Arzano, sequestrata un’area sbancata senza autorizzazioni comunali

0

Blitz della Polizia locale in via Parisi, sequestrata un’area sbancata senza autorizzazioni comunali.

Sul posto ingenti quantità di materiali da risulta. I caschi bianchi agli ordini del colonnello Luigi Maiello hanno scoperto, nella serata di ieri, uno sbancamento eseguito senza autorizzazioni  con la posa in opera di ingenti quantità di materiali da risulta e pozzetti in ghisa accatastati forse per la realizzazione di un garage.

L’area interessata è stata posta sotto sequestro preventivo unitamente al sito di deposito degli inerti e ad una macchina escavatrice. Il possessore del terreno è stato deferito all’Autorità giudiziaria per violazioni della normativa edilizia e paesaggistica.

Il blitz è scattato dopo che alcuni agenti di passaggio avevano notato il via vai di camion con a bordo grosse quantità di inerti. Insospettiti hanno fatto intervenire i anche i colleghi di turno coordinati dal comandante Maiello. Essi nel corso del controllo avvenuto all’imbrunire hanno proceduto al sequestro.

All’indomani il controllo le indagini proseguono per verificare se i lavori fossero stati autorizzati. Gli accertamenti saranno svolti anche presso l’ufficio tecnico del comune per accertare se le opere siano corredate da atti legittimanti l’esecuzione.

Il possessore del terreno, un commerciante arzanese, è stato individuato e deferito alla Procura della Repubblica per violazioni alla normativa paesaggistica e ambientale. Possibili anche sanzioni amministrative.

Somma Vesuviana, si rinnova la secolare processione del Bambino Gesù

0

Domani 1 gennaio 2020 la tradizionale processione del Bambino Gesù saluterà, come di consuetudine, il nuovo anno.

Quest’anno, per l’ultima volta, la sede della partenza sarà la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire in piazza Vittorio Emanuele III, gestita dal parroco Rev. Mons. Alfonso Pisciotta. Dal prossimo anno la secolare processione partirà nuovamente dalla monumentale Chiesa di San Domenico, come ha deciso il nuovo Rettore Sac. Don Nicola de Sena. Nello statuto della Confraternita del SS. Rosario del 1777, conservato nel Fondo Cappellano Maggiore dell’Archivio di Stato di Napoli, si attesta al cap. V che era usanza del pio sodalizio eleggere il Priore del Bambino Gesù, che aveva l’ufficio di far festa in ogni principio d’anno a Gesù Bambino. Una consuetudine, quindi, scolpita già da secoli nella storia religiosa del nostro paese. La processione, oggi, è coordinata, dopo l’estinzione del pio sodalizio, da una associazione laicale. Il desiderio, però, del nuovo Rettore di San Domenico Sac. De Sena è ricostituire l’antica confraternita e completare finalmente, d’accordo con l’Amministrazione cittadina, la ristrutturazione dell’ oratorio posto sotto il campanile di San Domenico.  La processione  girerà per le principali strade della città, subito dopo la solenne messa delle ore 10:00. Un’usanza, ormai, con cui tradizionalmente la popolazione brinda al nuovo anno. Il Bambinello, castano e ricciuto con le guance rosse e il vestitino di seta, collocato su una montagna di orchidee colorate, segnerà con le sue dita la benedizione sul popolo tra musiche e suoni di zampogne per, poi, concludere il corteo in piazza Vittorio Emanuele III con il consueto sparo di botti in suo onore.

 

GORI, possibili gelate notturne. Come proteggere contatori ed impiento idraulico

0

La Protezione Civile della Regione Campania con bollettino riferito alle giornate del 30 e 31 dicembre 2019 ha informato circa una possibile ulteriore diminuzione delle temperature minime, con la formazione di gelate durante le ore notturne a quote basse.

GORI, quindi, invita tutti gli utenti dei Comuni dove gestisce il Servizio Idrico Integrato ad adottare alcuni accorgimenti che possono limitare i fenomeni di congelamento dei contatori.

Alla presenza di basse temperature è consigliabile, infatti, proteggere con materiale isolante i contatori ubicati al di fuori dei fabbricati e, se le temperature si abbassano al di sotto dello zero, è opportuno lasciar scorrere durante la notte un filo d’acqua da un rubinetto interno all’abitazione. Questo accorgimento esclude il permanere dell’acqua senza flusso all’interno delle tubature, che potrebbe congelare e quindi danneggiare l’impianto stesso.

Per le abitazioni o i locali non utilizzati nel periodo invernale (soprattutto nei comuni pedemontani) è invece preferibile provvedere alla chiusura della valvola di intercettazione del flusso dell’acqua (chiave d’arresto) posta in prossimità del contatore, svuotare l’impianto idraulico privato dall’acqua presente attraverso i rubinetti e proteggere il contatore con materiali isolanti.

Si ricorda che per eventuali segnalazioni di guasti o disservizi idrici è disponibile il Numero Verde 800-218270 gratuito ed attivo h24.

Si fa presente, inoltre, che nella sezione Video del sito www.goriacqua.com e sul canale Youtube “GORI spa” è presente un video-tutorial utile per la protezione dei misuratori dal gelo.

Guarda il video https://youtu.be/TnF1rogDK9s

Foto: web

 

 

 

Giugliano, rissa della vigilia di Natale: denunciati otto giovani

 Sono otto  le persone identificate e denunciate dai carabinieri della Compagnia di Giugliano in Campania per la maxi rissa scoppiata in Piazza Matteotti la sera del 24 Dicembre scorso.

Si tratta di giovani di età compresa tra i 20 e i 32 anni, residenti nei comuni di Giugliano, Villaricca e Melito, alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine e colpiti da DASPO.
Nella tarda serata del 24 dicembre, per motivi ancora poco chiari e verosimilmente legati all’abuso di alcoolici, i denunciati avevano dato vita ad una furiosa rissa colpendosi con calci, pugni e bottigliate.  Due dei ragazzi – uno ferito alla testa con un coccio di bottiglia e uno col volto tumefatto – sono stati soccorsi dal 118 e ritenuti guaribili in 8 e 10 giorni.
I carabinieri hanno ricostruito l’intera vicenda grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti in piazza e dei contenuti postati dai giovani coinvolti sui loro profili social.

Pomigliano D’Arco, picchiava la compagna davanti ai figli: arrestato

I carabinieri della Stazione di Castello di Cisterna hanno arrestato per lesioni personali aggravate un 36enne di Pomigliano già noto alle forze dell’ordine . E’ stato bloccato nella sua abitazione dopo che aveva brutalmente malmenato la propria compagna, in presenza dei tre figli minori.
Per motivi banali, l’uomo aveva colpito ripetutamente la compagna 29enne, causandole fratture al volto ritenute guaribili in 30 giorni.
La violenza è stata così intensa che l’arrestato ha riportato alle mani e ai piedi contusioni causate dalle percosse inferte.
Il 36enne è ora in camera di sicurezza in attesa di giudizio.

Mariglianella Festa del Santo Patrono Giovanni Evangelista con la Processione promossa dalla Comunità Parrocchiale

0

A Mariglianella subito dopo la Celebrazione del Natale e la Festa di Santo Stefano arriva il giorno dedicato ai festeggiamenti per il Santo Patrono,  Giovanni Evangelista.

Presso l’Insignita Chiesa, a Lui dedicata, la Comunità Parrocchiale e Don Ginetto De Simone, sono impegnatissimi nel promuovere e realizzare, con la partecipazione collettiva, la Processione del Santo Patrono per le strade cittadine.
Venerdì mattina, 27 dicembre 2019, il Parroco Don Ginetto, dopo aver celebrato la Santa Messa conclusa con la Preghiera al Protettore di Mariglianella, ha invitato tutti i presenti a predisporsi per  “la Processione che come sempre vuole essere una testimonianza della Fede a Nostro Cristo Gesù e della Devozione al Nostro Santo Patrono Giovanni Evangelista. Fate Buone Feste e Auguri a Tutti”.

Con la statua del Santo Patrono, portata a spalle dai fedeli per l’intero, si sono disposti nel corteo religioso il Parroco, Don Ginetto, i portatori e le portatori degli stendardi della Parrocchia con l’Effige del Protettore San Giovanni Evangelista e dei Battenti della Madonna dell’Arco, poi Suor Lucia Mamani Casani, Responsabile delle Suore Domenicane presso la Madonna della Sanità  a Mariglianella, uomini e donne giovani e vecchi, grandi e piccini di tutta la Comunità di Mariglianella, con il Sindaco, Felice Di Maiolo, in Fascia Tricolore, il Vice Sindaco ed Assessore allo Sport e Spettacolo, Felice Porcaro; l’Assessore al Bilancio, Dott. Arcangelo Russo, il Presidente del Consiglio Comunale, Rocco Ruggiero, il Responsabile dell’Area Amministrativa Dott. Francesco Principato e il giornalista dell’Ufficio Stampa del Comune di Mariglianella, Antonio Castaldo. Dalla Stazione dei Carabinieri di Brusciano è giunto il Comandante, Maresciallo Marco Di Palo, che ha affiancato il Sindaco Di Maiolo per l’intera Processione.

Mentre preghiere e canti si alternavano con la musica della banda cittadina, diretta dai fratelli Giovanni ed Alberico Esposito, vigilavano per tutto il percorso e per la garantita sicurezza generale i Vigili Urbani coordinati dal Comandante Ten. Andrea Mandanici assistito dal suo Vice, Geppino Petrella e collaborato dagli appartenenti al gruppo di “Volontariato dell’Assoziazione Nazionale Vigili del Fuoco” di Marigliano diretti dal Presidente Nicola Cossentino.

A fine Processione, rientrati tutti in Chiesa e deposta la statua del Santo, il Parroco, Don Ginetto De Simone, ha letto di nuovo, insieme ai fedeli, la Preghiera al “Glorioso Apostolo, San Giovanni” Protettore di Mariglianella: «O glorioso Apostolo, san Giovanni, che per la vostra verginale purezza foste così amato da Gesù da meritarvi di posare il vostro capo sul suo divin petto e di essere lasciato in sua vece qual figlio alla sua santissima Madre, io vi supplico di accendermi del più vivo amore verso Gesù, verso Maria. Ottenetemi, vi prego, dal Signore che ancor io col cuore libero da mondani affetti sia fatto degno di star sempre unito a Gesù quale fedele discepolo ed a Maria quale figlio devoto qui in terra e poi eternamente nel cielo. Amen».

Nel congedarsi dal Parroco, Don Ginetto, il Sindaco, Felice Di Maiolo, gli ha manifestato «la devota riconoscenza e gli auguri, personali e dell’Amministrazione Comunale, da condividere con la Chiesa e l’intera Comunità di Mariglianella. Ancora una volta, tutti insieme abbiamo espresso gratitudine per l’intercessione con Nostro Signore Gesù Cristo del Nostro Santo Protettore Giovanni Evangelista».

Coffee Time: fine della corsa

0

Coffe time è un viaggio. Ogni episodio è come una fermata e, lungo il percorso, gli spettatori hanno imparato a conoscere e a capire i personaggi, i loro desideri e le loro passioni.

Ma ogni viaggio ha un capolinea e Coffee Time lo ha raggiunto la scorsa settimana lasciandoci un messaggio chiaro:

“Vivi! Vivi le tue passioni, metti ciò che ami al centro di tutto quello che fai e condividilo con chi ti è vicino.”

Chi ha guardato la serie ha viaggiato con la fantasia insieme ai personaggi e ha guardato il mondo attraverso i loro occhi.

Condividere questo viaggio con gli spettatori è stato bellissimo, ma manca ancora qualcosa affinché questa esperienza possa dirsi realmente completa: vedere il percorso che la troupe ha fatto per completare il progetto.

Per capire meglio ciò che rappresenta Coffee Time e quello che è stato fatto per realizzare la serie dai un’occhiata al video retrospettiva qui in alto e lasciaci un commento.

Sant’Anastasia, le questioni «attenzionate» dalle forze dell’ordine

0

Quello che segue è il prologo, la puntata zero di un’inchiesta – intervista che sarà pubblicata “a capitoli” nei prossimi giorni su ilmediano.it, tutto basato su dichiarazioni e circostanze di cui le forze dell’ordine sono già a conoscenza. 

 Per i concorsi pubblici anastasiani, divenuti un’inchiesta che ha poi portato agli arresti di sindaco e segretario, di un consigliere comunale e di un imprenditore (oltre alle misure disposte su una delle vincitrici e di suo marito) l’inizio della miccia sfociata nella caduta rovinosa dell’intera amministrazione comunale è da ricercarsi non solo in chi ha parlato e denunciato ma anche nella diffusione incontrollata di notizie che già da sole dovevano far pensare: la presenza nei selezionati di figli e parenti di funzionari comunali, lo scambio Sant’Anastasia – Pimonte/Pimonte Sant’Anastasia, le commissioni con incaricati-nominati dal sindaco, la sollecitazione di un’interrogazione parlamentare poi finita nella prima ordinanza firmata dal gip, le indiscrezioni trapelate anche sui social. Questa è ormai storia nota di cui già si sta occupando la Procura di Nola nei cui cassetti però ci sono, già da poco prima del blitz e degli arresti, alcuni esposti e denunce su altri episodi consumatisi dal 2014, nel corso della ultima  campagna elettorale, nonché nei primi – poi rivelatisi ultimi – mesi del governo Abete bis.

C’è un esposto in particolare, presentato e sottoscritto alla compagnia dei carabinieri di Castello di Cisterna dopo la campagna elettorale, ad amministrazione già insediata e giunta già nominata. Un esposto che non riguarda i concorsi ma che arriva al nucleo operativo dell’Arma quando già si stanno per chiudere le indagini relative ai suddetti condotte, queste ultime, dalla Guardia di Finanza.

I fatti denunciati in tale esposto ve li racconteremo uno per uno giacché ciascuno di essi merita attenzione e un capitolo a parte perché a farne presente fatti, dettagli e circostanze ai carabinieri è stato chi li conosce bene,  li ha vissuti in prima persona e si è assunto la responsabilità di raccontarli ai carabinieri di Castello di Cisterna prima ancora che a noi: un funzionario del Comune, prima responsabile di posizione organizzativa e poi declassato a semplice impiegato nonché dirottato all’Ufficio Patrimonio. Stiamo parlando di Luigi Pappadia – dipendente del Comune di Sant’Anastasia dal 1998 (e che andrà in pensione a metà 2020),  un nome evocato a più riprese anche nelle campagne elettorali. In primis quella del 2010 quando l’allora candidato sindaco poi divenuto tale, Carmine Esposito, alla sua prima uscita pubblica tirò in ballo proprio il funzionario allora responsabile dell’urbanistica promettendo che una volta diventato primo cittadino lo avrebbe trasferito laddove non potesse nuocere. E difatti, insediato Esposito, i rapporti tra i due non si rivelarono per nulla facili e Pappadia finì ad occuparsi di toponomastica. Non contento però, nel corso di un incontro pubblico, l’ex sindaco ebbe a pronunciare alcune frasi tanto pesanti su «cose inenarrabili» fin lì accadute all’ufficio urbanistica e Pappadia decise di recarsi dai carabinieri chiedendo loro di «indagare su sé stesso» per capire a quali «cose inenarrabili» si riferisse l’allora sindaco che poi fu ascoltato in proposito.   Da lì fino a dicembre 2013, quando l’amministrazione Esposito finì per mano giudiziaria, con il sindaco arrestato e le conseguenti repentine dimissioni di giunta e consiglio comunale, Pappadia rimase a fare l’impiegato. All’arrivo del commissario prefettizio (Anna Nigro, ndr) però, Luigi Pappadia tornò al suo posto, da titolare di posizione organizzativa per i settori urbanistica, edilizia privata, Suap, cimitero ed ambiente. E dal 2014, anno dell’insediamento del nuovo sindaco Lello Abete, inizia un’altra storia nel quale Pappadia ha un ruolo importante, di primo piano. Che il funzionario si fosse fatto delle inimicizie è acclarato, è una cosa normale per chi si trova a firmare centinaia di ingiunzioni di abbattimento o di acquisizioni al patrimonio comunale. Ma non sono questi i motivi per cui lui, inviso ad Esposito, è diventato poi parecchio scomodo anche per Abete. E non per un motivo soltanto. Questa è una storia che narra della sparizione misteriosa di atti pubblici relativi a costruzioni abusive di amministratori, di interessi privati sul piano urbanistico comunale, di investitori cinesi disposti a portare il loro denaro a Sant’Anastasia ma su «particelle» precise e non altrove, di penali elevate alla ditta che svolge il servizio di raccolta di rifiuti urbani sul territorio, cui starebbe per arrivare la quarta proroga quando già la prima sarebbe un’anomalia rispetto alle norme, di rifiuti «altrui» che, se vogliamo dar retta a voci insistenti,  giungerebbero a Sant’Anastasia mentre nel comune «proprietario» di detti rifiuti la differenziata schizza di conseguenza più in alto di sempre con autocompiacimenti e proclami. E di tanto altro che vi racconteremo in un’inchiesta – intervista che si dipanerà, fatto per fatto, capitolo per capitolo, da gennaio 2020. Mentre, nel frattempo, il commissario prefettizio Gaetano Cupello si è insediato a Palazzo Siano e ha per ora confermato le posizioni organizzative, almeno per i prossimi tre mesi. Una scelta che avrà sicuramente i suoi perché e dovuta probabilmente alla esigua disponibilità di personale oltre a prendere tempo per conoscere, verificare, controllare, comprendere.  Mentre, ancora, a Palazzo Siano, con i pensionamenti già ratificati e i concorsi “tarocchi” che si auspica siano annullati, c’è una macchina amministrativa in estrema difficoltà soprattutto nei settori strategici. Gli anastasiani sono provati e l’ultima cosa di cui avrebbero bisogno adesso è una imminente campagna elettorale, ma è proprio questo che avranno di qui a pochi mesi.

Intanto, nel 2020 – tra pochi giorni – cominceremo col raccontarvi, con le parole di chi la vicenda l’ha vissuta e riportata nei dettagli alle forze dell’ordine, la storia di una penale, di un capitolato non rispettato, di amministratori che, secondo chi quella penale l’ha comminata, avrebbero pensato con troppa foga a tutelare la ditta prima che il Comune; di un funzionario messo a tacere, anche stavolta in condizioni di non nuocere (più), perché non sarebbe stato «collaborativo» con l’impresa e rimosso dalla sua posizione per aver applicato la legge nell’interesse dell’Ente e non presumibilmente, come invece si disse in maniera ufficiale, per una rotazione di dirigenti sulla base delle norme anticorruzione che negli ultimi anni a Sant’Anastasia hanno riguardato guarda caso un unico soggetto, Pappadia appunto.

Leggerete quanto Pappadia ha da raccontare, sul mediano.it, nella prima settimana di gennaio. Intanto, auguri Sant’Anastasia! Che il futuro di questa città sia più roseo del passato e del presente.

Politica, il nolano Gaetano Manfredi è il nuovo ministro dell’Università e Ricerca

Da Nola a Palazzo Chigi, la grande svolta di Gaetano Manfredi, nominato da Conte ministro dell’Università e della Ricerca. Già Rettore della Federico II di Napoli, Manfredi lancia il suo primo appello: “Metteremo al centro la qualità delle persone”.

Il premier Giuseppe Conte ha fatto la sua scelta: Gaetano Manfredi sarà il nuovo ministro dell’Università e della Ricerca. Una grande vittoria per il Magnifico Rettore, nonché presidente della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), che accoglie con grande entusiasmo la notizia giunta proprio tra le mura federiciane.

Una laurea in Ingegneria nel 1988 conseguita con il massimo dei voti, cui segue dottorato e ricerca. Un lungo percorso che ha portato ai risultati sperati quando nel 1998 Manfredi ottiene la sua prima cattedra presso la Facoltà di Ingegneria di Napoli con il ruolo di Professore Associato, divenuto Ordinario due anni dopo. La fatica, il coraggio, l’ambizione di un uomo che è stato in grado di emergere con le sue sole forze nella “sua casa”, la Federico II. È stato Manfredi a tagliare il nastro della Apple Developer Academy, la scuola di formazione per futuri sviluppatori iOS nata nel quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio grazie alla partnership con il colosso di Cupertino.

Per regolamento, il ruolo di Rettore è incompatibile con ogni altro incarico elettivo. Con la firma da ministro decadrà la sua carica presso l’Ateneo di Napoli, ma senza grossi problemi dato che la scadenza del mandato era fissata al 31 ottobre 2020.

Il Governo Conte II chiude il 2019 affidando l’Università nelle mani di un eccelso accademico che di essa vive e che ha fatto dei suoi studi una ragione di vita. Giunge imperante il bisogno di separare la scuola dal sistema universitario con la conseguente creazione di due ministeri: “Ora serve fare qualche sforzo in più, penso ad aumentare i fondi sul diritto allo studio. Sono convinto che la cosa migliore per potenziare il settore sia separare la scuola dall’università”, aggiunge il Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di fine anno a Villa Madama. Da qui la nomina di Lucia Azzolina, oggi sottosegretaria all’Istruzione, come ministra della Scuola al posto di Lorenzo Fioramonti.

L’impegno e il profilo di Manfredi garantiscono un’approfondita attenzione sul futuro dell’Università e della Ricerca scientifica in Italia. È giunto il tempo del cambiamento, della svolta per i giovani che vivono le complesse realtà studentesche. “Se mettiamo al centro la qualità delle persone non possiamo sbagliare. È la strada che intendo percorrere: su questo a volte mi si considera un po’ rigido, ma è un tema su cui non faccio negoziati”, commenta il neoministro Manfredi. Sulla questione delle risorse avverte che gli Atenei di tutta Italia necessitano di più fondi e risorse con un incremento di borse di studio per i meno abbienti. Massima attenzione “per ottenere risultati concreti nell’interesse degli studenti, dei ricercatori e di tutti i cittadini, rendendo sempre più questi settori fattore di sviluppo e di crescita per tutto il Paese”, continua il ministro.

Gaetano Manfredi rappresenta a tutti gli effetti l’esempio dell’uomo tenace, che non scappa dal Mezzogiorno, che lotta contro il marciume della società, che ama la propria terra e sa che solo tramite l’impegno, lo studio, la dedizione si potrà assistere ad una rivalutazione sociale, oltre che territoriale.

La nomina riempie di orgoglio non solo il neoministro, ma anche suo fratello Massimiliano Manfredi, eletto alla Camera con il Partito Democratico nella XVII legislatura, dal 2013 al 2018. “È doveroso ringraziarvi a nome mio e della mia famiglia per il calore e l’affetto di queste ultime 48 ore per questi eventi che non ci aspettavamo e che ci hanno particolarmente toccato. Sarà mio fratello che deciderà, dopo che avrà giurato, quale sarà il momento e il modo più opportuno per ringraziarvi tutti”, commenta il membro del PD in occasione del brindisi di fine anno, al quale, però, non ha potuto prendere parte Gaetano Manfredi.

Nonostante le vite apparentemente differenti dei due fratelli, il trait d’union che li tiene legati è la passione per lo studio, la conoscenza. Non a caso, in occasione della serata è stato riservato uno spazio a Rosario Esposito La Rossa, titolare della storica casa editrice di Scampia “Marotta & Cafiero Editori”. Premiato dalla Regione Campania per la sua iniziativa del “Libro sospeso”, lo scrittore racconta che in un solo anno più di 850 libri sono stati donati a tutti i ragazzi e le famiglie di Scampia che non potevano permettersi di acquistarne uno. “Noi avevamo un sogno che sembrava impossibile: quello di aprire una libreria a casa nostra. Ci siamo riusciti, abbiamo aperto la Scugnizzeria, la casa degli scugnizzi. Dove prima si vendeva la droga, oggi si spacciano libri”, conclude con grande emozione Rosario Esposito La Rossa.

(a sinistra Massimiliano Manfredi, a destra Rosario Esposito La Rossa)

Massimiliano Manfredi abbraccia e condivide gli ideali del fratello Gaetano, che da anni si batte per promuovere il sapere, perché anche in zone difficili la cultura, la competenza, l’innovazione, il coraggio possono cambiare le cose.

(fonte foto: rete internet)

 

“Quota cento”, il nuovo pericolosissimo petardo immesso sul mercato clandestino

Quota cento’ ha 7-800 grammi di miscugli esplodenti che possono essere devastanti.

È stato ribattezzato “Quota cento” e prende il nome dalla misura di pensione anticipata varata dal Governo. Si tratta del nuovo e pericolosissimo petardo immesso sul mercato clandestino dei fuochi in vista della notte di San Silvestro. Un prodotto definito “devastante” dall’appuntato scelto dei carabinieri del gruppo artificieri del comando provinciale di Salerno, Michele Landi che , a margine del consuntivo delle attività svolte nel 2019, ha lanciato un appello in vista dei festeggiamenti di Capodanno.
“‘Quota cento’ ha 7-800 grammi di miscugli esplodenti che possono essere devastanti”, ha sottolineato il militare, spiegando che questi prodotti “non sono altro che degli ordigni esplosivi che non vanno assolutamente utilizzati”. Il militare ha invitato tutti a “non comprarli” e “ad allontanarci il più possibile nel momento in cui vediamo qualcuno utilizzarli” ma soprattutto a “non toccare prodotti inesplosi”.

(fonte foto: rete internet)