Somma Vesuviana, indirizzo turistico e un corso serale: al Majorana si amplia l’offerta formativa

L’Istituto Tecnico Industriale Statale “Ettore Majorana” annuncia le grandi novità 2020 per i prossimi studenti: indirizzo “Turistico”, “Elettrotecnica e Informatica” per il serale. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 gennaio c.m.

L’ITIS dell’area vesuviana “Ettore Majorana” ha aperto il nuovo anno con due importanti novità riservate a tutti i ragazzi che si iscriveranno. Oltre ai già esistenti indirizzi di specializzazione in “Elettronica ed Elettrotecnica”, “Trasporti e Logistica”, “Chimica, Materiali e Biotecnologie”, è stato aggiunto “Turismo” e un nuovo percorso di studi serale “Elettrotecnica e Informatica”.

“Con l’indirizzo turistico – spiega il prof. Emanuele Coppola, coordinatore dell’area Ettore Projects – Il Majorana al servizio dei Beni Culturali, si ufficializza un percorso di alta formazione che preparerà tecnici specializzati nel crescente settore della valorizzazione di un territorio che offre infinite possibilità di occupazione e lavoro per i nostri giovani”.

Nelle prossime settimane l’Istituto aprirà le sue porte alle famiglie e a tutti i giovani interessati ad intraprendere un percorso tecnico-industriale: l’open day è previsto nei giorni 11, 18 e 25 gennaio dalle ore 16:00 alle ore 19:00. La scadenza per iscriversi ad uno dei suddetti corsi formativi è il 31 gennaio 2020, mentre per il serale la data si protrae oltre la fine del mese.

“Con il corso serale – aggiunge il Dirigente Scolastico arch. Giuseppe Cotroneo – si va incontro ai tanti giovani e meno giovani che, per motivi di lavoro, sono impossibilitati a frequentare di mattina. Conseguire il Diploma superiore non è mai troppo tardi e non è mai una perdita di tempo”.

Dopo la licenza media, i nuovi studenti che si iscriveranno presso l’ITIS “E. Majorana” avranno la possibilità di ottenere il Diploma di Perito Industriale, utile non solo per garantire sbocchi lavoratori nel settore dell’industria, della programmazione o dell’insegnamento, ma anche per fornire una base efficiente da cui partire per accedere a una qualsiasi facoltà universitaria.

Il corso di studi ha la durata di cinque anni ed è composto dal primo biennio formativo, cui seguono due anni specialistici e infine l’ultimo anno di orientamento. L’Istituto vanta laboratori tecnologici adatti a ogni indirizzo di specializzazione; aule con le moderne L.I.M., le lavagne interattive multimediali; due palestre, di cui una coperta e una scoperta, attrezzate per varie attività sportive, dalla pallavolo al calcio a 5, includendo anche pallacanestro e ping-pong; l’Aula Magna per le rappresentazioni teatrali e le proiezioni cinematografiche e una biblioteca dotata di sala audiovisivi.

(fonte foto: rete internet)

Polveri killer, l’Arpac ci ripensa: “valori di Acerra anomali per un guasto alla centralina”

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“Ad Acerra esiste una criticità ma i dati della centralina relativi alle giornate del 6 e 7 gennaio non sono attendibili a causa di un malfunzionamento dello strumento. In ogni caso attribuiamo la causa di questa criticità ai camini dei riscaldamenti, al traffico automobilistico e all’effetto serra provocato dall’alta pressione. Per quanto riguarda infine le emissioni industriali queste non ci forniscono valori significativi”. E’ la spiegazione fornita ieri dall’Arpa Campania, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, circa l’allarme provocato dagli ultimi dati delle centraline dell’Agenzia sulla qualità dell’aria ad Acerra, numeri da paura che hanno fatto scattare l’allerta inquinamento da polveri sottili. Cifre che hanno spinto l’altra sera gli ambientalisti a chiedere e ottenere l’intervento dei carabinieri per controllare che tipo di rifiuti stesse bruciando il termovalorizzatore. L’Arpac però ieri, attraverso il responsabile della rete di monitoraggio, Giuseppe Onorati, ha spiegato che i rilevamenti del 6 e 7 gennaio non sono validabili a causa di un malfunzionamento della centralina installata nella scuola Caporale, al centro della città. L’Agenzia ha quindi provveduto a cancellare dal suo sito internet questi dati, pur ammettendo che comunque “sia in atto una criticità ad Acerra, ma non nelle dimensioni in un primo momento pubblicate”. Il dato della centralina del 6 gennaio era di 106 microgrammi per metro cubo di pm10, cioè più del doppio del livello massimo consentito. Più grave quello del 7 gennaio: 161 microgrammi per metro cubo. Livelli di polveri sottili più che triplicati dunque. Numeri anomali rispetto agli altri comuni a rischio della provincia di Napoli, dove in alcuni casi i valori avevano superato di poco la soglia dei 50 microgrammi oppure non avevano sforato affatto.

Chirurgia estetica, sos di D’Andrea: ” Combattere l’abusivismo del settore”

Martina (il nome è, ovviamente, di fantasia), 45 anni, di Napoli, è stata operata di recente di mastoplastica additiva da un medico che le aveva garantito professionalità ed esperienza. Ma i risultati dell’intervento sono stati tutt’altro che positivi: la donna ha manifestato infatti una raccolta sierosa ed ematica, oltre ad un estremo gonfiore e dolore a una mammella. Come le è stato riscontrato dagli esperti che ora la seguono. A lanciare l’allarme sui casi in aumento di finti specialisti che provocano seri danni alle pazienti è Francesco D’Andrea, presidente della Società italiana chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. «Grazie al trattamento con un’esclusiva tecnologia che siamo i primi a utilizzare in Italia (il deep care, che sfrutta un’energia termica e sub-termica) abbiamo evitato di sottoporre la paziente a un intervento chirurgico correttivo. Ma i casi di danni provocati da chi si qualifica come specialista nel settore, senza averne le competenze, sono in pauroso aumento». «Frequenti sono le donne che si sono sottoposte, ad esempio, ad aumento delle labbra con filler – spiega D’Andrea – con un risultato deformante legato all’uso di un prodotto vietato come il silicone liquido, ancora proposto da medici senza scrupoli e attenti solo all’aspetto commerciale, dimenticando che noi non vendiamo prodotti ma eseguiamo prestazioni mediche a tutti gli effetti». La sempre maggiore richiesta di trattamenti di medicina e chirurgia estetica, con un trend di crescita di oltre il 10% negli ultimi 5 anni, ha visto aumentare il numero di complicanze e insuccessi, «un numero aggravato dalla crescita di prestazioni eseguite in maniera improvvisata e da medici non specialisti», rimarca il presidente SICPRE. Di conseguenza è in aumento il numero di richieste di interventi secondari per riparare i danni provocati da mani inesperte. «Circa il 30% delle nostre attività rientra in quest’ambito, che non sempre è di facile soluzione. La tipologia di queste complicanze è varia e può essere legata a trattamenti mini invasivi di medicina estetica o rientrare nell’ambito della chirurgia plastica». Sempre più frequenti, secondo D’Andrea, sono i danni da trattamenti «ritenuti semplici come i filler, il botulino, le tecnologie laser o da chirurgia estetica». «Per far fronte a questa problematica come specialisti SICPRE siamo impegnati a fare corretta informazione al cittadino e formazione ai medici con corsi di aggiornamento e master universitari, come quello da me diretto di medicina estetica alla Federico II di Napoli».

Falsi incidenti stradali, arresti e denunce. Coinvolto anche un giudice di pace di Sant’Anastasia

 Una vera e propria “fabbrica degli incidenti”, con falsi sinistri stradali e conseguenti truffe con risarcimenti milionari ai danni delle compagnie assicurative e del Fondo di garanzia per le vittime della strada: la Polizia Stradale di Roma, coordinata dalla Procura della Capitale e coadiuvata dalla Stradale di Napoli, ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare per associazione per delinquere finalizzata alla truffa alle assicurazioni e connessi reati contro la fede pubblica e la pubblica amministrazione. Denunciate altre 14 persone.

Troppi incidenti stradali e, soprattutto, troppe similitudini tra i sinistri per non destare il sospetto delle compagnie assicurative che si vedevano costrette ad erogare numerosi risarcimenti. È partita proprio dalle denunce delle compagnie di assicurazione e del Fondo di garanzia per le vittime della strada l’indagine sviluppata in prima battuta dalla Procura di Napoli e poi dalla Procura capitolina, alla quale il fascicolo è stato trasferito per competenza, in quanto coinvolto un giudice di pace di Sant’Anastasia . Quello che è emerso, dopo circa 2 anni di investigazioni dei poliziotti del Compartimento Polizia Stradale per il Lazio e l’Umbria, è stato un vero e proprio “sistema” per trarre ingenti profitti da incidenti stradali mai avvenuti, costruiti “ad arte” da una vera e propria organizzazione a delinquere specializzata e ramificata nel territorio campano, che agiva in modo seriale.

Il protagonista principale era un esperto avvocato del Foro di Avellino che, insieme ad alcuni colleghi, si adoperava per “inventarsi” l’ennesimo incidente, costruendo la dinamica ed il fascicolo del sinistro, curando i dettagli in ogni singola fase. In pratica i sinistri stradali, mai avvenuti, venivano opportunamente rappresentati come “incidenti con fuga”, dove l’ipotetico responsabile era sempre irreperibile. Prospettazione che agevolava l’ottenimento dell’ingiusto profitto.

Agli investigatori il sistema è apparso quasi come una rappresentazione teatrale, dove ogni attore aveva un preciso ruolo ed un copione da recitare. In questo senso, la sceneggiatura dell’incidente prevedeva, come prima fase, quella del reclutamento degli attori: previo compenso, venivano ingaggiate persone che fingevano di essere vittime di incidenti stradali ed altre, invece, che dovevano interpretare il ruolo dei testimoni, rendendo falsa testimonianza sulla dinamica del sinistro. La finta vittima, dopo aver conferito il mandato all’avvocato, veniva contattata da altri membri dell’organizzazione per essere accompagnata presso strutture sanitarie pubbliche, dove il medico compiacente stilava certificati che attestavano conseguenze traumatiche, post incidente, inesistenti.

Ulteriore caratteristica del copione criminale consisteva nell’ideare, in molti i casi, incidenti stradali sulla base di radiografie già illegalmente possedute dall’organizzazione, dalle quali scaturiva la diagnosi del primo soccorso, ovviamente con lesioni compatibili alle circostanze del sinistro. In tali episodi gli esami diagnostici e la documentazione sanitaria di ignari pazienti, veniva acquisita illecitamente dalle strutture sanitarie.

L’avvocato inoltrava la richiesta risarcitoria al Fondo di garanzia per le Vittime della strada, restando poi in attesa di ricevere una congrua proposta economica di indennizzo. Per alcuni sinistri il Fondo erogava direttamente il risarcimento, per altri era necessario richiedere l’intervento del Giudice di Pace compiacente. A questo punto emerge il secondo livello organizzativo del sistema criminale, dove l’avvocato ed i suoi sodali si avvalevano dei contatti con un Giudice di Pace ed un Cancelliere. Quest’ultimo si è rivelato come figura strategica del sodalizio criminale, in quanto nella fase di iscrizione a ruolo, “pilotava” il fascicolo del finto sinistro dirottandone l’assegnazione al Giudice di Pace compiacente. Il dispositivo delle Sentenze, in questo modo, non poteva che essere favorevole e blindato.

Tutti i componenti dell’organizzazione erano retribuiti secondo il livello funzionale e la tipologia di prestazione svolta; tuttavia il valore del compenso era sempre proporzionale al valore del risarcimento ottenuto. Nel corso dei due anni di attività investigativa è stato accertato che le procedure, consolidate e strutturate, messe in piedi dall’organizzazione, avevano reso oltre 1 milione e mezzo di euro. Il contributo del Giudice di Pace e del Cancelliere aveva trasformato il sistema in una “macchina perfetta” che ogni mese produceva decine di iscrizioni a ruolo di falsi sinistri stradali con la conseguente emissione di sentenze favorevoli.

L’associazione, inoltre, si avvaleva di standard di sicurezza, tecnologici e organizzativi particolarmente performanti, con telecamere a circuito chiuso per il controllo degli ambienti e numerose schede telefoniche per la gestione dei contatti.

Le modalità di interazioni tra i sodali della rete criminale erano inoltre rigide e vincolate, garantendo così l’anonimato dei vertici del gruppo criminale. Per questo, per gli scambi di informazione o la pattuizione dei compensi, venivano impiegati degli intermediari, onde evitare contatti diretti tra i capi e i complici occasionali, avvalendosi di sodali che svolgevano mansioni di livello inferiore. Talvolta, nelle conversazioni venivano adottate tutte le cautele possibili, utilizzando anche allusioni e metafore.

Casalnuovo di Napoli: ambiente, sviluppo, sicurezza, lavoro. I temi dell’evento organizzato da Fratelli d’Italia

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Si terrà Venerdì 10 Gennaio  alle ore 18 a Casalnuovo di Napoli l’evento promosso e organizzato dalla rete territoriale di Fratelli D’Italia nella provincia a Nord di Napoli.
Un momento di confronto e dibattito sui temi dell’ambiente, lo sviluppo, la sicurezza, i trasporti e il lavoro.
La tappa di avvicinamento alle Elezioni Regionali della prossima primavera metterà sul tavolo le questioni che riguardano una parte consistente del territorio della Provincia di Napoli.
Il dibattito sarà aperto con i saluti del Sindaco di Casalnuovo Massimo Pelliccia e vedrà le presenza del Presidente dell’ASI Giosy Romano, dell’Ingegnere ambientale Alberto Di Buono, del Parlamentare di Fratelli D’Italia Marcello Gemmato e del Senatore Antonio Iannone.
Saranno presenti il Coordinatore Regionale di Fratelli D’Italia Gimmi Cangiano e il Coordinatore Provinciale Nello Savoia.
La rete territoriale sarà rappresentata dai Coordinatori Cittadini di: Afragola, Raffaele Di Maso. Casalnuovo, Massimiliano Cosimo.Volla, Angela Sgritto. Pomigliano D’arco, Nello Pinto. Poggiomarino, Giuseppe Orefice.
Parteciperanno inoltre il consigliere comunale di Casalnuovo Anna Romano e i Dirigenti Pasquale Allocca di Marigliano, Felice Mercogliano di Nola, Raffaele Barbato di Acerra, Andrea Cavucci di Afragola e Giuseppe D’Angelo di Arzano.
L’incontro sarà il primo di altri appuntamenti che la rete territoriale intenderà mettere in campo per ascoltare i cittadini e arricchire la proposta programmatica di Fratelli D’Italia in vista delle imminenti elezioni regionali.

Polveri sottili: “E’allarme Acerra”. Controlli dei carabinieri nell’inceneritore

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Allarme rosso da polveri sottili, ad Acerra: è il solo comune dell’intero agglomerato Napoli-Caserta in cui fino all’altro ieri le centraline stavano ancora sforando. In tutti gli altri comuni i valori delle polveri killer sono stati infatti molto bassi negli ultimi giorni, grazie al vento sferzante soffiato incessantemente. Ma ad Acerra fino alla mezzanotte del 6 gennaio è rimasto un valore di 106 microgrammi per metro cubo di PM 10 e di 66 microgrammi per metro cubo di PM 2,5, cioè più del doppio del livello massimo consentito dalla legge nel primo caso e di quasi il triplo nel caso delle polveri più piccole, le PM 2,5 appunto. Una situazione preoccupante, che ieri ha spinto un gruppo di ambientalisti del territorio a formare un presidio davanti all’ingresso dell’inceneritore, l’impianto brucia rifiuti in questi giorni notevolmente impegnato a causa della grave emergenza immondizia che sta colpendo la città di Napoli. “Siamo convinti – denuncia l’ecologista Alessandro Cannavacciuolo – che questi picchi anomali di polveri sottili ad Acerra siano dovuti al fatto che nel termovalorizzatore stiano bruciando i rifiuti in modo non corretto e non conforme alla legge”. Parole che a ogni modo, almeno fino a ieri sera, non hanno trovato conferma da parte di nessuna autorità preposta ai controlli. Comunque intorno alle 19 due pattuglie, una dei carabinieri e l’altra della polizia municipale, hanno fatto ingresso nel termovalorizzatore per controllare. Sull’ “anomalia Acerra” ieri si è pronunciato un noto studioso locale di questi fenomeni legati all’inquinamento, Vincenzo Caprioli, ex consigliere tecnico del consiglio superiore dei lavori pubblici e studioso delle polveri sottili e dell’inquinamento da nanoparticelle. “L’unica spiegazione che posso dare su questo dato anomalo – dice – è che nel territorio di Acerra ci devono essere una o più fonti da emissioni inquinanti molto potenti. E per quanto mi riguarda – l’ipotesi dell’ingegnere – sono convinto che si tratti delle emissioni da impianti industriali a forte impatto ambientale. Ciò senza contare le famigerate nanoparticelle, infinitamente piccole e che non vengono rilevate dalle centraline dell’Arpac a causa della normativa vigente, che consente soltanto il rilevamento delle PM 10 e delle PM 2.5”. C’è però da sottolineare una discrepanza. La centralina della scuola pubblica Caporale, quella ubicata nel centro pieno della città e che sta facendo emergere i dati allarmanti, dà sempre valori superiori di polveri sottili rispetto a quella installata nella zona industriale, dove il 6 gennaio i valori erano quasi nulli. “Questa divergenza di dati avviene – replica Caprioli – non solo perché la centralina della scuola Caporale si trova nel centro urbano ma anche perché la ricaduta delle polveri da emissioni non investe direttamente la zona industriale ma l’area che si trova a una distanza di alcuni chilometri”. Ci sono carenze nei dati. Dal due gennaio l’Arpac non pubblica i risultati dei rilevamenti relativi alle emissioni registrate da una terza centralina installata ad Acerra, quella della scuola Capasso, in via De Gasperi, zona semiperiferica a nord della città. Qui il 31 dicembre scorso sono stati raccolti numeri impressionanti: 165 microgrammi per metro cubo di PM 10 e 50 microgrammi per metro cubo di pm 2,5. Dati questi raccolti prima che si desse il via all’esplosione di botti e fuochi d’artificio nella notte di Capodanno. Secondo quanto fatto registrare nell’arco dell’anno 2019 dalla centralina della scuola Capasso i giorni di superamento delle polveri sottili sono stati 77, un numero ben al di sopra dei 35 consentiti dalla legge. “Inoltre – fa notare infine l’ingegner Caprioli – devo purtroppo aggiungere che la centralina della scuola Capasso per intere settimane, dal 5 novembre, non ha fatto registrare nessun rilevamento validato, in pratica non ha funzionato”.

Sant’Anastasia, “open day” I.C. DA VINCI: greco e pensiero computazionale

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L’apertura al pubblico del plesso di via Boccaccio – per l’open day che si terrà l’11 gennaio prossimo dalle ore 16:00 alle ore 19:00 – sarà l’occasione per gli alunni di mettersi in gioco e di presentare alle famiglie ed agli aspiranti alunni l’offerta formativa del II^ Istituto Comprensivo.

I ragazzi dell’I.C., appositamente preparati dai docenti, tra l’altro, si cimenteranno nella lingua greca e nel pensiero computazionale per dare una visione particolareggiata dell’offerta formativa. Mettendo l’accento sullo sviluppo delle capacità logico-matematiche, sulle attività umanistiche, artistiche, musicali si darà anche una visione d’insieme delle attività che si fanno e si faranno al da Vinci per favorire il pieno sviluppo delle capacità dei singoli discenti e della loro maturità emotivo-relazionale.

“Abbiamo tutti la necessità di mantenere un legame con la storia. Ai ragazzi che abbiamo preparato ho spiegato questo legame attraverso il greco ed infatti alcuni di loro faranno accoglienza parlando greco. Lo studio introduttivo al latino e in modo più soft al greco serve ad ampliare le capacità mentali dei discenti al fine di dare loro gli strumenti più efficienti per poter affrontare le difficoltà relazionali che richiedono una capacità tale da poter affrontare e inquadrare i problemi a 360°. Le discipline attinenti alla musica, invece, sono essenziali perché il ritmo e l’armonia penetrano profondamente nell’animo delle persone generando in esse grande acutezza nel discernere il bello dal brutto il bene dal male come spiega Platone nella Repubblica” afferma il professor Francesco Martinelli.

In occasione dell’openday, presso il da Vinci, Istituto da anni apprezzato e radicato nel territorio, al quale si apre e si è aperto, ad esempio, nelle recenti festività natalizie offrendo gratuitamente alla cittadinanza un ricco cartellone di concerti, era atteso il sottosegretario alla pubblica istruzione Giuseppe de Cristofaro, il quale ha dovuto rinunciare per intervenuti impegni governativi.

”Eravamo pronti ad accogliere il sottosegretario De Cristofaro, ma ci ha assicurato la sua presenza al più presto e la sua personale attenzione verso il nostro Istituto, nel contiamo di realizzare un open day dai contenuti qualificanti ed interessanti per tutti.

Proponiamo, tra le altre discipline, lo sviluppo logico matematico che avrà come paradigma il pensiero computazionale, e quest’ultimo consiste nell’essere in grado di scomporre un problema complesso in tante parti più piccole e più gestibili per giungere alla soluzione del problema – dice la Dirigente Pasqualina Varchetta – partendo dall’osservare, dal riflettere e dal fare una giusta valutazione. Presentiamo poi l’area umanistica ponendo l’accento sulla interazione tra letteratura, storia e geografia, nonché latino, greco e lingue germaniche. Invito tutti a partecipare con interesse e liberamente per conoscere e condividere quanto i nostri ragazzi esporranno ai presenti come vere e proprie guide”.

Mariglianella, grande successo  di pubblico per la Befana   

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Al  Comune si è svolta la V Edizione . Donate calze e giocattoli ai bambini  .Mattattori “Angelo Iannelli e Mago Mr Pepe”.

Anche quest’anno a Mariglianella la tradizione è stata rispettata ,una  grande affluenza di bambini si è registrata presso l’Aula Consiliare del Comune per la    V Edizione  “E’ arrivata la Befana. Organizzata dall’Associazione Vesuvius in collaborazione con  l’Associazione Incantesimo Napoletano con l’importante patrocinio morale di    Telethon .
Manifestazione , fortemente voluta   dal Sindaco Felice Di Maiolo e dall’ Assessore Sport Cultura e Spettacolo Felice Porcaro, entrambi presenti ed entusiasti  dell’iniziativa, hanno  ringraziato gli organizzatori per la bellissima giornata donata ai tantissimi bambini e le numerose famiglie intervenute.

In un’Aula Consiliare stracolma di persone provenienti anche dai comuni limitrofi, i veri protagonisti sono stati i bambini che si sono lasciati coinvolgere dall’allegria della Befana: musica, cabaret, giochi di magia, balli e tanto divertimento.

Presenti  per  l’Amministrazione Comunale  anche l’Assessore  al  Bilancio Russo Arcangelo, il  Responsabile Servizi Generali del  Comune di Mariglianella Dott.   Francesco Principato   e il Consigliere Mimmo Ottaiano.

L’evento è stato curato e presentato dall’ Ambasciatore del Sorriso, Angelo Iannelli. Suggestivo e significativo lo spettacolo del mago  Mr Pepe, coaudivato dai tanti animatori di Incantesimo Napoletano. Applausi per   il giovanissimo talento nazionale  del canto Ciro Marra,  che ha riscaldato il folto pubblico con due sue canzoni “Abbracciam” e Mamma”. Sono stati tantissimi i doni consegnati dalla Befana di Mariglianella interpretata dall’attore Angelo Iannelli: giocattoli, calze, libri e quaderni. Inoltre i bambini presenti hanno potuto gustare un ricco buffet costituito da pizzette,  cornetti, graffette e cioccolatini.

Diversi anche i bambini meno fortunati che  hanno partecipato con entusiasmo, ricevendo doni e sorriso . Finale gioioso con un grande trenino, formato da tutti i presenti e capeggiato dalla Befana che ha girato in lungo e in largo la sede del Comune cantando con gioia viva la “Befana di Mariglianella” Soddisfatto  Angelo Iannelli che ha ringraziato, a nome della  Vesuvius, l’Amministrazione Comunale di Mariglianella, Telethon, l’ Associazione  Incantesimo Napoletano per la splendida manifestazione.

Da Somma Vesuviana a Scampia, un defibrillatore in dono all’A.S.D. Finanza Sport Campania

L’Associazione sommese “Amici del Buon Vivere” porterà un defibrillatore a Scampia per l’A.S.D. Finanza Sport Campania. Da oggi la società diventa Associazione Sportiva Cardioprotetta.

Generosità: un piccolo gesto può fare la differenza. Questa è una lezione che ormai da anni l’Associazione Amici del Buon Vivere ha imparato ed è per questo motivo che ormai da anni si fa portavoce di iniziative di utilità sociale, indirizzate principalmente ai giovani. Coinvolta in questo evento è l’A.S.D. Finanza Sport Campania, Società Sportiva Dilettantistica senza fini di lucro, affiliata al CONI, alla F.I.D.A.L. e all’Ente di Promozione Sportiva OPES. L’evento si terrà il giorno 09 gennaio 2020 alle ore 17:30 presso la sala consiliare dell’VIII Municipalità del comune di Napoli, Scampia. Per l’occasione l’Associazione vesuviana donerà un defibrillatore all’A.S.D. Finanza Sport Campania affinché possa esserci una diffusione sempre più ampia e capillare della cultura del primo soccorso. Un gesto semplice, ma rilevante: è sicuramente questo il modo migliore per dare il benvenuto al nuovo anno.

L’appuntamento del prossimo giovedì vedrà coinvolti vari volti che da sempre mostrano la loro vicinanza a cause sociali: Apostolos Paipais, Presidente della VIII Municipalità; Salvatore Di Sarno, Sindaco del Comune di Somma Vesuviana; Raffaele Esposito, Presidente dell’Associazione Amici del Buon Vivere; Carmine Mocerino, presidente commissione antimafia; Gianfranco Di Sarno , camera dei deputati;  Umberto Matrone, presidente Rotary club ;Rosario De Dominicis, Presidente A.S.D. Finanza Sport Campania. Modera il giornalista Nello Fontanella.

Entrambe le Associazioni hanno particolarmente a cuore l’impegno sociale, palesando grande attenzione alla diffusione dell’educazione civica tra i cittadini. Con il motto “Sport, Salute e Sociale” la A.S.D. Finanza Sport Campania ha organizzato numerose iniziative che si inseriscono in questo settore ed è stata al contempo coinvolta in esperienze, programmi, convegni incentrati su temi di interesse sportivo, sociale e culturale.

Con il notevole aumento di morti a causa di arresti cardiaci, avere a disposizione un defibrillatore automatico rappresenta ormai un diritto, oltre che un dovere morale. Ogni minuto è di vitale importanza: un intervento di primo soccorso rapido e adeguato può salvare la vita. Bisogna però tenere bene a mente che questo trattamento è efficace solo se eseguito durante i primi minuti successivi ad un arresto cardiaco improvviso.

Il progetto, portato avanti da anni e diffuso in tutte le cittadine oggi cardioprotette, sostenuto dalle istituzioni locali e dall’associazionismo, mira a fare chiarezza sulle manovre di primo soccorso, diffondendo un valore sociale indispensabile. Le mani di un passante che si precipita per dare il suo aiuto a chi è ormai disteso a terra, sono sicuramente necessarie, ma spesso non bastano a salvare vite appese ad un filo troppo fragile. È importante promuovere, sviluppare, perseguire la cultura del primo soccorso e del corretto uso del defibrillatore, erogando un’assistenza veloce e qualificata nel momento in cui si manifesta un problema cardiaco.

(fonte foto: rete internet)

Quando torneranno nei libri di scuola e, soprattutto, nelle lezioni dei docenti gli scrittori del Sud?

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Le “raccomandazioni” fatte nel 2010 dal Ministero della P.I. Quasimodo, Vittorini, Sciascia, la Serao e la Ortese nell’ elenco degli autori del’900 “eludibili” e non “decisivi”. Gli spazi e i silenzi riservati da uno dei più diffusi testi scolastici agli scrittori del Sud. Il problema della letteratura “dialettale”. Ma il Ministero e i testi scolastici danno solo delle indicazioni: alla fine,gli “spazi” sono individuati dalla libertà e dalla “visione” culturale dei docenti e delle scuole. La colpa non è mai solo degli altri.

 

Dai programmi ufficiali gli scrittori del Sud dell’’800 e del ‘900 furono cacciati dieci anni fa, quando era ministra della P.I. la signora Gelmini. Infatti nel 2010 il Ministero definì “non eludibili”, per gli alunni dell’ultimo anno degli Istituti superiori, Pascoli e D’Annunzio e “decisive” le poesie di Ungaretti, Saba e Montale, raccomandò la lettura di testi di Rebora, di Campana, di Luzi, classificò come autori “significativi”Gadda, Fenoglio, Calvino, Primo Levi, Pavese, Pasolini, Morante, e anche Meneghello: “Primo Levi, non Carlo Levi” notò, stupefatta, la giornalista Apollonia Striano (la Repubblica, 20-11-2013). Degli scrittori del Sud entrarono nel catalogo ministeriale degli “eletti” solo Giovanni Verga, “per la sua rappresentazione del vero” e Luigi Pirandello, “per la scomposizione delle forme del romanzo”: e le motivazioni bastano, da sole, a illustrare gli orientamenti degli esperti a cui la ministra diede l’incarico di stilare gli elenchi e che da questi elenchi tennero fuori Luigi Capuana, Salvatore Quasimodo,  Gerardo Bufalino, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Domenico Rea, la Serao, la Ortese e Federico De Roberto. Le proteste ci furono, ma fecero poco clamore, anche perché la scuola del Sud era scossa, in quel momento, dall’onda forte di un processo socio-politico che stava riducendo gli spazi della sua autonomia e la allontanava gradualmente dal centro del sistema culturale. Alcuni intellettuali, A.Di Napoli, G. Iuliano, P. Saggese, A. Quasimodo, figlio del poeta, scrissero un saggio a cui diedero come titolo l’”incipit” di una riflessione pubblicata da Salvatore Quasimodo nel 1953, nel suo “Discorso sulla poesia”:” Faremo un giorno una carta poetica del Sud, e non importa se toccherà la Magna Grecia ancora, il suo cielo sopra immagini imperturbabili d’innocenza e di sensi accecanti. Là, forse, sta nascendo la permanenza della poesia.” (immagine a corredo dell’articolo).

Uno dei testi più diffusi nelle scuole italiane è la storia della letteratura italiana pubblicata dalla Paravia: l’edizione del 2019 comprende anche  un volume di 1064 pagine  dedicato al periodo che va dall’età postunitaria e dalla Scapigliatura al primo Novecento e a Luigi Pirandello, e  un volume di 1146 pagine che si apre con la “narrativa straniera” e la “narrativa in Italia” tra le due guerre mondiali e si chiude con un “invito alla lettura dei narratori contemporanei” ( inseriti nell’elenco anche Roberto Saviano, Niccolò Ammaniti, Elena Ferrante e Andrea Camilleri) e con un capitolo dedicato al cinema. Entrambi i volumi hanno lo stesso titolo,” I classici nostri contemporanei”, e accanto al titolo c’è l’indicazione “Nuovo esame di Stato”. Nel primo dei due volumi a Salvatore Di Giacomo sono dedicati solo due righi, in cui si dice che il “suo verismo è bozzettisticamente minuto e liricamente patetico”.  Matilde Serao è inserita nell’ elenco degli “scrittori che si sogliono catalogare come veristi”, e, tra questi, Fucini, Pratesi e il giovane D’Annunzio, e che si limitano “ a descrivere in forme bozzettistiche alcuni aspetti del costume popolare e regionale, oppure a riprodurre atteggiamenti di polemica e di denuncia sociale”. Che voglia dire questo “riprodurre”, non so. Il verismo della Serao è giudicato, successivamente, come “venato di sentimentalismo da romanzo d’appendice e di ambizioni psicologistiche”.  Poche parole anche per Francesco Mastriani, nel paragrafo sul “romanzo d’appendice”: il napoletano nelle trame dei suoi racconti “mescola l’intrigo tenebroso con l’impegno di denuncia sociale”. Non c’è traccia alcuna né di Vittorio Imbriani, né di Raffaele Viviani. Nel secondo volume una cinquantina di pagine sono dedicate a Saba, una cinquantina a Ungaretti, ottanta pagine a Montale, e nove pagine a Quasimodo. Anna Maria Ortese è citata nel paragrafo “L’esaurimento del Neorealismo”: dimenticata dopo il successo ottenuto nel 1953 con “Il mare non bagna Napoli”, la scrittrice è stata “riproposta all’attenzione del pubblico e della critica” nel 1986 con la ristampa del romanzo “L’Iguana”, in cui la Ortese, “muovendo dal “realismo magico di Bontempelli” ha dato vita ad una suggestiva e raffinata scrittura surreale, sospesa fra l’incanto e i brividi del mistero”. Non c’è traccia di Domenico Rea. A Eduardo De Filippo è dedicata una pagina di presentazione: non commento alcuni giudizi espressi sui “caratteri meno convincenti dei testi” eduardiani, perché è mia intenzione ritornare sull’argomento . Dopo la pagina di presentazione seguono la scena conclusiva dell’atto secondo di “Filumena Marturano”, una brevissima “analisi del testo” e un sintetico” esercitare le competenze”.

Nella breve biografia di Eduardo si cita Eduardo Scarpetta, “grande attore e autore del teatro napoletano”, che di Eduardo fu padre. Il divieto di ingresso nei testi scolastici per la letteratura dialettale è di antica data: e non pare che qualche porto si possa aprire . E così agli alunni non si parla del milanese Carlo Porta e del romano Gioacchino Belli, che sono poeti di primissima fila, né di Ferdinando Russo e di Di Giacomo. Prima di dimettersi, il ministro Fioramonti ha chiesto che siano corrette le indicazioni date alle scuole superiori ai tempi della Gelmini. Ma la colpa non è solo della politica. La colpa è  prima di tutto nostra, di noi docenti. Perché la libertà e l’arte dell’insegnamento consentono a chi ne sente la necessità culturale di discutere con i propri alunni anche di quegli autori che qualche funzionario romano considera “eludibili e non decisivi”. La colpa non è mai solo degli altri.