Sant’Anastasia, apertura sportello disabilità

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L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, in collaborazione con la Cooperativa Eco e con il patrocinio morale del Comune di Sant’Anastasia, comunica l’apertura di uno Sportello per la Disabilità.

Mercoledì 5 febbraio alle ore 16,30 presso la Biblioteca Comunale sita in via Arco 54 – Sant’Anastasia –NA.-  verrà inaugurato lo sportello dedicato alle persone fragili e alla disabilità. Sempre in via Arco 54 presso l’UICI,ogni venerdì dalle ore 16,00 alle 18,00 uno psicologo e un educatore saranno a disposizione dell’utenza perandare oltre la semplice integrazione della persona disabile, fragile o svantaggiata, attraverso azioni gratuite mirate e professionali. Mission dell’iniziativa è fornire spiegazioni semplici e fruibili a domande che possono talvolta creare confusione; fornire un sostegno e un punto di riferimento costante alle situazioni di marginalità e solitudine; contribuire concretamente ad un progetto complessivo di Inclusione sociale.

Vista l’importanza di tale iniziativa, confidiamo nella partecipazione di tutti gli interessati e di tutti coloro che sono sensibili a tale problematica.

Un parroco di periferia

La sera del 18 gennaio di ventuno anni fa, mentre al rione De Gasperi di Ponticelli era in atto una rivolta contro la polizia, a pochi metri nella basilica della Madonna della Neve un gruppo di persone partecipava a una veglia funebre. Di preghiera e di ricordo di don Vincenzo Petrone, per tanti anni parroco a Barra e poi a Ponticelli. E il giorno dopo la scena si è ripetuta: violenza e blocchi stradali in casuale coincidenza con i suoi funerali.

Don Vincenzo ha educato diverse generazioni alla libertà, libertà piena e responsabile. In un progetto di promozione umana e cristiana per niente scontato, non facile da trasportare dalle parole ai fatti. Dal giorno di festa in chiesa ai giorni feriali nel quartiere.

Per la verità, egli ha coinvolto tanta gente soprattutto per la sua coerenza. Che lo ha portato in tante occasioni ad essere inviso alle istituzioni religiose e civili. Da quando si dimise dalla commissione diocesana per gli affari economici a quando ha combattuto la sua personale battaglia perché fossero offerti alloggi e spazi agli albanesi di Ponticelli.

Sotto l’apparente scorza contadina aveva cultura, sensibilità e profonde intuizioni pastorali. Soprattutto nel mettere al centro del progetto ecclesiale gli animatori di piccoli gruppi territoriali e le famiglie cristiane. Un buon numero di persone e di famiglie hanno avuto un ruolo attivo nella vita della parrocchia. Dalla responsabilità delle iniziative all’annuncio, al decentramento del culto nei rioni, alle opere di carità mirate.

È stato fin dagli anni sessanta tra i promotori del riscatto sociale delle nostre periferie. Imponendo piccole ma significative rivoluzioni, come l’eliminazione della “barca” di S. Anna durante le processioni. O, soprattutto, gli addobbi sfarzosi della chiesa per i matrimoni e i funerali, occasioni nelle quali si mettevano in mostra notabili, boss e arricchiti spesso con proventi illeciti. Favorendo il senso civico, il rispetto delle persone e delle cose degli altri, la pulizia e l’iniziativa della gente nei rioni. Promuovendo anche lettura, cultura, musica e partecipazione, vestire in modo pulito e parlar bene.

Vincenzo Petrone aveva trovato un giusto e felice equilibrio tra la promozione umana e quella cristiana. Scontentando quanti mirando allo “spirituale” sono cinicamente indifferenti alle vicende terrene degli altri. Ma anche quanti sono così aperti al “sociale” da dimenticare le persone.

C’era in nuce un progetto per Napoli orientale, e per le altre periferie. Un progetto che aveva come capisaldi l’identità del territorio e il ruolo, il protagonismo, delle persone che in tali zone vivono. Un progetto, quello di don Vincenzo Petrone, che, anche dopo ventuno anni, mi sembra sempre valido.

Somma Vesuviana, il sindaco Di Sarno: “Ho fiducia nella magistratura e sono sereno”

Dal sindaco Salvatore Di Sarno riceviamo e pubblichiamo una nota relativa all’inchiesta sul voto delle amministrative 2017, in merito agli articoli di stampa apparsi oggi su questa testata e su un quotidiano.

“In merito agli articoli di stampa apparsi nella giornata odierna sui social inerenti la campagna elettorale del 2017, quale sindaco della città di Somma Vesuviana sono fiducioso delle indagini in corso di svolgimento della magistratura e allo stesso tempo sereno per le modalità con cui sono stato eletto e tuttora amministro la città”.

Somma Vesuviana, il Pd: “Al più presto sia fatta chiarezza”

Dalla segreteria del Pd di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo

Il Partito Democratico di Somma Vesuviana, in considerazione delle indagini in corso, relativamente alle scorse Amministrative del 2017, auspica che al più presto sia fatta chiarezza su quanto accaduto su presunti voti di scambio.  Il Partito Democratico costituirà sempre un presidio di legalità contro ogni operazione che tende a svilire ogni processo democratico. Riaffermiamo con forza il valore di un impegno autentico e coraggioso, dove per coraggio s’tende la capacità di svolgere la propria funzione di Partito senza condizionamenti e senza deroghe dal rigoroso rispetto della legge.

Il PD di Somma Vesuviana proseguirà la sua battaglia per rendere il nostro territorio autenticamente Democratico e dedito esclusivamente all’interesse pubblico. Per noi la legalità resta un valore non negoziabile.

Somma Vesuviana, su annunciate dimissioni Raia e Scala, il sindaco: «Non si comprendono i motivi»

Somma Vesuviana, su annunciate dimissioni Raia e Scala, il sindaco: «Non se ne comprendono i motivi»

Dopo il comunicato (qui) con cui i consiglieri Maria Rosaria Raia e Andrea Scala hanno annunciato la volontà di dimettersi dalla carica, in seguito all’indagine risalente al 2017 che vedrebbe implicati personaggi della politica sommese, abbiamo chiesto un commento in merito al sindaco Salvatore Di Sarno.

 «Una scelta del tutto personale basata su un articolo di stampa. Penso che se dovessero esserci dei problemi inerenti le giuste indagini fatte in quel periodo, ben venga la verità. Ma al momento non riesco davvero a capire il motivo delle dimissioni» – ha detto Di Sarno.  Raia e Scala hanno non solo annunciato, ma anche invitato alle dimissioni. Ora, a meno che questo desiderio non si realizzi con una fuga in massa dal consiglio comunale su basi che per ora sfuggono ai più, ci saranno le surroghe: al posto dei due dimissionari che hanno, per esigenze lavorative del consigliere Scala, indicato la data di martedì 4 febbraio per ufficializzare il proposito, entreranno i due primi non eletti e si tratta di Saverio Lo Sapio e Luisa Calvanese.

Somma Vesuviana, Somma Vesuviana, Raia e Scala: “Andiamo a casa”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal gruppo” Insieme per Somma”

Il gruppo Insieme per Somma nell’apprendere dalla stampa le sconcertanti notizie, relative solo ad una fase dell’indagine, sebbene dai banchi dell’opposizione, ritiene che non sussistano più i presupposti per sedere all’interno del consiglio comunale.
I consiglieri Raia e Scala, in accordo con il coordinatore Salierno, comunicano le loro dimissioni che saranno formalizzate martedì 04 febbraio cm.
In uno scenario del genere, contornato da molte ombre, non si può più assicurare un governo sereno alla città.
Insieme per Somma invita tutti i CONSIGLIERI di maggioranza e di opposizione a fare un passo indietro e a rassegnare le proprie dimissioni.

Somma Vesuviana, compravendita di voti: le ombre sulle amministrative 2017

Ben 1510 pagine zeppe di documenti, fotografie, articoli di giornale, lettere ed esposti anonimi, intercettazioni ambientali e conversazioni carpite dagli inquirenti nella campagna elettorale delle amministrative 2017.  Un’inchiesta imponente proseguita fino ai primi del 2018 e che porterà alcuni personaggi della politica locale nelle aule di tribunale. Sui dettagli vige riserbo ma è certo che tra le accuse più gravi c’è quella di voto di scambio: da candidati al consiglio comunale disposti ad elargire denaro, a conversazioni captate dalla DDA in cui si evince, nero su bianco, che per prendere i voti a Somma Vesuviana bisogna inevitabilmente, «cacciare i soldi». Un’inchiesta di cui solo da qualche settimana si torna insistentemente a parlare, con molta curiosità, ma i tempi lunghi sono dovuti alla secretazione delle iscrizioni nel registro degli indagati per non inquinare le fasi cruciali delle indagini, proseguite di fatto per alcuni mesi dopo la fine della competizione elettorale.

Tutto parte da un’informativa di reato scaturita dalla denuncia querela presentata il 17 maggio 2017, ai carabinieri di Castello di Cisterna al cui comando c’era all’epoca il capitano Tommaso Angelone. A presentare quella denuncia fu il candidato in pectore Giuseppe Bianco, classe ’55, chirurgo vascolare molto noto a Somma Vesuviana. Pochi giorni prima, precisamente l’8 di maggio, Bianco aveva inaspettatamente ritirato la sua candidatura provocando uno tsunami di proporzioni epiche sulla imminente campagna elettorale. Circolata la voce, Bianco fu convocato dall’allora comandante di stazione di Somma Vesuviana, il maresciallo Raimondo Semprevivo che (proprio per conseguenze derivanti dai fatti di allora) comanda al momento la stazione di Afragola. Dopo quel colloquio, che da testimonianze di allora si svolse in maniera tranquilla e formale, Bianco diffuse un comunicato stampa rinunciando alla candidatura in maniera ufficiale e lasciando intendere che dietro questa scelta ci fossero ingerenze e pressioni. «Non ci sono le condizioni per una serena campagna elettorale». E infatti, serena non fu. Il carico da novanta ce lo mise poco dopo l’allora segretario del Pd, il principale partito che avrebbe visto Bianco candidato sindaco (c’erano già i manifesti in strada). Giuseppe Auriemma, infatti, si disse preoccupato per comportamenti “intimidatori e di ingerenza”, chiedendo alle autorità di vigilare e così via. Ma non era chiaro su chi e su che cosa, le autorità avrebbero dovuto vigilare. Ebbene, entrambi furono ascoltati dai carabinieri. Bianco per la seconda volta, Auriemma in virtù di ciò che aveva scritto e diffuso. Bianco dichiarò di aver ricevuto una telefonata anonima in cui qualcuno gli chiedeva se fosse proprio «convinto» di volersi buttare in politica…e inoltre quello stesso maggio aveva ricevuto una visita della polizia municipale andata a controllare la presenza di eventuali abusi edilizi sulla piscina di casa sua, proprietà della moglie. Un controllo che arrivava da un esposto anonimo indirizzato ai vigili urbani di Somma Vesuviana. Se non fosse stato abbastanza persecutorio così, a Bianco fu infilato nella cassetta della posta della sua abitazione un foglio anonimo con una scritta a mano, una scritta che gli faceva intravedere pericoli anche sul posto di lavoro. Auriemma non sapeva nulla di tutto ciò se non generiche e vaghe intimidazioni, tant’è che disse, rispetto al comunicato stampa diffuso, che si trattava di una denuncia politica, confermando di aver percepito un clima di preoccupazione. Nel frattempo un’altra scure stava per abbattersi sulla campagna elettorale 2017 a Somma Vesuviana, stavolta il colpo lo sferrava il consigliere regionale Carmine Mocerino, presidente della commissione anticamorra. Bianco doveva essere, ricordiamolo, non solo il candidato del Pd ma anche di Somma al Centro, una formazione civica caldeggiata proprio da Mocerino e in cui sarebbero stati candidati vari nomi noti della politica locale tra i quali spiccava quello di Luigi Mele, già vicesindaco di Ferdinando Allocca. Ebbene un comunicato diffuso da Mocerino in quei giorni faceva cenno ad «ingerenze e intimidazioni» e il consigliere regionale dava pubblicamente il suo sostegno al ritiro dalla campagna elettorale della mai presentata lista Somma al Centro. Anche Mocerino fu ascoltato dai carabinieri e il motivo del suo sostegno si seppe poco dopo pubblicamente tramite comunicati e articoli di stampa, segnatamente da un’inchiesta di Repubblica a firma della giornalista Conchita Sannino.  Mocerino esibì, presumibilmente, ai carabinieri, la stessa lettera che aveva già mostrato al Prefetto sostenendo che la stessa gli fosse stata consegnata da Luigi Mele che, in quella lettera, faceva riferimento a «ingerenze di locali esponenti delle forze dell’ordine».  Qualcuno pensò subito che le vicende Bianco/Mele/Mocerino fossero collegate, invece fu subito chiaro che non era così. Mentre anonimi facevano cambiare idea a Bianco che in politica non era mai «sceso» e che decise subito di tornare a climi più sereni, sull’altro fronte accadeva qualcosa di diverso. Anche Mele fu naturalmente sentito dai carabinieri e raccontò di alcuni incontri con il maresciallo Raimondo Semprevivo, di conversazioni che avevano finito per convincerlo a ripensarci. A quanto risulta, Mele non riferì mai alle forze dell’ordine di essersi sentito minacciato da Semprevivo che gli avrebbe solo chiesto conto, in una conversazione informale e diciamo confidenziale, delle motivazioni per cui lui, ex militante di Alleanza Nazionale, fosse passato tra le fila del centrosinistra. I due avrebbero poi amenamente discusso sui futuri scenari della politica locale. E del resto tra i due i rapporti erano, diciamo così, consolidati giacché nel 2010 fu proprio Semprevivo ad assicurare alla giustizia due estorsori che avevano puntato quale vittima Luigi Mele. Sui giornali di quelle settimane si forzò parecchio la mano, però, su entrambi i fronti: perché se su Repubblica appariva la figura di un maresciallo che in qualche maniera (si disse per favorire Allocca che poi perse in ballottaggio) faceva cambiare idea a Mele, sul Mattino interviste a firma di un noto inviato suggerivano che la figlia di Bianco fosse stata minacciata, episodio in verità mai avvenuto ancorché non smentito. E Bianco, al contrario del Pd che alfine non presentò la lista di partito e che si divise tra chi votò Pasquale Piccolo, tra chi (pochi) votò Salvatore Rianna, chi (pochissimi) scelse Ciro Sannino e chi si schierò con Salvatore Di Sarno, sembrò propendere, seppure mai ufficialmente, proprio per le file di Allocca prendendo contatti successivamente con esponenti vicino al presidente De Luca per un progetto poi mai realizzato: una sede di Campania Libera da aprirsi a Somma Vesuviana. E dunque, mentre il candidato sindaco designato e poi costretto a ritirarsi restava a casa, la maggior parte dei personaggi che avrebbero  dovuto comporre la mai partorita Somma al Centro risultava decisiva per la vittoria di Di Sarno.

Questo era lo scenario che ha provocato le indagini dalle quali sono però emerse notizie di reato preoccupanti, e sono queste ultime che porteranno esponenti della politica sommese dinanzi ai giudici in un prossimo futuro (diremmo imminente). Nei fascicoli dell’inchiesta ci sarebbero ipotesi di reato relative a compravendita di voti (50 euro un voto, ma anche a pacchetti dai mille ai millecinquecento euro alla stregua di forfait), personaggi legati alla criminalità organizzata, esposti dettagliati su abusi edilizi di politici locali arrivati in forma anonima a Palazzo Torino eppure regolarmente protocollati.

Da indiscrezioni, le utenze monitorate con potenti mezzi di Dda e software in uso ai Ros, sarebbero quelle di un candidato sindaco di centro destra, di un esponente delle forze dell’ordine, di un politico regionale, di un imprenditore, di un candidato sindaco mancato, ma le intercettazioni ambientali che sono proseguite fino ai primissimi mesi del 2018 avrebbero captato le confidenze di un consigliere comunale di centrodestra, di due consiglieri di maggioranza e di qualche funzionario in servizio a Palazzo Torino. Ma c’è da dubitare fortemente che colpi di scena avvengano prima delle elezioni regionali le quali, quelle sì, potrebbero mutare qualche scenario nel panorama politico locale.

Campania, al via la “settimana regionale contro il bullismo e il cyberbullismo”

Dal 3 al 7 febbraio parte la “settimana regionale contro il bullismo e il cyberbullismo” istituita dalla regione Campania. Un mega “truck” mobile, allestito per l’occasione, visiterà le cinque province campane e ospiterà al suo interno gli istituti scolastici e le associazioni attive sul tema.

Si parte il 3 febbraio a Benevento a piazza Risorgimento, per poi passare il 4 a Caserta e di seguito Avellino, Napoli e Salerno. “Inverti la Marcia” è il messaggio e l’invito che verrà lanciato durante le attività previste all’interno del “truck”: il bullismo e il cyberbullismo non sono altro che una forma di comportamento sociale di tipo vessatorio che genera una spirale di atteggiamenti aggressivi. Il circolo vizioso che si viene a creare è alla base del dilagare di questi fenomeni. Il senso di “Inverti la Marcia” è proprio questo: fermare lo schema comportamentale e ragionare sulle proprie azioni in società, sul proprio contributo per rendere una giornata altrui “meno storta” e innescare meno circoli vizios

Elezioni regionali: spuntano altri nomi, ma prevale l’incognita alleanze

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Un giorno è De Luca contro Caldoro, l’altro giorno si azzera tutto e le carte si mischiano. Le elezioni regionali della Campania continuano a far discutere ma, soprattutto, continua a regnare l’incertezza sul nome che aspira alla carica di governatore

 

Un giorno è De Luca contro Caldoro, l’altro giorno si azzera tutto e le carte si mischiano. Le elezioni regionali della Campania continuano a far discutere ma, soprattutto, continua a regnare l’incertezza sul nome che aspira alla carica di governatore. Una incertezza che, inevitabilmente, coinvolge anche il Movimento Cinque Stelle: non si sa ancora se saranno il possibile terzo polo o se convergeranno in un’alleanza con Pd e centrosinistra. Nel primo caso, è probabile che i grillini possano ancora puntare su Valeria Ciarambino, pomiglianese che, insieme a Gennaro Saiello (che invece è di San Vitaliano) rappresenta la parte “vesuviano-nolana” del gruppo penta stellato. Ma non ci sono solo quelli che aspirano alla presidenza di Palazzo Santa Lucia. Sotto traccia, ma neanche troppo, lavorano i candidati al consiglio regionale. A Somma Vesuviana si registrano i movimenti di due donne: Paola Raia e Francesca Allocca. La prima ha esperienze proprio in consiglio regionale, oltre che al Comune, la seconda è pronta a raccogliere l’eredità politica del padre Ferdinando, puntando dritto al palazzo F13 del Centro Direzionale di Napoli. in attesa di capire cosa succederà a San Giuseppe Vesuviano, dove il sindaco Vincenzo Catapano e il senatore Francesco Urraro portano la bandiera della Lega e cercano una candidatura forte, a Poggiomarino è pronto a scendere in campo Franco Carillo, ex vicesindaco (con il centrodestra) e Vincenzo Vastola, ex sindaco di centrodestra che però sta flirtando con De Luca. Infine a Palma Campania ha già annunciato la sua candidatura Enzo Peluso: cinque anni fa ebbe un buon exploit con i socialisti e ora ci riprova dopo un capillare lavoro sul territorio.

Pollena Trocchia, attivati i voucher per assistenza domiciliare anziani e disabili

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Attivi a Pollena Trocchia i voucher per il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) e per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rivolti ad anziani e disabili del territorio. A darne notizia alla cittadinanza sono il Sindaco del comune vesuviano, Carlo Esposito, e l’Assessore alle Politiche sociali e vicesindaco Pasquale Fiorillo. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della programmazione dei servizi alla persona e consiste nell’erogazione di voucher sotto forma di rimborso spesa, per offrire alle famiglie una compartecipazione alla spesa dei servizi di assistenza domiciliare secondo quanto stabilito in sede di Ambito Territoriale N24, di cui Pollena Trocchia fa parte. Per richiedere l’attivazione dei voucher per ADI e SAD è possibile recarsi presso gli uffici dei servizi sociali in Corso Umberto I di giovedì, dalle ore 9.30 alle ore 13. «Garantire vicinanza istituzionale anche sotto forma di aiuti concreti a chi è meno fortunato e necessita di assistenza domiciliare non solo rappresenta un ineludibile segnale di civiltà, ma è una delle priorità della nostra Amministrazione» ha detto il sindaco Carlo Esposito. «Grazie all’attivazione dei voucher, gli anziani e i disabili del territorio e le loro famiglie riceveranno sostegno socio-assistenziale grazie al quale trarranno giovamento non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Si tratta solo di una delle tante misure di politiche sociali che da anni garantiamo a Pollena Trocchia» ha spiegato l’Assessore Pasquale Fiorillo.