Acerra, ok all’apertura del settore ospiti dell’Arcoleo

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ACERRA. Campo ‘Arcoleo’: via libera ai tifosi ospiti. E’ quanto emerso a conclusione della procedura autorizzativo-amministrativa che ha visto il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco attestare il rispetto delle prescrizioni previste al nuovo varco d’ingresso dedicato ai supporter ospiti. L’Ufficio Lavori Pubblici del Comune di Acerra ha già provveduto ad inviare tutta la documentazione al locale Commissariato di Polizia di Stato. La capienza del settore adibito alla tifoseria ospite è di 450 persone: l’accesso sarà possibile grazie ad un apposito varco intitolato a ‘Jolie’, la figlia del presidente Guastafierro prematuramente scomparsa.
“Grazie all’attività in tempi rapidissimi dell’Ufficio Tecnico Lavori Pubblici dell’ente – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – da oggi l’Arcoleo, che è sempre stato idoneo per disputare le gare di Serie D, può contare anche sul settore ospiti. Una bella notizia per l’Acerrana Calcio e per la città, che potrà accogliere persone provenienti pure da altre regioni che in occasione della partita di calcio potranno visitare Acerra scoprendo tutte le nostre bellezze, dal Castello ai Musei, dal patrimonio storico-artistico alle bontà enogastronomiche”.

 

Villaricca, Idee e Concretezza sulla morte di Santo Romano: “c’è bisogno di un cambiamento”

Villaricca. Riceviamo e pubblichiamo: 
In questo momento di incommensurabile dolore, dove il sogno di un giovane come Santo Romano, appena 19 anni, viene tragicamente spezzato da un litigio nato da una futilità, come una semplice scarpa sporca, io, presidente dell’associazione Idee e Concretezza, sento il peso di una realtà insopportabile e desidero esprimere le mie più profonde e sentite condoglianze alla sua famiglia, che ora deve affrontare un vuoto incolmabile. Non possiamo permettere che la vita di un ragazzo pieno di speranze e sogni venga annientata da un attimo di follia; è nostro dovere, come comunità, unirci per trasformare questo dolore in un grido di cambiamento. Ogni giovane merita di vivere in un ambiente dove il rispetto e la comprensione siano la norma, dove le aspirazioni possano prosperare lontane dall’ombra della violenza. Dobbiamo ricordare Santo non solo per la vita che ha perso, ma per il potenziale che portava con sé, e lavorare affinché il suo tragico destino diventi un monito per tutti noi, un appello a costruire un futuro in cui ogni sogno possa essere realizzato e ogni giovane possa sentirsi al sicuro nel perseguire la propria passione, senza mai temere che un attimo di conflitto possa portare via tutto ciò che ama.

Ufficio Stampa – Associazione Idee e Concretezza

La Costituzione in mano ai Giovani di Striano

Riceviamo e pubblichiamo. 

A Striano quest’anno la ricorrenza dell’Unità nazionale e la festa delle Forze armate, organizzata dall’amministrazione comunale e dall’associazione “Caduti per la Patria”, avrà un significato ancora più forte e particolare: dal sindaco Giulio Gerli e dai componenti dell’amministrazione sarà consegnata a tutte le ragazze e ai ragazzi che hanno compiuto 18 anni una copia della Costituzione italiana, simbolo della nostra libertà, dei diritti e dei doveri che abbiamo come cittadini.

Lunedì 4 novembre, dunque, tutti i neo maggiorenni di Striano saranno chiamati a dialogare con il sindaco Giulio Gerli, il vicesindaco e assessore alla cultura Olimpia Ferrara, il presidente del consiglio comunale Santolo Sorvillo, il presidente dell’associazione “Caduti per la Patria” Luigi Finale e tutti i componenti dell’amministrazione comunale sulla democrazia, la partecipazione, il rispetto per le istituzioni.

Il programma prende il via alle 18 con il raduno presso la Casa comunale, poi la Santa Messa, la deposizione della corona d’alloro presso il monumento ai Caduti in guerra e il ritorno alla Casa comunale per il confronto con i neo maggiorenni e la consegna della Costituzione.

Ucciso a San Sebastiano, Comune di Casoria si costituirà al processo: “Vogliamo giustizia per Santo”

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CASORIA. “Il Comune di Casoria sarà presente in tribunale nel processo per l’omicidio di Santo Romano: vogliamo che sia fatta giustizia per un nostro figlio”.

 

Così il sindaco di Casoria Raffaele Bene ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo che, una volta chiuse le indagini, si aprirà per la morte di Santo Romano, il 19enne ucciso nella notte tra venerdì e sabato a San Sebastiano al Vesuvio dopo aver provato a far da paciere in una lite nata per futili motivi. Una scelta emersa a margine del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, tenutosi a San Sebastiano domenica sera, e convocato nell’immediatezza dei fatti dal Prefetto Michele Di Bari.

 

“Lo Stato, nella persona del Prefetto, ha fornito una risposta immediata ad una tragedia così sconvolgente. Un’altra risposta forte, che come Comune abbiamo condiviso con San Sebastiano e col sindaco Panico, è quella, come Ente, di costituirci parte civile nel processo contro i responsabili della morte di Santo. Lo dobbiamo alla sua figura di ragazzo perbene ed alla sua famiglia, ma anche a tutti i giovani come lui che hanno il diritto di salvarsi nella terra dove sono nati. Questa generazione va salvata da questa folle violenza prima che sia troppo tardi” ha concluso il sindaco Bene, partecipando alla fiaccolata che si è tenuta domenica sera a San Sebastiano per ricordare Santo Romano.

 

San Sebastiano invasa di giovani per la fiaccolata in ricordo di Santo

SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – C’erano tantissime persone a ricordare Santo Romano, il 19enne incensurato ucciso nella notte tra venerdi e sabato in piazza Capasso davanti al Municipio di San Sebastiano al Vesuvio. Tanti amici, la squadra di calcio Micri nella quale giocava come portiere. Tra i partecipanti anche i genitori di Francesco Pio Maimone, 18 anni, ucciso la notte del 20 marzo 2023 tra gli Chalet di Mergellina. Lacrime e striscioni per chiedere giustizia per il giovane. In piazza anche i familiari di Santo. Oggi la sua squadra di calcio, il Micri, che milita nell’Eccellenza in Campania, non ha giocato in segno di lutto.

Le indagini

Per gli inquirenti potrebbe non essere l’unico responsabile della rissa sfociata in sparatoria nella quale ha perso la vita Santo Romano, il ragazzo di 19 anni deceduto a causa delle gravissime ferite riportate dopo essere stato raggiunto al petto da un colpo di arma da fuoco mentre, con un gruppo di amici, era a San Sebastiano al Vesuvio. Ma nel frattempo il 17enne, in stato di fermo dalla serata di sabato, ha fatto le prime, sostanziali ammissioni. Una confessione resa al giudice della Procura per i minori che l’ha ascoltato dopo che era stato prelevato dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco nei pressi della sua abitazione, nel quartiere napoletano di Barra. Ma i militari continuano ad indagare per cercare di risalire all’identità dei giovani e giovanissimi protagonisti della rissa nata per un pestata e una conseguente scarpa “sporcata”.

Il 17enne è stato individuato velocemente dagli inquirenti: ad incastrarlo la minicar con la quale si è allontanato da piazza Raffaele Capasso dopo la sparatoria nella quale è rimasto ferito un altro ragazzo di 19 anni, amico di Santo Romano, che era portiere della squadra di Eccellenza del Micri. La stessa vettura indicata da più presenti: per qualcuno sarebbe stata lì già durante la rissa, per altri si sarebbe spostata per poi ripresentarsi poco prima degli spari.

Sta di fatto che quella vettura, che si vede nelle immagini di videosorveglianza sequestrate dai carabinieri, era stata fermata appena il giorno prima per un controllo: a bordo proprio il 17enne, volto noto alle forze dell’ordine per precedenti legati in particolare alla droga e un arresto con custodia nel carcere minorile di Nisida conclusosi da non molto. Il ragazzo, al giudice che l’ha sentito durante le fasi dell’emissione del decreto di fermo nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, avrebbe prima provato a discolparsi, poi avrebbe ammesso di avere sparato. Gli inquirenti, però, intendono capire chi c’era insieme a lui nella notte tra venerdì e sabato. E per farlo, stanno anche esaminando le foto presenti sui profili social del minorenne in stato di fermo. Scatti che, insieme alla immagini visionate a più riprese, potrebbero dire tanto, anche perché in più di uno scatto si inneggerebbe all’uso delle armi.

 

Gasperini incarta Conte: Atalanta corsara al Maradona

Nel lunch match dell’undicesima giornata, il Napoli perde malamente per 0-3 contro una grande Atalanta, ponendo fine alla striscia di dieci risultati utili consecutivi e di cinque vittorie al Maradona. Si può tranquillamente dire che oggi si sia stata una di quelle giornate in cui l’avversario è stato semplicemente superiore sotto ogni punto di vista.

A livello tattico, Gasperini ha preparato molto bene la partita, mettendo in crisi il Napoli con la sua tipica aggressione a uomo ed intensità altissima, a cui si va poi ad aggiungere la giornata perfetta di Lookman, autore della doppietta decisiva. L’unico appunto da fare può essere in relazione ai cambi, con un Conte ancora una volta restio a provare insieme Kvara e Neres, anche in una situazione come quella di oggi in cui c’era poco da perdere una volta sullo 0-2, prediligendo l’equilibrio della squadra.

Nonostante il risultato, c’è comunque poco di cui preoccuparsi al momento: una sconfitta poteva essere messa in conto contro quella che è a tutti gli effetti la squadra più in forma del campionato. Bisogna continuare a lavorare, soprattutto considerando che all’orizzonte c’è l’Inter, nell’ultima partita prima della sosta nazionali.

La confessione del 17enne che ha ucciso Santo Romano: “Ho sparato io”

 SAN SEBASTIANO AL VESUVIO – Avrebbe prima provato a negare e avrebbe poi ammesso di avere sparato il ragazzo di 17 anni in stato di fermo per l’omicidio di Santo Romano, il giovane di 19 anni ferito a morte a San Sebastiano al Vesuvio nella notte tra venerdì e sabato.

È ciò che trapela dagli inquirenti che indagano sul delitto del 19enne nel napoletano. Al giovane i carabinieri sono risaliti visionando le immagini della videosorveglianza in zona, che mostrano una minicar che si allontana poco dopo l’esplosione dei colpi. Per l’individuazione del 17enne decisive sono state anche le tante testimonianze raccolte.

Le testimonianze raccolte, secondo quanto filtra, sarebbero tutte concordanti nell’indicarlo come l’autore degli spari, anche se c’è chi racconta di averlo visto sempre sulla scena del delitto e chi invece spiega di averlo visto allontanare in un primo momento, per poi ritornare in piazza a bordo della piccola auto sulla quale è stato infine visto allontanarsi una volta avvenuta l’esplosione dei colpi di arma da fuoco.

La confessione in sede di interrogatorio di fronte al magistrato della Procura minorile di Napoli che indaga su quanto accaduto. La minicar sulla quale viaggiava era già stata fermata la sera prima per un controllo, con le forze dell’ordine che avevano verificato che alla guida c’era il minorenne, già noto per precedenti e di recente scarcerato dal carcere minorile di Nisida.

Omicidio a San Sebastiano, la fidanzata di Santo: “Ucciso per aver difeso un amico”

“Voleva difendere un amico. Perché la scarpa calpestata non era la sua ma di un suo amico. Lui ci teneva a difenderlo e a proteggerlo”. Piange Simona, la fidanzata di Santo Romano, il ragazzo 19enne morto nella notte dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco al culmine di una lite scoppiata a San Sebastiano al Vesuvio. La ragazza, intervistata dal sito web di Repubblica Napoli, chiede che il giovane non sia “un nome in una lista infinita. Santo è tante cose, deve fare la differenza; voglio che per i suoi funerali, nei cortei ci sia un enorme risonanza, per fare sapere chi era Santo, cosa ha fatto”.

Simona stringe tra le mani una scarpa: è la calzatura che portava Santo: “Io lotterò, se i familiari non ci riusciranno. Lotto per lui, per il suo nome. Per far capire e far valere il suo nome. Perché Santo avrebbe fatto tante cose nella sua vita. Perché è un uomo eccezionale, cresciuto in maniera eccezionale in una famiglia eccezionale”. La voce si fa bassa quando le chiedono quale sia l’ultima immagine che si ricorda del fidanzato: “Lui a terra – dice con un filo di voce – Lui a terra morto”.

Il racconto dello zio

“Santo è stato ucciso perché ha fatto da paciere”. A raccontarlo è Carmine, lo zio del 19enne ucciso la scorsa notte a San Sebastiano al Vesuvio. Dolore e lacrime all’ esterno del condominio in via Gaspare Pucci nella frazione Arpino di Casoria, dove Santo Romano, il 19enne incensurato, viveva con la famiglia. Amici e colleghi della squadra di calcio in cui giocava come portiere, sono affranti.

A tracciare un ricordo è Carmine, lo zio della madre di Santo. Racconta degli ultimi istanti di ieri sera: Santo stava festeggiando il suo onomastico in famiglia quando poi è uscito con gli amici per non fare più ritorno. Dopo la mezzanotte in piazza Capasso un proiettile esploso sembra per un litigio, lo ha colpito senza lasciargli scampo.

“E’ stata una sfortuna. Ha incontrato la persona sbagliata al momento sbagliato. Erano andati a prendere un caffè tra di loro – aggiunge lo zio – Uno dice che è salito con la scarpa sul piede di un altro ragazzo. Lui ha fatto da paciere, ha detto ‘non è successo niente’. Ma questi è tornato e ha sparato. Questa è la dinamica che conosco io”. Carmine racconta di un ”ragazzo bravissimo ed educatissimo” che “studiava e giocava a pallone. Da poco si era fidanzato”.

Frame tratto dal video di Repubblica.it

Ucciso a 19 anni a San Sebastiano al Vesuvio, fermato un 17enne

I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura della Repubblica per i minorenni a carico di un 17enne napoletano.

Il giovane è ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio di Santo Romano, 19 anni, e del tentato omicidio di un altro ragazzo 19enne, commessi la scorsa notte in piazza Raffaele Capasso, nel Comune di San Sebastiano al Vesuvio.

Il fermo sarà sottoposto alla convalida del Gip. La procura per i minori svolgerà accertamenti in merito ad alcuni post pubblicati sui social subito dopo l’omicidio del 19enne. Nei post individuati sono state riconosciute condotte di esaltazione all’uso delle armi, commesse da altri giovani in corso di identificazione. Saranno poste in essere valutazioni anche in ordine alle responsabilità dei genitori.

(fonte: Ansa)

Nella foto la vittima

La Soprintendenza di Napoli apre il sito Carminiello ai Mannesi

 

Domenica  3 visita guidata al sito archeologico non sempre accessibile

 

Per le aperture straordinarie diurne nei luoghi della cultura  domenica 3 novembre dalle ore 9,00  alle 13,00 è possibile effettuare la visita all’area archeologica di Carminiello ai Mannesi. Si tratta di un’iniziativa sui temi della divulgazione archeologica promossa  dalla  Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Le visite guidate gratuite al sito di Carminiello ai Mannesi saranno svolte dalla cooperativa Manallart. Le prenotazioni potranno essere effettuate tramite il numero di cellulare 327.0904928, oppure attraverso la mail prenotazioni@manallart.it. Il sito è ubicato nell’omonima via, una traversa di via Duomo, in cui si conserva parte di un isolato dell’antica Neapolis. Si possono riconoscere strutture dalla funzione residenziale e ambienti termali, nei quali si impianta successivamente un sacello dedicato al culto del dio Mitra, caratterizzato da un rilievo in stucco colorato con la scena dell’uccisione del toro da parte del dio ancora in parte riconoscibile. La datazione del complesso è collocabile fra la fine del I sec. a.C. ed il II sec. d.C.

Le strutture, di notevole consistenza e articolate su più livelli, sono venute in luce a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che causarono la distruzione della chiesa barocca in cui erano inglobate e sono fra le poche visibili a cielo aperto nell’ambito del centro storico di Napoli. L’iniziativa, già più volte proposta con un discreto riscontro di pubblico, si pone nell’ottica di incrementare l’offerta culturale del centro antico di Napoli, permettendo la visita di un sito archeologico non sempre accessibile. Le visite al sito archeologico sono gratuite e si effettueranno ogni 45′ a partire dalle 09:30 fino alle 12:30 (9:30-10:15-11:00-11:45-12:30). La manifestazione sarà ripetuta agli stessi orari e con le stesse modalità domenica 10 novembre.