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Da Nola a Palazzo Chigi, la grande svolta di Gaetano Manfredi, nominato da Conte ministro dell’Università e della Ricerca. Già Rettore della Federico II di Napoli, Manfredi lancia il suo primo appello: “Metteremo al centro la qualità delle persone”.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto la sua scelta: Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca. Una grande vittoria per il Magnifico Rettore, nonché presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), che accoglie con grande entusiasmo la notizia giunta proprio tra le mura federiciane.

Una laurea in Ingegneria nel 1988 conseguita con il massimo dei voti, cui segue dottorato e ricerca. Un lungo percorso che ha portato ai risultati sperati quando nel 1998 Manfredi ottiene la sua prima cattedra presso la Facoltà di Ingegneria di Napoli con il ruolo di Professore Associato, divenuto Ordinario due anni dopo. La fatica, il coraggio, l’ambizione di un uomo che è stato in grado di emergere con le sue sole forze nella “sua casa”, la Federico II. È stato Manfredi a tagliare il nastro della Apple Developer Academy, la scuola di formazione per futuri sviluppatori iOS nata nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio grazie alla partnership con il colosso di Cupertino.

Per regolamento, il ruolo di Rettore è incompatibile con ogni altro incarico elettivo. Con la firma da ministro decadrà la sua carica presso l’Ateneo di Napoli, ma senza grossi problemi dato che la scadenza del mandato era fissata al 31 ottobre 2020.

Il Governo Conte II chiude il 2019 affidando l’Università nelle mani di un eccelso accademico che di essa vive e che ha fatto dei suoi studi una ragione di vita. Giunge imperante il bisogno di separare la scuola dal sistema universitario con la conseguente creazione di due ministeri: “Ora serve fare qualche sforzo in più, penso ad aumentare i fondi sul diritto allo studio. Sono convinto che la cosa migliore per potenziare il settore sia separare la scuola dall’università”, aggiunge il Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di fine anno a Villa Madama. Da qui la nomina di Lucia Azzolina, oggi sottosegretaria all’Istruzione, come ministra della Scuola al posto di Lorenzo Fioramonti.

L’impegno e il profilo di Manfredi garantiscono un’approfondita attenzione sul futuro dell’Università e della Ricerca scientifica in Italia. È giunto il tempo del cambiamento, della svolta per i giovani che vivono le complesse realtà studentesche. “Se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo sbagliare. È la strada che intendo percorrere: su questo a volte mi si considera un po’ rigido, ma è un tema su cui non faccio negoziati”, commenta il neoministro Manfredi. Sulla questione delle risorse avverte che gli Atenei di tutta Italia necessitano di più fondi e risorse con un incremento di borse di studio per i meno abbienti. Massima attenzione “per ottenere risultati concreti nell’interesse degli studenti, dei ricercatori e di tutti i cittadini, rendendo sempre più questi settori fattore di sviluppo e di crescita per tutto il Paese”, continua il ministro.

Gaetano Manfredi rappresenta a tutti gli effetti l’esempio dell’uomo tenace, che non scappa dal Mezzogiorno, che lotta contro il marciume della società, che ama la propria terra e sa che solo tramite l’impegno, lo studio, la dedizione si potrà assistere ad una rivalutazione sociale, oltre che territoriale.

La nomina riempie di orgoglio non solo il neoministro, ma anche suo fratello Massimiliano Manfredi, eletto alla Camera con il Partito Democratico nella XVII legislatura, dal 2013 al 2018. “È doveroso ringraziarvi a nome mio e della mia famiglia per il calore e l’affetto di queste ultime 48 ore per questi eventi che non ci aspettavamo e che ci hanno particolarmente toccato. Sarà mio fratello che deciderà, dopo che avrà giurato, quale sarà il momento e il modo più opportuno per ringraziarvi tutti”, commenta il membro del PD in occasione del brindisi di fine anno, al quale, però, non ha potuto prendere parte Gaetano Manfredi.

Nonostante le vite apparentemente differenti dei due fratelli, il trait d’union che li tiene legati è la passione per lo studio, la conoscenza. Non a caso, in occasione della serata è stato riservato uno spazio a Rosario Esposito La Rossa, titolare della storica casa editrice di Scampia “Marotta & Cafiero Editori”. Premiato dalla Regione Campania per la sua iniziativa del “Libro sospeso”, lo scrittore racconta che in un solo anno più di 850 libri sono stati donati a tutti i ragazzi e le famiglie di Scampia che non potevano permettersi di acquistarne uno. “Noi avevamo un sogno che sembrava impossibile: quello di aprire una libreria a casa nostra. Ci siamo riusciti, abbiamo aperto la Scugnizzeria, la casa degli scugnizzi. Dove prima si vendeva la droga, oggi si spacciano libri”, conclude con grande emozione Rosario Esposito La Rossa.

(a sinistra Massimiliano Manfredi, a destra Rosario Esposito La Rossa)

Massimiliano Manfredi abbraccia e condivide gli ideali del fratello Gaetano, che da anni si batte per promuovere il sapere, perché anche in zone difficili la cultura, la competenza, l’innovazione, il coraggio possono cambiare le cose.

(fonte foto: rete internet)