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Omicidio a San Sebastiano, la fidanzata di Santo: “Ucciso per aver difeso un amico”

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“Voleva difendere un amico. Perché la scarpa calpestata non era la sua ma di un suo amico. Lui ci teneva a difenderlo e a proteggerlo”. Piange Simona, la fidanzata di Santo Romano, il ragazzo 19enne morto nella notte dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco al culmine di una lite scoppiata a San Sebastiano al Vesuvio. La ragazza, intervistata dal sito web di Repubblica Napoli, chiede che il giovane non sia “un nome in una lista infinita. Santo è tante cose, deve fare la differenza; voglio che per i suoi funerali, nei cortei ci sia un enorme risonanza, per fare sapere chi era Santo, cosa ha fatto”.

Simona stringe tra le mani una scarpa: è la calzatura che portava Santo: “Io lotterò, se i familiari non ci riusciranno. Lotto per lui, per il suo nome. Per far capire e far valere il suo nome. Perché Santo avrebbe fatto tante cose nella sua vita. Perché è un uomo eccezionale, cresciuto in maniera eccezionale in una famiglia eccezionale”. La voce si fa bassa quando le chiedono quale sia l’ultima immagine che si ricorda del fidanzato: “Lui a terra – dice con un filo di voce – Lui a terra morto”.

Il racconto dello zio

“Santo è stato ucciso perché ha fatto da paciere”. A raccontarlo è Carmine, lo zio del 19enne ucciso la scorsa notte a San Sebastiano al Vesuvio. Dolore e lacrime all’ esterno del condominio in via Gaspare Pucci nella frazione Arpino di Casoria, dove Santo Romano, il 19enne incensurato, viveva con la famiglia. Amici e colleghi della squadra di calcio in cui giocava come portiere, sono affranti.

A tracciare un ricordo è Carmine, lo zio della madre di Santo. Racconta degli ultimi istanti di ieri sera: Santo stava festeggiando il suo onomastico in famiglia quando poi è uscito con gli amici per non fare più ritorno. Dopo la mezzanotte in piazza Capasso un proiettile esploso sembra per un litigio, lo ha colpito senza lasciargli scampo.

“E’ stata una sfortuna. Ha incontrato la persona sbagliata al momento sbagliato. Erano andati a prendere un caffè tra di loro – aggiunge lo zio – Uno dice che è salito con la scarpa sul piede di un altro ragazzo. Lui ha fatto da paciere, ha detto ‘non è successo niente’. Ma questi è tornato e ha sparato. Questa è la dinamica che conosco io”. Carmine racconta di un ”ragazzo bravissimo ed educatissimo” che “studiava e giocava a pallone. Da poco si era fidanzato”.

Frame tratto dal video di Repubblica.it

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