Ripartono gli scavi archeologici a Somma Vesuviana

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:
Ripartono gli scavi archeologici a Somma Vesuviana, nel napoletano. Per gli archeologi oltre alla villa di Augusto potrebbe esserci anche un quartiere termale di epoca augustea.

Antonio De Simone  – archeologo Università Suor Orsola Benincasa di Napoli: “Riprende la missione archeologica a Somma Vesuviana. Riprendono gli scavi. Dobbiamo continuare lo scavo. Tutte le indicazioni vanno nella stessa direzione. Trovati ipogei di epoca augustea. Abbiamo trovato un deposito di anfore. Anfore che sono degli anni in cui Augusto viveva  e al di sotto di questo deposito ci sono i segni di ambienti ipogei, dunque dei sotterranei, nei quali potevano essere allocati i servizi e uno di questi servizi potrebbe essere ricondotto alla presenza di una terma, di epoca augustea, che serviva ad alimentare energia probabilmente per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno di Augusto ricompare. Di certo l’epoca augustea è venuta alla luce. A Somma un sito di grande importanza. In superfice l’epoca del dopo eruzione del 79 d.C., sotto l’epoca augustea. Dunque un territorio fertile dalle grandi potenzialità. E’ chiaro che un territorio del genere, sotto la Montagna, acquistava agli occhi di Augusto l’essenza del magico. Qui, su questo territorio, c’era la villa dei genitori di Augusto e Augusto ha voluto morire in questo territorio. Uno scavo in contesto culturale e naturalistico di grandi tradizioni. Inoltre Somma Vesuviana è una delle capitali di livello mondiale della gastronomia”.

A Somma Vesuviana rinvenuta terma di epoca augustea. Serviva a riscaldare ambienti importanti, a breve riprenderà la stagione di Scavo.

Salvatore Di Sarno –  sindaco di Somma Vesuviana: “Sono entusiasta per la meravigliosa notizia di ripresa dello scavo archeologico  anche perchè crediamo che il futuro, soprattutto per quelle aree che ricadono nella Zona Rossa, sia turismo e cultura. Nelle vicinanze del sito archeologico, spesso visitabile, grazie a Franco Mosca, Presidente della ProLoco di Somma Vesuviana, a breve apriremo il cantiere per la realizzazione di un altro Parco Urbano. Un primo Parco Urbano che sarà Parco per la Rigenerazione Urbana, è in fase di realizzazione in un’altra zona periferica situata tra Via San Sossio e Via Marigliano. Un secondo Parco Urbano sorgerà proprio in prossimità dell’Area Archeologica”.

 

                        

“Riprende la campagna di scavo a Somma Vesuviana. Sarà una campagna estremamente importante. Nell’ultima abbiamo trovato un deposito di anfore che sono degli anni in cui Augusto viveva  e al di sotto di questo deposito abbiamo trovato segni di ambienti ipogei, dunque dei sotterranei, nei quali potevano essere allocati i servizi e uno di questi servizi potrebbe essere ricondotto alla presenza di una terma, di epoca augustea, che serviva ad alimentare energia probabilmente per un quartiere termale certamente non pubblico ma sicuramente privato e allora è chiaro che il sogno di Augusto ricompare. La fornace scoperta con il rinvenimento di carbone analizzato dall’Università di Tokyo testimonia la presenza di un importante sistema di riscaldamento degli ambienti. Un sistema che dunque doveva riscaldare una villa importante, un sito importante.  Siamo in un territorio che ha valenze magiche. Questa è la terra di Dioniso, la terra del Vesuvio, dove si produceva un vino eccezionale che da questa terra giungeva nel Mondo Antico, fino in India. Leggendo di attestazioni archeologiche, senza il rinvenimento del sito archeologico di Somma Vesuviana, senza la Villa di Somma, eravamo convinti che dopo l’eruzione del 79 d.C. ci fosse stata una stasi lunga, profonda, per la produzione del vino. Invece lo scavo di Somma ha dimostrato che il vino si è sempre prodotto. Dunque un territorio fertile dalle grandi potenzialità. E’ chiaro che un territorio del genere, sotto la Montagna, acquistava agli occhi di Augusto l’essenza del magico. Qui, su questo territorio, c’era la villa dei genitori di Augusto e Augusto ha voluto morire in questo territorio”. Lo ha annunciato l’archeologo Antonio De Simone dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

La prossima campagna di scavo e che è davvero alle porte, si preannuncia davvero sorprendente, importante!

Non c’è alcun dubbio sull’epoca di Augusto, a Somma Vesuviana, nel napoletano e la prossima campagna di scavo che sta per inziare, potrebbe regalare grandi notizie. Sotto al sito archeologico, in grado di raccontarci il dopo 79 d.C. con il rinvenimento di grandi ed imponenti ambienti, la stratificazione geologica dell’eruzione del 472 d.C. , importanti strutture, affreschi, pavimenti mosaicali, celle vinarie, statue, per una grandezza di circa 3000 metri, è venuta alla luce anche l’epoca Augustea, Dunque Somma Vesuviana racconterebbe il prima e il dopo. Il sito della Villa Augustea di Somma Vesuviana, è in grado di raccontarci il periodo antecedente l’eruzione, l’epoca Augustea ed anche fino a quattro secoli dopo l’eruzione che coprì Pompei.

Gli indizi spingono a pensare che esista un quartiere termale di epoca augustea e gli archeologi scaveranno in quella zona.

“Augusto stanco, vecchio, lasciò la politica e poteva decidere di andare nella sua villa a Posillipo o a Capri ed invece ha preferito ritirarsi qui,  in questa zona. Gli ultimi rinvenimenti venuti alla luce a Somma Vesuviana, che attestano questa prospettiva di ricerca testimoniano la fase augustea della  Villa portata alla luce. C’è questa realtà di carattere cronologico che rimanda ad una presenza storica che è molto importante. Noi abbiamo portato alla luce il deposito delle anfore e abbiamo ritrovato, al di sotto del deposito, una zona che ha a che fare con la produzione di energia. Una terma per funzionare ha bisogno di acqua calda – ha continuato De Simone –  l’acqua si riscalda attraverso dei forni e noi abbiamo ritrovato delle strutture che sicuramente avranno legami con il fuoco perchè abbiamo trovato il carbone, legno bruciato che probabilmente serviva per l’alimentazione di energia in un probabile, grande quartiere termale che potrebbe esserci. Tutti gli indizi ci spingono in questa direzione”.

 

Scoperte straordinarie!

“Quando abbiamo deciso di iniziare lo scavo, a Somma Vesuviana, è perchè si favoreggiava sulla villa dove sarebbe morto Augusto. Per due decenni, lo scavo aveva dato risultati diversi ma non meno interessanti. E’ venuta alla luce una villa costruita circa 200 anni dopo la morte di Augusto testimoniando però la continuità di vita su questo territorio  – ha proseguito l’archeologo De Simone – e ristabiliva la grande importanza che questa Villa ha come testimonianza del passaggio dal Mondo Antico, al Mondo Tardo – Antico e a quello Medievale. Negli ultimi due anni, però, sono incominciati a venire alla luce tanti segnali estremamente interessanti. Io ho coltivato sempre la speranza che ci fosse una fase più antica. L’evidenza archgeologica che è venuta a rivelarsi, piano, piano, in due anni di lavoro silenzioso, è che la Villa costruita sul finire del II sec. d.C. ha un precedente in una villa che è stata forse abbandonata, o dismessa, o smontata e comunque scomparsa dalla vita a causa dell’eruzione del 79 d.C. e quindi è ritornata in gioco, in modo prepotente, l’esistenza della Villa Augustea. Tutti gli indizi ci dicono che il sito che si trova sotto alla Villa risalente alla fine del II sec. d.C. ci confermano l’epoca augustea, la presenza di una villa abitata da un personaggio molto importante e certamente dotato di particolari mezzi. Tutto quanto è stato trovato, in questi ultimi mesi, va nella stessa direzione, come ad esempio la presenza di una terma privata. Bisogna proseguire lo scavo, perchè i risultati ottenuti dalla missione sotto la guida dell’Università di Tokyo, sono davvero importanti. Bene ha fatto l’Università giapponese a dare vita ad una comunicazione scientifica che sta avendo eco mondiale”.

 

In superficie l’epoca del dopo 79 d.C.  e in profondità l’epoca augustea. Un sito di grande valenza, quello che sta emergendo sempre più a Somma Vesuviana,a 18 Km da Napoli. E’ il sito che testimonia il passaggio del tempo.

“La Villa appare di fatto come una testimonianza vivace del passato, dei secoli in evo antico, perchè la Villa pre 79 è una villa che è stata certamente intaccata dall’eruzione del Vesuvio, ma su questa villa più antica si costruisce la villa che è in superfice. Questa villa in superfice sfida tutti i secoli dell’evo antico. Ci sarà una successiva eruzione, quella del 472 d.C. che comporterà il seppellimento della villa. Dunque questo sito è testimone del passaggio del tempo. Ma il 472 d.C. è il periodo in cui l’Impero Romano, anche formalmente scompare per cedere il posto a quello che è il Mondo post Antico e Alto Medioevale. Quindi siamo dinanzi alla testimonianza di un fecondo rapporto – ha affermato Antonio De Simone –  anche se distruttivo, nell’ambiente naturale tra il territorio e il Vesuvio che di tanto in tanto si risveglia. Dunque abbiamo saputo che questi territori non sono stati mai abbandonati dalla frequentazione umana. L’eccezionalità di questo rinvenimento è anche che capita in un territorio favoloso. Un territorio che secondo me attende di essere risvegliato in termini di valorizzazione turistico – culturale. Lo scavo della Villa di Somma Vesuviana, non avviene nel deserto, ma in un territorio dove noi abbiamo attestazioni culturali di diversissimo tipo, soprattutto culturali perchè legate a diverse cronologie. Abbiamo ad esempio il Complesso Monumentale di Santa Maria del Pozzo, nel cui sottosuolo c’è questo palinsesto di pittura che inizia nell’XI secolo e giunge fino a tutto il XVII secolo con testimonianze eccezionali. Abbiamo il Castello di Lucrezia D’Alagno, abbiamo il grande comparto di Castello nella zona di Montagna, sul Monte Somma. Abbiamo una testimonianza unica al mondo che è il Centro Storico, il Casamale. Credo che il Casamale sia l’unico caso di Terra Murata intatta di epoca Aragonese, un borgo fortificato di epoca aragonese, forse unico esempio di epoca aragonese che abbiamo nella sua integralità. Abbiamo un territorio che magicamente continua ad essere l’attore principale di uan serie di eventi legati al mondo della cultura, perchè sono attestazioni focloriche di particolare importanza. Mi piace ricordare ad esempio la Processione degli Incappucciati del Venerdì Santo, la Festa dei Fuochi sul Monte Somma con la consegna della perteca alla donna amata, la Festa delle Lucerne che è assolutamente unica al mondo. Tutto questo è in un contesto territoriale che produceva e produce ancora oggi uno dei migliori vini al mondo, in un territorio che per una serie di eventi storici, contigenti e curiosi è una delle capitali gastronomiche mondiali ad esempio per il baccalà e stoccafisso. Ci sono tutti gli elementi per uno sviluppo turistico del territorio”.

Un’occasione davvero irripetibile con il vantaggio che si scava su un suolo di proprietà dello Stato e del Comune.

  “E’ una grande opportunità. La  missione archeologica, sotto la guida dell’Università di Tokyo, sta dando risultati importanti. Il Comune, nello specifico l’Amministrazione Comunale con l’acquisizione dei terreni, avvenuta qualche anno fa, ha contribuito in modo determinante a tale successo. Ora è fondamentale proseguire perchè tutti gli indizi vanno nella stessa direzione. Lì sotto c’è l’epoca augustea – ha affermato De Simone –  con una villa e un quartiere termale di epoca augustea sicuramente appartenuti ad un personaggio molto importante”.

E l’Università di Tokyo che sta guidando lo scavo è molto chiara.

 “Gli indizi vanno nella stessa direzione. A Somma Vesuviana ci sarebbe la Villa dell’Imperatore Augusto – ha affermato Aoyagi Masanori dell’Università di Tokyo che sta guidando la missione archeologica – anche perchè abbiamo trovato parte di quella che sembrerebbe essere una grande struttura. Si tratta di una stanza dove veniva utilizzata una fornace che serviva, con ogni probabilità a riscaldare un bagno termale privato. In questo momento le probabilità che si possa trattare della Villa dell’Imperatore Augusto sono molto alte”.

Grande apprezzamento è stato espresso dal sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno.

 “Sono entusiasta per la meravigliosa notizia di ripresa dello scavo archeologico – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – anche perchè crediamo che il futuro, soprattutto per quelle aree che ricadono nella Zona Rossa, sia turismo e cultura. Nelle vicinanze del sito archeologico, spesso visitabile, grazie a Franco Mosca, Presidente della ProLoco di Somma Vesuviana, a breve apriremo il cantiere per la realizzazione di un altro Parco Urbano. Un primo Parco Urbano che sarà Parco per la Rigenerazione Urbana, è in fase di realizzazione in un’altra zona periferica situata tra Via San Sossio e Via Marigliano. Un secondo Parco Urbano sorgerà proprio in prossimità dell’Area Archeologica”.

Turista inglese sfregia gli Scavi incidendo i nomi delle figlie

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Pompei  – Poco fa i carabinieri del posto fisso scavi sono intervenuti su segnalazione da personale addetto alla vigilanza del sito presso la “Casa delle Vestali”.

Un turista inglese di 37 anni é stato bloccato dopo che con un oggetto contundente aveva inciso su una delle pareti della domus 5 diverse incisioni tra cui la data di oggi.
L’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata per danneggiamento al patrimonio artistico.
La Prefettura è stata avvertita per comminare la sanzione amministrativa.
Il Danneggiamento consiste in scritture effettuate sulla parte affrescata sinistra posta all’ingresso della domus.

Una parte superiore dove si leggono chiaramente la lettere incise “JW LMW MW” mentre nella parte bassa della parete è incisa la data “07/08/24 e sotto la scritta MYLAW”.

Il 37enne si è scusato e riferiva di aver scritto le iniziali sue e delle due figlie, per lasciare un segno della sua visita a Pompei Scavi

Incendio in casa a Pomigliano, 3 persone bloccate sul terrazzo

Pomigliano d’Arco – Poco fa i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti a Pomigliano d’Arco per un grosso incendio divampato, per cause in corso di accertamento, in un’abitazione privata di tre piani.

Le fiamme sarebbero partite dalle cantine. I carabinieri e alcuni passanti hanno soccorso le tre persone che erano in casa, rimaste bloccate sul terrazzo: sono state fatte scendere utilizzando un muletto.

I vigili del fuoco stanno domando le fiamme. Al momento non risultano feriti, anche se le tre persone soccorse sono rimaste intossicate. La strada è stata chiusa per facilitare i soccorsi

Somma, prima riunione del Coordinamento per il referendum sull’autonomia differenziata

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: 
Si è tenuta in data 31/07 la prima riunione di coordinamento delle forze politiche ,associative e singoli cittadini del territorio di Somma Vesuviana in preparazione per il referendum sull’autonomia differenziata.
Il grande risultato della raccolta firme che in pochi giorni ha superato il limite minimo per il deposito del referendum ,non è che la prima parte di un percorso che ci vede tutti chiamati in causa per la difesa dell’integrità e dell’unità nazionale.
E’ necessaria la massima unità d’intenti tra le realtà del territorio e la capacità di mettere da parte, su questo argomento, tutte le legittime divisioni e visioni differenti sul futuro amministrativo del territorio, che non sono altro che il sale di una democrazia, che questa riforma rischia di minare dalle fondamenta.
Il comitato condividerà e informerà la cittadinanza su tutte le iniziative messe in campo per la raccolta firme, che proseguirà comunque fino a settembre e si riunirà nella prima settimana di settembre al fine di organizzare manifestazioni ed incontri , volti ad informare e coinvolgere la cittadinanza , sull’importanza storica del quesito referendario.
Al momento hanno aderito al coordinamento:
Anpi , Arci , Legambiente, Cgil , Somma libera e forte, Pd, Psi, Per SOMMA, M5s, Verdi , Italia Viva , Città Cambia, GD, Il consigliere comunale Salvatore Rianna, Il consigliere Regionale Carmine Mocerino.
La volontà di tutte le componenti del coordinamento è garantire la massima partecipazione e registrare nei prossimi giorni quante più altre adesioni, in nome di una battaglia che dovrà vederci tutti uniti come uomini e donne del sud.
NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI- NO ALLA LEGGE SPACCA ITALIA

“Fango”, l’omaggio di Ciro Castaldo al mondo dissacrante degli Squallor

Riceviamo e pubblichiamo: 
Ciro Castaldo e le Edizioni Melagrana celebrano il 38 luglio nel migliore dei modi
con la pubblicazione del libro “Fango. Gli Squallor a tutto tondo”. Presentazione
ufficiale l’11 ottobre al centro storico di Napoli presso il T.I.N.
Esce il libro Fango: l’omaggio di Ciro Castaldo al mondo dissacrante
degli Squallor, tra musica e opere d’arte
Gli Squallor non sono solo un gruppo musicale, nato per caso all’alba degli anni
Settanta dall’incontro di Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti, Elio Gariboldi (che lo
abbandonerà poco dopo), Daniele Pace e Totò Savio ma un’esperienza intensa che
nell’arco di un quarto di secolo ha sfidato e sbeffeggiato il sistema discografico,
infrangendo e irridendo gli schemi musicali e culturali. A loro è dedicato “Fango. Gli
Squallor a tutto tondo”, libro di Ciro Castaldo, realizzato in sinergia con Salvatore
Scuotto (alias Morale-S) e le sue opere, in un viaggio-tributo senza freni inibitori.
“Fango” è un libro irriverente che pone l’attenzione sullo straordinario percorso degli
Squallor; lo fa attraverso testimonianze, retrospettive, foto, memorabilia, interviste in
esclusiva ai parenti dei componenti del gruppo (Gianna e Giovanni Bigazzi, Attilio
Pace, Jacqueline Savio) e a coloro che li hanno vissuti da vicino, da Renzo Arbore a
Mimmo Cavallo, passando per Ciro Ippolito, Il Giardino dei Semplici e Giorgio
Verdelli. All’interno del libro è presente una dettagliata galleria fotografica a colori
che racconta la mostra di sculture dedicata agli Squallor come fenomeno non solo
musicale, ma anche culturale, oltre alle impattanti copertine dei 33 giri del geniale
fotografo e art director Luciano Tallarini.
Il libro, dunque, si propone come una ricerca intensa e meticolosa, sulle orme di ciò
che gli Squallor hanno rappresentato per tantissime generazioni. I testi dissacranti e
scomodi, hanno appassionato non solo la generazione che li ha vissuti in prima
persona, ma anche quelle successive, che almeno una volta hanno ascoltato Curnutone,
‘O tiempo se ne va, Gennarino primo e le tante altre. “Fango”, quindi, intende andare
alla ricerca di quello che è stato il fenomeno Squallor, comprenderne la portata
emotiva e la sua capacità di diffusione, interclassista e intergenerazionale.
“Fango. Gli Squallor a tutto tondo” viene annunciato oggi, 7 agosto alias 38 luglio,
come dedica che le Edizioni Melagrana e l’autore Ciro Castaldo fanno allo storico
primo 45 giri del gruppo datato 1971. La presentazione ufficiale avrà luogo venerdì
11 ottobre, alle 18.00, presso il T.I.N. (Teatro Instabile Napoli), contestualmente
al vernissage della mostra delle opere di Salvatore Scuotto, alla performance
musicale di Salvio Vassallo, a quella teatrale di Gianni Sallustro e ai contributi
dell’Accedemia di Belle Arti di Napoli. Nel frattempo il 25 settembre, la casa
editrice aprirà la possibilità di pre-ordinare il libro dal sito www.edizionimelagrana.it.
A coloro che faranno il pre-order, il libro arriverà subito dopo la mostra di Napoli.

Rider muore a 28 anni mentre consegna pizze: travolto da auto di turisti

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CASTELLAMMARE DI STABIA – E’ morto a 28 anni, a bordo di uno scooter che si è scontrato con un’auto che procedeva nel senso opposto di marcia: la vittima è un rider originario di Torre Annunziata e residente a Castellammare di Stabia, Domenico Autiero, che aveva appena consegnato delle pizze.

L’incidente nella tarda serata di ieri, sul viadotto di Castellammare. Lo scooter si è scontrato con una vettura che sembra procedesse contromano e a bordo della quale, secondo quanto si è appreso, si trovavano alcuni turisti stranieri che l’avevano presa a noleggio. Il giovane è morto sul colpo.

Da arenile ad arena: il video della maxi rissa in spiaggia

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ERCOLANO – Una mega rissa sulla spiaggia vede protagonisti un folto gruppo di persone tra cui giovani che urlano, si danno spintoni e calci. Un episodio ripreso in un video che sta facendo il giro del web, postato sulla pagina facebook dal sindaco di Ercolano e vicepresidente nazionale Anci, Ciro Buonajuto. L’episodio, accaduto ieri pomeriggio sulla spiaggia libera della località La Favorita, in quelle ore piuttosto affollata, sta suscitando irritazione e sgomento sui social.

“Questi violenti non possono rovinare l’immagine della città che invece sta diventando accogliente” ha commentato il sindaco. Sul posto sono giunti i Carabinieri della Tenenza locale ma, al loro arrivo, non vi era più nessuno. I militari stanno ricostruendo la vicenda per risalire ai responsabili.

Anche il deputato dell’ alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, sulla pagina facebook a corredo del video parla di “arenile che si trasforma in arena. Una di quelle dell’Antica Roma in cui si sfidavano i gladiatori in combattimenti all’ultimo sangue. Parleremo con le Autorità ed il sindaco affinché i protagonisti dell’inqualificabile episodio vengano identificati, denunciati e allontanati dai luoghi pubblici”. 

IL VIDEO > https://fb.watch/tP1HOz8NqK/

 

Doppio arresto alla Cisternina, sequestrate 1600 dosi

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CASTELLO DI CISTERNA: Doppio arresto nella “Cisternina”. Carabinieri sequestrano oltre 1600 dosi

E’ un doppio colpo quello che i Carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno inferto allo spaccio nella “Cisternina”.
Il primo è stato assestato dai militari della stazione locale. In manette ci è finito Domenico Trocino, 46enne del posto, già noto alle forze dell’ordine.
Addosso 36 dosi di crack, 6 di cocaina e 440 euro in contante ritenuto provento di una florida attività di spaccio.
E’ stato sottoposto ai domiciliari, risponderà di detenzione di droga a fini di spaccio.
Stesso reato contestato alla 61enne Anna Minutolo. I carabinieri della sezione operativa l’hanno sorpresa con ben 1049 dosi di cocaina. Un bottino di oltre 250 grammi di polvere bianca, arricchito anche da 213 grammi di crack diviso in 598 dosi.
Niente domiciliari per la donna. E’ stata portata nel carcere di Secondigliano dove rimarrà in attesa di raccontare al giudice la sua versione dei fatti.

Mestieri antichi e nuovi nella società vesuviana dopo il 1860

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L’avvio dell’attività industriale incominciò a modificare la struttura del sistema sociale, sollecitò il sistema sanitario a confrontarsi con patologie in qualche modo legate al lavoro nelle fabbriche, favorì l’apertura dei lidi per i bagni estivi, anche se i terremoti del 1881 e del 1883 crearono problemi ai lidi di Casamicciola. A corredo l’immagine del quadro di G. Panza “Le ricamatrici”.

 

Tra il ’55 e il ’60 arrivarono al pettine i nodi del conflitto tra l’organizzazione famigliare della produzione di tessuti e il sistema industriale, tra il lavoro fatto in casa, a mano, e la macchina. L’industria della seta era da almeno due secoli incardinata nella società contadina, poiché anche i contadini vesuviani allevavano bachi, trattavano bozzoli e li destinavano alla trattura ad aspa lunga. Nel 1826 venne introdotta la trattura ad aspa corta, o alla piemontese, per la seta all’ organzino: le lavoratrici domestiche andarono in difficoltà, perché il loro prodotto non poteva competere con quello delle filande, a cui i contadini preferivano vendere i bozzoli. La crisi colpì anche la lavorazione del lino, del cotone e della canapa. La canapa delle pianure di Sarno e Caserta era di qualità bellissima, ma per la sua durezza non poteva essere impiegata che nella manifattura di corde e di sartie. La canapa veniva lavorata con lo zolfo: solo nel 1850 Leonidas Borel, negoziante francese, chiese una privativa per una macchina di sua invenzione, atta a macinare la fibra in condizioni di assoluta sicurezza.  I danni prodotti dallo zolfo erano molteplici: i canapari avevano sempre le mani insanguinate,  le labbra delle donne si ulceravano, e il sangue avvelenato dal minerale portava precocemente alla morte. Ma tutti coloro che lavoravano nell’industria tessile andavano incontro a seri danni alla vista e ai polmoni, e a infezioni ulcerose. A Pietrarsa si costruivano locomotive, materiale ferroviario, e motori per le navi, di cui restò alta l’esportazione all’estero. Nel 1872 vi lavoravano circa 1100 persone, un centinaio di impiegati e, per il resto, aggiustatori, forgiatori, falegnami, fonditori, calderai, scalpellini, pittori, muratori e facchini.  Tra il ponte della Maddalena e il Pasconcello, accanto alla Taverna della Carcioffola, lo stabilimento Guppy produceva macchine a vapore, mulini, torchi idraulici, trebbiatrici e macchine agrarie: vi lavoravano 350 operai.  Una società fondata da Deluy Granier, i cui soci azionari erano  Iuply, Mathieu e  il Banco coloniale di Genova, impiantò a San Giovanni una fonderia di rame nuovo e vecchio, che dava lavoro a 150 operai. Sul confine di San Giovanni a Teduccio c’era anche la fabbrica di carboni agglomerati di Firmino Fischer, belga: venne fondata nel ’69, nel momento più nero della crisi dell’industria vesuviana, e  30 operai vi lavoravano da 10 a 12 ore al giorno.  Nel 1867 a Barra il francese Emilio Belz avviò la produzione  di zolfanelli: la fabbrica si chiamava Stella d’Italia. Vi lavoravano 180 operai,  per due terzi  donne e fanciulle, per l’altro  terzo metà ragazzi e metà adulti. Le temperature elevate, le polveri, il contatto continuo con soluzioni acide e con minerali velenosi, e l’assenza di serie pratiche di tutela sanitaria facevano sì che tutti gli operai venissero colpiti da assai gravi disturbi della respirazione e della circolazione del sangue. Nel 1858 ritornarono anche il vaiolo arabo e le febbri tifoidee. Il sindaco di Ottajano in un primo momento cercò di annacquare la cosa comunicando all’Intendente che si trattava di varicella, tutt’al più di vajoloide, e che il morbo si manifestava come vaiolo solo in coloro che non erano stati vaccinati. L’attacco dell’infezione si concentrò su un quartiere di San Giuseppe,” i Ciferi, “ dove è probabile che ne avesse portato il contagio Antonio Saporito, che tornava da Picerno, dove l’epidemia infieriva. Quando morirono due ragazzi di quattro anni, delle famiglie Saporito e Pagano, il sindaco ordinò che venissero trasportati al cimitero, di notte, e senza corteo funebre. Il Sottointendente, informato, gli inviò una nota durissima, in cui gli intimava di rendere consapevole la popolazione del terribile pericolo che i bambini correvano, e di portare a termine, in tempi rapidissimi, una capillare campagna di vaccinazione. Negli ultimi tre mesi del ’58 i medici condotti Arcangelo Ranieri, Francesco Cola, Crescenzo Auricchio e Domenico Minichini vaccinarono 408 ragazzi fino ai 12 anni. Dal 1861 al 1875 lo stato della salute e dell’igiene non migliorò rispetto al livello che gli studi e le statistiche di Salvatore De Renzi avevano definito dopo il colera del 1837. La mortalità infantile restò assai alta. Nel 1859 a Ottajano morirono 121 maschi e 138 femmine tra il primo e il settimo anno di vita, e 33 maschi e 38 femmine tra i 35 e i 50 anni, e altrettanti tra i 50 e i 70. Negli statini che il Comune di Ottajano appronta nel 1875  le percentuali risultano sostanzialmente invariate, e le cifre vengono confermate sia dalle statistiche di Somma che da quelle di Sant’ Anastasia: a Somma risulta lievemente più alta la percentuale dei morti tra i 40 e i 50 anni. Le malattie più diffuse erano quelle del cuore e della circolazione del sangue, e le affezioni dell’apparato respiratorio. Assai frequente era l’invalidità permanente causata da fratture alle ossa. Intorno al 1870 anche i  “piccolo borghesi” incominciarono a frequentare le spiagge di Casamicciola, le cui acque marine erano “per molti aspetti salutari”:le barche dei “bagnatori” trasportavano, nei giorni estivi, decine di clienti tra Ischia e i porti di Napoli e del Vesuviano. Ma  il terremoto del 1881 alterò la “temperatura delle acque termali e lo stato delle fumarole” e il consiglio del prof. Michele Stefano De Rossi di istituire un Osservatorio geodinamico non venne “ascoltato” per il timore che l’esistenza stessa di questa struttura “fosse già un’apparenza di pericolo e allontanasse i bagnanti”. (Gazzetta ufficiale del Regno d’Italia del 29 luglio 1883).

Ottaviano, sversamento abusivo di medicine e materiale sanitario. Due denunce

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OTTAVIANO – Aghi, siringhe, pezzi di veicoli (presumibilmente ambulanze), referti medici, documenti sanitari, medicinali. È quanto hanno rinvenuto gli agenti di polizia municipale del Comune di Ottaviano, Pennino e Viviano, nel corso di una operazione effettuata insieme alla polizia metropolitana alla periferia della cittadina vesuviana.
In una traversa di via Galliano, una stradina che conduce verso il Vesuvio, gli agenti coordinati dal comandante Rosa Vallone hanno individuato in un appezzamento di terra sei enormi buste, con dentro materiale sanitario di ogni tipo e una serie di documenti.
La polizia ha effettuato le indagini ed individuato i presunti responsabili, gestori di una struttura specializzata nell’attività di primo soccorso, attiva nel territorio vesuviano. Sia i bustoni che l’appezzamento di terra sono stati sequestrati, mentre i responsabili della struttura sono stati denunciati alla Procura di Nola per sversamento illecito di rifiuti speciali.
“Faccio i complimenti alla polizia municipale per la brillante operazione, che si aggiunge alle molte altre già effettuate e al costante pattugliamento del territorio. A Ottaviano non c’è più spazio per i furbetti, gli abusivi, i trasgressori della legge, soprattutto quando danneggiano un territorio che noi ci stiamo impegnando a valorizzare con tutte le nostre forze”, commenta il sindaco Biagio Simonetti.