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Polveri killer, l’Arpac ci ripensa: “valori di Acerra anomali per un guasto alla centralina”

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“Ad Acerra esiste una criticità ma i dati della centralina relativi alle giornate del 6 e 7 gennaio non sono attendibili a causa di un malfunzionamento dello strumento. In ogni caso attribuiamo la causa di questa criticità ai camini dei riscaldamenti, al traffico automobilistico e all’effetto serra provocato dall’alta pressione. Per quanto riguarda infine le emissioni industriali queste non ci forniscono valori significativi”. E’ la spiegazione fornita ieri dall’Arpa Campania, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, circa l’allarme provocato dagli ultimi dati delle centraline dell’Agenzia sulla qualità dell’aria ad Acerra, numeri da paura che hanno fatto scattare l’allerta inquinamento da polveri sottili. Cifre che hanno spinto l’altra sera gli ambientalisti a chiedere e ottenere l’intervento dei carabinieri per controllare che tipo di rifiuti stesse bruciando il termovalorizzatore. L’Arpac però ieri, attraverso il responsabile della rete di monitoraggio, Giuseppe Onorati, ha spiegato che i rilevamenti del 6 e 7 gennaio non sono validabili a causa di un malfunzionamento della centralina installata nella scuola Caporale, al centro della città. L’Agenzia ha quindi provveduto a cancellare dal suo sito internet questi dati, pur ammettendo che comunque “sia in atto una criticità ad Acerra, ma non nelle dimensioni in un primo momento pubblicate”. Il dato della centralina del 6 gennaio era di 106 microgrammi per metro cubo di pm10, cioè più del doppio del livello massimo consentito. Più grave quello del 7 gennaio: 161 microgrammi per metro cubo. Livelli di polveri sottili più che triplicati dunque. Numeri anomali rispetto agli altri comuni a rischio della provincia di Napoli, dove in alcuni casi i valori avevano superato di poco la soglia dei 50 microgrammi oppure non avevano sforato affatto.