Impianto biogas a Palma Campania, il sindaco di Ottaviano: “Un tavolo di concertazione tra Comuni”

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“Non entro nel merito tecnico dell’impianto di biogas che il sindaco di Palma Campania vuole realizzare nella sua area industriale, ai confini con San Gennarello: quando si parla di rifiuti bisogna avere occhi aperti e competenze, ma per questo c’è tempo. Di certo, mi aspetto condivisione e confronti con gli altri Comuni, prima di avviare un progetto del genere”, così il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, interviene nella questione in discussione in questi giorni a Palma Campania, dove il sindaco Nello Donnarumma ha dato disponibilità a realizzare un impianto per la trasformazione dei rifiuti in biogas nell’area industriale di via Novesche.

Aggiunge Luca Capasso: “Le ricadute di un impianto di biogas non riguardano solo la città che lo ospita, ma un intero territorio. E non mi riferisco solo alla puzza che, come è noto, non ha confini: mi riferisco a tutte quelle conseguenze negative che, ovviamente, nessuno si augura e che proprio per questo vanno prevenute”.

Di qui la proposta: “Chiedo, dunque, al sindaco di Palma Campania di convocare un tavolo di concertazione con i sindaci dei centri vicini, prima di avviare l’iter per realizzare l’impianto di biogas. Infine un appunto personale, ma neanche troppo: noto che gli ambientalisti che tanto si sono agitati per il rally (assolutamente legittimo) ad Ottaviano, ora tacciono. Meglio così, sia chiaro: meno parlano, meno danni fanno”

Tentativo di furto al bancomat con un ordigno, paura nella notte a Giugliano

ll furto di un bancomat è stato sventato la scorsa notte a Giugliano  grazie al tempestivo intervento dei carabinieri allertati dai residenti che sono stati svegliati di soprassalto dall’esplosione di un grosso ordigno. Il fatto è avvenuto la scorsa notte intorno alle 2, lungo il centrale corso Campano.
Secondo quanto accertato dai militari della locale Compagnia, i banditi avevano puntato al bancomat di un’agenzia bancaria.
L’esplosione dell’ordigno ha svegliato dal sonno centinaia di persone che hanno chiamato i carabinieri. I malviventi all’arrivo dei militari si sono dileguati. Il corso è stato chiuso al traffico per consentire agli investigatori di eseguire tutti gli accertamenti del caso.

Il “Larario” con i suoi affreschi in esposizione al MATT di Terzigno

L’evento si terrà  il 29 gennaio 2020. Dopo il prestito sarà ricollocato nella Mostra Archeologica in una Sala dedicata, in attesa di un altro viaggio per una nuova esposizione nel Mondo.

 

Gli affreschi più apprezzati della Mostra Archeologica “Pompei oltre le mura – le ville di Terzigno all’ombra del Vesuvio” presso il MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno sono quelli del Larario.

Un’importante opera rinvenuta nella cucina della “Villa 6”, nell’area della cava Ranieri a Terzigno, con la rappresentazione dei due lari e del Genio sacrificante e con la raffigurazione di due serpenti che si avvicinano ad un piatto di offerte.

I magnifici affreschi, già esposti all’inaugurazione della Mostra del 19 settembre 2019, sono stati successivamente in esposizione presso le Scuderie del Quirinale in Roma, per la mostra temporanea “Pompei e Santorini – L’eternità in un giorno”

Mercoledì 29 gennaio 2020, alle ore 11.30, presso il MATT avrà luogo un evento per il rientro del “Larario” nella sua nuova collocazione in una Sala dedicata.

Si terrà una conferenza stampa per illustrare le attività svolte, i risultati ottenuti e le scelte per valorizzare l’archeologia di Terzigno. Sarà possibile visitare l’esposizione del MATT fino alle ore 13.00.

Parteciperanno all’evento, oltre al sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura, Genny Falciano e l’Amministrazione Comunale, anche il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, rappresentanti del Mibac e delle altre Istituzioni del Territorio.

Con inizio alle ore 19.30, invece, si terrà la seconda parte dell’evento con la degustazione enogastronomica GourMATT dal titolo “Dal sacrificio al banchetto: rituali e cibo nella casa romana”.

Un cuoco esperto della cucina storica romana, condurrà gli ospiti in un percorso nella cultura a tavola con gli antichi: parlerà dei “pilastri” della cucina dell’epoca e degli ingredienti caratterizzanti e di come questi si siano evoluti fino ai giorni nostri.

Saranno mostrati gli oggetti e gli strumenti in uso nella quotidiana preparazione del cibo e quelle che erano le tecniche di cottura di esso. Si parlerà di tradizioni e di abitudini a tavola degli antichi romani, anche gli eccessi e le stravaganze tipiche del convivio antico avranno il loro spazio, il tutto tenendo in considerazione le differenze della stratificazione sociale, l’espansione geografica dei confini e l’avvicendamento dei secoli che hanno caratterizzato la Roma Antica e la stessa Pompei.

Tutto presente anche nelle ville della vicina Terzigno, come il particolare vino Mulsum, ovvero di un vino preparato, come era consuetudine, con miele e spezie. Vino che non potrà mancare per un brindisi tipico dell’epoca per il rientro dei prestigiosi affreschi.

 Shoah, gli alunni della “San Giovanni Bosco-Summa Villa”incontrano gli Ebrei dell’antica Terra di Somma Vesuviana

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Lunedì 27 gennaio 2020, la “Giornata della Memoria”, gli alunni della Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa”, guidati dalla prof. essa Maria D’Ambrosio, visiteranno a partire dalle ore 11:00 il quartiere Giudecca di Somma Vesuviana alla ricerca di attestazioni e presenze ebraiche.

Gli ebrei sono presenti sui territori italiani da tempi remoti. L’arrivo di questo popolo in Italia e in Campania risale già al 63 a.C.: erano prigionieri dei Romani di Pompeo, che ebbero libero permesso di vivere e commerciare a Pompei, Ercolano, Pozzuoli, Salerno e Napoli. Lo storico sommese Domenico Russo aggiunge che numerosi rinvenimenti archeologici attestano anche la presenza del popolo ebraico a Capua e nel territorio nolano. Nella città di Napoli, gli Ebrei fondarono la prima comunità in via Giudecca Vecchia a Forcella e la loro prima sinagoga. A Napoli, inoltre, anche un’altra colonia ebrea si insediò nel vicolo ebraico, l’odierno Limoncello. In città sorsero anche due sinagoghe. Quando i monaci domenicani iniziarono a perseguitarli in tutta Italia, obbligandoli a porre contrassegni  sui loro vestiti. Molti ebrei dall’altra parte della penisola si rifugiarono in Campania, ma, nonostante pagassero regolarmente le tasse ai dominatori e svolgessero fiorenti attività commerciali e culturali, nel 1541 vennero comunque espulsi. E in quest’epoca che si concretizza definitivamente anche l’allontanamento degli ebrei dalla Reale Terra di Somma. Nel 1928 lo storico Alberto Angrisani segnalava la loro presenza a Somma grazie ad alcuni graffitti su tegola rinvenuti all’interno della località “Abbadia”. Tali reperti, infatti, hanno convalidato recentemente l’esistenza di personale ebraico alle dipendenze di una fattoria o villa romana che ivi esisteva. I graffiti sembrano riprodurre una stella a cinque punte, che come appare anche in vari esemplari pompeiani, è quasi sempre collegabile a frasi inerenti personaggi o contesti ebraici, come riferisce l’archeologo Antonio Varone. Dal I secolo d.C. passeranno poi circa mille anni prima che si possa documentare la presenza della comunità ebraica nella Terra di Somma, continua Russo.

Re Carlo I d’Angiò, infatti, si servì della loro opera di banchieri, di sanitari, di orafi, di traduttori dall’arabo. Gli ebrei erano grandi prestatori di denaro; infatti nel lungo elenco vi erano i napoletani come Abramo de Lucifero, Monda Pisano, Abramo di Buonofato, Abramo Provenzale, Trottu de Lia. In particolare gli Abramo o “de Abraymo” erano pure dei mercanti sommesi, come sostiene lo storico Domenico Russo. Il cognome, tuttora esistente a Somma, ha avuto poi attraverso i secoli l’evoluzione in “Averaimo”, come attesta lo storico veneziano D. Fabrizio Capitello nella sua “Raccolta di Reali Registri, Poesie diverse…” del 1705. In quest’epoca la Giudecca era ubicata all’esterno della cinta muraria. Il prof. Mimmo Parisi sostiene, nei suoi studi, che gli ebrei, praticando l’usura, non potevano risiedere nel quartiere murato. Senza dubbio è da rilevare che nell’Italia meridionale, alla fine del dominio angioino, gli Ebrei formavano una classe sotto certi aspetti privilegiata e numerosa, sia per un forte ritorno all’Ebraismo dopo tante conversioni sia per le nuove immigrazioni, come ci conferma lo storico di orgine ebraica Emanuele Artom.

A conferma, poi, della presenza ebraica nella città di Somma vi è lo storico degli ebrei del Mezzogiorno, Dr. Nicola Ferorelli, che nella sua opera “Gli Ebrei nell’Italia meridionale dall’età romana al secolo XVIII”, Torino, 1915, afferma esplicitamente che in Somma nel sec. XV vi era una fiorente colonia ebraica nell’antichissimo quartiere Giudecca. E’ il periodo aureo dell’intreccio della storia locale con gli ebrei – come sostiene Russo – dato dal dominio aragonese nel Regno di Napoli. Alla seconda metà del XV secolo, e non prima, infatti, risale l’organizzazione della Giudecca, cioè del vero e proprio quartiere ebraico stavolta all’ interno della cinta fortificata del quartiere Casamale (vedi foto). Con l’ampliamento della murazione aragonese, infatti, operata da Ferrante d’Aragona, la Giudecca rientrò nella cinta muraria. A tal riguardo gli aragonesi, già a partire da Alfonso, non si mostrarono mai ostili, anzi utilizzavano gli ebrei anche in impieghi di prestigio, come sostiene il prof. Mimmo Parisi. I de Falco, che portarono a Somma l’edicola tutelare della “Madonna della Misericordia” in via Giudecca, erano ebrei genovesi, commercianti d’oro, venuti in massa a Napoli sotto il dominio aragonese. Ancora oggi la famiglia De Falco porta il soprannome ‘e ponenti, il che ci conferma la provenienza dalla Riviera di Ponente in Liguria, come afferma l’ing. Arcangelo Rianna.

La via del Console, ‘o cuonsolo, permetteva al rappresentante degli ebrei di poter scendere in città per confrontarsi con gli amministratori locali dell’epoca, dal momento ché l’attuale via Gino Auriemma era impercorribile, forse, o per la presenza di un grande fossato a difesa della terra murata, oppure la nuova costruzione muraria non permetteva lo sbocco sulla strada citata. La predilezione di re Alfonso d’Aragona per la città di Somma e per il popolo ebraico contribuirono quindi – secondo il Russo –  alla costituzione di una forte comunità ebraica. A ciò bisogna aggiungere che il medico personale di Alfonso d’Aragona era un ebreo palermitano di nome Mosé Bonavoglia, menzionato nei documenti dell’epoca con il titolo di “artium et medicine doctor”. Molti ebrei diventarono, successivamente, cattolici – come afferma il prof. Mimmo Parisi –  dopo l’espulsione dal Regno e tanti si convertirono nel tempo per continuare le loro attività commerciali.

 

Caivano: si concede una pausa e quando torna trova i Carabinieri. In manette pusher 46enne

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I carabinieri della tenenza di Caivano hanno arrestato per detenzione di stupef­acenti a fini di spa­ccio Antonio Argient­o, 46enne del post.
I militari hanno raggiunto l’uomo nel vano scale di una palazzina del cosiddetto “Br­onx” di Via Atellana e dopo una lunga os­servazione hanno notato Argiento che cedeva stupefacente attraverso una fessura ricavata in un cancello di ferro. Prima di essere arrestato, l’uomo si è concesso una breve pausa e quando è tornato al suo posto ha trovato i carabinieri.
Nelle sue tasche 53 dosi di cocaina per complessi­vi 47,7 grammi, 1 do­se di cocaina e 290 euro in contante, pr­ovento verosimilmente illecito.
In attesa di giudiz­io, il 46enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

Tassisti abusivi nel centro di Napoli, bliz della Guardia di Finanza

Tassisti abusivi a bordo di auto senza assicurazione, senza revisione e in un caso anche con la patente revocata. E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Napoli. I soggetti fermati, risultati completamente sconosciuti al Fisco, sono stati altresì segnalati all’Inps poiché facenti parte di nuclei familiari percettori del “reddito di cittadinanza”.
E’ stata la Guardia di Finanza, nel corso di distinti interventi, a individuare, nei pressi della stazione e del centro storico cittadino, i quattro tassisti: si servivano di vecchie e malfunzionanti Fiat Multipla prive di copertura assicurativa e con revisioni scadute da anni. In un caso il conducente aveva persino la patente revocata dal 2010 perché sottoposto ad una misura di prevenzione amministrativa emessa dal Questore. Gli autoveicoli sono stati sottoposti a sequestro per la successiva confisca, previa contestazione delle sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada, che variano da 2mila a 7mila euro.

Auchan Nola, Mugnano, Giugliano, Pompei: la Regione convoca aziende e sindacati

Per la prima volta la Regione Campania apre un tavolo istituzionale sulla “vertenza dei lavoratori Auchan” e convoca in audizione non solo i sindacati ma anche la multinazionale francese dei supermercati Auchan e i soggetti che da essa, l’anno scorso, hanno acquistato gli ipermercati di Nola, Mugnano, Giugliano e Pompei: 700 addetti complessivi. Dunque, in audizione presso la commissione attività produttive, lavoro e commercio del consiglio regionale il presidente Nicola Marrazzo ha chiamato l’azienda d’Oltralpe insieme agli amministratori delegati di Conad e Margherita Distribuzione. Obiettivo: chiarire il quadro della situazione e comprendere quali siano le intenzioni di Conad e Margherita circa il futuro prossimo produttivo e occupazionale degli ipermercati napoletani. Marrazzo ha convocato pure i componenti della terza commissione che presiede, gli assessori regionali alle attività produttive e al lavoro. L’appuntamento è fissato alle 12 e 30 di lunedi 27 gennaio nella torre F3 del centro direzionale di Napoli, dova ha sede il consiglio campano. A ogni modo quel che al momento si conosce di ufficiale circa la sorte della catena di impianti Auchan passati a Conad in provincia di Napoli è quel che è emerso durante i vari tavoli tenuti al ministero dello Sviluppo Economico. Secondo quanto dichiarato da Conad l’ipermercato di Nola, ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono,  non rientra nel suo piano di rilancio e sviluppo per cui l’obiettivo è di girarlo a sua volta, cedendolo, ma non si sa ancora a chi. Per quanto riguarda gli altri tre iper l’intenzione è di mantenerli attivi ma di ridimensionarli, sia in termini di superfici che di organici. Sulla sorte di questi quattro impianti pesa anche la decisione definitiva dell’antitrust attesa per gli inizi di marzo. L’organismo anti monopoli ha intanto deliberato che tre dei quattro iper napoletani acquisiti da Conad non sono compatibili con l’attuale assetto di mercato della provincia in quanto si trovano troppo vicini ad altri supermercati che hanno il marchio della cooperativa finanziaria bolognese. C’è poi un altro aspetto molto delicato. Conad e Margherita distribuzione finora si sono rifiutati di firmare un accordo quadro proposto da Cgil, Cisl e Uil per la gestione non traumatica di questa fase sensibile e per il rispetto dei diritti acquisiti dai lavoratori sotto le insegne Auchan.

Elezioni a Sant’Anastasia, il movimento politico siamoAnastasiani lancia l’iniziativa “obiettivo polemiche zero”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del movimento politico siamoAnastasiani.
Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” lancia l’operazione OBIETTIVO POLEMICHE ZERO in vista di probabili nuove elezioni: “Il nostro paese merita un confronto politico serio e costruttivo, basato sulle idee e soprattutto sulle soluzioni per migliorare il nostro territorio. È importante, anche per riacquistare la serenità sociale perduta negli ultimi anni”.
Il portavoce del movimento, Ciro Pavone, aggiunge: “Stiamo lavorando da mesi per proporre agli anastasiani un modello di governo differente e all’avanguardia, soprattutto nell’approccio culturale alla pubblica amministrazione e nella metodologia di gestione dell’Ente. Nei giorni scorsi abbiamo ufficialmente presentato IL FOGLIO DELLE PROPOSTE, 10 punti programmatici su cui intendiamo confrontarci in campagna elettorale e per cui riteniamo sia fondamentale concentrare l’attezione per rilanciare il nostro territorio dal punto di vista sociale, economico e strutturale”. E – infine – chiosa: “sono pronto a qualsiasi tipo di confronto pubblico, purché si parli esclusivamente della visione politica e dei progetti per Sant’Anastasia, di come risolvere concretamente i molteplici problemi che affliggono la nostra Comunità”.

Oggi a Napoli un memorial in onore di Giovanni Coffarelli

Somma Vesuviana rende omaggio all’ultimo cantore del folk vesuviano, Giovanni Coffarelli. In occasione del 10° anniversario della sua morte, Napoli riserverà un memorial in suo onore.

Dieci anni fa ci lasciava Giovanni Coffarelli, ultimo baluardo della cultura popolare e contadina vesuviana, protagonista del firmamento della musica napoletana. In suo onore oggi,  24 gennaio 2020 alle ore 17.30 , avrà inizio una cerimonia che porta il suo nome “Giovanni racconta. Anteprima della raccolta di fiabe raccontate da Giovanni Coffarelli”. Sede dell’evento sarà Sala Assoli – via Lungo Teatro Nuovo, Napoli – dove avrà inizio l’emozionante memorial con la proiezione del video della fiaba “’E tre fronne d’auciello Cifrone” a cura di Ciro Discolo. Giulio Baffi introdurrà l’evento, rigorosamente con ingresso libero, e sarà accompagnato dalla partecipazione musicale di Pasquale Ambrosio, Angelo Torto, Luigi Millunzi, Vincenzo Folmi e Giovanni Saviello.

Giovanni Coffarelli è stato un uomo poliedrico, dalle infinite doti culturali e sociali. Ha goduto e tutt’ora gode di fama internazionale, noto ai più per le sue eccelse capacità canore con le famose “tammurriate”, le lodi alla Madonna del Castello di Somma Vesuviana, i classici lamenti dei braccianti agricoli, oltre ai balli estatici che caratterizzano tutt’ora la tradizione folkloristica partenopea. Numerose sono state le grandi firme dell’arte e della cultura che hanno frequentato il suo il suo atelier in via Gino Auriemma: Roberto De Simone, Eugenio Bennato, Fausta Vetere, Ginette Herry, Lina Sastri, Paolo Apolito, Anna Lomax, Giovanni Pizza e Peppe Barra, grandi intellettuali nei cuori dei quali il Nostro ha lasciato un segno indelebile.

In realtà, il suo ricordo è ancora vivo, riecheggia tra i vicoli stretti del Casamale, dove insieme ad Angelo Turto costituì “La Paranza”, laboratorio di musica, cultura e tradizioni popolari, un luogo di aggregazione e di memoria storica. Custode e testimone della bellezza antica, Giovanni Coffarelli racchiude in sé quel prezioso patrimonio storico di cui Somma Vesuviana può vantare i natali. Canti, leggende, fiabe, tutto diventava magia attraverso i versi soavi dell’abile poeta.

Il suo talento ha avuto modo di uscire allo scoperto, girando il mondo tra festival nazionali ed esteri. Il debutto americano della musica popolare regionale italiana nel 1975 è stato seguito nel decennio successivo da numerosi tour musicali finanziati dal Ministero degli Esteri italiano e dal National Endowment for the Arts. La sua notorietà è andata anche oltre la sua stessa immaginazione, grazie alla partecipazione a seminari universitari a Parigi, Monaco di Baviera, Portogallo. Nel frattempo, Giovanni ha lanciato quel progetto tenuto per anni chiuso in un cassetto: il Centro di Cultura Popolare, situato in un monastero del XVI secolo del Casamale. Qui ha messo in mostra la sua collezione di strumenti folkloristici, quadri ed ex voto popolari, libri, video e ha organizzato corsi e laboratori per bambini e laureati di tutta la Campania.

Un uomo umile, rimasto orfano da ragazzo, costretto ad affrontare la fame e la miseria durante la Seconda Guerra Mondiale; iniziò e finì la sua vita coltivando la terra e, nonostante tutti i successi che lo hanno portato in giro per il mondo, si è sempre presentato come un semplice contadino, la cui bontà regna ancora nei cuori di chi ha saputo amarlo.

(fonte foto: rete internet)

Un appello per Serena

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 Mobilitazione per Serena, giovanissima studentessa del liceo scientifico «Vittorio Imbriani».

Diciassette anni appena, Serena ha scoperto dopo accertamenti dovuti ad un malore, di essere affetta da aplasia midollare, una rara malattia che colpisce in media due persone su un milione. La diagnosi, fatta all’ospedale Cardarelli è di quelle che prevedono un’unica speranza di vita normale: un trapianto di midollo. I prelievi effettuati per verificare la compatibilità dei familiari hanno dato esito negativo, ecco perché ora Serena ha bisogno di un donatore esterno. I genitori, Carmine e Carmela, chiedono un gesto d’amore per salvare Serena, ma anche tanti altri che ne hanno bisogno, iscrivendosi al registro europeo dei donatori di midollo. Possono farlo tutti i giovani dai 18 ai 35 anni e la tipizzazione midollare – che avviene con un prelievo di sangue o con tampone salivare – è davvero semplice e veloce. Basta rivolgersi ai vari ospedali di Napoli, dal Policlinico (padiglione 9 – telefono 0817462531), al centro trasfusionale del Policlinico vecchio (0815665064/78), fino al Cardarelli (0817472492). Al momento Serena è in cura all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, assistita dal professore Franco Locatelli. Il papà, Carmine, ha lanciato un ulteriore appello, chiedendo aiuto per organizzare iniziative di sensibilizzazione con l’Admo, l’associazione donatori. Ebbene, l’appello è stato raccolto da volontari sia a Pomigliano d’Arco, sia a Sant’Anastasia. Domani, dalle 9 alle 18, la prima iniziativa – dalle 9 alle 18 –  alla sede Avis di Sant’Anastasia, in via Pomigliano 38 che si ripeterà domenica dalle 9 alle 12. Pomigliano d’Arco ha risposto con un gazebo in piazza Giovanni Leone, con orari ancora da definire ma date già fissate: venerdì 14 e sabato 15 febbraio. I volontari saranno attrezzati per effettuare tamponi salivari e, chi vorrà, potrà donare il sangue.