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Somma Vesuviana rende omaggio all’ultimo cantore del folk vesuviano, Giovanni Coffarelli. In occasione del 10° anniversario della sua morte, Napoli riserverà un memorial in suo onore.

Dieci anni fa ci lasciava Giovanni Coffarelli, ultimo baluardo della cultura popolare e contadina vesuviana, protagonista del firmamento della musica napoletana. In suo onore oggi,  24 gennaio 2020 alle ore 17.30 , avrà inizio una cerimonia che porta il suo nome “Giovanni racconta. Anteprima della raccolta di fiabe raccontate da Giovanni Coffarelli”. Sede dell’evento sarà Sala Assoli – via Lungo Teatro Nuovo, Napoli – dove avrà inizio l’emozionante memorial con la proiezione del video della fiaba “’E tre fronne d’auciello Cifrone” a cura di Ciro Discolo. Giulio Baffi introdurrà l’evento, rigorosamente con ingresso libero, e sarà accompagnato dalla partecipazione musicale di Pasquale Ambrosio, Angelo Torto, Luigi Millunzi, Vincenzo Folmi e Giovanni Saviello.

Giovanni Coffarelli è stato un uomo poliedrico, dalle infinite doti culturali e sociali. Ha goduto e tutt’ora gode di fama internazionale, noto ai più per le sue eccelse capacità canore con le famose “tammurriate”, le lodi alla Madonna del Castello di Somma Vesuviana, i classici lamenti dei braccianti agricoli, oltre ai balli estatici che caratterizzano tutt’ora la tradizione folkloristica partenopea. Numerose sono state le grandi firme dell’arte e della cultura che hanno frequentato il suo il suo atelier in via Gino Auriemma: Roberto De Simone, Eugenio Bennato, Fausta Vetere, Ginette Herry, Lina Sastri, Paolo Apolito, Anna Lomax, Giovanni Pizza e Peppe Barra, grandi intellettuali nei cuori dei quali il Nostro ha lasciato un segno indelebile.

In realtà, il suo ricordo è ancora vivo, riecheggia tra i vicoli stretti del Casamale, dove insieme ad Angelo Turto costituì “La Paranza”, laboratorio di musica, cultura e tradizioni popolari, un luogo di aggregazione e di memoria storica. Custode e testimone della bellezza antica, Giovanni Coffarelli racchiude in sé quel prezioso patrimonio storico di cui Somma Vesuviana può vantare i natali. Canti, leggende, fiabe, tutto diventava magia attraverso i versi soavi dell’abile poeta.

Il suo talento ha avuto modo di uscire allo scoperto, girando il mondo tra festival nazionali ed esteri. Il debutto americano della musica popolare regionale italiana nel 1975 è stato seguito nel decennio successivo da numerosi tour musicali finanziati dal Ministero degli Esteri italiano e dal National Endowment for the Arts. La sua notorietà è andata anche oltre la sua stessa immaginazione, grazie alla partecipazione a seminari universitari a Parigi, Monaco di Baviera, Portogallo. Nel frattempo, Giovanni ha lanciato quel progetto tenuto per anni chiuso in un cassetto: il Centro di Cultura Popolare, situato in un monastero del XVI secolo del Casamale. Qui ha messo in mostra la sua collezione di strumenti folkloristici, quadri ed ex voto popolari, libri, video e ha organizzato corsi e laboratori per bambini e laureati di tutta la Campania.

Un uomo umile, rimasto orfano da ragazzo, costretto ad affrontare la fame e la miseria durante la Seconda Guerra Mondiale; iniziò e finì la sua vita coltivando la terra e, nonostante tutti i successi che lo hanno portato in giro per il mondo, si è sempre presentato come un semplice contadino, la cui bontà regna ancora nei cuori di chi ha saputo amarlo.

(fonte foto: rete internet)