Tragedia di Ferragosto, bimbo di 7 anni muore annegato in piscina

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Tragedia a Vico Equense, in Penisola Sorrentina, dove un bambino di 7 anni, originario di Castellammare di Stabia, è morto annegato dopo essersi tuffato nella piscina dell’ agriturismo di cui era ospite. Immediati i soccorsi dei genitori e delle altre persone presenti, ma nonostante i tentativi di rianimazione, il piccolo non ce l’ha fatta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sorrento che indagano per fare luce sulle modalità dell’incidente.

La procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta sulla morte del bambino di 7 anni annegato dopo un tuffo nella piscina di un agriturismo di Vico Equense.

Sono in corso gli accertamenti del caso ed è probabile che la salma del piccolo, originario di Castellammare di Stabia, sarà sequestrata per eseguire l’autopsia. I carabinieri, che indagano sull’episodio, non escludono alcuna ipotesi, compresa quella di un malore o di una congestione che non avrebbe lasciato scampo al piccolo. Stando a ciò che si apprende, il piccolo sarebbe stato visto privo di sensi in acqua e soccorso dal bagnino presente nella struttura oltre che dai genitori. Nonostante i tentativi di rianimarlo però il bambino non ha più ripreso conoscenza.

Per 18 ore col cadavere del padre in auto: Amman è entrato in 3 case di Pomigliano

POMIGLIANO D’ARCO – Diciotto ore di fuga con il cadavere del padre nascosto nel bagagliaio. Tanto è durato il viaggio di Tobias Amman, il 33enne tedesco che ha ucciso a coltellate il proprio padre a Monaco di Baviera per poi scappare in Italia, nel vano tentativo di far perdere le proprie tracce. Una fuga terminata a Pomigliano d’Arco, dove gli agenti della polizia municipale, al comando del tenente colonnello Emiliano Nacar, lo hanno fermato per un tentato furto in un appartamento scoprendo poi, alcune ore dopo, che il 33enne aveva abbandonato l’auto, una Skoda, sulla quale viaggiava da 18 ore con il cadavere del proprio padre nascosto nel bagagliaio.

Su Amman, secondo quanto hanno potuto appurare, pendeva un mandato di arresto europeo da parte delle forze dell’ordine tedesche, che lo cercavano proprio per l’omicidio del padre. L’uomo era stato visto accoltellare il congiunto da alcuni residenti, che avevano quindi segnalato l’accaduto ai poliziotti tedeschi. Il 33enne però aveva fatto perdere le proprie tracce fino a Pomigliano d’Arco, dove un guasto alla vettura lo ha costretto alla sosta non prevista nel suo piano di fuga.

Abbandonata l’auto, Amman si è introdotto in alcune abitazioni, almeno tre del territorio di Pomigliano d’Arco, rovistando dappertutto probabilmente alla ricerca delle chiavi di una vettura con la quale continuare a fuggire. I residenti lo hanno visto introdursi in una casa ed hanno allertato i vigili urbani, che hanno potuto così fermare il 33enne e portarlo nei propri uffici. Amman, secondo quanto trapelato, era tranquillo, e si è fatto portare via senza opporre resistenza. Durante i controlli dei documenti, il comandante Nacar ha appurato che su Amman pendeva un mandato di arresto europeo, e poche ore dopo gli agenti hanno trovato l’auto abbandonata nei pressi del casello autostradale e fatto la macabra scoperta. Nel bagagliaio, nascosto sotto una coperta, gli uomini della municipale hanno trovato il cadavere del padre, ed allertato la squadra mobile di Napoli e la polizia scientifica.

L’uomo, interrogato dal comandante della Polizia Municipale, ha dichiarato agli investigatori di non aver portato via nulla dagli appartamenti, ma non avrebbe fornito spiegazioni chiarificatrici sul ritrovamento del cadavere nella propria vettura. L’arrestato è stato portato nel carcere di Poggioreale dagli stessi agenti della polizia municipale che lo avevano fermato.

Lidi abusivi, botte e droga: carabinieri blindano il Ferragosto dei vacanzieri

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NAPOLI E PROVINCIA:  Ferragosto sicuro, presenza rassicurante dei Carabinieri. Il piano sicurezza del Comando Provinciale di Napoli. Massima attenzione alle località costiere e alle aree archeologiche

Ferragosto è tradizionalmente considerato un periodo di vacanza e relax. Per i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, invece, Ferragosto fa rima con controllo del territorio e presenza rassicurante.
Uno sforzo massiccio quello dei militari nella provincia partenopea, con un piano di sicurezza studiato per spaziare dalle coste alle aree montane, dalle aree archeologiche fino alla ricchezza culturale del capoluogo, passando per la movida notturna. Una sfida cruciale che in cifre racconta l’impegno di oltre 500 militari con 288 mezzi impiegati, di arresti, denunce e sanzioni, di migliaia di persone e veicoli controllati.

Partiamo dalle isole.
A Forio d’Ischia i carabinieri della stazione locale hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni un 31enne del posto già noto alle forze dell’ordine .
Il figlio 13enne era stato fermato per un controllo alla sua bici elettrica, verosimilmente truccata e pericolosa.
Insofferente, l’uomo ha prima protestato per il tempo perso e poi ha aggredito uno dei militari, colpendolo con un pugno. In manette, è ora ai domiciliari.

Stessi reati contestati sull’isola di Procida ad un 36enne del posto. Anche in questo caso il motivo del controllo è una bici elettrica. Sfrecciava lungo via Roma quando alcuni agenti della Municipale lo hanno fermato. Evidentemente agitato ha colpito gli agenti ma è stato bloccato dai carabinieri della stazione di Procida. Arrestato, è ai domiciliari in attesa di giudizio.

Altra isola nella lente dei controlli è Capri. Come per Ischia e Procida, i carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno concentrato l’attenzione sia in mare che sulla terraferma. Hanno monitorato i comportamenti incoscienti in mare e punito le violazioni al codice di navigazione, specie nelle aree marine protette.
Un presidio costante è stato garantito attorno ai faraglioni dove non sono mancate le imbarcazioni che hanno sfidato la normativa per attraversare i loro archi naturali.
Solo negli ultimi due giorni sono state elevate decine di sanzioni.

Grande impegno in penisola sorrentina, presa d’assalto dai turisti.
A Vico Equense i carabinieri della stazione locale hanno denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio un 85enne vicano. Nella sua abitazione 4 grammi di cocaina e 49mila euro in contante sulla cui origine non sono state fornite spiegazioni.
Padre e figlio di 47 e 22 anni, di Gragnano, dovranno rispondere di furto aggravato. Sono stati trovati in possesso di una bici elettrica rubata il 10 agosto scorso.
Nelle mani di un 24enne incensurato, invece, uno sfollagente. Denunciato per porto di armi.

Sottoposto a fermo per rapina aggravata e lesioni un 34enne di origini algerine.
Per sottrarre una bici elettrica ad un turista in giro per Sant’Agnello, lo ha colpito con un coltello al braccio ed è fuggito con la refurtiva.
I carabinieri lo hanno rintracciato dopo pochi minuti, ancora in sella alle due ruote rubate che provava ad allontanarsi dalla penisola.
E’ ora in carcere, in attesa dell’udienza di convalida.

Percorriamo la statale sorrentina a ritroso per arrivare all’area stabiese.
Continua ovviamente l’impegno sui lattari, con l’operazione “Continuum Bellum” che non cambia pelle anche a Ferragosto.
Un 22enne è stato arrestato perché trovato in possesso di 9 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. E’ ora in carcere.
Arrestato per droga anche un 67enne stabiese. Durante una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno trovato 33 dosi di cocaina e oltre 16mila euro in contante ritenuto provento illecito. Carcere anche per lui.

Capitolo “furbetti dell’ombrellone”. Anche a Castellammare continuano i controlli sulle spiagge libere.
Sul litorale di Pozzano, nei pressi dell’ex colonia dei ferrovieri, i militari hanno denunciato un 60enne per  violazione al codice di navigazione.
E’ stato sorpreso mentre vendeva bibite e snack sulla spiaggia senza alcuna autorizzazione. Violando i sigilli che gli erano stati applicati nel mese scorso, ha riavviato l’attività di noleggio di lettini e ombrelloni.
Stessa contestazione ad un 36enne e un 50enne. Sequestrate le attrezzature fittate abusivamente.

Massima attenzione attorno ai parchi archeologici di Pompei ed Ercolano. Vista la grande affluenza di visitatori, i carabinieri hanno predisposto pattuglie a piedi ai varchi e all’interno degli scavi. Un modo per garantire tranquillità ai turisti e un efficace deterrente per gli eventuali borseggiatori attirati dalla calca.

Le uniformi dell’Arma sono presenti anche nel parco nazionale del Vesuvio e attorno al cratere dove si concentra l’interesse di migliaia di ospiti. Un presidio fondamentale per evitare lo smercio di ticket fuori dal circuito ufficiale e limitare la presenza di abusivi.

Dopo i sequestri delle ultime ore lungo Mappatella Beach, con le 5 persone denunciate dai carabinieri della compagnia Centro, continuano anche questa mattina i controlli per contrastare il noleggio abusivo di ombrelloni e lettini sulla spiaggia libera del lungomare Caracciolo.

Anche ai piedi della celebre “Fenestella” di Marechiaro, i carabinieri della compagnia Bagnoli sono al lavoro per un Ferragosto sicuro. 4 i parcheggiatori abusivi denunciati, posizionati a ridosso dei ristoranti e del borghetto che si specchia sul mare. Non è mancata la droga, 3 le persone segnalate per uso personale di stupefacenti

Nel capoluogo è alta la concentrazione attorno ai varchi portuali e nelle stazioni ferroviarie. Anche in questo caso è il pickpocketing la minaccia principale. Per contrastare questo fenomeno è intervenuto il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri che ha coordinato servizi specifici per prevenire e reprimere i borseggi.  Nelle linee metropolitane e ferroviarie, infatti, sono state predisposte squadre in borghese, costituite da personale dei Nuclei Operativi cittadini.

I controlli continueranno anche nelle prossime ore.

Videosorveglianza con l’Intelligenza Artificiale, il progetto di Acerra per la sicurezza nel vertice in Prefettura

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ACERRA. Una videosorveglIAnza innovativa per rendere la città di Acerra un modello unico per tutta l’area nord di Napoli. E’ quanto ha proposto l’amministrazione comunale di Acerra al Prefetto nel corso del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza convocato martedì 13 Agosto dopo la richiesta di un maggiore presidio del territorio. Un progetto su sicurezza e legalità condiviso dallo stesso Prefetto Michele di Bari che rientra tra le iniziative da realizzare in città, in cui sono previsti anche l’organizzazione di un convegno e più attenzione sui controlli. Il sistema di videosorveglIAnza, dunque, vedrà Acerra impegnata nell’installazione di una rete di telecamere ultratecnologiche grazie al supporto dell’intelligenza artificiale in grado di garantire più sicurezza attraverso un rapido incrocio dei dati ricevendo al contempo indicazioni per intervenire in maniera sempre più tempestiva.

A sedere al tavolo in Prefettura il sindaco Tito d’Errico, il vicesindaco Gennaro Iovino e l’assessore alla Legalità Milena Tanzillo, i quali hanno ribadito piena fiducia all’operato delle forze dell’ordine in città, il cui eccellente lavoro ha portato risultati positivi in termini di contrasto ai fenomeni criminosi come dimostrano le statistiche rese note. Dall’incontro è emerso anche il riscontro ad una maggiore attenzione al presidio del territorio, con l’obiettivo di portare effetti concreti sulla sicurezza percepita.

 

Ringrazio innanzitutto il Prefetto per lo straordinario lavoro che quotidianamente svolge a tutela delle comunità locali e gli uomini e le donne di carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza e polizia locale per il loro incessante operato. Un incontro proficuo in cui tutti i presenti hanno confermato la massima disponibilità al confronto: l’amministrazione comunale di Acerra ha portato proprie proposte concrete per contribuire al miglioramento dei livelli di sicurezza dei cittadini in sinergia con le istituzioni preposte” ha sottolineato a margine del vertice il sindaco d’Errico.

 

Abbandono animali, le regole in vigore con il nuovo Codice della Strada

Durante l’estate, molti proprietari si trovano a fronteggiare cambiamenti significativi nelle loro vite. Le vacanze e i viaggi spesso comportano difficoltà economiche e mancanza di tempo per occuparsi degli animali. Questo può portare a decisioni impulsive come l’abbandono. Gli animali, parte integrante della famiglia, vengono lasciati senza cure, cibo e affetto, spesso in condizioni disperate.

Il 2023 è stato un anno terribile per l’abbandono degli animali in Italia: ne sono stati ceduti o abbandonati più di 127 ogni 24 ore, con un aumento del 20% rispetto alle due estati precedenti. Secondo l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, in Italia il numero di animali lasciati a bordo strada ogni anno in questa stagione supera i 130.000.

Chiunque abbandoni animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. L’abbandono si configura quando l’animale è lasciato solo, senza che nessuno si prenda cura dello stesso (come, ad esempio, nel periodo estivo).

Novità nel codice della strada

Ma c’è anche una novità, ed è contenuta nel nuovo codice della strada che, dopo essere stato approvato dal Parlamento e dalla Ragioneria di Stato, attende l’ultimo passaggio alla Camera per poi essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Si prevedendo un aumento della pena di un terzo se li si abbandona senza usare un veicolo; in caso contrario si avrà la sospensione della patente da 6 mesi a un anno. In caso l’abbandono dovesse porre in pericolo altri soggetti, saranno valide le norme previste per i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali gravi o gravissime.

L’appello del Comune di Napoli.

Di seguito, l’appello contro l’abbandono degli animali, pubblicato sulla pagina Facebook del Comune di Napoli: “Tieniti stretti gli amici L’abbandono degli animali, oltre a essere un reato, è un fenomeno da condannare che si ripete ogni anno, con maggiore frequenza durante i mesi estivi. È utile ricordare che le strutture turistiche che accolgono gli animali sono sempre più numerose sia in Italia che all’estero. Se sei impossibilitato a viaggiare in compagnia del tuo animale domestico, puoi scegliere di lasciarlo in una delle tante pensioni pronte a ospitarlo su tutto il territorio nazionale. Qualora dovesse capitarti di vedere un cane abbandonato, chiama subito il numero 113 di soccorso pubblico d’emergenza. Ricorda, inoltre, che ogni animale domestico lasciato in strada può diventare causa di sinistri stradali, anche mortali”.

Fonte immagine: rete internet. 

Ingres, “Edipo e la Sfinge”: un omaggio dell’arte a un “eroe” della cultura dell’Occidente

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Edipo ha rappresentato il trionfo dell’intelligenza sulla crudeltà della Sfinge, ma anche l’onnipotenza del Caso e degli dei malvagi che lo hanno “condannato” a uccidere suo padre, inconsapevolmente, e ad avere figli da sua madre. Sempre inconsapevolmente. Anche grazie a Edipo il mito greco è una lezione di valori che vince il tempo: una lezione eterna.

A settembre, con l’aiuto degli dei e degli amici, apro “Erasmus”, un “sito” in cui parlerò di lingua e letteratura italiana, latina e greca. E cercherò di spiegare quali “invenzioni” linguistiche ha dovuto creare il genio di Eschilo e di Sofocle per raccontare compiutamente la terribile storia di Edipo.

La storia è nota. L’oracolo di Delfi rivela a Laio, re di Tebe, che il figlio che ha avuto da Giocasta ucciderà il padre e la madre. Laio ordina di abbandonare il bambino sul monte Citerone, ma il caso fa sì che Edipo si salvi, venga adottato dal re di Corinto, e diventato adulto, sappia dall’oracolo di Delfi che ucciderà il padre e la madre.

Credendo di essere vero figlio dei sovrani di Corinto, Edipo si allontana dalla città e si dirige verso Tebe.

Durante il viaggio uccide un vecchio, che è Laio, il suo vero padre, salva i Tebani dalla crudeltà di un mostro, la Sfinge, che uccide e divora quelli che non sanno risolvere i suoi enigmi, e che si uccide, quando Edipo risponde correttamente alla sua domanda enigmatica. Al salvatore di Tebe tocca un premio: sposare la vedova regina.

E così il dio di Delfi trionfa: dopo aver ucciso il padre, Edipo sposa la madre, ne ha dei figli, e travolge tutti, la madre-sposa e i figli, nel nero della maledizione in cui egli è immerso.

Edipo ha ispirato Eschilo e Sofocle, e ha sollecitato e ancora sollecita i pensatori a porsi una domanda: fino a che punto ognuno di noi è veramente e totalmente responsabile delle azioni che compie.

E’ una domanda che ispira molte risposte, tutte segnate dal dubbio. Non è possibile incontrare ogni giorno un Tiresia che ci sveli tutta la verità. Il quadro di Ingres (olio su tela, cm. 189 x cm.144), oggi conservato al Louvre, venne eseguito nel 1808. Edipo è ancora un giovane illuminato dalla sua intelligenza e dal suo coraggio, oltre che dai tre punti di luce reale disegnati dal genio dell’artista: il seno della sfinge; a destra in alto, nel tetto della caverna, “l’occhio” di intensa luminosità, e, in basso, il chiarore dell’orizzonte che entra nella caverna dallo squarcio nella roccia. Una quarta fonte è certamente a sinistra, all’esterno della scena, e spiega il brillante colore delle rocce, l’acido verde del piede di una delle vittime del mostro, il rosso morbido del manto di Edipo, e, soprattutto, il profilo chiaro dei suoi giavellotti, e la luce vitale delle membra del giovane, arrotondate da un raffinato chiaroscuro, un “passaggio” tecnico- stilistico che il pittore usò sempre in modo magistrale.

Il disegno e la ricchezza cromatica ci dicono che Edipo è serenamente sicuro di sé. La sua sicurezza è confermata simbolicamente dal quadrato che si delinea tra le gambe e la roccia su cui Edipo poggia il piede desto, mentre il petto, l’interno del braccio sinistro e il profilo alto della coscia sinistra formano un triangolo, “forma stabile ma dinamica, legata al mondo degli affetti, e il cerchio, che racchiude le teste della Sfinge e di Edipo, è forma armonica, senza principio e senza fine e rappresenta il pensiero” (Vittoria Crespi Morbio). Un pensiero destinato alla sconfitta, quello della Sfinge: e dunque la sua testa è avvolta nell’ombra, mentre il pensiero di Edipo vive della serena luce della vittoria.

E tuttavia già sono presenti nell’opera i segni del nero destino del vincitore della Sfinge, che ha già ucciso il padre e si appresta a sposare la madre e a fecondarla: il segno più immediato è il nero della caverna che avvolge il corpo di Edipo: è un nero denso e minacciosamente vivo, trattato quasi certamente con la spatola e non con il pennello: su questo nero Ingres ha steso un lieve velo di rosso.

Certo, il volto della Sfinge è coperto dall’ombra della sconfitta, ma si leva alto e incombe sulla testa di Edipo, come se volesse avvertirlo, e, infine, l’uomo che fugge dalla caverna serve a equilibrare l’impaginazione del dipinto, ma anche a dirci che la storia non è finita, è appena all’inizio. Se l’immagine del dipinto riuscisse a mostrare al lettore tutte le variazioni dei toni cromatici, soprattutto di quelli diffusi sul corpo di Edipo, potremmo parlare della tecnica straordinaria di Ingres: ma ci dobbiamo accontentare di osservare con attenzione la mano sinistra che pare che si muova, le pieghe del rosso manto del protagonista e il teatrale terrore dell’uomo in fuga.

Uccide padre in Germania e arriva fino a Pomigliano col cadavere nel bagagliaio

 

POMIGLIANO D’ARCO – Era ricercato proprio per l’omicidio del padre, l’uomo arrestato dai vigili urbani a Pomigliano d’Arco, per un tentato furto in un appartamento, dopo aver abbandonato la vettura nei pressi dello svincolo autostradale con il cadavere del congiunto nascosto nel bagagliaio.

Secondo quanto si è appreso, l’uomo, un 33enne di Monaco di Baviera, era ricercato dalle forze dell’ordine tedesche in quanto alcuni residenti avevano assistito all’accoltellamento e segnalato l’accaduto. L’uomo però aveva caricato il proprio padre nel bagagliaio della vettura per poi darsi alla fuga, terminata a Pomigliano d’Arco per un guasto all’auto.

L’inizio dell’indagine

Il cadavere dell’uomo è stato trovato nel bagagliaio di un’auto abbandonata da un ladro, poi risultato destinatario di un mandato di arresto europeo, nei pressi dello svincolo autostradale a Pomigliano d’Arco.

La scoperta è stata fatta dai vigili urbani al comando del tenente colonnello Emiliano Nacar, intervenuti in via Passariello dopo essere stati allertati da alcuni residenti per un tentativo di furto in una vicina abitazione. L’autore del crimine, uno straniero destinatario di mandato di arresto europeo, è stato immediatamente fermato e tratto in arresto dagli agenti.

Durante la perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso di 561 euro, la cui provenienza è risultata subito sospetta. Il denaro è stato quindi sequestrato, mentre l’arresto è stato prontamente comunicato al Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli. Alcune ore dopo è stato scoperto che l’arrestato aveva abbandonato un veicolo sospetto sul cavalcavia dell’autostrada Napoli, nei pressi del casello autostradale di Pomigliano, nel cui bagagliaio la Polizia ha trovato il cadavere.

L’arrestato è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre abbandonava il veicolo sul cavalcavia, confermando il suo legame con il macabro ritrovamento. Sul posto sono immediatamente intervenuti la Squadra Mobile di Napoli e il Reparto di Polizia Scientifica, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e cercare di identificare la vittima.

 

Latitante per droga prova a fuggire al blitz ma si ferisce e viene arrestato

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MARANO DI NAPOLI: Broker del narcotraffico internazionale, latitante da oltre un anno. Blitz dei Carabinieri in una villa per catturarlo. Tenta la fuga e si ferisce scavalcando un cancello, arrestato
L’illuminazione in via De Filippo è scarsa e la notte non aiuta.
Il silenzio è rotto dal cicalio di qualche insetto, dai motori di alcuni condizionatori e dal tocco felpato delle suole di 40 carabinieri.
Stanno circondando una villetta nella campagna di Marano con le pattuglie che si avvicinano a fari spenti.
Sono i militari del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e del ROS di Napoli.
Gli occhi sono puntati su quel villino circondato da una corte, alla luce che filtra dalle tapparelle tirate giù.
All’interno sanno che si nasconde il latitante Pasquale Cesaro, broker del narcotraffico di 52 anni, ritenuto vicino al clan  “Nuvoletta – Orlando – Polverino”.

Cesaro è ritenuto perno fondamentale nel canale di rifornimento di cocaina dal Sud America alla provincia di Napoli e deve scontare 16 anni e 8 mesi di reclusione.
Una condanna che parla di traffico internazionale di stupefacenti, ancora ineseguita perché l’uomo è sparito dai radar della giustizia già il 1 luglio del 2023.
I carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli,  non hanno mai smesso di cercarlo, monitorando la sua rete relazionale, senza trascurare l’analisi dei social network.

Ma torniamo alle 3 di questa notte.
I militari sono ad un passo dal cancello blindato di quella residenza.
Il 52enne non è solo. Con lui un 43enne e due donne, sedute a fumare attorno ad un narghilè. Scatta il blitz. Cesaro tenta la fuga da una porta sul retro, scavalca la recinzione e si ferisce una gamba con uno spuntone di metallo.
Non si ferma, si guarda intorno e si lancia nella campagna circostante. Poi comprende che non può andare lontano. Ci sono carabinieri in ogni angolo.
Scattano le manette, per lui si sono aperte le porte  del carcere di Secondigliano.
Arrestato anche il 43enne che era con lui per aver sostenuto la sua latitanza: procurata inosservanza di pena il reato contestato.
Stesso reato per le due donne, denunciate in stato di libertà.

Somma, abusi edilizi: sequestro al parco Fiordaliso

 

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.

 

Ciro Bruno ( comandante del Corpo di Polizia Municipale di Somma Vesuviana, nel napoletano): “Controllo al Parco Fiordaliso emersi abusi come: realizzazione di una platea in calcestruzzo, in parte pavimentata avente una superficie di circa 72 mq, realizzazione di un gabbiotto in muratura di circa 4 mq, realizzazione di una pergotenda fissata nel cemento che copriva una superficie di circa 20 mq. e dunque si è provveduto a sequestrare le opere abusive con l’apposizione dei sigilli, in base alle normative vigenti”.

“In data odierna, unitamente alla pattuglia della locale stazione dei Carabinieri, ci siamo recati in località Parco Fiordaliso in Via San Sossio a Somma Vesuviana, nel napoletano. Con noi, sul posto c’era anche personale dell’Ufficio Tecnico Comunale. Dal sopralluogo e dal controllo dell’Ufficio Tecnico, sono emersi abusi edili e si è potuto constatare che erano stata eseguite opere in assenza del permesso di costruire, nonchè di autorizzazione paesaggistica consistenti in realizzazione di una platea in calcestruzzo, in parte pavimentata avente una superficie di circa 72 mq, realizzazione di un gabbiotto in muratura di circa 4 mq, realizzazione di una pergotenda fissata nel cemento che copriva una superficie di circa 20 mq. e dunque si è provveduto a sequestrare le opere abusive con l’apposizione dei sigilli, in base alle normative vigenti”. Lo ha affermato Ciro Bruno, Compandante del Corpo di Polizia Municipale.

“Un ringraziamento al Corpo di Polizia Municipale guidato dal Comandante Ciro Bruno  e al Personale della Stazione di Somma Vesuviana, dell’Arma dei Carabinieri – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – per l’opera di controllo del territorio che auspichiamo sempre più presente”.

Oggi, in base alle normative esistenti, le funzioni dei Vigili Urbani sono diversificate ed aumentate.

“Plaudo all’intervento del Corpo di Polizia Municipale, guidato dal Comandante Ciro Bruno con il supporto della Stazione Locale dell’Arma dei Carabinieri, a testimonianza di quanto sia essenziale la piena sinergia tra istituzioni – ha dichiarato Mauro Polliere, Assessore alla Polizia Municipale del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – organi dello Stato, al fine di garantire il controllo del territorio”.

 

Mare bollente, acqua supera i 30 gradi

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La prima decade di agosto quest’anno è stata caratterizzata in Campania da temperature del mare particolarmente elevate. La serie di prelievi di acque costiere effettuati da Arpac dal 6 all’8 agosto mostra temperature sopra i 30°C in molteplici località: lo scorso 7 agosto, ad esempio, sono stati misurati 30,0 °C a Napoli-Trentaremi, 31,0°C a Sorrento-Marina Grande, 30,5°C a Camerota-Spiaggia del Mingardo.
Nel sito di misura non influenzato da effetti antropici locali, ubicato fra Vivara e Procida in corrispondenza della Riserva statale di Vivara e dell’Area marina protetta Regno di Nettuno, lo scorso 6 agosto sono stati misurati 29,6 °C, il dato più alto della serie storica di questo sito (grafico 1).
Il fenomeno risulta generalizzato sull’intero litorale regionale, dal confine con il Lazio a quello con la Basilicata, con valori di temperatura delle acque costiere superiori ai 29°C nella quasi totalità dei prelievi effettuati nelle 328 acque di balneazione in cui è suddivisa la costa campana.
I dati elaborati dall’Arpa Campania sono congruenti con quanto rilevato a grande scala dai sistemi satellitari: ad esempio i dati Sentinel elaborati dal sistema Copernicus dell’Unione europea mostrano al 10 agosto temperature di oltre 29°C nel Golfo di Napoli (grafico 2).
Dai dati dei satelliti Usa elaborati dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e confrontati con i dati storici si rileva una anomalia di temperatura del mare di 3° C in Campania nella prima decade di agosto. Questa anomalia ha impatti sulle biocenosi marine con coralli, per le quali NOAA prevede nei prossimi 15 giorni un livello di allerta elevato.
Anche i fenomeni meteorologici estremi sono favoriti da temperature del mare superiori a 28 °C, che possono in linea generale facilitare la formazione di Medicanes, una sorta di microuragani mediterranei, in presenza di condizioni di instabilità e afflusso di masse d’aria fredda sopra il mare caldo.
Grafico 1