Somma, schianto in moto in via Starza: giovane grave in ospedale

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Somma Vesuviana. Grave incidente questa mattina in Via Starza. Coinvolti un’auto, un furgone e uno scooter. Ricoverato in gravi condizioni il ragazzo alla guida della moto.

L’incidente è avvenuto questa mattina intorno alle ore 12:00 in Via Starza a Somma Vesuviana. Secondo una prima ricostruzione, uno scooter avrebbe urtato contro l’auto che proveniva dal senso opposto della strada. Coinvolto nello scontro anche un terzo veicolo, un furgone. Dal racconto di alcuni testimoni presenti al momento dell’impatto si ipotizza che il ragazzo alla guida della moto abbia avuto un malore mentre era alla guida e che abbia iniziato a perdere il controllo del suo motociclo da diversi metri, per poi colpire l’auto e il furgone e, infine, cadere a terra. Il giovane è stato soccorso dagli operatori del 118 accorsi sul luogo dell’incidente, ed è stato poi trasportato in ospedale.

Al momento non si hanno notizie certe sulle sue condizioni, che sembrano comunque molto serie. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e gli agenti della polizia locale, i quali hanno interrotto la viabilità lungo la strada dell’incidente per effettuare i primi rilievi.

GeM Dance di Casoria protagonista alla rassegna nazionale tra vittorie e nuovi talenti

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CASORIA – Momento d’oro per la GeM Dance Academy, la scuola di danza di Casoria gestita dai maestri Monica Cardiillo e Gennaro Di Sauro.

Nei recenti campionati tenutisi a Rimini i ballerini casoriani hanno ottenuto risultati di assoluto prestigio. Swamy Gargiulio e Giuseppe Lastra della GeM Dance Academy di Casoria sono saliti sul gradino più alto del podio nelle specialità che si sono tenute durante la rassegna Caribbean Dance League a Rimini. Podio anche per Kevin Bagliore nella categoria Merengue.

Complimenti ai maestri Monica Cardiillo e Gennaro Di Sauro, che hanno saputo costruire un percorso durato l’intero anno 23-24 e che ha portato a confrontarsi a Rimini con ottimi risultati.

Somma Vesuviana, sul consuntivo la partita è ancora aperta. Nocerino: «Gestione errata dell’ente»

Il 24 luglio il Tar discuterà del ricorso che alcuni consiglieri di opposizione a Somma Vesuviana hanno presentato contro la delibera di consiglio comunale che approvava il conto consuntivo dell’ente. A darne notizia è il capogruppo di “Siamo Sommesi”, che è anche componente della commissione bilancio, Giuseppe Nocerino, che spiega: «Si tratta di un ricorso che verte sull’aspetto formale della convocazione del consiglio comunale: a nostro avviso non è stato dato tempo sufficiente ai consiglieri per studiare i documenti, così come prescritto dal Tuel. Siamo ben contenti che i giudizi amministrativi abbiano deciso di occuparsi della vicenda e fare chiarezza».

Nocerino, però, fa notare che, accanto al ricorso al tribunale, ci sono aspetti politici e sostanziali che la minoranza sta sollevando da tempo, ribaditi anche di recente con una mozione sull’esternalizzazione del servizio dei cedolini paga per i dipendenti comunali. Chiarisce Nocerino: «Il conto consuntivo, approvato a nostro parere in maniera illegittima, certifica un disavanzo 12 milioni di euro. Nel frattempo, però, vengono esternalizzati servizi che potrebbero essere fatti dal personale interno, come quello delle buste paga o il piano di riequilibrio finanziario. Siamo al paradosso. Ci troviamo dinanzi ad una gestione dell’ente fatta senza razionalità e buonsenso, con la politica che ha affidato tutto a burocrati di loro fiducia. Il risultato è che Somma Vesuviana corre veloce verso il baratro».
Oltre al ricorso al Tar, sul conto consuntivo l’opposizione ha presentato anche un documento alla Corte dei Conti e al Mef (Ministero Economia e Finanze).

Proprio sulla esternalizzazione del servizio di busta paga agli stipendi, ben 11 consiglieri comunali hanno presentato una mozione che si discuterà nel prossimo consiglio comunale. Insieme a questa mozione, anche quella riguardante un dirigente e quella sulla delibera per gli assistenti al rup (responsabile unico procedimento). Dice ancora Nocerino: «E’ nostra intenzione mettere in evidenza che certe decisioni contrastano completamente con la situazione economica e finanziaria dell’ente, che avremo modo di approfondire anche nel merito, dopo il pronunciamento del Tar, dimostrando così l’imperizia tecnica e politica di chi ha agito»

Preleva anziana al porto e la rapina narcotizzandola: in carcere il sospettato dell’avvelenamento col latte di mandorla

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Convalida del fermo e custodia in carcere per la rapina di un’anziana che è stata narcotizzata, e richiesta di arresto per la vicenda del “latte alla mandorla”, la sostanza offerta ad alcune persone che sono rimaste intossicate: sono gli sviluppi giudiziari che riguardano il cinquantenne napoletano Francesco Marrazzo, comparso davanti al giudice per la convalida del fermo per la rapina.

 

Sono state le immagini acquisite nel corso delle indagini a incastrare il cinquantenne, accusato di avere narcotizzato lo scorso 21 giugno una donna di 78 anni prelevata al molo Beverello di Napoli e abbandonata in stato confusionale nella zona di Poggioreale dopo averla derubata degli effetti personali, carte di credito, documenti e soprattutto di 2.200 euro in contanti. Il gip di Napoli Marcello De Chiara ha convalidato il fermo notificato dai carabinieri all’uomo lo scorso 11 luglio per i reati di rapina e lesioni personali aggravati e disposto per l’indagato la custodia cautelare in carcere. Ma la procura partenopea (pm Enrica Parascandolo e Maurizio De Franchis, procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli) ne ha chiesto l’arresto anche perchè ritiene sia lui l’uomo che nei giorni scorsi ha offerto latte alla mandorla ‘corretto’ con qualche sostanza in diversi esercizi commerciali della città: un bar, dove si è presentato con una mascherina rossa; un negozio che vende surgelati e un tabaccaio, dove invece non aveva il volto travisato.

Condotte che hanno portato le persone che hanno bevuto il latte in ospedale e provocato un certo allarme in città. Ad acquisire le immagini dei sistemi di videosorveglianza di questi negozi, che hanno consentito il confronto risultato positivo con quelle già in archivio, sono stati i carabinieri della compagnia Stella. Tornando alla vicenda della 78enne, i carabinieri della compagnia Centro hanno passato al setaccio le immagini estrapolate da decine di telecamere e dai lettori targhe dopo il ritrovamento dello scontrino di un bar, nella borsetta ormai vuota della vittima.

La donna, che si era recata a Napoli da Ischia, era stata approcciata nel porto dal cinquantenne che si era spacciato per un tassista abusivo: grazie a quello scontrino i militari dell’arma sono riusciti a ricostruire tutti i particolari della vicenda, dal percorso coperto dalla vettura, alla sosta al bar dove la donna è stata narcotizzata (“con un caffè dal sapore dolciastro”, ha detto la vittima ai militari) alla sottrazione del denaro fino all’abbandono della vittima in stato confusionale. Oggi, inoltre, l’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe De Gregorio, davanti al giudice ha reso dichiarazioni assimilabili a una confessione: in sostanza ha ammesso di avere corretto il caffé della 78enne. Il giudice, anche in relazione ai suoi precedenti per evasione, ha convalidato il fermo ritenendo sussistente il pericolo di fuga ed ha anche disposto la custodia cautelare in carcere ma solo in relazione all’episodio della donna. Per gli altri, come detto, c’è per ora una richiesta di arresto.

San Vitaliano, smarrito Batman. L’appello disperato della sua padrona

San Vitaliano. Riceviamo e pubblichiamo:

San Vitaliano. “Aiutatemi a ritrovare il mio Batman. Sono disperata. Non sapere dove si trovi mi toglie il fiato. Penso continuamente a se sta bene, se ha fame e sete, se sia spaventato. Non tutti potranno capire, ma per me Batman non è  solo un cane, è la mia famiglia, un pezzo del mio cuore. Sto vivendo come in apnea, sospesa. È una un dolore indomabile ”.

È l’appello disperato di Miriam Gigliano, che da quasi 10 giorni vive in apprensione per il suo cane. Miriam aveva affidato il suo Batman ad un addestratore che avrebbe dovuto aiutarlo  a superare il trauma di un’aggressione subita. Era andato a prenderlo a casa di Miriam a Sant’Anastasia per poi condurlo in un centro addestramento a Marigliano, dove Miriam avrebbe poi dovuto raggiungerli su indicazione dell’addestratore. L’uomo però, prima di recarsi al centro addestramento,  aveva fatto una sosta presso l’esercizio commerciale Panda al confine tra Nola e San Vitaliano, dove giunto nel parcheggio, avrebbe  aperto lo sportello dell’auto facendo scendere il cane senza guinzaglio nè dispositivi di sicurezza, Batman probabilmente spaventato e stressato, è scappato via lungo la Variante 7 bis direzione San Vitaliano. Non conosciamo con esattezza la dinamica dell’accaduto, nè possiamo stabilire con certezza le eventuali responsabilità dell’addestratore in merito. Sarà  poi la magistratura, facendo seguito alla denuncia presentata da Miriam, ad esprimersi in tal senso. Ciò che invece è certo, è che  Batman si sia smarrito e che probabilmente stia vagando,  impaurito e assetato con il caldo di questi giorni. La vicenda ha commosso profondamente l’opinione pubblica, ma c’è bisogno di azioni concrete. Miriam ha bisogno di aiuto per ritrovare il suo cane. La speranza è che quante più persone possibile, possano condividere le foto di Batman e segnalare in caso di avvistamento. Sarebbe necessario anche l’intervento massiccio di volontari che possano battere il territorio magari anche con l’ausilio di droni. Aiutiamo Miriam a ritrovare il suo piccolo Batman

Non vuole le dimissioni del fratello e picchia 3 sanitari e 2 vigilantes al pronto soccorso

TORRE DEL GRECO – Tre sanitari e due guardie giurate aggrediti al pronto soccorso. È accaduto la notte scorsa all’ospedale Maresca di Torre del Greco, già in passato teatro di altri episodi di violenza ai danni degli operatori in servizio. A denunciare l’episodio è la pagina social di “Nessuno tocchi Ippocrate”, che da tempo racconta le violenze e i soprusi di cui sono fatti oggetto medici e infermieri in servizio nei nosocomi campani.

Stando a quanto ricostruito, attorno alla scorsa mezzanotte un uomo, fratello di un paziente ricoverato in stato di agitazione psicomotoria, ha reagito alla dimissione del congiunto, ritenute non corrette, pretendendo invece che l’uomo fosse trattenuto nella struttura di via Montedoro.

Al diniego dai sanitari, l’uomo si è scagliato prima contro medici e infermieri e poi contro le guardie giurate, giunte in soccorso dei malcapitati. Scene di trambusto che hanno poco dopo convinto la direzione del nosocomio a procedere alla temporanea chiusura del pronto soccorso, rimasto attivo solo per prestare assistenza ai pazienti in codice rosso. Sul caso avvenuto a Torre del Greco è intervenuto anche il presidente nazionale associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti, che in una nota ha sottolineato come “sia essenziale che i pronto soccorso siano vigilati dall’Esercito in antisommossa” in supporto al lavoro svolto dai vigilantes. (ANSA).

Linea Circum sospesa, nuovi bus da Pomigliano e Casalnuovo

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Sospensione del servizio sulla linea Circumvesuviana Napoli-Baiano: incrementato il servizio sostitutivo.

A comunicarlo è l’Ente Autonomo Volturno, che ha dato seguito alle interlocuzioni avute con il Comune di Casalnuovo, accogliendo i suggerimenti giunti dalle associazioni del territorio.

A partire da martedì 16 luglio sono istituite due nuove linee: la circolare Pomigliano-Casalnuovo-Pomigliano con 14 corse giornaliere dal lunedì al sabato, esclusi i festivi; la linea Casalnuovo-Napoli via autostrada, con otto coppie di corse giornaliere dal lunedì al sabato, esclusi i festivi. Sempre Eav fa sapere che è stato modificato il percorso del servizio Nola-Roccarainola, aggiungendo la fermata a Camposano in via Siciliano, nello spazio antistante la stazione ferroviaria.

Gli orari, i percorsi ed i punti di fermata sono pubblicati sul sito www.eavsrl.it. Infine la linea sostitutiva Pomigliano-Nola-Villa Regina a partire da oggi verrà effettuata solo nelle giornate di domenica e festivi. Sulla direttrice Pomigliano-Nola, è possibile utilizzare il servizio ordinario di Eav-linea 02, con fermate a Castello di Cisterna, Brusciano, Mariglianella, Marigliano e San Vitaliano.

Botte alla madre durante lite, fermato dalla polizia

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Nola – Gli agenti del Commissariato di Nola sono intervenuti l’altra sera per la segnalazione di una lite familiare: una donna ha raccontato di essere stata aggredita dal figlio che, come già avvenuto in precedenti occasioni, le aveva chiesto dei soldi e di fronte al suo rifiuto l’aveva minacciata e aggredita in presenza delle sue due figlie e della nipote minorenne.

Gli agenti hanno quindi subito intercettato l’uomo, un 21enne nolano e lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia.

Somma Vesuviana, si rinnova la festa del SS. Nome di Gesù nella Masseria Madama Fileppa

Numerose sono le chiesette di campagna o cappelle rurali sparse sull’intero territorio. Rappresentano la testimonianza della fede popolare e rimangono un grande patrimonio storico  e architettonico da tutelare. Tra queste spicca la nuova cappella dedicata al SS. Nome di Gesù nell’antica Masseria Madama Fileppa.

 

 

Tutto pronto per i festeggiamenti in onore di Gesù Bambino. Si parte lunedì 15 luglio alle ore 20:00 con la Celebrazione Eucaristica in via Santa Chiara, martedì allo stesso orario  in via Conte e Cammarelle, mercoledì in via Matarazzo, giovedì in via Crocelle Camaldoli, venerdì in via Malatesta ed, infine, sabato 20 luglio alle ore 19:30 con la consueta processione e, a seguire, la Messa conclusiva. La cappella è affidata alla cura pastorale di don Francesco Feola e cade, quindi, nella giurisdizione parrocchiale di S. M. di Costantinopoli.

Masseria Madama Fileppa con la nuova cappella

Nel periodo estivo – afferma don Francesco – quando ci si ferma un po’ dal lavoro dei campi, nella zona di Madama Fileppa si vive la festa del Bambinello. La ricorrenza del Santo Nome di Gesù, secondo il calendario liturgico, cade il 3 gennaio, e, in quel giorno, la celebrazione della Messa e i fuochi d’artificio esprimono la sincera devozione al Bambino Gesù. Proprio in questi giorni, però, la festa diventa di tutte le contrade, che ruotano intorno alla cappella di Madama Fileppa. A riguardo, ogni sera, le zone limitrofe non solo ospitano la sacra statuetta, ma in ognuna di essa si celebra la Messa e, poi, ci si ferma per la gioia di stare insieme. Sono giorni questi che esprimono un vero momento di aggregazione delle contrade e, insieme al Bambino Gesù, presentiamo le preghiere per la pace, per gli ammalati e per il mondo intero.

Cappella nuova – interno altare
Vecchia cappella – interno

LA STORIA

Tra le cappelle rurali vi è la Chiesetta del Bambino Gesù, fatta costruire dai devoti del posto nel 1986 nell’antica masseria Madama Fileppa. Lo storico Alberto Angrisani afferma che Giovanna I d’Angiò (ca. 1326 – 1382), sin dalla morte del padre Carlo l’Illustre (1298 – 1328), divenuta signora di Somma [Minieri Riccio, Studio sopra 84 registri, pag.67, cita un registro angioino distrutto] concesse in feudo alla sua nutrice Madama Filippa starcie site in terra Summe que fuit q.am Magisteri Joannis de Grissiaco [Minieri Riccio, Notizie storiche tratte da 62 registri angioini, 134, cit. A. Angrisani in Toponomastica di Somma, inedito,1935]. Oggi questo luogo – che appartenne successivamente al Principe di Castellaneta, Giambattista o Carlo III de Mari, nel 1744 [Catasto Onciario 144], a d. Michele Velotti, benestante di Nola, nel 1800 [L. Marchese, Pianta di Somma, 1799 – 1800] e alla famiglia napoletana Nasti agli inizi del XX secolo –  si presenta attualmente in uno stato di abbandono totale.

Acquasantiera del 1626 nell’antica cappella

Annessa al palazzo, entrando a destra, è ancora presente, seppur alquanto diruta, la vecchia cappella, in cui è possibile notare un’acquasantiera in marmo che reca la data incisa del 1626. Questa data – come afferma Amedeo Catanese Napolitano – fa pensare ad un intervento di ristrutturazione e rimaneggiamento nel XVII secolo. Sull’altare diroccato è visibile, ancora, una cona che conteneva la statuetta del Bambino Gesù, attualmente collocata nella nuova cappella. Vi era, anche, una scarabattola con una Addolorata – manichino di 50cm ca. di bottega napoletana della metà del secolo XIX, collocata tuttora nel nuovo impianto. Da una attenta analisi stilistica del 1972, eseguita dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per Napoli e provincia, si legge che la scultura in legno intagliato del Bambino Gesù non solo era della metà del secolo XVIII, datata tra 1740 e il 1760, ma presentava una aureola cesellata e sbalzata in argento con un diametro di cm 25. Di bottega napoletana, alta ca. 90 cm, la scultura è sorretta su una base in legno indorata con una modanatura a foglie.

Bambino Gesù del 1972

Il vestitino originale del 1972 era in seta con orlo, cinta, polsini e colletto, adornati da merletti. Sulla veste, apparivano, inoltre, fiori stilizzati a forma di stella a punto pieno, così come i raggi del sole con il monogramma IHS. I restauri successivi ci hanno consegnato, purtroppo, dico purtroppo, una scultura del tutto diversa da quella originale: un vero peccato in quanto all’epoca del compianto Giuseppe Mastronardi, parroco di S. M. a Costantinopoli dal 2010 al 2020, la sopracitata Soprintendenza non fu avvertita del restauro. I vecchi proprietari della Masseria Maddalena tramandavano che il Bambinello facesse parte del corredo artistico della dependance delle donne monache della Maddalena di Napoli, comunemente chiamate le monache cornacchie dalla gente della stessa masseria, in virtù del loro particolare manto da testa. Altri, invece, hanno asserito che la statuetta fosse arrivata nella vicina masseria Maddalena nel periodo bellico 1943, per sfuggire alle razzie dei tedeschi in ritirata strategica. Quest’ultima tesi non è valida in quanto la statuetta del Bambinello era già presente “in loco” nel 1916, come ci attesta un questionario vescovile dell’epoca. La conferma di un territorio di circa moggia 16 del Monastero della Maddalena all’Annunziata ci viene fornita anche dal cartografo Luigi Marchese nella sua Pianta della Terra di Somma del 1800. Nel catasto onciario del 1744, invece, il territorio risulta essere un possesso di Don Giuseppe di Gennaro, come si evince pure dal visibile blasone che si staglia sull’antico immobile della masseria.

Comunione nell’antica cappella con Don Alfredo Muoio

La festa del Bambino Gesù, comunque, con relativa processione si teneva una volta a settembre dopo la raccolta dei frutti stagionali (noccioline, noci, uva e cosi via) e veniva garantita grazie al proficuo impegno dei contadini e al guadagno dei prodotti della terra. Tra gli anziani organizzatori ricordiamo: Antonio Valo e il figlio Ersilio, Pasquale Di Palma, Michele De Falco, Antonio Di Palma, Giovanni Rianna, Umberto Di Palma e Antonio Granato. Attualmente si tiene a luglio d’accordo con il parroco della Chiesa di S. Maria di Costantinopoli.

 

Ricette di Biagio: la granita di gelse. Il “miracolo antico” di Piramo e Tisbe

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La granita di gelse fu a lungo presente sulla tavola degli Ottaianesi e dei Vesuviani, e fu il vanto di alcune pasticcerie, la cui arte è oggi custodita da Raffaele Avino Trinchetto. Il gelso veniva coltivato in non pochi luoghi del territorio e alimentava, tra l’altro, l’allevamento del baco da seta. I particolari bachi da seta di “Ceuze”, quartiere napoletano di cui parla G.B. Basile La “favola” antichissima di Piramo e Tisbe ci spiega che da sempre questo frutto, nella complicata simbologia popolare, è legato all’eros.

 

Ingredienti (per 4 persone): gr.200 di gelse, gr. 140 di zucchero, 500 ml di acqua, 1 cucchiaio di succo di limone. Pulite le gelse e frullatele in un mixer con lo zucchero; aggiungete l’acqua e il succo di limone e mescolate. Eliminate i semini con un cucchiaio e versate il succo in un contenitore rettangolare, che riporrete nel freezer per almeno 5 ore, provvedendo ogni mezzora a rompere i cristalli di ghiaccio che si sono formati. Trascorso il tempo necessario, grattate con un cucchiaio la superficie della granita. Così la granita è pronta per la tavola (Immagine e testo vengono dal sito “Misya”. In appendice c’è l’immagine del quadro in cui, nel 1909, Waterhouse dipinse Tisbe che, accostata al muro, cerca di parlare con Piramo, che sta al di là della parete).

 

Secondo la novella babilonese che ispirò una delle “metamorfosi” più raffinate di Ovidio Piramo e Tisbe erano due splendidi giovani, che abitavano in appartamenti contigui e che si amavano fin dalla fanciullezza: ma il loro amore non era approvato dalle famiglie che li tenevano reclusi nelle loro stanze, per impedire che si incontrassero. Ma i giovani riuscivano a comunicare attraverso una crepa aperta nella parete che separava le stanze: è la “situazione” che ispira il quadro “romantico” di John William Waterhouse. A un certo punto Piramo e Tisbe decidono di fuggire, e si danno appuntamento, di notte, presso un albero di gelso, sul confine del deserto mesopotamico. Tisbe raggiunge per prima il luogo fissato per l’incontro: l’impazienza della ragazza ispirò la penna di Ovidio e il pennello di Waterhouse. Ma all’improvviso arriva una leonessa, ancora rossa di strage, e costringe la ragazza a rifugiarsi in un antro, ma nel fuggire le cade a terra il velo, che la belva macchia di sangue. Dissetatasi alla sorgente, la leonessa ritorna nel deserto. Sopraggiunge Piramo che subito vede il velo di Tisbe macchiato di sangue, crede, disperato, che la sua Tisbe sia stata uccisa, se ne addossa la colpa e si uccide con la spada proprio presso il gelso: e il suo sangue schizza sull’albero, bagna i frutti bianchi e li tinge di quel particolare colore che contiene in modo armonioso alcune preziose gradazioni del nero e del rosso. Quando Tisbe esce dall’antro, vede il velo e trova il corpo del suo amato, capisce che è venuta anche la sua ora, e si uccide con la stessa spada con cui si era ucciso Piramo. Ispirati dagli dei, i loro genitori decidono che i corpi dei due giovani risposino nella stessa urna: Ovidio garantisce che essi stanno insieme anche nei Campi Elisi. E gli dei dell’amore dispongono che gli alberi di gelso producano per sempre frutti con il colore congiunto della morte e dell’amore. Questi frutti il Devoto mi consente di chiamarli, in lingua italiana, “gelsa “ al singolare e al plurale “gelse”, ma mi avverte che sono termini poco usati. La lingua napoletana li chiama “ceuza” e “ceuze” e carica il termine con una simbologia connessa all’ eros in un certo modo, un modo tutto napoletano.  Riprenderò l’argomento: per ora faccio un solo esempio. Cienzo, il personaggio del “Cunto de li Cunti” di G.B. Basile, nell’allontanarsi da Napoli, vinto dalla malinconia, si gira a guardare la sua città che sta lasciando, e si chiede dove troverà un’altra Napoli, e “ n’autre Ceuze, dove l’agnolille d’ammore  fanno continue follore de contentizze”. “Ceuze” era un quartiere frequentato da donne di cattiva fama, dove “i bachi da seta fanno senza sosta i bozzoli del piacere”. Mi pare che il senso sia chiaro.