, il professore ci indica la via da seguire per potere andare avanti, continuando ad avere non solo la disponibilità dei colleghi giapponesi, ma le risorse economiche necessarie per poter continuare lo scavo.

Prof. De Simone, la villa è appartenuta ad Augusto, vero?

<< Guardi, noi vorremmo avere le stesse certezze, e non vorrei spegnere in nessun modo gli entusiasmi. C’è da fare una piccola premessa, la villa che stiamo scavando insieme con i giapponesi da più di venti anni, ormai, è una grande realtà degli ultimi decenni; è una scoperta eccezionale, che ci racconta di una serie di cose. Negli ultimi due anni, operando in un settore di questo vasto podere archeologico, sono venute fuori delle strutture, che ci dimostrano che questa villa ha un precedente. Il nostro punto di partenza, al momento dell’inizio degli scavi nel 2002, era che questa struttura fosse stata costruita sul finire del II secolo d.C., cioè circa 100 anni dopo la famosa eruzione del 79 dopo Cristo. Quindi noi andavamo avanti in questa direzione. rispetto ad una tradizione che voleva in loco la villa di Augusto.

Ci siamo accorti invece che questa villa, effettivamente costruita nel nucleo che noi stiamo indagando, 100 anni dopo l’eruzione del 79 d.C., ha un pregresso legato alla presenza di uno strato sigillato, che ci dimostra che questa villa precedente era stata ammalorata e dismessa a causa dell’eruzione sopracitata. Abbiamo trovato, inoltre, un deposito di anfore e al di sotto del deposito di anfore sono venute fuori delle strutture, che, probabilmente, fanno riferimento ad un impianto tecnico di una terma che esisteva precedentemente. Ritengo che l’interpretazione di questi dati, affidati alla riflessione dei colleghi giapponesi, porta a questa conclusione molto importante: c’era una villa precedente, tale villa era di un personaggio illustre, poi sono arrivati una serie di circostanze che hanno fatto ipotizzare che questa villa fosse proprio quella in cui Augusto morì.

I giapponesi hanno messo senza dubbio in collegamento queste due cose e stanno ipotizzando nuovi elementi. Il collega Masanori, che è un grande archeologo e studioso, si ferma alla formulazione di un’ipotesi, che ha certamente uno spessore, una motivazione, ma, ahimè, lo dico come persona che ci sta scavando lì da tanti anni, non ha ancora una dimostrazione. Nel senso che noi per attribuire la villa ad un determinato personaggio, dobbiamo trovare un sigillo, dobbiamo trovare un documento epigrafico e questo purtroppo in quella villa manca ancora, ma è certo che è una villa precedente a quella attuale ed è precedente all’eruzione del 79 dopo Cristo>>

Quali saranno le prossime tappe del vostro lavoro?

 <<Continuare a scavare, sperando che i giapponesi – i quali scavano materialmente insieme a noi e con noi studiano – continuino ad essere molto generosi, perché questo va ricordato: i 20 anni di scavo a Somma Vesuviana sono stati resi possibili grazie alla disponibilità finanziaria dell’Università di Tokyo, con la quale noi collaboriamo, dando soprattutto apporto d’esperienza, dando apporto soprattutto di studenti che, sotto la nostra guida e quella dei colleghi giapponesi, maturano i titoli didattici utili per la loro carriera. Speriamo di potere andare avanti in relazione a questa ripresa d’interesse, segnata da questi nuovi rinvenimenti. Al di là del fatto che sia o no la villa dove è morto Augusto, noi ci troviamo di fronte a delle scoperte eccezionali e, quindi, c’è l’auspicio di potere andare avanti, continuando ad avere la disponibilità dei colleghi giapponesi, atteso che per la conduzione di questo scavo per la verità gli enti italiani sono stati particolarmente stretti di manica e quindi speriamo in risorse utili per continuare>>

 

 

 

 

Gli Ottajanesi nella III guerra di indipendenza

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A partire dal 1864 gli amministratori di Ottajano incominciarono a respingere risolutamente tutti i tentativi dei giovani di sottrarsi al servizio militare: fino a due anni prima gravava sulla città la convinzione delle autorità napoletane che essa era “un fortino” del partito filoborbonico, un “centro di sostenitori dei briganti”. Nel 1866 molti ottajanesi si comportarono da valorosi combattendo contro gli Austriaci. Correda l’articolo un quadro dedicato da Kossak alla battaglia di Custoza

 

Nel 1864, illustrando il bilancio della sua attività di Assessore delegato “per il Sindaco assente”, Michele de’ Medici riconobbe che a Ottajano non era cessata del tutto “la ripugnanza al servizio militare, ma appariva scemata di molto”; era “bastata un po’ di persuasione” per indurre moltissimi renitenti a marciare sotto le patrie bandiere. Anche perché- disse con forza il Medici- era stato” allontanato, nelle operazioni di leva, ogni conato di intermediazione, di favoritismo, di deferenza.”. In parte era vero. Nel ’64 tutti gli “industrianti” e i professionisti di Ottajano cercarono di scampare dal servizio militare, ma su 25 domande di esonero ne furono respinte 20. L’idoneità alla leva fu riconosciuta al farmacista Giovanni Ranieri, a fittajuoli, a vatigali, agli”industrianti di tessuti e capi d’arte” Paolo Massa e Angelo Liguori Barretta, all'”industriante di terreni” Raffaele Marigliano, al sensale Ferdinando Menzione, mentre ottenne l’esonero il medico condotto Luigi Iovino. I conati, di cui parlava il Medici, tuttavia erano ancora così forti che nel ’63 il Sottoprefetto Serpieri fu costretto a ricordare ai sindaci che bisognava far intendere con ogni mezzo agli iscritti nelle liste di leva ” che nulla hanno a sperare dal farsi assistere da persone che si spacciano per intromettitori e protettori, per lucrare sulla loro ignoranza, poiché  tutto ciò che loro spetta di diritto lo conseguiranno per forza di Legge dal Consiglio di Leva.”. Nel ’65  furono presentate alle autorità di Ottajano 42 domande di esonero dal servizio militare: l’ufficiale sanitario Raffaele D’Avino, che era stato medico dei soldati napoletani chiusi in Gaeta, ne accolse 24, che certificavano cecità parziale, ernie “non contenibili”(8 casi), l’ “abbruciamento degli arti”, paralisi, cardialgie, tisi (3 casi), miopia, epilessia, catarro cronico, “totale mancanza di denti e acciacchi di complessione” e, in un caso, “la distruzione parziale del palato osseo”. L’ernia “contenibile”, “la sofferenza dell’ernia scrotale ricorrente, il cersocele”, l’asma, i dolori al petto non procuravano l’esonero, mentre era difficile ” documentare con attestati giuridici il male lunatico”, di cui alcune reclute dicevano di soffrire.  Nel ’67, intorbidatosi lo spirito pubblico per la tassa sulla ricchezza mobile, il sottoprefetto Righetti, nel chiamare alle armi la classe 1842, ricordò ai sindaci che  “in queste occasioni sogliono farsi vivi i nemici del Re e della Patria” e li esortò a controllare il clero, dei cui “patriottici sentimenti non dubitava”, ma che avrebbe ritenuto responsabile, se “in una cura di anime si verificassero molti disertori”.

La guerra del ’66 contro l’Austria fu un’importante fucina dell’amor patrio e la classe dirigente del Sud fu sollecitata a tenerne alte le fiamme con ogni mezzo. Nel maggio alcuni Consigli comunali della provincia di Napoli, considerando che” molte reclute si erano mostrate risolute alla partenza per concorrere con la loro opera all’indipendenza nazionale” stabilirono premi in danaro per i concittadini che conquistassero una bandiera nemica, o meritassero una medaglia al valor militare, o tornassero dai campi di battaglia menomati e inabili al lavoro. Furono previste pensioni per le vedove con figli e anche per quelle senza figli ” quante volte conservino lo stato vedovile”. Un reduce di Custoza, che aveva riportato una ferita “riparata mercè l’amputazione del piede destro, astrazione fatta ai disagi sofferti per continuo bivacco”, non bastandogli, a vivere, la pensione del Governo, chiese nel ’67 al Sindaco di Ottajano un segno concreto di riconoscenza: niente di eccessivo – lo impediva la sua “delicatezza”- ” ma un presente una tantum, un ricordo qualsiasi per sovvenire ad alcuni suoi affari.” Don Giuseppe Bifulco, il prete nero, stanziò per le famiglie dei soldati” bisognosi” 820 lire, a cui Michele de’Medici aggiunse di suo 50 lire, e il padre 240 lire, e in più “bende e filacci” e 3000 limoni, “raccolti or ora” negli assolati giardini delle terre vesuviane, “per essere spediti al loro destino” negli ospedali militari. In quello di Brescia, il 24 luglio del ’66, morì il granatiere Angelo Capasso, per ferite riportate a Custoza. L’Ufficio Amministrativo del 2°Reggimento Granatieri con lo stesso stampato comunicò alla famiglia, che nulla sapeva del ferimento, che Angelo era morto e che il morto era debitore verso la cassa dell’esercito di lire 192.Meritarono la medaglia d’argento al valor militare il bersagliere Gaetano Auricchio che ebbe la fortuna di tornare a Ottajano e il cannoniere Pasquale Boccia, che invece si inabissò nel mare di Lissa, sulla “Re d’italia” o sulla pirofregata “Ancona”: l’aiutante generale del 2° dipartimento marittimo promise che avrebbe sciolto l’enigma, ma non lo fece, e di questo non lo rimproverarono il padre vecchio e inabile del cannoniere, e il fratello storpio. Dopo una lunga attesa, e dopo molte sollecitazioni dei due al Sindaco, e molte del Sindaco al Ministero della Guerra, lo Stato pagò il promesso “soprassoldo” delle cento lire: questo fu il premio per i morti di Lissa. I concittadini di Pilone e di Barone accettavano ormai il nuovo ordine e lo cementavano col proprio sangue. Circa 40 Ottajanesi ricevettero medaglie commemorative per la guerra del ’66, e Ottajano e Somma furono i soli comuni del territorio ad ottenere un sussidio dal Comitato – lo presiedeva U. Peruzzi, sindaco di Firenze- “per soccorso ai feriti e famiglie dei morti nella guerra del ’66”. I giovani delle terre vesuviane non combatterono solo contro lo straniero; ebbero l’ordine di sparare anche su italiani, sugli ultimi briganti. L’ ottajanese Alfonso Avino meritò “la menzione onorevole” “per essersi distinto nell’uccisione del brigante Franchetti, il 10 maggio 1868”.

(fonte foto: rete internet)