Sciopero ex Auchan, il lavoratore-sindacalista: “Ecco la verità su Conad”. Negrieri e tagli in agguato

Pietro Menna, giovane lavoratore dell’Auchan di Nola, è un rappresentante sindacale aziendale iscritto al sindacato di categoria Uiltucs-Uil. Pietro è uno di quelli che lavorano tanto e che ha da sempre a cuore la difesa dei diritti dei lavoratori, quelli suoi e quelli di tutti i suoi colleghi. E’ per questo motivo che sta seguendo di persona dal mese di maggio la vertenza nazionale con la cooperativa finanziaria bolognese Conad, nelle cui mani è finito un comparto di 48 ipermercati e oltre 250 supermercati, abbandonati dalla multinazionale francese nell’ambito di una sconcertante fuga dall’Italia.  Nel frattempo, in vista dello sciopero di domattina, che si svilupperà in concomitanza con l’inizio del confronto sulla vertenza al MISE, Pietro fa un riassunto illuminante di tutto quello che è accaduto e che sta accadendo mettendo in guardia dai possibili pericoli che si nascondono in questa tormentata vicenda. Dal rischio di un’ondata di licenziamenti e ristrutturazioni a quello della perdita dell’articolo 18, del taglio dei salari e dei diritti, alla negazione delle agibilità sindacali nei luoghi di lavoro. Fino alla paura che i negrieri delle mafie possano impossessarsi di ipermercati e supermercati.                                   

“Il nostro obiettivo – spiega  – è di firmare un accordo sindacale al Ministero dello Sviluppo Economico. Finora, quando abbiamo tentato di stringere per sottoscriverlo, Conad è scappata. Ci ha risposto che non era possibile farlo nella maniera con cui lo voleva il sindacato. Quando siamo andati a scrivere il testo dell’ipotesi di accordo Conad infatti lo ha respinto, lo ha rifiutato ”

Puoi elencare, con parole semplici che possano cioè risultare chiare a tutti gli oltre 18mila lavoratori coinvolti in questa vertenza, quali sono stati i motivi del rifiuto di Conad a firmare l’accordo, che peraltro in un primo tempo proprio lei aveva proposto ?

“Primo motivo: la salvaguardia del posto di lavoro di tutti gli oltre 18mila dipendenti ex Auchan e Sma e di tutto il perimetro aziendale. A questo proposito la UGL ha firmato con Conad un più che discutibile accordo separato in cui si scrive di “massima salvaguardia occupazionale” e non  di ” totale salvaguardia”, il che dà il via ai licenziamenti. Ma noi di Cgil, Cisl e Uil non firmeremmo mai e poi mai un accordo del genere, che prevede licenziamenti. Nemmeno un lavoratore deve perdere il posto. Secondo motivo: tutte le cooperative aderenti a Conad devono essere vincolate da accordo alla salvaguardia dei diritti acquisiti finora goduti dai lavoratori Auchan: diritti salariali, diritti contrattuali e di agibilità sindacale nei luoghi di lavoro. Però Conad non ha voluto che nel patto fossero indicati i nomi delle cooperative con i relativi e specifici dettagli societari. E questo fa saltare ogni vincolo di responsabilità da parte delle cooperative. Terzo Motivo: l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che tutela il dipendente in caso di licenziamento senza giusta causa, il licenziamento arbitrario, discriminatorio. Conad ha dichiarato che vuole fare una ristrutturazione dei punti vendita ex SMA, molti dei quali si aggirano intorno ai 20-25 dipendenti. Ma se la ristrutturazione dovesse far abbassare gli organici di ogni singolo punto vendita ex SMA sotto i 15 dipendenti allora per legge i lavoratori del negozio ristrutturato si ritroverebbero senza più la tutela dell’articolo 18. E noi assolutamente non vogliamo questo. Anzi, vogliamo vincolare Conad, tutte le sue cooperative e tutte le aziende che potrebbero subentrare al rispetto dell’articolo 18 anche in caso di abbassamento sotto i 15 addetti del punto vendita. Come ? Nel contratto personale del lavoratore deve essere inserito l’articolo 18. Però anche su questo elemento, che noi riteniamo molto importante, Conad ci ha risposto picche.  Quarto motivo: vogliamo che chiunque gestisca il punto vendita deve garantire le agibilità sindacali. In ogni negozio dovrà essere garantito il diritto dei lavoratori a farsi tutelare dal sindacato, che a sua volta deve poter esercitare liberamente la sua azione all’interno dei luoghi di lavoro. Ciò perché sappiamo benissimo che in molti punti vendita della Conad il sindacato non c’è, non esiste proprio.  Quinto motivo: chiediamo precise garanzie sui rischi derivanti da eventuali sovrapposizioni dei punti vendita rilevate a seguito del futuro parere dell’antitrust. Questo perché l’autorità antitrust si dovrà esprimere sull’eventuale concentrazione eccessiva di punti vendita Conad. Per cui un negozio ex Auchan o ex Sma che si trova proprio vicino a un punto vendita “storico” della Conad rischierebbe di essere “eliminato” da Conad attraverso una cessione forzata a terzi.  Intanto in Italia ci sono esempi che vedono negozi Auchan e Conad uno di fronte all’altro e quindi è necessario che in caso di cessione a terzi di questi lavoratori vengano sottoscritte a priori anche per loro precise garanzie occupazionali, contrattuali e sindacali. Sesto punto, il più spinoso: che fine faranno gli appalti e i servizi ? Le imprese di pulizie del mondo Auchan che fine faranno ? I servizi del mondo Auchan che fine faranno ? Stiamo parlando di migliaia e migliaia di lavoratori. Abbiamo chiesto garanzie anche per loro ma pure su questo Conad non ha risposto. Per tutte queste ragioni è stato indetto lo sciopero del 30, per tutta la giornata”

E se si arrivasse a un mancato accordo ? Se l’accordo non si firmasse ?

“Sarebbe un atto gravissimo da parte di Conad. Ci sarà un’ulteriore mobilitazione dei lavoratori. In effetti un mancato accordo già c’è stato, quello sulla trattativa per il passaggio entro questo mese di ottobre alla gestione diretta Conad dei 109 negozi ex Auchan e Sma, che l’azienda bolognese aveva selezionato tra gli oltre 300 punti vendita acquisti dai francesi, selezionati perché giudicati quelli “sani e competitivi”. Allora ci chiediamo: se è saltato il primo accordo su quelli bravi e buoni che ne sarà di quest’altro tentativo di accordo che dovrà riguardare anche i negozi che Conad definisce brutti e cattivi ? Ora che andiamo a trattare anche per i cattivi, i fetenti, che succederà ? Ergo: se non si trova un accordo ci saranno nuove mobilitazioni”

Ma Conad non potrebbe già da ora essere propensa a un mancato accordo ? Un mancato accordo le darebbe infatti, da subito, il via libera ad affidare ai piccoli padroncini tutti i negozi che vuole e come vuole…

“E’ per questo che per noi tutti dovranno essere vincolati alle tutele che rivendichiamo. In caso di mancato accordo c’è il serio rischio che Conad continui a fare ciò che desidera”

A questo punto si potrebbe pensare che Conad non abbia interesse a firmare un patto con i sindacati. La coop finanziaria bolognese potrebbe avere tutto l’interesse a frammentare al massimo l’intero pacchetto di oltre 300 negozi che si ritrova tra le mani dopo l’abbandono di Auchan dell’Italia, per poi dare mano libera ai licenziamenti, ai ridimensionamenti strutturali e alle chiusure, mano a mano che “girerà” i punti vendita ai vari franchising sparsi nei territori. In questo modo si dividerà al massimo il fronte dei lavoratori, ormai “parcellizzato”, e i giochi saranno fatti. Frammentando al massimo la vertenza non sarà più possibile controllarla…

“E’ per questo che chiediamo una larga partecipazione dei lavoratori di tutto il Paese allo sciopero”

Frammentando le società responsabili dei vari negozi, creando una miriade di aziende e azienducole che gestiranno gli ex Auchan e Sma senza vincoli stabiliti da accordo, Conad e tutti i suoi satelliti non avranno più il problema di un blocco unitario che si potrebbe contrapporre efficacemente a un piano puntato solo ai soldi e a tutto discapito dei lavoratori…  

“Si, è così. Il rischio grosso è proprio questo”

Quindi con la frammentazione attraverso i franchising e senza nessun accordo di salvaguardia Conad e i padroncini faranno quello che vorranno e quando lo vorranno…

“Per questo è importantissimo che l’opinione pubblica si svegli. Questa è la vertenza più grande degli ultimi anni, perché coinvolge oltre 18mila lavoratori. Ma sta passando quasi in sordina. Sta passando come la Conad che ha salvato Auchan”

Ma quando il capo di Conad, Pugliese, parla di “virus in Auchan”, parla forse del fatto che i diritti acquisiti e i salari dignitosi che ancora caratterizzano i negozi Auchan-Sma siano un male ?

“Con Auchan, nonostante tutti i difetti dei francesi che abbiamo più volte rimarcato, la dignità e la qualità dei diritti e dei salari sono state nel complesso rispettate. Anzi, abbiamo anche più volte denunciato che un fattore che danneggiava Auchan in Italia, e particolarmente al Sud, era piuttosto la concorrenza sleale dei supermercati spesso border line, i supermercati della camorra, delle mafie, dello sfruttamento incontrollato”

Il grande rischio è dunque che tanti negozi possano finire nelle mani delle mafie ?

“Io spero di no. Ma ancora oggi un problema di questa trattativa è la mancata conoscenza delle reali prospettive”

Senza un accordo ben preciso, sostenuto e “benedetto” dal governo italiano, sarà la fine dell’occupazione, della legalità e della dignità del lavoro nella grande distribuzione italica ?

“E’ la nostra paura più grande. Il mancato accordo trasformerà questa vertenza in una trattativa per singolo negozio. A quel punto scatterà il classico si salvi chi può. Sicuramente sarà uno stillicidio, soprattutto per i negozi più piccoli”

Chi rischia di più ?

“Tre tipi di categorie: il piccolo negozio, l’aggregato appalti-servizi-logistica-sede Auchan e gli ipermercati ubicati in aree depresse, nel novanta per cento dei casi quelli del Sud. Basto pensare che Conad ha già una sua logistica e una sua sede. E l’attuale sede lombarda di Auchan ha 600 dipendenti. Per quanto riguarda le aree depresse c’è un esempio su tutti: all’area napoletana. Che in base ai dati Istat ha redditi da terzo mondo e dove ci sono 4 ipermercati Auchan che contano ben 700 dipendenti complessivi. Spero che nel frattempo la Regione Campania si faccia sentire. Nel Mezzogiorno il reddito di cittadinanza non ha dato un aiuto sufficiente. Il quadro sociale permane grave”

 

 

Circumvesuviana, nuovo guasto: lunedì nero per i pendolari

Ancora una volta pendolari e turisti costretti a camminare sui binari per raggiungere la stazione più vicina dopo un guasto verificatosi sulla linea ferroviaria della Circumvesuviana. Stavolta è accaduto lungo la tratta Napoli-Sorrento, non distante dalla fermata di Pioppaino, nel comune di Castellammare di Stabia (Napoli). Il precedente è del 15 ottobre, nei pressi della stazione di Piazza Garibaldi.
A spiegare l’accaduto di oggi è il rappresentante del sindacato Orsa, Gennaro Conte: “Questa mattina prima delle 10 un guasto alla linea elettrica ha bloccato la circolazione. In particolare, un treno carico di persone è rimasto bloccato a 700-800 metri dalla stazione di Pioppaino. Dopo una vana attesa, la gente ha preferito scendere sui binari per raggiungere a piedi la fermata: chi era della zona di Castellammare è riuscito a raggiungere la meta prestabilita con mezzi privati, chi invece era diretto altrove ha dovuto attendere circa un’ora e mezza che il guasto venisse riparato

Psoriasi, visite gratuite all’Azienda Ospedaliera Federico II di Napoli

L’appuntamento è per domani dalle 10 alle 14.
Oggi è possibile combattere la psoriasi grave con farmaci innovativi che nell’80 per cento dei casi fanno sparire del tutto i sintomi, consentendo ai pazienti di avere una vita normale. La notizia, emersa nel corso del meeting internazionale di dermatologia tenuto a Napoli nel week end appena concluso, dà nuove speranze alle quasi 150mila persone che soffrono di questa patologia nel napoletano: «La psoriasi resta una malattia cronica, ma i farmaci che sono oggi in commercio cambiano la storia naturale della malattia e di conseguenza cambiano la vita di milioni di pazienti», spiega infatti Gabriella Fabbrocini, responsabile del Dipartimento di Medicina clinica e chirurgia (Sezione di Dermatologia) della Federico II.
Con i nuovi farmaci, dunque, può cambiare completamente la qualità di vita dei pazienti e l’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli è tra i centri di riferimento per la gestione della psoriasi con oltre 9.000 nuovi pazienti ogni anno.
«La psoriasi – dice Fabbrocini – è una malattia genetica su base immunitaria: fattori quali stress, cattiva alimentazione e in generale stili di vita non corretti possono peggiorare le cose, ma non ne costituiscono la causa». Accedere al percorso di diagnosi e cura della Federico II è molto semplice: dalle 15.00 alle 17.00, dal lunedì al venerdì, presso l’edificio 10 è possibile effettuare un triage dermatologico per poi iniziare il percorso clinico-terapeutico.
Per chi volesse saperne di più, domani, 29 ottobre, dalle 10.00 alle 14.00 porte aperte alla Sezione di Dermatologia della Federico II, Edificio 10, per visite e consulti gratuiti con il team di esperti guidato dalla Fabbrocini nell’ambito della Giornata Nazionale per il paziente psoriaco.

“Giovani promesse”: Antonio Gifuni, il fisioterapista che ridona il sorriso ai propri pazienti

Ci sono angeli silenziosi che ti rimettono in piedi dopo una brutta caduta, quelli che ti restituiscono movimenti che non riuscivi più a fare da tempo, quelli che -passo dopo passo, giorno dopo giorno- ti guidano in un percorso attraverso il quale puoi finalmente riappropriarti di una tua personale autonomia.

Uno di loro si chiama Antonio Gifuni ed è un fisioterapista, posturologo ed esperto in terapia manuale. Vanta un curriculum di tutto rispetto: dopo una laurea e una specializzazione in Scienze Motorie, ha conseguito una seconda laurea in Fisioterapia col massimo dei voti. Ha seguito corsi di formazione nella tecnica osteopatica Strain Counterstrain, nel KiStructural Method e in tecniche miofasciali. Nel 2015, il Dott. Antonio Gifuni realizza uno dei suoi tanti sogni: apre a Sant’Anastasia lo studio “AG Fisioterapia”, con lo scopo di creare un modello di benessere che vada oltre la fisioterapia classica e che rientri in un concetto più ampio di riabilitazione.

Nel suo lavoro, Antonio incontra ogni giorno decine di pazienti. Centinaia di storie, tutte diverse, si fanno spazio nella sua mente. Le ricorda tutte, con la precisione di chi segue il proprio mestiere come una missione. Una, in particolare, gli è rimasta impressa nel cuore. Alcuni anni fa si recò nel suo studio una donna affetta da diverse problematiche al rachide lombo-sacrale che le compromettevano totalmente la deambulazione, costringendola a muoversi solo ed esclusivamente con l’aiuto di due stampelle. Demoralizzata dalle tante terapie non andate a buon fine, alla prima visita in studio, aveva affermato: “Se va male anche ora, perdo ogni speranza”. Iniziò così un ciclo di sedute nello studio “AG Fisioterapia”, riscontrando sin da subito i primi miglioramenti. Oggi quella paziente cammina e si muove liberamente senza aver bisogno di ausili. E ringrazia ogni giorno Antonio per averle donato una nuova vita.

Antonio, commosso, ci confessa: “Il sorriso dei pazienti, dopo una sofferenza, è il motore che mi spinge a fare sempre meglio”. E noi capiamo che i veri eroi sono più vicini di quanto immaginiamo. E, ascoltando queste parole, ci sentiamo tutti più al sicuro perché la vita è imprevedibile, ma con qualcuno che ce la rimette a posto e ci aiuta a rialzarci, le difficoltà fanno meno paura.

Il Comune di Ottaviano lancia il progetto “Emozioniamo(ci). Liberi dalle dipendenze”

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Dopo il tavolo tecnico sulle dipendenze avviato qualche mese fa, l’amministrazione comunale di Ottaviano ed in particolare l’assessore Elena Picariello ha promosso un progetto denominato “Emozioniamo(ci). Liberi dalle dipendenze”, in collaborazione con l’associazione Insieme per Esserci.

Esperti e volontari stanno andando e continueranno ad andare nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sull’abuso di droghe, alcool, gioco d’azzardo.

Spiegano il sindaco Luca Capasso e l’assessore alle politiche giovanili Elena Picariello: «Col dialogo e col confronto diciamo no, tutti insieme, alle dipendenze. Lo diciamo come comunità viva e unita, che affronta queste tematiche senza divisioni ideologiche o politiche, ma dando priorità assoluta al benessere delle nuove generazioni».

Il progetto si concluderà il 18 dicembre, con la proiezione di un cortometraggio realizzato dal giovane regista ottavianese Daniele Ciniglio.

Somma Vesuviana, chi lascia il Casamale al buio?

Sul futuro dell’illuminazione pubblica a Somma Vesuviana ci sarebbe molto da dire ma per adesso la domanda è una sola e più urgente, oltre che inquietante: chi “gioca” con le luci del Casamale ?

Ancora una volta, ma era già accaduto in altre occasioni, il borgo antico è rimasto al buio. Non per un guasto, ma perché qualcuno ha manomesso la cabina e “spento” le luci. Qualcun altro le ha poi riaccese. Una premessa è d’obbligo: la manutenzione di quelle cabine era affidata ad una ditta il cui contratto è scaduto a luglio scorso e non è stata fatta una proroga. Perciò davvero non si spiega, e le forze dell’ordine dovrebbero occuparsene, chi ha il “potere” di metterci le mani lasciando al buio case, strade e attività commerciali.

Abbiamo chiesto al sindaco Salvatore Di Sarno di commentare la vicenda: “Ciò che è accaduto al Casamale non è normale, verificheremo attraverso la Polizia Municipale per capire cosa sia successo davvero. La manutenzione ordinaria della pubblica illuminazione sarà ripristinata nel giro di qualche giorno, prima di affidare ad una ditta la manutenzione nelle more del perfezionamento del contratto di concessione, abbiamo atteso il parere dell’avvocato dell’Ente che ci è arrivato venerdì scorso”.

(fonte foto: rete internet)

Identikit: Emma

In “Coffee Time” la parola chiave è caffè.

Il caffè ha da sempre fatto da collante tra  le persone, sin dai tempi dell’illuminismo, periodo in cui nascono i caffè letterari. Il caffè è sempre stato una scusa  per incontrarsi e dare vita a creativi scambi di idee.

In Coffee Time il caffè trova la sua immagine speculare, la sua metà perfetta: Emma!

I personaggi sono il fulcro di “Coffee Time”. Per comprendere a fondo il messaggio che vuole mandare la serie, bisogna imparare a conoscere i  personaggi e capire i loro comportamenti grotteschi e bizzarri.

Prima fra tutti Emma, gestrice del Noir Coffee.

Emma è una ragazza un po’ stravagante, una personificazione del caffè letterario e infatti considera il caffè una vera e propria forma d’arte.

Emma, interpretata da Sara Borrelli

Il suo è una sorta di antipersonaggio, con linee comportamentali sopra le parti anche se relativamente statiche; Emma è un espediente narrativo che dà il via e fa funzionare la storia.

Nel video in copertina Sara ci regala qualche piccola curiosità a proposito della serie e del suo personaggio. Buona visione.

 

Pomigliano D’Arco: 32enne arrestato per rapina a studentessa

I carabinieri della stazione di Pomigliano D’Arco hanno identificato e sottoposto a fermo per rapina Salvatore Rumieri, un 32enne del luogo già noto alle forze dell’ordine.

La sera del 21 ottobre ha perpetrato una rapina ai danni di una studentessa 25enne del luogo: l’ha minacciata e si è impossessato del suo cellulare.

Le indagini condotte senza soluzione di continuità dai carabinieri hanno consentito in poche ore di individuare il 32enne e di sottoporlo a fermo.

I militari sono andati a prenderlo a casa, dove per altro hanno sequestrato gli indumenti che indossava al momento della rapina.

Fondamentali si sono rilevati la descrizione fornita dalla vittima e l’esame scrupoloso di alcune telecamere di videosorveglianza installate nelle vicinanze del luogo in cui è stata perpetrata la rapina.

Saviano, da lunedì parte il servizio mensa scolastica

Parte lunedì 28 ottobre il servizio di mensa scolastica per una platea di 500 alunni. Il servizio viene erogato a seguito di acquisto di credito a mezzo web. Menù realizzato in collaborazione con la competente ASL.

Partirà lunedì il servizio di refezione scolastica che interessa una platea di 500 alunni delle scuole primarie e dell’infanzia  dei plessi Sant’Erasmo, Capocaccia, Fressuriello, Allocca, Musco e della scuola media Ciccone. Il menù giornaliero è realizzato in collaborazione con la competente ASL NA3 Sud per una sana alimentazione e corretti stili di vita.  Ad aggiudicarsi la gara per il servizio è stata la ditta Caribù.  Anche per questo anno scolastico, i genitori potranno acquistare su apposita piattaforma per ogni figlio che usufruiranno del servizio mensa un credito che verrà decurtato automaticamente ad ogni pasto consumato. Un sistema che evita di prenotare giorno per giorno il pasto mentre va effettuata la comunicazione dell’assenza attraverso i seguenti canali: tramite PC da Portale Genitori, disponibile nell’area dedicata all’interno del sito del Comune di Saviano; Tramite chiamata con Voce Guida da telefono fisso o cellulare; Tramite APP “ComunicApp” compatibile con la maggior parte dei dispositivi iOS, ANDROID e Windows Phone scaricabile dallo Store del proprio Cellulare e/o Tablet.
Con la modalità operativa di disdetta tramite tecnologia SET (Applicazione per Smartphone iOs, Android e Windows Phone ) con pochi e semplici passaggi l’utente potrà richiedere il pasto in bianco, disdire il pasto, disdire il servizio per più giorni (assenza lunga) e riattivarlo nuovamente in caso di necessità.
Sarà possibile verificare la situazione aggiornata del credito e dei relativi giorni di presenza digitando le proprie credenziali su apposito sito comunicato a tutti i genitori  dall’ufficio competente.

“Pollo con i carciofi”: grazie a questo piatto anche un viaggio in Circum o sulla Tangenziale ti sembrerà una gita di piacere

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Le “virtù” della carne di pollo e dei carciofi nelle antitetiche interpretazioni dei “catastrofici” e degli “apostolici”. Pollo e carciofo simboli per i primi della stupidità e dell’incapacità di ribellarsi, per gli altri di una visione serena e filosofica del mondo. L’ideale della lentezza.  Gli orari della Circum e la fisarmonica di Gardel. Ernesto  Calindri, il “Cynar” e il logorio della vita moderna. Il quadro di Friedrich “ Il viandante sul mare di nebbia”.

 

Ingredienti (per 6 persone): kg. 1,5 di pollo; 8 carciofi  accuratamente “nettati”; una manciata di farina; ½ limone, olio, burro, ½ bicchiere di vino bianco secco; 1 bicchierino di liquore Strega; sale e pepe. Salate, pepate e infarinate i pezzi di pollo tagliati come per uno spezzatino, disponete  i pezzi in una teglia grande, con l’olio e con il burro. Quando saranno dorati, aggiungete 2 mestoli di acqua calda, il bicchierino di Strega e il vino. Fate evaporare per un paio di minuti, poi coprite la teglia e fate cuocere a fuoco lento. Intanto, dopo aver liberato i carciofi dalle foglie dure e dal “fieno”, cioè dalla parte interna stopposa, tagliateli a spicchi sottili, e immergete questi spicchi in acqua e limone. A metà della cottura del pollo versate nella teglia gli spicchi di carciofo, e completate la cottura, aggiungendo, se è necessario, dell’acqua calda. ( la ricetta è pubblicata da Domenico Manzon: ci permettiamo di suggerire l’uso di vino bianco secco del Vesuvio, e di sostituire il liquore Strega con il Cynar o con la China Pisanti).

 

La polemica è aperta tra gli studiosi: che, come si sa, si dividono sempre in “catastrofici” e in “apostolici”.  I “catastrofici” partono dal valore metaforico che  si attribuisce, in quasi tutte le regioni d’Italia, al “pollo” e al “carciofo”. Sei un “pollo” e sei  “un carciofo” sono giudizi ironici e  irridenti, e se sono pronunciati con un  certo tono della voce e con una certa espressione del volto, suonano come insulti sanguinosi: poiché  il pollo e il carciofo indicano uno stupido perfetto, da manuale, e fornito per di più di una dose sostanziosa di viltà: il “pollo”, si sa, è un animale poco sveglio e poco coraggioso, insomma “da spennare”, come dicono Gadda e Piovene. Per il  carciofo il discorso è lungo: ci limitiamo a ricordare quel che diceva ironicamente Wittgenstein: “per scoprire il vero carciofo dovemmo liberarlo di tutte le sue foglie”. Il “carciofo” cerca di nascondersi e di dissimulare, ma è vittima predestinata della volontà degli altri. Dunque, argomentano i “catastrofici”, chi mangia pollo con i carciofi è predisposto non solo dalla sua natura, ma anche dagli effetti che il “piatto” produce sugli umori suoi a sopportare con la pazienza di Giobbe una scarrozzata in auto lungo la Tangenziale di Napoli, e un viaggio in un treno della Circum,  in un’ora di punta, in uno di quei convogli che quando si muovono, ballano sui binari, e tu dici, guardandoti intorno, “ mo’ si sfascia, mo’ si sfascia”, anche se non sempre ti riesce di guardarti intorno, perché sei la sardina dello strato più basso in un vagone che è una scatola enorme di sardine schiacciate l’una sull’altra. Ma il pollo e i carciofi non ti consentono di ribellarti, e nemmeno di bestemmiare: bestemmiare gli dei pagani, ovviamente: è meglio chiarire, se no qualche prete,  uno di quei preti che tutt’al più ha letto, in traduzione italiana, un riassunto del Vangelo di Marco – il più facile da comprendere – mi accusa di ateismo e di induzione alla blasfemia. Di questi tempi, sono accuse che in Italia possono aprirti le porte del carcere. I carciofi non solo ti aiutano a sopportare, ma ti inducono all’ipocrisia, a mentire a te stesso e agli altri, a dire a chi si lamenta, strepita e bestemmia che  i lavori sulla Tangenziale andavano fatti, e che tra poco sui binari della Circum sfrecceranno i treni nuovi: spaccheranno il minuto.

Gli “apostolici”, invece, che  hanno letto Ateneo, Plinio e i professori dell’ Istituto Agrario di Portici, sostengono che la carne di pollo e il carciofo inducono l’animo e la mente in quello stato di serenità filosofica a cui faceva riferimento, in una famosa pubblicità degli anni ’70, Ernesto Calindri, quando attribuiva al bicchierino di  Cynar  il potere di combattere contro il “logorio della vita moderna”.  Questo stato di serenità dispone i viaggiatori  della Circum e della Tangenziale a “sentire “ il fascino della lentezza, l’epos della sosta, la profonda sostanza culturale del fatto che gli orari della Circum cambiano di momento in momento, con un ritmo che ricorda la fisarmonica di Carlos Gardel quando suona “A media luz”. Tu, fermo nella tua auto per molti interminabili minuti sui ponti della Tangenziale, hai tutto il tempo di osservare il mondo intorno a te, squarci del paesaggio, un vasto campionario di donne e di uomini, e espressioni sincere e immediate di sentimenti, impulsi e pensieri che nemmeno il teatro di Viviani e di Eduardo potrebbe regalarti; e noti che quasi tutti gli automobilisti non cercano di distrarsi smanettando sul cellulare, ma hanno lo sguardo fisso in avanti, verso la meta: lo stesso atteggiamento che Caspar David Friedrich diede al suo “viandante su un mare di nebbia”, nel quadro che è la “bandiera” della filosofia romantica (v. foto in appendice). Ti senti non vittima di un disastroso disservizio, ma finalmente padrone delle tue relazioni con la società. Nella Circum e sulla Tangenziale  puoi dire di aver conosciuto, finalmente, il mondo e te stesso.

I miracoli della carne di pollo, dei carciofi e del bicchierino di  Cynar o di China Pisanti. E della Circum , e della Tangenziale di Napoli.