Politica, il nolano Gaetano Manfredi è il nuovo ministro dell’Università e Ricerca

Da Nola a Palazzo Chigi, la grande svolta di Gaetano Manfredi, nominato da Conte ministro dell’Università e della Ricerca. Già Rettore della Federico II di Napoli, Manfredi lancia il suo primo appello: “Metteremo al centro la qualità delle persone”.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto la sua scelta: Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca. Una grande vittoria per il Magnifico Rettore, nonché presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), che accoglie con grande entusiasmo la notizia giunta proprio tra le mura federiciane.

Una laurea in Ingegneria nel 1988 conseguita con il massimo dei voti, cui segue dottorato e ricerca. Un lungo percorso che ha portato ai risultati sperati quando nel 1998 Manfredi ottiene la sua prima cattedra presso la Facoltà di Ingegneria di Napoli con il ruolo di Professore Associato, divenuto Ordinario due anni dopo. La fatica, il coraggio, l’ambizione di un uomo che è stato in grado di emergere con le sue sole forze nella “sua casa”, la Federico II. È stato Manfredi a tagliare il nastro della Apple Developer Academy, la scuola di formazione per futuri sviluppatori iOS nata nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio grazie alla partnership con il colosso di Cupertino.

Per regolamento, il ruolo di Rettore è incompatibile con ogni altro incarico elettivo. Con la firma da ministro decadrà la sua carica presso l’Ateneo di Napoli, ma senza grossi problemi dato che la scadenza del mandato era fissata al 31 ottobre 2020.

Il Governo Conte II chiude il 2019 affidando l’Università nelle mani di un eccelso accademico che di essa vive e che ha fatto dei suoi studi una ragione di vita. Giunge imperante il bisogno di separare la scuola dal sistema universitario con la conseguente creazione di due ministeri: “Ora serve fare qualche sforzo in più, penso ad aumentare i fondi sul diritto allo studio. Sono convinto che la cosa migliore per potenziare il settore sia separare la scuola dall’università”, aggiunge il Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di fine anno a Villa Madama. Da qui la nomina di Lucia Azzolina, oggi sottosegretaria all’Istruzione, come ministra della Scuola al posto di Lorenzo Fioramonti.

L’impegno e il profilo di Manfredi garantiscono un’approfondita attenzione sul futuro dell’Università e della Ricerca scientifica in Italia. È giunto il tempo del cambiamento, della svolta per i giovani che vivono le complesse realtà studentesche. “Se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo sbagliare. È la strada che intendo percorrere: su questo a volte mi si considera un po’ rigido, ma è un tema su cui non faccio negoziati”, commenta il neoministro Manfredi. Sulla questione delle risorse avverte che gli Atenei di tutta Italia necessitano di più fondi e risorse con un incremento di borse di studio per i meno abbienti. Massima attenzione “per ottenere risultati concreti nell’interesse degli studenti, dei ricercatori e di tutti i cittadini, rendendo sempre più questi settori fattore di sviluppo e di crescita per tutto il Paese”, continua il ministro.

Gaetano Manfredi rappresenta a tutti gli effetti l’esempio dell’uomo tenace, che non scappa dal Mezzogiorno, che lotta contro il marciume della società, che ama la propria terra e sa che solo tramite l’impegno, lo studio, la dedizione si potrà assistere ad una rivalutazione sociale, oltre che territoriale.

La nomina riempie di orgoglio non solo il neoministro, ma anche suo fratello Massimiliano Manfredi, eletto alla Camera con il Partito Democratico nella XVII legislatura, dal 2013 al 2018. “È doveroso ringraziarvi a nome mio e della mia famiglia per il calore e l’affetto di queste ultime 48 ore per questi eventi che non ci aspettavamo e che ci hanno particolarmente toccato. Sarà mio fratello che deciderà, dopo che avrà giurato, quale sarà il momento e il modo più opportuno per ringraziarvi tutti”, commenta il membro del PD in occasione del brindisi di fine anno, al quale, però, non ha potuto prendere parte Gaetano Manfredi.

Nonostante le vite apparentemente differenti dei due fratelli, il trait d’union che li tiene legati è la passione per lo studio, la conoscenza. Non a caso, in occasione della serata è stato riservato uno spazio a Rosario Esposito La Rossa, titolare della storica casa editrice di Scampia “Marotta & Cafiero Editori”. Premiato dalla Regione Campania per la sua iniziativa del “Libro sospeso”, lo scrittore racconta che in un solo anno più di 850 libri sono stati donati a tutti i ragazzi e le famiglie di Scampia che non potevano permettersi di acquistarne uno. “Noi avevamo un sogno che sembrava impossibile: quello di aprire una libreria a casa nostra. Ci siamo riusciti, abbiamo aperto la Scugnizzeria, la casa degli scugnizzi. Dove prima si vendeva la droga, oggi si spacciano libri”, conclude con grande emozione Rosario Esposito La Rossa.

(a sinistra Massimiliano Manfredi, a destra Rosario Esposito La Rossa)

Massimiliano Manfredi abbraccia e condivide gli ideali del fratello Gaetano, che da anni si batte per promuovere il sapere, perché anche in zone difficili la cultura, la competenza, l’innovazione, il coraggio possono cambiare le cose.

(fonte foto: rete internet)

 

“Quota cento”, il nuovo pericolosissimo petardo immesso sul mercato clandestino

Quota cento’ ha 7-800 grammi di miscugli esplodenti che possono essere devastanti.

È stato ribattezzato “Quota cento” e prende il nome dalla misura di pensione anticipata varata dal Governo. Si tratta del nuovo e pericolosissimo petardo immesso sul mercato clandestino dei fuochi in vista della notte di San Silvestro. Un prodotto definito “devastante” dall’appuntato scelto dei carabinieri del gruppo artificieri del comando provinciale di Salerno, Michele Landi che , a margine del consuntivo delle attività svolte nel 2019, ha lanciato un appello in vista dei festeggiamenti di Capodanno.
“‘Quota cento’ ha 7-800 grammi di miscugli esplodenti che possono essere devastanti”, ha sottolineato il militare, spiegando che questi prodotti “non sono altro che degli ordigni esplosivi che non vanno assolutamente utilizzati”. Il militare ha invitato tutti a “non comprarli” e “ad allontanarci il più possibile nel momento in cui vediamo qualcuno utilizzarli” ma soprattutto a “non toccare prodotti inesplosi”.

(fonte foto: rete internet)

Somma Vesuviana, 17 kg di botti illegali e un mortaio pirotecnico : denunciato

Ha 33 anni ed è di Somma Vesuviana la persona denunciata dai carabinieri della stazione locale per detenzione illegale di esplosivi e giochi pirici.
Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto 212 ordigni  e un colpo di mortaio pirotecnico non convenzionale.
Il materiale sequestrato, complessivamente 17 chili di esplosivo, è stato campionato dai carabinieri del  nucleo artificieri di Napoli.

Botti illegali di capodanno, in crescita il mercato abusivo on line. Borrelli: ”Abbiamo già ricevuto 30 segnalazioni”

0

Con l’avvicinarsi della notte di San Silvestro cresce la vendita di botti e fuochi d’artificio illegali, il cui utilizzo oltre ad essere illegale è altamente pericoloso.

Nei giorni scorsi attraverso un dossier del Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, costruito attraverso una serie di segnalazioni, si è venuto a conoscenza di come tali botti illegali abbiano ora anche un mercato online, grazie alla piattaforma Marketplace di Facebook, a siti e-commerce come ebay, o attraverso profili privati di utenti.

“E’ un situazione molto preoccupante che va esaminata ed affrontata con le dovute cautele. Il pericolo maggiore deriva proprio dalla vendita on-line. Abbiamo già ricevuto 30 segnalazioni in merito. Questo tipo di commercio oltre ad essere illegale, immette sul mercato, e quindi a disposizioni di chiunque, anche di ragazzini bambini, dei veri esplosivi, che possono danneggiare, anche in modo irreparabile, la persona fisica.

L’ultimo arrivato sul mercato di questi botti è il ‘Quota Cento’, un vero e proprio ordigno esplosivo.  Invitiamo tutti non solo ad acquistare questa tipologia di botti ma a segnalare e a denunciare qualsiasi canale di vendita che ratti tale materiale, sia online che non.” – ha commentato il Consigliere Borrelli annunciando una serie di denunce.

Somma Vesuviana: Luigi Valentino orgoglio del Busen Club Marino

0

L’allenatore di Taekwondo della Società Sportiva sommese vince l’argento ai Campionati Italiani Senior 2019.

Durante gli ultimi Campionati Italiani Senior di Taekwondo, svoltisi lo scorso weekend al
PalaCasoria Domenico D’Alise, a distinguersi è stato l’allenatore giovane della Società Sportiva Busen Club Marino di Somma Vesuviana Luigi Valentino.

Classe 2000, categoria -80 Kg, l’atleta ha conquistato la medaglia d’argento alla gara organizzata dalla Federazione Italiana di Taekwondo FITA, la sfida più attesa da tutti gli amanti di questa arte marziale, con protagoniste le cinture nere d’Italia.

«È stata una gara molto difficile e al tempo stesso molto emozionante – ha commentato soddisfatto il giovane atleta che ha combattuto contro il campione Simone Alessio – Gareggiare nella mia città natale mi ha dato tanta grinta, sono riuscito a dare il meglio di me stesso e ho potuto finalmente concretizzare uno dei miei sogni. D’altronde, grazie a questa vittoria ho reso orgogliosi la mia famiglia, i miei amici ma soprattutto i miei Maestri Domenico e Pacifico Laezza».

Luigi, infatti, fa parte del team di taekwondo Laezza dell’ASD Condor, fondato a Casoria da
Domenica Laezza, l’uomo che ha portato a Napoli tre Medaglie Olimpiche nonché attuale
Presidente Regionale FITA, e da suo figlio Pacifico, Maestro Federale FITA VI dan e Direttore Tecnico di Taekwondo del Busen.

«La vittoria di Luigi mi ha regalato una grande emozione – ha spiegato con orgoglio il Maestro Pacifico Laezza – Luigi ha vinto nello stesso palazzetto in cui io stesso nel 2004, da atleta, ho conquistato la medaglia d’oro, ed inoltre ha vinto nella nostra città, in una struttura intitolata ad un atleta di spicco del nostro team».

Naturalmente, tale risultato ha rappresentato una grande vittoria anche per il Maestro Salvatore Iovine, Amministratore della Busen: «Luigi è uno dei nostri allenatori di Taekwondo e siamo tutti fieri di lui – ha commentato Iovine – Per i nostri atleti, avere insegnanti di questo calibro significa poter contare su un ottimo allenamento, basato su sani principi, utili nello sport quanto nella vita».

“Polpi veraci affogati”. “Sei ‘no purpo” a Napoli è un insulto, ma per un camorrista dell’’800 fu un titolo d’onore

0

La metafora del “polpo”, immagine della goffaggine e della stupidità. La storia del camorrista Giovanni Mormile, detto “’ o purpo” e di Filippo Scelzo, detto “purpessa”. La complicata relazione tra la “ricotta”, la “recoveta” e la prostituzione. Abele De Blasio pubblicò i tatuaggi dei camorristi lenoni e sfruttatori.

 

Ingredienti (per 4 persone): kg. 1, 200 di piccoli polpi veraci; gr. 500 di pomodori pelati; 2 spicchi d’aglio, prezzemolo, olio, pepe e sale. Seguiamo la ricetta pubblicata da Maria Giovanna Fasulo Rak nella plaquette “La cucina napoletana”: “I polpi veraci si riconoscono dalla doppia fila di ventose sui tentacoli. Sono più saporiti e profumati di quelli di fondo. Questa ricetta, profumata dall’aglio e dal pomodoro e dalla cottura nel coccio, è adatta a dare sapore anche ai polpi meno pregiati. Ripulite i polpetti della sacca interna e del becco, lavateli e metteteli in una pentola di coccio con l’olio, il pomodoro, l’aglio, un pizzico di sale e il pepe. Coprite bene e fate cuocere a fuoco lento fino a quando i polpetti non siano teneri e il sugo addensato (circa ¾ d’ora). Aggiungete il prezzemolo tritato 10 minuti prima del termine della cottura. Scoprite la pentola raramente e velocemente perché il profumo non si disperda.”.

In napoletano dire di qualcuno che  pare “’no purpo” è un dire oltraggioso, perché il polpo è brutto, è goffo e sgraziato nei movimenti, è stupido, come dimostra la facilità con cui i pescatori lo tirano nella rete. E tuttavia Giovanni Mormile, “ladro e truffatore”, Maestro nell’uso del coltello, camorrista emerito del quartiere Porto, evaso  dalle prigioni di Aversa e di Avellino, cugino di quell’ Antonio Mormile di cui parla anche Marco Monnier, era chiamato “’o purpo”: e per dimostrare che non considerava offensivo il soprannome, si era fatto tatuare una piccola immagine del polpo sulla spalla destra. Infatti, negli ambienti della “Onorata società” lo chiamavano in quel modo perché era abilissimo nell’interessarsi di molti affari contemporaneamente: come se al posto delle braccia avesse un viluppo  di tentacoli, che non restavano mai fermi, frugavano, scavavano, e afferravano prede nel contrabbando delle carni, nel furto dei cavalli, nello sfruttamento della prostituzione.

Nella grande retata che nel 1863 le autorità napoletane fecero tra “oziosi, vagabondi e riconosciuti camorristi” – un po’ di fumo negli occhi di Silvio Spaventa – capitarono anche alcuni camorristi che controllavano il porto di Castellammare e, tra questi,  Filippo Scelzo, uomo di fiducia del “caposocietà” Michele De Simone, “camorrista terribile”. De Simone era noto con un soprannome degno del ruolo “’ o lione”; ma quando lo scrivano di polizia trascrisse sulle carte d’ufficio il soprannome dello Scelzo, “purpessa”, sentì il dovere di aggiungere, in nome della chiarezza, che lo Scelzo era di “corpo enorme”: le superiori autorità e i giudici avrebbero capito che quella caratteristica gli aveva procurato il poco gentile “strangianomme”.  Le metafore del polpo, dello squalo, del leone e di altri animali sono quasi sempre chiare. Non sempre sono chiare le ragioni per cui i nomi dei cibi  e dei “piatti” sono usati come insulti.  Non è chiaro, per esempio, perché la “ricotta” e il “ricottaro” sono collegati alla prostituzione: “fà’ ‘a ricotta” e “magnà’ ‘a ricotta” significano sfruttare le prostitute. Dice qualcuno che in queste espressioni “’ a ricotta” è non il gustoso latticinio, ma un travisamento fonetico di “recoveta”, che significa “raccolta” e che indica l’operazione violenta con cui i camorristi “recoglievano”, incassavano dalle prostitute e dai loro protettori “ ‘a mesata”, la tangente mensile. Da qui la confusione nell’associare parole, significati e situazioni. La spiegazione non mi pare che sia convincente, perché anche in lingua italiana “ricotta” è metafora del seme maschile, una metafora che non ha bisogno di spiegazione. Inoltre, “fa’ ‘a ricotta” significa non solo “sfruttare la prostituzione”, ma anche “esercitare” questo antico mestiere, e “ricotta fresca” è l’espressione sprezzante che le matrone napoletane e vesuviane di un tempo usavano per indicare la mollezza di uomini dal sesso ambiguo. Ricordo, infine, che la camorra dell’Ottocento autorizzava alcuni membri a esercitare il mestiere del lenone e dello sfruttatore delle prostitute: ed essi indicavano il loro ruolo con particolari tatuaggi che Abele De Blasio studiò e pubblicò nel suo libro sulla “Malavita a Napoli”.

“’ O purpo” potrà essere goffo e stupido, ma dalla ricetta della Rak ci invia la suggestione di un profumo pieno e sereno, di un sapore intenso e prolungato. Con questa nota chiudiamo l’articolo, e con la promessa che torneremo sull’argomento, per capire perché i nomi di certi cibi e di certi “piatti” diventano insulti, come lo è diventata la “ricotta”.

 

Cimitile, rigenerazione urbana e territoriale: esperti a confronto

Rigenerazione urbana: se ne è discusso ieri, 27 dicembre presso le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, in un convegno promosso dall Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia.

L’incontro – spiegano gli organizzatori – mira a fare il punto sullo stato della normativa in materia di rigenerazione urbana, focalizzandosi sul complesso e articolato scenario campano.
Alla rigenerazione urbana e territoriale si attribuisce infatti oggi un ruolo centrale e prioritario nel processo di rinnovo dei luoghi in cui si svolgono le nostre vite e con esso la possibilità di rinnovare il lavoro dei professionisti, in un’ottica di sviluppo sostenibile che si prefigga di ridurre o azzerare il consumo di suolo.

Ad introdurre la proposta di Legge è stata l architetto Concetta Marrazzo (Consigliere Ordine Architetti di Napoli), a cui hanno fatto seguito le osservazioni e le proposte del professore Renato Capozzi , del professor Enrico Formato, del professore Massimo Pica Ciamarra e dell arch. Raffaele Cutillo.

I lavori sono stati conclusi dall arch. Antonio Ciniglio ( consigliere Ordine architetti di Napoli e provincia).
Come procedere? Occorre prendere coscienza della necessità di un radicale rinnovo degli strumenti necessari alla gestione della città e quindi di riscrivere una legge quadro statale sulla pianificazione degli ambienti costruiti e degli spazi aperti.Per attivare questo nuovo processo di rigenerazione urbana si ritiene necessario un approccio che riguardi in particolare:
– la ricerca di nuove domande espresse dall’attuale società (per esempio il nuovo ruolo e le esigenze delle popolazioni anziane e di quelle giovani);
– la ricerca di risposte al cambiamento climatico, concrete ma strutturate sulla media distanza;
– la ricerca di risposte a usi delle parti di città coerenti con innovazioni tecnologiche velocissime, che non possono essere previste con troppo anticipo ma che non possono attendere i tempi della pianificazione tradizionale;
– la riaffermazione del valore della città nel suo insieme e di “Bene Comune” e quindi meritorio di “Valore di Interesse Pubblico” di quelle sue componenti che, indipendentemente dalla proprietà, esercitano un ruolo determinante nella qualità della vita delle persone. Componenti, beninteso, che possono essere parti tangibili o intangibili della città;
– la creazione di fiducia da parte degli abitanti delle città e delle parti da rigenerare, fiducia ottenibile se le trasformazioni saranno declinate non su singoli oggetti costituenti la città stessa, ma sull’infrastruttura urbana ovvero diano importanza al sistema delle relazioni tra edifici, polarità, servizi ecosistemici, mobilità sostenibile.

E’ stato questo, dunque, l’ultimo appuntamento del 2019 per l’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia,  con i medesimi argomenti che apriranno il nuovo anno.
Il 2020 inizierà, infatti, continuando a discutere di rigenerazione urbana e anche dell imminente legge Urbanistica regionale.
Grande attesa anche per il concorso fotografico per i centri storici di Napoli e Provincia che sarà oggetto di una mostra in primavera che aprirà le porte all’ormai famoso evento Energymed che si terrà nell’ ultimo weekend di marzo.

Vulcano Buono, giovane accoltellato da una baby gang: identificati gli aggressori

0

Sono stati identificati i 12 adolescenti che lo scorso 8 dicembre hanno aggredito e accoltellato un quattordicenne durante una serata al Vulcano Buono di Nola. Gian Marco Nicelli, amministratore delegato del centro commerciale, annuncia una “Giornata contro il bullismo”.

 

Al Vulcano Buono torna a splendere il sole che fa luce su un fatto di cronaca, oscuro fino a pochi giorni fa. La baby gang adesso ha i nomi e i volti di 12 ragazzi di San Vitaliano che in una tranquilla domenica dell’Immacolata hanno deciso di segnare per sempre la vita di un loro coetaneo. Il lavoro dell’Arma dei Carabinieri è stato tempestivo e indispensabile per risalire agli aggressori – tra di loro ci sarebbero anche i figli di alcuni pregiudicati della zona. Sono stati analizzati i filmati ripresi dalle 150 telecamere che sorvegliano il parcheggio esterno, luogo dell’ingiustificata violenza.

Si è trattata di una vera e propria aggressione squadrista quella che si è consumata nelle scorse settimane. La vittima che è entrata nel mirino del gruppo di bulli è un ragazzo di Cimitile che ha messo a repentaglio la propria vita per difendere la sua fidanzatina. Il branco di balordi ha inizialmente preso di mira la ragazza e altre sue amiche mentre si divertivano a pattinare sulla pista allestita nella piazza centrale del Vulcano Buono. Sguardi, attenzioni, apprezzamenti e parole fuori posto: ecco la goccia che fa traboccare il vaso. Il quattordicenne inizialmente cerca di difenderle con le parole, chiedendo al gruppo di allontanarsi, ma il tentativo è invano. Inizia la corsa fuori al centro commerciale, in un’area del parcheggio lontana dagli sguardi dei passanti. Ed è proprio lì che ha luogo l’aggressione famelica: schiaffi, pugni, manganellate e infinite una coltellata veloce e decisa, che trafigge il giovane all’addome. Una tragedia prende forma sotto gli occhi increduli di chi è sopraggiunto quando ormai era troppo tardi. Grazie ai primi soccorsi di un militare il branco viene messo in fuga, ma per la vittima sono attimi di terrore. Dopo un primo pronto soccorso all’ospedale “Santa Maria la Pietà” di Nola, il ragazzo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale “Cardarelli” di Napoli, dove resta sotto osservazione in prognosi riservata, ma è fuori pericolo.

«Vogliamo esprimere un plauso ed un ringraziamento alle forze dell’ordine per la rapida individuazione dei responsabili dell’aggressione avvenuta nei giorni scorsi nell’area di parcheggio esterna al nostro centro» – il messaggio di riconoscenza e gratitudine reso pubblico dalla stessa società Vulcano S.p.A., che invita il giovane ferito a fare ritorno al centro commerciale. Per l’occasione – in base a quanto annunciato dall’amministratore delegato Gian Marco Nicelli – sarà organizzata una giornata speciale contro il bullismo, perché in momenti come questi è fondamentale unirsi e alzare voce contro chi non sa parlare e ricorre alla scorciatoia peggiore, l’uso indiscriminato dell’aggressività. È un dovere morale, oltre che sociale e umanitario, educare i giovani secondo una sana condotta. La violenza non fa che generare altra violenza in un vortice che non lascia scampo a nessuno, grandi o piccini. Le parole sono l’unica arma che il buon cittadino può impugnare contro i soprusi di questa società per evitare di andare alla deriva. Per un mondo migliore per noi oggi. Per garantire alle generazioni future un onesto domani.

(fonte foto:rete internet)

 

Sant’Anastasia/Concorsopoli, il riesame fa cadere il reato associativo ma l’ex sindaco Abete resta in carcere

0
L’avvocato Isidoro Spiezia, difensore del sindaco Lello Abete

Il tribunale del Riesame ha confermato la necessità della misura cautelare di custodia in carcere per l’ex sindaco Lello Abete, ma rispetto all’ordinanza – mantenendo in piedi tutte le ipotesi di corruzione e gli altri reati contestati i giudici del tribunale della Libertà – così come era già accaduto per l’ex segretario Egizio Lombardi (avvocato Antonio De Simone) – hanno annullato il capo di imputazione relativo all’associazione a delinquere.

Ieri mattina le udienze di Riesame per l’ex sindaco Abete e l’ex consigliere Pasquale Iorio (l’unico ad aver ottenuto la custodia domiciliare). Gli esiti, resi noti oggi, sono gli stessi per entrambi: Abete (difeso dagli avvocati Giovanni Pansini e Isidoro Spiezia) si è visto confermare i capi di imputazione relativi ai reati di corruzione finalizzati all’illecito superamento dei concorsi pubblici ma annullare l’ipotesi di associazione a delinquere. Stessa cosa per l’ex consigliere Iorio, anche qui è caduto il reato associativo. Una decisione per la quale, così come era accaduto con Lombardi, il pm Luca Pisciotta si sarebbe riservato di ricorrere in Cassazione. Per Lello Abete c’è un altro appuntamento con i giudici del Riesame, relativo alla seconda ordinanza firmata dal gip Fortuna Basile, ed è fissato per il 30 dicembre. Alquanto improbabile, a questo punto, che i giudici della Libertà si esprimano diversamente circa la richiesta di una misura cautelare meno afflittiva come i domiciliari. Un «privilegio» concesso finora soltanto a Iorio dopo un lungo interrogatorio con i pm Pisciotta e Vitagliano.

Ci saranno comunque novità nell’inchiesta Concorsopoli, pagine e pagine di nuove testimonianze rese da altri candidati al concorso (sarebbe stato ascoltato negli ultimi giorni anche il concorrente che nell’ordinanza è identificato – dalle parole degli indagati – come “la Capra”, colui cioè per il quale avevano dovuto modificare i trucchetti usati per preparare anticipatamente le prove concorsuali da sostituire). L’annullamento del reato associativo, pur essendo un punto a favore delle difese degli indagati, non scalfisce di molto il quadro accusatorio che secondo la Procura di Nola resta granitico.

Somma Vesuviana: “il Casamale: borgo vesuviano, fatti e persone, storia e leggende”

0

Invito per chi legge e…passaparola!

“Vi aspettiamo al Casamale, borgo storico di Somma Vesuviana, domenica 29 dicembre alle ore 10 per la presentazione de: “Il Casamale: borgo vesuviano – fatti e persone storia e leggende” il numero zero del foglio dedicato al nostro centro storico.

Saremo ad attendervi al Wine Bar Caffetteria “UVE” per un aperitivo insieme”

Con queste poche righe alcuni residenti del Casamale, professionisti e intellettuali  e attivisti da sempre, annunciano una bella iniziativa dal taglio culturale: un foglio di giornale per narrare i fatti, raccontare e descrivere il borgo Antico Casamale.