Salvato dall’annegamento, 11enne muore 48 ore dopo

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MELITO – Era stato strappato dalla morte il giorno di Ferragosto, più volte rianimato dai sanitari del 118 sia sulla spiaggia che lungo il tragitto verso l’ospedale; ma a distanza di 48 ore da quello che sembrava un miracolo, è deceduto Pasquale Montagnaro, il bimbo di 11 anni salvato in un lido della località Ischitella a Castel Volturno.

Il piccolo, originario di Melito di Napoli, si era sentito male in mare, era stato portato a riva e soccorso con un massaggio cardiaco, quindi caricato su un ‘ambulanza e trasportato al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno; durante la corsa verso l’ospedale, il suo cuore si era fermato due volte e altrettante volte era stato fatto “ripartire” con massaggi e manovre da parte dei sanitari.

L’11enne era stato trasferito al Santobono di Napoli, dove è deceduto per le gravi condizioni in cui si trovava. (ANSA).

 

La serata unica della star Madonna agli Scavi di Pompei: finanziato progetto per bambini

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 POMPEI – “Una serata che si è svolta senza criticità e per la cui riuscita voglio ringraziare il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e le forze di polizia per il supporto garantito, oltre a tutte le forze dell’ordine del Comune di Pompei”.

Il giorno dopo la visita privata di Madonna agli scavi di Pompei, il parco archeologico, attraverso il direttore Gabriel Zuchtriegel, si traccia un bilancio della serata. Bilancio che viene ritenuto “positivo” – come si legge in una nota diramata dall’ufficio stampa – dalla direzione del parco, che ricorda come Madonna abbia incontrato nell’occasione “un gruppo di ragazzi e bambini del progetto ‘Sogno di volare’, che ha deciso di finanziare”.”Sogno di volare” è un’iniziativa “che – spiegano ancora dal parco archeologico di Pompei – vede i giovani e giovanissimi del territorio impegnati come attori di rappresentazioni classiche, messe in scena nel teatro antico della città sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C.”. Per la direzione degli scavi “l’evento si è svolto senza alcuna criticità, sia in temini di ordine pubblico, per la presenza dei numerosi fan che l’attendevano all’esterno degli scavi, sia in termini di gestione all’interno del sito archeologico. Il parco e la Prefettura di Napoli, congiuntamente alle forze dell’ordine, hanno collaborato per garantire che l’evento si svolgesse senza disagi per la città di Pompei e per il sito stesso”.

La visita guidata a cura del direttore Zuchtriegel ha interessato le case del Menandro e dei Ceii, intervallata da alcune performance artistiche. Fuori la casa del Menandro il gruppo di bambini e ragazzi del progetto “Sogno di volare” ha formato un coro con passaggi in italiano, napoletano e inglese. “Un ringraziamento particolare – aggiunge Gabriel Zuchtriegel – va anche ai colleghi e alle colleghe del parco archeologico per la consueta professionalità nella gestione e vigilanza del sito”.

Foto di Madonna: Ricardo Gomes
(dalla pagina ufficiale del Parco Archeologico)

 

Giostra cede all’improvviso, feriti 3 bambini

 

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Ieri sera i carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio sono intervenuti in via Falconi, all’interno di un parco giochi. Alcuni pistoni di una delle giostre (“Mini Volo di Rondine” con cabine a forma di mongolfiere) avrebbero ceduto, calando velocemente le cabine verso il suolo.

L’impatto ha causato il ferimento di 3 bambini (2 di 4 e uno di 7 anni), tutti dimessi dal Santobono con prognosi tra i 3 e i 5 giorni.

La giostra è stata sequestrata, indagini in corso.

Prostitute si sistemano a due passi dalla chiesa, fuga di matrimoni e comunioni

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GIUGLIANO – Il Comune di Giugliano dichiara ‘guerra’ alla prostituzione e lo fa colpendo i potenziali clienti. Chi infatti verrà sorpreso solo anche a concordare prestazioni sessuali a pagamento verrà multato.

La sanzione amministrativa è di 500 euro. E’ quanto prevede un’ordinanza firmata dal vicesindaco Pietro Di Girolamo. Il provvedimento arriva due giorni dall’appello lanciato dal parroco della chiesa di San Matteo al borgo Riccio (alla periferia del comune di Giugliano, alle porte di Napoli), don Massimo Condidorio. Il sacerdote ha denunciato che proprio a causa della presenza di prostitute, ad ogni ora della notte ma anche del giorno, lungo la strada di accesso alla parrocchia, numerosi genitori hanno deciso di chiedere il nulla osta per far seguire il catechismo in preparazione alla prima comunione in altre parrocchie della città, anche a una decina di chilometro di distanza.

“I nostri bambini non possono assistere a scene sgradevoli”, hanno detto diversi genitori al parroco chiedendo il ‘nulla osta’. Una offesa alla “pubblica sensibilità” che viene richiamata nella lunga ordinanza nella quale si diche “il fenomeno della prostituzione su strada determina lo sviluppo di pratiche criminali di sfruttamento della prostituzione, anche minorile”.

Clienti avvisati da oggi come prevede l’ordinanza (la n. 163) chi verrà sorpreso dalle forze dell’ordine su tutto il territorio cittadino a “contattare soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che , per atteggiamento, abbigliamento, o modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di esercitare tale attività” dovrà mettere mano al portafoglio e pagare una sanzione da 500 euro “fatta salva l’eventuale applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste dalle vigenti disposizioni”.

Madonna di Pugliano, l’omelia del vescovo di Acerra: “Dare la vita è gesto rivoluzionario”

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ERCOLANO – Chi si impegna e ama, chi in contesti difficili dà la sua vita, compie il gesto più rivoluzionario della storia. Così il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, nell’omelia nella Basilica di Santa Maria a Pugliano a Ercolano che all’alba di martedì ha concluso la novena della Madonna Assunta, patrona della città degli Scavi. La riflessione è stata offerta dall’anniversario dell’uccisione di padre Massimiliano Kolbe, poi proclamato santo, che il 14 agosto 1941 offrì la sua vita al posto di quella di un prigioniero, padre di famiglia, condannato a morte nel campo di concentramento di Auschwitz.

“Di fronte all’apatia, all’indifferenza culturale e a quella dell’impegno comune, c’è questo gesto rivoluzionario della storia: dare la vita. E’ l’unica riserva che ci è rimasta di fronte ai tanti guai che viviamo a livello internazionale e locale” ha spiegato mons. Di Donna, originario di Ercolano, in una Basilica affollata di fedeli (in prima fila il sindaco Ciro Buonajuto con amministratori). Il discorso ha toccato i temi della democrazia, dell’emergenza giovanile e della salvaguardia dell’ambiente. Ad Ercolano la festa religiosa è legata a quella civile: il 14 agosto 1699 la popolazione si riscattò dal dominio baronale dei feudatari “E in questa occasione, ancora una volta diciamo no all’indifferenza, sì al bene comune. Diciamo no a una democrazia malata in tutte le sue forme e diciamo sì alla partecipazione”.

Una partecipazione che deve vedere tutti coinvolti e chiamati a riflettere sulle emergenze giovanili. “Il senso di comunità deve essere più vivo e questo non dipende dalle forze dell’ordine, neanche da un sindaco. Ma da una cultura, da una mentalità. E voglio rivolgermi sopratutto ai sacerdoti, ai parroci che devono fare la loro parte come soggetto anche sociale di educazione civica”. Una panoramica sulle eccellenze della città: Scavi, Ville vesuviane e Vesuvio. E anche alla città vecchia di Resina col mercato del vintage, degli abiti usati famosi nel mondo. E proprio il prodotto usato e destinato allo scarto “è una valida alternativa alla moda veloce che dilaga e produce inquinamento ambientale in grandi discariche di vestiti non più usati, oltre che sfruttamento di manodopera nei paesi poveri”.

L’ immagine della Madonna di Pugliano – ha sottolineato Di Donna rivolgendo lo sguardo al di sopra dell’altare – è quello di una madre che allatta il figlio, il cui termine ha cinque declinazioni: Maria madre del Signore e nostra, la chiesa, le nostre madri, la madrepatria ovvero “il nostro Paese che una legge disastrosa sta cercando di spaccare, di dividere in due con la cosiddetta autonomia differenziata” e infine, la madre terra che “ci alimenta, ci nutre e ci sostiene”. In chiusura, un monito: “Non permettete l’inquinamento della terra di Ercolano, del Vesuvio e del suo mare, dei suoi prodotti: la terra ci nutre e noi dobbiamo custodirla perché è nostra madre”.

Spari a Ferragosto a Somma, proiettile centra casa di una donna

Somma Vesuviana – Nella tarda serata di ieri i carabinieri della compagnia e del nucleo investigativo di Castello di Cisterna sono intervenuti in via Spirito Santo a Somma Vesuviana per l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco.

Stando alla ricostruzione del forze dell’ordine un proiettile avrebbe colpito la finestra di un appartamento di una donna incensurata.

Per fortuna non ci sono feriti. Al via le indagini per ricostruire dinamica e matrice.

Somma Vesuviana. “Mediterranea”, crocevia di culture, protagonista del Palio 2024

Lanciamo ufficialmente il tema della XXXII Edizione 2024 de il Palio di Somma Vesuviana che ha per titolo “Mediterranea, Terra e Mare di Fraternità” e il manifesto di quest’anno rappresenta in toto ciò che come comitato Palio, quest’anno, vogliamo comunicare.
Ma da dove nasce l’idea di questo tema?

Il Mediterraneo è un antichissimo crocevia, da millenni tutto vi confluisce complicandone e arricchendone la storia; non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi, non un mare ma un susseguirsi di mari, non una civiltà ma un serie di civiltà.

Si incontrano il mondo romano, la preistoria, le città greche, la presenza araba, il cristianesimo, l’Islam e l’ebraismo.

Il Mediterraneo crocevia, il Mediterraneo eteroclito, è presente nella nostra memoria con un’immagine coerente, in cui tutto si fonde e si ricompone in una unità originale, frutto della natura e degli sforzi molteplici, degli uomini, di ieri e di oggi.

Terra degli ulivi, della vite e del grano.

Il Mediterraneo è un mare e una terra dove tre continenti si incontrano, Asia, Europa e Africa, di cinque sponde e di diverse culture.

Mediterraneo della fraternità che trasforma le differenze in opportunità, che si fa spazio di accoglienza nel dialogo. La volontà di dialogo dice che apro braccia, cuore, mente per andare oltre la paura.

Ma adesso restate connessi perché nei prossimi giorni vi parleremo delle novità del programma di questa XXXII edizione rara e straordinaria, un mix tra tradizione e innovazione.

Contatti: Ufficio Stampa Palio di Somma: Marilena Maresca 3337407984

Ferragosto, festa laica e festa religiosa: quando a Napoli si metteva in tavola “’o fritto misto”

È difficile raccontare la “tavola” del Ferragosto di oggi, perché anche a Napoli i costumi stanno cambiando sotto l’influenza della pubblicità, dei cuochi che imperversano in TV, della diffusa tendenza a violare le tradizioni. Che fino alla metà del ‘900 consideravano protagonista della tavola del 15 agosto – la tavola dell’Assunta – il “fritto misto”, su cui ha scritto splendide pagine Nello Oliviero.

Tutto nasce dalla “pizza a ogge a otto”, che i pizzaioli fornivano ai clienti abituali, i quali si impegnavano a pagare il debito a fine settimana, quando riscuotevano la paga. Negli anni ’60, quando frequentavo l’Università, c’era ancora in via “G.Savarese”, una pizzeria “a ogge a otto”. Credo che qualcosa del genere facessero già gli osti dei “thermopolia” pompeiani, la cui immagine “apre” l’articolo.

Queste pizze, che non erano uno sfizio, ma un vero e proprio pranzo, vennero descritte da Ettore De Mura: ma ‘e vote tengo tanta nustalgia / p’a pizza fritta, ‘a pizza a ogge a otto. / Cu’ cicole, ricotta e muzzarella, / robba senza magagna, / ndurata, quando asceva d’’a tiella /, abbuffata pareva na muntagna. Il friggitore del “fritto misto” doveva conoscere i tempi di cottura di cozze, alici, “cecenielli”, fragagli di triglia e sciorilli di zucchine”, e, soprattutto, il tempo del vino, il momento in cui era necessario versare nella pasta un mezzo bicchiere di vino bianco.

I protagonisti del “fritto misto” sono stati citati – racconta Nello Oliviero- da Domenico Rossi, un grande clinico, ma mediocre poeta, che nella poesia “’ A battaglia d’’e paste cresciute”, elenca “scagliuozze, zeppulelle, pastette ‘e baccalà, pastette ‘e cecenielle, palle ‘e riso, crucché, zeppule ‘mbuttunate, panzarotte, ranfe ‘e purpetielle, alice peccerelle, murzille ‘e muzzarella, sciurille ‘e cucuzzielle, patanelle e fravaglie”.

Nei diminutivi ci sono il piacere del gusto e la memoria affettuosa dei pranzi in famiglia. Protagonisti della “tavola” del 15 agosto sono anche i “vermicelli con le vongole”.

I frutti di mare hanno ispirato capitoli significativi della letteratura, e non solo di quella napoletana, e quadri suggestivi. Fanno parte della storia di Napoli l’immagine del re Ferdinando, prima IV e poi I, che, vestito da pescatore “luciano”, vende ai passanti le “spaselle” di vongole e di cozze da lui pescate, e i canti dei “rastrellari” che raccoglievano i “frutti” portati dal mare sulle spiagge e mescolati con la sabbia. I “frutti di mare” sono i protagonisti di “piatti” mitici della nostra cucina e hanno contribuito incisivamente alla fortuna di ristoranti e trattorie.

Sui banchi degli “ostricari” occupavano un posto d’onore i “cannolicchi”, sia “i veraci”, dal sapore lieve e avvolgente, sia “i ferrati”, chiamati così per la tinta color “terra” e per il sapore “acre”, ma assai richiesti, perché si credeva che, più delle cozze, delle vongole e delle triglie, aiutassero gli uomini a non fare brutte figure con le donne in quei momenti là.

E per chi considera insopportabile pagare oggi 20 euro per un chilo misto di vongole e di “lupini” c’è la ricetta dei “vermicelli alle vongole fujute”. Per i dolci, vedo che c’è la corsa ai gelati. Ma io, ricordando che il 15 agosto, è il giorno dell’Assunta, consiglio la “sfogliatella riccia”: fu la mistica della vita spirituale – e solo questa – che suggerì alle monache di dare alla prima sfogliatella riccia, alla madre di tutte le sfogliatelle ricce, la forma della conchiglia: in quale cucina di convento, e quando, sia avvenuto il primo parto, non so.

A dire di Nello Oliviero, il dolce è nell’elenco di leccornie che Cienzo, protagonista di un racconto di G.B. Basile, il “Mercante“, rimpiange di perdere allontanandosi da Napoli. “Chi sa se vi vedrò più – si lamenta Cienzo- mattoni di zucchero, muri di pasta reale, in cui le pietre sono di manna e le porte e le finestre di pizze sfogliate.”.

Bollette luce e gas semplificate: cosa cambierà nel 2025

Dal 1° luglio 2025 arriva la nuova bolletta luce e gas: sarà più chiara e sintetica per capire prezzi e consumi. 

Niente più bollette tradizionali: a partire dal 1° luglio 2025, infatti, saranno disponibili  le nuove bollette in formato semplificato che permetteranno ai clienti di tenere sotto controllo più facilmente i costi e i propri consumi. All’interno della bolletta sarà presente anche uno “scontrino dell’energia” che conterrà non solo il prezzo da pagare, ma come ci si è arrivati. Saranno indicati i volumi di elettricità o gas utilizzati, i prezzi, le spese fisse.

Questa modifica, approvata da ARERA, punta a facilitare la lettura e la comprensione della bolletta per famiglie, condomini, piccole e medie imprese e altre utenze. I fornitori avranno 12 mesi per adeguare i propri sistemi a questa nuova regolamentazione.

La fattura sarà divisa in sezioni chiare: il frontespizio, lo scontrino dell’energia
il box offerta, gli elementi informativi essenziali, gli elementi di dettaglio. Un elenco più dettagliato di come saranno organizzati i contenuti nella nuova bolletta dal luglio 2025 è disponibile nella delibera approvata da Arera. Più avanti, poi, sarà approvato il glossario che riporterà le definizioni delle principali voci indicate nella bolletta.

Fonte immagine: rete internet. 

Napoli, da Conte al mercato: quali obiettivi?

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Ampiamente archiviata l’ultima, disastrosa stagione post-scudetto, il Napoli guarda al futuro con ottimismo. E lo fa con uno dei migliori tecnici in circolazione. Antonio Conte potrà solo far meglio del 10° posto che ha estromesso gli azzurri da ogni competizione europea. La città si è già innamorata del tecnico salentino, nonostante sia difficile scalzare l’artefice del miracolo: Luciano Spalletti re di Napoli. L’uomo della provvidenza e della concretezza. Ma quali sono allora gli obiettivi partenopei, oltre a dover dimenticare e ricominciare? Cosa cambierà con la nuova panchina azzurra che De Laurentiis ha inseguito fin da primavera?

Dove può arrivare il Napoli secondo i bookies

Ovviamente, anche i bookmakers si stanno preparando alla nuova stagione con quote e bonus aggiornati e implementando l’uso dello SPID per facilitare l’iscrizione, come quelli presenti in questa pagina di Scommesse.org. E cosa ne pensano del Napoli di Conte è presto detto. Gli azzurri sono visti come possibile terza forza del campionato, poco dietro alla Juventus e un pochino più distanti dall’Inter, favorita assoluta per lo scudetto.

Secondo i bookies, il club all’ombra del Vesuvio è accreditato per raggiungere almeno la zona Champions (quest’anno con la nuova formula a 36 squadre in un solo girone) considerando anche l’assenza di impegni europei. Analizzando rapidamente le quote elaborate dai principali operatori di betting, l’Inter di Inzaghi viaggia su percentili variabili tra 1.65 a 1.80 per quanto riguarda la vittoria dell’ipotetico 21° titolo nazionale. Segue la Juventus di Motta, 4.50 – 5.00. Chiude il terzetto di testa il Napoli di Conte, 5.00 – 5.50. Occhio poi al Milan di Fonseca, a 7.00 – 7.50. 

Cosa cambia con l’arrivo di Conte

L’ex Tottenham, Inter e Chelsea, giusto per citare le ultime tre allenate in Inghilterra e Italia, dovrà rivoluzionare l’assetto tattico della squadra vista nell’ultimo campionato. Difesa a tre e punta di peso, con un calcio fatto di imprevedibilità, verticalità e modernità di gioco. Non è esclusa completamente l’idea di un pacchetto arretrato a quattro, ma ciò di cui Conte è assolutamente sicuro è la necessità di perfezionare i meccanismi difensivi. Le sue squadre puntano alla differenza reti. Subire poco significa guadagnare tanto. Lo ha dimostrato già in passato, all’Inter e alla Juventus. 

Formazione tipo: Meret; Rrahmani, Buongiorno, Natan; Di Lorenzo (o Ngonge), Anguissa, Lobotka, Olivera; Politano, Osimhen (al memento, forse Lukaku in futuro), Kvaratskhelia. Un 3-4-3 che si trasforma, potenzialmente, in 4-3-3 in fase di costruzione con un terzetto base in cui Di Lorenzo si abbassa sulla linea dei difensori e Olivera si alza su quella dei centrocampisti. Del resto è il modulo con cui gli azzurri hanno costruito la gloria assieme a Spalletti. Non è da scartare nemmeno il 3-5-2, modulo che Conte potrebbe adottare in corso d’opera in base all’evoluzione del campionato e di alcuni possibili innesti in chiave calciomercato. 

Molti i nodi da sciogliere. Delicata la questione punta centrale. Il tecnico salentino ha sempre preferito punte abili spalle alla porta, in grado di ricevere le verticalizzazioni con l’uomo addosso e attivare frontalmente i compagni. Gioco di prima o a due tocchi. Fondamentali che tutto sommato mancano a Osimhen. Discorso analogo per Kvaratskhelia. Con la costruzione da dietro tipica delle squadre di Conte, riuscirà il georgiano ad allungare gli avversari e ad avere lo spazio per girarsi frontalmente e puntare la difesa? Lobotka dovrebbe essere invece imprescindibile, considerando che Conte ama i registi capaci di resistere alla pressione e creare verticalità. 

Il mercato del Napoli

Tra veri acquisti e fine prestiti, il calciomercato azzurro si è animato con gli arrivi di Folorunsho, Gaetano, Zerbin, Caprile, Cheddira, Marin, Spinazzola e Buongiorno. Ampiamente digerite le partenze dei vari Zieliński, Demme, Gollini, Dendoncker, Traorè, Ambrosino, Lindstrom e Ostigard. Quello di Osimenh resta invece uno stallo alla messicana. Tra gli obiettivi continuano a circolare i nomi di Brescianini (centrocampista del Frosinone), Neres (trequartista del Benfica), Lukaku (Chelsea), Hermoso (Atletico Madrid) e Berardi (Sassuolo).